Negato l’ingresso in Venezuela a due giornalisti del Tg1
scritto da Fatti Nostri | 2 Agosto 2024
Il Venezuela ha negato l’ingresso al giornalista Marco Bariletti e il cameraman Ivo Bonato del Tg1. I due, arrivati all’aeroporto internazionale Simón Bolívar di Maiquetía, sono stati separati dagli altri passeggeri al controllo passaporti e poi espulsi con l’obbligo di tornare in Italia.
TAJANI: “INGRESSO VIETATO A INVIATI TG1 NON È BEL SEGNALE”
“Solidarietà ai due inviati Tg1 ai quali è stato vietato ingresso in Venezuela. Trasparenza e libertà di stampa sono alla base di un sistema democratico. La scelta di non farli entrare impedisce ulteriormente di far luce sul corretto svolgimento delle elezioni. Non un bel segnale“. Ha scritto su X il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani.
UNIRAI: “SOLIDARIETÀ A COLLEGHI TG1 ESPULSI”
“Solidarietà ai colleghi del Tg1 espulsi dal Venezuela appena arrivati. Erano lì per documentare lo svolgimento delle elezioni in un clima non democratico. Le autorità competenti si attivino per garantire l’esercizio della libertà di informare”. Lo scrive su X il sindacato Unirai, liberi giornalisti Rai.
GELMINI: “SOLIDARIETÀ A GIORNALISTI RAI ESPULSI”
”Negare l’ingresso in Venezuela a due giornalisti Rai è l’ennesima dimostrazione della volontà delle autorità venezuelane di mettere il bavaglio anche alla libera informazione. La mia solidarietà a Marco Bariletti e Ivo Bonato, giunti a Caracas per documentare le proteste esplose nel Paese dopo le controverse elezioni presidenziali. La Comunità internazionale intervenga e vigili pure su questo aspetto, affinché anche nel regime di Maduro venga riconosciuto il sacrosanto diritto di libertà di espressione e informazione”. Così Mariastella Gelmini, senatrice di Azione e membro della Commissione di Vigilanza Rai.
MOLLICONE (FDI): “SOLIDARIETÀ A GIORNALISTI ITALIANI ESPULSI”
“Non sorprende ma inquieta l’espulsione dal Venezuela di due giornalisti del Tg1, Marco Bariletti e il cameraman Ivo Bonato, che erano arrivati a Caracas per documentare le tensioni in atto nel paese a seguito delle recenti elezioni. Seguiamo con apprensione le repressioni delle proteste del popolo venezuelano nate dopo le manipolazioni del voto popolare e la mancata trasparenza dello spoglio da parte di Maduro, che negli anni della sua presidenza ha oppresso e ridotto in povertà la popolazione. Questo episodio è l’ulteriore conferma della volontà di Maduro di nascondere al mondo la corruzione e la violenza che da anni avvolge il suo mandato e quello dei suoi alleati. Solidarietà ai giornalisti italiani espulsi e a tutto il popolo venezuelano che lotta per la libertà e le democrazia”. Così dichiara il Presidente della Commissione Editoria della Camera e Responsabile Nazionale cultura e innovazione cultura e innovazione di Fratelli d’Italia Federico Mollicone.
44 anni fa la Strage di Bologna. Oggi la commemorazione
scritto da Fatti Nostri | 2 Agosto 2024
Bologna celebra il 44esimo anniversario della strage alla stazione del 2 agosto 1980. Oggi la commemorazione per ricordare le 85 vittime dell’attentato è iniziata questa mattina nel cortile di Palazzo D’Accursio.
“A Bologna si consumò uno degli eventi più tragici della nostra storia repubblicana. Una ferita insanabile, monito permanente da consegnare alle giovani generazioni unitamente ai valori della risposta democratica della nostra Patria, che hanno consentito il riscatto e, nell’unità della nostra comunità, la salvaguardia del bene comune”. Dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
MATTARELLA: “SEGNO INDELEBILE NELLA COSCIENZA DEL POPOLO“
“I morti, le immagini della Stazione di Bologna devastata, l’attacco feroce alla convivenza degli italiani- continua il presidente- hanno impresso un segno indelebile, il 2 agosto 1980, nella identità della Repubblica e nella coscienza del popolo italiano. La memoria non è soltanto un dovere ma è l’espressione consapevole di quella cittadinanza espressa nei valori costituzionali che la violenza terroristica voleva colpire e abbattere”.
MATTARELLA: “STRATEGIA NEOFASCISTA NUTRITA DI COMPLICITÀ”
“Con profondi sentimenti di solidarietà- aggiunge-, quarantaquattro anni dopo l’attentato, ci uniamo ai familiari delle vittime e alla Città di Bologna, teatro di una spietata strategia eversiva neofascista nutrita di complicità annidate in consorterie sovversive che hanno tentato di aggredire la libertà conquistata dagli italiani”.
PIANTEDOSI: “GOVERNO C’È, PER MEMORIA E VERITÀ“
“Il Governo c’è. Come c’è l’Italia, intera e unita, al fianco di Bologna per tenere viva la memoria e condividerne senza riserve la verità”. Sono le parole del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, pronunciate questa mattina nel cortile di Palazzo D’Accursio.
“Una strage neofascista– dice chiaro e tondo Piantedosi- espressione di un disegno eversivo che mirava a colpire lo Stato nella sua componente più sensibile, vale a dire le persone comuni”. Il ministro lo definisce “un atto barbarico e vile”, che ha mietuto vittime in una “guerra alla nostra democrazia, in cui siamo tutti dalla stessa parte”. Tenere viva la memoria, e condividere la verità sulla strage, aggiunge Piantedosi, “serve a guardarsi con reciproca fiducia, a rinsaldare un’alleanza democratica, a fare meglio e di più per risolvere i conti col passato. E non basta non dimenticare, bisogna agire. E dobbiamo farlo tutti, Governo e cittadini”.
Il ministro plaude poi all’associazione dei familiari delle vittime, il cui “dolore, forza e dignità sono per tutti un esempio. Avere trasformato la vostra sofferenza in un impegno costante per la verità e la giustizia”. Piantedosi quindi aggiunge: “Viviamo in un momento nel mondo in cui sembra delinearsi una minaccia ai valori di pace e democrazia. La strage di Bologna ci insegna che pace, sicurezza e democrazia non sono conquiste scontate, ma valori che vanno difesi e promossi ogni giorno. Per farlo dobbiamo essere uniti contro ogni forma di odio e intolleranza e ribadire e con forza il nostro rifiuto al fascismo”, afferma Piantedosi.
PIANTEDOSI: “RISARCIMENTI? CI STIAMO LAVORANDO”
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, tende la mano ai familiari delle vittime della strage di Bologna sui risarcimenti. E lo fa intervenendo questa mattina alla commemorazione nel cortile del Comune. “Confermo la rassicurazione al presidente dell’associazione, Paolo Bolognesi- dice il ministro- porsi il problema delle coperture finanziarie significa avere a cuore concretamente e seriamente i diritti delle vittime del terrorismo. Diversamente si rischierebbe di fare promesse che non troverebbero concreta realizzazione.
E noi ci stiamo lavorando”. Sul disegno di legge in discussione in Parlamento, sottolinea il ministro, “si registra l’ampia condivisione di tutte le forze politiche e il massimo sostegno del Governo. Per rendere più efficace e rapido questo percorso stiamo fornendo ogni possibile contributo perché siano soddisfatte tutte le legittime aspettative dei familiari delle vittime“.
Secondo Piantedosi occorre dunque “proseguire il nostro impegno affinché ai familiari delle vittime del terrorismo sia assicurato il giusto riconoscimento per il tributo di dolore e sofferenza che hanno pagato. Il Parlamento su questo ha impresso un’importante accelerazione sui progetti di legge che puntano a estendere la platea dei beneficiari delle provvidenze economiche per le vittime del terrorismo, ma anche per semplificare le procedure per la concessione dei benefici”, ribadisce il ministro.
GRIDO VERSO PIANTEDOSI: “BASTA CON LE PASSERELLE”
Piccola contestazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi questa mattina a Bologna, in occasione della commemorazione della strage alla stazione del 2 agosto 1980. Al termine dell’intervento di Piantedosi, nel cortile del Comune, un uomo lo apostrofa a voce alta a pochi passi dalla zona dei relatori: “Ministro! Ci dica del ruolo della Nato nella strage del 2 agosto e anche nella strage di Ustica. Si impegni a desecretare tutti gli atti delle stragi. È inutile che venga qui a fare la passerella”. Detto questo, l’uomo si è allontanato.
LEPORE: “SIA UNA GRANDE QUESTIONE NAZIONALE”
Bologna celebra il 44esimo anniversario della strage alla stazione del 2 agosto 1980, in un anno particolare perché sono arrivati “importanti aggiornamenti dalle sentenze dei Tribunali e questo per noi insieme ai familiari è fondamentale e importante”, dichiara il sindaco Matteo Lepore aprendo le celebrazioni nel cortile del Comune.
“Desidero ringraziare tutte le staffette podistiche, le associazioni, le scuole, i volontari della memoria e i tanti gruppi che si sono impegnati per raccontare cosa è stato e il valore della memoria- continua Lepore- e per portare ovunque nel territorio la consapevolezza di cosa significa vivere in questa città e lottare ogni giorno per la verità e la giustizia“.
Il sindaco ringrazia anche “tutta la stampa locale, nazionale e anche qualche ospite internazionale, perché abbiamo bisogno che la storia del 2 agosto non sia solamente una questione del nostro territorio ma davvero una grande questione nazionale”. Conclude Lepore: “Abbiamo bisogno della libertà di stampa e che la vostra professione sia tutelata, perché la verità e la giustizia possano essere portate avanti”.
BOLOGNESI: “CHI È AL GOVERNO NON HA CAPITO VERITÀ PROCESSUALI”
“Chi è al governo non ha compreso bene le verità processuali, lacuna notevole per la nostra democrazia”. Dalla cerimonia di commemorazione della strage di Bologna, il presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime, Paolo Bolognesi, punge il governo. “Il nostro manifesto quest’anno è sintetico: ‘conosciamo la verità e abbiamo le prove’. Non abbiamo esagerato. Gli ultimi processi hanno certificato che la strage fu organizzata e finanziata dai vertici della loggia P2, protetta da servizi segreti deviati ed eseguita da terroristi fascisti. Diventa la lettura della strategia della tensione. Un passo fondamentale per conoscere la storia del Paese”, esordisce Bolognesi.
Per questo, dice, siamo “sgomenti nel vedere pochi anni dopo quel 1980 un presidente del Consiglio che era stato membro della P2 e a cui hanno addirittura intitolato un aeroporto”, spiega, facendo riferimento a Silvio Berlusconi. Dunque, “chi è al governo non ha compreso bene le verità processuali, lacuna notevole per la nostra democrazia”.
BOLOGNESI: “GARANZIE DA GOVERNO SU RISARCIMENTI”
Sulla proposta di legge che integra la legge 206 sui risarcimenti alle vittime del terrorismo “ho parlato con il ministro Piantedosi. Ho avuto garanzie e credo che possa essere un altro dei punti, assieme al riconoscimento della matrice fascista della strage, uno dei punti focali della manifestazione”. Ha detto il presidente dell’associazione.
SCHLEIN IN CORTEO: “AVANTI, SEMPRE NELLE STESSA DIREZIONE”
Anche la segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein, partecipa al corteo per il 44esimo anniversario della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.
Schlein percorre un primo pezzo di manifestazione colloquiando con Michele De Pascale, sindaco di Ravenna e candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Emilia-Romagna, prima di raggiungere il primo cittadino bolognese Matteo Lepore.
Nel mezzo, il passaggio attraverso lo spezzone che raccoglie i familiari delle vittime, riconoscibili dal tradizionale fiore bianco. Molti dei parenti fermano la segretaria dem per una stretta di mano o un selfie. “Andiamo avanti”, le dice uno di loro. “Sempre nella stessa direzione”, la risposta di Schlein.
BAGNO DI FOLLA PER ELLY SCHLEIN IN CORTEO
Strette di mano, baci, abbracci e gli immancabili selfie, quindi. La segretaria nazionale del Pd si unisce al corteo in via Indipendenza, poco dopo la partenza da piazza del Nettuno. E subito va a salutare il sindaco Matteo Lepore, il ministro Matteo Piantedosi e il presidente dell’associazione familiari vittime, Paolo Bolognesi.
Sorrisi e strette di mano anche col sindaco di Ravenna, Michele De Pascale, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Emilia-Romagna, con la presidente facente funzione Irene Priolo e con la segretaria del Pd di Bologna, Federica Mazzoni.
Per un lungo tratto, poi, Schlein cammina sotto braccio con l’assessore Vincenzo Colla, a cui è stato affidato il compito di coordinare la Fabbrica del Programma e con cui la leader dem parla fitto fitto. Dopodiché la leader Pd si sgancia e ‘scortata’ dal fedelissimo Igor Taruffi risale verso la coda del corteo. E così inizia un lungo rituale di strette di mano con la gente.
“Posso salutarti Elly?”, è la domanda più ricorrente. “Brava Elly”, “Grazie Elly”, sono le altre frasi più gettonate. C’è anche una signora che azzarda: “Elly, mi raccomando. Non riprendere mica Renzi…”. Lei a sua volta ringrazia tutti, anche per “essere qui oggi al corteo” per il 2 agosto.
Tra i capannelli che si formano intorno a Schlein c’è anche quello targato M5s. Il coordinatore regionale Marco Croatti, la consigliera regionale Silvia Piccinini e la delegata metropolitana a Bologna Giulia Sarti si fermano a scambiare quattro chiacchiere con la segretaria dem, tra abbracci e sorrisi. Un piccolo ‘vertice’ di campo largo, dall’atmosfera rilassata.
Schlein si ferma poi a salutare anche Yassine Lafram, presidente Ucoii, anche lui in corteo dietro lo striscione della comunità islamica di Bologna. Quindi la segretaria Pd torna verso la testa del corteo, e sono ancora strette di mano e pacche sulle spalle. “Forza Elly”, le dicono in tanti.
ALESSANDRO GASSMANN: “2 AGOSTO 1980, IO NON DIMENTICO”
“Bologna, 2 agosto 1980. Io non dimentico”. Lo scrive su X l’attore Alessandro Gassmann.
TAJANI:” EVERSIONE NON PUÒ SOVVERTIRE LIBERTÀ E DEMOCRAZIA“
“Ricordare quanto accaduto a Bologna 44 anni fa è un dovere dello Stato. Per onorare la memoria di 85 vittime innocenti, per la verità che i loro familiari ancora cercano. Perché l’eversione e lo stragismo, di qualsiasi matrice, non possano mai sovvertire la democrazia e la libertà”. Lo scrive sui social il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
PICHETTO: “RESTA UNA FERITA APERTA PER IL PAESE“
“La strage di Bologna resta una ferita aperta per il Paese: oggi, a 44 anni da quella pagina dolorosa della nostra storia democratica, ricordiamo il sacrificio degli innocenti e ci stringiamo ancora una volta alle loro famiglie. La memoria porta con sé un insegnamento: i valori costituzionali, quelli che gli attentatori volevano scardinare, hanno bisogno di essere continuamente affermati e difesi”. Lo dichiara il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto.
BOLOGNESI CITA SCURATI: “NON RISCIVERETE STORIA BOMBA“
La destra, compresa una parte di quella oggi al Governo, non riscriverà la storia della strage di Bologna, cancellandone la matrice fascista. Lo scandisce dal palco allestito come ogni anno nel piazzale della stazione di Bologna il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime dell’attentato alla stazione del 2 agosto 1980, Paolo Bolognesi. “Noi vogliamo dire una cosa forte e chiara: il tentativo di riscrivere la storia repubblicana cancellando le responsabilità del mondo neofascista nello stragismo non passerà, troverà la nostra ferma opposizione”, assicura Bolognesi. “Contro la strategia della censura vogliamo leggere un breve estratto dal monologo che lo scrittore Antonio Scurati avrebbe dovuto pronunciare alla Rai in occasione del 25 aprile scorso, ma gli è stato impedito: ‘Il gruppo dirigente post-fascista, vinte le elezioni nell’ottobre del 2022, aveva davanti a sé due strade: ripudiare il suo passato neofascista oppure cercare di riscrivere la storia. Ha indubbiamente imboccato la seconda via’”, è la citazione in piazza di Bolognesi.
LOCATELLI: HA COLPITO AL CUORE LA DEMOCRAZIA DEL NOSTRO PAESE
“Bologna, 2 agosto 1980: oggi la commemorazione di una strage che ha colpito al cuore la democrazia del nostro Paese. Muoiono 85 persone innocenti in un attentato sanguinario, devastante e che sconvolge per sempre la vita di tante famiglie che, da allora, si battono per la verità e la giustizia. Una preghiera per ognuna delle persone coinvolte e una preghiera perché fatti del genere non si ripetano mai più”. Lo scrive su facebook il ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli.
Odoguardi (MAIE) a New York per la cultura italiana: incontrata delegazione MAIE USA
scritto da Fatti Nostri | 2 Agosto 2024
Venezuela. I Ministri degli Esteri del G7: “Invitiamo a pubblicare i risultati elettorali dettagliati in piena trasparenza”
scritto da Fatti Nostri | 2 Agosto 2024
Pubblichiamo la dichiarazione dei Ministri degli Esteri del G7 sulla situazione in Venezuela.
“Noi, i Ministri degli Esteri del G7 di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America, e l’Alto Rappresentante dell’UE, esprimiamo la nostra solidarietà al popolo del Venezuela, che ha esercitato pacificamente il proprio diritto di voto in gran numero il 28 luglio per determinare il futuro del proprio paese.
I rapporti di osservatori indipendenti nazionali e internazionali hanno sollevato serie preoccupazioni riguardo ai risultati annunciati delle elezioni presidenziali del Venezuela e al modo in cui il processo elettorale è stato condotto, in particolare per quanto riguarda le irregolarità e la mancanza di trasparenza nella tabulazione finale dei voti. È di fondamentale importanza che il risultato rifletta la volontà del popolo venezuelano.
Invitiamo i rappresentanti competenti a pubblicare i risultati elettorali dettagliati in piena trasparenza e chiediamo ai rappresentanti elettorali di condividere immediatamente tutte le informazioni con l’opposizione e con gli osservatori indipendenti.
Man mano che il processo si sviluppa, chiediamo la massima moderazione nel paese e una soluzione pacifica, democratica e guidata dai venezuelani”.
Il Centro Carter: “Le elezioni in Venezuela non possono essere considerate democratiche”
scritto da Fatti Nostri | 2 Agosto 2024
La missione degli osservatori del Centro Carter ha denunciato la parzialità del CNE venezuelano a favore del partito al potere e ha criticato la sua “mancanza di trasparenza” nel proclamare vincitore il presidente Nicolás Maduro. Ritiene che la mancanza di risultati disaggregati costituisca “una grave violazione” dei principi elettorali.
Il Centro Carter ha dichiarato ieri sera che le elezioni presidenziali in Venezuela “non possono essere considerate democratiche” perché non rispettano “parametri e standard internazionali di integrità elettorale”.
L’organizzazione, che ha inviato 17 esperti in quattro città del paese un mese prima del voto di domenica ed è stata invitata dal Consiglio elettorale nazionale (CNE), ha avvertito in una dichiarazione pubblicata sul suo sito web intorno a mezzanotte di martedì che “non può verificare o corroborare l’autenticità di i risultati” del corpo elettorale, che ha annunciato la vittoria del presidente Nicolás Maduro.
Il Centro Carter, che dalla sua fondazione nel 1981 ha osservato 124 elezioni in 42 paesi, ha affermato di aver assistito alla mobilitazione del popolo venezuelano per votare “in modo massiccio, pacifico e civico”, ma ha osservato che questi comportamenti dei cittadini “erano vanificati”. .” a causa della mancanza di trasparenza del CNE nella diffusione dei risultati.”
“Il fatto che l’autorità elettorale non abbia annunciato i risultati suddivisi per seggio elettorale costituisce una grave violazione dei principi elettorali”, ha sottolineato.
Il CNE ha riferito lunedì mattina che il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha vinto la sua rielezione con il 51,2% dei voti, sconfiggendo il candidato dell’opposizione Edmundo González Urrutia, con il 44,2%, secondo il suo bollettino.
“Durante tutto il processo elettorale, le autorità del CNE hanno mostrato pregiudizi a favore del partito di governo e contro le candidature dell’opposizione”, ha affermato il Centro Carter.
L’opposizione venezuelana denuncia i brogli, afferma di aver vinto con quasi 40 punti di vantaggio su Maduro e chiede la pubblicazione dei verbali di ciascuno dei 30mila seggi elettorali.
Un gruppo di paesi, tra cui Stati Uniti, Colombia e Brasile, hanno avanzato una richiesta simile per una revisione totale del controllo.
NHC segue una minacciosa onda tropicale
scritto da Fatti Nostri | 2 Agosto 2024
Il Centro Nationale degli Uragani (NHC) di Miami sta pubblicando i grafici di una onda tropicale che minaccia di trasformarsi in tormenta nei prossimi giorni, interessando le Grandi Antille, le Bahamas e gli Stati Uniti.
Pubblichiamo il bollettino dell’NHC.
Per il Nord Atlantico… Mar dei Caraibi e Golfo del Messico:
1. Vicino alle Grandi Antille e alle Bahamas:
Una grande onda tropicale situata vicino alle Piccole Antille continua a crescere producendo un’ampia area di acquazzoni e temporali disorganizzati.
Si prevede che le condizioni ambientali diventeranno gradualmente più favorevoli al suo sviluppo mentre il sistema si muove in generale ovest-nordovest sopra le Grandi Antille e verso le Bahamas. Una depressione tropicale potrebbe formarsi entro questo fine settimana mentre il
il sistema si troverà nelle vicinanze delle Grandi Antille, delle Bahamas e della Florida.
I residenti nelle Grandi Antille, nelle Bahamas e negli Stati Uniti sudorientali dovrebbero monitorare i progressi di questo sistema.
* Possibilità di formazione nell’arco di 48 ore…bassa…vicino allo 0%.
* Possibilità di formazione in 7 giorni…media…60%.
“Turismo delle radici”: Tajani sigla una convenzione tra il MAECI e la compagnia aerea ITA Airways
scritto da Fatti Nostri | 2 Agosto 2024
Il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, e il Presidente di ITA Airways, Antonino Turicchi, presenteranno domani alla Farnesina la Convenzione tra il MAECI e la compagnia aerea italiana di riferimento, firmata nei giorni scorsi, che si inserisce nell’ambito del progetto “Turismo delle radici”.
“Sin dall’inizio del mio mandato ho voluto rafforzare il legame con le comunità di italiani all’estero, ma anche i servizi ad essi dedicati, per incentivarne il turismo in Italia, alla scoperta dei luoghi di origine dei loro avi” ha commentato Tajani, che ha sottolineato “le agevolazioni che saranno offerte da ITA Airways rappresentano una dimostrazione del forte legame del tessuto produttivo italiano con i connazionali e gli italo-discendenti nel mondo”.
“Questa iniziativa rafforza i legami tra gli italiani residenti all’estero e la loro terra d’origine e offre vantaggi concreti per riscoprire le proprie radici” ha dichiarato Antonino Turicchi, Presidente ITA Airways, che ha proseguito: “ITA Airways è orgogliosa di supportare un progetto così significativo e dalla portata globale, grazie al nostro network internazionale e intercontinentale”.
Negoziata nel quadro del programma “Italea Card”, noto anche come “Passaporto delle radici”, la convenzione offrirà a italiani e italo-discendenti nel mondo tariffe agevolate sull’acquisto di biglietti aerei. Gli utenti potranno accedere alle tariffe agevolate attraverso il sito italeacard.com, ove verrà inserito un apposito riquadro che rimanderà alla pagina dell’offerta sul sito della Compagnia. La Convenzione, che rafforza una consolidata e strutturata collaborazione istituzionale, consente altresì di avviare attività promozionali congiunte tra Farnesina e ITA Airways, in modo da aumentare la visibilità delle iniziative legate al Turismo delle radici.
Il 2024 è l’Anno delle radici italiane nel mondo: l’accordo testimonia la volontà condivisa del MAECI e ITA Airways di rafforzare il legame con le circa 80 milioni di persone nel mondo di origine italiana.
Nicolás Maduro denuncia un “colpo di stato”; Gli Stati Uniti, l’ONU, i paesi vicini e gli osservatori richiedono una ripartizione completa dei risultati
scritto da Fatti Nostri | 2 Agosto 2024
Il giorno dopo che i venezuelani sono andati a votare, crescono le richieste dentro e fuori il Venezuela affinché il Consiglio Elettorale Nazionale mostri in modo trasparente i risultati che hanno dato il vincitore Nicolás Maduro. Il governo dice che è in corso un “colpo di stato”.
Poche ore dopo che il Consiglio Elettorale Nazionale (CNE) ha consegnato a Nicolás Maduro le sue credenziali come vincitore del voto di domenica, si levano voci all’interno e all’esterno del Venezuela affinché l’entità consenta un riconteggio totale delle schede. Alcuni paesi hanno addirittura ignorato i risultati ufficiali o ne hanno dubitato.
Questo lunedì, dopo aver ricevuto la proclamazione della sua vittoria, nella sede del CNE a Caracas, Maduro ha denunciato un nuovo tentativo di “colpo di stato” contro di lui, di cui ha incolpato i governi della regione e un settore dell’opposizione, che ha definito “ultra fascisti”. Maduro ha affermato che il presunto “colpo di stato” mira a rinnegarlo come accadde 5 anni fa.
È “una sorta di film Guaidó 2.0”, ha detto Maduro lunedì davanti a osservatori e membri di altre istituzioni venezuelane.
Alludeva in questo modo al leader dell’opposizione in esilio Juan Guaidó, che si era autoproclamato presidente ad interim dopo le precedenti elezioni in cui Maduro aveva vinto un secondo mandato e molti paesi, come gli Stati Uniti e altri, non lo avevano riconosciuto.
Elvis Amoroso, presidente del CNE, ha ribadito che il sistema elettorale venezuelano è “il migliore del mondo”, anche se non ha precisato se il potere elettorale pubblicherà presto la ripartizione dei risultati. Lunedì mattina presto ha promesso di pubblicare tutti i verbali dei 30.000 seggi elettorali.
L’opposizione ha denunciato una “grossolana frode” e ha assicurato che il candidato presidenziale dell’opposizione Edmundo González Urrutia ha vinto il voto con il 70% dei voti degli elettori. I loro portavoce hanno chiesto l’accesso a tutti i verbali di ogni seggio elettorale per verificarlo.
Questo lunedì il procuratore generale Tarek William Saab ha accusato 3 leader dell’opposizione, tra cui María Corina Machado, di aver orchestrato un “attacco” informatico dalla Macedonia del Nord contro il sistema elettorale.
I vicini chiedono una “revisione completa”
Lunedì il governo del presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha accusato il Venezuela di manipolazione e repressione elettorale e ha ritenuto che il risultato fosse stato privato di “ogni credibilità”.
I funzionari, che hanno informato i giornalisti del voto in condizione di anonimato, non hanno annunciato nuove misure punitive ma hanno lasciato la porta aperta a ulteriori sanzioni.
Un portavoce del Dipartimento di Stato ha anche chiesto “l’immediata pubblicazione di risultati dettagliati dell’indagine per garantire trasparenza e responsabilità”.
Nove governi latinoamericani hanno chiesto questo lunedì in una dichiarazione congiunta “una revisione completa” dei risultati delle elezioni presidenziali in Venezuela e hanno annunciato che chiederanno una riunione urgente dell’Organizzazione degli Stati Americani per discutere la questione.
I dirigenti di Argentina, Costa Rica, Ecuador, Guatemala, Panama, Paraguay, Perù, Repubblica Dominicana e Uruguay hanno espresso la loro “profonda preoccupazione” per lo svolgimento delle elezioni e hanno chiesto che la revisione dei risultati si effettuasse alla presenza di osservatori indipendenti.
Il presidente di Panama, José Raúl Mulino, dal canto suo, ha dichiarato “sospese” le sue relazioni con il Venezuela e ha annunciato il ritiro del personale diplomatico di quel paese, dopo il risultato elettorale di domenica.
Mulino ha denunciato un “tentativo di colpo di stato istituzionale” in Venezuela.
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha chiesto questo lunedì la trasparenza “totale” delle elezioni e ha incoraggiato la pubblicazione puntuale dei risultati e la ripartizione per collegi elettorali, ha detto il suo portavoce Stephane Dujarric. Guterres ha lanciato un appello alla moderazione ai leader politici e ai loro sostenitori, ha detto il suo portavoce.
Da parte sua, il Centro Carter ha chiesto in un comunicato che il CNE pubblichi immediatamente i “risultati dettagliati” delle elezioni di domenica.
Celso Amorim, ex ministro degli Esteri brasiliano e inviato speciale del governo del presidente Luiz Inácio Lula da Silva in Venezuela, si è detto “cauto” riguardo alla presentazione incompleta dei risultati elettorali nel paese vicino.
Il governo “ha fornito finora un numero, ma deve mostrare come è arrivato a quel numero: minuto per minuto”, ha detto Amorim, secondo il quotidiano O Globo.
da Voz de America
Venezuela, Maduro è stato rieletto presidente. Per l’opposizione ci sono irregolarità di voto
scritto da Fatti Nostri | 2 Agosto 2024
Nicolás Maduro è stato rieletto presidente del Venezuela. Secondo il capo del Consiglio elettorale nazionale, Elvis Amoroso, dopo lo scrutinio di circa l’80 per cento delle schede Maduro è in testa con il 51,2% dei consensi. Fermo a 44,02 il suo sfidante, l’ex ambasciatore Edmundo Gonzalez Urrutia. Per l’opposizione del Paese ci sono state irregolarità di voto e gli Stati Uniti hanno espresso “gravi preoccupazioni” sui risultati.
“Sappiamo cosa è successo alle elezioni di oggi. Tutte le regole e le norme sono state violate al punto che ci è stato negato di vedere la maggior parte delle schede elettorali. Il nostro cambiamento per un mondo pacifico è ancora in vigore e siamo convinti che la maggior parte dei venezuelani aspiri a un tale cambiamento”, ha commentato Gonzalez.
Critiche sulle garanzie offerte per lo scrutinio sono state espresse anche dal segretario di Stato americano, Antony Blinken. Secondo il dirigente, Washington ha “gravi preoccupazioni sul fatto che i risultati annunciati non riflettano la volontà del popolo del Venezuela”.
Sin dal tempo della presidenza di Hugo Chavez e dalla svolta “bolivariana” a Caracas, gli Stati Uniti impongono da anni sanzioni nei confronti del Paese latino-americano. Che è invece alleato di Cuba.
Maduro rimarrà in carica per un terzo mandato consecutivo di sei anni, rappresentando la continuità del ‘Chavismo’ al potere. I risultati – come riporta la Cnn – sono stati accolti con emozioni contrastanti nella capitale Caracas con i sostenitori di Maduro che hanno fatto il tifo e festeggiato fuori dalla residenza ufficiale del presidente.
Nel frattempo, i sostenitori dell’opposizione sono stati visti piangere e abbracciarsi per le strade.
TAJANI: “PERPLESSITÀ SUL REGOLARE SVOLGIMENTO DELLE ELEZIONI”
Antonio Tajani, Ministro degli Esteri: “Ho molte perplessità sul regolare svolgimento delle elezioni in Venezuela. Chiediamo risultati verificabili ed accesso agli atti. Il risultato che annuncia la vittoria di Maduro rispecchia veramente la volontà del popolo?”.
MILEI: “L’ARGENTINA NON RICONOSCERÀ UN’ALTRA FRODE”
Il Presidente dell’Argentina Javier Milei: “I venezuelani hanno scelto di porre fine alla dittatura comunista di Nicolás Maduro. I dati annunciano una vittoria schiacciante per l’opposizione e il mondo attende che riconosca la sconfitta dopo anni di socialismo, miseria, decadenza e morte. L’Argentina non riconoscerà un’altra frode e spera che le Forze Armate questa volta difendano la democrazia e la volontà popolare. La libertà avanza in America Latina”.
BORIC: “DAL CILE NON RICONOSCEREMO RISULTATI NON VERIFICIABILI”
Il Presidente del Cile Gabriel Boric: “Il regime di Maduro deve capire che i risultati che pubblica sono difficili da credere. La comunità internazionale e soprattutto il popolo venezuelano, compresi i milioni di venezuelani in esilio, esigono la totale trasparenza dei verbali e del processo e che gli osservatori internazionali non impegnati presso il governo rendano conto della veridicità dei risultati. Dal Cile non riconosceremo nessun risultato che non sia verificabile”.
La fiducia nel governo è al 39,5%, Fratelli d’Italia primo partito al 28,9%. Poi il Pd al 24,6%
scritto da Fatti Nostri | 2 Agosto 2024
Lieve aumento nel consenso accordato dagli italiani al governo guidato da Giorgia Meloni, ha fiducia nel suo operato il 39,5% degli italiani, dato in crescita dello 0,3% rispetto a una settimana fa. A non aver fiducia nell’esecutivo è invece il 53,5% degli intervistati, percentuale in calo di un -0,2% rispetto a sette giorni fa. Non sa il 7%, dato in calo di un -0,1%. È quanto emerge da un sondaggio Dire-Tecnè con interviste effettuate tra il 25 e il 26 luglio su un campione rappresentativo della popolazione maggiorenne residente in Italia, articolato per sesso, età, area geografica.
MELONI SEMPRE PRIMA TRA LEADER CON 43.2%
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni resta in testa nelle preferenze degli italiani tra i leader politici forte di un 43,2% del consenso, che registra un +0,1% rispetto alla scorsa settimana. È quanto emerge da un sondaggio Dire-Tecnè con interviste effettuate tra il 25 e il 26 luglio su un campione rappresentativo della popolazione maggiorenne residente in Italia, articolato per sesso, età, area geografica.
Al secondo posto del gradimento tra i leader Antonio Tajani, ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, con il 36,2%, raggiunto grazie a un +0,1% rispetto a sette giorni fa.
Terza la segretaria Pd Elly Schlein con un 31,3% dei consensi, che crescono dello 0,1% rispetto all’ultima rilevazione.
Giù dal podio il presidente M5S Giuseppe Conte con il 29% di valutazioni positive (+0,2%), che stacca il segretario federale della Lega e ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini, fermo al 26,7%, in calo di uno 0,3% rispetto alla scorsa settimana.
Emma Bonino di +Europa è al 22% (-0,2%), Carlo Calenda di Azione è al 20% (-0,1%), Angelo Bonelli di dei Verdi è al 16,6% (+0,1%), Nicola Fratoianni di Sinistra italiana è al 15,9% (-0,1%), Matteo Renzi è al 14,5% (-0,1%).
FDI PRIMO PARTITO AL 28.9%, SEGUE PD AL 24.6%
Fratelli d’Italia primo partito con il 28,9%, in crescita di un +0,2%. Al secondo posto il Partito democratico al 24,6%, nessuna variazione rispetto a sette giorni fa. Terzo posto per Forza italia con il 10,3%, facendo segnare un +0,1%. È quanto emerge da un sondaggio Dire-Tecnè con interviste effettuate tra il 25 e il 26 luglio su un campione rappresentativo della popolazione maggiorenne residente in Italia, articolato per sesso, età, area geografica.
Giù dal podio il Movimento 5 stelle al 10,0%, con un +0,2% rispetto alla settimana scorsa. Segue la Lega con l’8,5% raggiunto grazie a un +0,1%. Alleanza Verdi Sinistra perde uno 0,2% e si attesta al 6,7%.
Azione è al 3% con un +0,2%, +Europa è al 2,0%, invariata rispetto alla scorsa settimana, Italia viva è all’1,9% con un -0,1%.
Gli altri partiti raccolgono complessivamente il 4,1% dei consensi con un -0,1%.