La nave ‘Amerigo Vespucci’ è arrivata alle Hawaii, 21a tappa del Tour mondiale

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La Nave Amerigo Vespucci, storico veliero e Nave Scuola della Marina Militare, è arrivata alle Hawaii e, dopo 18 giorni di navigazione e 2.500 miglia percorse dalla precedente tappa a Los Angeles, si trova ora al porto di Honolulu per la ventunesima tappa del suo Tour Mondiale. Così in una nota.

L’ACCOGLIENZA

Ad accogliere il veliero Vespucci, già ambasciatore dell’Italia nel mondo e custode delle più antiche tradizioni navali e marinare da oltre novant’anni, presso il porto di Honolulu il Sindaco della Città Rick Blangiardi che ha dato il benvenuto al Capitano di Vascello Giuseppe Lai, Comandante di nave Amerigo Vespucci, durante una cerimonia che ha visto anche la presenza del Console Generale dell’Italia a San Francisco Sergio Strozzi (competente anche per le Hawaii) e del Console Onorario nelle Hawaii Michele Carbone. L’evento è stato seguito da un incontro del Comandante Lai con i rappresentanti della stampa nazionale e internazionale con base nelle Hawaii.

A HONOLULU FINO AL 28 LUGLIO

Per la sua seconda visita nella capitale delle Hawaii (la precedente è avvenuta nel 2002 durante il suo primo Tour Mondiale)- spiega la nota- Nave Vespucci resterà ormeggiata presso il Molo 9 vicino alla Aloha Tower fino al 28 luglio e ogni giorno sarà visitabile da tutti gratuitamente e senza bisogno di prenotazione.

IL TOUR MONDIALE

L’iniziativa del “Tour Mondiale” Vespucci, fortemente voluta dal ministro della Difesa Guido Crosetto, coniuga la tradizionale attività formativa degli allievi Ufficiali e la promozione delle eccellenze del Made in Italy. Il Vespucci è l’emblema della Marina Militare e dell’Italia stessa, sottolinea la nota: nel solco delle tradizioni marinare, negli anni ha contribuito alla crescita del prestigio del Paese.
La nave è partita il primo luglio del 2023 dal Porto di Genova per compiere il giro del mondo della durata di circa 2 anni e porta con sé la cultura, la storia, l’innovazione, la scienza, la ricerca, la tecnologia, che fanno dell’Italia un grandissimo Paese, apprezzato da tutto il mondo, conclude la nota.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Olimpiadi. A Parigi Mattarella inaugura “Casa Italia”

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26mattaconiComplimenti, in bocca al lupo e soprattutto il “senso dello sport“, ossia impegno, lealtà superare i propri limiti. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha salutato gli atleti e le atlete inaugurando assieme ai vertici del Coni “Casa Italia“, dove risiedono i 403 tra azzurri e azzurre che gareggeranno ai giochi olimpici di Parigi 2024, che inizieranno ufficialmente questa sera con la cerimonia di inaugurazione alla quale prenderà parte anche Mattarella.
“Non intendo infliggervi molte parole. Sono convinto che ne ricevete in grande quantità in questi giorni, da preparatori, da allenatori, da tecnici. Ci mancherebbe soltanto che il Presidente della Repubblica aggiungesse un carico ulteriore. Quindi mi limito a ben poche cose – ha esordito Mattarella -. Anzitutto complimenti per essere qui. I criteri selettivi erano molto rigorosi. E se siete arrivati, significa avere manifestato, dimostrato, un talento straordinario e quindi è già questo un successo. Naturalmente quello che tengo a dirvi è una cosa soltanto: avete intorno a voi l’affetto di tutta l’Italia. Un affetto sincero che non dovete interpretare come una pressione. Vi prego di non avvertire alcuna pressione su di voi. Sono certo che esprimerete al massimo il vostro grande talento – tutte e tutti – e che lo farete con grande impegno, con dedizione, con senso dello sport. Le medaglie che arriveranno saranno benvenute. Poc’anzi sentivo l’inno nazionale. È bello sentirlo sempre, sarà ancor più bello quando lo farete suonare voi sul podio delle gare, ma – ripeto – non dovete sentire nessuna pressione su di voi.
“Dovete gareggiare con serenità, con tranquillità, perché questo consente di esprimere al meglio le vostre capacità, i vostri talenti – ha aggiunto ancora -. E vorrei anche aggiungere che avete un messaggio da dare. In un mondo così complicato, ne abbiamo parlato al Quirinale quando ci siamo visti, in questo momento in cui qui intorno vi sono tanti Paesi, tanti atleti e atlete di altri Paesi, è un messaggio di civiltà, di amicizia, di speranza, di serenità internazionale. E quindi vi dico un grande in bocca al lupo. Ripeto le medaglie saranno importanti, ma quello che è importante è quello che avete sempre dimostrato e dimostrerete: il senso dello sport, quello di gareggiare con impegno, con lealtà, con desidero di superarsi, nelle proprie misure, e tutto questo è un grande patrimonio”. (aise)




Tajani, nuove azioni per garantire rilascio rapido e legale dei visti nel mondo

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tajanimessicovertDurante la sua audizione alle Commissioni Esteri di Camera e Senato di oggi, il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha affrontato in maniera specifica il tema della concessione dei visti a cittadini stranieri negli uffici della rete diplomatico-consolare italiana nel mondo.

Appena insediato alla Farnesina Tajani ha avviato un programma di controllo e revisione delle procedure, che ha previsto diverse missioni ispettive in sedi diplomatico-consolari dove erano state segnalate alcune irregolarità. “Dall’inizio del mandato ho fatto della questione dei visti e del contrasto all’immigrazione irregolare una priorità: nelle missioni di controllo, per esempio, oltre al personale della Farnesina ho chiesto di inserire militari dei Carabinieri e della Finanza. Inoltre, con il Ministro degli Interni Piantedosi abbiamo studiato la possibilità di inviare personale della Polizia di Stato, specializzato nelle questioni consolari, in alcune sedi all’estero”.

Le ispezioni del Ministero degli Esteri sono servite ad avviare istruttorie che, in alcuni casi, hanno anche portato all’adozione di provvedimenti disciplinari e di richiamo del personale coinvolto. A seguito delle missioni sono stati rafforzati i controlli e aumentato il personale nelle sedi esposte a maggiore pressione migratoria oppure a possibili tentativi di azioni illegali.
Tajani ha aggiunto che “alla Farnesina stiamo lavorando con società specializzate nel settore per affinare ulteriormente le procedure di trattamento delle richieste di visto, in linea con quanto viene fatto anche dai principali partner Schengen. Le agenzie di outsourcing si limitano a raccogliere le domande e i documenti necessari. Solo le nostre Sedi consolari possono valutare nel merito la sussistenza dei requisiti per il rilascio del visto”.

Il Ministro ha dato indicazione al Segretario Generale della Farnesina di affinare ulteriormente le modalità con cui il Ministero gestisce l’operato delle agenzie private impiegate nella gestione delle procedure legate ai visti. Il Ministero lancerà a breve, in stretto raccordo con l’ANAC, nuove procedure di gara in maniera centralizzata dalla Farnesina, diversificate per aree regionali.




Il dl casa è legge, Salvini: “Vinta la burocrazia, milioni di abitazioni sul mercato”

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imagoeconomica 2228556 fileminimizerL’aula del Senato ha votato la fiducia al governo posta sul decreto legge recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione edilizia e urbanistica. I sì sono stati 106, i no 68 e un astenuto. Il provvedimento è così convertito definitivamente in legge.

“Oggi abbiamo chiuso con l’approvazione via definitiva al Senato il cosiddetto salva casa. In realtà è qualcosa che riguarda l’edilizia privata a 360 gradi. È qualcosa su cui ho lavorato personalmente con mille difficoltà, perché ovviamente la burocrazia ha certe resistenze”. Lo ha detto il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini, intervenuto alla festa per gli 80 anni dell’Ance Roma Acer.
“Col nuovo salva casa si passa dall’istituto barbaro, dal mio punto di vista, nei confronti delle imprese, dei cittadini, del silenzio rigetto, che è un istituto che è un ossimoro. Adesso si passa, a carico della pubblica amministrazione, al silenzio assenso. Io operatore, io cittadino, ti faccio la mia domanda. Se entro 30 o 45 giorni e non mi rispondi, vuol dire che io ho diritto di fare quello che ti ho chiesto di fare, che penso sia proprio di un paese civile dove la pubblica amministrazione è a servizio delle imprese, dei cittadini e non il contrario”, ha aggiunto Salvini. “Conto che rimettere sul mercato, non alcune migliaia, ma secondo la stima dell’ordine degli ingegneri, alcuni milioni di abitazioni che oggi non potevano starci per piccole imperfezioni, irregolarità o difformità, la doppia conformità e amenità solo italiane, possa rialimentare il settore dell’immobiliare, che certo poi a Roma ha anche la burocrazia comunale non sempre a disposizione, però penso che sia un buon viatico”.

ag. Dire – www.dire.it




Biden: “È tempo e luogo per voci più giovani”

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jUndici minuti dallo Studio Ovale della Casa Bianca a Washington, per spiegare alla nazione le motivazioni della sua decisione di abbandonare la corsa alla rielezione. Joe Biden. “Adoro questo incarico, è stato l’onore della mia vita servire il Paese come vostro Presidente. Ma è in gioco la difesa della democrazia, ed è più importante di qualsiasi titolo”. Il Presidente in carica ha poi aggiunto: “Adoro questo incarico, è stato l’onore della mia vita essere stato il vostro presidente, ma è tempo e luogo per voci più giovani”.

Il riferimento è, ovviamente, alla sua vicepresidente Kamala Harris, indicata come candidata ideale per vincere le elezioni di novembre: “Voglio ringraziarla. È esperta. È dura. È capace. È stata una partner incredibile per me e una leader per il nostro Paese”. Poi un commento sulla possibilità di un suo secondo mandato: “Credo che il mio operato come presidente, la mia leadership nel mondo, la mia visione del futuro dell’America meritassero un secondo mandato. Ma niente, niente può ostacolare la salvezza della nostra democrazia”. Quindi, l’appello agli americani: “La cosa bella dell’America è che re e dittatori non governano. Lo fa il popolo. La storia è nelle vostre mani. Il potere è nelle vostre mani. L’idea dell’America è nelle vostre mani”.

ag Dire – www.dire.it




RD. Italiano arrestato a Punta Cana. Aveva nello stomaco 104 sacchetti di un presunto stupefacente

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cocaina en punta cana 1140x694 1 905x613Un cittadino italiano che si stava recando in Francia, a Parigi, con lo stomaco pieno di presunte sostanze stupefacenti, è stato arrestato dagli agenti della Direzione nazionale per il controllo della droga (DNCD) e da membri del Corpo specializzato di sicurezza aeroportuale (CESAC), all’aeroporto internazionale di Punta Cana.

Il connazionale, 30 anni, di cui non è stata rivelata fino l’identità, è stato detenuto nell’area immigrazione e dopo essere stato sottoposto al rigoroso protocollo, sono stati rilevati corpi estranei nel suo tratto digestivo. Si è immediatamente proceduto, su istruzione del pubblico ministero, al trasferimento presso l’istituto Nuestra Señora de La Ospedale di Altagracia, dove in un primo momento ha espulso 33 sacchetti della sostanza.

Nel mezzo del processo, l’uomo ha presentato sintomi che hanno allertato i medici specialisti, che hanno provveduto a operarlo, rimuovendo dallo stomaco altre 71 sacche, per un totale di 104, del peso di circa un chilogrammo e 360 ​​grammi della sostanza.

“Dopo aver effettuato tempestivamente l’intervento e aver rimosso con successo i sacchetti, i medici tengono in osservazione lo straniero, che è stabile e continua a recuperare presso il centro sanitario.”

Il Pubblico Ministero e il DNCD stanno ampliando le indagini relative al fallito traffico internazionale di droga, per verificare se vi siano altre persone coinvolte nel caso.

Le agenzie ufficiali hanno rafforzato gli sforzi di sicurezza e sorveglianza nei terminal aeroportuali del paese, riuscendo a contrastare molteplici operazioni di traffico internazionale di droga negli ultimi giorni.

I sacchi, 104 in totale, del peso di oltre un chilogrammo, di presunta cocaina, sono inviati all’Istituto nazionale di scienze forensi (INACIF) per le finalità corrispondenti.




Buon Compleanno, Presidente!

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quirnale mattarella in emilia 46583 e1653050822221 615x223Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella oggi compie 83 anni .

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha telefonato questa mattina al Capo dello Stato rivolgendogli “i più sentiti auguri di buon compleanno, a nome suo personale e dell’intero Governo” , informa Palazzo Chigi.

Meloni ha rinnovato al Presidente Mattarella “i sentimenti di stima e riconoscenza che le Istituzioni e i cittadini riconoscono al Capo dello Stato, come garante della Costituzione e simbolo dell’Unità nazionale”.

Auguri anche dal Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani. “Buon compleanno al Capo dello Stato Sergio Mattarella, punto di riferimento e guida saggia di tutti gli italiani.

Auguri, Presidente!”, ha scritto Tajani su X . (Inform)




Venezuela. Gli scenari previsti dagli esperti dopo le elezioni di domenica prossima

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2b9d2f0a efc0 47bb aaa9 9ffca87c8c94 cx0 cy8 cw0 w1023 r1 sGli esperti anticipano possibili scenari e attori chiave attorno al risultato delle elezioni presidenziali in Venezuela: la vittoria dell’opposizione, il trionfo di Maduro, il ritardo dei risultati e il ruolo fondamentale delle Forze Armate.

Le elezioni presidenziali di domenica prossima in Venezuela sono una sorta di multiverso politico: cosa succederebbe se l’opposizione sconfiggesse Nicolás Maduro nella sua candidatura per la rielezione? E se a trionfare fosse il chavismo? Cosa succederà se i risultati arrivassero in ritardo di ore o giorni? Le Forze Armate Nazionali avranno un ruolo nel far rispettare il risultato?

Il quotidiano”The Voice of America” ha consultato un gruppo di esperti di scienze politiche, esperti della realtà politica del loro paese, per esaminare i possibili scenari che attenderanno il Venezuela dopo la conclusione del voto, un processo atteso anche dalla comunità internazionale.

Più di 21 milioni di venezuelani sono chiamati a decidere chi sarà il loro capo di governo – carica ricoperta dai leader chavisti dal 1999 – in un nuovo mandato che inizierà formalmente nel gennaio 2025.

Il voto è chiamato a essere parte della soluzione a una crisi politica che dura da diversi anni, che ha comportato persecuzioni degli oppositori, gravi difficoltà economiche, una massiccia ondata migratoria e negoziati e interesse da parte della comunità internazionale, compresi paesi come Stati Uniti e Russia. .

Analisti, sondaggisti e i due principali candidati che polarizzano le elezioni – il presidente Nicolás Maduro e l’opposizione Edmundo González – parlano di un’era di “cambiamento”. Questi gli scenari per il cosiddetto D-Day elettorale.

Scenario 1: vince l’opposizione

Gli specialisti consultati ritengono che il caso più probabile sia la vittoria di Edmundo González Urrutia, diplomatico di 74 anni che ha sostituito María Corina Machado come candidata dell’opposizione a causa della sua squalifica politica.

Anche se la diffusione dei risultati elettorali è vietata dalla legge fin dalla settimana prima delle elezioni, citano le tendenze degli ultimi giorni per ritenere che l’opposizione possa raggiungere il suo obiettivo dell’ultimo quarto di secolo: conquistare il potere.

Il presidente eletto entrerà in carica nel gennaio 2025, prestando giuramento durante una cerimonia solenne presso il palazzo legislativo federale di Caracas.

Il Chavismo controlla il resto dei poteri in Venezuela, compresa l’Assemblea Nazionale, dove ha una maggioranza qualificata; e la Corte Suprema di Giustizia, le cui sentenze di solito favoriscono il partito al potere.

Luis Salamanca, politologo e avvocato, ritiene che la vittoria di González Urrutia sia “il primo scenario” di questa domenica, sottolineando che il chavismo ha subito un “dissalamento di voti” dalle elezioni presidenziali del 2012, che potrebbe continuare.

Secondo le loro indagini, il partito al potere ha perso nelle elezioni successive il 25% dei voti ottenuti nella rielezione dell’ex presidente Hugo Chávez nel 2012, e “le disgrazie sociali” del Paese negli ultimi tempi ne scoraggiano la ripresa.

L’eventuale sconfitta di Maduro inaugurerebbe un processo “complicato” per il chavismo, che non ha mai perso l’asse del potere politico in Venezuela, secondo Salamanca. La cosa razionale sarebbe che accettasse la sconfitta e preparasse il suo “possibile ritorno” in future elezioni di interesse nazionale.

Daniel Varnagy, dottore in scienze politiche, spiega che una vittoria di González Urrutia dovrebbe segnare l’inizio del “disegno di un piano comune” per una transizione del potere “etica e trasparente” in Venezuela.

“Sebbene la probabilità che ciò accada sia bassa, non è meno vero che le persone all’interno delle istituzioni ufficiali, in molti casi, hanno lo stesso bisogno di cambiamento del resto del paese”, dice.

Varnagy prevede che i mesi precedenti l’ascesa di González Urrutia potrebbero diventare “un periodo di confusione” e “molti cambiamenti”, che culmineranno solo quando entrerà in carica come presidente del Venezuela.

Se il potere elettorale dichiarasse vincitore il candidato dell’opposizione, il Paese sarebbe “sull’orlo dell’inizio di una transizione”, con “molti mesi chiave” davanti, fino all’inaugurazione nel gennaio 2025, secondo il politologo Walter Molina Galdi .

Benigno Alarcón Deza, politologo e direttore del Centro di studi politici dell’Università Cattolica Andrés Bello, ha indicato la settimana scorsa che gli analisti prevedono un fenomeno chiamato elezioni sbalorditive, tipico del trionfo dell’opposizione nei sistemi autoritari.

A suo avviso, il processo elettorale di domenica ha già due strade segnate: o una transizione politica o un conflitto sulla frode elettorale.

Scenario 2: Maduro vince

La vittoria di Maduro rappresenterebbe uno scenario a sorpresa per gli analisti, che ritengono improbabile che Maduro riesca a colmare il “gap” a favore dell’opposizione che si riflette sia nei sondaggi delle aziende di lunga data sia nell’andamento del voto ufficiale dopo la sua presidenza. vittoria di misura nelle elezioni presidenziali del 2013. L’opposizione tradizionale ha perso quel processo per 200.000 voti e non ha partecipato alle elezioni del 2018.

Se Maduro vincesse, resterebbe al potere fino all’inizio del suo terzo mandato nel gennaio 2025, in un evento all’Assemblea nazionale.

Per esperti come Salamanca, questa è un’ipotesi che si realizzerebbe solo attraverso una serie di irregolarità dell’ultimo minuto, come l’annullamento della proposta della Tavola dell’Unità o la squalifica della candidatura di González Urrutia.

Queste misure rappresenterebbero “un colpo” a cui è difficile rispondere per l’anti-chavismo, afferma Salamanca. “L’unica cosa che rimarrebbe è cercare un candidato che resti vivo”, come Enrique Márquez, che apre la strada alla vittoria di Maduro, pensa.

Se Maduro venisse rieletto fino al 2031, Varnagy, da parte sua, si aspetterebbe un’immediata campagna ufficiale per dimostrare la “trasparenza” del processo.

“Verrebbe generata una serie di politiche per garantire il potere al di sopra della volontà popolare”, sottolinea.

Inoltre, prevede sforzi da parte del chavismo per invertire le sanzioni economiche straniere, sia personali che istituzionali.

Un altro passo politico logico sarebbe “un’epurazione” degli attori nel gioco politico, che includerebbe alti funzionari governativi considerati sleali.

“Si vedrebbero cambiamenti in aree chiave sia nel settore civile, sia, meno probabilmente, in quello militare”, all’interno del governo Maduro, dice.

Molina Galdi, da parte sua, non vede “un solo scenario” in cui Maduro trionfa senza lamentarsi di “un’oscena frode”. Un annuncio della sua vittoria senza i registri elettorali che lo confermano darebbe luogo ad “una situazione estremamente complessa” di conflitto tra l’opinione popolare espressa alle urne e l’uso ufficiale della forza, indica.

Se il CNE dichiarerà Maduro vincitore, è probabile che l’opposizione tenterà di contestare i risultati davanti alla magistratura, sotto il controllo del chavismo, secondo Salamanca. Questi ricorsi legali contro le elezioni vinte dal chavismo non hanno mai dato i loro frutti, poiché sono stati respinti o addirittura non ammessi, commenta.

Secondo Alarcón Deza, del Centro studi politici UCAB, un’irregolarità elettorale porterebbe a “un’autocratizzazione molto più accelerata” e a un’ondata migratoria simile a quelle del 2014, 2017 e 2019, causata da proteste di piazza, crisi economica e tensioni politiche .

Scenario 3: i risultati sono ritardati

Per anni, alti dirigenti del partito al governo venezuelano, tra cui Maduro e i presidenti del CNE, hanno affermato che il Paese ha “il miglior sistema elettorale del mondo”. Tuttavia, il potere elettorale ha ritardato l’annuncio dei risultati se non si è verificata una tendenza “irreversibile” a favore di uno dei candidati.

Salamanca esclude categoricamente che un pareggio tecnico tra González Urrutia e Maduro possa rallentare il pronunciamento del CNE domenica sera. “Non sarebbe credibile”, insiste, perché secondo lui l’elettore medio si è già convinto per chi voterà: lo farà per cambiare.

Il presidente Maduro ha denunciato nella sua campagna elettorale un presunto piano dell’opposizione volto a provocare un grande blackout nazionale la notte delle elezioni e influenzarne il risultato. Salamanca dubita della sua denuncia, se il governo controlla e monitora il sistema elettrico.

Varnagy, dal canto suo, ricorda che ci sono elezioni passate i cui risultati dettagliati non sono ancora pubblicati sul suo sito. “Anche se è molto probabile che i risultati verranno forniti in tempi brevi, i bollettini finali potrebbero essere controversi, sia nei risultati che nei tempi di consegna”, indica.

Si prevede che ci saranno inviti alla calma da parte degli attori istituzionali e politici fin dal momento della chiusura delle urne – di solito avviene tra le 18:00 e le 20:00 di sera nelle elezioni ad alta partecipazione , sottolinea.

Nella politica venezuelana “i giorni sono lunghi”, avverte la politologa Molina Galdi. Un ritardo nei risultati di domenica sera potrebbe indicare che sono in corso trattative per chiedere il rispetto di ciò che è accaduto alle urne, dice.

In quelle ore le trattative coinvolgeranno anche le Forze armate, stima.

Scenario 4: la posizione delle Forze Armate

Le Forze Armate Nazionali Bolivariane sono responsabili della mobilitazione del materiale elettorale e della sicurezza del processo elettorale in Venezuela.

L’istituzione è considerata una delle grandi garanti del risultato finale dei voti. La sua posizione è stata fondamentale in momenti di tensione, come la notte del 6 dicembre 2015, in occasione delle elezioni parlamentari vinte dall’opposizione. Quella volta, il Ministro della Difesa, generale Vladimir Padrino López, parlò davanti al potere elettorale, concluse il processo e invitò tutti a rispettare il risultato.

La voce dell’Alto Comando militare è “decisiva” nei momenti di tensione elettorale, sottolinea Salamanca. “Il loro ruolo è fondamentale” in tutti gli scenari che potrebbero esistere, osserva.

Al di là delle critiche dell’opposizione all’attivismo politico degli alti ufficiali militari a favore del chavismo e ai loro slogan per una “patria socialista”, Salamanca mantiene la promessa di Padrino López che agiranno in conformità con la Costituzione.

Quale sarà la posizione delle Forze armate domenica sera è “la questione più controversa”, secondo Varnagy, che ritiene che la maggioranza dei suoi membri sia orientata a preservare le forme di democrazia e la Costituzione.

“Sembra che la società civile sia concentrata al 100% sull’evento elettorale stesso per esprimere il proprio desiderio di cambiamento. Anche le forze armate leggono i sondaggi” e rispettano le elezioni, assicura a Voice of America.

“Un clima di forte tensione politica” attende il Venezuela da giorni, se non da mesi, anticipa dal canto suo il politologo Piero Trepiccione.

A suo avviso, la società ha già dato per scontato che il Paese sia sull’orlo di “un cambiamento sostanziale”, una tendenza che dovrà essere “assimilata” dall’establishment politico di diverse correnti ideologiche, una volta confermato il risultato.

“Il Venezuela vivrà alcuni mesi in cui il negoziato politico sarà il segno caratteristico dei tempi, tra fattori istituzionali e attori politici, tra cui le Forze Armate” come antidoto ai “messaggi”, commenta.

“Il clima dell’opinione pubblica nel Paese suggerisce che ci voglia un minimo di intesa, accordi certi e, perché no?, la spinta verso un patto di governabilità che garantisca la convivenza” tra gli attori, conclude.

Tradotto da La Voz de America




USA. Kamala Harris riceve sostegno all’interno e all’esterno del Partito Democratico per sostituire il presidente Joe Biden

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757aba64 3f3c 403f abff 83f9fca23de3 cx23 cy14 cw76 w1023 r1 sLa vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris, riceve sostegno all’interno e all’esterno del Partito Democratico per sostituire il presidente Joe Biden nel ballottaggio per le elezioni presidenziali del 5 novembre.

Lunedì lo slancio sembrava essere dalla parte del vicepresidente americano Kamala Harris, quando un’ondata di legislatori democratici, governatori e donatori finanziari hanno espresso sostegno per lei come candidata presidenziale del partito alle elezioni di novembre.

Biden ha fatto seguito al suo annuncio a sorpresa domenica esprimendo il suo appoggio ad Harris per affrontare l’ex presidente Donald Trump, il candidato del Partito repubblicano.

Harris, 59 anni, ha subito annunciato che avrebbe cercato la nomina. Era una senatrice dello stato più popoloso del paese, la California, quando Biden la scelse nel 2020 come sua compagna di corsa dopo che la sfida di Harris a Biden e ad altri contendenti alle primarie fallì.

I suoi indici di approvazione nei sondaggi nazionali hanno ampiamente rispecchiato quelli del presidente, ma alcuni sondaggi tra i probabili elettori mostrano che Harris si sta comportando leggermente meglio di Biden contro Trump e, in alcuni, guidando l’ex presidente repubblicano.

da Voz de America




Venezuela: Maduro dice che il voto deciderà se ci sarà “pace o guerra”

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85918460 d020 409b 817c 771a865f93cb w1023 r1 sIl presidente venezuelano ha parlato ancora una volta di uno scenario di “destabilizzazione totale” dopo le elezioni di domenica prossima. Il CNE procede questo fine settimana nella verifica del materiale elettorale per inviarlo a tutti gli Stati.

La campagna elettorale in Venezuela sta attraversando il suo ultimo fine settimana con i tour dei candidati del partito di governo e dell’opposizione, Nicolás Maduro e Edmundo González visitano le regioni interne, prima di chiudere le loro manifestazioni a Caracas. Il presidente ha detto che le elezioni definiranno se il Paese avrà “pace o guerra” e il suo oppositore ha invece parlato di “riconciliazione”.

A Coro, nello stato occidentale di Falcón, il capo dello Stato ha assicurato che, dal voto di domenica 28, dipenderà “pace o guerra, stabilità e tranquillità o la totale destabilizzazione di questo bellissimo paese”.

Secondo Maduro, gli elettori definiranno se il Venezuela sarà “una repubblica indipendente” o se diventerà “una colonia gringo”, “schiavo dell’oligarchia”. “Il futuro dei prossimi 50 anni è deciso”, ha detto.

Il suo discorso su pace e guerra sembrava essere inquadrato nei suoi recenti discorsi pubblici, in cui ha affermato che i risultati delle elezioni presidenziali definiranno se il Venezuela starà vivendo “un bagno di sangue” o “una guerra civile attraverso una “rivoluzione armata”.

Voz de America