Trovato morto il presidente di Fincantieri Claudio Graziano

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È stato trovato morto questa mattina nella sua abitazione il generale Claudio Graziano, presidente di Fincantieri. Tra le cause del decesso, non è esclusa l’ipotesi del suicidio. Graziano aveva di recente perso la moglie.

Nato a Torino nel 1953, Graziano ha frequentato l’Accademia Militare di Modena, continuando poi la specializzazione in ambito militare. Tra il febbraio 2015 e il novembre 2018 è stato Capo di stato maggiore della Difesa. È stato presidente del comitato militare Ue. Alla notizia della morte, immediate le ripercussioni sul titolo di Fincantieri, che è in calo.

ag.Dire – www.dire.it




G7. La Meloni incontra Biden

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presidenz adel conisglio g7 italia logo immagine1Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato oggi, a margine dei lavori del Vertice G7, il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden. I due Leader hanno discusso dei principali temi dell’attualità internazionale, facendo in particolare il punto sulla evoluzione della guerra di aggressione russa all’Ucraina e sugli sforzi comuni di sostegno a Kiev, anche finanziari, in vista del prossimo Vertice NATO di Washington. L’incontro ha anche permesso di ribadire il comune impegno per un accordo complessivo con riferimento al conflitto a Gaza per la fine delle ostilità, la liberazione degli ostaggi e il rafforzamento del sostegno umanitario alla popolazione civile.

bideE’ stata anche sottolineata l’importanza di riavviare il processo di pace con l’obiettivo della soluzione dei due Stati.

Sul piano bilaterale, il Presidente Meloni e il Presidente Biden hanno espresso soddisfazione per l’andamento delle relazioni bilaterali e della collaborazione in campo economico-finanziario, nonché della cooperazione avviata tra il Piano Mattei per l’Africa e la Partnership  for Global Infrastructure and Investment attraverso l’evento a margine del Vertice co-presieduto dai due Presidenti. In questo ambito, è stato ricordato il contributo italiano alla creazione del progetto infrastrutturale “Corridoio di Lobito”. (Inform)




L’Amerigo Vespucci in Messico il 18 giugno

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immagine 2021 03 17 195826«Il Vespucci approderà in Messico la mattina di martedì 18 giugno al molo delle navi da crociera di Puerto Vallarta». Lo ha detto stamattina l’ambasciatore d’Italia nel Paese latinoamericano, Alessandro Modiano, nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato anche il responsabile dell’Ufficio politico dell’Ambasciata, Tommaso Coniglio, e il capo della Cancelleria consolare, Andrea Lay.

«Come da tradizione» —ha continuato l’ambasciatore— «ad accogliere la nave sarà il sottoscritto, assieme alle autorità locali, in questo caso ufficiali del ministero messicano della Marina, del Porto e della municipalità».

Di seguito sono previste visite di cortesia del comandante al sindaco e al comandante della zona navale, oltre ad attività conviviali e sportive tra l’equipaggio del Vespucci e il personale della Marina militare messicana.

Mercoledì 19 giugno si terrà un pranzo a bordo, al quale parteciperà, tra gli altri, la ministra degli Esteri Alicia Bárcena e sarà seguito da una conferenza stampa.

La sera, il comandante ha organizzato un ricevimento per un centinaio di persone, tra autorità messicane dei tre ordini di governo, ufficiali dell’Armada e delle altre forze armate, il corpo diplomatico, gli addetti militari e rappresentanti della comunità italiana.

I giorni successivi saranno dedicati alle visite a bordo degli alunni delle scuole e del pubblico, che potrà accedere al veliero —senza bisogno di prenotazione— dalle 15 alle 19 di giovedì 20 giugno e dalle 15 alle 17 di venerdì 21 giugno. Sabato 22 la nave potrà essere visitata dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.

Durante la navigazione, due ricercatori del Centro del mare dell’Università di Genova stanno svolgendo a bordo attività scientifiche, che saranno oggetto di un dialogo che si terrà giovedì 20 con la partecipazione di diversi atenei messicani e di rappresentanti del CNR e della Ong Jonian Dolphin Conservation.

In panchina, inoltre, verrà allestita una mostra fotografica sull’Italia nelle sue varie sfaccettature, «ma la nave in sé, che migliaia di persone potranno visitare, sarà comunque la nostra migliore ambasciatrice del Made in Italy», ha concluso il capo della diplomazia italiana in Messico.

Puntodincontro.mx




Niente più IMU per i residenti all’estero

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downloadAnche la Commissione Affari Esteri della Camera ha dato parere favorevole alla proposta di legge che elimina il pagamento dell’Imu sull’abitazione che i residenti all’estero posseggono in Italia.
Il via libera al testo – all’esame della Commissione Finanze – è giunto nella seduta di ieri: la relatrice, Elisabetta Gardini (FdI), ha ricordato che la Commissione ha adottato come testo base la proposta di legge a prima firma Ricciardi (Pd) cui sono state via via abbinate le altre iniziative legislative presentate da deputati di tutti gli schieramenti, tutti concordi nel chiedere l’eliminazione dell’Imu per la prima casa posseduta in Italia dagli iscritti Aire.
Gardini ha ricordato che i connazionali all’estero hanno goduto dell’esenzione fino al 2020 e che nel 2021 la legge di bilancio previse il dimezzamento della tassa solo per i pensionati all’estero, mentre quella per l’anno 2022, sempre per i pensionati, prevedeva limitatamente al 2022 la riduzione della misura dell’IMU al 37,5 per cento.
Con la proposta di legge, ha aggiunto, si chiede l’esenzione dell’Imu per tutti gli Aire – non solo pensionati – a condizione che la casa sia situata nel comune di iscrizione nell’AIRE e che non risulti locata o data in comodato d’uso.
Chiarite le modifiche alla disciplina dell’imposta di registro anche alla luce del cosiddetto decreto “Salvainfrazioni” entrato in vigore dopo la presentazione della legge, Gardini ha spiegato ai colleghi di aver formulato un parere in cui si chiede la soppressione del secondo comma del testo, ormai superato alla luce delle nuove norme in vigore.
Gli oneri derivanti dall’applicazione della legge, ha concluso, sarebbero 8 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2023, di cui 3 milioni di euro annui destinati al reintegro delle minori entrate dei comuni, cui provvede si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per esigenze indifferibili istituito dalla legge di stabilità per il 2015.
La relatrice ha quindi presentato una proposta di parere favorevole.
Nel breve dibattito che ne è seguito, Fabio Porta (Pd), ha espresso a nome del proprio gruppo un “convinto sostegno al provvedimento in esame, ringraziando il presentatore, e soddisfazione per la generale condivisione dei suoi contenuti”. Il parlamentare eletto in Sud America ha sottolineato “l’importanza delle norme in esame in quanto esse non sono solo un riconoscimento nei confronti della comunità italiana all’estero, ma rappresentano anche un investimento, poiché possono favorire gli investimenti degli emigrati e dei discendenti di emigrati nelle aree di origine”.
Sulla stessa linea Simone Billi (Lega) che, nel ringraziare Toni Ricciardi, primo firmatario della proposta di legge, e i colleghi eletti all’estero per l’impegno profuso, ha rilevato che “il tema è particolarmente sentito dalla comunità italiana all’estero. Credo che la cancellazione o riduzione dell’IMU nei termini individuati dalla proposta di legge costituirà un incentivo al turismo e alla permanenza degli emigrati italiani nei paesi di origine, incentivando l’economia dei territori”. Il deputato eletto in Europa, infine, ha sottolineato che “la tassazione prevista dalle normative vigenti incide pesantemente sulla popolazione italiana all’estero, in particolare su coloro, che, emigrati negli anni ’50 e ’60, vivono di trattamenti pensionistici”.
Ultimo ad intervenire Andrea Di Giuseppe (FdI) che ha ringraziato i colleghi eletti all’estero e sottolineato “la trasversalità della proposta di legge in esame e di quelle abbinate” auspicando “una rapida approvazione del provvedimento in Assemblea”.
La Commissione ha quindi approvato all’unanimità la proposta di parere della relatrice.
Il testo
“La III Commissione (Affari esteri e comunitari),
esaminata la proposta di legge C. 956, recante «Modifiche all’articolo 1, comma 741, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, e all’articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, in materia di equiparazione del regime fiscale nell’applicazione dell’imposta municipale propria e dell’imposta di registro relativamente a immobili posseduti nel territorio nazionale da cittadini iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero», e le abbinate proposte di legge C. 1099, C. 1323, C. 1400, C. 1701, C. 1743 e C. 1748;
rilevato che:
la proposta di legge modifica il regime della fiscalità immobiliare relativa agli immobili posseduti nel territorio nazionale da cittadini italiani iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) al fine di rendere esente da IMU una unità immobiliare a uso abitativo, con le relative pertinenze, da loro posseduta, a titolo di proprietà o di usufrutto, in Italia, a condizione che sia situata nel comune di iscrizione nell’AIRE e che non risulti locata o data in comodato d’uso (articolo 1, comma 1);
inoltre, la proposta modifica la disciplina dell’imposta di registro, segnatamente novellando la lettera a) della nota II-bis) all’articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 131 del 1986 al fine di chiarire che le agevolazioni ivi disposte per l’acquisto della prima casa si applichino in favore dei cittadini italiani iscritti all’AIRE, in luogo della locuzione che si riferisce ai cittadini «emigrati all’estero» come previsto nella formulazione della norma vigente al momento della presentazione della proposta di legge (articolo 1, comma 2);
preso atto che:
la proposta quantifica gli oneri derivanti dalle norme in commento in 8 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2023, di cui 3 milioni di euro annui destinati al reintegro delle minori entrate dei comuni, cui provvede si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per esigenze indifferibili che si presentano in corso di gestione, di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190;
segnalata l’opportunità di sopprimere la disposizione di cui al comma 2 dell’articolo 1, in quanto non più riferibile al testo vigente della nota II-bis), comma 1, lettera a), primo periodo, della tariffa, parte prima, allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 131 del 1986,
esprime
PARERE FAVOREVOLE”. (aise)




Anche il Papa al vertice del G7 in Puglia

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g7 1024x575Dalle crisi in Ucraina e in Medio Oriente alla “sicurezza economica”, dalle migrazioni alle nuove sfide dell’intelligenza artificiale: dossier da domani sul tavolo del vertice dei capi di Stato e di governo del G7, un forum di Paesi “like-minded”, che condividono cioè “valori e standard” e sono pronti a proporli al mondo come “offerta competitiva”.
A presentare in questi termini l’appuntamento di Borgo Egnazia, in Puglia, al via domani, sono fonti italiane. Che evidenziano come questo sia l’approccio della presidenza di turno, affidata appunto al governo di Roma. Un approccio che sarebbe confermato dagli inviti diramati negli ultimi mesi a Paesi che non appartengono al G7 ma che sono crocevia del mondo, in particolare di quel “Sud globale” destinato a incidere sempre più sugli equilibri internazionali.
“Offerta competitiva” dunque, di valori e principi, rivolta a chi è meno “like-minded”. E poi i temi in agenda sui quali cercare una sintesi G7, nella forma di una dichiarazione finale per punti che lasci il segno, tracci un percorso e parli a tutti.
La premessa è che il forum nacque negli anni ’70 del secolo scorso per far fronte a nodi di natura economica, nello specifico la crisi energetica. Le interconnessioni tra “sicurezza economica”, scelte politiche e criticità sociali sono però apparse nel tempo sempre più evidenti. Lo conferma quest’anno di presidenza italiana, sottolineano le fonti, con un impegno “a tutto campo”, con 130 gruppi di lavoro e 21 riunioni ministeriali, in parte già svolte.

IN PRIMO PIANO CRISI E CONFLITTI

A Borgo Egnazia si discuterà anche di crisi e conflitti. Non solo Medio Oriente, con la partecipazione al vertice della Giordania, mentre si spera in un accordo tra Israele e l’organizzazione palestinese Hamas che permetta un cessate il fuoco, la liberazione degli ostaggi e l’avvio di un percorso negoziale nella Striscia di Gaza e oltre. In primo piano ci sarà l’Ucraina, con il presidente Volodymyr Zelensky in Puglia alla vigilia di una conferenza in programma da sabato prossimo nella città svizzera di Lucerna che esclude la Russia e promette un percorso “di pace”. Tra i nodi sul tavolo del G7 c’è la gestione degli asset di Mosca confiscati in Europa sulla base di decisioni che potrebbero garantire risorse al governo e all’esercito di Kiev.

IL DOSSIER AFRICA: PIANO MATTEI E MIGRAZIONI

Ci sono poi dossier che hanno tempi più lunghi. Un posto speciale spetterà all’Africa, anche per la sua prossimità all’Italia, che guarda al continente attraverso il prisma del Piano Mattei e promette nuove iniziative e accordi sotto il segno del “partenariato”.
Altro nodo, giudicato prioritario, le migrazioni. In questo caso l’assunto è che il G7 non si propone come “fortezza”, ma è pronto a sviluppare percorsi lungo più direttrici. Ce ne sono almeno tre: il diritto a non dover emigrare, abbandonando il proprio Paese per mancanza di opportunità; la lotta contro l’illegalità e la tratta di esseri umani, attraverso le strutture investigative e di intelligence; la previsione di canali legali, a partire dalla consapevolezza che mobilità vuol dire anche opportunità. Una visione integrata, questa, secondo le fonti italiane, testimoniata anche dai nuovi numeri del decreto flussi con il quale la presidente del Consiglio Giorgia Meloni “ha triplicato i numeri degli ingressi”.

SPECIAL GUEST PAPA FRANCESCO: AI GRANDI PARLERÀ DI IA ED ‘ETICA DEGLI ALGORITMI’

A Borgo Egnazia ci saranno poi discussioni e ospiti inediti. Venerdì Papa Francesco sarà “keynote speaker” della sessione dedicata all’intelligenza artificiale. Il dialogo dovrebbe toccare alcuni aspetti ai quali l’Italia attribuisce centralità: si va dall’uso dell’Ia nel rispetto dell’essere umano e in una dimensione etica alle ripercussioni delle nuove tecnologie sul mondo del lavoro, fino al rischio che l’accelerazione aggravi il divario tra i Paesi avanzati e quelli invece più vulnerabili, in Africa e non solo.
A tenere insieme questi dossier, secondo le fonti, sarà l’esigenza del G7 di “contemperare un regime di libero scambio che sia equo con i temi della sicurezza delle economie dei membri del forum”. Con la promessa, condivisa da Meloni in qualità di ospite del vertice: non essere “fortezza”.

agenzia DIRE – www.dire.it




Massimiliano Atrigna nominato Coordinatore MAIE Caraibi

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atrigna caraibiUn passo avanti per il rafforzamento del MAIE nella Regione Caraibica

Il Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE) è lieto di annunciare la nomina di Massimiliano Atrigna a Coordinatore MAIE per i Caraibi. Questa nomina è un passo significativo nel rafforzamento della presenza e dell’influenza del MAIE nell’area caraibica.

Il Vicepresidente Odoguardi: un pilastro di sostegno

Il Vicepresidente del MAIE, Vincenzo Odoguardi, ha sottolineato l’importanza di questa nomina. “Sono lieto di annunciare la nomina di Massimiliano Atrigna come Coordinatore MAIE per i Caraibi,” ha dichiarato Odoguardi.

Rafforzamento della presenza MAIE nei Caraibi

La nomina di Atrigna come Coordinatore MAIE per i Caraibi è una mossa strategica per consolidare il lavoro svolto fino ad ora nella regione. Massimiliano Atrigna avrà il compito di rappresentare gli interessi degli italiani residenti nei Caraibi, assicurando che i loro diritti siano tutelati e le loro voci ascoltate.

Un futuro di successo e prosperità

“Con la nomina di Massimiliano Atrigna, conferiamo tutte le funzioni correlate alla suddetta carica con i migliori auguri di successo e prosperità in questo nuovo ruolo,” ha aggiunto Odoguardi. La sua esperienza e dedizione saranno fondamentali per continuare a promuovere e proteggere gli interessi della comunità italiana nei Caraibi.

Le parole del neo Coordinatore

Il neo Coordinatore MAIE per i Caraibi, Massimiliano Atrigna, ha espresso la sua gratitudine per la fiducia accordata dal Presidente e dal Vicepresidente. “Ringrazio il Presidente Ricardo Merlo e il Vicepresidente Vincenzo Odoguardi per la fiducia accordatami. Sono pronto a mettermi subito al lavoro per rappresentare e tutelare gli interessi degli italiani residenti nei Caraibi,” ha dichiarato.




Europarlamento: chi sono i 76 neoeletti “made in Italy”

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lucano vannacci strada 1024x576Ci sono sindaci di grandi e piccole città, o chi semplicemente ha ricevuto una conferma del suo incarico, ma anche new entry alla ribalta delle cronache, diventati vera e propria bandiera per i diritti civili, come Ilaria Salis, o chi non ha bisogno di presentazioni come Cecilia Strada. Donne e uomini di destra, sinistra, centro, che porteranno i colori della bandiera italiana in Europa. Sui 705 eletti nei Paesi dell’Unione europea sono 76 quelli che tra sabato e domenica 8 e 9 giugno hanno ottenuto il “lasciapassare” verso Bruxelles e Strasburgo dagli elettori italiani. Quelle appena concluse sono state le decime elezioni del parlamento europeo.

Le “squadre” più numerose sono quelle di Fratelli d’Italia, con 25 deputati e deputate, e Partito democratico, con 21 eletti. Il primo partito italiano, trainato da Giorgia Meloni, ha conquistato un numero di seggi europei superiore ben 5 volte rispetto ai soli 5 eletti del 2019. Il Pd sale dai 19 della precedente turnata elettorale Ue a 21 seggi. Boom di Alleanza Verdi e Sinistra che conquista 6 seggi: non ne aveva nessuno nel 2019. Chi è uscito ridimensionato: il M5s, che scende da 14 seggi a 8 rispetto al 2019 (anche se, per diverse fuoriuscite, la squadra grillina si era già ridotta a 5 seggi) e Lega che era il partito italiano più rappresentato all’Eurocamera, con 28 eurodeputati, ed ora scende a 8 seggi. Infine, 8 gli europarlamentari anche per Forza Italia.

Tra i nomi più noti, c’è la militante antifascista Ilaria Salis, forte dei suoi 173 mila voti personali, eletta tra le fila di Avs, oggi ai domiciliari in Ungheria, per cui si attende la liberazione- e il suo ritorno in Italia- non appena proclamata eletta all’Europarlamento. Sempre tra le fila di Avs, il più votato con 190 mila preferenze, è il sindaco di Riace, Mimmo Lucano, eletto di nuovo primo cittadino anche nella cittadina calabrese, già comparso al 40º posto nella lista dei leader più influenti dettata dalla rivista americana Fortune e noto in tutto il mondo per il suo “modello Riace” di accoglienza dei migranti. Arriva dalla Lega– anche se candidato come indipendente- il più votato in Italia: mezzo milione di preferenze per il Generale Roberto Vannacci. Nelle fila di Forza Italia, tra i più votati gli amministratori dal nord al sud Italia: Edy Tamajo, assessore regionale alle Attività produttive della Regione Sicilia e Letizia Moratti, assessore al Welfare e vicepresidente della Regione Lombardia. A 73 anni si conferma in Europa e sindaco di Arconate, il “veterano” Mario Mantovani. Tra gli eletti del M5s, il direttore del quotidiano “La notizia”, Gaetano Pedullà. Per Fratelli d’Italia, confermato il capolista Carlo Fidanza, l’europarlamentare finito nell’inchiesta- archiviata- sulla lobby nera per l’utilizzo di fondi europei, ed eletto il 33 enne Giovanni Crosetto, nipote del ministro della Difesa, Guido Crosetto. Infine il Pd arruola e porta all’EuroCamera Cecilia Strada, “non solo” figlia di Gino Strada, filantropa, ex presidente della Ong Emergency e oggi attiva sulle missioni di soccorso in mare nel Mediterraneo centrale, anche come responsabile della comunicazione, per la Onlus italiana ResQ People Saving People. E sempre tra gli eletti del Pd, per citarne alcuni, ci sono i sindaci dei capoluoghi di provincia –Antonio Decaro -con ben 490 mila preferenze- Giorgio Gori, Matteo Ricci, Dario Nardella– e il Governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, i giornalisti Lucia Annunziata e Sandro Ruotolo.

L’elenco dei 76 non è tuttavia ancora definitivo: i candidati proclamati eletti in più circoscrizioni devono dichiarare all’ufficio elettorale nazionale, entro otto giorni dall’ultima proclamazione, quale circoscrizione scelgono. In assenza dell’opzione, l’ufficio elettorale nazionale procede mediante sorteggio. Il presidente dell’ufficio elettorale nazionale proclama quindi eletto in surrogazione il candidato che segue immediatamente l’ultimo eletto nella lista della circoscrizione che non è stata scelta o sorteggiata. L’ufficializzazione dei nominativi dei candidati eletti avviene, a cura dell’ufficio elettorale nazionale, mediante pubblicazione nella Gazzetta.

TUTTI I 76 NOMI DEGLI EUROPARLAMENTARI ITALIANI

I 25 eletti di Fratelli d’Italia

Carlo Fidanza
Mario Mantovani
Giovanni Crosetto
Lara Magoni
Pietro Fiocchi
Mariateresa Vivaldini
Paolo Inselvini
Elena Donazzan
Stefano Cavedagna
Sergio Berlato
Alessandro Ciriani
Daniele Polato
Piergiacomo Sibiano
Nicola Procaccini
Marco Squarta
Carlo Ciccioli
Antonella Sberna
Francesco Torselli
Alberico Gambino
Francesco Ventola
Denis Nesci
Michele Picaro
Chiara Gemma
Giuseppe Milazzo
Ruggero Razza

I 21 eletti del Partito democratico

Cecilia Strada
Giorgio Gori
Alessandro Zan
Irene Tinagli
Brando Benifei
Piefrancesco Maran/Annalisa Corrado (dipende da che circoscrizione sceglie Alessandro Zan);
Stefano Bonaccini
Alessandra Moretti
Elisabetta Gualmini
Dario Nardella
Matteo Ricci
Nicola Zingaretti
Camilla Laureti
Antonio Decaro
Lucia Annunziata
Raffaele Topo
Pina Picierno
Sandro Ruotolo
Georgia Tramacere
Giuseppe Lupo
Marco Tarquinio

Gli 8 elett* di Forza Italia

Herbert Dorfmann (Svp)
Letizia Moratti
Massimiliano Salini
Salvatore De Meo
Fulvio Martusciello
Giuseppina Princi
Edmondo Tamajo
Marco Falcone

Gli 8 eletti del Movimento 5 Stelle

Gaetano Pedullà
Sabrina Pignedoli
Carolina Morace
Pasquale Tridico
Valentina Palmisano
Mario Furore
Giuseppe Antoci
Gianluca Ferrara

Gli 8 eletti della Lega

Roberto Vannacci (eletto ovunque come primo tranne nelle Isole)
Isabella Tovaglieri
Raffaele Stancanelli
Angelo Ciocca
Paolo Borchia
Aldo Patriciello*
Anna Maria Cisint*
Silvia Sardone
Susanna Ceccardi*

*in attesa della conferma legata alla scelta di Vannacci. Uno resterà fuori

I 6 eletti di Alleanza Verdi e Sinistra

Ilaria Salis
Mimmo Lucano
Ignazio Marino
Francesco Borrelli
Leoluca Orlando
Benedetta Scuderi
Cristina Guarda

 

agenzia DIRE – www.dire.it




Rinnovo del Parlamento Europeo, il voto esercitato presso i nostri consolati nei vari Paesi europei dai connazionali all’estero

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logo elezioni europee 2024 immagine1Come di consueto una parte dei nostri connazionali in  Europa hanno scelto di votare per i candidati italiani presso i seggi allestiti nelle nostre sedi  consolari .

In questo ambito hanno votato il 6,57% degli aventi diritto. Un dato al ribasso rispetto a quello registrato nelle precedenti consultazioni (7,85%).

Si è votato di più con questa opzione in Estonia (18,55%) e Austria (17,90%).

Per quanto riguarda i dati dello scrutinio non ancora definitivi (1.987 / 2.255 sezioni) troviamo al comando il Partito Democratico con 26.251 voti (30%), seguito a distanza da Fratelli d’Italia con 16.718 suffragi (19,11%).

Buona affermazione anche di Alleanza Verdi e Sinistra con 14.945 voti (17,08%).

Il Movimento 5 Stelle ottiene 7.118 consensi (8,13%).

Seguono Stati Uniti d’Europa  5.153 voti (5,89%); Forza Italia – Noi Moderati – Ppe 4.211 consensi (4,81%);  Azione – Siamo Europei 4.029   voti (4,60%); Lega Salvini Premier 3.343 suffragi (3,82%).

Per quanto riguarda gli altri risultati segnaliamo Pace Terra Dignità 2.956 voti (3,38%); Libertà 996 voti (1,14%); Südtiroler Volkspartei (Svp) 802 voti (0,92%); Alternativa Popolare 614  voti (0,70%); Partito Animalista – Italexit per l’Italia 185 voti (0,21%); Democrazia Sovrana Popolare 161 voti (0,18%) e Rassemblement Valdôtain 19 voti (0,02%). (Inform)




Europee 2024/ Astensione record/ Fdi primo partito, ma all’estero vince il Pd

europee24

europee24
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Un italiano su due non ha votato alle elezioni europee: l’appuntamento con le urne chiuso ieri ha registrato la prima votazione nella storia repubblicana che non ha superato il 50% d’affluenza.
Secondo i dati del Viminale, infatti, sul territorio nazionale ha votato alle europee il 49,66% degli aventi diritto. All’estero, invece, ha votato il 6,57% degli aventi diritto: rientrano in questa percentuale gli italiani iscritti all’Aire in uno dei Paesi dell’Ue e i temporaneamente all’estero che hanno scelto di votare per i candidati italiani in uno dei seggi allestiti dalla Farnesina.
Gli scrutini sono iniziati subito dopo la chiusura dei seggi, alle 23.00 di ieri, e sono ancora in corso.
76 gli europarlamentari spettanti all’Italia: quanto ai dati nazionali, con 61.130 sezioni scrutinate su 61.650, Fratelli d’Italia è incontrovertibilmente primo partito con il 28.81% dei voti; segue il Pd con il 24,05. Scende sotto il 10% il Movimento 5 Stelle (9,99%), appena sopra Forza Italia (9,65) e Lega (9,04). Bene Alleanza Verdi Sinistra (6,70). Si fermano sotto la soglia di sbarramento del 4% sia Renzi che Calenda: Stati Uniti d’Europa si ferma al 3,76% mentre Azione al 3,34%. Pace terra e libertà, il movimento di Michele Santoro, debutta al 2,20%.
Diversi i risultati all’estero.
Anche qui lo scrutinio è ancora in corso: con 1.932 sezioni scrutinate su 2.255 al primo posto c’è il Pd con il 30,01%, seguito da Fratelli d’Italia (19,11) e Alleanza Verdi Sinistra (17,15). Il Movimento 5 Stelle arriva all’8,14%, Stati Uniti d’Europa al 5,83 e Forza Italia al 4,83.
Seguono Azione (4,55), Lega (3,81), Pace terra e libertà (3,38). (m.c.\aise) 




Europee, urne aperte dalle 15: come si vota

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adobestock 706496133 scaled 1 1024x574Oggi, sabato 8 giugno, alle ore 15 seggi aperti in tutta Italia per le elezioni europee, che si concluderanno alle 23 per riaprirsi anche nella giornata di domenica 9 dalle 7 alle 23. Oltre 47 milioni di aventi diritto da nord a sud potranno scegliere la lista di riferimento per il prossimo Parlamento europeo: 76 i seggi su 720 che spettano al nostro Paese, suddivisi per cinque circoscrizioni regionali, come spiegheremo più avanti.

PUOI BARRARE IL SIMBOLO E SCRIVERE I NOMI DEI CANDIDATI

Come informa il ministero dell’Interno, gli elettori devono recarsi a votare in possesso di documento di identità valido e tessera elettorale. In caso di smarrimento o esaurimento degli spazi per le timbrature sulla tessera, la stessa può essere richiesta anche nei giorni di votazione presso l’ufficio elettorale del Comune di iscrizione nelle liste elettorali. In questa tornata elettorale è però molto importante capire prima di tutto come si vota. L’elettore ha due opzioni: può decidere di apporre una X solo sul simbolo, oppure barrare il simbolo e scrivere i nomi dei candidati di quella lista, per un minimo di uno a un massimo di tre.

NON È CONSENTITO IL VOTO DISGIUNTO 

Attenzione: non è consentito il voto disgiunto, vale a dire che il candidato o i candidati prescelti devono appartenere alla lista barrata. Si può indicare nome e cognome del candidato, oppure soltanto il cognome (o addirittura il soprannome, se esplicitamente indicato nella lista elettorale). Ad ogni modo bisogna tenere a mente la regola dell’equilibrio di genere, che scatta dalle due alle tre preferenze. In caso di due scelte o tre, si deve scrivere il nome di un uomo e di una donna – senza un ordine particolare – perché scrivere i nomi di due candidati uomini o di due candidate donne comporta l’annullamento della seconda preferenza. In caso di tre preferenze, deve esserci almeno una scelta di genere diverso dalle altre due (due uomini e una donna, oppure due donne e un uomo). Se il genere è lo stesso per tutti e tre i nomi, verranno annullate la seconda e la terza preferenza.

Agenzia DIRE – www.dire.it