Piazza della Loggia, un giorno come oggi di 50 anni fa

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strage bresciaAlle 10.12 il suono dell’orologio: otto rintocchi come il numero delle persone che morirono 50 anni fa. Si ricorda oggi con una cerimonia di commemorazione la strage di piazza della Loggia a Brescia, avvenuta il 28 maggio 1974. Fu uno degli attentati più gravi del terrorismo nero dell’Italia repubblicana. Il bilancio dell’attentato fu di 9 persone uccise e 102 feriti. Una bomba nascosta in un cestino venne fatta esplodere mentre era in corso una  manifestazione sindacale contro il terrorismo.

ll presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà in mattinata a Brescia per la commemorazione del cinquantesimo anniversario della strage di Piazza. La locandina delle celebrazioni odierne, “strage neofascista, ancora  da raccontare”, riporta un palinsesto di eventi che seguiranno dalla mattina fino alla  sera. Nel pomeriggio si terrà invece la commemorazione alla Camera dei Deputati.

Il presidente Mattarella è il terzo capo dello Stato che si reca a Brescia per l’anniversario della strage, dopo Sandro Pertini nel 1982 e Oscar Luigi Scalfaro nel 1994.  Dopo gli 8 rintocchi e il minuto di silenzio dedicato alle vittime, altrettanti rintocchi saranno suonati dalle campane delle parrocchie di Brescia,  prima del discorso dalla piazza del segretario della Cgil, Maurizio  Landini.
Il programma per il 28 maggio è una parte del folto palinsesto di iniziative organizzate per il 50esimo anniversario dalla “Casa della Memoria di Brescia“, associazione creata dai familiari delle vittime della strage di  piazza della Loggia.

agenzia Dire – www.dire.it




Toronto. Le cascate del Niagara si tingono del nostro bel tricolore

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27niagaraIn occasione della Festa della Repubblica Italiana e inaugurando ufficialmente anche il mese del retaggio culturale italiano in Canada, il 2 giugno alle 22.00 a Niagara Falls si potrà osservare l’illuminazione delle Cascate del Niagara nei colori della bandiera italiana.

Ne dà notizia il Consolato generale a Toronto ricordando poi che il 3 giugno, alle 12.15, nel piazzale dell’Assemblea Legislativa dell’Ontario, a Queen’s Park (Toronto) si svolgerà la cerimonia di Alzabandiera del Tricolore.
Entrambi gli eventi sono aperti a tutta la collettività. (aise) 




Esenzione IMU delle abitazioni in Italia dei connazionali all’estero iscritti all’Aire

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montecitorio2 e1579115306389 615x223La Commissione Affari Costituzionali della Camera ha esaminato la proposta di legge C. 956 – e delle abbinate proposte C. 1099, C. 1323, C. 1400, C. 1701, C. 1743 e C. 1748 – recante “Modifiche all’articolo 1, comma 741, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, e all’articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, in materia di equiparazione del regime fiscale nell’applicazione dell’imposta municipale propria e dell’imposta di registro relativamente a immobili posseduti nel territorio nazionale da cittadini iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero”. La I Commissione ha espresso sul provvedimento alla Commissione Finanze un parere favorevole con un’osservazione in cui si invita la Commissione di merito a valutare l’opportunità di sopprimere il comma 2 dell’articolo 1 della proposta, in quanto volto a modificare una disposizione sulla quale è già intervenuto il decreto-legge n. 69 del 2023. Nel corso del dibattito il relatore Francesco Michelotti (FDI) ha ricordato come la proposta di legge, adottata come testo base dalla Commissione Finanze e non emendata, sia costituita da un solo articolo e sia volta a modificare il regime della fiscalità immobiliare relativa agli immobili posseduti nel territorio nazionale da cittadini italiani iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) al fine di rendere esente da IMU una unità immobiliare a uso abitativo, con le relative pertinenze, posseduta, a titolo di proprietà o di usufrutto, in Italia da cittadini iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), a condizione che sia situata nel comune di iscrizione nell’AIRE e che non risulti locata o data in comodato d’uso. Tale immobile, dunque,  ai fini dell’imposta municipale, verrebbe assimilato all’abitazione principale. Dal relatore è stato inoltre segnalato come il comma 2 dell’articolo 1 del provvedimento in esame modifichi la disciplina dell’imposta di registro, segnatamente novellando la lettera a) della nota II-bis) all’articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 131 del 1986 al fine di chiarire che le agevolazioni ivi disposte per l’acquisto della prima casa (applicazione dell’aliquota ridotta al 2 per cento) si applichino in favore dei cittadini italiani iscritti all’AIRE, in luogo della locuzione che si riferisce ai cittadini “emigrati all’estero”, come previsto nella formulazione della norma vigente al momento della presentazione della proposta di legge. In relazione a tale disposizione dal relatore è stato rammentato come dopo la presentazione della proposta di legge sia entrato in vigore l’articolo 2 del decreto-legge n. 69 del 2023 (cosiddetto decreto Salvainfrazioni), con il quale il Governo è intervenuto sulle agevolazioni per l’acquisto della prima casa al fine di rispondere alla procedura d’infrazione n. 2014/4075 ed eliminare una presunta discriminazione fondata sulla nazionalità. Con quel provvedimento d’urgenza, infatti, è stata soppressa l’individuazione soggettiva dell’agevolazione, ovvero la qualifica di cittadino italiano emigrato all’estero, sostituendola con un criterio oggettivo, non legato più alla cittadinanza italiana: in particolare, – ha spiegato Michelotti – il decreto-legge ha previsto che l’aliquota agevolata si applichi se l’acquirente si sia trasferito all’estero per ragioni di lavoro e abbia risieduto o svolto la propria attività in Italia per almeno cinque anni, nel comune di nascita o in quello in cui aveva la residenza o svolgeva la propria attività prima del trasferimento. Dal relatore è stato poi osservato come il comma 3 quantifichi gli oneri derivanti dalle norme in commento in 8 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2023, di cui 3 milioni di euro annui destinati al reintegro delle minori entrate dei comuni, cui si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per esigenze indifferibili che si presentano in corso di gestione, di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Passando ai profili di competenza della Commissione Affari costituzionali, per quanto riguarda il rispetto delle competenze legislative costituzionalmente definite, Michelotti ha rilevato che la proposta di legge attiene alla materia, di competenza esclusiva statale, “sistema tributario e contabile dello Stato”, di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera e) della Costituzione.

A seguire il testo integrale del Parere con osservazione approvato dalla Commissione:

Il Comitato permanente per i pareri della I Commissione,

esaminata la proposta di legge C. 956, recante «Modifiche all’articolo 1, comma 741, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, e all’articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, in materia di equiparazione del regime fiscale nell’applicazione dell’imposta municipale propria e dell’imposta di registro relativamente a immobili posseduti nel territorio nazionale da cittadini iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero», e le abbinate proposte di legge C. 1099, C. 1323, C. 1400, C. 1701, C. 1743 e C. 1748;

rilevato che:

la proposta di legge – adottata come testo base dalla Commissione Finanze e non modificata nel corso dell’esame – è costituita da un solo articolo, ed è volta a modificare il regime della fiscalità immobiliare relativa agli immobili posseduti nel territorio nazionale da cittadini italiani iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) al fine di rendere esente da IMU una unità immobiliare a uso abitativo, con le relative pertinenze, posseduta, a titolo di proprietà o di usufrutto, in Italia da cittadini iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), a condizione che sia situata nel comune di iscrizione nell’AIRE e che non risulti locata o data in comodato d’uso (articolo 1, comma 1);

inoltre, la proposta modifica la disciplina dell’imposta di registro, segnatamente novellando la lettera a) della nota II-bis) all’articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 131 del 1986 al fine di chiarire che le agevolazioni ivi disposte per l’acquisto della prima casa si applichino in favore dei cittadini italiani iscritti all’AIRE, in luogo della locuzione che si riferisce ai cittadini «emigrati all’estero» come previsto nella formulazione della norma vigente al momento della presentazione della proposta di legge (articolo 1, comma 2);

infine, la proposta quantifica gli oneri derivanti dalle norme in commento in 8 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2023, di cui 3 milioni di euro annui destinati al reintegro delle minori entrate dei comuni, cui si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per esigenze indifferibili (articolo 1, comma 3);

constatato che:

la formulazione della lettera a) della nota II-bis) all’articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 131 del 1986, sulla quale interviene l’articolo 1, comma 2, della proposta di legge, è stata modificata, successivamente alla presentazione della proposta di legge, dall’articolo 2 del decreto-legge n. 69 del 2023 e che conseguentemente l’agevolazione è ora riconosciuta all’acquirente che si è trasferito all’estero per ragioni di lavoro purché abbia risieduto o svolto la propria attività in Italia per almeno cinque anni, nel comune di nascita o in quello in cui aveva la residenza o svolgeva la propria attività prima del trasferimento;

ritenuto che:

per quanto attiene al rispetto delle competenze legislative costituzionalmente definite:

la proposta di legge attiene alla materia, di competenza esclusiva statale, «sistema tributario e contabile dello Stato», di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera e) della Costituzione,

esprime

PARERE FAVOREVOLE

con la seguente osservazione:

valuti la Commissione di merito l’opportunità di sopprimere la disposizione di cui al comma 2 dell’articolo 1, in quanto non più riferibile al testo vigente della nota II-bis), comma 1, lettera a), primo periodo, della tariffa di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 131 del 1986. In particolare, a tal fine l’articolo 1, comma 1, della proposta di legge di bilancio 2020 (legge 27 dicembre 2019, n. 160), inserendo alla lettera c) – che elenca le ipotesi di assimilazione di immobili all’abitazione principale – il numero 6-bis). (Inform)




Il Montecuccoli da Santo Domingo verso Panama

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5e41f58c7d672b72ca5382de5ddccefcIl pattugliatore polivalente d’altura Raimondo Montecuccoli della Marina Militare Italiana ha lasciato oggi il molo di Sans Souci, Santo Domingo, diretto verso Panama nel quadro della campagna di navigazione attorno al mondo che ripercorre il viaggio del celebre incrociatore Montecuccoli, che nel 1956-1957 fungeva da Nave Scuola dell’Accademia Navale.
Arrivato a Santo Domingo il 21 maggio da Miami, il Montecuccoli è stato accolto con una cerimonia di benvenuto dalle autorità dominicane.

Alla presenza dell’Ambasciatore Stefano Queirolo Palmas, il comandante, Capitano di Fregata Alessandro Troìa, è stato ricevuto dal comandante generale della Armada Dominicana, Viceammiraglio Agustín Morillo Rodríguez.
Il Montecuccoli ha sostato per tre giorni, durante i quali ha realizzato varie attività di promozione rivolte alle autorità locali e alla popolazione civile.

La nave è stata aperta al pubblico il 22 e 23 maggio, consentendo a centinaia di visitatori di esplorare le sue tecnologie avanzate e le eccellenze italiane attraverso visite guidate dall’equipaggio.

La sera del 23 maggio si è tenuto un ricevimento a bordo del Montecuccoli a cui hanno partecipato circa 100 ospiti tra autorità locali, esponenti della collettività italiana e corpo diplomatico accreditato.
Nel corso dell’evento, l’ambasciatore Queirolo Palmas ha sottolineato il valore della “naval diplomacy” italiana, “non solo un grande sforzo organizzativo e di proiezione internazionale del Paese, ma anche esempio di avanguardia tecnologica e di una non comune tradizione manifatturiera”.
Il massimo rappresentante diplomatico italiano in Dominicana ha quindi evidenziato il successo commerciale della produzione navale italiana, già commissionata da molti Paesi, inclusi Stati Uniti, Indonesia, Qatar, Egitto ed Emirati Arabi Uniti e ha ricordato il contributo della diaspora dominicana alla costruzione del pattugliatore.
Una parte rilevante di questa comunità, insediata in Italia, lavora infatti nella cantieristica ligure, in particolare a La Spezia, proprio dove si trovano i siti produttivi che hanno realizzato il Montecuccoli.

ansa.it




Torino. Sembrava neve ma era grandine

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immagini 12 1024x576Strade imbiancate e chiazze bianche galleggianti: sono le immagini che arrivano da Torino colpita questo pomeriggio da un’eccezionale grandinata. Un violento temporale si è, infatti, abbattuto nella zona nord della città e le violente grandinate hanno lasciato un paesaggio invernale, il ghiaccio ha ricoperto le strade e ha mandato in tilt il traffico. Da segnalare un significativo incremento della Dora. In alcuni punti gli accumuli hanno superato anche i 10 cm.

Secondo quanto riporta il Centro Meteo Piemonte, “anche nelle prossime ore è attesa instabilità con piogge e locali temporali che si attarderanno fino in nottata inoltrata specie sul Piemonte orientale. Sabato è atteso un generale miglioramento del tempo, seppur ancora con nuvolosità irregolare e qualche locale acquazzone pomeridiano sulle Alpi e in Appennino. Domenica ben soleggiata, salvo qualche velatura in transito, con temperature massime fin verso i 23/26°C”.

“Sembra neve ma è grandine“, scrivono gli utenti sui social.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Arriva “Salva Casa”, un decreto per sanare le piccole irregolarità

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oipL’obiettivo del decreto ‘salva casa’ “è liberare gli appartamenti ostaggio di una normativa rigida e frammentata che ne ostacola la commerciabilità e talora preclude l’accesso a mutui, sovvenzioni e contributi”. Lo scrive il ministero delle Infrastrutture in una nota, dopo il via libera al provvedimento da parte del Cdm. Il decreto, si legge, “interviene solo nelle casistiche di minore gravità, incidendo sulle cosiddette lievi difformità”.

In particolare, il provvedimento interessa le difformità: formali derivanti da incertezze interpretative della disciplina vigente rispetto alla dimostrazione dello stato legittimo dell’immobile sulle difformità edilizie delle unità immobiliari, risultanti da interventi spesso stratificati nel tempo, realizzati dai proprietari dell’epoca in assenza di formale autorizzazione; sulle parziali difformità che potevano essere sanate all’epoca di realizzazione dell’intervento, ma non sanabili oggi, a causa della disciplina della doppia conformità”.

Il decreto inoltre ”semplifica le procedure vigenti: è introdotto il regime di silenzio-assenso, principio particolarmente rilevante e che va nella direzione della massima semplificazione. Significa che se l’amministrazione non risponde nei tempi previsti l’istanza del cittadino è accettata. Infine si introduce la possibilità di installare tende e strutture di protezione dal sole e da eventi atmosferici, in regime di edilizia libera”. La norma ”mira anche a decongestionare gli uffici tecnici comunali sepolti da migliaia di pratiche”.

Il decreto legge salva casa ”prevede sanzioni che sono proporzionali all’aumento di valore dell’immobile e potranno essere utilizzate, tra l’altro, nella misura di 1/3, per progetti di recupero e rigenerazione urbana”, scrive ancora il ministero

Nel testo del decreto legge, invece, ”non c’è la cosiddetta norma salva-Milano per alcune ristrutturazioni edilizie del capoluogo lombardo su cui si è acceso l’interesse della Procura. L’idea di Salvini, già condivisa con il sindaco Giuseppe Sala, è di intervenire in fase di conversione del testo”.

Dai soppalchi alle verande, cosa c’è nel decreto: le misure

Nel decreto legge “ci sono interventi su piccole irregolarità che riguardano la vita di tutti giorni: verande, tende, soppalchi, gradini, grondaie, finestre, pareti e porte interne. Tutto quello che c’è all’interno delle abitazioni”, ha spiegato il ministro Salvini in conferenza stampa.

Il piano prevede “l’inserimento nel criterio di edilizia libera per vetrate panoramiche amovibili, tende e altre opere di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici”, spiega quindi il ministro. Il decreto prevede inoltre “l’ampliamento delle tolleranze costruttive ed esecutive, la semplificazione dell’accertamento di conformità eliminando la doppia conformità” (che d’ora in poi verrà richiesta solo nei casi più gravi), afferma il ministro. Con il decreto legge vengono quindi introdotte ”tolleranze costruttive tra il 2% e 5% in base alla superficie“. La misura, dice, “è una grande opera di semplificazione, sburocratizzazione e liberazione di denari, immobili ed energie. Conto che, con questa quantità di immobili regolarizzati che possono tornare sul mercato, possano anche avere un riscontro positivo in termini di diminuzione del costo del mattone”.

E ancora: semplificazione del cambio di destinazione d’uso di singole unità immobiliari, “nel rispetto delle normative di settore e di eventuali specifiche condizioni comunali”, continua il ministro. Il provvedimento prevede, inoltre, “la fine del paradosso del silenzio rigetto, con l’introduzione del silenzio assenso: vale a dire che se l’amministrazione non risponde, entro i termini prestabiliti, l’istanza si considera accettata”.

adnkronos.com




Italia. 32 anni fa la strage di Capaci: cosa accadde sabato 23 maggio 1992

captura 4

captura 4Sono passati 32 anni: era il pomeriggio di sabato 23 maggio 1992 quando 500 chili di tritolo nascosti sotto l’asfalto dell’autostrada A29 che collega Palermo a Mazara del Vallo uccisero il giudice antimafia Giovanni Falcone. Erano le 17.58, la deflagrazione fu terribile: un boato. Nell’esplosione morirono anche la moglie di Falcone, Francesca Morvillo, e i tre uomini della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

L’esplosivo era nascosto in un tunnel, a premere il telecomando – secondo quanto accertato dalla magistratura – fu Giovanni Brusca. La ‘fine’ di Falcone era stata decretata dalla mafia dopo una serie di riunioni della ‘cupola’ di Cosa Nostra, organizzazione mafiosa guidata dal boss Totò Riina.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Italia. Giorgia Meloni annuncia: “Redditometro sospeso”

giorgia meloni

giorgia meloni“Oggi ho incontrato il viceministro Leo, ci siamo confrontati sui contenuti del decreto che era stato predisposto dagli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze e siamo giunti alla conclusione che sia meglio sospendere questo decreto in attesa di ulteriori approfondimenti”. Lo annuncia la premier Giorgia Meloni in un video su Instagram sul redditometro.

“NO A VESSAZIONE DELLE PERSONE COMUNI CON NORME INVASIVE”

“Nessun grande fratello fiscale sarà mai introdotto da Fratelli d’Italia, dal centrodestra, da questo governo. Noi siamo sempre stati contrari a meccanismi invasivi come il redditometro applicati a persone oneste e la nostra posizione non è cambiata”, ha ribadito la presidente del Consiglio. “Abbiamo ereditato una situazione però molto pericolosa nella quale non c’è alcun limite al potere discrezionale dell’amministrazione finanziaria di contestare incongruenze tra il tenore di vita e il reddito dichiarato. Da qui la necessità di emanare un decreto ministeriale che prevedesse precise garanzie per i contribuenti”, ha proseguito Meloni, che ha ricordato come “quel decreto ha però prodotto diverse polemiche. Oggi ho incontrato il viceministro Leo, ci siamo confrontati sui contenuti del decreto che era stato predisposto dagli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze e siamo giunti alla conclusione che sia meglio sospendere questo decreto in attesa di ulteriori approfondimenti”. “Il nostro obiettivo è e rimane – ha concluso – quello di contrastare la grande evasione e il fenomeno inaccettabile ad esempio di chi si finge nulla tenente ma gira con il suv o va in vacanza con lo yacht senza però per questo vessare con norme invasive le persone comuni”.

ag. Dire – www.dire.it




In Italia torna il redditometro, che cos’è e come funziona

agenzia delle entrate ufficio controlli

agenzia delle entrate ufficio controlli

Caccia ai furbetti con il nuovo ‘redditometro‘, che passerà ai raggi ‘x’ tantissime tipologie di spesa, dai medicinali alle bollette, dal mutuo al telefono, dalle spese per la macchina a quelle per le vacanze, ma non solo. Verrà controllato, per dire, anche quanto si spende per piante e fiori o per mantenere un cavallo. C’è un po’ di tutto tra le voci che l’Agenzia delle entrate potrà passare al setaccio per verificare i redditi dei contribuenti. L’analisi partirà dai redditi 2016 (ma gli accertamenti scatteranno su quelli dal 2018 in avanti) e terrà conto degli elementi già presenti nell’anagrafe tributaria. Oppure di un livello minimo di spesa. Ecco come funziona e le spese che saranno prese in esame.

IL REDDITOMETRO

Quella del redditometro non è propriamente un novità. Meglio parlare di ritorno, tra l’altro atteso. Si tratta infatti di un sistema anti-evasione che già in passato è stato usato per individuare e quantificare il reddito presunto dei contribuenti-persone fisiche. La prima volta venne introdotto nel 2013 poi venne sospeso dal primo governo Conte nel 2018 (in attesa di criteri più precisi su quali spese controllare): Il decreto di questi giorni di fatto lo riattiva, a partire dai redditi 2016: il provvedimento, pubblicato in Gazzetta ufficiale due giorni fa, porta la firmato del vice ministro all’Economia, Maurizio Leo. Ci sono però delle differenzse: “Non c’è nessun ritorno al vecchio redditometro– ha spiegato Leo-. Il decreto ministeriale pubblicato in questi giorni in Gazzetta mette finalmente dei limiti al potere discrezionale dell’amministrazione finanziaria di attuare l’accertamento sintetico”. La reintroduzione del redditometro ha creato malumori all’interno della maggioranza, perchè Forza Italia e Lega si son odetti contrario a un meccanismo di controllo giudicato invasivo.

COME FUNZIONANO GLI ACCERTAMENTI

I contribuenti hanno in ogni caso la possibilità di difendersi rispetto a quanto ‘contestato’. Funzionerà così: l’amministrazione controlla i dati delle spese (disponibili nelle banche dati oppure, in assenza di tutti dati precisi, ricorrendo alle spese medie per famiglia stimate dall’Istat) e in proporzione presume un determinato reddito. Se non corrisponde al reddito dichiarato (in parole povere se uno guadagna 10 non può spendere 100), scatta l’accertamento dell’Agenzia delle Entrate. Accertamento che tecnicamente si chiama “sintetico”. Quando scatta? Quando emerge uno scostamento superiore al 20% tra il reddito dichiarato e le spese. A questo punto il Fisco, con questa procedura, chiede spiegazioni ai contribuenti per accertare che dietro questa discrepanza non ci siano fenomeno di evasione. I contribuenti hanno la possibilità di difendersi, dimostrando ad esempio che i soldi usati per le spese sono arrivati da redditi diversi da quelli posseduti nel periodo d’imposta. Sarà possibile anche fare precisazioni sulle spese, sostenendo che i conti sono diversi e che si partiva da un fondo spese accumulato in precedenza.

QUALI VOCI DI SPESA VERRANNO CONSIDERATE

Il nuovo decreto di questi giorni prevede la verifica su 56 diverse tipologie di spesa. Il Fisco potrà controllare, oltre a mutuo e affitto, anche le spese per la macchina, le scuole, le bollette, la spesa alimentare, i vestiti ma anche alberghi e ristoranti. E non è finita: si terrà conto anche degli abbonamenti telefonici e di quelli alle piattaforme di tv digitale, più altre spese per intrattenimento e tempo libero (come i videogiochi). Tra le cose più strane emerse, ci sono le spese per mantenere un cavallo di proprietà. Sotto controllo, naturalmente, anche l’acquisto di immobili e terreni, di titoli finanziari e le spese per i lavori in casa (manutenzione straordinarie), tutte tracciabili nelle pratiche dei bonus edilizi.

Agenzia DIRE – www.dire.it



Napoli. Terremoto ai Campi Flegrei, è imminente un’eruzione?

campi flegrei

campi flegreiDopo la forte scossa registrata ieri sera a Napoli e nei Campi Flegrei di magnitudo 4.4 lo sciame sismico sta proseguendo: dalle 19:51 di ieri sono state registrate 200 scosse e molte persone questa notte hanno preferito dormire nelle tendopoli allestite dalla Protezione civile o in macchina. L’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv continua le attività di monitoraggio ordinarie e straordinarie per individuare anche le più piccole variazioni nei parametri di monitoraggio utili per definire al meglio l’attuale fenomeno in corso. Le strutture dell’Ingv dedicate al monitoraggio dell’area della caldera dei Campi Flegrei “sono sempre operative h24 e nella giornata del 21 maggio saranno effettuate misure e campionamenti in alcuni siti della caldera”. I Campi Flegrei, ricordano gli esperti, “sono un vulcano pericoloso e attivo”, ma altamente monitorato.

immagini 8 1024x576Tanti i dubbi riguardo ad un’imminente eruzione del vulcano della solfatara. A rispondere è Andrea Moccia, geologo e fondatore di GeoPop: “Per prima cosa diciamo che 4.4 è la magnitudo più alta mai registrata nell’area in epoca strumentale, cioè da quando noi registriamo i terremoti. Dal punto di vista tettonico-strutturale non è una magnitudo fortissima in termini assoluti, perché i terremoti legati al movimento delle faglie sono considerati ‘forti’ se superano la magnitudo 5.0 o 6.0″.

E prosegue: “Una magnitudo di 4.4 per questa tipologia di sismi quindi è molto forte e anche in archivio la massima registrata è pari a 4.12 nel 1996. Quindi quella di 4.4 è una scossa molto importante anche se questo non significa che ci sia un’eruzione imminente. Ci rendiamo conto che ci sia una certa situazione di ansia ma non è detto che stia succedendo qualcosa. Soprattutto in questi momenti è necessaria razionalità e ascoltare le istituzioni”.

Quando ci fu l’ultima eruzione dei Campi Flegrei e cosa bisogna aspettarsi? “Nel 1538 c’è stata l’ultima eruzione, non catastrofica ma di media-piccola entità- dice il geologo- A oggi quindi noi non abbiamo le informazioni per dire cosa succederà. Sicuramente quello che possiamo dire è che il territorio è monitorato con tecnologie e competenze – forse le migliori nel mondo – e bisogna seguire sempre i dati ufficiali. Quindi la prima cosa che si va a fare è vedere cosa dice l’INGV perché loro sono la fonte primaria dell’informazione, sono loro che registrano i terremoti”.

 Agenzia DIRE – www.dire.it