Italia. In arrivo il decreto ‘Salva Casa’: ecco cosa si potrà sanare

alpinismo 19 1024x576

alpinismo 19 1024x576Verande, soppalchi, camerette, finestre, tramezzi in cartongesso mai dichiarati agli uffici comunali. Con il decreto ‘salva casa’ proposto da Matteo Salvini presto questi lavori potrebbero essere ‘condonati’. “La maggioranza delle case degli italiani ha piccoli problemi interni: il bagnetto, la finestra, la veranda, il soppalco. Milioni di case di italiani sono bloccate dalla burocrazia, il nostro obiettivo è sanare queste piccole irregolarità interne“, dice il ministro. Il decreto legge fortemente voluto dal titolare del Mit è pronto ad arrivare in Consiglio dei ministri questo mercoledì e servirà proprio per regolarizzare le piccole irregolarità interne alle abitazioni che molto spesso, in attesa di sanatoria, impediscono la vendita di un immobile.

Cosa si potrà sanare? Il piano dovrebbe riguardare le singole modifiche strutturali e non immobili interamente abusivi: “Se uno si è fatto la villa con piscina o con due piani in più la risposta è l’abbattimento, ma se uno ha otto metri quadri di cameretta fatta dal nonno 30 anni fa è giusto che possa andare in comune: paghi e torni proprietario serenamente dell’immobile“, dice il ministro.

“Il decreto ‘salva casa’ si muove su tre livelli crescenti di irregolarità”, si legge sul Sole 24 Ore:

1 – “Problemi formali: Per i lavori realizzati prima del 1977 non esisteva la possibilità di effettuare varianti in corso d’opera, quindi queste modifiche non venivano mai corrette. Due esempi: una finestra che era sul progetto e poi non è stata realizzata o un cornicione che era di 30 centimetri ma che nella realtà è di mezzo metro.

2 – Le difformità interne: prima del 1977 quando si faceva il progetto di un edificio non si presentavano le planimetrie di tutto, ma bastava un ‘piano tipo’. In fase di realizzazione degli immobili, poi, alcuni elementi venivano modificati. Queste modifiche oggi sono altrettante difformità.

3 – Le difformità non sanabili: le difformità che potevano essere sanate al momento della realizzazione dell’intervento ma che adesso non sono più regolarizzabili per effetto del meccanismo della doppia conformità. In base al Testo unico edilizia, oggi possono essere sanati solo gli elementi conformi alle regole del momento di realizzazione degli elementi e del momento di richiesta della sanatoria. È un doppio paletto che il decreto Salvini intende eliminare. Facendo comunque salva la regolarità urbanistica: non si potranno cioè sanare immobili costruiti dove è vietato costruire”.

Una bozza del testo, però, ancora non è circolata ufficialmente, perché gli uffici del ministero la starebbero ‘limando’ in cerca di una quadra sugli aspetti più delicati. Qualche dubbio lo ha sollevato anche il Quirinale sconsigliando lo strumento del decreto legge “in quanto materia non urgente, invitando a fare un disegno di legge su tale materia”. Come decreto legge, infatti, il testo proposto in Cdm verrebbe varato dal governo per poi arrivare in Parlamento e i lavori dovrebbero durare qualche mese affinché venga trasformato in legge.

 Agenzia DIRE, www.dire.it




Al via l’esame della proposta di legge che destina agli uffici diplomatici e consolari quota dei proventi derivanti dal rilascio dei passaporti all’estero

camera dei deputati 1 dscn8662 scaled

camera dei deputati 1 dscn8662 scaledLa Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha avviato l’esame, volto ad esprimere un parere alla III Commissione, della proposta di legge c. 960 (Ricciardi) che si prefigge di destinare agli uffici diplomatici e consolari quota dei proventi derivanti dal rilascio dei passaporti all’estero.  Nel corso della seduta la relatrice del provvedimento Vanessa Cattoi (LEGA) ha segnalato  come la proposta di legge, di iniziativa parlamentare, rechi norme volte a lasciare direttamente a disposizione dei consolati una percentuale delle entrate riferibili a diritti e tasse consolari derivanti dalla loro attività di rilascio dei passaporti, destinata al rafforzamento dei servizi consolari per i cittadini italiani residenti o presenti all’estero, con priorità per i servizi maggiormente richiesti. Nel segnalare che la Commissione è chiamata ad esaminare il testo della proposta di legge, come risultante dalle proposte emendative approvate in sede referente dalla Commissione Affari Esteri e che il testo iniziale e gli emendamenti approvati non sono corredati di relazione tecnica, la relatrice ha precisato in primo luogo come la proposta di legge in esame sia volta ad assegnare alle rappresentanze diplomatico-consolari il 30 per cento delle entrate. Cattoi ha inoltre rilevato come la norma disponga che agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge si provveda mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili che si manifestano nel corso della gestione. In  proposito dalla relatrice è stato osservato: “ tenuto conto che la disposizione destina a finalità di spesa una quota di entrate riferite al rilascio dei passaporti elettronici e che, da un lato, queste ultime, come risulta dal bilancio di previsione 2024-2026, risultano complessivamente stimate in un importo pari a 70 milioni di euro per ciascun anno del triennio in corso, ivi comprese quelle derivanti dal rilascio dei passaporti da parte delle rappresentanze diplomatico-consolari, e dall’altro le medesime entrate risultano già destinate al ristoro di spese, posto che secondo l’articolo 7-vicies quater del decreto-legge n. 7 del 2005 l’importo corrisposto dai soggetti richiedenti è almeno pari alle spese necessarie per la loro produzione e spedizione, nonché per la manutenzione necessaria all’espletamento dei connessi servizi, ne consegue che l’utilizzo di tali risorse, poiché renderebbe sostanzialmente prive di copertura le spese sostenute per il rilascio dei documenti di cui trattasi, appare suscettibile di determinare nuovi o maggiori oneri”.  Oneri, che secondo, secondo la relatrice,  non vengono quantificati dal provvedimento, che si limita invece a provvedere ad essi, senza determinarne l’importo, mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili. Per queste ragioni dalla Cattoi, anche al fine di poter valutare la capienza del Fondo utilizzato con finalità di copertura finanziaria, è stata ravvisata la necessità di acquisire sul provvedimento in esame una relazione tecnica. Anche il sottosegretario all’Economia Federico Freni ha sottolineato la necessità di acquisire una relazione tecnica sul provvedimento in discussione, al fine di procedere ad una compiuta verifica dei suoi profili finanziari. La Commissione Bilancio ha quindi deliberato di richiedere al Governo, ai sensi dell’articolo 17, comma 5, della legge n. 196 del 2009, la trasmissione di una relazione tecnica sul testo del provvedimento in esame entro il termine ordinario di trenta giorni. (Inform)




Chico Forti in Italia dopo 24 anni in prigione in Florida

meloni 1024x816

meloni 1024x816Chico Forti è atterrato in Italia. Ad accoglierlo all’aeroporto di Pratica Di Mare, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Chico Forti è tornato in Italia. Fiera del lavoro del Governo italiano. Ci tengo a ringraziare nuovamente la diplomazia italiana e le autorità degli Stati Uniti per la loro collaborazione”, ha detto la premier. L’uomo è stato trasferito nel carcere di Rebibbia, dove rimarrà un paio di giorni, prima del trasferimento nel carcere di Montorio, a Verona. Il legale di Foti ha annunciato che chiederà un permesso umanitario per incontrare la madre che ha 96 anni.

FONTI PALAZZO CHIGI: “TEMPI RECORD GRAZIE AD AUTOREVOLEZZA GOVERNO”

“Enrico Forti, l’imprenditore trentino da tempo detenuto in Florida, è rientrato in Italia. È atterrato questa mattina con volo dell’Aeronautica Militare all’aeroporto militare di Pratica di Mare, dove ha incontrato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che lo scorso marzo in occasione della sua missione negli Stati Uniti aveva ottenuto il consenso al trasferimento del connazionale, ai sensi della Convenzione di Strasburgo. Da qui è partito l’iter che si è concluso in tempi record mercoledì 15 maggio quando si è svolta l’udienza nella quale Forti ha firmato l’accordo con il giudice federale statunitense per scontare il resto della pena in Italia sulla base del diritto italiano”. E’ quanto si apprende da fonti di palazzo Chigi.

24 ANNI DI CARCERE IN FLORIDA

L’uomo, 65enne di Trento, lascia gli Stati Uniti dopo 24 anni di detenzione in un carcere della Florida, a seguito della condanna all’ergastolo per un omicidio nel 1998. Forti è stato riportato in Italia con un Falcon 2000 del 31esimo Stormo dell’Aeronautica italiana.

ag. DIRE – www.dire.it




Maltempo in Veneto: chiesto lo stato di emergenza

ajani 1024x575

ajani 1024x575Sono state 48 ore “devastanti e importanti“, dal pomeriggio di ieri sera alle due e mezza di notte in Veneto “abbiamo avuto di tutto”. A Radio 24 Luca Zaia, presidente del Veneto, parla della ‘botta’ del maltempo sulla regione su cui ora si attende una schiarita, anche se la guardia resta altissima. Lo scenario “è da stato di emergenza e spero che il Governo lo dichiari velocemente“.

Il maltempo ha messo in difficoltà “centinaia di famiglie, ieri 200, oggi molte di più: non ci sono sfollati, ma famiglie con l’acqua in casa”, racconta Zaia. Un paio di ospedali in difficoltà, come quello di Camposampiero (qui acqua nei sotterranei), “ma non gravemente”; idem, un paio di case di riposo (per una è stata disposta una evacuazione). La rottura arginale a Camposampiero si è riverberata su padovano e veneziano, “ma alle 4 di questa mattina c’erano già gli escavatori per cercare di tamponare la falla”. Poi sono esondati i canali nell’asolano (Asolo è sott’acqua nella sua parte bassa).

Zaia però ribadisce che senza i bacini di laminazione Vicenza sarebbe finita allagata e senza bacini “non ho idea della dimensione del disastro che ci sarebbe” ora. Vero è anche che i bacini sono dimensionati per “eventi straordinari, ma non a questi livelli”. In altre parole, il cambiamento climatico “ci impone di rivedere il modello perchè abbiamo capito che le bombe d’acqua sono il vero problema”: ora si deve fare i conti con “acquazzoni equatoriali a cui non siamo abituati”.

 Agenzia DIRE – www.dire.it



Maltempo, in Veneto si alza l’allerta. Zaia: “Non fate foto ai fiumi in piena, evitate di uscire”

default

default
default

Dopo Milano, ora l’allarme maltempo è per il Veneto, dove sono previste perturbazioni per il pomeriggio e fino a questa sera. L’allerta diramata, di grado più alto quindi rossa, vale fino alle 14 di domani, venerdì 17 maggio. Il presidente Luca Zaia ha parlato della situazione di grande “difficoltà” che Vigili del fuoco e operatori stanno gestendo, a partire da ieri, e ha spiegato che “grazie ai bacini di laminazione abbiamo evitato un disastro“.

PRESIDENTE ZAIA: “MOMENTO DI OGGETTIVA DIFFICOLTÀ“

Pioggia fino a 229 millimetri in sei ore, con picchi di 70 in mezz’ora, e 148 in pianura… “Rovesci impressionanti” con l’effetto di “danni importanti, tre sfondamenti arginali” (Castelnuovo, Isola Vicentina e Valverla), un paio di ponti “andati” a Malo, “frane e casini vari…”. Insomma, “un momento di oggettiva difficoltà” che in Veneto dura da ieri e che il presidente Luca Zaia riassume così: “una alluvione a metà maggio non ce la aspettavamo. E’ stato un fatto inusuale”, che è andato peggiorando da ieri di ora in ora fino a dover richiedere l’attivazione dell’unità di crisi e a dichiarare lo stato di emergenza. Una fase che “ci sta mettendo in difficoltà” tanto da diventare l’”unica volta che abbiamo aperto tutti i bacini di laminazione”, ma la “notizia è che grazie ai bacini di laminazione abbiamo evitato un disastro…”.
A Vicenza, il Ponte degli Angeli vedeva l’acqua ai massimi, poco di più “e oggi a Vicenza i Vigili del fuoco andavano in giro con il gommone”. Ci sono stati allagamenti diffusi nella bassa padovana, ha sofferto il vicentino, ci sono tanti scantinati allagati… Ma grazie alle opere idrauliche (i sei bacini di laminazione sono parzialmente pieni), che il Veneto rivendica come vanto e modello, le bombe d’acqua hanno sì colpito ma il territorio ha ‘retto’. Zaia comunque invita i veneti a documentare i danni con le foto per poi avviare le pratiche per i ristori.
Vero è che ancora una volta si tocca con mano l’impatto dei cambiamenti climatici. Fenomeni come quello a cui si è assistito “a maggio non risultano”, evidenzia l’assessore alla Protezione civile Giampaolo Bottacin. I picchi di 70 millimetri d’acqua in mezz’ora sono “quantità enormi e non abbiamo memoria di precipitazioni così copiose in 30 anni“.

“NON FATE FOTO AI FIUMI IN PIENA, SIATE PRUDENTI”

E visto che previsioni sono ancora critiche, Zaia fa una “preghiera ai cittadini perché siano prudenti“, chiede di “evitare di uscire e di fare lunghi percorso” di spostamento, di non trovarsi n mezzo ad un acquazzone o in una strada che si allaga almeno fino a domani. Fate movimenti per lo stretto necessario”, dice, ma “senza diffondere allarmismo” e ribadendo che non si devono andare a fare foto lungo gli argini ai fiumi in piena. Le previsioni delle prossime ore, dice il presidente del Veneto, “ci impongono di dire di fare molta attenzione, non fate foto ai fiumi in piena, c’è sempre il rischio di uno sfondamento arginale” e in generale “avremo battaglia” dal punto di vista meteo, “fino a domani e poi vedremo come si mette”. Tra i temi toccati da Zaia anche il problema di tassi e nutrie responsabili dell’indebolimento degli argini che hanno vacillato. “Non faccio una crociata contro le nutrie, ma la salute e la sicurezza dei cittadini vengono prima…“, dice. Altri disagi e problemi poi derivano dal fatto che la rete di scarico delle acque meteoriche in molti punti risale agli anni ’50 e dunque non è in grado di assorbire i quantitativi di pioggia che cadono ora.

L’ALLERTA DELLA PROTEZIONE CIVILE

La Protezione civile del Veneto ha emesso un avviso di criticità idrogeologica ed idraulica di aggiornamento, valido dalle 12 di oggi alle 14 di domani, che aumenta lo stato di allertamento fino al livello di allarme in gran parte del territorio regionale. Le previsioni meteo indicano per il pomeriggio di oggi, giovedì 16 maggio, una nuova fase instabile-perturbata con precipitazioni diffuse a prevalente carattere di rovescio e temporale in spostamento da sud-ovest verso nord-est; probabili fenomeni localmente intensi tra pianura e Prealpi (forti rovesci, locali grandinate e forti raffiche di vento) con quantitativi di precipitazione anche abbondanti in occasione dei sistemi convettivi più organizzati e insistenti. Generale diradamento e attenuazione dei fenomeni in tarda serata.

LE ZONE PIÙ A RISCHIO

Per la criticità idraulica è stato decretato lo stato di allarme (rosso) nei bacini dell’Alto Brenta-acchiglione-Alpone e Basso Brenta–Bacchiglione, e stato di preallarme (arancione) nel bacino del Livenza, Lemene e Tagliamento, attenzione sul resto dei bacini eccetto sull’alto Piave (verde). Per quanto riguarda la criticità idrogeologica: stato di allarme (rosso) nei bacini del Po, Fissero-Tartaro-CanalBianco e Basso Adige; del Basso Brenta-Bacchiglione; del Basso Piave, Sile e Bacino scolante in laguna; stato di preallarme (arancione) in tutto il resto dei bacini regionali. L’allerta idrogeologica per temporali in tutti i bacini idrografici del Veneto è massima ad eccezione dell’alto Piave bellunese. In considerazione delle precipitazioni occorse e previste, la Protezione Civile raccomanda di vigilare particolarmente le aste idrauliche afferenti ai Bacini dei fiumi Brenta, Bacchiglione, Retrone, Alpone, Chiampo, Fratta-Gorzone nonché il fiume Adige, e quelli del Veneto Orientale (Monticano, Meschio, Livenza Tagliamento).

 Agenzia DIRE – www.dire.it




Finale di Coppa Italia e Al Bano “rivisita” l’Inno di Mameli

screenshot 2024 05 15 222209

screenshot 2024 05 15 222209Al Bano Carrisi si è esibito ieri sera allo Stadio Olimpico di Roma, in occasione della finale di Coppa Italia, nel rituale inno di Mameli. Qualche evidente sbavatura ha lasciato un po’ perplessi calciatori e squadra arbitrale, mentre i tifosi sugli spalti – non particolarmente interessati – hanno continuato a intonare cori. Probabilmente non è stata la sua migliore performance e la rete non perdona: sui social è subito trend.

Al Bano Carrisi si è esibito questa sera allo Stadio Olimpico di Roma, in occasione della finale di Coppa Italia, nel rituale inno di Mameli. Qualche evidente sbavatura ha lasciato un po’ perplessi calciatori e squadra arbitrale, mentre i tifosi sugli spalti – non particolarmente interessati – hanno continuato a intonare cori. Probabilmente non è stata la sua migliore performance e la rete non perdona: sui social è subito trend.

 

Agenzia DIRE – www.dire.it

 




La “Raimondo Montecuccoli” a Santo Domingo dal 21 al 24 maggio

buque raimondo montecuccoli atracara en santo domingo focus 0 0 896 504

buque raimondo montecuccoli atracara en santo domingo focus 0 0 896 504Il pattugliatore polivalente d’altomare Raimondo Montecuccoli della Marina Militare italiana farà scalo nel porto di Santo Domingo dal 21 al 24 maggio e sarà attraccato a Punta Torrecilla.

L’unità è immersa in una campagna operativa intorno al mondo, quasi 70 anni dopo la circumnavigazione dello storico incrociatore Montecuccoli, all’epoca Nave Scuola dell’Accademia Navale per la campagna studentesca del 1956 e 1957.

Lo scalo sarà anche un’ottima occasione per la popolazione locale di visitare la nave e scoprirne le peculiarità tecnologiche e le eccellenze nazionali, attraverso brevi tour guidati dall’equipaggio.

Il Montecuccoli sarà aperto al pubblico il 22 e 23 maggio con i seguenti orari:

22 maggio: dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:00 del pomeriggio.
23 maggio: dalle 10:00 alle 12:00.

Maggiori dettagli della nave

La Nave Raimondo Montecuccoli è la terza delle sette Pattugliatrici Polivalenti d’Altura d’alta quota (la prima nella versione Light Plus) che rientrano nel piano di rinnovamento delle linee operative delle unità navali della Marina Militare, deciso da Governo e Parlamento iniziato nel maggio 2015 sotto gli auspici dell’Organizzazione congiunta per la cooperazione in materia di armi.

Si tratta di una nave di grande flessibilità operativa, progettata per svolgere diversi compiti di carattere prettamente militare, come il pattugliamento, il trasporto logistico e il combattimento, ma anche di protezione civile e ambientale grazie alle sue intrinseche duplici capacità, rese evidenti dalle peculiari disposizioni di asse.

Le due aree modulari di poppa consentono, infatti, di imbarcare container adatti alle diverse esigenze della missione, come contenitori logistici e sanitari, e consentono al contempo l’imbarco di Forze Speciali o di un comando complesso.

Costruita interamente in Italia, nei cantieri integrati Fincantieri di Riva Trigoso e Muggiano (SP), la motovedetta si distingue visivamente per la doppia prua disassata, che evoca il volto delle antiche navi romane, una soluzione che consente all’unità di ridurre la formazione delle onde e il consumo di carburante , aumentando così l’idrodinamica e la velocità massima.

Altri due elementi tecnologici iconici e futuristici sono il Naval Cockpit e il cambio multifrizione. La prima consente la guida della nave e le operazioni aeronavali da una postazione integrata gestita da soli due operatori.

La seconda, dal canto suo, consente un ampio vantaggio di possibili assetti di propulsione adattabili alla situazione tattica, da quelli che garantiscono una notevole estensione di autonomia a quelli in grado di raggiungere le massime prestazioni in termini di reazione e velocità (32 nodi).

Le nuove tecnologie implementate ne fanno uno strumento ingegneristico di altissimo livello, che ben sintetizza il processo di ricerca e sviluppo e le capacità produttive del genio italiano.




In dieci anni l’Italia ha perso il 4,5% di potere d’acquisto. In Germania sono a +5,7%

xr:d:dafltwnp9lk:153,j:2325385374666131328,t:23090613

xr:d:dafltwnp9lk:153,j:2325385374666131328,t:23090613
xr:d:DAFltWnp9lk:153,j:2325385374666131328,t:23090613

L’Italia conserva una quota molto elevata di occupati in condizioni di vulnerabilità economica. Tra il 2013 e il 2023 il potere d’acquisto delle retribuzioni lorde in Italia è diminuito del 4,5% mentre nelle altre maggiori economie dell’Ue27 è cresciuto a tassi compresi tra l’1,1% della Francia e il 5,7 della Germania. E’ quanto emerge dal rapporto annuale dell’Istat.

I giovani sono i principali protagonisti del calo demografico in atto nella società italiana. Nel 2023 in Italia si contano poco più di 10 milioni 330 mila giovani in età 18-34 anni, con una perdita di oltre 3 milioni dal 2002 (-23,9 per cento). Rispetto al picco del 1994, il calo è di circa 5 milioni (-32,3 per cento). Lo segnala l’Istat nel suo rapporto annuale.

La riduzione dei giovani dal 2002 al 2023 è stata del 28,6% nel Mezzogiorno, a causa della denatalità e della ripresa dei flussi migratori, contro il 19,3 nel Centro-Nord, dove il fenomeno è attenuato da saldi migratori positivi e dalla maggiore fecondità dei genitori stranieri. Per l’operare di fenomeni similari, la riduzione è stata più ampia nelle Aree interne (-25,7 per cento) rispetto ai Centri (-19,9), e nelle Zone rurali (-26,9 per cento) rispetto alle Città (-19,2 per cento); nel Mezzogiorno, il calo è più ampio in ciascuna di queste tipologie.

ag.Dire – www.dire.it




USA. Il vicepresidente del Maie Vincenzo Odoguardi incontra Tony Di Piazza, presidente dell’Associazione Culturale Italiana di New York

il vicepresidente maie vincenzo odoguardi incontra tony di piazza presidente dellassociazione culturale italiana di new york immagine18

il vicepresidente maie vincenzo odoguardi incontra tony di piazza presidente dellassociazione culturale italiana di new york immagine18Vincenzo Odoguardi, vicepresidente Maie, il 10 maggio ha incontrato Tony Di Piazza, imprenditore italoamericano molto conosciuto e apprezzato dalla comunità italiana negli USA, presidente dell’Associazione Culturale Italiana di New York. “Con Di Piazza abbiamo parlato di tutto, dalla politica allo sport, fino alla necessità di sostenere l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane. Entrambi abbiamo sottolineato l’importanza della promozione della cultura italiana, senza dimenticare naturalmente i temi che più da vicino interessano gli italiani all’estero e in particolare i connazionali residenti nel Nord America”, ha spiegato il vicepresidente Maie. Di Piazza da parte sua si è complimentato con Odoguardi per il lavoro che quest’ultimo sta portando avanti in Nord e Centro America con il Movimento Associativo Italiani all’Estero. Al termine dell’incontro il vicepresidente Maie – che recentemente ha finanziato alcune borse di studio a favore di meritevoli studentesse italoamericane – si è detto disponibile a collaborare con il presidente dell’Associazione Culturale Italiana di New York “con l’obiettivo di promuovere la lingua italiana e quindi le nostre tradizioni; un modo – ha concluso – per diffondere italianità e far sentire i nostri connazionali più vicini all’Italia”.(Inform)




Costa Rica. A colloquio con Alfio Piva, ex vice presidente della Repubblica

alfio piva

alfio pivaOggi abbiamo il privilegio di conversare con una figura emblematica del panorama accademico e politico costaricano: il Dott. Alfio Piva, ex Vicepresidente della Repubblica del Costa Rica. Nato da una famiglia di origini italiane, il Dott. Piva ha attraversato l’oceano della vita, dalla piccola fattoria di legumi a San José fino alle aule dell’Università di Parma, tessendo un percorso professionale e personale ricco e variegato.

La sua storia è un intreccio di radici italiane e costaricane, un ponte tra due culture che hanno plasmato la sua identità e la sua visione del mondo. Cresciuto in una famiglia dove la lingua e le tradizioni italiane erano parte integrante della quotidianità, il Dott. Piva ha mantenuto un legame forte con il suo paese d’origine, un legame che ha influenzato profondamente sia la sua formazione accademica che la sua carriera.

alfio piva con nonna,papá alfio e sua sorellaDopo aver completato gli studi in medicina veterinaria in Italia, il Dott. Piva è tornato in Costa Rica, dove ha contribuito in modo significativo allo sviluppo scientifico e accademico del paese. La sua passione per la scienza e l’ambiente lo ha portato a ricoprire ruoli chiave in istituzioni educative e di ricerca, tra cui l’Università di Costa Rica e l’Università Nazionale, di cui è stato cofondatore e secondo rettore.

Il suo impegno per la promozione dello sviluppo sostenibile e la conservazione ambientale ha lasciato un’impronta indelebile nel paese, evidenziata dal riconoscimento internazionale con il Premio Principe delle Asturie. Oggi, il Dott. Piva continua a essere una voce influente nel dibattito sul futuro sostenibile della Costa Rica e del mondo intero.

Unisciti a noi mentre esploriamo la vita, le realizzazioni e le aspirazioni di un uomo che ha dedicato la sua esistenza all’avanzamento della scienza e al benessere del suo paese e del pianeta.

  1. Lei ha una storia familiare interessante, essendo figlio di un emigrato italiano. Ci racconti un po’ di più sulla sua connessione con l’Italia e come questa influenza la sua vita e il suo lavoro in Costa Rica?

Mio padre, Alfio Piva, emigrò in Costa Rica con suo padre Gaetano, sua madre Zelinda e un fratello maggiore, Egidio, di 15 anni; all’epoca, mio padre aveva solo cinque anni. Erano originari di Ostiglia, in provincia di Mantova. Qui, hanno sempre vissuto a San José, dove hanno acquistato una piccola fattoria e si sono dedicati all’agricoltura di legumi, che vendevano al mercato centrale di San José.

alfio piva con papá alfio e sua sorellaMio padre ha sposato una ragazza costaricana e così sono nati cinque figli, di cui solo io sono maschio e le altre quattro sono femmine. L’influenza italiana è sempre stata presente nella mia casa, poiché mia nonna ha mantenuto viva la cultura italiana, sia attraverso il cibo che attraverso altre tradizioni italiane, così come attraverso la comunicazione con i parenti che vivevano in Italia, precisamente a Ostiglia, Mantova. Il mio sogno era sempre stato quello di studiare in Italia, per questo motivo ho mantenuto abbastanza bene il mio italiano, parlando sempre in casa insieme al dialetto mantovano. Dopo il liceo, abbiamo deciso in famiglia che avrei studiato medicina veterinaria e, con l’aiuto del professor Antonio Balli, che era docente all’UCR e aveva insegnato a Parma, mi ha aiutato ad iscrivermi alla scuola di medicina veterinaria di quella università. Mi sono trovato molto bene in tutto, i professori sono stati magnifici e amichevoli, e mi hanno sempre aiutato. Conservo il miglior ricordo di quegli anni. Successivamente, già sposato e lavorando presso la facoltà di agronomia dell’Università di Costa Rica, mi è stata offerta una borsa di studio per specializzarmi in fisiologia animale. Naturalmente siamo tornati di nuovo in Italia, questa volta a Milano, perché là insegnava fisiologia l’autore del nostro libro di testo di fisiologia animale, il professor Emilio Martini. A Milano è nato il mio primo figlio, poiché abbiamo vissuto lì diversi anni. Abbiamo anche avuto un’esperienza indimenticabile. La mia formazione accademica è stata interamente svolta in Italia e i miei contatti accademici con Parma, Bologna e Milano sono stati sempre molto importanti per la mia carriera accademica che ho svolto in Costa Rica, sia presso l’Università di Costa Rica che presso l’Università Nazionale, di cui sono cofondatore e secondo rettore. Questi contatti sono stati molto importanti anche per la creazione della scuola di medicina veterinaria presso l’Università Nazionale, alcuni anni dopo

  1. Ha avuto una carriera impressionante, sia come accademico che come leader politico. Come ha fatto a gestire questa dualità tra scienza e politica nel corso della sua vita?

La mia carriera è stata principalmente accademica, ma per ragioni contingenti sono stato nominato in entrambe le università in diversi momenti a incarichi amministrativi elettivi come decano, direttore di scuole o facoltà, in commissioni e istituzioni come il Consiglio superiore per la scienza e la tecnologia, o nel Consiglio nazionale dei rettori e simili, il che avvicina una persona ai giornalisti e fa sì che molte persone la conoscano, anche se non ci si autopromuove, anzi rende la vita più complicata e difficile. Ma succede così e non resta che affrontare le sfide e cercare di realizzarle bene, leggendo molto e preparandosi bene.

  1. Il suo lavoro presso l’Università Nazionale e l’INBio è stato cruciale per lo sviluppo scientifico e ambientale della Costa Rica. Quali sono stati i suoi progetti più significativi in queste istituzioni e qual è il suo lascito in termini di conservazione ambientale nel paese?

La mia carriera accademica sia all’Università di Costa Rica che all’Università Nazionale, così come, successivamente alla fine della mia carriera, all’INBio, è sempre stata dedicata a promuovere lo sviluppo scientifico; per questo motivo sono stato nominato per diversi anni nel Consiglio nazionale per le ricerche scientifiche e tecnologiche. Credo che i maggiori successi in cui il mio contributo è stato importante siano stati: la partecipazione alla creazione della Scuola di zootecnia di Atenas, oggi facoltà dell’Università Tecnica Nazionale, la partecipazione alla creazione del corso di zootecnia della Facoltà di Agronomia dell’Università di Costa Rica, la creazione della Scuola di medicina veterinaria dell’Università Nazionale. All’INBio credo che la cosa più rilevante sia stata aver sviluppato l’idea e successivamente costruire l’INBioparque, che ha funzionato per diversi anni, così come la collaborazione diretta con i parchi nazionali nei processi di ricerca e sviluppo e la promozione dell’idea che i parchi nazionali fossero importanti per lo sviluppo di ciò che oggi chiamiamo ecoturismo, che oggi è una realtà e di grande importanza per il paese.

  1. Essendo stato eletto Vicepresidente della Repubblica, come ha affrontato le sfide politiche nel promuovere politiche ambientali e scientifiche nel governo?

Non è stato un problema perché il paese ha ben definito il percorso ambientalista come il miglior cammino verso la prosperità.

alfio piva tribunal supremo de eleccionesIl lavoro consiste nel sviluppare attività a favore dello sviluppo ambientale insieme allo sviluppo tradizionale, cosa non facile né per noi né per nessun altro paese. Siamo molti in un territorio piccolo e abituati a non preoccuparci dell’ambiente, ma poco a poco si sta creando consapevolezza su questo tema; l’importante è continuare a insistere su uno sviluppo attento dell’ambiente in generale e sulla frugalità come stile di vita. La parte scientifica è più difficile perché tradizionalmente è mancato un buon finanziamento per preparare giovani con vocazioni scientifiche nelle nostre università e nella società nel suo complesso. Dobbiamo insistere molto di più fino a raggiungerlo, anche se costa.

  1. Il premio Principe di Asturias che lei e il suo team hanno vinto nel 1995 è un riconoscimento prestigioso per il vostro lavoro sull’ambiente. Ci può raccontare un po’ di più su quel momento e sull’importanza di quel premio per lei e per la Costa Rica?

Penso che essendo il Premio Principe delle Asturie così prestigioso a livello internazionale sia stato molto significativo e importante che ci abbiano distinto con esso. Ciò ha fatto sì che le questioni ambientali acquisissero una maggiore importanza in Costa Rica e ha facilitato il compito di far passare alcune leggi importanti come la conservazione e la cura delle spiagge, molto trascurate. Finora non è sufficiente quello che è stato fatto, ma ora il cammino è più facile e si sta riuscendo a far sì che i giovani abbiano oggi un maggiore interesse per queste cose, sia scientifiche che ambientali. Non dobbiamo abbassare la guardia, perché si può regredire.

  1. Qual è il suo pensiero sul ruolo della scienza e della tecnologia nel plasmare il futuro della Costa Rica e del mondo? E come pensa che la Costa Rica possa continuare a essere un leader nella conservazione ambientale e nella sostenibilità?

Credo che lo sviluppo futuro di Costa Rica e del mondo sia scientifico; non possiamo abbattere più foreste per avere più terre coltivabili, in nessuna parte del mondo. Dobbiamo ottenere nuove varietà di colture più produttive, migliori metodi di coltivazione del suolo così come produrre uova, latte e carne migliori e altre cose che dipendono dalle specie coltivabili. Questo è uno sforzo scientifico per eccellenza ed è necessario finanziarlo bene e a lungo termine. Per continuare a essere leader nell’ambiente e nella sostenibilità dobbiamo rafforzare questi principi attraverso l’educazione dei giovani e l’esempio degli adulti di oggi. Ci manca ancora molto, ma possiamo andare avanti facendo passi fermi verso una sostenibilità che conviene a tutti e genera guadagni per tutti; questa è un’altra ragione per sostenere queste attività.

  1. Guardando al futuro, quali sono le sfide più urgenti che la Costa Rica deve affrontare in termini di ambiente e sviluppo sostenibile, e come pensa che possano essere affrontate con successo?

Penso che la cosa più urgente sia migliorare tutto il trasporto di merci e persone, pubblico e privato. Uno sforzo nazionale per elettrificare con energia solare il più possibile di quel trasporto è uno sforzo possibile anche a medio termine. Il secondo, credo, dovrebbe essere aumentare la generazione di energia elettrica con energia solare e eolica, perché quello che abbiamo installato di queste tecnologie è poco e si può fare molto di più. La contaminazione delle acque profonde e superficiali richiede uno sforzo maggiore rispetto a quanto fatto finora. Migliorare gli sforzi nella conservazione del suolo, soprattutto quelli coltivabili. Migliorare la conservazione delle foreste lungo i fiumi. Continuare gli sforzi nella conservazione delle foreste in generale e migliorare l’educazione ambientale nelle scuole.