Mattarella celebra il Primo Maggio: lavoro senza abusi

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22165864 600x400L’Italia è una repubblica “fondata sul lavoro di tutti” e non, prendendo a prestito una frase di Amintore Fanfani “sul privilegio, non sulla fatica altrui”. Il lavoro libero, non mercificato, equo, rispettoso delle leggi e della persona, lontano da “abusi e condizionamenti”, capace di guardare al progresso ma non in cambio della libertà dell’uomo – vedi intelligenza artificiale – è “un elemento base della nostra identità democratica”. Parte da qui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per toccare – nel suo discorso a Castrovillari, in provincia di Cosenza – i tanti temi legati al lavoro, alla vigilia della giornata del primo maggio.

Innanzitutto è “inaccettabile” qualsiasi morte sul lavoro, fosse anche una, poi, guardando al comparto agroalimentare, ben rappresentato il Calabria, Mattarella tocca la questione dei lavoratori migranti che “sono parte essenziale della produzione agricola” ma bisogna “vigilare” sulle aree grigie di illegalità, “sulle delinquenziali forme di caporalato. Sulle condizioni inumane in cui vengono, in alcuni casi, scaraventati i lavoratori stagionali, talvolta senza nome né identità. Siamo una Nazione che ha conosciuto i drammi e le sofferenze degli emigranti e avvertiamo il dovere di rifiutare di riviverli al contrario”.

1 maggio/mattarella celebra il primo maggio: lavoro senza abusi

Poi, i dati su l’occupazione, anche quella delle donne, sono positivi ma non ci si può cullare sugli allori: “Non possiamo ignorare le aree di marginalità e sofferenza: ne va della pienezza della cittadinanza” e quindi, avverte Mattarella, le politiche del lavoro devono essere mirate a ridurre “gli squilibri”.

Infine, insieme a un messaggio di speranza per il futuro perché l’Italia ha tutte le “risorse morali e materiali” per affrontarlo, il richiamo a rispettare sempre una giusta dialettica tra istituzioni e corpi intermedi che “sono un elemento caratterizzante del disegno della nostra Costituzione e recano beneficio all’Italia”.

”Il movimento sindacale – portatore di valori democratici – è interlocutore insopprimibile – ha detto Mattarella – per lo sviluppo di una fruttuosa contrattazione collettiva, di settore e aziendale. Affinché il welfare – elemento base dei diritti di cittadinanza – non smarrisca il suo carattere universalistico. Per una crescita equilibrata dei salari, che rimuova una stagnazione che pesa sulla vita delle famiglie, a differenza di quanto avviene in altri Paesi dell’Unione Europea. Per rendere più forte l’intero sistema nell’affrontare la sfida dell’innovazione”.
askanews.it




Costa Rica. Ambasciatrici per un giorno

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allambasciata ditalia a san jose ambasciatrici per un giorno due studentesse delluniversita nazionale e delluniversita del costa rica immagine1In occasione della Giornata Internazionale del Multilateralismo e della Diplomazia per la Pace, due brillanti studentesse dell’Università nazionale (UNA) e dell’Università del Costa Rica (UCR) sono state “Ambasciatrici per un giorno” presso l’Ambasciata d’Italia a San José.

Si tratta di una iniziativa congiunta dell’Ambasciata e della Scuola di Relazioni Internazionali della UNA, che ha selezionato le due studentesse. Angie Mora Sorano e Daniela Chaves Matamoros hanno vissuto un’esperienza diretta del lavoro del capo di una missione diplomatica, accompagnando l’Ambasciatore italiano durante la sua giornata lavorativa, scoprendo dal vivo in cosa consiste il lavoro di un Ambasciatore. Tra le attività svolte il 24 aprile, la partecipazione allo staff meeting quotidiano per coordinare il lavoro della giornata, una colazione di lavoro con funzionari del BCIE, una videoconferenza con l’istituto culturale francese, la redazione/revisione di un discorso dell’Ambasciatore e la redazione di un testo di comunicato stampa. Angie e Daniela hanno potuto conoscere dall’interno il funzionamento dei vari settori dell’Ambasciata.

Entrambe studiano contemporaneamente in due facoltà di due diverse università, sono molto motivate e sono intenzionate ad intraprendere la carriera diplomatica. A completamento dell’esperienza compiuta, saranno invitate a partecipare al ricevimento per la Festa nazionale italiana, il 4 giugno prossimo. Al termine della giornata di lavoro l’Ambasciatore Colella ha consegnato loro un certificato di partecipazione all’iniziativa, e un libro in lingua spagnola sull’Italia. (Inform)




USA. Il MAIE conferisce due Borse di Studio all’evento “LIGHTS CAMERA ACTION” di Chicago

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borse studio maie 1Nella scintillante serata del 26 aprile 2024, al Drury Lane Theatre & Events di Chicago, si è respirato glamour e scopo mentre il Comitato Civico Congiunto degli Italo-Americani divisione femminile (JCCIA) celebrava il suo annuale evento. In occasione della vibrante sfilata di moda e dell’atmosfera mozzafiato, il momento clou della serata è stato il gesto sincero compiuto dal Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE), che ha premiato due ragazze meritevoli con delle borse di studio finanziate dal vicepresidente Vincenzo Odoguardi.

L’evento, organizzato dalla Divisione femminile della JCCIA e guidato dalla Presidente Rose Mary Ranallo e dalla Vice Presidente Carmela Capriati, è stato una testimonianza dell’impegno della comunità verso l’istruzione e l’empowerment.

unnamedTra gli ospiti di prestigio c’erano Pat (Pasquale) Capriati, Coordinatore MAIE per il Midwest, e Giuseppe Cacace, Coordinatore MAIE per l’America Centrale e i Caraibi. Ad aggiungere al fascino dell’evento è stata la presenza di Priscilla Presley, moglie del leggendario cantante Elvis Presley.

Man mano che la serata si svolgeva, il pubblico è stato trattato con discorsi interessanti dagli organizzatori dell’evento, enfatizzando l’importanza dell’istruzione e gli sforzi instancabili della comunità italoamericana nel sostenere i giovani talenti. Rose Mary Ranallo, nel suo discorso, ha espresso gratitudine a tutti i contributori e sostenitori che hanno reso possibile l’evento. Ha sottolineato l’importanza delle borse di studio nel plasmare il futuro delle giovani donne e ha congratulato le beneficiarie delle borse di studio del 2024.

I sentimenti sono stati ribaditi dalla Vice Presidente della Divisione delle Donne della JCCIA, Carmela Capriati, che ha dato il benvenuto caloroso a tutti i partecipanti e ha sottolineato il valore del patrimonio culturale, della moda e dell’amicizia. Ha elogiato le beneficiarie delle borse di studio per i loro eccezionali traguardi e le ha incoraggiate a perseguire l’eccellenza. Infine, i riflettori si sono accesi su sei studentesse straordinarie i cui sacrifici e successi si sono distinti. Natalia Rita Fiore, Isabella Judeh, Kate Josephine Nigrelli, Sofia Francesca Ranallo, Destina Mia Sarussi e Havley Nicole Wroblewski sono state celebrate per il loro impegno accademico, le attività extrascolastiche e le aspirazioni future.

Natalia Fiore, ha scelto la Elmhurst University per studiare infermieristica, e Isabella Judeh, diretta a Villanova University per l’ingegneria chimica, sono state le fortunate beneficiarie delle borse di studio MAIE. Le loro commoventi storie hanno incarnato lo spirito di determinazione e promessa che le borse di studio miravano a coltivare.

pat capriati maieLa cerimonia ha raggiunto il suo apice con l’annuncio delle beneficiarie delle borse di studio, seguito da una sontuosa cena e una affascinante sfilata di moda. Mentre i partecipanti si mescolavano e festeggiavano, l’impatto delle borse di studio conferite dal MAIE risuonava profondamente, simboleggiando speranza, opportunità e lo spirito duraturo del sostegno della comunità.

In un mondo in cui l’istruzione rappresenta la chiave per sbloccare infinite possibilità, iniziative come le borse di studio MAIE fungono da fari di speranza, illuminando il cammino per le future generazioni affinché possano lottare e conseguire successi. Mentre la serata ricca di eventi volgeva al termine, il legato di empowerment e generosità persisteva, promettendo un futuro più radioso per le giovani menti piene di speranza.




Terremoto: Campi Flegrei, forte scossa avvertita a Napoli

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Una scossa di terremoto di magnitudo 3.9 con epicentro nella zona dei Campi Flegrei ha svegliato alle 5.44 molti napoletani che l’hanno avvertita distintamente, soprattutto ai piani alti dei palazzi.

L’evento è stato localizzato a una profondità di 3 chilometri con epicentro nel golfo. Nella zona di Bacoli diverse persone spaventate sono scese in strada.

La scossa è stata avvertita in diversi quartieri di Napoli.

L’altra notte una scossa di terremoto di magnitudo 2,4 era stata avvertita alle 3.47, dai residenti nella zona dei Campi Flegrei, nei quartieri di Agnano e Bagnoli, a Napoli e nei comuni limitrofi, tra Pozzuoli e Bacoli nell’ambito di uno sciame sismico caratterizzato da una cinquantina di scosse ma tutte di bassa intensità, mai superiori a 1,4 di magnitudo.

La potenza e l’epicentro della scossa di stamanehanno fatto sì che venisse avvertita anche a Procida ed Ischia. Sull’isola di Arturo in particolare l’evento sismico legato al bradisismo è stato percepito da molti abitanti tanto che il sindaco isolano Dino Ambrosino, qualche ora dopo, ha voluto rassicurare i suoi concittadini attraverso i canali social personali e del comune: “Stamattina alle 5.45 abbiamo avvertito anche in tutta Procida la scossa di terremoto. Ci ha svegliato con movimento prolungato di diversi secondi. Al momento non sono segnalati danni sull’isola” è stato il messaggio del primo cittadino procidano. Ad Ischia gli effetti della scossasono stati decisamente meno potenti anche se non mancano le segnalazioni di chi l’ha avvertita, soprattutto nel versante settentrionale dell’isola.

Paura sì ma nessun danno. I sindaci di Pozzuoli, Gigi Manzoni, e Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, invitano alla calma dopo le preoccupazioni per la forte scossa dche ha svegliato molti residenti dei Campi Flegrei ma anche tanti a Napoli. “La scossa di questa mattina è stata forte. Come accade in queste occasioni ci siamo attivati subito con i volontari della Protezione Civile e la Polizia Municipale.

Al momento non si segnalano danni, per eventuali segnalazioni potete utilizzare i numeri della Centrale Operativa della Polizia Municipale: 081/8551891 e quelli della Protezione Civile: 081/18894400”, dice Manzoni. Il primo cittadino di Bacoli, dal canto suo, spiega: “è stata molto forte. L’abbiamo sentita tutti. E in tanti hanno avuto paura. Magnitudo 3.9. Ore 5:44. Con epicentro in mare, nel nostro golfo, davanti la costa di Bacoli. Voglio rassicurarvi, subito. Non registriamo danni a cose e persone. Abbiamo ben percepito una nuova scossa legata al bradisismo dei Campi Flegrei. Tra le più forti da quando stiamo rivivendo la recrudescenza del fenomeno sismico. Sono in contatto con l’Osservatorio Vesuviano e la Protezione Civile Nazionale. Ho convocato il Centro Operativo Comunale e stiamo operando in sinergia con la Prefettura di Napoli. La situazione è sotto monitoraggio costante. Mi rendo conto delle preoccupazioni”. Ma, dice Della Ragione rivolto ai cittadini “vi invito a mantenere la calma. Vi terrò costantemente informati. Io sono a vostra completa disposizione, come sempre, insieme a tutta la struttura municipale. Per segnalazioni, potete in qualsiasi momento contattare il 0815231736. Potete chiamare il Comando PM al 0815234057 e 0818553331. Vi lascio anche il mio numero personale 3398766104, a cui potete scrivermi anche su whatsapp. Viviamo nel Campi Flegrei. Dobbiamo imparare a convincerci. Vi sono vicino. Siamo al vostro fianco”.

(ansa.it)




Poliziotti lo sorprendono a rubare, ma ha fame e gli fanno la spesa

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questore 1024x685Fermano un uomo sorpreso dalla vigilanza a rubare in un centro commerciale cibo in scatola, ma una volta averlo identificato e denunciato per il furto fanno la spesa al supermercato e gliela donano. È quanto accaduto nei giorni scorsi a Firenze nel quartiere dell’Isolotto, dove due poliziotti avvertiti dai vigilantes privati del centro commerciale sono avvertiti per gli accertamenti richiesti su un italiano senza fissa dimora di 33 anni. Una volta capito che l’uomo era mosso dalla fame e che si trovavano di fronte a una situazione di particolare fragilità di un senzatetto, tuttavia, gli agenti non ci hanno pensato due volte: hanno acquistato cibo a volontà e gliel’hanno donato.

IL QUESTORE: ‘RAPPRESENTANO LO SPIRITO DI SERVIZIO’

Il senso del dovere, unito alla generosità mostrata dai poliziotti in questa circostanza viene prontamente elogiato dal questore Maurizio Auriemma: “Questi due giovani poliziotti rappresentano lo spirito dell’esserci sempre della polizia di Stato”, commenta in una nota. Il questore esprime, inoltre, il proprio compiacimento a tutti i poliziotti delle volanti impegnati, con determinazione ma anche grande umanità, nella prevenzione dei reati e nel soccorso pubblico per le strade del capoluogo toscano.

agenzia DIRE – www.dire.it




Ecuador. Manca la luce, la Farnesina raccomanda prudenza

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oipCon il Decreto Esecutivo n. 229 emesso il 19 aprile 2024, viene dichiarato lo “stato di emergenza nazionale per pubblica calamità”, con una durata di 60 giorni, a seguito dell’aggravarsi dei problemi del settore elettrico in tutto il territorio del paese, che hanno comportato nei giorni 18 e 19 aprile l’interruzione di energia elettrica per 8 ore consecutive in fasce orarie suddivise per quartieri.
Possono verificarsi disagi in tutte le zone dell’Ecuador, con disservizi sia nel settore pubblico sia nel settore privato a causa di periodiche interruzioni di corrente, anche con scarso preavviso alla popolazione.
La Farnesina raccomanda ai turisti italiani di verificare le condizioni con la struttura ricettiva e di adottare la massima cautela negli eventuali spostamenti necessari durante l’assenza di luce per le strade.



Mattarella: “Da nazifascismo 5mila eccidi crudeli, la propaganda negava l’innegabile. Il 25 aprile è data fondante, unità doverosa”

cerimonia commemorativa dell'80° anniversario della distruzione della cittÀ di cassino e deposizione di una corona in memoria di don giuseppe morosini

cerimonia commemorativa dell'80° anniversario della distruzione della cittÀ di cassino e deposizione di una corona in memoria di don giuseppe morosini

“Il 25 aprile è per l’Italia una ricorrenza fondante: la festa della pace, della libertà ritrovata, e del ritorno nel novero delle nazioni democratiche. Quella pace e quella libertà che, trovando radici nella resistenza di un popolo contro la barbarie nazifascista, hanno prodotto la Costituzione repubblicana, in cui tutti possono riconoscersi, e che rappresenta garanzia di democrazia e di giustizia, di saldo diniego di ogni forma o principio di autoritarismo o totalitarismo”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile a Civitella in Val di Chiana, a ottant’anni dalla strage del 29 giugno del 1944.
“Aggiungo, utilizzando parole pronunciate da Aldo Moro nel 1975- ha proseguito Mattarella- che ‘intorno all’antifascismo è possibile e doverosa l’unità popolare, senza compromettere d’altra parte la varietà e la ricchezza della comunità nazionale, il pluralismo sociale e politico, la libera e mutevole articolazione delle maggioranze e delle minoranze nel gioco democratico’”.

“5MILA STRAGI CRUDELI, LA PROPAGANDA FASCISTA NEGAVA L’INNEGABILE”

“All’infamia della strage di Marzabotto, la più grande compiuta in Italia, seguì un corollario altrettanto indegno: la propaganda fascista, sui giornali sottoposti a controlli e censure, negava l’innegabile, provando a smentire l’accaduto, cercando di definire false le notizie dell’eccidio e irridendo i testimoni. Occorre, oggi e in futuro, far memoria di quelle stragi e di quelle vittime e sono preziose le iniziative nazionali e regionali che la sorreggono. Senza memoria, non c’è futuro“. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile a Civitella in Val di Chiana, a ottant’anni dalla strage del 29 giugno del 1944.
Mattarella ha ricordato che “la magistratura militare e gli storici, dopo un difficile lavoro di ricerca durato decenni, hanno finora documentato sul territorio italiano 5mila crudeli e infami episodi di eccidi, rappresaglie, esecuzioni sommarie. Con queste barbare uccisioni, nella loro strategia di morte, i nazifascisti cercavano di fare terra bruciata attorno ai partigiani per proteggere la ritirata tedesca: cercavano di instaurare un regime di terrore nei confronti dei civili perché non si unissero ai partigiani, cercavano di operare vendette nei confronti di un popolo considerato inferiore da alleato e, dopo l’armistizio, traditore”.
Per il capo dello Stato “si trattò di gravissimi crimini di guerra, contrari a qualunque regola internazionale e all’onore militare e, ancor di più, ai principi di umanità. Nessuna ragione, militare o di qualunque altro genere, può infatti essere invocata per giustificare l’uccisione di ostaggi e di prigionieri inermi. I nazifascisti ne erano ben consapevoli: i corpi dei partigiani combattenti, catturati, torturati e giustiziati, dovevano rimanere esposti per giorni, come sinistro monito per la popolazione. Ma le stragi di civili cercavano di tenerle nascoste e occultate, le vittime sepolte o bruciate. Non si sa se per un senso intimo di vergogna e disonore o per evitare d’incorrere nei rigori di una futura giustizia, oppure, ancora, per non destare ulteriori sentimenti di rivolta tra gli italiani”.

“I PARTIGIANI FECERO USO DELLE ARMI PERCHÈ UN GIORNO TACESSERO”

“A differenza dei loro nemici, imbevuti del culto macabro della morte e della guerra, i patrioti della Resistenza fecero uso delle armi perché un giorno queste tacessero e il mondo fosse finalmente contrassegnato dalla pace, dalla libertà, dalla giustizia. Oggi, in un tempo di grande preoccupazione, segnato, in Europa e ai suoi confini, da aggressioni, guerre e violenze, confidiamo in quella speranza. E per questo va ribadito: viva la Liberazione, viva la libertà, viva la Repubblica”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile a Civitella in Val di Chiana, a ottant’anni dalla strage del 29 giugno del 1944.

“FASCISMO SOFFOCÒ DIRITTI ED EDUCÒ A RELIGIONE VIOLENZA”

“Liberazione, dunque, dall’occupante nazista, liberazione da una terribile guerra, ma anche da una dittatura spietata che, lungo l’arco di un ventennio, aveva soffocato i diritti politici e civili, calpestato le libertà fondamentali, perseguitato gli ebrei e le minoranze, educato i giovani alla sacrilega religione della violenza e del sopruso. L’entrata in guerra, accanto a Hitler, fu la diretta e inevitabile conseguenza di questo clima di fanatica esaltazione”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile a Civitella in Val di Chiana, a ottant’anni dalla strage del 29 giugno del 1944.

“RESISTENZA FU RISCATTO MORALE DA DISUMANITÀ FASCISMO“

“Il fascismo aveva in realtà, da tempo, scoperto il suo volto, svelando i suoi veri tratti brutali e disumani, come ci ricorda il prossimo centenario dell’assassinio di Giacomo Matteotti. L’8 settembre, con i vertici del Regno in fuga, fece precipitare il Paese nello sconforto e nel caos assoluto. Ma molti italiani non si piegarono al disonore. Scelsero la via del riscatto. Un riscatto morale, prima ancora che politico, che recuperava i valori occultati e calpestati dalla dittatura. La libertà, al posto dell’imposizione. La fraternità, al posto dell’odio razzista. La democrazia, al posto della sopraffazione. L’umanità, al posto della brutalità. La giustizia, al posto dell’arbitrio. La speranza, al posto della paura. Nasceva la Resistenza, un movimento che, nella sua pluralità di persone, motivazioni, provenienze e spinte ideali, trovò la sua unità nella necessità di porre fine al dominio nazifascista sul territorio italiano, per instaurare una nuova convivenza, fondata sul diritto e sulla pace”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile a Civitella in Val di Chiana, a ottant’anni dalla strage del 29 giugno del 1944.

“CIVITELLA VAL DI CHIANA SIMBOLO BARBARIE NAZIFASCISTA”

“Siamo qui riuniti a Civitella in Val di Chiana per celebrare il 25 aprile, anniversario della Liberazione, a ottant’anni dalla terribile strage nazifascista perpetrata, in questo territorio, sulla popolazione inerme.
Come abbiamo poc’anzi ascoltato dalle parole del sindaco, della professoressa Ponzani, dalle letture – ringrazio Ottavia Piccolo per la sua appassionata interpretazione – e, con emozione, dalla straordinaria testimonianza di Ida Balò, gli eccidi avvennero, oltre che a Civitella, a Cornia, dove la crudeltà dei soldati della famigerata divisione Goring si sfogò in maniera particolarmente brutale, con stupri e uccisioni di bambini. Nella stessa giornata si compiva, non lontano da qui, un altro eccidio, a San Pancrazio, dove furono sterminate oltre settanta persone”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile a Civitella in Val di Chiana, a ottant’anni dalla strage del 29 giugno del 1944.

Come è attestato dai documenti processuali, ha proseguito Mattarella, “gli eccidi furono pianificati a freddo, molti giorni prima, e furono portati a termine con l’inganno e con il tradimento della parola. Si attese, cinicamente, la festa dei Santi Pietro e Paolo per essere sicuri di poter effettuare un più numeroso rastrellamento di popolazione civile. La tragica contabilità del 29 giugno del ’44, in queste terre racconta di circa 250 persone assassinate. Tra queste, donne, anziani, sacerdoti e oltre dieci minorenni. Il più piccolo, Gloriano Polletti, aveva solo un anno. Maria Luisa Lammioni due. Il parroco di Civitella, don Alcide Lazzeri, e quello di San Pancrazio, don Giuseppe Torelli, provarono a offrire la loro vita per salvare quella del loro popolo, ma inutilmente. Furono uccisi anch’essi, insieme agli altri. Alcuni ostaggi, destinati alla morte, rimasero feriti o riuscirono a fuggire. Nei loro occhi, stupefatti e impauriti, rimarrà per sempre impresso il ricordo di quel giorno di morte e di orrore”.
“Sono venuto oggi qui a Civitella, uno dei luoghi simbolo della barbarie nazifascista, per fare memoria di tutte le vittime dei crimini di guerra, trucidate, in quel 1944, sul territorio nazionale e all’estero- ha sottolineato il capo dello Stato-. Non c’è parte del suolo italiano – con la sola eccezione della Sardegna – che non abbia patito la violenza nazifascista contro i civili e non abbia pianto sulle spoglie dei propri concittadini brutalmente assassinati. La Regione che ci ospita, la Toscana, è tra quelle che hanno pagato il più alto tributo di sangue innocente, insieme all’Emilia Romagna e al Piemonte”.

 fonte Agenzia DIRE – www.dire.it




La Liberazione, un 25 aprile di 79 anni fa

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25aprileSi celebra oggi il 79° anniversario della Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato stamane all’Altare della Patria per deporre una corona d’alloro al Milite Ignoto per poi partire per Civitella Val di Chiana (Arezzo) dove parteciperà alla cerimonia ufficiale del 79° anniversario della Liberazione.
Il 25 aprile del 1945, con gli eserciti alleati alle porte di Milano, il CLNAI (Comitato di Liberazione Alta Italia) diede l’ordine a tutte le formazioni partigiane e gappiste di attaccare i presidi fascisti e nazisti ancora presenti nel Nord Italia. La parola d’ordine era “Arrendersi o perire”. Per l’Italia intera è la fine di un incubo. E anche se la guerra in Europa non potrà dirsi conclusa che ai primi di maggio, resta questa la data più significativa della nostra storia contemporanea.
Protagoniste di questo capitolo da subito entrato nei libri di scuola le formazioni partigiane, di vario colore ed estrazione partitica, che versarono il proprio sangue per cacciare l’invasore tedesco e sconfiggere la Repubblica Sociale Italiana, lo Stato fantoccio creato da Mussolini nel settembre del 1943 sulle rive del Lago di Garda per volere di Adolf Hitler.
Una data, quella di oggi, che segna la fine di quella che solamente a distanza di molti anni si è cominciata a chiamare con il proprio nome: guerra civile.
Dall’Abruzzo al Nord Italia, ogni città, paese, borgo ha il suo monumento ai caduti, la sua targa per commemorare i figli scomparsi prematuramente in uno scontro fratricida o per ricordare un qualche avvenimento legato a quei tragici mesi che vanno dall’armistizio dell’8 settembre 1943 al 25 aprile del 1945. Mesi in cui la furia nazista sconvolse le zone dell’Appennino centrale, mietendo migliaia di vittime tra i civili inermi.
Ancora oggi ci sono luoghi rimasti fermi a quel periodo, il cui semplice nome rimanda a storie raccapriccianti di stragi rimaste impunite: Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema, Boves e molte altre.
Il 25 aprile ha messo fine a tutto questo. E le celebrazioni che si tengono in tutto il Paese servono a ricordare, soprattutto alle nuove generazioni, che non si tratta solamente di un giorno di vacanza, ma di una data dal forte valore simbolico, un monito per tenere a mente quello che è stato, spronandoci tutti a difendere tenacemente una libertà duramente conquistata dai nostri nonni e che noi dobbiamo avere la forza di mantenere e coltivare. (gi.za.\ aise) 




L’Amerigo Vespucci in Cile per la “Giornata delle radici”

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24radicicileÈ Valparaiso l’ultima tappa in Cile dell’Amerigo Vespucci: il veliero delle Marina, impegnato nel suo Giro del mondo, da venerdì prossimo, 26 aprile, sarà al Porto di Valparaiso, dove rimarrà attraccato fino al 1° maggio, giorno in cui, organizzata dall’Ambasciata a Santiago, si celebrerà la “Giornata delle radici”.
La nave sarà aperta alle visite – senza appuntamento – sabato 27 aprile dalle 15.00 alle 19.00, domenica 28 aprile dalle 10.00 alle 12.00 e, nel pomeriggio, dalle 15.00 alle 19.00, lunedì 29 aprile dalle 10.00 alle 12.30 e poi dalle 15.30 alle 19.00, martedì 30 aprile dalle 15.30 alle 17.00.
Sabato 1° maggio la nave sarà aperta dalle 10.00 alle 12.00 in occasione della “Giornata delle Radici” che sarà inaugurata dall’Ambasciatrice Valeria Biagiotti e dal Capitano della Vespucci, Giuseppe Lai, dalle 11.00 alla Scuola italiana Arturo dell’Oro.
Qui si alterneranno musica, danze tradizionali, degustazioni e show di cucina con lo chef Nicoló Giacometti. Durante tutta la giornata – fino alle 17.00 – sarà anche possibile partecipare a quiz sulle regioni italiane per vincere corsi di italiano e libri.
La Giornata delle radici è organizzata nell’ambito del progetto sul turismo delle radici promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. (aise) 




In Venezuela riapre l’ufficio Onu per i diritti umani: a luglio le elezioni

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captura“L’attuazione efficace” dello Statuto di Roma e la prospettiva di “alleanze rafforzate” sono state al centro di un incontro a Caracas tra il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, e il procuratore della Corte penale internazionale (Cpi), Karim Khan. L’occasione dello scambio è stata la riapertura dell’ufficio nella capitale latinoamericana dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani.

LO SCONTRO DI FEBBRAIO

Le attività dell’organismo in Venezuela erano state sospese nel febbraio scorso, a seguito dell’arresto di un oppositore del governo, l’avvocato e attivista Rocio San Miguel. L’Alto commissariato era stato accusato allora dal ministro degli Esteri venezuelano, Yvan Gil, di un atteggiamento “colonialista e offensivo”. Dei contenuti dell’incontro a Caracas ha riferito anche Khan, con un post sul social network X, corredato da una fotografia del colloquio.

INDAGINE IN CORSO

La Corte penale internazionale sta indagando su crimini contro l’umanità che potrebbero essere stati commessi in Venezuela al tempo della crisi politica e delle proteste di piazza del 2017. In relazione ai disordini e agli scontri di sette anni fa in Venezuela sono stati condannati o incriminati circa 150 agenti di polizia o militari. Uno dei riferimenti politici delle proteste era Juan Guaido, oppositore supportato all’epoca dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea e nel complesso da una cinquantina di Paesi. Lo Statuto di Roma, sottoscritto nel 1998, è il documento istitutivo della Cpi. In Venezuela sono in programma elezioni presidenziali il 28 luglio. Maduro, al potere dal 2013, è ricandidato.

Agenzia DIRE – www.dire.it