Elezioni europee: per gli Aire nell’Ue certificati elettorali entro il 25 maggio

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europee24È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’11 aprile scorso il decreto con cui il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha indetto i comizi elettorali per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, datato 10 aprile.
Da queste date dipendono diverse scadenze, anche per gli elettori italiani all’estero che, se residenti in uno dei Paesi dell’Ue, potranno votare nei seggi allestiti presso Ambasciate e Consolati il 7 e 8 giugno prossimi, cioè con un giorno di anticipo rispetto al voto in Italia.
Come noto, potranno votare nei seggi anche gli italiani temporaneamente all’estero che ne hanno fatto richiesta entro il 21 marzo scorso.
Ad entrambi – sia agli iscritti all’AIRE che non abbiano optato per il voto ai membri spettanti al Paese UE di residenza, che ai temporaneamente all’estero che ne abbiano fatto richiesta – il Ministero dell’Interno invierà entro il 25 maggio il certificato elettorale con indicati gli orari e la località della votazione.
Gli elettori che, entro il quinto giorno precedente quello della votazione non avranno ricevuto al proprio domicilio il certificato elettorale, potranno farne richiesta al Capo dell’Ufficio consolare della circoscrizione di competenza (a partire, quindi, dal 4 giugno).
Gli italiani all’estero residenti nei Paesi extra Ue, invece, se vorranno votare dovranno tornare in Italia nel comune di iscrizione Aire. (aise)




Ponte sullo Stretto, ‘macigno’ del ministero dell’Ambiente: richieste 239 “integrazioni” sul progetto

ponte stretto messina

ponte stretto messinaLa commissione tecnica VIA del ministero dell’Ambiente ‘demolisce’ il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina chiedendo 155 integrazioni per la Valutazione di impatto ambientale (VIA); 66 integrazioni per la Valutazione di incidenza (VINCA, verifica le conseguenze sui siti Natura 2000 di un’opera, i siti protetti di interesse Ue, ndr); 16 integrazioni per il Piano di utilizzo terre (PUT); 2 integrazioni per la Verifica di ottemperanza (VO). Un documento di 42 pagine – disponibile sul sito ‘Valutazioni e autorizzazioni ambientali: VAS VIA AIA’ delle relative commissioni del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica – mette in fila ben 239 richieste di integrazione di documenti alla Società Stretto di Messina, nell’ambito della valutazione del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. La Società avrà un mese di tempo per rispondere alle richieste della Commissione.

Tra le richieste quella di di “chiarire se la stima dei costi è stata aggiornata rispetto alle condizioni attuali o se si sono mantenuti i valori indicati nella precedente documentazione”.
Le commissioni chiedono anche di “chiarire la metodologia adottata rispetto alla valorizzazione riportata nel documento e in rapporto all’obiettivo dell’azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra e di neutralità climatica” rispetto alla valutazione delle esternalità negative causate dalla CO2.
Si legge, inoltre, la richiesta di “un quadro riassuntivo progettuale nel quale siano compiutamente descritti tutti gli interventi, a partire dai più risalenti, non limitandosi al solo elenco delle opere variate“.
Inoltre “si richiede di ripresentare un quadro dettagliato delle compensazioni previste rispetto agli impatti residui dell’opera non mitigati, per tutte le componenti ambientali, ivi comprese territorio e popolazione”.

Nel documento poi “si richiede di presentare un quadro aggiornato e congruente, approfondendo le condizioni di pericolosità da maremoto dell’area dello Stretto di Messina, partendo dall’identificazione delle sorgenti potenziali simiche e non sismiche (frane sottomarine e/o costiere con evoluzione in mare, attività vulcanica, etc.), l’elaborazione di modelli di pericolosità a scala di bacino e/o regionale, al fine di arrivare alla definizione di dettagliati scenari di inondazione e la relativa valutazione dell’impatto a terra”. L’analisi, segnalano le commissioni VIA e VAS, “dovrà considerare anche l’esame degli eventi di paleotsunami e tsunami storici, le loro relazioni con le potenziali sorgenti, gli scenari di inondazione e di danno ad essi connessi e i corrispondenti potenziali effetti al sito interessato dalle opere, allo stato attuale, durante la realizzazione e in fase di esercizio”. Dovranno poi essere fornite “adeguate analisi dell’interazione tra le opere previste e potenziali eventi di maremoto, attraverso modellazioni numeriche con continuità terra-mare, considerando gli effetti concorrenti dovuti alla attivazione contemporanea e/o in sequenza di sorgenti correlate, per esempio, eventi sismici e frane sismo-indotte. Le valutazioni del rischio dovranno essere riferite allo stato ante-operam, corso d’opera e post operam”.

Le risultanze degli approfondimenti richiesti “dovranno essere integrate anche nelle parti del SIA dedicate alla biodiversità, flora e vegetazione, fauna e ambiente marino, secondo i rispettivi ambiti”. In tale integrazione, “dovranno essere chiaramente distinti gli interventi di mitigazione e compensazione conseguenti ad interferenze dirette e indirette con le Aree Natura 2000 e gli interventi di mitigazione e compensazione conseguenti ad impatti sul resto del territorio”.

Il documento riporta anche la richiesta dati più e completi e comprensibili sull’impatto sull’ambiente marino, sui corsi d’acqua superficiali, sulle acque sotterranee.

PICHETTO: “CON RICHIESTA INTEGRAZIONI SUPERA PRIMO STEP VIA-VAS“

“Nella giornata di lunedì 15 aprile, entro il termine stabilito dalla legge, la Commissione VIA-VAS del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha approvato e trasmesso alla società Ponte sullo Stretto di Messina spa la richiesta di integrazioni sulla istanza presentata da quest’ultima lo scorso 26 febbraio”. Lo rende noto il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. “Con questa istanza- aggiunge il ministro- si è dato avvio, ai fini del relativo aggiornamento e completamento, alla procedura di valutazione di impatto ambientale relativa all’opera”.
“Il procedimento avviato con l’istanza del 26 febbraio scorso si connette, per un verso, a quello iniziato nel 2011, e, per altro verso, alla nota che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha trasmesso alla Commissione UE in data 8.11.2023, con alcuni chiarimenti riguardo alla VIA e alla VINCA”, prosegue il ministro.
“Nella definizione del testo della richiesta di integrazione – che è atto tipico della prima parte di ogni procedimento di valutazione di impatto ambientale – si è tenuto conto, come di consueto, anche di elementi tratti dai contributi di ISPRA e di soggetti non pubblici aventi diritto, per legge, ad esprimersi”, conclude Pichetto.

SIRACUSANO: “RICHIESTE MASE? NESSUNA CRITICITÀ, DICE PICHETTO”

“Le richieste della Commissione Via-Vas del Mase erano attese, non rappresentato assolutamente una bocciatura del Ponte sullo Stretto, ma sono legittime integrazioni proporzionate ad un progetto enorme, con oltre 8mila elaborati”. Lo ha detto Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia, intervenendo a ‘Tagadà’, su La7.
“Ho sentito pochi minuti fa il ministro Pichetto Fratin e anche Pietro Ciucci, e non ci sono criticità. La Società Stretto di Messina ha un mese di tempo per rispondere alle richieste della Commissione Via-Vas – che, lo ripeto, sono tante perché il progetto è straordinariamente grande – e lo farà nei tempi previsti”.

agenzia DIRE – www.dire.it




Tajani incontra la Ministra degli Esteri del Canada Mélanie Joly

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fgzfmblx0auqwmeIl Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, ha ricevuto oggi a Villa Madama la Ministra degli Esteri del Canada Mélanie Joly.

Come dichiarato dal Vice Presidente Tajani, “le relazioni tra Italia e Canada stanno conoscendo una fase di intensa sinergia e collaborazione, testimoniata dall’elevata frequenza di incontri istituzionali tra i due Paesi che si sono succeduti negli ultimi anni”.

Il Ministro Tajani, nel condannare ancora una volta il recente attacco iraniano a Israele, ha sottolineato la necessità di evitare un ulteriore allargamento del conflitto in Medio Oriente, richiamando l’impegno del Governo italiano, anche nella veste di Presidenza G7, per spingere le parti in causa alla moderazione.

Ampio spazio è stato inoltre dedicato al conflitto in Ucraina e alle azioni che i due paesi membri della NATO intendono mettere in campo per garantire il sostegno a Kiev per tutto il tempo necessario al raggiungimento di una pace giusta.

L’agenda dell’incontro si è poi concentrata sugli impegni comuni previsti dalla Riunione dei Ministri degli Esteri del G7, in programma a Capri dal 17 al 19 aprile.
Il Vice Presidente Tajani ha sottolineato gli obiettivi della Presidenza italiana del gruppo, in cui rientrano la difesa del multilateralismo quale garanzia di una convivenza pacifica tra le Nazioni, la ripresa di un processo politico fra Israele e Palestina per assicurare la soluzione “due popoli, due Stati”, la libertà di navigazione nel Mar Rosso, il sostegno all’Ucraina con uno sguardo volto alla ricostruzione del Paese.




Medio Oriente, l’Agenzia per l’atomica avverte: “C’è il rischio di un attacco israeliano agli impianti nucleari in Iran”

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nuclear power plant g292e5559d 1280 1024x682Sussiste il rischio che Israele possa attaccare gli impianti nucleari in Iran, motivo per cui le autorità di Teheran domenica scorsa hanno disposto la chiusura delle centrali “per ragioni di sicurezza“: lo ha dichiarato Rafael Grossi, direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) nel corso di una conferenza stampa. Grossi e il suo team avrebbero dovuto ispezionare gli impianti in Iran, ma a causa della crescente tensione regionale hanno dovuto sospendere la missione, che dovrebbe riprendere oggi. Il direttore, sulla possibilità che Israele possa attaccare gli impianti, ha detto: “Sussiste sempre la preoccupazione” e pertanto “chiediamo moderazione”.

IN PASSATO ISRAELE HA COLPITO ALTRI IMPIANTI NUCLEARI

Come ricorda la stampa internazionale, non sarebbe la prima volta che Israele colpisce impianti nucleari: nel 1981 fu coinvolto un reattore in Iraq, nel 2007 in Siria, mentre nel 2010 Tel Aviv lanciò un attacco informatico che causò vari guasti a impianti in Iran per l’arricchimento dell’uranio. Le dichiarazioni di Grossi arrivano mentre in Israele il gabinetto di guerra sta valutando la risposta all’azione militare intrapresa nella serata di sabato da Teheran, che secondo gli alti vertici dell’esercito “avrà luogo”, sebbene non sia ancora chiaro quando e in che modo. Tre giorni fa, le forze iraniane hanno lanciato decine di droni armati e missili verso Israele, in risposta al bombardamento del consolato iraniano a Damasco del primo aprile. L’esercito di Tel Aviv ha riferito di essere riuscito a neutralizzare il 99% dei colpi.

Per evitare un conflitto diretto tra i due Paesi e un’escalation regionale, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha cercato di dissuadere il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu da eventuali azioni, come ha riferito il portavoce della Casa Bianca John Kirby. Il segretario per la Difesa Lloyd Austin ieri ha invece parlato con l’omologo israeliano Yoav Gallant, ribadendo “l’obiettivo strategico della stabilità regionale”, come riporta l’emittente Cnn. Il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry invece partirà per la Turchia per discutere della situazione con l’omologo.

agenzia dire – www.dire.it




R.D. Las Terrenas inondata da piogge torrenziali

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438814518 3684417905147755 423632312806243159 nNotte di tregenda nel popolare centro turistico di Las Terrenas, nella Repubblica Dominicana. Una pioggia torrenziale si è abbattuta per più di 3 ore consecutive inondando strade e case. Il torrente Caño Seco che percorre tutta la città è uscito dagli argini portando con se tutto quanto incontrava sul suo cammino. Molti settori sono rimasti isolati. Fortunatamente, al momento, non ci sarebbero vittime, solo molti danni materiali. Stamattina la governatrice di Samaná, Teodora Mullix, sarà a Las Terrenas per verificare personalmente i danni e somministrare i primi aiuti alle famiglie danneggiate. Mentre il servizio meteorologico informa che per le prossime ore sono previste altre piogge copiose a causa di un fronte umido che sta interessando tutto il Paese.




Tensione in Medio Oriente, il Papa: “Cessare ogni azione, no a spirale violenza”

udienza generale pontificia

udienza generale pontificia
JORGE MARIO BERGOGLIO PAPA FRANCESCO

“Seguo nella preghiera e con preoccupazione, e anche dolore, le notizie giunte nelle ultime ore sull’aggravamento della situazione in Israele a causa dell’intervento da parte dell’Iran. Faccio un accorato appello affinché si fermi ogni azione che possa alimentare una spirale di violenza con il rischio di trascinare il Medio Oriente in un conflitto bellico ancora più grande”. Papa Francesco lo dice dal balcone di Piazza San Pietro in occasione dell’Angelus domenicale.

“SERVE CESSATE FUOCO A GAZA, CATASTROFE UMANITARIA, LIBERARE OSTAGGI”

“Si giunga presto a un cessate il fuoco a Gaza e si percorrano le vie del negoziato, con determinazione. Si aiuti quella popolazione precipitata in una catastrofe umanitaria. Si liberino subito gli ostaggi rapiti mesi fa”. Papa Francesco lo dice dal balcone di Piazza San Pietro in occasione dell’Angelus domenicale.
“Quanta sofferenza, preghiamo per la pace, basta con la guerra, basta con gli attacchi, basta con la violenza, sì al dialogo e sì alla pace”, aggiunge Bergoglio.

“DUE STATI VICINI, IN SICUREZZA, DIRITTO ISRAELIANI E PALESTINESI”

“Nessuno deve minacciare l’esistenza altrui, le nazioni si schierino invece dalla parte della pace e aiutino gli israeliani e i palestinesi a vivere in due Stati, fianco a fianco, in sicurezza, come è loro profondo e lecito desiderio, ed è un loro diritto. Due stati, vicini”. Papa Francesco lo dice dal balcone di Piazza San Pietro in occasione dell’Angelus domenicale.

agenzia Dire- www.dire.it




Sondaggio Dire-Tecnè verso le Europee: FdI in testa e Meloni prima tra i leader

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Continua a calare la fiducia degli italiani nel governo Meloni. E’ quanto emerge da un sondaggio Dire-Tecnè con interviste effettuate tra l’11 e il 12 aprile.
Il 53,6% degli elettori non ha fiducia nell’esecutivo, percentuale in salita dello 0,1% rispetto a una settimana fa. Aumenta però, seppur di poco, anche la percentuale di chi ha fiducia nell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, che guadagnando lo 0,1% si attesta al 39,8%. Non sa il 6,6% (-0,2%).

LEADER VERSO EUROPEE, PRIMA MELONI E SCHLEIN GIU’ DAL PODIO

Il borsino dei leader politici verso le Europee vede Giorgia Meloni saldamente in testa con il 43,7%, invariata rispetto alla scorsa settimana, seguono Antonio Tajani con il 34,8% (+0,1%) e Giuseppe Conte con il 30,8% (+0,3%, il maggior incremento tra tutti i leader, seppur contenuto).
Giù dal podio, guida il resto della classifica Elly Schlein al 29,7% (-0,2%). La segue di presso Matteo Salvini con il 28,0%, invariato rispetto alla scorsa settimana. Seguono gli altri: Emma Bonino con il 24,0% (-0,2%); Maurizio Lupi con il 23,0% (invariato); Carlo Calenda con il 20,3% (-0,2%); Angelo Bonelli con il 16,0% (+0,1%); Nicola Fratoianni con il 15,8% (+0,1%); Matteo Renzi con il 15,0% (-0,1%).

VERSO LE EUROPEE FDI IN TESTA CON 27,3%

Il borsino dei partiti verso le Europee vede Fratelli d’Italia stabilmente in testa con il 27,3%, seguono il Partito democratico con il 19,8% e Movimento 5 Stelle con il 16,2%.
Giù dal podio, guida il resto della classifica Forza Italia che insieme a Noi Moderati tocca la doppia cifra con il 10,1%. Staccata la Lega al 7,9%. Seguono gli altri: Stati uniti d’Europa, lista di Renzi e Bonino, è al 5,5%; Verdi e Sinistra al 3,7%; Azione al 3,6%; Libertà al 2,0%; Pace, Terra e Dignità all’1,6%; Altri partiti sommati al 2,3%. Dichiarano il voto il 54,0%; astensione/incerti il 46,0%.

agenzia DIRE – www.dire.it




Prima Giornata Nazionale del Made in Italy, Odoguardi (MAIE): “Non dimentichiamo gli italiani all’estero”

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odoguardi navonaIl Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha realizzato una campagna di comunicazione per promuovere la “Prima Giornata Nazionale del Made in Italy”. L’iniziativa mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla creatività e l’eccellenza italiana, sul valore e la qualità delle opere dell’ingegno e dei prodotti italiani.

In particolare, intende:

  • riconoscere al Made in Italy il ruolo sociale e il contributo allo sviluppo economico e culturale del Paese, anche in relazione al suo patrimonio identitario;
  • responsabilizzare l’opinione pubblica per promuovere la tutela del valore e delle qualità peculiari delle opere e dei prodotti italiani;
  • sensibilizzare i giovani a scegliere le professioni artigianali e creative legate alle eccellenza delle nostre manifatture.

Vale la pena ricordare che gli italiani all’estero sono i più grandi ambasciatori del made in Italy nel mondo. Coinvolgerli nel modo giusto potrebbe dare ancora più forza all’export delle eccellenze italiane.

Bene dunque l’iniziativa del governo, che anche noi come MAIE abbiamo sostenuto nel modo giusto, ma ricordiamoci che quando si parla di made in Italy nel mondo e Sistema Italia oltre confine gli italiani all’estero rappresentano una risorsa fondamentale, un volano per le nostre eccellenze.

Anche se lontani dalla propria Patria, i nostri connazionali possono contribuire non poco alla crescita e allo sviluppo del marchio Italia nel mondo.

Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE




In Italia essere anziani è un incubo: siamo maglia nera d’Europa per i suicidi

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L’Italia è uno dei Paesi occidentali in cui diventare vecchi presenta gli scenari peggiori, soprattutto rispetto ai Paesi anglosassoni, dove i tassi di suicidio in età avanzata sono la metà di quelli che avvengono in Italia. Lo dimostrano i dati relativi alla solitudine e ai suicidi, che nel 38% dei casi riguardano persone con più di 65 anni, sebbene queste ultime siano poco più del 20% della popolazione.

Solitudine e suicidi negli anziani saranno tra i temi al centro del 24esimo Congresso dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria, che si tiene a Firenze dall’11 al 13 aprile. Il Congresso, intitolato ‘Integrazione e innovazione. Fondamenti del sapere psicogeriatrico’ raccoglie oltre 500 specialisti e ben 145 relatori, affrontando temi di stringente attualità. L’avvento dell’Intelligenza Artificiale apporterà modificazioni nella cura degli anziani. La cura delle demenze sta offrendo scenari innovativi con il ruolo dei biomarcatori nell’approccio diagnostico. La recente approvazione della legge 33 sulla non-autosufficienza rappresenta un’altra opportunità di innovazione nell’assistenza, che si sposta dal sanitario al sociale aprendo nuove prospettive. Vi sono poi le novità farmacologiche riguardanti problematiche come il controllo di agitazione e delirium e quelle sui trapianti d’organo. Grande attenzione poi a fenomeni globali come i cambiamenti climatici, che hanno un notevole impatto proprio sulla salute dei più fragili, che possono subire maggiormente gli effetti della disidratazione, dei colpi di calore o semplicemente essere meno reattivi di fronte a calamità naturali per limiti sensoriali o per il basso livello di digitalizzazione, che in Italia nella popolazione anziana non raggiunge il 65% e talvolta implica solo la competenza di saper mandare una mail.

SOLITUDINE E AGEISMO, LE DUE GRANDI PIAGHE DEGLI ANZIANI

L’elevato tasso di suicidi tra gli anziani in Italia ha le sue ragioni nella solitudine in cui vengono ridotti gli anziani e nell’ageismo (cioè la svalutazione di una persona a causa della sua età) con cui vengono spesso discriminati, con diritti basilari che esistono solo sulla carta. Il tasso di solitudine è il doppio rispetto alla media dei Paesi europei, con coloro che non hanno nessuno a cui chiedere aiuto che sono il 14%, mentre coloro che non hanno nessuno a cui raccontare cose personali il 12%, a fronte di una media europea del 6,1% (dati Eurostat). La solitudine non è solo un problema sociale, ma anche clinico, essendo associata ad un aumento del rischio di depressione, disturbi del sonno, demenza e malattie cardiovascolari. A mettere in stretta correlazione ageismo e solitudine sono diversi studi internazionali. Uno studio israeliano di giugno 2023 individua un legame tra il crescere dell’età e la maggiore solitudine, con l’associazione positiva tra i due fenomeni che diventa significativa nelle persone di età superiore ai 70 anni. Uno studio cileno dello stesso periodo mostra un’associazione diretta e indiretta dell’ageismo con gli esiti sulla salute mentale: l’ageismo è positivamente correlato alla solitudine e, di conseguenza, all’aumento dei sintomi depressivi e ansiosi. Analogamente, un documento di ottobre 2021 evidenzia due iniziative innovative dei Paesi Bassi, che dimostrano che i diritti degli anziani possono essere mantenuti in soluzioni abitative collettive.

“Gli anziani spesso vengono estromessi da misure di salvaguardia sanitaria, come avvenuto durante la pandemia, quando i posti in terapia intensiva erano destinati ai più giovani- spiega il professor Diego De Leo, presidente AIP- Questa impostazione è stata introiettata dagli anziani stessi, convinti che non possano essere utili alla società né attivi: questo non è frutto di un impoverimento cognitivo, ma di un’impressione del loro patrimonio intellettuale come detta la società. Occorre pertanto ribaltare questo modello”.

I DEATH CLEANERS GIAPPONESI

Oltre all’ageismo, vi è una vera e propria epidemia di solitudine: “I Paesi occidentali contano il 30% degli anziani afflitti da solitudine cronica e il 10% da una solitudine molto severa, che porta alla depressione e poi in alcuni casi proprio al suicidio. L’altro Paese più vecchio al mondo insieme all’Italia, il Giappone, ha computato 45mila persone che ogni anno muoiono in completo isolamento, tanto che sono state create squadre di ‘death cleaners’ che si occupano di bonificare i luoghi in cui sono avvenute queste morti in solitudine”, conclude De Leo.

agenzia DIRE – www.dire.it




Esplosione Suviana, ritrovati corpi di due dispersi: morti salgono a 5

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suviana vvffSono stati ritrovati i corpi di due dei 4 dispersi nell’esplosione, avvenuta nella centrale a Bargi, nei pressi del lago di Suviana nel bolognese. Salgono così a cinque le vittime dell’incidente. I Vigili del Fuoco hanno rinvenuto i corpi al nono piano sotto il livello dell’acqua.

Le operazioni di ricerca sono riprese oggi dopo che ieri erano state sospese perché l’acqua all’interno continuava a salire e non c’erano le condizioni di sicurezza per intervenire. In tarda serata la portata dell’acqua che scende dalla condotta a monte della centrale è diminuita ed è ripreso l’intervento dei sommozzatori dei vigili del fuoco nei piani -8, -9 e -10. In via di stabilizzazione l’afflusso d’acqua nei piani allagati della centrale, situazione che ha consentito la ripresa delle operazioni. La procura di Bologna ha aperto un’inchiesta. A quanto si apprende, le ipotesi di reato sono disastro colposo e omicidio colposo.

Enel Green Power: nessuna catena di subappalti

Dal cant suo l’ad di Enel Green Power, Salvatore Bernabei ha assicurato che “non c’è nessuna catena di subappalti. Le aziende hanno scelto in autonomia. Non meritiamo questo tipo di affermazioni”. “Non c’era nessun problema di sicurezza era un intervento programmato, era un aggiornamento tecnologico degli asset”, ha aggiunto nel corso del punto stampa sull’incidente, ribadendo che “in questa situazione non si possono fare verifiche, a tempo opportuno si faranno tutti gli accertamenti necessari. Adesso la priorità è cercare i dispersi”. Al momento, ha poi aggiunto, “stiamo collaborando con i vigili del fuoco, dandogli tutti gli elementi tecnici per poter accedere”.

Rabbia dei sindacati

Le segreterie nazionali di Fiom-Cgil e Uilm-Uil, a seguito dell’ennesima strage sul lavoro hanno deciso di dare copertura nazionale alle strutture territoriali e alle rappresentanze dei lavoratori in caso di estensione da 4 a 8 ore dello sciopero di oggi già proclamato da Cgil e Uil. Esprimiamo solidarietà e vicinanza alle famiglie degli operai deceduti e dispersi, ai lavoratori feriti, auspicando che sia fatta piena luce sulla dinamica di questa tragedia.

L’esplosione e i danni

Come ha spiegato il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, “la struttura viene considerata non in pericolo di crollo, ma molte delle stanze sono allagate e quindi bisogna capire dove i dispersi hanno trovato rifugio o sono eventualmente collocati” . Tutto, secondo la ricostruzione del sindaco, sarebbe avvenuto a “circa 70 metri profondità, dove c’è stato un incendio” alla turbina e “il crollo strutturale di un solaio, delle tubature che si sono aperte e hanno inondato le camere”

Enel Green Power fa intanto sapere che continuerà a dare ogni forma di collaborazione alle autorità preposte per accertare i fatti. L’amministratore delegato, Salvatore Bernabei, ieri si è recato immediatamente sul luogo per coordinare di persona le attività aziendali in raccordo con le autorità competenti. Nella centrale erano in corso lavori di efficientamento che Enel Green Power “aveva contrattualizzato con tre aziende primarie, Siemens, ABB e Voith”. Da quanto ricostruito, “il collaudo del primo gruppo di generazione era già terminato nei giorni scorsi e, al momento in cui è avvenuto l’incidente, era in corso il collaudo del secondo gruppo”.

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