Maurizio Cosso, da due anni in carcere in Costa d’Avorio con prove inconsistenti e in condizioni disumane

In carcere dal giugno 2022 con accuse pesantissime, poi ritirate per mancanza di prove, Maurizio Cocco da quasi due anni è in una cella della Costa d’Avorio, ora accusato di frode fiscale. 61 anni appena compiuti, Cocco è detenuto nella Casa circondariale d’arresto e detenzione di Abidjan, struttura progettata per ospitare 1.500 persone, ma che attualmente conta più di 12.000 residenti.
Per l’inconsistenza delle accuse mosse a suo carico, e anche per le condizioni estreme in cui il connazionale sta scontando la pena, i suoi legali nel mese scorso hanno inviato una lettera al Presidente della Repubblica e ai membri del Governo Meloni – oltre alla Premier i Ministri degli esteri, dell’interno e della giustizia – oltre anche all’Ambasciata italiana ad Abidjan per chiedere una decisa azione di sistema a sostegno di Cocco.
Impiegato nel settore dell’edilizia, Cocco lavora in Costa d’Avorio dal 2017, prima come consulente, poi come proprietario di una società.
Nel giugno del 2022 è stato arrestato con le accuse di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti o sostanze psicotrope (cocaina) e riciclaggio di denaro.
Accuse pesantissime che però si dissolvono a conclusione delle indagini: nella loro lettera gli avvocati Angelo Testa e Pasquale Cirillo scrivono infatti che “a seguito della conclusione delle indagini, il Polo Criminale Economico e Finanziario di Comodì ha ritenuto di non dover procedere nei confronti del nostro assistito”.
Un’evoluzione che, purtroppo, non ha significato libertà per Cocco che, in carcere, viene raggiunto da un’altra accusa: frode fiscale.
Rimane, dunque, in cella nonostante, sottolineano i legali, siano state violate numerose norme processuali, dalla durata massima della custodia cautelare – ampiamente superata in questo caso – alla mancanza di una denuncia formale per frode fiscale: “quanto alla presunta frode fiscale, come detto contestata al nostro assistito solo dopo la chiusura delle indagini, non risulta agli atti del giudizio alcuna denuncia da parte dell’Organo competente che attesti i fatti contestati per frode fiscale da parte dell’amministrazione, ragion per cui il mantenimento della misura cautelare appare pretestuosa, oltre che illegittima”, scrivono i legali prima di evidenziare che “le condizioni di vita dei prigionieri nel principale penitenziario di Abidjan, la Casa circondariale d’arresto e detenzione, sono deplorevoli ed in totale violazione dei diritti umani”.
Si tratta, aggiungono, “di una struttura progettata per ospitare 1.500 persone, ma che attualmente conta più di 12.000 residenti”.
Quanto al personale dell’Ambasciata italiana esso “si è recato solamente due volte in diciannove mesi presso il penitenziario di Abidjan per sincerarsi delle condizioni di salute nonché psicologiche dell’Ing. Cocco che, peraltro, di recente ha avanzato espressa richiesta di aiuto sanitario ed economico che, tuttavia, è risultata priva di riscontro”.
Gli avvocati italiani di Cocco chiedono, quindi, di “adottare, senza indugio, ogni provvedimento idoneo a tutelare i diritti del nostro assistito al fine di scongiurare l’aggravarsi delle conseguenze delle suddette violazioni”. (aise)

“La Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus richiama l’attenzione della nostra comunità sulla terribile prova affrontata in occasione della pandemia e costituisce occasione di vicinanza ai familiari dei tanti deceduti a causa della pervasiva diffusione del Covid – 19”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus che si celebra oggi, 18 marzo, giorno in cui, quattro anni fa, una colonna di camion dell’esercito lasciava Bergamo carica di bare.
Il governo dominicano ha ammesso ieri di essersi accordato con Haiti per stabilire un canale di evacuazione dal suo territorio verso la Repubblica Dominicana, “esclusivamente per le uscite preventive o di emergenza dei dominicani o del personale delle missioni diplomatiche e delle organizzazioni internazionali”.
Il ponte aereo annunciato dall’Onu tra Haiti e la Repubblica Dominicana per fornire aiuti umanitari alla popolazione haitiana colpita dalla crisi potrebbe diventare operativo “la prossima settimana”: lo ha detto a Cnn il capo della Sicurezza del ministero degli Affari esteri dominicano, generale Mao Gómez Vásquez.
Il Sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale Maria Tripodi ha aperto oggi alla Farnesina i lavori della XXV Commissione culturale consultiva italo-svizzera, insieme all’Ambasciatrice Sonja Hürlimann, Capo Relazioni bilaterali della Divisione Europa del Dipartimento federale degli Affari Esteri elvetico.
“La relazione del Comitato Scientifico certifica la mancanza di studi adeguati sull’impatto del vento e della microzonizzazione sismica, elementi fondamentali per la sicurezza e la fattibilità dell’opera. Questo Governo di irresponsabili pensa di poter realizzare un’infrastruttura di questa portata nella zona dove è avvenuto il terremoto più importante nella storia della Repubblica senza fare una microzonizzazione sismica”. È bufera sul progetto del Ponte sullo stretto, che ieri è stato oggetto di discussione durante il question time alla Camera. Queste parole sono di Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra. La discussione sul progetto arriva dopo la conclusione dell’analisi del comitato scientifico sulla fattibilità dell’opera: una relazione di 51 pagine in cui vengono stigmatizzate molti aspetti del progetto Eurolink sponsorizzato dal ministro Matteo Salvini.
Lo scorso 6 marzo 2024, il signor José Sebastián Marcucci, Coordinatore del MAIE e responsabile della Politica Agricola e del Made in Italy in Guatemala, ha tenuto un incontro con l’Eccellentissimo Signor Ambasciatore della Repubblica Italiana in Guatemala, Paolo De Nicolo, nella sede dell’Ambasciata Italiana in Guatemala.
“Nell’ambito dell’operazione dell’Unione Europea Aspides, nave Caio Duilio ha abbattuto, in attuazione del principio di autodifesa, due droni aerei”: lo ha riferito lo Stato maggiore della difesa, in una nota. “L’Operazione Aspides ha il compito di difendere la libertà di navigazione e le rotte commerciali” si aggiunge. “Nave Duilio continua la propria attività”.
E’ successo di notte, terra esclusiva dei sogni. Gli italiani, a casa, a dormire, e lui nel deserto della California a fare la storia. Luca Nardi, anni 20, ha lasciato il poster di Novak Djokovic attaccato al muro della cameretta, a Pesaro, e ha battuto quello vero, il numero 1 del mondo in dimensioni 1:1. Dopo tre set, 2 ore e 22 minuti, appena chiuso con un ace il 6-4, 3-6, 6-3, è andato a rete a toccarlo, a constatare con una stretta di mano che fosse vero, umano, fatto di carne, persino fallibile. Era entrato nel tabellone di Indian Wells, un Masters 1000, da lucky loser, la formula che il tennis usa per regalare ad un “perdente fortunato” la carta jolly: Tomas Etcheverry s’è ritirato per un problema al polpaccio, vuoi provarci tu? Appena una settimana fa aveva perso al secondo turno delle qualificazioni contro Goffin. Ma chi, io? Ed ecco l’impresa, da definizione: mai un giocatore con una classifica così bassa – numero 123 del ranking Atp – aveva sconfitto Djokovic in un Masters 1000 o in uno Slam. Mai. Esagerando potremmo scrivere piccoli Sinner crescono, non fosse che entrambi “piccoli” lo sono ancora.