Panama protegge marlin e pesci vela: nuove regole per la pesca sportiva

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Panama ha approvato un nuovo quadro normativo che rafforza la tutela dei pesci vela e dei marlin, tra le specie più emblematiche delle sue acque, con l’obiettivo di promuovere una pesca sportiva sostenibile e valorizzare il turismo legato al mare. Le nuove disposizioni entreranno pienamente in vigore il 10 dicembre 2026, dopo un periodo di transizione di sei mesi.

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I provvedimenti, contenuti nei Decreti Esecutivi n. 9 e n. 10, regolano in modo più rigoroso la pesca sportiva e introducono una protezione specifica per i pesci picudi, come il pesce vela e le diverse specie di marlin. L’obiettivo è conciliare lo sviluppo economico con la conservazione della biodiversità marina.

Le nuove norme sono il risultato di un lungo confronto tra l’Autorità delle Risorse Acquatiche di Panama (ARAP), scienziati, operatori turistici e pescatori sportivi. Il governo punta a fare della pesca “catch and release” (cattura e rilascio) un elemento distintivo dell’offerta turistica nazionale, riducendo al minimo l’impatto sulle popolazioni di marlin e pesci vela.

Secondo le autorità panamensi, la pesca sportiva genera importanti ricadute economiche per hotel, porti turistici, noleggio di imbarcazioni, guide specializzate e attività commerciali delle comunità costiere. La tutela di queste specie è quindi considerata un investimento sia per la conservazione dell’ambiente sia per la crescita del turismo di qualità.




Airbnb sfida gli hotel: cambia il turismo dominicano

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La Repubblica Dominicana sta vivendo una profonda trasformazione nel settore turistico. Sempre più viaggiatori scelgono appartamenti e case vacanza prenotati tramite piattaforme come Airbnb, mettendo in discussione il predominio degli alberghi tradizionali e aprendo un acceso dibattito sulla necessità di nuove regole.

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Secondo il Sistema di Intelligenza Turistica (Situr), alla fine del 2025 nel Paese erano disponibili oltre 49.000 proprietà destinate agli affitti brevi, per un totale di quasi 115.000 camere, un numero che supera ormai la capacità ricettiva del settore alberghiero tradizionale. Nel 2025 il 34% dei turisti stranieri ha scelto questa formula di soggiorno.

Il boom degli affitti turistici, tuttavia, solleva interrogativi. Gli hotel sono soggetti a imposte, controlli sanitari, norme di sicurezza e obblighi nei confronti dei dipendenti, mentre gran parte delle strutture offerte sulle piattaforme opera ancora senza una regolamentazione specifica. Secondo la Caribbean Hotel & Tourism Association, questa situazione comporterebbe per lo Stato dominicano un mancato gettito fiscale stimato in circa 10 miliardi di pesos all’anno.

Gli esperti non chiedono di frenare lo sviluppo degli affitti brevi, riconoscendo che hanno ampliato l’offerta turistica e creato nuove opportunità economiche per migliaia di proprietari. Ritengono però indispensabile introdurre regole uguali per tutti, con standard minimi di sicurezza, controlli e un sistema fiscale chiaro, così da garantire una concorrenza leale tra hotel e locazioni turistiche.




Guatemala, cambia la legge antiriciclaggio

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Il Guatemala ha approvato una nuova legge antiriciclaggio che introduce un approccio più moderno nell’analisi delle operazioni finanziarie, distinguendo in modo chiaro tra transazioni inusuali e transazioni sospette. La normativa entrerà in vigore tre mesi dopo la sua approvazione, anche se resta da definire il regolamento di attuazione.

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La riforma sostituisce la legislazione in vigore dal 2001 e adotta un sistema basato sulla valutazione del rischio, in linea con gli standard internazionali. Banche, società finanziarie e altri soggetti obbligati dovranno analizzare le operazioni considerando il profilo economico del cliente e la coerenza dei movimenti con la sua attività abituale, anziché limitarsi all’importo delle transazioni.

Una transazione inusuale sarà considerata un’operazione che si discosta dal normale comportamento finanziario del cliente e richiede ulteriori verifiche. Diventa invece sospetta quando, dopo gli accertamenti, emergono elementi che fanno ritenere possibile un’attività di riciclaggio di denaro o di finanziamento del terrorismo.

Secondo le autorità, la nuova normativa consentirà al Guatemala di rafforzare i controlli sul sistema finanziario e di allinearsi alle raccomandazioni del GAFILAT, riducendo il rischio che il Paese venga inserito nelle liste di monitoraggio internazionale per carenze nella lotta al riciclaggio.




Venezuela, ore drammatiche: oltre 50 mila persone risultano disperse

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Aumenta drammaticamente il numero delle persone di cui non si hanno notizie dopo il violento terremoto che ha colpito il Venezuela. Secondo i dati diffusi attraverso il sito creato per raccogliere le segnalazioni dei dispersi, sono oltre 50.000 le persone ancora irreperibili, mentre il numero dei feriti è salito a circa 4.300.

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La situazione più critica resta nello Stato di La Guaira, dove interi edifici sono crollati. Le operazioni di soccorso procedono con estrema difficoltà: i mezzi pesanti sono insufficienti e, in molti casi, vigili del fuoco, volontari e familiari delle vittime sono costretti a scavare tra le macerie a mani nude nella speranza di trovare superstiti.

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Molti parenti raccontano di essere riusciti a mantenere per ore un contatto telefonico con i propri cari rimasti intrappolati sotto i crolli. Con il passare del tempo, però, le comunicazioni si sono interrotte e le speranze di ritrovare persone ancora in vita diminuiscono.

Intanto prosegue l’arrivo degli aiuti internazionali. Anche l’Italia ha inviato squadre della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco e personale specializzato per sostenere le operazioni di ricerca e assistenza alla popolazione colpita dal sisma.

foto Ansa e rtve.es




Venezuela, la Farnesina mobilita i soccorsi

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Dopo il violento terremoto che ha colpito il Venezuela, la Farnesina ha attivato l’Unità di Crisi, l’Ambasciata d’Italia a Caracas e il Consolato Generale per assistere i cittadini italiani e italo-venezuelani coinvolti.

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Il Ministero degli Esteri segue costantemente l’evolversi della situazione insieme al Dipartimento della Protezione Civile e alle autorità venezuelane. Sul posto è già al lavoro la rete diplomatica italiana, mentre è in partenza un volo dell’Aeronautica Militare con personale sanitario, Vigili del Fuoco specializzati nella ricerca e soccorso e una squadra dell’Unità di Crisi della Farnesina.

La missione avrà il compito di coordinare gli interventi di assistenza consolare, facilitare le operazioni di soccorso e garantire il collegamento tra le autorità italiane e venezuelane.

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Parallelamente, il Governo italiano ha avviato la procedura per dichiarare lo stato di emergenza per gli interventi all’estero e sta predisponendo un pacchetto di aiuti umanitari, sia bilaterali sia attraverso il Meccanismo europeo di Protezione Civile e le organizzazioni italiane già operative nel Paese.

L’obiettivo è fornire un sostegno rapido alle popolazioni colpite e assicurare la massima assistenza ai connazionali presenti nelle aree interessate dal sisma.




Bayahibe: il rogo che riaccende il dibattito sui tetti in cana dei resort

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Per chi conosce la Repubblica Dominicana fanno parte del paesaggio. Reception, ristoranti, bar sulla spiaggia e gazebo con i tradizionali tetti in cana, realizzati con foglie di palma intrecciate, sono uno dei simboli dell’ospitalità caraibica. Ma il devastante incendio che ha colpito il Viva Dominicus Beach di Bayahibe ha inevitabilmente riacceso il dibattito sul loro impiego e sulla sicurezza delle strutture turistiche.

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Le indagini sulle cause del rogo sono ancora in corso e, al momento, le autorità non hanno indicato l’origine dell’incendio. Le prime valutazioni tecniche del Centro de Operaciones de Emergencias (COE), tuttavia, evidenziano che la presenza delle coperture in cana, unita al forte vento, avrebbe favorito la rapidissima propagazione delle fiamme. Si tratta di un elemento che riguarda la diffusione dell’incendio, non la sua causa.

La cana continua a essere ampiamente utilizzata nei resort dominicani, soprattutto nelle aree comuni. Oltre al valore estetico, offre un eccellente isolamento naturale dal calore e contribuisce a creare quell’atmosfera tropicale che milioni di turisti cercano quando scelgono una vacanza ai Caraibi.

Negli ultimi anni, però, molti alberghi di nuova costruzione hanno iniziato a percorrere una strada diversa. Dietro l’aspetto tradizionale si trovano sempre più spesso strutture in cemento o acciaio, rivestite con materiali sintetici che riproducono l’effetto della palma ma garantiscono una maggiore resistenza al fuoco e una manutenzione più semplice. In altri casi, la cana viene utilizzata solo come rivestimento decorativo sopra coperture realizzate con materiali non combustibili.

L’incendio di Bayahibe potrebbe accelerare questa evoluzione. È probabile che, una volta concluse le indagini, il settore turistico e le autorità competenti si interroghino sull’opportunità di aggiornare gli standard di sicurezza, soprattutto per le strutture più datate che utilizzano ancora ampie coperture in materiali naturali.

La cana resta uno degli elementi che rendono inconfondibili i resort della Repubblica Dominicana. La sfida, dopo Bayahibe, sarà capire come continuare a preservare questa immagine senza rinunciare ai più elevati standard di sicurezza per ospiti e lavoratori.




Messico, accordo per promuovere la cultura italiana in TV e radio

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Il governo dello Stato di Jalisco e la Fondazione Amigos de Italia hanno rinnovato l’accordo di collaborazione con il Sistema Jalisciense de Radio y Televisión per rafforzare la diffusione della cultura italiana attraverso i canali radiotelevisivi pubblici dello Stato messicano.

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L’intesa, firmata il 24 giugno, punta ad ampliare la presenza di programmi e contenuti dedicati all’Italia in vista della prossima Fiera Internazionale del Libro di Guadalajara, il più importante appuntamento editoriale dell’America Latina, che quest’anno vedrà l’Italia come Paese ospite d’onore.

La collaborazione prevede la realizzazione e la diffusione di iniziative culturali, interviste, documentari e approfondimenti sulla lingua, la letteratura, il cinema, la musica e le tradizioni italiane, con l’obiettivo di rafforzare i legami culturali tra Italia e Messico e avvicinare il pubblico messicano al patrimonio culturale del nostro Paese.

L’accordo rappresenta un ulteriore passo nel percorso di preparazione alla partecipazione italiana alla FIL di Guadalajara, un evento che ogni anno richiama centinaia di migliaia di visitatori e migliaia di operatori del mondo editoriale provenienti da tutto il mondo.

foto puntodincontro.mx




Terremoto in Venezuela: tra le vittime anche un cittadino italo-venezuelano, I dispersi sono 40.000

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Le speranze che il devastante terremoto che ha colpito il #Venezuela non avesse coinvolto cittadini italiani sono purtroppo svanite. La Farnesina ha confermato la morte di un cittadino italo-venezuelano, rimasto vittima del crollo di un edificio nello Stato di La Guaira, una delle aree più duramente colpite dal doppio sisma che ha devastato il Paese.

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L’uomo, nato a Caracas nel 1970 e con familiari residenti in Italia, è deceduto sotto le macerie del palazzo in cui si trovava al momento delle due violentissime scosse, di magnitudo 7,2 e 7,5, che in appena 39 secondi hanno messo in ginocchio vaste zone del Venezuela.

La conferma del decesso è arrivata dal Ministero degli Esteri, mentre l’Unità di Crisi della Farnesina continua a lavorare in stretto contatto con l’Ambasciata d’Italia a Caracas per verificare la situazione dei connazionali presenti nel Paese. Restano infatti numerose le segnalazioni di persone che non rispondono all’appello, anche se non tutte riguardano casi riconducibili direttamente al terremoto.

Intanto il bilancio della tragedia continua a peggiorare con il passare delle ore. Le autorità parlano di centinaia di vittime, migliaia di feriti e decine di migliaia di persone ancora disperse o irreperibili. A La Guaira, dove si concentra gran parte della devastazione, i soccorritori scavano senza sosta tra le macerie nel tentativo di salvare chi è rimasto intrappolato.

Il Venezuela ospita una delle più numerose comunità di origine italiana dell’America Latina. Per questo motivo la Farnesina mantiene attivo un monitoraggio costante della situazione, invitando i connazionali presenti nel Paese a mettersi in contatto con le sedi consolari e a seguire le indicazioni delle autorità locali.

La morte del cittadino italo-venezuelano rappresenta il primo lutto che coinvolge direttamente la comunità italiana in questa immane tragedia e conferma quanto pesante sia il prezzo pagato da un Paese già duramente provato da anni di crisi economica e sociale. Mentre le ricerche proseguono, cresce anche la mobilitazione internazionale per portare aiuti alle popolazioni colpite.




Terremoti, l’allarme degli esperti: il vero rischio per la Repubblica Dominicana sono gli edifici vulnerabili

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Il devastante terremoto che ha colpito il Venezuela riporta l’attenzione su una domanda che da anni preoccupa geologi e ingegneri: la Repubblica Dominicana è davvero pronta ad affrontare un sisma di grande intensità?

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Secondo gli esperti, il pericolo maggiore non è rappresentato soltanto dalla possibilità che un forte terremoto si verifichi, ma soprattutto dalla vulnerabilità di molti edifici, costruiti senza rispettare pienamente i criteri di resistenza sismica o ormai datati rispetto agli standard più moderni.

La geologa dominicana Osiris de León ha ricordato che il territorio nazionale è attraversato da importanti faglie attive e che un terremoto di forte magnitudo può verificarsi in qualsiasi momento. Tuttavia, ha sottolineato che un sisma non provoca automaticamente una tragedia: sono gli edifici progettati o realizzati male a trasformare un evento naturale in un disastro con centinaia o migliaia di vittime.

Gli esperti insistono da tempo sulla necessità di rafforzare il controllo delle costruzioni, aggiornare gli edifici più vecchi e verificare con particolare attenzione scuole, ospedali, uffici pubblici e condomini ad alta densità abitativa. L’obiettivo è ridurre al minimo il rischio di crolli nel caso in cui il Paese venga colpito da un forte terremoto.

Il recente sisma in Venezuela ha dimostrato quanto possano essere devastanti eventi di questa portata. Per questo motivo gli specialisti invitano a non abbassare la guardia e a trasformare l’emergenza vissuta dal Paese vicino in un’occasione per accelerare gli interventi di prevenzione nella Repubblica Dominicana.

Oltre alla sicurezza delle costruzioni, viene considerata fondamentale anche la preparazione della popolazione. Simulazioni di evacuazione, piani di emergenza e campagne di informazione possono fare la differenza nei primi minuti successivi a un terremoto, quando ogni decisione può contribuire a salvare vite umane.

Il messaggio degli esperti è chiaro: i terremoti non si possono evitare né prevedere con precisione, ma è possibile limitarne le conseguenze investendo nella sicurezza degli edifici e nella cultura della prevenzione. È una sfida che riguarda non solo le autorità, ma anche cittadini, progettisti, costruttori e proprietari di immobili.




Europa nella morsa del caldo: il suolo sfiora i 50 gradi

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L’ondata di caldo che da giorni interessa gran parte dell’Europa occidentale non sta facendo salire soltanto le temperature dell’aria. A raggiungere valori eccezionali è anche il suolo, che in diverse aree del continente si è avvicinato ai 50 gradi centigradi, secondo le rilevazioni effettuate dai satelliti del programma europeo Copernicus.

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I dati, raccolti il 23 giugno dai satelliti Sentinel-3 dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), mostrano una situazione particolarmente critica. Le temperature superficiali hanno toccato 48 gradi a Madrid, 46 gradi a Saragozza e a Poitiers, in Francia, mentre Roma ha raggiunto i 44 gradi. In alcune zone della Spagna centrale, della Francia occidentale e del Nord Africa il terreno ha addirittura superato i 50-55 gradi.

Gli esperti ricordano che la temperatura del suolo non coincide con quella dell’aria comunicata nei bollettini meteorologici. Si tratta della temperatura della superficie terrestre, misurata dai satelliti, che nelle giornate soleggiate può risultare molto più elevata perché il terreno assorbe direttamente la radiazione solare.

Questi valori confermano l’intensità dell’ondata di calore che sta investendo il continente europeo. Oltre al disagio per la popolazione, le temperature estreme aumentano il rischio di incendi boschivi, mettono sotto pressione le coltivazioni agricole e aggravano lo stress per gli animali e per chi è costretto a lavorare all’aperto.

Le previsioni non sono incoraggianti. Nei prossimi giorni l’anticiclone africano continuerà a dominare gran parte dell’Europa e il picco del caldo deve ancora arrivare. In molte città italiane è già stato dichiarato il livello massimo di allerta, mentre le autorità sanitarie invitano soprattutto anziani, bambini e persone fragili a limitare l’esposizione al sole nelle ore più calde della giornata e a mantenersi costantemente idratati.