Sportello Italia riparte: Agostino Citti raccoglie il testimone di Vittorio Spadaro

ago e moglie

ago e moglieLas Terrenas — C’è un nome che la comunità italiana di Las Terrenas porta nel cuore: #Vittorio Spataro. Precursore e anima di #Sportello Italia, il servizio di assistenza burocratica voluto e creato da #Enzo Odoguardi. Vittorio se n’è andato lasciando un vuoto difficile da colmare. Il giorno in cui le sue ceneri furono sparse nel mare di Las Terrenas, buona parte della comunità era lì, a testimoniare l’affetto che lo circondava.

Da quel momento, la ricerca di chi potesse continuare il suo lavoro è diventata urgente. La scelta è caduta su #Agostino Citti, italiano trapiantato a Las Terrenas da oltre dodici anni, che ha accettato l’incarico dopo mesi di riflessione e con una buona dose di umiltà.

«Io lo frequentavo giornalmente, ricordo la dedizione e l’impegno che metteva nel cercare di tenersi sempre aggiornato tra i meandri di una burocrazia sempre in cambiamento, a volte in evoluzione, altre, purtropp,o in involuzione».

«Subito dopo la scomparsa di Vittorio, io ed Enzo abbiamo iniziato a cercare un sostituto», racconta Agostino. «Enzo mi propose da subito per quel ruolo, ma sinceramente ero un po’ intimorito.»

Non è difficile capire il perché. Sportello Italia mette chi lo gestisce a contatto quotidiano con connazionali in difficoltà: chi cerca un semplice appuntamento con le istituzioni, chi deve essere sicuro che tutto sia in regola, chi si perde nei meandri di una burocrazia in perenne cambiamento.

«Con il passare dei mesi, notando giornalmente che quella figura mancava realmente alla comunità, ho accettato. Dovrò studiare molto, dovrò aggiornarmi su tutta una serie di problematiche nuove. Non esiste un manuale, e dalla scomparsa di Vittorio a oggi le procedure sono cambiate praticamente tutte.»

Agostino (nella foto con la moglie Marcela) ha le idee chiare su cosa rappresenta il servizio, e altrettanto chiare su cosa non è.

Le difficoltà degli italiani all’estero sono di due tipi, spiega. Oggettive: la mancanza di uno sportello fisico dell’ambasciata, dove potersi recare di persona. Tutto passa via email, manca il dialogo diretto, manca una persona in carne e ossa con cui confrontarsi su situazioni particolari. Soggettive: non tutti hanno dimestichezza con i sistemi telematici, con Internet, con la terminologia: PEC, SPID, CIE, OTP, o anche solo “allegare un PDF”.

«Ecco a cosa serve Sportello Italia», afferma Agostino. «Fare da filtro tra l’utente e l’istituzione. Essere quell’ufficio informazioni che riduce gli errori nel momento in cui ci si presenta, magari dopo mesi di attesa, all’agognato appuntamento.

Ma c’è un confine preciso che va rispettato. «Ho sentito in passato lamentele del tipo: “ho chiesto a Sportello Italia di procurarmi questo o quel certificato”. Noi non possiamo farlo, per legge. Non siamo una istituzione, siamo volontari.

Qualsiasi appuntamento va richiesto dal diretto interessato. Qualsiasi email deve essere inviata dal diretto interessato. Possiamo aiutare a redigerle, essere messi in copia, dare informazioni e supporto, ma non possiamo agire al posto del connazionale. Non emettiamo nessun tipo di documento.»

Il servizio, precisa, è rivolto principalmente agli italiani regolarmente iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero), o a chi intenda farlo.

Come contattare Sportello Italia? Occorre, dapprima, scrivere una email a sportelloitalia2026@gmail.com

Se la richiesta rientra nelle competenze del servizio, verrà fornito un contatto WhatsApp. Nei casi che lo richiedano, si fissa un appuntamento presso l’ufficio.

Chiudiamo con le parole che Agostino tiene a dire a titolo strettamente personale, e che dicono molto di chi è:

«Nonostante siano passati più di dodici anni da quando sono arrivato, mi sento ancora l’ultimo arrivato. Sono semplicemente uno degli ultimi arrivati. Se vivo ancora qui è solo perché ho saputo ascoltare, e soprattutto capire, quello che dicevano i pionieri, quelli che erano qui prima di me. La comunità si costruisce con il tempo, e soprattutto ascoltando.»

Un inizio, insomma, fatto di rispetto per chi c’era prima e di disponibilità verso chi arriverà dopo. Esattamente lo spirito di Sportello Italia.

 

Per informazioni: sportelloitalia2026@gmail.com




La Farnesina conferma il ritrovamento dei corpi dei quattro connazionali alle Maldive

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foto a 2 sito 2026 05 14t205928.796 1024x576“La Farnesina conferma il ritrovamento dei corpi dei quattro connazionali alle Maldive”. Lo comunica il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dopo giorni di ricerche nell’atollo di Vaavu, dove si è verificato il drammatico incidente subacqueo che ha coinvolto un gruppo di ricercatori italiani.

Secondo quanto riferito dalle autorità maldiviane, i corpi dei quattro sub ancora dispersi sono stati individuati nel terzo segmento della grotta di Cave Dive dell’Atollo Vaavu. Le operazioni di recupero, particolarmente complesse per le condizioni dell’ambiente sottomarino, dovrebbero essere completate nei prossimi giorni.

Intanto emergono nuovi dettagli sull’organizzazione della spedizione scientifica. Mohamed Hussain Shareef, portavoce del presidente delle Maldive Mohamed Muizzu, in un’intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera, ha spiegato che il team dell’Università di Genova disponeva regolarmente delle autorizzazioni necessarie per svolgere attività di ricerca nell’arcipelago.

Secondo Shareef, il gruppo operava alle #Maldive da almeno quattro anni con permessi ufficiali per uno studio sui coralli molli e sui sistemi di barriera corallina. Tuttavia, nella documentazione presentata alle autorità locali “non compariva l’immersione in grotta”, né risultavano indicati i nomi di due dei cinque sub coinvolti nell’incidente.

“Il problema – ha dichiarato il portavoce – è che la proposta di ricerca non faceva menzione dell’immersione in grotta”. Un elemento che potrebbe ora assumere particolare rilevanza nelle indagini avviate dalle autorità maldiviane per chiarire la dinamica della tragedia e verificare eventuali responsabilità.

La vicenda ha profondamente colpito il mondo accademico e subacqueo italiano, mentre continuano le attività investigative e diplomatiche tra Italia e Maldive.




Modena: automobilista falcia pedoni, poi fugge e accoltella un uomo. Ci sono feriti gravi

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foto singola sito 2026 05 16t185404.345 1024x576Pomeriggio di terrore in centro storico a #Modena. Un’auto lanciata a folle velocità lungo via Emilia centro ha puntato deliberatamente il marciapiede, falciando una decina di pedoni e una bicicletta per poi schiantarsi contro la vetrina di un negozio.

“Siamo profondamente colpiti da quello che è accaduto poco fa in pieno centro a Modena. Fortunatamente non ci sono morti al momento. Ci sono otto feriti di cui quattro gravi“, trasportati all’ospedale Maggiore di Bologna, “a cui va la nostra solidarietà piena”. Così il sindaco Massimo Mezzetti dopo l’episodio di oggi pomeriggio in pieno centro a Modena, dove un 30enne ha falciato a bordo di un’auto, a quanto pare una Citroen, diversi pedoni e ha tentato di accoltellare un passante.

Tra i codici rossi c’è una donna che, secondo quanto ha riferito il sindaco Massimo Mezzetti alla Gazzetta, ha riportato lo schiacciamento degli arti inferiori e le sono state amputate le gambe. I testimoni sul posto descrivono scene drammatiche. Dalle prime ricostruzioni, infatti, pare si sia trattato di un gesto deliberato.

L’uomo, a quanto risulta italiano di origini nordafricane, è in stato di fermo e si trova in Questura sotto interrogatorio. “Il responsabile di questo atto pazzesco”, come lo definisce il sindaco dopo aver visto i video, è entrato nella strada principale, in via Emilia centro, e si è fiondato direttamente sulle persone sul marciapiede, facendone carambolare diverse lungo il suo percorso e poi andandosi a schiantare contro una vetrina.

L’uomo è sceso poi dall’auto ed è fuggito. Ma quattro-cinque cittadini lo hanno inseguito e il sindaco li ringrazia a più riprese: “Nonostante fosse armato di un coltello, a quanto pare, lo hanno atterrato e catturato. Poi sono arrivate le forze dell’ordine“, conferma Mezzetti, che aggiunge: “I cittadini hanno mostrato grande coraggio e grande senso civico, a loro va il mio ringraziamento”.

La zona dell’attentato è stata immediatamente transennata per permettere i soccorsi. Sul posto sono intervenute numerose ambulanze, insieme a Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza per gestire l’emergenza e avviare i rilievi.

MATTARELLA TELEFONA AL SINDACO, ‘VICINANZA E GRAZIE A INTERVENUTI’

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato al sindaco Massimo Mezzetti per dare la sua “vicinanza” dopo quanto accaduto oggi a Modena, esprimere “vicinanza e solidarietà a chi è rimasto ferito” e “ringraziare i cittadini che sono intervenuti” per bloccare l’autore del fatto, segnala una nota.

MELONI CHIAMA SINDACO MODENA, ‘SOLIDARIETÀ E GRAZIE AI CITTADINI’

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha chiamato il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, per informarsi su quanto accaduto oggi pomeriggio in città, teatro di un agguato di un 31enne contro diversi passanti, esprimere solidarietà e il suo ringraziamento ai cittadini intervenuti per bloccare l’autore del fatto. “Ho sentito il Sindaco e resto in costante contatto con le autorità per seguire l’evolversi della vicenda. Confido che il responsabile risponda fino in fondo delle sue azioni“. Il sindaco ha ringraziato la presidente del Consiglio. “Esprimo la mia vicinanza alle persone ferite e alle loro famiglie. Rivolgo anche un ringraziamento ai cittadini che con coraggio sono intervenuti per fermare il responsabile e alle Forze dell’ordine per il loro intervento”, ha poi scritto sui social.

SALVINI: SI CHIAMA SALIM EL KOUDRI, CRIMINALE ‘DI SECONDA GENERAZIONE’

“Salim El Koudri. Questo il nome del criminale ‘di seconda generazione’ che oggi a Modena ha falciato, con la sua auto a folle velocità, dei passanti innocenti. Fermato da coraggiosi cittadini nonostante avesse un coltello, è stato arrestato. Non ci può essere nessuna giustificazione per un delitto così infame“. Lo scrive sui social il vicepremier Matteo Salvini.

Secondo quanto riporta Repubblica l’uomo, “nato a Bergamo 31 anni fa, residente a Modena, laureato in Economia, è incensurato. A quanto risulta, non sembra sotto effetto di droga o alcol. E’ in corso una perquisizione domiciliare a Ravarino (Modena), dove abita El Koudri. Dai riscontri raccolti finora non emergerebbero, a quanto si apprende, elementi che possano far intendere che l’uomo si fosse radicalizzato o avesse legami con formazioni eversive. Ci sarebbero invece segnali di una forte instabilità mentale: è stato sottoposto in passato a cure psichiatriche, si apprende. Ma sono tutte prime indicazioni che poi andranno verificate in modo più compiuto”.

COISP: “MODALITÀ COMPATIBILE CON TERRORISMO, RISCHIO LUPI SOLITARI REALE”

“Quello che è accaduto oggi a Modena appare, per le modalità di esecuzione, estremamente compatibile con un attentato terroristico. Naturalmente saranno gli accertamenti degli organi inquirenti a chiarire ogni aspetto della vicenda. Ma vedere un’auto lanciata ad alta velocità sulla folla, nel tentativo di investire il maggior numero possibile di pedoni in pieno centro cittadino, non può che richiamare alla memoria, per dinamica e modalità operative, gli attentati che hanno insanguinato diverse città europee. Il livello di attenzione nel nostro Paese deve restare altissimo, perché il rischio dei cosiddetti lupi solitari, pronti a compiere azioni improvvise e difficilmente prevedibili, purtroppo è molto concreto. Le Forze di Polizia stanno facendo il massimo, con un lavoro quotidiano silenzioso ma straordinario, per prevenire e ridurre al minimo questo tipo di minacce. In questo momento il primo pensiero va alle persone ferite e alle loro famiglie, ma quanto accaduto dimostra ancora una volta che la minaccia di azioni violente e imprevedibili non può essere sottovalutata né derubricata a semplice gesto di follia individuale. Serve mantenere altissima l’attenzione sul fronte della prevenzione e della sicurezza, perché oggi basta un solo uomo, un’auto e pochi secondi per trasformare una strada piena di gente in uno scenario di terrore”. Lo dichiara in una nota Domenico Pianese, segretario generale del Sindacato di Polizia Coisp.

 

(agenzia Dire . dire.it – Foto e video da X)




Maldive, muore sub impegnato nelle ricerche dei cinque italiani dispersi

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130d4a3de66dda7c73f866782998e556Si aggrava ulteriormente il bilancio della tragedia avvenuta alle #Maldive durante le ricerche dei cinque subacquei italiani morti in una grotta sottomarina dell’atollo di Vaavu. Un soccorritore maldiviano impegnato nelle operazioni di recupero dei corpi ha perso la vita mentre partecipava alla missione subacquea.

Secondo quanto riferito dai media locali, il sub della Guardia Costiera avrebbe accusato un malore durante una delle immersioni effettuate nelle acque profonde dove si trovano i dispersi. Trasportato d’urgenza in ospedale, è deceduto poco dopo.

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Le vittime italiane sono Monica Montefalcone, docente e biologa marina dell’Università di Genova, sua figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice Muriel Oddenino, il biologo Federico Gualtieri e Gianluca Benedetti. Il gruppo stava effettuando un’immersione tecnica a circa cinquanta metri di profondità quando si è verificato l’incidente.

Le autorità italiane e maldiviane stanno cercando di chiarire le cause della tragedia, mentre proseguono le indagini sulle condizioni dell’immersione e sull’organizzazione dell’escursione subacquea.




Venezia, scontro sul ticket d’ingresso: “Fino a 50 euro” divide i candidati sindaco

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1600x900 venezia san marco gabbianoIl ticket di accesso a #Venezia diventa uno dei temi centrali della campagna elettorale per le comunali del 24 e 25 maggio. Nel confronto pubblico organizzato a Mestre tra i candidati sindaco Simone Venturini e Andrea Martella, il dibattito si è acceso soprattutto sulla gestione del turismo e sul futuro della città lagunare.

simone venturini e andrea martella venezia 1024x576Andrea Martella, candidato del centrosinistra, ha definito il contributo d’accesso “uno strumento inefficace”, sostenendo la necessità di superarlo e di puntare invece su un sistema di prenotazioni e sul controllo dei flussi turistici attraverso studi universitari dedicati alla capacità di carico della città.

Di posizione opposta Simone Venturini, sostenuto dal centrodestra e vicino all’attuale amministrazione Brugnaro. Il candidato ha difeso il ticket, proponendo addirittura un forte aumento della tariffa fino a 50 euro nei periodi di maggiore pressione turistica. Secondo Venturini, senza strumenti economici rigidi sarebbe impossibile gestire in modo efficace il sovraffollamento turistico che da anni mette sotto pressione Venezia.

Nel corso del dibattito i due candidati si sono confrontati anche su sicurezza, cultura, sviluppo economico e porto. Martella ha promesso più attenzione ai quartieri, al decoro urbano e alla qualità della vita dei residenti, mentre Venturini ha rivendicato gli investimenti realizzati negli ultimi anni e la continuità con l’amministrazione uscente.

Il contributo d’accesso a Venezia è già attivo in forma sperimentale e nel 2026 continuerà con tariffe da 5 o 10 euro in base all’anticipo della prenotazione. La proposta di portarlo fino a 50 euro rappresenta però una novità destinata ad alimentare il confronto politico e il dibattito nazionale sul turismo di massa nella Serenissima.




Messico, cultura e tradizioni italiane protagoniste al Museo delle Culture del Mondo

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unagiornataconlitaliapuntovertA Città del Messico si è svolta nei giorni scorsi “Una Giornata con l’Italia”, iniziativa dedicata alla promozione della cultura italiana e al rafforzamento dei rapporti tra la comunità italiana e il Messico. L’evento si è tenuto presso il Museo Nazionale delle Culture del Mondo e ha riunito rappresentanti istituzionali, ricercatori, artisti e membri della collettività italiana residente nel Paese.

L’iniziativa è stata organizzata da Cultus Dantia International, con il sostegno dell’Ambasciata d’Italia, dell’Associazione dei Ricercatori Italiani in Messico (ARIM) e di altre organizzazioni legate alla presenza italiana in territorio messicano. Circa duecento persone hanno partecipato alla giornata, aperta dagli interventi delle autorità e da momenti dedicati al dialogo culturale.

Tra i relatori sono intervenuti il console Flavio Cocuzza, che ha sottolineato l’importanza del sostegno alle comunità italiane all’estero, e Christian Di Sanzo, deputato eletto nella circoscrizione Nord e Centro America, che ha inviato un videomessaggio di saluto e ringraziamento agli organizzatori.

Nel corso della manifestazione si è parlato anche delle radici dell’emigrazione italiana in Messico e del valore della conservazione delle tradizioni. Spazio inoltre alla divulgazione storica e artistica, con visite guidate all’interno del museo e approfondimenti sull’architettura e sulla storia delle collezioni esposte.

La giornata è stata arricchita anche da momenti gastronomici e musicali, con una dimostrazione culinaria italiana e alcune esibizioni artistiche. La chiusura dell’evento è stata dedicata al Carnevale di Venezia, simbolo della tradizione culturale italiana nel mondo.

Secondo gli organizzatori, l’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione per consolidare i legami culturali e sociali tra Italia e Messico, favorendo l’incontro tra istituzioni, associazioni e cittadini dei due Paesi.

foto puntodincontro.mx




Maldive, giallo sulla morte dei cinque sub italiani: spunta l’ipotesi della “narcosi mentale”

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foto a 2 sito 2026 05 14t205928.796 1024x576Si infittisce il mistero attorno alla tragedia avvenuta alle #Maldive, dove cinque sub italiani hanno perso la vita durante un’immersione in una grotta sommersa a circa 50-60 metri di profondità. Mentre proseguono le indagini della Procura di Roma e delle autorità maldiviane, emergono nuove ipotesi sulle possibili cause dell’incidente.

Secondo Harald Ege, psicologo e istruttore di psicologia subacquea PADI, la spiegazione potrebbe non essere legata alla cosiddetta tossicità dell’ossigeno, ipotesi circolata nelle prime ore dopo il disastro. Lo specialista ritiene invece più plausibile una combinazione di fattori psicologici e fisici: narcosi da azoto, stress, respirazione alterata, paura e perdita dell’orientamento in un ambiente estremamente rischioso come una grotta subacquea.

“Alle Maldive normalmente non si dovrebbe scendere oltre i 30 metri”, ha spiegato Ege, sottolineando come immersioni a 50 metri richiedano addestramento tecnico avanzato e condizioni perfette. In profondità, infatti, l’azoto può provocare alterazioni della lucidità mentale, rallentamento dei riflessi e confusione, fenomeni che in un ambiente chiuso possono diventare fatali in pochi istanti.

Le condizioni meteo avverse e la possibile riduzione della visibilità all’interno della grotta potrebbero aver aggravato ulteriormente la situazione. Alcuni esperti parlano anche di possibile disorientamento collettivo e consumo accelerato dell’aria dovuto al panico.

Le vittime erano tutte persone esperte nel settore subacqueo, tra cui la biologa marina e docente universitaria Monica Montefalcone, sua figlia Giorgia Sommacal, i ricercatori Muriel Oddenino e Federico Gualtieri e l’istruttore Gianluca Benedetti.

foto Dire.it




Tragedia alle Maldive: cinque italiani morti durante un’immersione. Aperta un’inchiesta anche a Roma

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maldive duke of york 1024x576Quella che doveva essere una spedizione scientifica e turistica tra le meraviglie sottomarine delle #Maldive si è trasformata in una delle più gravi tragedie subacquee mai avvenute nell’arcipelago dell’Oceano Indiano. Cinque cittadini italiani hanno perso la vita durante un’immersione nelle grotte dell’atollo di Vaavu, nei pressi di Alimathaa, a profondità comprese tra i 50 e i 60 metri.

Le vittime erano tutt’altro che turisti improvvisati. Tra loro figuravano ricercatori, biologi marini e istruttori subacquei esperti. Hanno perso la vita Monica Montefalcone, docente di Ecologia all’Università di Genova, sua figlia Giorgia Sommacal, studentessa di ingegneria biomedica, la ricercatrice Muriel Oddenino, l’istruttore subacqueo Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri, giovane biologo marino laureato all’ateneo ligure.

Il gruppo si trovava a bordo della safari boat “Duke of York”, impegnata in una crociera subacquea dedicata all’esplorazione delle grotte coralline dell’atollo di Vaavu. L’allarme è scattato quando i cinque non sono riemersi dall’immersione. Le operazioni di recupero sono state rese estremamente difficili dal mare agitato, dalla scarsa visibilità e dalla complessità delle cavità sottomarine.

maldive 1024x576Le autorità maldiviane e la Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo coordinato dal procuratore capo Francesco Lo Voi, stanno cercando di chiarire cosa sia realmente accaduto. Al momento nessuna ipotesi viene esclusa.

Tra gli scenari più discussi vi è quello della cosiddetta “tossicità da ossigeno”, o iperossia. Secondo diversi esperti, il gruppo avrebbe utilizzato miscele Nitrox, normalmente impiegate nelle immersioni tecniche. A profondità elevate, però, una concentrazione errata di ossigeno può diventare estremamente pericolosa: la pressione trasforma infatti l’ossigeno in una sostanza tossica per il sistema nervoso, provocando perdita di coscienza, convulsioni e disorientamento improvviso.

Un’altra ipotesi riguarda la struttura stessa della grotta di Alimathaa, un intricato canyon corallino lungo oltre 250 metri, con cunicoli stretti e visibilità ridotta. Il maltempo e le forti correnti avrebbero potuto sollevare sedimenti dal fondale, trasformando il sito in una trappola mortale. In condizioni simili, anche subacquei molto esperti possono perdere rapidamente l’orientamento.

Non viene escluso nemmeno un possibile tentativo di soccorso reciproco: secondo alcuni investigatori, uno dei sub potrebbe essere rimasto bloccato o in difficoltà, inducendo gli altri a tentare di aiutarlo fino a esaurire le riserve d’aria.

Sull’incidente pesa inoltre il giallo delle condizioni meteorologiche. Nella zona era stata emessa un’allerta gialla per mare mosso e maltempo, e nelle Maldive le immersioni ricreative sarebbero autorizzate normalmente fino a una profondità massima di 30 metri. Alcuni media locali parlano già di possibili violazioni dei protocolli di sicurezza.

La Farnesina e l’ambasciata italiana a Colombo stanno seguendo il caso e assistendo le famiglie delle vittime. Intanto, la tragedia ha colpito profondamente il mondo accademico e quello della subacquea italiana, dove Monica Montefalcone e i suoi collaboratori erano molto conosciuti per le ricerche dedicate agli ecosistemi marini.




Dopo il vertice Trump-Xi, il confronto USA-Iran entra in una nuova fase

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Dopo mesi di tensioni crescenti nel Golfo Persico, attacchi indiretti, minacce reciproche e timori per il programma nucleare iraniano, Washington e Pechino sembrano avere trovato almeno un interesse comune: evitare un’escalation incontrollabile che potrebbe destabilizzare l’intera economia mondiale. Secondo quanto riferito da Trump al termine del summit, sia Stati Uniti che Cina concordano sul fatto che l’Iran non debba dotarsi dell’arma nucleare e che le rotte energetiche internazionali debbano restare aperte.

Dietro le dichiarazioni ufficiali, però, restano differenze profonde.

La Cina continua infatti a considerare l’Iran un partner strategico fondamentale, sia dal punto di vista energetico che geopolitico. Per Pechino, Teheran rappresenta un tassello importante della Nuova Via della Seta e un alleato utile per bilanciare la presenza americana in Medio Oriente. Per questo motivo Xi Jinping sembra intenzionato a favorire una mediazione, ma senza abbandonare gli iraniani. Diversi osservatori internazionali ritengono che la Cina potrebbe aiutare Trump nella gestione della crisi solo in cambio di concessioni commerciali e politiche su altri dossier sensibili, a partire dai dazi e dalla questione di Taiwan.

Anche la posizione americana appare oggi più pragmatica rispetto alle settimane precedenti. La Casa Bianca deve fare i conti con il rischio di una nuova impennata del prezzo del petrolio, con l’inflazione energetica e con le tensioni interne negli Stati Uniti. Una guerra aperta contro l’Iran avrebbe conseguenze economiche e politiche enormi.

Per questo l’amministrazione Trump sembra orientata verso una strategia basata su quattro punti:

  • riduzione delle tensioni militari;
  • riapertura stabile delle rotte marittime nel Golfo;
  • congelamento del programma nucleare iraniano;
  • possibile alleggerimento graduale di alcune sanzioni.

Il problema principale resta però la totale mancanza di fiducia reciproca. L’Iran continua a chiedere garanzie contro eventuali attacchi futuri e pretende la revoca delle sanzioni economiche, mentre Washington insiste su controlli severi sul nucleare e sui missili balistici iraniani.

In questo scenario, la Cina potrebbe diventare il vero arbitro internazionale della crisi. È forse questo l’aspetto più importante emerso dal vertice tra Trump e Xi: Pechino non appare più soltanto come una potenza economica globale, ma come un attore diplomatico sempre più decisivo negli equilibri del Medio Oriente.

Per ora il rischio di una guerra totale sembra essersi allontanato. Ma la partita tra Stati Uniti e Iran resta apertissima, e molto dipenderà dalla capacità delle grandi potenze di trasformare la tregua diplomatica di queste settimane in un negoziato concreto e duraturo.




Repubblica Dominicana, oltre 1.200 deportazioni in un solo giorno: non ci sono italiani

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6a064729352cdLa Dirección General de Migración della Repubblica Dominicana ha reso noto di avere fermato 1.242 cittadini stranieri irregolari e deportato 1.212 persone nel corso di una vasta operazione realizzata in diverse province del Paese.

Secondo il comunicato ufficiale delle autorità dominicane, i controlli si sono concentrati soprattutto nelle aree di frontiera, nel Cibao, a Santo Domingo e nelle province meridionali, nell’ambito del piano nazionale contro l’immigrazione irregolare.

La notizia ha suscitato attenzione anche tra le comunità straniere residenti nel Paese. Tuttavia, sia nell’articolo pubblicato dal quotidiano dominicano Listín Diario sia nel comunicato ufficiale della Dirección General de Migración, non risultano coinvolti cittadini italiani.

Le operazioni sembrano riguardare prevalentemente migranti haitiani in situazione irregolare, tema che continua a rappresentare una delle questioni più delicate nel dibattito politico e sociale dominicano.

Negli ultimi mesi il governo dominicano ha intensificato i controlli migratori e le deportazioni, sostenendo la necessità di rafforzare la sicurezza delle frontiere e il rispetto delle norme sull’immigrazione. Le organizzazioni per i diritti umani continuano però a chiedere attenzione sulle condizioni dei migranti e sulle modalità delle espulsioni.

foto Listin Diario