Repubblica Dominicana: muore in carcere un italiano in attesa di estradizione

Un cittadino italiano di 53 anni, Loris Di Castri, è morto nel carcere di Najayo Hombres, nella provincia dominicana di San Cristóbal, dove si trovava detenuto in attesa di estradizione verso l’Italia per accuse legate al narcotraffico.
Secondo quanto riferito dalle autorità penitenziarie dominicane, l’uomo è stato trovato senza vita nel suo letto da un compagno di cella nel settore di massima sicurezza del centro di detenzione. Il personale medico e gli agenti di sicurezza sono intervenuti immediatamente, ma per il detenuto non c’era più nulla da fare.
Il corpo è stato trasferito all’Istituto Nazionale di Scienze Forensi (Inacif), che dovrà stabilire con precisione le cause del decesso attraverso l’autopsia. Le prime indiscrezioni parlano di un possibile infarto, ma le indagini sono ancora in corso.
Di Castri era stato arrestato a Santo Domingo alla fine di marzo dall’Interpol dominicana su richiesta della magistratura italiana. Le autorità italiane lo ricercavano per presunti reati di associazione criminale e traffico illecito di sostanze stupefacenti e psicotrope.
Le autorità dominicane hanno dichiarato che la cella dove è avvenuto il ritrovamento resta sotto sequestro in attesa del completamento degli accertamenti giudiziari e scientifici.

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Dal 15 al 17 maggio la Repubblica Dominicana celebrerà la nuova edizione della “Noche Larga de Museos”, uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’anno. Musei statali, centri storici e spazi culturali apriranno gratuitamente le loro porte al pubblico con visite guidate, mostre, concerti, attività interattive ed eventi per tutta la famiglia.
A un anno dall’inizio del pontificato di 

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che il requisito dei dieci anni di residenza in Italia previsto per ottenere il reddito di cittadinanza rappresenta una forma di discriminazione indiretta nei confronti dei beneficiari di protezione internazionale. La decisione arriva nell’ambito della causa C-747/22, nata dopo il ricorso di un cittadino straniero a cui l’Inps aveva revocato il sussidio proprio per il mancato rispetto di tale requisito.
La crisi del carburante per aerei continua a preoccupare il settore del trasporto aereo europeo, ma Bruxelles chiarisce un punto fondamentale: le compagnie che cancelleranno voli a causa dell’aumento dei costi del jet fuel dovranno comunque rimborsare i passeggeri. A ribadirlo è stato il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, spiegando che il caro carburante non può essere considerato una “circostanza eccezionale” sufficiente per evitare gli obblighi verso i viaggiatori.