Repubblica Dominicana: muore in carcere un italiano in attesa di estradizione

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69fe6effac407.r d.582 720Un cittadino italiano di 53 anni, Loris Di Castri, è morto nel carcere di Najayo Hombres, nella provincia dominicana di San Cristóbal, dove si trovava detenuto in attesa di estradizione verso l’Italia per accuse legate al narcotraffico.

Secondo quanto riferito dalle autorità penitenziarie dominicane, l’uomo è stato trovato senza vita nel suo letto da un compagno di cella nel settore di massima sicurezza del centro di detenzione. Il personale medico e gli agenti di sicurezza sono intervenuti immediatamente, ma per il detenuto non c’era più nulla da fare.

Il corpo è stato trasferito all’Istituto Nazionale di Scienze Forensi (Inacif), che dovrà stabilire con precisione le cause del decesso attraverso l’autopsia. Le prime indiscrezioni parlano di un possibile infarto, ma le indagini sono ancora in corso.

Di Castri era stato arrestato a Santo Domingo alla fine di marzo dall’Interpol dominicana su richiesta della magistratura italiana. Le autorità italiane lo ricercavano per presunti reati di associazione criminale e traffico illecito di sostanze stupefacenti e psicotrope.

Le autorità dominicane hanno dichiarato che la cella dove è avvenuto il ritrovamento resta sotto sequestro in attesa del completamento degli accertamenti giudiziari e scientifici.




Hantavirus, l’Italia rafforza i controlli sanitari: monitorati quattro passeggeri arrivati a Roma

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nave crociera 1024x576Il Ministero della Salute ha avviato le procedure di sorveglianza sanitaria dopo l’allarme internazionale legato a un focolaio di #Andes Hantavirus scoppiato sulla nave da crociera #MV Hondius. Le autorità italiane hanno disposto misure preventive nei confronti di quattro persone arrivate nel nostro Paese con un volo KLM diretto a Roma.

Secondo quanto comunicato dal Ministero, i quattro viaggiatori si trovavano sullo stesso aereo sul quale, per un breve tratto, era salita anche una donna successivamente ricoverata a Johannesburg e poi deceduta a causa dell’infezione. I nominativi dei passeggeri sono stati trasmessi alle autorità sanitarie regionali di Calabria, Campania, Toscana e Veneto, dove è stato attivato il monitoraggio previsto dai protocolli di sicurezza.

Le istituzioni sanitarie internazionali, tra cui OMS ed ECDC, continuano comunque a considerare “molto basso” il rischio per la popolazione europea. Nonostante ciò, il Ministero italiano ha deciso di mantenere alta l’attenzione e di applicare tutte le misure di prevenzione previste in casi simili.

Sulla nave coinvolta nel focolaio opera già da alcuni giorni anche un medico italiano dell’ECDC, impegnato nelle attività di assistenza e controllo sanitario a bordo. L’obiettivo è seguire da vicino l’evoluzione della situazione e coordinare eventuali interventi con gli altri Paesi europei.

Le autorità sanitarie italiane hanno ribadito che, al momento, non esistono motivi di particolare allarme per la popolazione, ma che il sistema di sorveglianza epidemiologica continuerà a seguire con attenzione tutti gli sviluppi del caso.




Giro d’Italia, partenza storica in Bulgaria: il francese Paul Magnier conquista la prima maglia rosa

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Il #Giro d’Italia 2026 è partito per la prima volta nella sua storia dalla Bulgaria e la prima tappa si è conclusa con il trionfo del francese Paul Magnier, vincitore in volata sul traguardo di Burgas. Il giovane corridore della Soudal Quick-Step ha battuto allo sprint il danese Tobias Lund Andresen al termine di una frazione nervosa e segnata da una caduta negli ultimi metri.

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La corsa rosa ha preso il via da Nessebar, città storica affacciata sul Mar Nero, davanti a migliaia di spettatori arrivati da tutta Europa. È la prima volta che il Giro parte dalla Bulgaria e la sedicesima volta nella storia che la competizione scatta fuori dall’Italia.

La tappa inaugurale, lunga 147 chilometri, era adatta ai velocisti e si è decisa in un finale caotico. Una caduta a circa 600 metri dall’arrivo ha spezzato il gruppo, ma Magnier è riuscito a evitare il contatto e a lanciarsi verso la sua prima vittoria in una grande corsa a tappe.

Tra i protagonisti più attesi di questo Giro c’è anche il danese #Jonas Vingegaard, considerato il grande favorito per la vittoria finale. Il due volte vincitore del Tour de France ha chiuso senza problemi nel gruppo principale, evitando rischi in una giornata molto veloce e nervosa.

Il Giro resterà in Bulgaria per le prime tre tappe prima del trasferimento in Italia, dove inizieranno le grandi sfide in montagna verso Roma, sede dell’arrivo finale il 31 maggio.




USA-Iran, tregua armata nel Golfo: Trump minimizza, ma Hormuz resta una polveriera

il presidente donald trump pronuncia il suo discorso sullo stato dell'unione

il presidente donald trump pronuncia il suo discorso sullo stato dell'unione

Lo Stretto di Hormuz continua a essere il punto più caldo del pianeta. Nelle ultime ore Stati Uniti e Iran sono tornati a scambiarsi attacchi tra missili, droni e operazioni navali, ma Donald Trump ha liquidato tutto come “semplici buffetti”, insistendo sul fatto che la tregua regge ancora e che i negoziati non sono interrotti.

Secondo il presidente americano, Teheran avrebbe colpito alcuni cacciatorpediniere statunitensi nello Stretto di #Hormuz senza provocare danni seri, mentre la risposta americana avrebbe distrutto diverse postazioni iraniane. Nonostante questo, Washington continua a parlare di cessate il fuoco e di possibile accordo diplomatico.

Dietro le dichiarazioni ufficiali, però, emerge una realtà diversa: nessuna delle due parti sembra davvero pronta a una guerra totale. Gli Stati Uniti hanno mostrato forza militare, ma sanno che un conflitto lungo nel Golfo potrebbe avere costi economici e politici enormi, soprattutto con il petrolio già in tensione e i mercati nervosi. Anche l’Iran, pur continuando a sfidare Washington, appare interessato soprattutto a dimostrare di non essersi piegato senza però arrivare allo scontro definitivo.

L’impressione è che alla fine si arriverà a una sorta di accordo “imperfetto”. Trump avrà bisogno di presentarlo come una vittoria personale, sostenendo di aver costretto Teheran a trattare da una posizione di forza. L’Iran, invece, cercherà di salvare la faccia davanti al proprio popolo e al mondo sciita, continuando a proclamare di aver resistito all’America. In pratica, entrambe le parti potrebbero dichiararsi vincitrici senza che nessuno abbia realmente vinto.

È difficile immaginare una pace stabile e definitiva. Troppi interessi regionali, troppe milizie coinvolte e troppa diffidenza reciproca. Più probabile una lunga fase di tensione controllata: qualche incidente militare, minacce, nuove trattative e tregue fragili. Una specie di guerra fredda nel Golfo Persico, con Hormuz destinato a restare una miccia accesa sotto il mercato mondiale del petrolio.




Shakira torna ai Mondiali: ecco “Dai Dai”, il nuovo inno di FIFA 2026

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immagine 2026 05 07 224301 1024x472La regina dei #Mondiali torna in campo. Dopo il successo planetario di Waka Waka, #Shakira sarà ancora una volta la voce ufficiale della Coppa del Mondo FIFA 2026 con il nuovo brano #Dai Dai, realizzato insieme all’artista nigeriano Burna Boy. La canzone sarà pubblicata il 14 maggio e accompagnerà il torneo che si giocherà tra Stati Uniti, Canada e Messico.

L’annuncio è arrivato attraverso un video diffuso sui social della cantante, girato nello stadio Maracanã di Rio de Janeiro. Nel teaser si vedono ballerini con i colori delle nazionali partecipanti e compaiono anche i palloni ufficiali dei Mondiali del 2006, 2010 e 2014, quasi a ricordare il lungo legame di Shakira con il calcio mondiale.

Per molti tifosi e appassionati di musica il richiamo a Waka Waka (This Time for Africa) è inevitabile. Il brano del Mondiale sudafricano del 2010 è considerato ancora oggi uno degli inni calcistici più celebri di sempre, con miliardi di visualizzazioni e ascolti in tutto il mondo.

Secondo le anticipazioni, Dai Dai avrà ritmi caraibici e internazionali, con un messaggio di energia e unità. Il titolo, che ricorda l’espressione italiana “dai!”, vuole trasmettere entusiasmo e incoraggiamento, in perfetto stile mondiale.




Repubblica Dominicana, torna la “Notte lunga dei musei”: tre giorni di cultura gratis

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L’iniziativa, coordinata dal Ministero della Cultura e dalla Direzione Generale dei Musei, coinvolgerà numerosi spazi culturali di Santo Domingo e di altre città del Paese. Tra i luoghi protagonisti figurano il Museo di Arte Moderna, il Museo di Storia Naturale, il Faro a Colón e vari musei della Zona Colonial. Alcuni siti storici, come l’Alcázar de Colón e il Museo de las Casas Reales, resteranno invece chiusi per lavori di restauro.

La “Noche Larga de Museos” si ispira a una tradizione nata in Germania negli anni Novanta e oggi diffusa in oltre 130 Paesi. In Repubblica Dominicana l’evento è diventato negli anni una vera festa popolare della cultura, capace di attirare migliaia di persone tra famiglie, giovani e turisti.

Secondo gli organizzatori, l’obiettivo non è soltanto promuovere il patrimonio storico e artistico nazionale, ma anche avvicinare la popolazione ai musei in modo più moderno e coinvolgente, trasformandoli in luoghi vivi, aperti e accessibili a tutti.




Un anno di Leone XIV: il Papa della “pace disarmata e disarmante”

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7f4def86d1652c333b65e10fc788652eA un anno dall’inizio del pontificato di Papa Leone XIV, il #Vaticano traccia il bilancio di un periodo segnato soprattutto dal forte richiamo alla pace, al dialogo e alla riconciliazione tra i popoli. Fin dal primo affaccio dalla Loggia di San Pietro, il Pontefice aveva lanciato il messaggio di una “pace disarmata e disarmante”, diventato in pochi mesi il simbolo del suo magistero.

Nel corso di questi dodici mesi, #Leone XIV ha più volte chiesto la fine dei conflitti internazionali, insistendo sulla necessità di superare la logica delle armi e della contrapposizione. Il #Papa ha posto al centro del suo pontificato anche i temi della giustizia sociale, della dignità del lavoro, della solidarietà e del dialogo tra culture e religioni.

Primo pontefice statunitense della storia e appartenente all’Ordine di Sant’Agostino, Leone XIV ha cercato di coniugare continuità e rinnovamento, recuperando alcuni elementi della tradizione pontificia ma mantenendo uno stile pastorale vicino alla gente e ai problemi del mondo contemporaneo.

Secondo osservatori vaticani e diplomatici, il Papa sta cercando di rafforzare il ruolo della Santa Sede come voce morale internazionale in un periodo segnato da guerre, crisi energetiche e tensioni geopolitiche. Anche il tema della pace mondiale per il 2026 riprenderà il suo appello: “La pace sia con tutti voi: verso una pace disarmata e disarmante”.

foto Ansa




Italia e California sempre più vicine: conclusa la missione di Peronaci nella West Coast

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L’ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Marco Peronaci, ha concluso la sua missione nella West Coast americana, una visita che ha confermato il rafforzamento dei rapporti tra Italia e California. Nel corso degli incontri istituzionali ed economici, è emersa la volontà comune di sviluppare ulteriormente la collaborazione nei settori dell’innovazione tecnologica, della ricerca, della sostenibilità ambientale e degli investimenti.

La missione ha rappresentato anche un’importante occasione per incontrare imprenditori, rappresentanti della comunità italiana e realtà accademiche presenti sulla costa occidentale degli Stati Uniti. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo strategico della California come ponte verso le nuove tecnologie e come partner sempre più rilevante per le imprese italiane interessate al mercato nordamericano.

Secondo quanto emerso durante gli incontri, i legami economici e culturali tra Italia e California stanno vivendo una fase di forte crescita, favorita anche dall’interesse reciproco verso transizione energetica, intelligenza artificiale, industria creativa e sviluppo sostenibile.

L’ambasciatore Peronaci ha sottolineato come la presenza italiana negli Stati Uniti continui a rappresentare un elemento di grande valore, grazie al contributo delle aziende, delle università e delle comunità italiane attive nella West Coast. La missione si inserisce nel quadro delle iniziative diplomatiche volte a consolidare il dialogo tra Roma e Washington e ad ampliare le opportunità di cooperazione economica e culturale tra i due Paesi.




Reddito di cittadinanza, la Corte Ue contro l’Italia: “Il requisito dei 10 anni è discriminatorio”

corte giustizia ue

corte giustizia ueLa Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che il requisito dei dieci anni di residenza in Italia previsto per ottenere il reddito di cittadinanza rappresenta una forma di discriminazione indiretta nei confronti dei beneficiari di protezione internazionale. La decisione arriva nell’ambito della causa C-747/22, nata dopo il ricorso di un cittadino straniero a cui l’Inps aveva revocato il sussidio proprio per il mancato rispetto di tale requisito.

Secondo i giudici europei, anche se la norma era formalmente uguale per tutti, nella pratica finiva per penalizzare soprattutto rifugiati e titolari di protezione sussidiaria, che difficilmente possono dimostrare una permanenza così lunga nel Paese. Per la Corte, il diritto a un reddito minimo deve rispettare il principio di uguaglianza previsto dal diritto europeo e non può essere subordinato a condizioni che escludano di fatto determinate categorie di persone.

Il governo italiano aveva sostenuto che il requisito servisse a garantire un legame reale con il territorio nazionale e a limitare i costi amministrativi ed economici della misura. Argomenti che però non hanno convinto la Corte di Lussemburgo, secondo cui il costo di una prestazione sociale resta identico indipendentemente dalla nazionalità del beneficiario.

La sentenza non riporta in vigore il reddito di cittadinanza, abolito nel 2024 e sostituito da nuove misure di sostegno sociale, ma potrebbe aprire la strada a ricorsi e richieste di risarcimento da parte di chi si era visto negare o revocare il beneficio per il requisito della residenza decennale.




Crisi del carburante, l’Ue avverte le compagnie: voli cancellati da rimborsare

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boeing aereo aerei 2 1024x576La crisi del carburante per aerei continua a preoccupare il settore del trasporto aereo europeo, ma Bruxelles chiarisce un punto fondamentale: le compagnie che cancelleranno voli a causa dell’aumento dei costi del jet fuel dovranno comunque rimborsare i passeggeri. A ribadirlo è stato il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, spiegando che il caro carburante non può essere considerato una “circostanza eccezionale” sufficiente per evitare gli obblighi verso i viaggiatori.

La situazione nasce dalle tensioni internazionali in Medio Oriente e dalle difficoltà di approvvigionamento legate allo Stretto di Hormuz, da cui transita una parte importante del carburante utilizzato in Europa. Negli ultimi mesi diversi aeroporti europei hanno segnalato limitazioni nelle forniture di jet fuel, aumentando il timore di cancellazioni e ritardi durante la stagione estiva.

Secondo le regole europee, in caso di cancellazione il passeggero mantiene sempre il diritto al rimborso del biglietto oppure a un volo alternativo. Diverso invece il discorso relativo all’indennizzo economico aggiuntivo, che può arrivare fino a 600 euro: questo potrebbe non essere riconosciuto se la cancellazione dipende da una reale carenza di carburante considerata circostanza straordinaria.

Bruxelles sta preparando nuove linee guida per affrontare eventuali emergenze nel settore aereo e monitorare le riserve europee di carburante. Intanto la Commissione europea ha anche avvertito le compagnie che non sarà possibile aumentare retroattivamente il prezzo dei biglietti già acquistati per compensare il rincaro del cherosene.