Forte terremoto a Panama: magnitudo 7,6, paura nella capitale e allerta tsunami revocata

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Due forti scosse hanno colpito il Paese centroamericano. Segnalati edifici danneggiati, evacuazioni e disagi nei trasporti. Nessuna vittima era stata confermata nelle prime comunicazioni di venerdì sera.

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Un violento terremoto di magnitudo 7,6 ha colpito venerdì 9 ottobre il sud di Panama, provocando momenti di panico nella capitale e in diverse zone del Paese. La scossa è stata registrata alle 17:56 UTC, con epicentro vicino a Pitaloza Arriba, nella provincia di Herrera, a una profondità relativamente ridotta.

Secondo le prime informazioni diffuse dall’Istituto geologico statunitense USGS, il sisma è stato inizialmente valutato con una magnitudo superiore, poi corretta a 7,6. Poco dopo è stata registrata una seconda forte scossa, di magnitudo 6,6, seguita da numerose repliche.

Edifici danneggiati e persone in strada

A Panama City la popolazione ha avvertito distintamente il terremoto. Molte persone sono uscite da abitazioni, uffici e centri commerciali per timore di nuove scosse. Nelle aree più vicine all’epicentro sono state segnalate crepe negli edifici, danni a strutture e strade e verifiche da parte dei vigili del fuoco.

Il presidente panamense José Raúl Mulino ha invitato la popolazione alla calma, chiedendo alle autorità competenti di riferire sugli effetti del sisma. Nelle prime comunicazioni di venerdì sera non risultavano vittime confermate, mentre erano in corso le verifiche sui danni e sulle eventuali persone ferite.

L’aeroporto internazionale di Tocumen ha sospeso temporaneamente le operazioni per consentire controlli precauzionali sulle strutture. Le scuole sono state chiuse e le autorità hanno chiesto ai cittadini di non intasare le linee telefoniche, lasciando spazio alle comunicazioni di emergenza.

L’allerta tsunami è stata ritirata

Dopo la scossa, il sistema statunitense di monitoraggio degli tsunami aveva diffuso un avviso di possibile minaccia per diverse aree affacciate sul Pacifico orientale, tra cui Panama, Costa Rica, Nicaragua, Colombia, Ecuador, Guatemala, El Salvador, Messico e Perù.

Successivamente, l’allerta è stata revocata. Il sito ufficiale dei centri statunitensi di allerta tsunami indica che non sono attualmente in vigore avvisi, allarmi o minacce tsunami relativi a questo evento. La revoca non elimina, naturalmente, la necessità di seguire le indicazioni delle autorità locali nelle zone colpite dal terremoto.

Cosa devono fare gli italiani presenti nel Paese

Panama è una destinazione frequentata da cittadini italiani per turismo, lavoro e attività imprenditoriali. Chi si trova nel Paese è invitato a seguire gli aggiornamenti delle autorità panamensi, evitare gli edifici danneggiati e non rientrare in strutture dichiarate non sicure prima dei controlli tecnici.

È importante anche verificare eventuali variazioni dei voli e degli spostamenti, soprattutto se ci si trova nelle province più vicine all’epicentro.

Il terremoto ha ricordato ancora una volta quanto sia importante la preparazione nelle aree soggette ad attività sismica. Le verifiche proseguono e il quadro dei danni potrà diventare più preciso nelle prossime ore.

Fonti: ANSA, Associated Press, USGS e U.S. Tsunami Warning Centers.

 

 




Isaias perde forza dopo l’impatto in Florida: diventa ciclone post-tropicale, ma resta il rischio alluvioni

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La tempesta ha toccato terra vicino a Destin con venti fino a 165 km/h. Circa 860mila persone sono rimaste senza elettricità tra Florida, Georgia e Alabama. Ora il sistema si sposta verso nord, mentre le autorità mantengono alta l’attenzione sulle piogge intense.

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L’uragano Isaias ha perso rapidamente intensità dopo aver raggiunto la costa del Golfo degli Stati Uniti e nella mattinata di sabato 10 ottobre è stato declassato a ciclone post-tropicale dal National Hurricane Center (NHC). La trasformazione non significa che siano scomparsi tutti i pericoli: le piogge torrenziali e il rischio di allagamenti improvvisi continuano a preoccupare le autorità.

Isaias aveva toccato terra venerdì sera nei pressi di Destin, in Florida, con venti sostenuti di circa 165 chilometri orari, classificandosi come uragano di categoria 2. Prima dell’impatto aveva raggiunto la categoria 3, ma aveva perso parte della propria forza avvicinandosi alla costa.

Oltre 860mila persone senza elettricità

Il passaggio della tempesta ha provocato interruzioni della corrente elettrica in diverse aree del Sud degli Stati Uniti. Secondo i dati riportati da Acento sulla base del sito PowerOutage, circa 860mila persone erano rimaste senza elettricità tra Florida, Georgia e Alabama.

Nell’area di Pensacola, le forti raffiche hanno danneggiato tetti di abitazioni e attività commerciali. Le autorità hanno inoltre segnalato condizioni difficili sulle strade e invitato la popolazione a evitare gli spostamenti non indispensabili nelle zone più colpite.

Il vento ha perso intensità dopo il passaggio sulla terraferma, ma l’acqua resta una delle principali minacce. Le precipitazioni possono provocare allagamenti rapidi, anche lontano dalla costa, soprattutto nelle aree dove il terreno è già saturo.

La traiettoria: Alabama, Tennessee e poi verso nord

Secondo l’ultimo bollettino del National Hurricane Center, alle 4 del mattino, ora locale, di sabato Isaias si trovava sull’Alabama meridionale, con venti sostenuti di circa 55 chilometri orari. Il sistema si stava muovendo verso nord a circa 22 chilometri orari.

La previsione indica un ulteriore spostamento attraverso Alabama e Tennessee, con un progressivo indebolimento. Il ciclone dovrebbe dissiparsi domenica, anche se gli effetti delle precipitazioni possono proseguire più a lungo.

La definizione di “post-tropicale” indica che il sistema non possiede più le caratteristiche di un ciclone tropicale: non equivale, però, a dichiarare conclusa ogni situazione di pericolo.

Un evento da seguire anche per gli italiani negli Stati Uniti

Nelle aree interessate vivono e lavorano cittadini italiani, oltre a numerosi connazionali che si trovano negli Stati Uniti per turismo o per motivi professionali. Chi si trova nel nord-ovest della Florida, in Alabama o in Georgia dovrebbe seguire gli avvisi delle autorità locali e controllare eventuali interruzioni stradali, elettriche e nei trasporti.

È importante non attraversare strade allagate, non avvicinarsi ai corsi d’acqua in piena e rispettare eventuali indicazioni di evacuazione. Per chi ha familiari nella regione, è consigliabile mantenere i contatti e verificare gli aggiornamenti attraverso i canali ufficiali.

Gli aggiornamenti sulla posizione e sull’evoluzione della tempesta sono disponibili sul National Hurricane Center.

Una stagione atlantica insolitamente tardiva

Isaias è stato il primo uragano della stagione atlantica 2026 a colpire la parte continentale degli Stati Uniti dal 2024, quando il Paese era stato interessato dall’uragano Milton. La stagione ufficiale degli uragani nell’Atlantico si estende dal primo giugno al 30 novembre.

I meteorologi hanno osservato una stagione atlantica relativamente poco attiva rispetto al Pacifico, dove si sono sviluppati diversi sistemi intensi. Tra i fattori che possono influenzare questa differenza figura El Niño, che modifica la circolazione atmosferica e può rendere più difficile la formazione e l’intensificazione degli uragani atlantici.

Per il momento, la priorità resta la sicurezza delle persone nelle aree colpite: anche dopo il declassamento, le piogge e le inondazioni possono continuare a creare situazioni pericolose.

 




Italia e Repubblica Dominicana, vertice economico a Roma: Abinader incontra Tajani a Villa Madama

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Il 14 ottobre un incontro imprenditoriale promosso dalla Farnesina riunirà rappresentanti dei due Paesi. Al centro le opportunità per rafforzare gli scambi commerciali e gli investimenti bilaterali.

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Italia e Repubblica Dominicana si preparano a rafforzare il dialogo economico con un incontro istituzionale in programma mercoledì 14 ottobre a Villa Madama, a Roma. L’iniziativa è organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e vedrà la partecipazione del ministro Antonio Tajani e del presidente dominicano Luis Abinader, chiamati ad aprire i lavori nella fascia oraria compresa tra le 11 e le 11.30.

L’appuntamento punta a favorire i rapporti tra i sistemi imprenditoriali dei due Paesi, in una fase in cui la Repubblica Dominicana continua a rappresentare un mercato di interesse per le aziende italiane che guardano ai Caraibi e all’America centrale.

Un’occasione per rafforzare gli scambi

L’incontro imprenditoriale offrirà una cornice istituzionale al confronto sulle possibilità di collaborazione tra Italia e Repubblica Dominicana. Per le imprese italiane, il mercato dominicano può offrire opportunità in diversi comparti, tra cui infrastrutture, turismo, agroalimentare, tecnologie e servizi.

Perché queste opportunità si traducano in risultati concreti, sarà importante favorire contatti diretti tra aziende, conoscere le esigenze del mercato locale e individuare progetti nei quali competenze e prodotti italiani possano incontrare la domanda dominicana.

La Farnesina promuove da tempo iniziative di diplomazia economica con l’obiettivo di sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane e creare nuove occasioni commerciali.

Il valore strategico della Repubblica Dominicana

La posizione geografica della Repubblica Dominicana, al centro dei collegamenti caraibici, e il peso del turismo nell’economia nazionale contribuiscono a rendere il Paese un interlocutore significativo per le imprese straniere.

L’Italia dispone di competenze riconosciute in settori come la meccanica, le tecnologie industriali, l’agroalimentare, la moda, l’arredamento e i servizi specializzati. Il rafforzamento dei rapporti economici può quindi favorire nuove collaborazioni, anche attraverso investimenti e partnership con operatori locali.

Per le aziende dominicane, allo stesso tempo, una maggiore cooperazione con l’Italia può rappresentare un’opportunità per ampliare i rapporti con il mercato europeo e accedere a competenze tecniche e industriali.

Un appuntamento seguito con interesse dagli italiani in RD

L’iniziativa riguarda anche la comunità italiana residente nella Repubblica Dominicana, composta da imprenditori, professionisti, lavoratori e famiglie che contribuiscono da anni ai rapporti tra i due Paesi.

Un miglioramento delle relazioni economiche può creare nuove occasioni di lavoro e collaborazione, oltre a rafforzare i legami tra le comunità imprenditoriali. Sarà importante capire quali progetti emergeranno dall’incontro e se seguiranno accordi, missioni commerciali o iniziative concrete nei singoli settori.

Al momento, la comunicazione ufficiale della Farnesina conferma l’appuntamento e gli interventi istituzionali di apertura, ma non fornisce un elenco dettagliato dei partecipanti imprenditoriali né anticipa accordi specifici.

L’incontro del 14 ottobre rappresenta dunque un passaggio da seguire con attenzione: il valore dell’iniziativa si misurerà soprattutto nelle opportunità che riuscirà a generare per le imprese e nei risultati che potranno svilupparsi dopo il vertice.

 




Colpo da cinque milioni in Toscana: spariscono 30mila bottiglie di vino di lusso

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Una banda organizzata ha preso di mira i magazzini della Marchesi Antinori a Cortona. Nel bottino figurano Solaia, Tignanello e Guado al Tasso: l’azienda avverte i clienti di tutto il mondo, mentre gli investigatori cercano di ricostruire il percorso della refurtiva.

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Trentamila bottiglie di vino pregiato, per un valore stimato di circa cinque milioni di euro. È il bottino di un furto clamoroso che ha colpito la storica azienda vinicola Marchesi Antinori, nella sede logistica di Cortona, in provincia di Arezzo. Un’operazione che, per quantità e valore della merce sottratta, viene indicata come uno dei più importanti furti di vino mai registrati in Italia.

Il colpo è stato messo a segno nella notte tra sabato e domenica scorsi, ma la sua portata è emersa soltanto lunedì mattina, quando il personale ha scoperto la scomparsa delle bottiglie. La notizia è stata resa pubblica nei giorni successivi, per non interferire con le indagini.

Un’azione studiata nei dettagli

Secondo le prime ricostruzioni, sarebbero state almeno sette le persone coinvolte. I ladri, con il volto coperto, avrebbero neutralizzato i sistemi di allarme e messo fuori uso le telecamere di sorveglianza, riuscendo poi a entrare nel deposito.

Per caricare rapidamente il vino avrebbero utilizzato anche i carrelli elevatori dell’azienda, trasferendo le casse su due grandi camion. Le bottiglie erano già imballate e pronte per essere spedite ai distributori: una circostanza che avrebbe consentito ai responsabili di portare via una quantità enorme di merce in tempi relativamente brevi.

Le modalità dell’operazione fanno pensare a un gruppo che conosceva bene il valore dei prodotti e l’organizzazione del magazzino. Saranno comunque le indagini a chiarire come sia stato possibile realizzare il furto e se vi siano collegamenti con altri episodi simili.

Nel mirino tre etichette prestigiose

Il bottino comprende alcune delle etichette più note della produzione Antinori: Solaia, Tignanello e Guado al Tasso, tutte dell’annata 2023.

Tra le bottiglie sottratte figurerebbero circa 10mila esemplari di Solaia, uno dei vini toscani più ricercati nel mercato internazionale. Il valore delle singole bottiglie varia in base all’etichetta e al canale di vendita, ma può raggiungere diverse centinaia di euro.

Non si tratta, dunque, soltanto di un danno economico. La sottrazione di un quantitativo così consistente di vini di alta gamma può avere conseguenze anche sul piano commerciale, soprattutto perché si tratta di prodotti destinati a una clientela selezionata e a mercati esteri.

L’allarme ai clienti internazionali

Marchesi Antinori, azienda le cui origini risalgono al 1385 e che esporta in numerosi Paesi, ha avvertito importatori e clienti, invitandoli a prestare attenzione a eventuali offerte sospette e a segnalare proposte di vendita provenienti da canali non ufficiali.

Il timore è che le bottiglie possano essere immesse sul mercato attraverso intermediari non autorizzati. La loro identificazione e tracciabilità potrebbero rivelarsi decisive per ricostruire i movimenti della refurtiva e individuare i responsabili.

L’amministratore delegato Renzo Cotarella ha descritto l’accaduto come un episodio eccezionale per dimensioni e organizzazione, esprimendo la speranza che il lavoro delle forze dell’ordine permetta di recuperare almeno una parte del vino.

Il vino italiano è anche un prodotto di lusso

Il furto riporta l’attenzione su un fenomeno che riguarda sempre più spesso prodotti di grande valore commerciale: il vino di alta gamma, ormai presente nei circuiti internazionali del collezionismo e del lusso.

La quantità sottratta rende però particolarmente complessa la possibile rivendita. Un carico tanto grande di etichette riconoscibili può attirare l’attenzione degli operatori del settore, soprattutto quando viene proposto a prezzi anomali o fuori dai normali canali distributivi.

Per questo l’azienda ha invitato i propri clienti a mantenere alta la vigilanza. Le indagini sono in corso: resta da stabilire dove siano finite le 30mila bottiglie e se il colpo sia collegato ad altri furti ai danni di cantine italiane.

 




Esistenza in Vita: informazione, responsabilità e silenzi

pensione sospesa tra dubbi e scadenze

Il 19 maggio 2026, durante una riunione pubblica del COMITES di Santo Domingo dedicata anche ai servizi previdenziali, Luca Pellegrini annunciò il drastico ampliamento della campagna di Esistenza in Vita: da poche centinaia di interessati si passava a una platea molto più ampia, vicina al migliaio di pensionati, con una nuova scadenza fissata al 15 settembre 2026.

pensione sospesa tra dubbi e scadenze

Alla riunione erano presenti, a diverso titolo, rappresentanti del COMITES, del CGIE, dell’Associazione Emilia-Romagna e dell’altro patronato operante sul territorio.

Come si evince dagli atti della riunione, gran parte dell’attenzione venne però concentrata sulle polemiche riguardanti Pellegrini e sull’attività dell’allora Patronato ENCAL-CISAL, invece di utilizzare quella sede come cassa di risonanza per una notizia che riguardava direttamente le pensioni di centinaia di connazionali.

Poche settimane dopo, il 3 luglio, l’ENCAL-CISAL di Santo Domingo cessò la propria attività, appena quindici giorni prima della scadenza della prima fase del 18 luglio.

Pellegrini continuò comunque il lavoro e, successivamente, con il Patronato SILPA. Il sodalizio tra SILPA e Pellegrini fu reso possibile anche grazie all’intervento della Fondazione Nonna Rina e del suo presidente Aldo Burzatta, sempre attento alle necessità dei connazionali, garantendo così continuità al servizio in un momento particolarmente delicato.

Da allora sono proseguiti comunicati, contatti diretti, raccolta dei moduli e operativi fuori Santo Domingo. Ma raggiungere da soli circa un migliaio di pensionati sparsi sul territorio dominicano in poco più di tre mesi era un compito difficilmente sostenibile senza una vera mobilitazione comune.

Oggi il risultato è evidente: numerosi pensionati si stanno presentando con la pensione sospesa e molti dichiarano semplicemente: «Non lo sapevo».

Non sapevano della seconda fase, della nuova scadenza e delle conseguenze del mancato adempimento.

C’è poi una contraddizione evidente.

Il COMITES ha più volte contestato a Pellegrini una presunta mancanza di chiarezza nei comunicati. Ma allora la domanda è inevitabile: dove sono stati, in questa vicenda, i comunicati del COMITES? Quali campagne informative capillari sono state organizzate per raggiungere i pensionati interessati?

È facile criticare la comunicazione degli altri. Più difficile è spiegare perché, su una questione tanto delicata, l’informazione non abbia raggiunto una parte significativa dei pensionati coinvolti.

Attualmente, inoltre, l’altro patronato risulta non operativo secondo le informazioni raccolte sul territorio, con il conseguente aumento del carico di lavoro su Luca Pellegrini e sul Patronato SILPA, che continuano a ricevere anche pensionati non precedentemente assistiti e casi già sospesi.

Pellegrini, da parte sua, continua a tacere e a lavorare. Non risponde alle continue provocazioni perché non ha né tempo né interesse ad alimentare polemiche e pettegolezzi inutili. Preferisce dedicare quel tempo ad assistere i connazionali in difficoltà.

Quando c’era da discutere di Luca Pellegrini, tempo, attenzione ed energie non sembravano mancare.

Quando c’era da informare i pensionati su una scadenza che poteva determinare la sospensione della pensione, evidentemente molto meno.

Chi ha davvero a cuore il destino degli italiani in Repubblica Dominicana e chi, invece, persegue altri interessi?

 




Isaias punta sulla costa del Golfo: allarme per Alabama e Florida, a rischio anche il Mississippi

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L’uragano si rafforza e potrebbe raggiungere la terraferma tra venerdì sera e le prime ore di sabato. Attenzione a mareggiate, venti violenti e allagamenti: le indicazioni per gli italiani che vivono nella zona.

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L’uragano Isaias si sta avvicinando alla costa meridionale degli Stati Uniti e tiene in allerta le autorità del Golfo del Messico. Nella mattinata di venerdì 9 ottobre, il sistema tropicale si è ulteriormente rafforzato e la sua traiettoria punta verso il tratto di costa compreso tra l’Alabama e il Panhandle della Florida, con possibili ripercussioni anche sul Mississippi e sulle aree interne.

Secondo il National Hurricane Center (NHC), alle 4 del mattino, ora locale del Texas, Isaias presentava venti sostenuti intorno ai 175 chilometri orari e si muoveva verso nord-nordest a circa 24 chilometri orari. I meteorologi prevedono che possa raggiungere temporaneamente la categoria 3 della scala Saffir-Simpson prima di arrivare sulla terraferma.

La traiettoria prevista

Il percorso atteso porta il ciclone verso la costa settentrionale del Golfo, in un’area che comprende località turistiche e centri abitati come Gulf Shores, in Alabama, e Pensacola, in Florida. La posizione esatta dell’impatto può ancora cambiare: la traiettoria prevista indica una zona possibile, non un punto di approdo certo.

Le ore più delicate sono attese tra la serata di venerdì e le prime ore di sabato. Anche dopo il passaggio sulla costa, Isaias potrebbe continuare a provocare piogge intense e raffiche di vento nelle zone interne.

Mareggiate e allagamenti: i rischi principali

Il pericolo non è limitato alla forza del vento. L’innalzamento del livello del mare provocato dalla tempesta può inondare le zone costiere, mentre le precipitazioni possono determinare allagamenti improvvisi e difficoltà negli spostamenti.

Le aree sotto allerta devono prepararsi a possibili interruzioni di corrente, chiusure stradali e disagi nei trasporti. Le condizioni possono peggiorare rapidamente, soprattutto nelle località esposte alla costa.

Un avviso anche per gli italiani residenti negli Stati Uniti

La situazione interessa direttamente anche gli italiani che vivono, lavorano o trascorrono le vacanze sulla costa del Golfo, così come chi ha parenti e amici nelle aree coinvolte.

A chi si trova nella zona è consigliabile seguire gli avvisi delle autorità locali, rispettare eventuali ordini di evacuazione e non mettersi in viaggio se le condizioni meteorologiche sono pericolose. È opportuno tenere a disposizione acqua, medicinali, documenti, torce e telefoni carichi, oltre a verificare in anticipo eventuali modifiche a voli e prenotazioni.

Per gli aggiornamenti ufficiali sulla posizione del ciclone, sulla traiettoria e sulle allerte attive è possibile consultare il National Hurricane Center.

 




Legge elettorale, via libera definitivo: cambia anche il voto degli italiani all’estero

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La Camera approva la riforma con 227 sì e 164 no. Per chi vive fuori dall’Italia la novità più importante riguarda la Circoscrizione Estero: da quattro ripartizioni si passa a due per la Camera e a un’unica area per il Senato

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La nuova legge elettorale supera anche l’ultimo ostacolo parlamentare. La Camera dei deputati ha approvato definitivamente la riforma con 227 voti favorevoli e 164 contrari, al termine di uno scrutinio segreto particolarmente atteso dopo le tre questioni di fiducia votate nei giorni precedenti.

Il provvedimento, modificato dal Senato rispetto al testo approvato in precedenza dalla Camera, introduce un nuovo sistema per l’elezione di deputati e senatori e modifica anche le regole con cui gli italiani residenti all’estero eleggono i propri rappresentanti.

Ed è proprio questo uno degli aspetti che interessano maggiormente i lettori di Fatti Nostri.

La grande novità per chi vive all’estero

Oggi la Circoscrizione Estero è divisa in quattro ripartizioni:

  • Europa;
  • America meridionale;
  • America settentrionale e centrale;
  • Africa, Asia, Oceania e Antartide.

In totale vengono eletti 8 deputati e 4 senatori nella Circoscrizione Estero.

Con la nuova legge, invece, la geografia elettorale cambia profondamente.

Per la Camera dei deputati le ripartizioni diventano soltanto due:

Europa

e

Americhe, Africa, Asia, Oceania e Antartide.

Per il Senato, invece, viene prevista un’unica Circoscrizione Estero mondiale.

La modifica è particolarmente significativa per gli italiani che vivono nelle Americhe, perché elimina la precedente distinzione tra America meridionale e America settentrionale e centrale.

Cosa significa per gli italiani nella Repubblica Dominicana

Ed è qui che la riforma interessa direttamente la nostra comunità.

La Repubblica Dominicana appartiene oggi alla ripartizione America settentrionale e centrale. Con il nuovo sistema per la Camera, non costituirà più una ripartizione separata insieme agli altri Paesi dell’area, ma entrerà nella nuova grande ripartizione che comprende Americhe, Africa, Asia, Oceania e Antartide.

Si tratta di un’area geografica enorme, nella quale confluiranno comunità italiane molto diverse per dimensioni, storia e caratteristiche.

Per il Senato, invece, non ci sarà più alcuna distinzione geografica: tutti gli italiani residenti all’estero voteranno nell’unica Circoscrizione Estero.

È una modifica che, almeno sul piano della rappresentanza territoriale, merita particolare attenzione. Un elettore italiano residente a Santo Domingo, per esempio, si troverà all’interno di una circoscrizione molto più vasta rispetto a quella attuale.

Le preferenze restano, ma con i capilista

Un’altra delle novità più discusse riguarda le preferenze.

La riforma mantiene la possibilità per l’elettore di esprimere preferenze, ma introduce anche la figura dei capilista, che rimangono esclusi dalla possibilità di essere scelti attraverso la preferenza.

Per la Circoscrizione Estero il Senato ha inoltre modificato le regole sulle preferenze: la normativa prevede due preferenze nelle ripartizioni alle quali sono assegnati almeno due seggi, mentre nelle altre è prevista una sola preferenza.

Il tema è stato al centro del confronto parlamentare perché riguarda direttamente il rapporto tra elettore e candidato: una parte del dibattito ha riguardato infatti quanto spazio debba essere lasciato alla scelta personale dell’elettore rispetto alla posizione dei candidati stabilita dalle liste.

Un premio di maggioranza per chi supera il 42%

La riforma non riguarda soltanto la Circoscrizione Estero.

Il nuovo sistema introduce un premio di maggioranza: alla lista o coalizione che raggiunge almeno il 42% dei voti validi in entrambe le Camere può essere attribuito un numero aggiuntivo di seggi, entro i limiti previsti dalla legge.

L’obiettivo dichiarato dalla maggioranza è favorire una maggiore stabilità dei governi.

Le opposizioni hanno contestato diversi aspetti della riforma e hanno annunciato l’intenzione di valutare ricorsi davanti alla Corte costituzionale. Durante il dibattito finale, esponenti dell’opposizione hanno definito la legge in termini fortemente critici, mentre la maggioranza ha difeso il provvedimento come uno strumento destinato a rafforzare la governabilità.

Più firme per i partiti non presenti in Parlamento

Un’altra modifica riguarda i partiti che non hanno rappresentanti in Parlamento.

La nuova normativa aumenta il numero delle firme necessarie per poter presentare le liste, mentre prevede eccezioni per alcune forze politiche già rappresentate nelle istituzioni. Secondo le ricostruzioni sul testo approvato, il numero delle firme richieste aumenta sensibilmente rispetto alla disciplina precedente.

È uno degli aspetti che ha alimentato le critiche delle forze politiche più piccole, che temono maggiori difficoltà nell’accesso alla competizione elettorale.

Ora il passaggio alla campagna elettorale

Con il voto di oggi si chiude il percorso parlamentare della riforma. Il testo dovrà ora seguire l’iter previsto per la promulgazione e l’entrata in vigore.

Ma politicamente il passaggio è già destinato ad avere conseguenze importanti.

L’Italia entra infatti nella fase preparatoria delle prossime elezioni politiche con un sistema elettorale profondamente diverso da quello utilizzato nelle precedenti consultazioni.

E per gli italiani che vivono all’estero la domanda non è soltanto come cambierà il sistema nazionale.

È soprattutto un’altra: la nuova grande Circoscrizione Estero riuscirà a garantire una rappresentanza realmente vicina alle comunità?




Isaias diventa il primo uragano del 2026: punta verso la costa americana

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Il sistema si è rafforzato rapidamente nel Golfo del Messico e potrebbe intensificarsi ancora prima di raggiungere la costa degli Stati Uniti. 

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È arrivato l’uragano che finora era mancato alla stagione atlantica 2026. Isaias è diventato il primo uragano dell’anno nell’Atlantico e nelle ultime ore ha continuato a rafforzarsi sulle acque calde del Golfo del Messico, dirigendosi verso la costa meridionale degli Stati Uniti.

La trasformazione è stata rapida. Secondo l’ultimo bollettino del National Hurricane Center, alle 4:00 CDT di giovedì 8 ottobre Isaias presentava venti massimi sostenuti di circa 80 miglia orarie, pari a 130 chilometri orari, con una pressione centrale di 979 millibar. Il sistema si trovava a circa 680 chilometri a sud-sud-ovest della foce del Mississippi e procedeva verso est-nord-est a circa 15 km/h.

Ma la parte più importante del bollettino è un’altra: Isaias potrebbe rafforzarsi ulteriormente nelle prossime ore.

Verso la costa degli Stati Uniti

La traiettoria prevista porta l’uragano a passare a nord della penisola dello Yucatán e successivamente a dirigersi verso la costa settentrionale del Golfo del Messico.

Il National Hurricane Center prevede l’approdo tra la tarda giornata di venerdì e le prime ore di sabato, nell’area compresa tra la Louisiana e la Florida Panhandle.

Secondo le previsioni, Isaias potrebbe raggiungere venti dell’ordine di 110 miglia orarie, circa 177 km/h, prima di arrivare sulla costa. Successivamente dovrebbe indebolirsi rapidamente una volta entrato sulla terraferma.

Per le zone costiere il pericolo principale non sarà comunque soltanto il vento.

Mareggiata, piogge e allagamenti

Il National Hurricane Center ha emesso una Storm Surge Warning, cioè un’allerta per l’innalzamento pericoloso del livello del mare, lungo un’ampia fascia della costa del Golfo.

Tra Ocean Springs, in Mississippi, e Indian Pass, in Florida, l’acqua potrebbe raggiungere localmente 5-7 piedi, circa 1,5-2,1 metri, sopra il livello del terreno, soprattutto se la mareggiata coinciderà con l’alta marea.

Anche le precipitazioni rappresentano un rischio importante. Il NHC prevede 3-7 pollici di pioggia, con accumuli localmente fino a circa 10 pollici, lungo alcune zone della costa centrale del Golfo degli Stati Uniti. Le piogge potranno provocare allagamenti improvvisi, allagamenti urbani e, localmente, esondazioni dei fiumi.

Il rischio non terminerà immediatamente con l’arrivo sulla costa: la massa di aria umida associata a Isaias potrebbe portare piogge anche in vaste aree del Sud-Est degli Stati Uniti.

Una stagione atlantica decisamente insolita

La nascita di Isaias ha anche un significato particolare dal punto di vista meteorologico.

La stagione degli uragani del 2026 era rimasta insolitamente tranquilla. Isaias è infatti il primo uragano della stagione atlantica, nonostante ci si trovi già a ottobre. Il National Hurricane Center indica che fino all’8 ottobre erano stati registrati nove sistemi nominati, ma nessuno aveva raggiunto prima la categoria di uragano.

Il fenomeno è legato anche alle particolari condizioni atmosferiche di quest’anno, caratterizzate da un forte El Niño, che generalmente ostacola lo sviluppo degli uragani atlantici aumentando il wind shear, cioè la variazione della velocità e della direzione dei venti con la quota.

Isaias dimostra però ancora una volta che una stagione relativamente tranquilla non significa necessariamente una stagione senza pericoli.

La situazione resta da seguire

Per gli abitanti delle zone interessate della costa americana, il messaggio delle autorità è chiaro: le operazioni di preparazione devono essere completate rapidamente.

Il National Hurricane Center avverte infatti che sono possibili venti da uragano, mareggiate pericolose, piogge intense e interruzioni prolungate dell’elettricità.

Nel frattempo, il passaggio di Isaias sta già provocando conseguenze anche sul settore energetico. Diverse compagnie hanno ridotto o sospeso parte della produzione nelle piattaforme del Golfo del Messico, con circa un quarto della produzione petrolifera offshore statunitense temporaneamente fermata secondo i dati riportati da Reuters.

 




L’italiano che inventa il futuro: torna la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo

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Dal 19 al 25 ottobre la XXVI edizione porta nel mondo il tema “Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano”. Alla Farnesina l’8 ottobre la presentazione ufficiale con Samantha Cristoforetti, Arianna Fontana e Andrea Riccardi

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L’italiano non è soltanto la lingua di Dante, della letteratura, dell’opera e della grande tradizione culturale. È anche la lingua con cui oggi si progettano automobili, si racconta il design, si parla di tecnologia, si comunica la ricerca scientifica, si costruisce la moda e si porta nel mondo il gusto italiano.

È proprio questa idea a fare da filo conduttore alla XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, in programma dal 19 al 25 ottobre 2026, che quest’anno avrà come tema “Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano”.

La presentazione ufficiale dell’edizione 2026 si terrà giovedì 8 ottobre alla Farnesina, dalle 9.30 alle 13, nella Sala Conferenze Internazionali del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Una lingua che non vuole vivere soltanto del passato

Il messaggio scelto quest’anno è particolarmente significativo.

L’italiano viene spesso associato al patrimonio storico e culturale del nostro Paese: arte, musica, letteratura, cinema, cucina. Ma la Settimana vuole sottolineare anche un’altra caratteristica della nostra lingua: la capacità di accompagnare l’innovazione e la creatività contemporanea.

Il tema “Lingua geniale” vuole infatti mettere in evidenza il legame tra cultura e crescita economica e presentare l’italiano come uno strumento attraverso il quale il mondo conosce anche il saper fare italiano: dalla scienza all’ingegneria, dalla tecnologia al design, dalla moda alla gastronomia.

È una prospettiva che porta la lingua italiana fuori dalle aule scolastiche e dalle celebrazioni puramente culturali.

Parlare italiano significa anche poter entrare in contatto con un sistema culturale e produttivo riconoscibile in tutto il mondo.

Alla Farnesina scienza, sport, design e arte

La giornata dell’8 ottobre non sarà soltanto una presentazione istituzionale.

Dopo la sessione iniziale, il programma prevede tre panel dedicati ai diversi modi attraverso i quali l’italiano può diventare strumento di ideazione e creazione:

“Ideare con l’italiano: lingua della scienza, dello sport e dell’innovazione”

“Progettare con l’italiano: lingua del design, della moda e della cucina”

“Creare con l’italiano: lingua dell’arte, della musica e della letteratura”.

Tra gli ospiti annunciati figurano personalità provenienti da mondi molto diversi: Andrea Riccardi, presidente della Società Dante Alighieri, l’astronauta Samantha Cristoforetti e la campionessa olimpica Arianna Fontana.

La loro presenza non è casuale.

Serve a mostrare come l’italiano possa essere utilizzato in ambiti che vanno ben oltre la letteratura e la grammatica.

Una settimana che parla agli italiani nel mondo

Per gli italiani residenti all’estero questa iniziativa assume un significato ancora più importante.

La Settimana della Lingua Italiana nel Mondo viene organizzata ogni anno dalla rete diplomatico-consolare e dagli Istituti Italiani di Cultura, insieme a numerosi partner della promozione linguistica e culturale italiana, tra cui Accademia della Crusca, CGIE, Società Dante Alighieri, RAI Italia e Treccani.

Non si tratta quindi di una manifestazione concentrata in Italia.

È una grande iniziativa internazionale che raggiunge le comunità italiane e gli studenti di italiano nei diversi continenti attraverso conferenze, mostre, incontri, spettacoli e attività didattiche.

Ed è proprio qui che il tema di quest’anno può diventare particolarmente interessante per le comunità italiane all’estero.

Perché mantenere viva la lingua italiana non significa soltanto conservare un legame sentimentale con il Paese di origine.

Significa anche trasmettere una lingua capace di raccontare il presente e il futuro dell’Italia.

Dalla lingua alla promozione dell’Italia

C’è poi un aspetto economico che merita attenzione.

Quando nel mondo si parla di design italiano, moda italiana, cucina italiana, tecnologia italiana o creatività italiana, la lingua diventa inevitabilmente parte dell’immagine del Paese.

Un marchio, un prodotto, un ristorante o un progetto possono essere conosciuti in tutto il mondo, ma spesso sono proprio le parole italiane a contribuire a costruirne l’identità.

La XXVI Settimana vuole quindi rafforzare anche il rapporto tra italiano, cultura e internazionalizzazione.

L’obiettivo è presentare un’Italia che non vive soltanto della propria storia, ma che continua a produrre idee, progetti e innovazione.

E per chi vive nella Repubblica Dominicana?

Anche per la comunità italiana nella Repubblica Dominicana la Settimana rappresenta un’occasione per riflettere sul ruolo della nostra lingua.

In un Paese dove l’italiano è legato soprattutto alla presenza delle famiglie italiane, alla cultura, alla gastronomia, al turismo e ai rapporti economici con l’Italia, promuovere la lingua significa mantenere aperto un ponte con il nostro Paese.

Ma quel ponte non dovrebbe guardare soltanto al passato.

Un giovane dominicano che studia italiano può avvicinarsi alla letteratura di Dante, ma anche al design italiano, alla musica contemporanea, alla scienza, alla cucina, alla moda, al cinema e alle imprese italiane.

E un figlio o un nipote di italiani cresciuto all’estero può scoprire che conoscere la lingua dei propri genitori o dei propri nonni non significa soltanto recuperare una parte della propria storia.

Significa anche avere accesso a un patrimonio culturale ancora vivo.

Dal 19 al 25 ottobre, l’italiano torna protagonista

La Settimana della Lingua Italiana nel Mondo è nata nel 2001 e nel corso degli anni è diventata la principale rassegna internazionale dedicata alla promozione della lingua italiana. Ogni edizione viene costruita intorno a un tema specifico e coinvolge la rete diplomatica, gli Istituti Italiani di Cultura e numerosi partner italiani e internazionali.

Quest’anno il messaggio è particolarmente chiaro: l’italiano non è soltanto una lingua da conservare, ma una lingua con cui creare.

Creare cultura.

Creare arte.

Creare tecnologia.

Creare impresa.

Creare bellezza.

E, soprattutto, creare nuovi rapporti tra l’Italia e il resto del mondo.

Per gli italiani che vivono fuori dai confini nazionali è forse questo l’aspetto più importante.

La lingua è uno dei fili che continuano a unire una comunità dispersa in tutti i continenti.

E finché quel filo rimane vivo, l’Italia continua a essere presente anche molto lontano dall’Italia.

 




Legge elettorale, il voto degli italiani all’estero cambia: cosa potrebbe succedere

elecciones italianas desde el extranjero

La riforma è arrivata alle battute finali alla Camera. Per i connazionali fuori dall’Italia le novità più importanti riguardano la Circoscrizione Estero, che verrebbe profondamente ridisegnata, e nuove misure per rendere più sicuro il voto per corrispondenza

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La nuova legge elettorale è ormai arrivata al momento decisivo. Alla Camera il Governo ha posto la questione di fiducia sugli articoli del provvedimento e la votazione finale è prevista per giovedì 8 ottobre. Solo dopo l’approvazione definitiva il testo potrà completare il proprio percorso istituzionale.

Per gli italiani residenti all’estero, però, non si tratta soltanto di una riforma che riguarda il sistema elettorale italiano in generale.

Nel testo approvato dal Senato e ora all’esame definitivo della Camera ci sono infatti alcune modifiche specifiche alla Circoscrizione Estero che interessano direttamente milioni di cittadini italiani iscritti all’AIRE.

Ed è su questo aspetto che vale la pena soffermarsi.

Quattro ripartizioni diventerebbero due alla Camera

Oggi la Circoscrizione Estero è divisa in quattro aree:

  • Europa;
  • America meridionale;
  • America settentrionale e centrale;
  • Africa, Asia, Oceania e Antartide.

È il sistema previsto dalla legge sul voto degli italiani all’estero e attualmente utilizzato per eleggere 8 deputati e 4 senatori.

Il testo della riforma modifica radicalmente questa impostazione.

Per la Camera dei deputati, le ripartizioni diventerebbero soltanto due:

Europa

e

Americhe, Africa, Asia, Oceania e Antartide.

Per il Senato, invece, sparirebbe la divisione in ripartizioni: l’intera Circoscrizione Estero diventerebbe un unico collegio.

È una modifica che riguarda direttamente anche gli italiani della Repubblica Dominicana.

La RD, infatti, rientra oggi nella ripartizione America settentrionale e centrale. Con la nuova disciplina, se il testo sarà approvato definitivamente, i cittadini italiani residenti nella Repubblica Dominicana voterebbero per la Camera all’interno della grande ripartizione Americhe, Africa, Asia, Oceania e Antartide.

Per il Senato, invece, voterebbero nell’unica Circoscrizione Estero mondiale.

Che cosa significa concretamente?

Qui comincia la discussione.

Il Governo e i sostenitori della riforma puntano anche sulla necessità di modificare e rendere più sicuro il sistema elettorale.

Ma il CGIE ha espresso la propria contrarietà all’accorpamento, sostenendo che passare da quattro ripartizioni a due per la Camera e a una sola per il Senato rischia di rendere più difficile rappresentare le caratteristiche specifiche delle diverse comunità italiane nel mondo.

È una questione tutt’altro che teorica.

Un italiano che vive a Santo Domingo ha esigenze e problematiche diverse da un connazionale che vive a Buenos Aires, a New York, a Sydney o a Johannesburg.

Con una grande circoscrizione che comprende territori enormemente diversi tra loro, il rapporto tra elettore e candidato potrebbe diventare più difficile.

D’altra parte, la riforma non elimina la rappresentanza degli italiani all’estero: modifica il modo in cui quella rappresentanza viene organizzata territorialmente.

Ed è una differenza importante.

Cambiano anche le preferenze

C’è un’altra novità interessante.

Per la Camera, l’elettore potrà esprimere una preferenza nelle ripartizioni alle quali è assegnato un solo deputato, mentre potrà esprimere due preferenze nelle ripartizioni alle quali sono assegnati due o più deputati.

Per il Senato sono previste due preferenze.

Quindi anche il rapporto tra elettore e candidato potrebbe cambiare.

Non sarà soltanto una questione di scegliere il simbolo di un partito: le preferenze consentiranno, nei casi previsti, di indicare direttamente i candidati.

Più controlli sul voto per corrispondenza

Per gli italiani all’estero c’è poi un altro capitolo molto importante: la sicurezza del voto.

Il testo introduce un tagliando collegato al certificato elettorale con un codice alfanumerico a lettura ottica identificativo dell’elettore.

Il sistema dovrebbe permettere di verificare meglio che il voto provenga effettivamente da un elettore autorizzato e che non ci siano duplicazioni.

La scheda, invece, deve continuare a essere separata dal tagliando in modo da preservare la segretezza del voto.

È un punto delicato: identificare correttamente chi ha votato senza poter identificare come ha votato.

La riforma cerca quindi di rafforzare i controlli mantenendo il principio della segretezza della scheda.

Una novità interessante: i numeri dei plichi saranno pubblicati

C’è anche una disposizione che potrebbe aumentare la trasparenza delle operazioni.

A partire dal lunedì precedente alle elezioni, gli uffici consolari dovrebbero pubblicare sul proprio sito il numero dei plichi ricevuti durante le operazioni di voto e il dato definitivo dei plichi spediti.

Per le comunità italiane all’estero è un’informazione importante.

Significa poter avere un dato pubblico sull’affluenza del voto per corrispondenza prima ancora dello scrutinio.

Per il 2027 arrivano anche nuove misure sulla spedizione

Il testo prevede inoltre che, per il 2027, gli uffici consolari utilizzino il sistema postale ritenuto più affidabile per l’invio dei plichi elettorali e, salvo impossibilità documentata, la posta raccomandata o un mezzo di analoga affidabilità.

Per questa operazione sono stati previsti 21 milioni di euro per il 2027.

È una misura particolarmente interessante per quei Paesi dove la consegna della corrispondenza può rappresentare un problema.

E per chi vive lontano dal consolato, il corretto funzionamento della posta è una componente essenziale del diritto di voto.

E per gli italiani della Repubblica Dominicana?

Per la comunità italiana in RD la questione merita attenzione.

Oggi il cittadino italiano residente nella Repubblica Dominicana vota all’interno della ripartizione America settentrionale e centrale.

Con la riforma, la RD verrebbe inserita nella nuova enorme ripartizione Americhe, Africa, Asia, Oceania e Antartide per l’elezione della Camera.

Al Senato, invece, la competizione avverrebbe nell’intera Circoscrizione Estero.

Questo significa che i candidati dovranno confrontarsi con un elettorato geograficamente molto più ampio.

La domanda che si pone spontaneamente è quindi questa: un candidato riuscirà ancora a conoscere e rappresentare le esigenze specifiche degli italiani della Repubblica Dominicana quando la sua circoscrizione comprenderà contemporaneamente comunità italiane sparse in quattro continenti?

È uno degli interrogativi che accompagneranno l’applicazione della nuova legge, se sarà approvata definitivamente.

Ma per ora non è ancora legge

Questo è importante sottolinearlo.

Il testo è stato approvato dalla Camera il 16 luglio, modificato dal Senato il 15 settembre ed è tornato alla Camera per la seconda lettura.

Il Governo ha posto la fiducia e il voto finale alla Camera è calendarizzato per 8 ottobre 2026.

Per questo Fatti Nostri può già spiegare ai propri lettori che cosa prevede il testo, ma non può ancora presentarlo come una legge definitivamente approvata.

Se la Camera lo approverà senza ulteriori modifiche, il percorso parlamentare sarà concluso.

E a quel punto bisognerà guardare con particolare attenzione alle disposizioni che riguardano gli italiani all’estero.

Una riforma che gli italiani nel mondo dovranno seguire attentamente

Per chi vive in Italia la riforma sarà soprattutto una modifica del sistema elettorale nazionale. Per chi vive all’estero è qualcosa di più.

È una modifica che può cambiare il rapporto tra il cittadino italiano residente fuori dai confini e il parlamentare chiamato a rappresentarlo.

Ed è proprio per questo che, soprattutto nelle comunità più lontane dall’Italia, sarà importante capire non soltanto come si voterà, ma soprattutto chi saranno i candidati, quali territori rappresenteranno e quanto saranno in grado di mantenere un rapporto concreto con le comunità italiane all’estero.

Per ora, dunque, la parola passa alla Camera.

Giovedì 8 ottobre sapremo se quella che oggi è ancora una riforma in corso diventerà definitivamente legge.