Volo diretto da Venezia a Puerto Plata: da maggio l’isola è più vicina all’Italia

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imagesC’è una Repubblica Dominicana che ancora in pochi italiani conoscono, e ora diventa finalmente più raggiungibile. Puerto Plata, la “perla nascosta” della costa nord dell’isola, si prepara ad accogliere più visitatori dal Belpaese grazie a nuovi collegamenti aerei.

L’aeroporto internazionale Gregorio Luperón di Puerto Plata è già raggiungibile dall’Italia con due voli settimanali operati dalla compagnia tedesca Condor via Francoforte, con partenze da Milano tutto l’anno e da Roma nella stagione estiva. La novità è che da maggio 2026 si aggiungerà anche Venezia.

Una buona notizia per chi vive sull’isola e riceve familiari o amici dall’Italia, ma anche per chi sta valutando di trasferirsi in questa zona ancora poco esplorata dai connazionali.

Secondo i dati del ministero del Turismo dominicano, Puerto Plata ha accolto nel 2025 quasi 620mila visitatori internazionali, con un aumento del 12% rispetto all’anno precedente. I turisti europei in crescita sono soprattutto tedeschi e francesi, mentre gli italiani restano ancora una presenza limitata. Un gap che questi nuovi voli potrebbero contribuire a colmare.

La città offre un’esperienza autentica e meno turistica rispetto ai classici resort di Punta Cana: spiagge selvagge sulla barriera corallina, foreste tropicali, e una vera “Chocolate Route” che attraversa le piantagioni di cacao del nord dell’isola, con la Del Oro Chocolate Factory alle porte della città.

Per gli italiani già residenti nella zona nord del Paese, insomma, arrivare a casa — o far arrivare i propri cari — sta diventando un po’ più semplice.




Messico, tre mesi ai Mondiali: per gli italiani residenti è l’estate più attesa di sempre

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1758870291 copiaMancano 80 giorni al fischio d’inizio. Chi vive in Messico lo sa già: quest’estate non sarà come le altre. L’11 giugno 2026 si aprirà ufficialmente la Coppa del Mondo FIFA, con la partita inaugurale allo stadio Azteca di Città del Messico. Per gli italiani residenti nel Paese, è un appuntamento da non perdere — e da vivere dall’interno.

Un mondiale in casa

Per la prima volta nella storia il torneo si svolge in tre nazioni: Canada, Messico e Stati Uniti, con 48 squadre partecipanti, sedici in più rispetto alle edizioni precedenti, suddivise in dodici gironi da quattro squadre ciascuno.

Il Messico ospiterà partite in tre città. L’Estadio Azteca di Città del Messico diventerà il primo stadio al mondo ad aver ospitato tre partite inaugurali di un Mondiale, dopo le edizioni del 1970 e del 1986 Nel 1970 fu proprio qui che si giocò la cosiddetta “partita del secolo”, la semifinale tra Germania e Italia, terminata 4-3 ai tempi supplementari, ancora oggi considerata una delle gare più belle della storia del calcio. Oltre alla capitale, ospiteranno partite anche Guadalajara e Monterrey.

L’Italia non c’è, ma il tifo sì

Non sappiamo ancora se la Nazionale italiana parteciperà al torneo. Se cosí non fosse si tratterebbe di una delusione per i tifosi azzurri residenti in Messico, che però potranno comunque vivere l’atmosfera da vicino. Le partite si disputeranno in tre fasce orarie: pomeriggio, prima serata e notturna. Per chi segue dall’Europa, molte gare cadranno tra mezzanotte e le tre di notte ora italiana, ma per i residenti in Messico gli orari saranno comodissimi.

Biglietti e sicurezza: cosa sapere

Chi vuole assistere alle partite in Messico deve muoversi per tempo. I tagliandi sono in vendita sul sito ufficiale FIFA e vanno a ruba, specie per le gare dell’Azteca. Le autorità ricordano di evitare i raduni di massa non organizzati e di seguire le istruzioni delle forze dell’ordine locali, che durante il torneo saranno presenti in forze in tutte le zone degli stadi e delle fan zone.




Costa Rica, il paradiso che cambia: attenzione alla sicurezza, i consigli dell’ambasciata italiana

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costa rica aIl Costa Rica continua ad essere la meta preferita dagli italiani che scelgono il Centro America per vivere o lavorare. Sono oltre 8.200 i connazionali ufficialmente registrati nel Paese, concentrati soprattutto nella provincia di San José, in maggioranza liberi professionisti con un alto livello di istruzione. Ma il Paese sta cambiando, e chi vi abita deve saperlo.

Un Paese ancora sicuro, ma con nuove ombre

Il Costa Rica rimane il Paese latinoamericano con il livello più basso di criminalità nella regione, anche se il fenomeno è in aumento e negli ultimi anni si è registrato l’ingresso di bande organizzate straniere che approfittano dell’ingenuità non solo dei turisti, ma anche dei residenti.

I numeri parlano chiaro. Il tasso di omicidi ha raggiunto 20 casi ogni 100.000 abitanti, quindici volte più elevato che in Italia. Le autorità locali collegano questa dinamica al diffuso traffico di droga e al crimine organizzato. Nel solo 2025 si sono registrati circa 1.500 casi di aggressioni, furti o atti di violenza ai danni di turisti stranieri.

Dove fare attenzione

Il centro di San José va visitato con adeguata cautela, specialmente durante le ore serali e notturne, quando sono frequenti scippi e aggressioni. I parchi naturali sono da visitare preferibilmente in gruppo, accompagnati da guide autorizzate: si segnalano casi di assalti a mano armata ai danni di turisti italiani.

Le aree isolate, in particolare le zone confinanti con il Nicaragua, sono sconsigliate: la regione nord-ovest ha fatto registrare episodi di sequestro di cittadini stranieri a scopo di estorsione.

I consigli pratici per chi vive lì

L’Ambasciata italiana a San José raccomanda alcune precauzioni di buon senso che vale la pena ricordare anche ai residenti di lungo corso:

Effettuare cambi di valuta solo in banche o agenzie autorizzate, e utilizzare esclusivamente taxi ufficiali di colore rosso o arancione (questi ultimi in partenza e arrivo dall’aeroporto internazionale). Custodire documenti importanti e denaro nelle casseforti degli hotel, ed evitare di mostrare oggetti di valore in pubblico.

Per chi ha figli, un dettaglio burocratico spesso trascurato: i minorenni con doppia cittadinanza e i figli di stranieri domiciliati in Costa Rica devono richiedere un permesso di uscita alle autorità migratorie per lasciare il Paese, indipendentemente dal fatto che viaggino con uno o entrambi i genitori.

Il numero di emergenza è il 911.

Il Costa Rica resta un luogo straordinario in cui vivere. Ma come ogni paradiso, conosce anche le sue ombre, ed è meglio affrontarle con gli occhi aperti.




Miami: aperture straordinarie al Consolato per passaporti in scadenza

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67d9a79c481c6Buone notizie per gli italiani residenti nel sud-est degli Stati Uniti: il Consolato Generale d’Italia a Miami ha annunciato una serie di aperture pomeridiane straordinarie dedicate ai connazionali con passaporto in scadenza a breve.

L’iniziativa nasce per far fronte all’elevata richiesta di rinnovi, che negli ultimi mesi ha reso difficile trovare appuntamenti disponibili attraverso i canali ordinari. Le nuove sessioni saranno riservate in particolare a chi ha il documento in scadenza entro i prossimi due mesi, considerati i casi più urgenti.

Il Consolato ha precisato che sarà possibile accedere esclusivamente previa prenotazione, secondo modalità che verranno comunicate attraverso i canali ufficiali. L’obiettivo è garantire un servizio più efficiente, evitando assembramenti e riducendo i tempi di attesa.

La prima apertura straordinaria è prevista nei prossimi giorni e rientra in un piano più ampio di potenziamento del servizio passaporti.

Negli ultimi anni, complice anche l’aumento degli italiani iscritti all’AIRE e la ripresa dei viaggi internazionali, la domanda di passaporti è cresciuta sensibilmente. Il sistema di prenotazione online registra spesso il tutto esaurito in pochi minuti, creando difficoltà per molti utenti.

Per questo motivo, il Consolato invita i cittadini a monitorare costantemente la disponibilità degli appuntamenti e a utilizzare esclusivamente i canali ufficiali, evitando intermediari o servizi a pagamento non autorizzati.

Le aperture straordinarie rappresentano un segnale concreto di attenzione verso la comunità italiana negli Stati Uniti, una delle più numerose e dinamiche al mondo. L’obiettivo è quello di rispondere in modo più rapido alle esigenze dei connazionali, soprattutto nei casi più urgenti legati a viaggi, lavoro o motivi familiari.




Tre libri, una sola anima: la Repubblica Dominicana raccontata da dentro

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Las Terrenas, Samaná e l’identità “aplatanada”

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C’è un momento, per chi vive all’estero, in cui smetti di sentirti straniero. Non accade all’improvviso, ma giorno dopo giorno, tra abitudini nuove, parole che diventano familiari e un modo diverso di guardare il mondo.

È proprio da questo passaggio — umano prima ancora che geografico — che nascono i tre libri di Ennio Marchetti, dedicati alla Repubblica Dominicana e, in particolare, a Las Terrenas e alla provincia di Samaná.

Tre opere diverse tra loro, ma unite da un filo comune: raccontare la realtà dominicana senza filtri, con ironia, profondità e uno sguardo che è insieme esterno e ormai profondamente coinvolto.

“Aplatanao”: quando non sei più straniero

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“Aplatanao” non è solo un titolo: è una condizione dell’anima.

Il libro raccoglie cronache, osservazioni e riflessioni di chi ha imparato a vivere la Repubblica Dominicana dall’interno, comprendendone contraddizioni, bellezza, caos e umanità.

È il racconto di un’integrazione reale, fatta di piccoli episodi quotidiani: il colmado sotto casa, le conversazioni improvvise, i ritmi caraibici che lentamente sostituiscono quelli europei.

Con uno stile diretto e spesso ironico, Marchetti accompagna il lettore in un viaggio che molti italiani all’estero riconosceranno come proprio.

Samaná: una terra sospesa tra sogno e realtà

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Con “Crónica confusa de una casi independencia”, lo sguardo si allarga e si fa più politico e sociale.

La provincia di Samaná diventa il simbolo di un territorio bellissimo e fragile, dove sviluppo, turismo e identità locale si intrecciano in modo spesso contraddittorio.

Il libro racconta una realtà complessa:

  • da un lato il paradiso naturale

  • dall’altro le tensioni legate alla crescita, agli investimenti e alle trasformazioni sociali

È una riflessione lucida, a tratti amara, su ciò che significa davvero “progresso” in un luogo come questo.

Las Terrenas: quando la musica si spegne

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“Cuando la música se apaga” è forse il più intimo dei tre libri.

Ambientato a Las Terrenas, racconta ciò che resta quando il rumore si spegne: le persone, le storie, le illusioni e le verità che emergono lontano dalla superficie turistica.

Non è solo un racconto del luogo, ma delle vite che lo attraversano:

  • stranieri in cerca di una nuova esistenza

  • dominicani che osservano, accolgono, resistono

  • incontri, delusioni, ripartenze

È un libro che parla di solitudine, di sogni e di quella sottile malinconia che spesso accompagna i paradisi.

Tre libri, un unico racconto

Insieme, queste tre opere compongono un mosaico:

  • Aplatanao → l’identità che cambia

  • Crónica confusa… → il territorio che si trasforma

  • Cuando la música se apaga → le persone che vivono tutto questo

Non sono semplici libri sulla Repubblica Dominicana.
Sono libri dentro la Repubblica Dominicana.




Festa del papà, ecco perché si festeggia il 19 marzo

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19marzo festa del papa 1200x630 1.jpgIl 19 marzo in Italia si festeggia la Festa del Papà, ma quali sono le sue origini? Nei Paesi cattolici, la ricorrenza ha origini religiose. Fin dal Medioevo, infatti, i padri venivano festeggiati il 19 marzo perché giorno di San Giuseppe, padre putativo di Gesù.  Con la proclamazione da parte della Chiesa Cattolica nel 1871 di San Giuseppe quale protettore dei padri e patrono della Chiesa cattolica, la festa ha assunto un significato più rilevante tra i cattolici. Fino al 1976 in Italia la Festa del Papà, quindi il giorno di San Giuseppe, era considerato festivo a tutti gli effetti. Tradizione, questa, rimasta in alcuni cantoni della Svizzera e in Spagna.

La Festa del papà nel mondo

Se in Italia e in alcuni Paesi cattolici la Festa del papà si celebra il 19 marzo, la data nel resto del mondo può variare. Nei paesi anglosassoni, ad esempio, come gli USA e il Regno Unito, la festa cade la terza domenica di giugno. Si tratta di una delle date più diffuse: la terza domenica di giungo si festeggiano i papà anche in molti Paesi dell’America Latina (come Argentina, Cile, Perù), dell’Asia (come Giappone e Cina), ma anche dell’Europa (come Francia, Grecia, Irlanda). In Russia, invece, la Festa del Papà è intesa come festa dei difensori della patria e cade il 23 febbraio.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Il nucleare iraniano nascosto sotto le montagne: perché una possibile missione Usa sarebbe la più rischiosa di sempre

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captura 1Il programma nucleare iraniano torna al centro delle tensioni internazionali, ma questa volta il problema non è solo politico: è soprattutto militare e strategico.

Gran parte delle infrastrutture più sensibili di Teheran, infatti, non si trova in superficie. Sono state costruite sotto montagne e strati di roccia, a decine di metri di profondità, proprio per resistere a eventuali attacchi. Un esempio emblematico è il sito di Fordow, un impianto sotterraneo protetto da cemento armato e situato fino a circa 80-90 metri sotto terra.

Queste caratteristiche lo rendono uno degli obiettivi più difficili da colpire al mondo.

Colpire queste strutture non significa lanciare semplicemente dei bombardamenti. Le armi convenzionali non bastano: servono bombe speciali, progettate per penetrare nel terreno e nel cemento prima di esplodere.

Gli Stati Uniti sono tra i pochi Paesi a possedere questo tipo di armamento, come le cosiddette “bunker buster”, trasportate da bombardieri stealth.

Eppure, anche con questi mezzi, il successo non è garantito. In passato, attacchi contro siti simili hanno prodotto solo danni parziali, senza distruggere completamente le strutture sotterranee.

Secondo analisti e osservatori militari, un’eventuale operazione per eliminare definitivamente il nucleare iraniano sarebbe tra le più complesse mai affrontate dagli Stati Uniti.

Non si tratterebbe solo di bombardare, ma di colpire obiettivi profondamente nascosti, evitare una risposta militare immediata dell’Iran, gestire il rischio di escalation regionale o globale.

Inoltre, l’Iran ha sviluppato negli anni sistemi di difesa e una rete di alleanze che renderebbero qualsiasi intervento estremamente pericoloso.

Un attacco diretto ai siti nucleari iraniani potrebbe innescare conseguenze ben oltre il Medio Oriente: aumento del prezzo dell’energia, tensioni sulle rotte commerciali, coinvolgimento di altre potenze.

In altre parole, non sarebbe solo un’operazione militare, ma un evento capace di influenzare l’equilibrio mondiale.

Perché interessa anche gli italiani all’estero

Per chi vive fuori dall’Italia, soprattutto in aree come i Caraibi o il continente americano, queste dinamiche non sono lontane: incidono sull’economia, sul costo della vita e sulla stabilità internazionale.

Il possibile confronto tra Stati Uniti e Iran non è quindi una questione locale, ma un nodo globale che potrebbe avere effetti concreti ovunque.




Baseball. Il sogno azzurro si ferma in semifinale: il Venezuela batte l’Italia 4-2 al settimo inning

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capturaSi è spento stanotte a Miami il sogno più bello della storia del baseball italiano. La Nazionale azzurra ha perso 4-2 contro il Venezuela nella semifinale del World Baseball Classic, disputata nella notte tra lunedì e martedì al loanDepot Park di Miami. Il Venezuela vola in finale, dove affronterà gli Stati Uniti. Per l’Italia, resta un’impresa che rimarrà nella storia.

Un torneo da leggenda

Fino a ieri sera l’Italia era l’unica squadra ancora imbattuta del torneo, con cinque vittorie in altrettante partite. Un cammino straordinario, costruito con carattere, talento e una buona dose di stile: i giocatori arrivavano alle partite in abito elegante, brindavano con l’espresso dopo ogni fuoricampo e regalavano bottiglie di vino al migliore in campo. La loro colonna sonora? “Time To Say Goodbye” di Andrea Bocelli. Un gruppo capace di battere Messico e Stati Uniti nel girone, e poi Porto Rico ai quarti, riscrivendo ogni record della propria storia.

La partita

L’Italia è partita subito forte: al secondo inning J.J. D’Orazio ha guadagnato una base per ball con le basi piene portando a casa il primo punto, e Dante Nori con un rimbalzante ha segnato il 2-0. Gli azzurri hanno retto per sei inning, tenendo il Venezuela a un solo punto grazie a un assolo di Eugenio Suárez al quarto. Per sei inning l’Italia ha dominato, concedendo un solo punto ai venezuelani. Poi è arrivato il settimo, e tutto è cambiato.

Con due out e un uomo in base, il Venezuela ha piazzato quattro singoli consecutivi che hanno ribaltato il punteggio: Ronald Acuña Jr. ha pareggiato con un singolo interno, Maikel Garcia ha segnato il punto del sorpasso e Luis Arraez ha chiuso con un altro RBI. Da 2-1 per l’Italia a 4-2 per il Venezuela, nel giro di pochi minuti.

Il bullpen venezuelano ha poi chiuso i giochi, concedendo zero punti negli ultimi tre inning e spegnendo ogni speranza di rimonta azzurra.

Orgoglio e lacrime

Tra i più commossi c’era il manager Francisco Cervelli, venezuelano di nascita ma con radici italiane, che guida la Nazionale azzurra. A fine gara ha detto ai suoi ragazzi che sono i campioni di questo torneo, che nessuno si aspettava quello che hanno fatto, e che hanno rivoluzionato l’Italia mettendo un altro sport sulla mappa. Sette milioni di italiani hanno guardato la partita nel cuore della notte.

Non era mai andata così bene agli azzurri: il risultato precedente migliore era stato un quarto di finale nel 2023. Questa volta si è arrivati fino in fondo, a un passo dalla finale. Il sogno si è fermato al settimo inning, ma il baseball italiano non sarà più lo stesso.




Canada, stretta sull’immigrazione: cosa cambia e perché riguarda anche gli italiani

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1442862536 neon view 1Negli ultimi mesi il Canada ha avviato una revisione significativa delle proprie politiche migratorie, segnando un cambio di rotta rispetto all’apertura che aveva caratterizzato gli anni precedenti. Una scelta che nasce da pressioni interne – crisi abitativa, inflazione e servizi pubblici sotto stress – ma che ha inevitabili ripercussioni anche per le comunità straniere, inclusa quella italiana.

Meno ingressi, più selezione

Il governo guidato da Justin Trudeau ha annunciato l’intenzione di ridurre il numero di nuovi residenti permanenti nei prossimi anni. Dopo aver puntato su un’immigrazione elevata per sostenere la crescita economica e compensare l’invecchiamento della popolazione, Ottawa ora frena.

L’obiettivo è duplice: da un lato contenere la pressione sul mercato immobiliare, sempre più inaccessibile soprattutto nelle grandi città; dall’altro migliorare la qualità dell’integrazione, privilegiando lavoratori qualificati e profili già inseriti nel tessuto produttivo.

La crisi delle case

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Uno dei nodi principali è proprio l’emergenza abitativa. Città come Toronto e Vancouver registrano prezzi delle case e affitti tra i più alti del continente.

Per molti nuovi arrivati – inclusi italiani che cercano opportunità lavorative – trovare una sistemazione dignitosa è diventato sempre più difficile. Questo ha spinto il governo a collegare direttamente le politiche migratorie alla capacità reale del Paese di offrire servizi e infrastrutture adeguate.

Studenti stranieri sotto osservazione

Un altro fronte caldo riguarda gli studenti internazionali. Negli ultimi anni il Canada è diventato una delle mete preferite per chi vuole studiare all’estero, anche grazie alla possibilità di ottenere permessi di lavoro post-laurea.

Ora però il governo ha introdotto limiti più stringenti, temendo abusi del sistema e un impatto eccessivo sul mercato immobiliare. Alcuni istituti privati, in particolare, sono finiti sotto la lente per aver attratto studenti più come fonte di reddito che come reale investimento educativo.

Cosa significa per gli italiani

Per la comunità italiana – storicamente ben radicata in Canada – il cambiamento non è necessariamente negativo, ma richiede maggiore pianificazione.

Chi intende trasferirsi dovrà:

  • presentare competenze professionali più solide,

  • dimostrare una reale capacità di inserimento lavorativo,

  • prepararsi a costi di vita più elevati rispetto al passato.

Allo stesso tempo, per chi è già residente, la stretta potrebbe tradursi in minore concorrenza sul lavoro e in una progressiva stabilizzazione del sistema.

Un equilibrio difficile

Il Canada resta uno dei Paesi più attrattivi al mondo per qualità della vita e opportunità, ma il modello di crescita basato su un’immigrazione massiccia mostra oggi i suoi limiti.

La sfida per Ottawa sarà trovare un equilibrio tra apertura e sostenibilità. E per gli italiani che guardano oltreoceano, il messaggio è chiaro: le porte non sono chiuse, ma sono decisamente più strette.




America Centrale nel mirino della guerra: prezzi del carburante alle stelle e rimesse record

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imageLa guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran sta colpendo l’America Centrale molto più di quanto si possa immaginare guardando una cartina geografica. Due effetti opposti — uno che svuota le tasche, l’altro che le riempie — stanno ridisegnando la vita quotidiana di milioni di persone in Guatemala, Honduras ed El Salvador.

La benzina costa sempre di più

L’aumento dei prezzi di benzina e diesel nei tre Paesi centroamericani risponde direttamente agli attacchi tra Stati Uniti e Iran e alla chiusura temporanea dello Stretto di Hormuz, che ha intensificato la volatilità del mercato petrolifero mondiale, aggravata ulteriormente dalla caduta delle riserve di idrocarburi negli Stati Uniti e dall’aumento dei costi logistici internazionali. Tgcom24

I governi della regione hanno dovuto correre ai ripari. In Honduras, le autorità hanno segnalato aumenti tra i 4 e i 5 centesimi di dollaro per gallone su diesel, kerosene e vari tipi di gasolina, e per attutire il colpo il governo ha introdotto un sussidio fino al 50% del prezzo. Tgcom24 In Guatemala, il Ministero dell’Energia ha annunciato rincari fino a 13 centesimi di dollaro per gallone su gasolina regular, superiore e diesel, mentre El Salvador ha aggiornato i prezzi di riferimento con un aumento di 5 centesimi per gallone su tutte le tipologie di carburante. Tgcom24

Un paradosso difficile da digerire per economie che non producono petrolio e dipendono interamente dalle importazioni. Come ha sintetizzato un economista honduregno citato dalle autorità energetiche: anche se i legami commerciali del Paese puntano principalmente verso l’America, la catena logistica internazionale rende inevitabile il trasferimento dei costi sui consumatori finali.

Le rimesse crescono, ma il futuro è incerto

C’è però anche una notizia positiva, almeno per ora. Le rimesse inviate dai migranti residenti negli Stati Uniti verso El Salvador, Guatemala e Honduras sono cresciute di oltre il 20% su base annua, secondo i dati raccolti dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. SiViaggia Un flusso di denaro fondamentale per milioni di famiglie nella regione, che in molti casi rappresenta l’entrata principale del bilancio domestico.

Ma questo dato positivo convive con una grande incertezza: le politiche di deportazione di massa dell’amministrazione Trump stanno riducendo il numero di migranti centroamericani presenti negli Stati Uniti, con il rischio concreto che le rimesse tornino a calare nei prossimi mesi. Una doccia fredda che, sommata ai rincari energetici, potrebbe pesare duramente sulle economie più fragili dell’istmo.