17 marzo, la Giornata dell’Unità Nazionale italiana

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unita ditaliaSi celebra oggi la “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”, istituita il 23 novembre del 2012 con la legge n. 222, nella data della proclamazione, a Torino, il 17 marzo del 1861, dell’Unità d’Italia.

E con le seguenti parole, che costituiscono parte del testo della legge 17 marzo 1861 n. 4671 del Regno di Sardegna, aveva luogo la proclamazione ufficiale del Regno d’Italia:
“Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d’Italia.

Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Da Torino addì 17 marzo 1861″.

Il 21 aprile 1861 quella legge diviene la prima del neocostituito Regno d’Italia. Quest’ultimo è il risultato di un percorso iniziato con un’Italia divisa in sette Stati, attraverso la Prima guerra d’indipendenza (1848-49), la Seconda guerra d’indipendenza (1859- 1861) e la spedizione dei mille (1860), e conclusosi con la proclamazione di Vittorio Emanuele II Re d’Italia.

Il processo di unificazione continuò con la Terza guerra d’indipendenza (1866), la seconda spedizione di Garibaldi verso Roma (1867) e l’annessione di Roma (1870). Infine, la vittoria nella Prima guerra mondiale (1915-1918) farà coincidere i confini geografici della Nazione – intesa come comunità di individui che condivide storia, lingua e cultura – con quelli dello Stato – inteso come entità che esercita la propria sovranità su di una comunità di individui all’interno di un territorio attraverso un ordinamento giuridico formato da istituzioni e norme giuridiche.

Questo lungo e articolato processo storico è costato innumerevoli vite umane, spesso giovani uomini e donne che hanno donato la propria esistenza per il bene comune dell’Unità e Libertà del nostro Paese. Bene di cui oggi godiamo e che non dobbiamo dare per scontato ma custodire e preservare gelosamente per non rendere vanno il tremendo tributo di chi ci ha preceduto.

La “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera” vuole ricordare e promuovere i valori di cittadinanza, essenziali per la corretta e rispettosa convivenza civile, e riaffermare e consolidare l’identità nazionale attraverso la memoria civica.




Azzurri d’America: baseball, Paralimpiadi e un anno da vivere tutto d’un fiato

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azzurri baseball 1 1200x723Viviamo negli Stati Uniti un momento straordinario, fatto di sport, celebrazioni storiche e notizie che toccano da vicino chi porta nel cuore due bandiere. Ecco cosa sta succedendo — e perché conta anche per noi.

L’Italia batte l’America a baseball. A casa loro.

Se ancora non lo sapete, sappiatelo adesso: nella notte tra martedì e mercoledì, l’Italia ha battuto 8-6 gli Stati Uniti al World Baseball Classic, i Mondiali di baseball. È la vittoria più importante nella storia della Nazionale, e una delle più sorprendenti nella storia dello sport.

La partita si è giocata ad Houston, in Texas. In casa loro. Davanti ai loro tifosi. Gli Stati Uniti erano arrivati a questi Mondiali con la loro nazionale più forte di sempre, con alcuni dei migliori giocatori della Major League in squadra. Eppure l’Italia ha vinto. Con tre fuoricampo. Con orgoglio.

E chi sono questi campioni azzurri? La nazionale è composta in gran parte da giocatori italoamericani che militano nelle Major League o nelle Minor League: tra loro Vinnie Pasquantino dei Kansas City Royals, Aaron Nola dei Philadelphia Phillies, e giovani talenti come Jac Caglianone e Kyle Teel, decisivi con i loro fuoricampo nella sfida contro gli USA.

Per chi vive in America e ha radici italiane, questa vittoria ha un sapore speciale: sono ragazzi come noi, cresciuti tra due culture, che hanno scelto di indossare la maglia azzurra. E hanno fatto storia.

Cortina chiude i Giochi: l’Italia da record alle Paralimpiadi

Un’altra notizia di cui essere fieri: si sono appena concluse le Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. L’Italia chiude al quarto posto assoluto, polverizzando il record di Lillehammer 1994 con 16 medaglie totali, trascinata dai plurimedagliati Giacomo Bertagnolli e Chiara Mazzel.

Il Presidente del Comitato Paralimpico Internazionale Andrew Parsons ha promosso l’evento a pieni voti, dichiarando che l’obiettivo era sempre stato lo sport per promuovere l’inclusività.Le Dolomiti di Cortina hanno fatto da cornice a un’edizione indimenticabile — e l’Italia ne è uscita a testa altissima.

Il 2026: un anno storico da vivere qui, negli USA

Per chi abita negli Stati Uniti, questo è anche un anno da non perdere. Nel 2026 gli Stati Uniti celebrano i 250 anni dalla Dichiarazione d’Indipendenza, un anniversario imponente conosciuto come America250, che coinvolgerà tutti i 50 stati. Cerimonie, eventi, concerti, mostre: sarà impossibile non essere coinvolti.

E in estate arriva il grande appuntamento: gli Stati Uniti ospiteranno insieme a Canada e Messico la FIFA World Cup, il più grande evento sportivo globale, con milioni di visitatori da tutto il mondo e decine di città americane coinvolte. Per noi italiani in America — sportivi per natura, tifosissimi per vocazione — sarà un’estate memorabile.

Uno sguardo al mondo: Italia, Iran e il peso della geopolitica

Non tutto è sport e celebrazioni. Sul fronte internazionale, il quadro è complesso. Dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele all’Iran, il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha dichiarato al Parlamento che l’Italia non era in guerra, che non era stata coinvolta nella decisione e che non l’aveva voluta né condivisa, definendola un’azione al di fuori della legalità internazionale.

Per chi vive in America e segue le notizie da entrambe le sponde dell’Atlantico, questo è un momento delicato: due paesi amici che guardano allo stesso scenario con occhi diversi. La diplomazia, come sempre, dovrà trovare la sua strada.

Essere italiani negli Stati Uniti nel 2026 significa vivere in prima fila uno dei momenti più intensi degli ultimi decenni — sportivamente, culturalmente, storicamente. Un privilegio da non sprecare.




Canada e Italia: due paesi, una sola comunità

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canada italy flags 620x330Per chi vive tra la Maple Leaf e il Tricolore, questo è un mese denso di fatti da conoscere

Carney vince le elezioni: il Canada volta pagina

Chi vive in Canada sa bene quanto siano stati intensi gli ultimi mesi politici. Il premier Mark Carney e i suoi liberali hanno vinto le elezioni federali, battendo il leader conservatore Pierre Poilievre in una campagna dominata dalle minacce commerciali del presidente americano Donald Trump.

Una vittoria storica, costruita sulla paura e sulla determinazione. Carney ha convinto gli elettori che la sua esperienza nella gestione delle crisi economiche lo rendesse il candidato ideale per affrontare Trump, mentre Poilievre — a lungo favorito nei sondaggi — ha subito uno scollamento tra la retorica populista e l’urgenza geopolitica del momento.

Il discorso della vittoria ha risuonato in tutto il paese: “L’America di Donald Trump ha tradito il Canada e i rapporti non saranno più gli stessi”, ha dichiarato Carney, aggiungendo che il Canada “non dovrà mai dimenticare il tradimento americano.” Per chi vive qui, la sensazione è chiara: il Canada si sta riposizionando nel mondo, con una nuova voce e una nuova determinazione

Referendum italiano del 22 marzo: anche voi potete votare

Una notizia importante per chi ha ancora la cittadinanza italiana. Il Presidente della Repubblica italiana ha fissato per il 22 e 23 marzo 2026 la data del referendum costituzionale sulla cosiddetta “Riforma della giustizia”.

Gli elettori italiani residenti in Canada, regolarmente iscritti all’AIRE, possono esercitare il diritto di voto per corrispondenza. Per ricevere il plico elettorale, è necessario trasmettere richiesta al proprio Comune di iscrizione, indicando l’indirizzo postale estero.

Chi non si è ancora attivato dovrebbe contattare al più presto il consolato di riferimento — a Toronto, Vancouver o Montreal — per verificare se è ancora in tempo. Non perdete questa occasione: votare dall’estero è un diritto, e ogni voto conta.

Italia e Canada: alleanza strategica nel settore minerario

Oltre alla politica, ci sono buone notizie sul fronte economico. A Toronto si è svolta dal 1° al 4 marzo la PDAC 2026, la più importante convention mondiale dedicata al settore minerario e alle materie prime critiche, con la partecipazione di una missione istituzionale italiana guidata dal Viceministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini.

Il viceministro ha sottolineato che Italia e Canada hanno instaurato una collaborazione forte ed efficace, con memorandum d’intesa firmati tra aziende dei due paesi nel settore delle materie prime critiche, fondamentali per la transizione energetica e digitale. Un segnale concreto che il legame tra i due paesi — già solido sul piano umano e culturale — si rafforza anche su quello industriale.

Mondiali di short track a Montreal: gli azzurri brillano in casa vostra

E per chi ama lo sport, una bella notizia si è consumata proprio in Canada. Sull’anello di ghiaccio di Montreal si sono tenuti i Mondiali di short track 2026, con la nazionale italiana protagonista: sabato gli azzurri hanno chiuso la giornata con tre medaglie e sette piazzamenti nella top 10, tra cui un argento nella staffetta femminile.

Gli italiani si candidano a fare la voce grossa anche nelle staffette mista e maschile, forte dei risultati già ottenuti alle Olimpiadi di Milano-Cortina, dove avevano conquistato l’oro nella mista e il bronzo nella staffetta maschile. Competizioni di livello mondiale, disputate proprio qui, vicino a casa — un’occasione rara da non perdere.

Ora legale: attenzione ai calendari

Una nota pratica per chi chiama l’Italia regolarmente. A Toronto e nelle zone con lo stesso fuso orario, l’ora legale è già scattata l’8 marzo, mentre in Italia entrerà in vigore solo il 29 marzo: nei giorni che vanno dall’8 al 29 marzo, tra Canada orientale e Italia ci sono quindi 5 ore di differenza invece delle solite 6. Un piccolo dettaglio che può fare la differenza quando si organizzano videochiamate con parenti e amici.

Vivere in Canada con radici italiane significa tenere vive due storie. E in questo marzo 2026, entrambe hanno molto da raccontare.




Messico, marzo 2026: tra baseball, narcos e italiani scomparsi

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1536x864 cmsv2 20c332e3 d403 5c28 ad17 612bf2fd3446 9661525Un mese intenso, per chi vive in questo paese straordinario e complicato

Per chi in Messico tifa anche azzurro — e sono tanti — questo marzo è stato elettrizzante. Dopo la storica vittoria sugli Stati Uniti, la nazionale italiana di baseball ha battuto anche la Novena Mexicana con un perentorio 9 a 1, chiudendo il girone B da imbattuta e qualificandosi ai quarti di finale del World Baseball Classic 2026.

Il grande protagonista della serata è stato il capitano Vinnie Pasquantino, che ha fatto la storia della competizione: nessun giocatore aveva mai segnato tre fuoricampo in una singola partita del torneo. Un record tutto azzurro, in un’edizione già straordinaria per l’Italia.

Il Messico ancora scosso: dopo El Mencho, un paese in bilico

Chi vive qui lo sa bene: febbraio ha portato con sé giorni di tensione altissima. Le forze di sicurezza messicane hanno eliminato Nemesio Oseguera Cervantes, noto come “El Mencho”, capo del Cartello Jalisco Nueva Generación, considerato il narcotrafficante più potente e ricercato del paese. La sua eliminazione — avvenuta grazie all’infiltrazione di un agente nella sua cerchia privata, che lo ha localizzato mentre visitava un’amante a Tapalpa — ha scatenato una reazione violenta senza precedenti.

In risposta, il cartello ha gettato nel caos diversi stati: Jalisco, Michoacán, Colima, Guanajuato e altri hanno registrato blocchi stradali, autobus in fiamme, scuole chiuse e decine di vittime tra militari e sicari. La presidente Claudia Sheinbaum ha invitato alla calma, rassicurando che lo Stato è pienamente in controllo della situazione.

La Farnesina ha diramato un avviso per i cittadini italiani nel paese, invitandoli a evitare spostamenti non essenziali e a seguire le indicazioni delle autorità locali. L’ambasciata italiana a Città del Messico è reperibile per emergenze al numero 00525554372596.

Italiani scomparsi in Messico: l’ONU chiede verità entro giugno

Una vicenda che non deve essere dimenticata. Il Comitato delle Nazioni Unite contro la Sparizione Forzata ha confermato che il caso dei tre cittadini italiani scomparsi in Messico resta formalmente aperto e sotto monitoraggio internazionale. Lo Stato messicano è stato messo in mora: dovrà fornire risposte dettagliate e presentare un piano strutturato di indagine entro il 3 giugno 2026.

L’ONU ha espresso forte preoccupazione perché, nonostante le condanne già pronunciate nei confronti di alcuni agenti di polizia coinvolti, la sorte dei tre italiani non è ancora chiarita e le famiglie non hanno ricevuto aggiornamenti adeguati. Il caso, come sottolineano i legali che assistono le famiglie, non può essere archiviato finché non si saprà cosa è accaduto davvero a queste persone.

Per chi vive in Messico, questa vicenda è uno specchio delle contraddizioni profonde di un paese che si confronta ogni giorno con i propri fantasmi.

Mondiali di calcio 2026: Guadalajara a rischio?

Lo scenario post-El Mencho apre interrogativi anche sul grande appuntamento dell’estate: la FIFA World Cup 2026. Guadalajara, capitale dello Stato di Jalisco — epicentro delle violenze — è in programma come sede di quattro partite del torneo. Nelle settimane successive agli scontri, sono emersi dubbi concreti sulla capacità della città di garantire gli standard di sicurezza richiesti dalla FIFA.

Per ora nulla è stato ufficialmente modificato, ma la situazione resta sotto osservazione. Per la comunità italiana in Messico — e per tutti coloro che attendevano di vivere il mondiale di casa — è una notizia da seguire con attenzione nei prossimi mesi.

Il Messico è un paese che non smette mai di sorprendere, emozionare e a volte preoccupare. Per chi lo chiama casa, conoscerlo a fondo — nelle sue luci e nelle sue ombre — è il modo migliore per viverlo davvero.




Due ristoranti di Santo Domingo nella guida Top Italian Restaurants 2026

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7b04180b 9bfc 445b 9f71 a8d3c15aaec8Due ristoranti della capitale dominicana, La Pinseria e Perbacco, hanno ottenuto un importante riconoscimento internazionale: entrambi figurano nella prestigiosa guida Top Italian Restaurants 2026, pubblicata da Gambero Rosso, una delle voci più autorevoli nel panorama della gastronomia italiana nel mondo.

Il premio è stato consegnato il 5 marzo 2026 a New York, in occasione della presentazione ufficiale della guida, che ogni anno individua e celebra i migliori ristoranti italiani al di fuori dei confini nazionali.

La Pinseria è stata inserita nella categoria Pizzeria, grazie alla sua proposta incentrata sulla Pinsa Romana: un prodotto dalla storia antica e dalla lavorazione moderna, ottenuto da un mix di farine di frumento, soia e riso, con un impasto ad alta idratazione e una lunga fermentazione, che lo rende leggero, digeribile e dalla crosta croccante.

Perbacco, invece, è stato riconosciuto nella categoria Ristorante, confermando la solidità di una cucina profondamente radicata nella tradizione italiana, accompagnata da una selezione di vini curata con attenzione e diventata ormai uno degli elementi più apprezzati dell’esperienza che il locale offre ai propri ospiti.

La guida Top Italian Restaurants nasce dal lavoro sul campo degli esperti di Gambero Rosso, che visitano e valutano i ristoranti in tutto il mondo tenendo conto dell’autenticità della cucina, della qualità delle materie prime, della tecnica e dell’esperienza complessiva offerta al cliente.

La presenza di due locali di Santo Domingo in questa selezione non è un fatto trascurabile: testimonia la crescita e la maturità raggiunta dalla ristorazione italiana nella città, che si afferma sempre più come una destinazione gastronomica di rilievo internazionale.




Gli Azzurri sognano la semifinale: stasera Italia sfida Porto Rico ai quarti del World Baseball Classic

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world baseball classic x bold predictions for italy vs. puerto ricoÈ il momento più atteso per il baseball italiano. Dopo un girone di qualificazione da sogno, la Nazionale azzurra scende in campo stasera al Daikin Park di Houston per affrontare Porto Rico nei quarti di finale del World Baseball Classic 2026. In palio c’è un posto in semifinale a Miami.

L’Italia ha chiuso il proprio girone con un percorso perfetto, vincendo tutte e quattro le partite disputate. Il cammino degli azzurri ha riservato emozioni incredibili: prima la storica vittoria per 8-6 sugli Stati Uniti, poi il netto 9-1 sul Messico che ha chiuso i giochi. È la terza volta che l’Italia si qualifica alla fase a eliminazione diretta del torneo, ma la prima in cui vince il proprio girone — un risultato che le ha persino guadagnato i complimenti dal Parlamento italiano e dalla premier Giorgia Meloni.

Il grande protagonista del girone è stato il capitano Vinnie Pasquantino. Contro il Messico ha realizzato tre fuoricampo nella stessa partita, diventando il primo giocatore nella storia del World Baseball Classic a riuscire in questa impresa. Ma non è solo una questione di risultati: questa squadra ha stile e carattere. I giocatori arrivano alle partite in abito elegante, brindano con l’espresso dopo ogni fuoricampo, assaggiano oli d’oliva e regalano bottiglie di vino al miglior giocatore di ogni gara. La loro canzone della vittoria è “Time To Say Goodbye” di Andrea Bocelli.

Dall’altra parte del diamante c’è Porto Rico, una squadra costruita sulla solidità del pitching. Il personale di lancio dei portoricani ha registrato nel girone la migliore media earned run dell’intero torneo, con un ERA di 1.22 in 37 inning. Il lanciatore di partenza designato è Seth Lugo, mentre per l’Italia risponderà il giovane Sam Aldegheri.

Non mancano le motivazioni extra per entrambe le squadre. Porto Rico, ancora segnata dalle devastazioni degli uragani del 2017, vive questi successi come un momento di riscatto collettivo. L’Italia, dal canto suo, insegue qualcosa che non ha mai raggiunto: la prima semifinale della sua storia in questo torneo. I due team si sono già incontrati al WBC nel 2013 e nel 2017, con Porto Rico sempre vincitrice. Stasera gli azzurri hanno l’occasione di riscrivere la storia.

La partita si gioca oggi alle 21:00 ora locale (Santo Domingo). Chi vince vola a Miami.




Jet Set: i proprietari a processo a marzo, le famiglie delle vittime chiedono giustizia

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00int nightclubfire arrest ftmj superjumboA quasi un anno dalla tragedia che ha sconvolto Santo Domingo, la vicenda giudiziaria della discoteca Jet Set è arrivata a un momento cruciale. I fratelli Antonio e Maribel Espaillat, proprietari del locale il cui tetto è crollato l’8 aprile scorso causando la morte di 236 persone e il ferimento di oltre 180, si trovano di fronte a un’udienza preliminare fissata per il 16 e il 23 marzo, in cui si deciderà se ci sono prove sufficienti per rinviarli a giudizio.

I due fratelli sono indagati per omicidio colposo e sono stati già interrogati dal procuratore Wilson Camacho. Secondo l’accusa, avrebbero dimostrato una grave irresponsabilità non adottando le misure necessarie per prevenire il disastro, e avrebbero anche tentato di condizionare alcuni dipendenti dell’azienda, potenziali testimoni chiave nell’indagine.

Il crollo avvenne durante un concerto del cantante di merengue Rubby Pérez, che è tra le vittime. Presenti quella notte anche politici e atleti dominicani. Tra i morti figurava anche Nelsy Cruz, sorella dell’ex giocatore di baseball Nelson Cruz, mentre l’ex giocatore di baseball Octavio Dotel e Tony Blanco hanno perso la vita nell’incidente.

Fuori dal tribunale, i familiari delle vittime hanno manifestato la loro frustrazione e il loro grido di giustizia in attesa che il processo faccia il suo corso. Nel frattempo, una commissione governativa composta da esperti internazionali continua a valutare le cause tecniche del cedimento strutturale, incluso il possibile utilizzo di macchinari pesanti sul tetto e presunte carenze nei controlli ufficiali.




La CIDH si riunisce in Guatemala e denuncia le deportazioni di massa di Trump

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cidhLa Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) ha concluso il suo 195° Periodo di Sessioni, svoltosi dal 2 al 13 marzo, con la settimana conclusiva ospitata nella Città del Guatemala. Un appuntamento storico, che ha messo al centro del dibattito continentale le politiche migratorie dell’amministrazione Trump e la situazione dei diritti umani in tutta la regione centroamericana.

Nel corso di un’udienza pubblica, organizzazioni non governative provenienti da Stati Uniti, Messico, Haiti, Guatemala ed El Salvador hanno denunciato un uso sempre più sistematico delle deportazioni verso paesi terzi, ovvero nazioni diverse da quelle di origine dei migranti. Gli Stati Uniti hanno firmato 30 accordi, di cui 14 con Paesi dell’America Latina e dei Caraibi, per trasferire migranti in Paesi diversi dalla loro patria.

Le testimonianze raccolte dipingono scenari preoccupanti: agenti dell’ICE avrebbero consegnato persone di Guatemala e Cuba ad “agenti mascherati” che le avrebbero obbligate ad attraversare il muro di confine verso il Messico. I migranti arrivano senza documenti né effetti personali, vengono trasferiti via terra verso il Tabasco e il Chiapas in condizioni precarie e senza possibilità di comunicare con i propri familiari o avvocati.

Nel caso di El Salvador, le persone deportate sarebbero state rinchiuse nel carcere di massima sicurezza noto come Centro de Confinamiento del Terrorismo, dove 400 stranieri sarebbero morti a causa del sovraffollamento e delle condizioni igieniche.

Sul fronte guatemalteco, la CIDH ha anche sottolineato la necessità di rafforzare le istituzioni democratiche del Paese. Il presidente della CIDH, il guatemalteco Stuardo Ralón, ha evidenziato che il Guatemala si trova in un momento cruciale per il ripristino della legittimità delle sue istituzioni giudiziarie e il rafforzamento dello Stato di diritto.




Cittadinanza italiana: la Consulta conferma il decreto Tajani

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Il caso era arrivato davanti alla Consulta dopo che il Tribunale di Torino aveva sollevato dubbi sulla legittimità della norma introdotta nel 2025, che ha modificato i criteri per ottenere la cittadinanza italiana per discendenza (iure sanguinis). I giudici costituzionali hanno stabilito che le questioni sollevate sono in parte infondate e in parte inammissibili, confermando di fatto la validità della legge.

Il decreto, voluto dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha introdotto criteri più restrittivi per il riconoscimento della cittadinanza ai discendenti di italiani nati all’estero, nel tentativo di ridurre il numero crescente di richieste e alleggerire il lavoro dei consolati.

Cosa succede adesso

Dopo la decisione della Corte Costituzionale, la strada giudiziaria interna appare sostanzialmente chiusa. Chi contesta la riforma potrà tentare la via dei tribunali europei, ma si tratta di percorsi lunghi e incerti.

Per modificare le regole sulla cittadinanza, dunque, l’unica possibilità concreta resta l’intervento del Parlamento, che potrebbe cambiare o correggere la normativa con una nuova legge.

La decisione della Consulta rappresenta un passaggio importante in un dibattito molto sentito tra le comunità italiane nel mondo, soprattutto in America Latina e tra i milioni di discendenti di emigrati che negli ultimi anni hanno chiesto il riconoscimento della cittadinanza italiana.




Referendum sulla giustizia: cosa cambierebbe con la riforma

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immagine 2026 03 13 113305 1024x548Il 22 e 23 marzo gli italiani saranno chiamati a votare in un referendum costituzionale sulla riforma della giustizia approvata dal Parlamento. Il voto servirà a confermare oppure respingere una modifica della Costituzione che cambia l’organizzazione della magistratura italiana.

La riforma interviene soprattutto sul funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) e sulle carriere dei magistrati, introducendo diversi cambiamenti strutturali.

Due Consigli superiori della magistratura

Oggi esiste un solo CSM che governa tutta la magistratura. Con la riforma verrebbero creati due organismi distinti:

  • uno per i giudici,

  • uno per i pubblici ministeri.

Entrambi resterebbero presieduti dal Presidente della Repubblica. L’obiettivo dichiarato è separare in modo più netto le funzioni di chi giudica e di chi rappresenta l’accusa nei processi.

Carriere separate tra giudici e pubblici ministeri

Un altro punto centrale riguarda la separazione delle carriere. Oggi i magistrati entrano nella magistratura con lo stesso concorso e possono passare nel corso della carriera da giudice a pubblico ministero e viceversa.

La riforma prevede invece due percorsi professionali distinti, senza passaggi tra le due funzioni.

Membri del CSM scelti per sorteggio

Una delle novità più discusse è il sistema di selezione dei componenti dei nuovi CSM.

Al posto delle elezioni interne tra magistrati, molti membri verrebbero estratti a sorte tra candidati che possiedono determinati requisiti. Il meccanismo riguarderebbe sia magistrati sia componenti laici, cioè professori universitari e avvocati con lunga esperienza.

Secondo i sostenitori della riforma, il sorteggio servirebbe a ridurre il peso delle correnti interne alla magistratura e a limitare le influenze politiche nelle nomine.

Nuova Alta Corte disciplinare

La riforma prevede inoltre la creazione di una Alta Corte disciplinare che si occuperebbe dei procedimenti contro i magistrati, funzione oggi gestita dal CSM.

Il voto di marzo

Poiché la riforma modifica diversi articoli della Costituzione e non è stata approvata in Parlamento con la maggioranza dei due terzi, la legge deve essere confermata da un referendum popolare.

Il 22 e 23 marzo gli elettori dovranno quindi decidere se confermare o bocciare questa nuova organizzazione della magistratura italiana.