Nuova guida per fare business in Repubblica Dominicana

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29cc8e dd7f828fd5e64c328022e81fb286c522~mv2L’Ambasciata d’Italia a #Santo Domingo ha pubblicato per la prima volta una Guida agli Affari in Repubblica Dominicana, pensata per chi vuole esportare o investire nel paese caraibico.

Si tratta di un documento introduttivo e pratico che descrive le opportunità economiche in un mercato in forte crescita, considerato tra i più dinamici dell’America Latina, anche grazie alla stabilità politica, all’apertura internazionale e alla sua posizione geografica favorevole.

La guida, edizione 2025 e soggetta ad aggiornamenti regolari, offre informazioni utili su:

  • Perché investire qui e come farlo;

  • I settori più interessanti per le imprese italiane, come il turismo, le energie rinnovabili, la manifattura, la biomedicina, l’immobiliare e l’agroindustria;

  • Le procedure operative per aprire un’attività, con dettagli su adempimenti doganali, incentivi fiscali, zone franche e l’uso dello sportello digitale per gli investimenti (VUI-RD);

  • Dove rivolgersi, quali sono le principali autorità locali e una panoramica delle regole da seguire per essere conformi alla legge.

In sostanza, è uno strumento pensato per chi sogna di portare prodotti, servizi o capitali italiani nella Repubblica Dominicana e usare il paese come porta di accesso ai Caraibi.




Sanità italiana d’eccellenza: 13 ospedali tra i migliori 250 al mondo

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gemelli roma 1La prestigiosa classifica “World’s Best Hospitals 2026”, curata dalla rivista Newsweek assieme alla società di ricerca Statista, ha riconosciuto numerose eccellenze italiane nel panorama sanitario internazionale. In totale, 13 ospedali italiani figurano fra i primi 250 migliori al mondo, selezionati tra oltre 2.500 strutture analizzate in 32 Paesi.

Fra questi, il #Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma si è confermato il primo ospedale italiano nella classifica globale, piazzandosi al 33° posto nel mondo.

Per quanto riguarda la Lombardia, ben cinque strutture si sono collocate tra le migliori in Italia e risultano molto competitive anche nella graduatoria internazionale:

  • Grande Ospedale Metropolitano #Niguarda di Milano – primo tra i lombardi, 43° nel mondo;

  • Istituto Clinico Humanitas di Rozzano – 51° posto globale;

  • Ospedale San Raffaele di Milano – 57°;

  • Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo – 104°;

  • Policlinico San Matteo di Pavia – 134°.

Questi risultati collocano cinque ospedali lombardi tra i primi otto in tutta Italia, un dato che sottolinea la qualità della sanità regionale.

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha commentato con soddisfazione il riconoscimento, definendolo un segno della solidità e dell’eccellenza del sistema sanitario locale. Fontana ha evidenziato l’impegno quotidiano di medici, infermieri e personale sanitario, e ha assicurato che la Regione continuerà a investire in tecnologie e strutture per migliorare continuamente la qualità delle cure.

Per la cronaca, gli ospedali primi classificati al mondo sono:

  1. Mayo Clinic – Rochester (USA)
    Riconosciuto come primo ospedale al mondo per le sue eccellenze cliniche, assistenziali e di ricerca, confermandosi in cima alle graduatorie internazionali fin dalle edizioni precedenti.

  2. Cleveland Clinic (USA)
    Spesso seconda in classifica globale, è celebre soprattutto per cardiologia, chirurgia cardiaca e tecnologie all’avanguardia.

  3. Toronto General – University Health Network (Canada)
    Terzo classificato in molte liste globali, è tra i centri più rispettati al mondo e rappresenta il massimo livello sanitario anche fuori dagli Stati Uniti.

Questi ospedali primeggiano per reputazione internazionale, qualità delle cure, opinioni di professionisti sanitari e risultati nei trattamenti clinici.




Cuba tra blackout, crisi economica e turismo in affanno: il 2026 si è aperto con nuove incognite

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tzoo.98779.0.729674.havanaL’inizio del 2026 si presenta complesso per #Cuba, alle prese con una combinazione di crisi energetica, difficoltà economiche e rallentamento del settore turistico, pilastro fondamentale dell’economia nazionale. Negli ultimi mesi, l’isola ha vissuto frequenti interruzioni di corrente, soprattutto nelle province interne, con blackout che in alcuni casi hanno superato le dieci ore al giorno.

Alla base del problema vi è un sistema energetico obsoleto, fortemente dipendente da centrali termoelettriche datate e da forniture di carburante sempre più irregolari. Le autorità cubane hanno ammesso pubblicamente le difficoltà, annunciando piani di emergenza e nuovi accordi per rafforzare la produzione elettrica, ma i risultati tardano ad arrivare.

Sul piano economico, l’inflazione continua a colpire duramente il potere d’acquisto della popolazione. I prezzi dei beni di prima necessità restano elevati, mentre salari e pensioni faticano a tenere il passo. A soffrire è soprattutto la classe media urbana, che negli ultimi anni aveva rappresentato una delle principali leve di stabilità sociale.

Particolarmente delicata è la situazione del turismo, settore chiave per l’ingresso di valuta estera. Nonostante un lieve aumento degli arrivi rispetto agli anni della pandemia, i numeri restano lontani dai livelli precedenti al 2019. Le difficoltà nei trasporti, i blackout, la carenza di servizi e la concorrenza crescente di altre destinazioni caraibiche stanno riducendo l’attrattiva dell’isola per molti viaggiatori internazionali.

In questo contesto, il governo punta sempre più su investimenti stranieri selettivi, sull’apertura controllata al settore privato e su una maggiore cooperazione con Paesi alleati. Tuttavia, il quadro resta fragile e fortemente condizionato anche dal perdurare delle sanzioni economiche degli Stati Uniti, che continuano a pesare su commercio, finanza e approvvigionamenti.

Per il Centro America e i Caraibi, la situazione cubana rappresenta un tema di interesse regionale: migrazioni, flussi turistici, equilibri economici e stabilità sociale dell’isola hanno effetti che vanno ben oltre i suoi confini. Il 2026 si apre dunque come un anno decisivo per capire se Cuba riuscirà ad avviare una fase di graduale ripresa o se le difficoltà strutturali continueranno a rallentarne il futuro.




Mentre il Paese affrontava un blackout nazionale, Las Galeras ha mantenuto il servizio grazie alla sua generazione locale

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8f9be1cb a436 4505 863b ed7c2102ed94Lo scorso lunedì 23 febbraio, gran parte del territorio nazionale ha subito una significativa interruzione del servizio elettrico, che ha colpito milioni di utenti in diverse regioni del Paese, comprese aree in cui il blackout è durato fino a 14 ore. Tuttavia, nel distretto municipale di Las Galeras la situazione è stata diversa.

Grazie alla propria capacità di generazione locale, le reti gestite dalla #Compañía de Luz y Fuerza sono riuscite a garantire la continuità della fornitura elettrica alla comunità, attenuando gli effetti dell’evento che ha invece colpito le zone dipendenti esclusivamente dal Sistema Elettrico Nazionale Interconnesso (#SENI).

img 0597Questa resilienza è resa possibile da una matrice energetica diversificata installata nella zona, che combina un centro di generazione termica con una capacità di 6,6 MW, integrato da 900 kW di generazione solare e 275 kW di energia eolica. L’integrazione di queste fonti consente una maggiore flessibilità operativa e rafforza la capacità di risposta del sistema locale di fronte a contingenze esterne.

Un modello di resilienza energetica locale

L’operatività elettrica di #Las Galeras rappresenta un punto di riferimento in termini di resilienza.

Grazie alla presenza di infrastrutture di generazione in loco, il sistema gode di un più elevato grado di autonomia rispetto alle perturbazioni esterne.

Questo approccio riduce la dipendenza immediata dal sistema di trasmissione nazionale, facilita una risposta più rapida agli eventi imprevisti e contribuisce alla stabilità del servizio sia per i residenti sia per il settore turistico.

Per comunità con un elevato potenziale turistico e una crescita sostenuta, come Las Galeras, la continuità della fornitura elettrica è essenziale per l’attività economica, la sicurezza e la qualità della vita.

Impegno per il miglioramento continuo

L’operazione locale prosegue il proprio lavoro in modo costante per rafforzare l’affidabilità del sistema, ottimizzare l’efficienza operativa e avanzare progressivamente verso soluzioni energetiche sempre più sostenibili, in coerenza con la visione di sviluppo del territorio.

Eventi come quello verificatosi oggi riaffermano l’importanza di investire in infrastrutture energetiche robuste, flessibili e diversificate, soprattutto in territori con caratteristiche geografiche particolari. L’esperienza di Las Galeras dimostra come una matrice che integra generazione termica, solare ed eolica possa consolidarsi come esempio nazionale di resilienza energetica e sostenibilità territoriale.




Messico, dopo la morte di “El Mencho” tensione ancora alta: tra ritorno alla normalità e rischio nuovi scontri

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9375873 23003826 messico 1 La morte di Nemesio Oseguera Cervantes, noto come “#El Mencho”, storico leader del Cartello di Jalisco Nueva Generación (CJNG), ha scosso profondamente il #Messico e in particolare lo Stato di #Jalisco, roccaforte del gruppo criminale.

Nei giorni immediatamente successivi all’operazione che ha portato alla sua eliminazione, si sono registrati blocchi stradali, incendi di veicoli, scontri armati e un temporaneo stop ad attività commerciali e trasporti in diverse aree dell’ovest del Paese.

La situazione oggi: calma vigilata

Nelle ultime ore le autorità messicane parlano di graduale ritorno alla normalità. A Guadalajara e nei centri limitrofi negozi, scuole e servizi pubblici hanno riaperto, mentre è stata rafforzata la presenza della Guardia Nacional e dell’esercito nelle zone più sensibili.

Il governo federale ha dispiegato migliaia di uomini per prevenire ulteriori episodi di violenza e garantire la sicurezza delle infrastrutture strategiche, comprese autostrade e aeroporti.

Tuttavia, gli analisti avvertono: la morte del capo non significa automaticamente la fine del cartello. Al contrario, potrebbe aprire una fase di lotta interna per la successione, con il rischio di frammentazione e nuovi conflitti tra fazioni.

Turismo e imprese: primi effetti concreti

Le tensioni hanno avuto ripercussioni immediate anche sul settore turistico. In località come Puerto Vallarta, alcune compagnie hanno temporaneamente modificato rotte o rafforzato misure di sicurezza.

Anche alcune aziende internazionali con stabilimenti nello Stato di Jalisco hanno adottato protocolli straordinari per tutelare il personale.

Il governo messicano ha ribadito che le principali destinazioni turistiche restano operative, ma invita alla prudenza nelle aree interessate dagli scontri.

Cosa può accadere ora

La scomparsa di una figura centrale come Oseguera Cervantes rappresenta un colpo simbolico e operativo per il CJNG. Tuttavia, l’esperienza messicana insegna che la decapitazione di un cartello non sempre produce stabilità immediata.

Gli esperti parlano di tre possibili scenari:

  1. Successione interna rapida, con mantenimento della struttura attuale.

  2. Frammentazione del cartello, con aumento della violenza locale.

  3. Intervento più incisivo dello Stato, sfruttando il momento di debolezza per colpire la rete finanziaria e logistica.

Per ora, il Messico vive una fase di calma vigilata, con forte presenza militare e attenzione internazionale.




Sanremo 2026, una partenza tra musica, nostalgia e prime sorprese

serena brancale fulminacci arisa fedez masini ditonellapiaga i piu votati dalla sala stampa dopo la prima serata di sanremo 2026 ansa

serena brancale fulminacci arisa fedez masini ditonellapiaga i piu votati dalla sala stampa dopo la prima serata di sanremo 2026 ansaLa prima serata del #Festival di Sanremo 2026 ha dato ufficialmente il via alla nuova edizione della manifestazione musicale più seguita d’Italia. Dal palco del Teatro Ariston è andato in scena uno spettacolo lungo, ricco di musica e di momenti emotivi, che ha subito mostrato il volto di questo Sanremo: meno clamore, più attenzione alle canzoni e agli interpreti.

Una serata senza eccessi, ma solida

L’apertura del Festival è stata improntata a uno stile sobrio e lineare, con una conduzione che ha puntato sull’esperienza e sulla fluidità televisiva. La prima serata ha visto esibirsi tutti gli artisti in gara, offrendo al pubblico un primo ascolto completo dei brani in competizione.

L’impressione generale è quella di un Sanremo che guarda alla tradizione, ma senza rinunciare a contaminazioni pop, urban e cantautorali. Una scelta che sembra voler tenere insieme generazioni diverse di spettatori, in Italia come all’estero.

I primi verdetti della critica

Al termine della serata è stata resa nota la prima classifica provvisoria, basata esclusivamente sul voto della Sala Stampa, TV e Web. Non una graduatoria definitiva, ma un primo termometro utile a capire l’orientamento della critica.

Tra i nomi più apprezzati figurano Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga e la coppia Fedez – Marco Masini.
Un mix che racconta bene l’anima di questa edizione: artisti diversi per storia e linguaggio, ma accomunati da un’attenzione particolare alla scrittura e all’interpretazione.

Ospiti e momenti emotivi

La serata è stata arricchita anche dalla presenza di ospiti molto attesi, accolti con calore dal pubblico dell’Ariston. Non sono mancati i momenti di commozione, tra ricordi, omaggi alla storia della musica italiana e reazioni sincere di alcuni artisti dopo l’esibizione.

Più che puntare sull’effetto sorpresa o sulla polemica, questa prima puntata ha scelto il registro dell’eleganza e della continuità, lasciando parlare soprattutto la musica.

Un debutto che divide, ma convince

Dal punto di vista mediatico, la prima serata ha generato reazioni contrastanti: c’è chi parla di un avvio meno esplosivo rispetto ad altre edizioni recenti e chi, invece, apprezza il ritorno a un Sanremo più “classico”, meno urlato e più concentrato sulla qualità dei brani.

Un dato appare chiaro: il Festival resta un appuntamento centrale nel panorama culturale italiano, capace di catalizzare l’attenzione anche degli italiani che vivono all’estero, tra commenti, confronti e inevitabili paragoni con il passato.

Cosa aspettarsi ora

Con l’ingresso del televoto e delle altre giurie nelle prossime serate, gli equilibri potrebbero cambiare sensibilmente. La prima classifica non è una sentenza, ma solo l’inizio di una gara che, come sempre, promette colpi di scena fino alla finale.

Sanremo 2026 è partito senza clamori eccessivi, ma con basi solide. E, come spesso accade, sarà il tempo — e il pubblico — a dire se questa scelta pagherà.




Blackout nazionale: la Repubblica Dominicana piomba nel buio per diverse ore

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sin títuloUn lungo blackout ha interessato ieri gran parte della Repubblica Dominicana, lasciando milioni di persone senza energia elettrica per ore e creando disagi diffusi in cittadine, città e servizi essenziali dell’isola caraibica.

La corrente è mancata intorno alle 10:50, a causa di un guasto importante alla rete elettrica nazionale che ha colpito una linea di trasmissione chiave e ha attivato i sistemi di protezione, provocando lo spegnimento automatico delle centrali principali.

Secondo il ministro dell’Energia e delle Miniere, Joel Santos, le centrali elettriche hanno interrotto la produzione di energia in modo imprevisto poco prima di mezzogiorno, determinando un effetto a catena in tutto il sistema.

Il blackout ha causato interruzioni di traffico per lo spegnimento dei semafori, sospensioni dei trasporti pubblici e disagi nel servizio della metropolitana e della Teleférico/Santo Domingo Cable Car.

Commercianti e cittadini hanno raccontato che negozi e attività commerciali hanno dovuto chiudere le porte, con molte merci deperite per la mancanza di refrigerazione.

La situazione è stata particolarmente critica in Santo Domingo, Santiago, San Francisco de Macorís, La Vega, Samaná e altre province, dove gruppi di residenti sono rimasti senza energia per circa 12 ore.

Nonostante il blackout, ospedali, sistemi idrici, aeroporti e alcune linee di trasporto hanno continuato a funzionare grazie ai generatori di emergenza messi in campo dalle autorità.

Entro il pomeriggio di ieri, il sistema elettrico nazionale aveva recuperato circa il 30 % della sua capacità ordinaria, mentre le squadre tecniche lavoravano per ristabilire progressivamente la fornitura di energia nel resto del paese.

Il blackout di ieri è il secondo importante fuori servizio della rete elettrica in pochi mesi: un evento simile era già accaduto lo scorso novembre, quando un guasto nel sistema di trasmissione aveva lasciato molte zone al buio e bloccato i mezzi pubblici.

Gli esperti e le autorità stanno valutando le cause tecniche dietro il nuovo blackout per capire se si tratti di problemi strutturali, di manutenzione o di vulnerabilità della rete nazionale, mentre cresce la preoccupazione per la stabilità a lungo termine del sistema elettrico isolano.




Nord-Est USA: dopo la grande bufera, la situazione resta critica anche oggi

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imagesLa eccezionale tempesta invernale — descritta dai meteorologi come una delle più intense degli ultimi anni — ha attraversato la costa orientale degli Stati Uniti tra #Maryland e #Maine, causando impatti che si stanno riversando anche nella giornata di oggi 24 febbraio 2026.

Oltre 600.000 case e imprese continuano a rimanere senza elettricità, soprattutto nel #Massachusetts, #New Jersey, #Delaware e #Rhode Island, a causa delle raffiche di vento e del peso della neve sui cavi elettrici.

Le autorità meteorologiche mantengono allerta per forti nevicate e condizioni di bufera su gran parte della costa orientale, con accumulationi record a Central Park e in molte città del Tri-State.

Le scuole e molte attività restano chiuse, mentre gli Stati sotto emergenza in alcuni casi hanno imposto divieti di viaggio per prevenire incidenti dovuti alla situazione stradale difficile.

Anche oggi, le squadre di soccorso e i mezzi antineve sono al lavoro per sgomberare le strade dalla neve e ripristinare i servizi.

Nonostante il grosso della tempesta sia passato, le cancel­lazioni dei voli continuano, con migliaia di rotte già annullate tra lunedì e martedì. Le compagnie aeree stanno ancora gestendo le conseguenze dei disagi nei principali aeroporti come quelli di New York e Boston.

Le nevicate accumulate nelle zone più colpite hanno superato i 60-70 cm, con alcuni punti del Rhode Island che hanno raggiunto livelli mai visti da decenni, segnando un evento che molti meteorologi confrontano con le grandi bufera storiche della regione.

Raffiche di vento equivalenti a quelle di un uragano hanno accompagnato la tempesta, aggravando la situazione e rendendo difficile il recupero delle infrastrutture.

Le principali città e municipi stanno gradualmente riaprendo strade, servizi di trasporto e scuole, ma gli avvisi meteorologici non escludono possibili ulteriori nevicate più avanti nella settimana — il che mantiene alta la guardia delle autorità.




USA. Una storica tormenta invernale mette in ginocchio il nord-est degli Stati Uniti

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6978ba7bce4a5Un potente sistema di maltempo, classificato dai meteorologi come tormenta invernale potenzialmente storica, ha scatenato condizioni estreme in gran parte del nord-est degli Stati Uniti, costringendo autorità locali e statali a dichiarare lo stato di emergenza e a vietare i viaggi non essenziali per proteggere la popolazione e ridurre i rischi nelle strade.

Il fenomeno meteorologico — alimentato da un ciclone bomba che si sta rapidamente intensificando lungo la costa atlantica — minaccia più di 50 milioni di persone da New England fino al Mid-Atlantic. Secondo i servizi meteorologici, in alcune aree potrebbero cadere fino a 150 centimetri di neve, con raffiche di vento sostenute e visibilità drasticamente ridotta, causando venti di tempesta e condizioni di burrasca in vaste zone del paesaggio urbano e rurale.

Per fronteggiare la gravità della situazione, almeno sette stati — tra cui New York, New Jersey, Pennsylvania, Delaware, Connecticut, Rhode Island e Massachusetts — hanno già dichiarato lo stato di emergenza, attivando piani di risposta urgenti.

Nella città di New York, il sindaco Zohran Mamdani ha imposto un divieto totale di viaggiare non essenziale dalle ore serali di domenica fino al primo pomeriggio di lunedì, oltre a disporre la chiusura di strade, ponti e reti di trasporto pubblico per limitare incidenti e sovraccarico dei servizi di emergenza.

Le condizioni meteorologiche avverse e le restrizioni hanno avuto ripercussioni immediate su migliaia di voli cancellati o ritardati negli aeroporti di New York, Boston e altre città della costa orientale, con una stima che supera già le 14.000 tratte coinvolte tra cancellazioni e disservizi.

Le scuole pubbliche di grandi aree metropolitane sono state chiuse per lunedì, così come molte attività economiche e culturali — inclusi i celebri spettacoli di Broadway — sono state sospese nel tentativo di ridurre al minimo gli spostamenti e tutelare la sicurezza dei residenti.

Oltre alla neve spessa e ai venti feroci, autorità meteorologiche e protezione civile hanno lanciato allerta per mareggiate e inondazioni costiere, specialmente nelle aree di Delaware e Cape Cod, dove si prevedono accumuli di acqua e possibili danni alle infrastrutture.

Le autorità hanno anche espresso preoccupazione per possibili interruzioni di corrente, dovute al peso del ghiaccio e dei rami caduti sugli edifici e sulle linee elettriche, con squadre di intervento già all’opera per prevenire o mitigare eventuali blackout.

Questa tempesta invernale si sta configurando come uno degli eventi meteorologici più intensi degli ultimi anni per la costa nord-orientale degli Stati Uniti, imponendo misure di sicurezza senza precedenti e modificando radicalmente la vita quotidiana di milioni di persone nel cuore dell’inverno.




Caos e violenza in Messico dopo la morte del boss del narcotraffico “El Mencho”

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foto a 2 sito47 1024x576Una nuova ondata di violenza e tensione ha investito il #Messico dopo che le autorità militari hanno annunciato la morte di Nemesio Rubén Oseguera Cervantes, il famigerato capo del Cártel de Jalisco Nueva Generación (CJNG), noto con il soprannome di “#El Mencho”.

El Mencho, considerato per anni uno dei narcotrafficanti più potenti e pericolosi al mondo, è stato colpito in un operativo militare nella regione montuosa di Tapalpa, nello stato di Jalisco, dove le forze di sicurezza messicane lo cercavano da tempo. Secondo le autorità, è rimasto gravemente ferito durante lo scontro a fuoco e poi è deceduto mentre veniva trasportato verso Città del Messico per le cure mediche.

La notizia della sua morte ha scatenato una violenta reazione in molte parti del paese. In diverse città, soprattutto negli stati di Jalisco, Guanajuato, Colima, Michoacán, Nayarit e Tamaulipas, gruppi legati al CJNG hanno reagito con “narcobloqueos”, incendiando veicoli, bloccando strade principali e attaccando negozi e infrastrutture.

In alcune zone, le autorità hanno dovuto sospendere scuole e attività pubbliche per la sicurezza dei cittadini, mentre le forze dell’ordine continuano a lottare per ripristinare l’ordine.

Questa esplosione di violenza riflette la profondità dell’influenza del CJNG, un’organizzazione criminale che ha costruito negli anni una delle reti più estese nel traffico internazionale di droga, traffici illeciti e attività violente.

La morte di El Mencho rappresenta un duro colpo per il cartello, dato che era una figura di riferimento e uno degli obiettivi prioritari sia per il governo messicano sia per le autorità statunitensi, che per anni avevano offerto una cospicua ricompensa per la sua cattura.

Nel breve periodo, le autorità esplicitano preoccupazione per possibili ulteriori esplosioni di violenza, poiché fazioni interne al cartello e gruppi rivali potrebbero cercare di assumere posizioni di potere lasciate dalla caduta di El Mencho. La situazione resta molto volatile e monitorata dalle forze di sicurezza, nelle principali città e soprattutto nelle regioni più colpite dagli scontri.