MAIE, tour in Nord America al via da marzo 2026: Odoguardi rilancia il dialogo con le comunità italiane

Il MAIE guarda al futuro e rafforza il proprio impegno a sostegno delle comunità italiane all’estero. Il vicepresidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero, #Vincenzo Odoguardi, ha annunciato l’avvio della fase organizzativa del tour #MAIE in #Nord America, previsto a partire da marzo 2026.
«Come anticipato nelle scorse settimane, siamo entrati nella fase operativa della programmazione», ha spiegato Odoguardi, sottolineando come il lavoro si stia sviluppando in sinergia con i coordinatori MAIE e con gli #italiani residenti all’estero interessati a partecipare attivamente alla vita del Movimento. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la rappresentanza degli italiani nel mondo e rendere la loro voce sempre più incisiva nelle sedi istituzionali di #Roma.
Il vicepresidente ha richiamato le radici storiche e associative del MAIE, nato dall’esperienza del volontariato cattolico e da un forte legame con il tessuto associativo italiano all’estero. «La difesa dei diritti degli italiani fuori dai confini nazionali e la promozione dell’italianità restano al centro della nostra azione», ha ribadito, evidenziando il valore della cultura, delle tradizioni e del senso di appartenenza come elementi fondanti del Movimento.
Il tour interesserà le principali circoscrizioni consolari di #Stati Uniti e #Canada e sarà articolato in incontri pubblici, momenti di confronto e iniziative dedicate all’identità italiana. Secondo #Odoguardi, si tratterà di missioni «fortemente identitarie», costruite sull’ascolto diretto delle comunità e sulla partecipazione attiva.
Le tappe nordamericane offriranno anche l’occasione per fare il punto sul lavoro svolto dal MAIE in Parlamento e per rilanciare l’impegno culturale e politico del Movimento nei confronti degli italiani all’estero.
«Vogliamo continuare a dare voce e dignità agli italiani nel mondo», ha concluso Odoguardi, «perché l’Italia non si esaurisce nei suoi confini geografici, ma vive ogni giorno nelle comunità che la rappresentano e la difendono all’estero».

Nel Centro America la presenza italiana è meno numerosa rispetto ad altre aree delle Americhe, ma resta attiva, radicata e in trasformazione. Dagli storici imprenditori alle nuove migrazioni legate al lavoro da remoto, gli italiani continuano a contribuire allo sviluppo economico, culturale e sociale dei Paesi che li ospitano.
Negli ultimi giorni il tema delle elezioni per il rinnovo dei Comitati degli Italiani all’Estero (Comites) e del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) è tornato al centro del dibattito tra associazioni degli italiani nel mondo, parlamentari eletti all’estero e istituzioni diplomatiche.
In queste settimane il Canada sta vivendo una delle fasi invernali più rigide e nevose dell’ultimo periodo, con temperature e condizioni meteo che stanno attirando l’attenzione di climatologi e media internazionali.
In Italia li conosciamo bene: sono i giorni della merla, tradizionalmente considerati i più freddi dell’anno, tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. E quest’anno, a sorpresa, questo antico modo di dire sembra trovare conferma anche dall’altra parte dell’Atlantico.
Il Centro America torna al centro dell’attenzione per un tema che fa parte della vita quotidiana della regione: l’attività sismica. Nelle ultime settimane diversi Paesi dell’area hanno registrato scosse di media intensità, senza gravi conseguenze, ma sufficienti a riaccendere il dibattito sulla prevenzione e sulla preparazione della popolazione.
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani è alla guida di una missione di sistema a sostegno del tessuto produttivo di Sicilia, Calabria e Sardegna, regioni duramente colpite dalle calamità naturali dello scorso gennaio. La visita – rimarca la Farnesina – si inserisce nel quadro delle iniziative del Governo a favore dell’internazionalizzazione e vedrà la partecipazione dei vertici di ICE, SIMEST, SACE e Cassa Depositi e Prestiti.

I Caraibi stanno vivendo una stagione apparentemente contraddittoria. Da un lato, numeri record nel turismo, aeroporti pieni, nuovi resort e investimenti stranieri; dall’altro, una crescente difficoltà per le popolazioni locali, strette tra inflazione, salari bassi e servizi pubblici fragili. Un paradosso che si manifesta con forza in Paesi come 
Mentre l’attenzione dei media internazionali resta concentrata su guerre e grandi crisi globali, in Centro America si sta giocando una partita strategica decisiva, lontana dai riflettori ma ricca di conseguenze: la competizione crescente tra Stati Uniti e Cina per l’influenza politica, economica e infrastrutturale della regione.