Quattro libri per raccontare l’Italia nel mondo

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Dall’emigrazione di ieri alle nuove identità globali, un percorso in quattro volumi attraverso le radici, le nostalgie e le trasformazioni dell’essere italiani all’estero.

Con oltre sette milioni di iscritti all’AIRE e una diaspora che abbraccia tutti i continenti, l’Italia è ormai una nazione diffusa, che continua a vivere e a evolversi oltre i propri confini. In questa prospettiva si inserisce l’opera di Ennio Marchetti, che negli ultimi anni ha dedicato quattro volumi al tema dell’emigrazione e dell’identità italiana nel mondo, pubblicati nella biblioteca di Lulu.com e in Amazon.com

L’Altra Italia

Un saggio di forte attualità che affronta il ruolo politico e culturale degli italiani all’estero.
L’opera sostiene che gli emigrati e i loro discendenti non siano più spettatori, ma una componente decisiva del sistema Paese: cittadini che chiedono di contare e di essere rappresentati.
Un richiamo a riconoscere che l’Italia non finisce ai suoi confini, ma continua ovunque vivano italiani che operano, innovano e mantengono vivo il legame con la madrepatria.

Novitalia

Ambientato nel cuore del Pacifico, questo romanzo intreccia ironia e commozione per raccontare la nascita di una “patria immaginaria”: Novitalia, tre isole dove una famiglia di emigranti piemontesi ha costruito un piccolo mondo italiano fatto di lingua, cucina, canti e tradizioni.
Un racconto vivace e poetico che parla di appartenenza e identità, di radici reinventate lontano da casa, nel solco dei grandi romanzi sudamericani.

Noi, italiani all’estero

Un viaggio storico e narrativo attraverso secoli di emigrazione, dai primi pionieri alle nuove generazioni globali.
Il libro unisce rigore documentario e partecipazione emotiva, raccontando le storie di milioni di italiani che hanno lasciato la loro terra e, con coraggio e sacrificio, hanno contribuito allo sviluppo dei Paesi che li hanno accolti.
Una testimonianza corale dell’ingegno e della resilienza del popolo italiano.

Potere straniero

Con taglio analitico e contemporaneo, questo volume amplia la prospettiva al fenomeno opposto: l’influenza delle comunità straniere nei Paesi che le ospitano.
Attraverso analisi storiche, economiche e geopolitiche, l’autore esplora come le minoranze ricche e influenti possano plasmare la politica, l’economia e la cultura nazionale, in un equilibrio delicato tra integrazione e potere.
Un testo che invita a riflettere sui nuovi scenari della globalizzazione e sul valore della sovranità.

Quattro libri, un unico filo conduttore: il racconto di un’Italia che viaggia, si trasforma e continua a vivere nei suoi cittadini sparsi nel mondo.
Un omaggio a chi, pur lontano, porta ancora nel cuore la propria patria.

 




La Camera approva la revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero. Il provvedimento passa al Senato

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aula panoramica gif w485 h1 485x223L’Assemblea di Montecitorio on 144 voti favorevoli e 87 contrari, ha approvato il disegno di legge sulle disposizioni per la revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero (C. 2369-A). Il provvedimento passa ora all’esame dell’altro ramo del Parlamento.

Fra le novità del provvedimento il trasferimento alla Farnesina, a un ufficio di livello dirigenziale, la competenza, oggi attribuita ai consolati, in materia di riconoscimento del possesso della cittadinanza italiana da parte delle persone maggiorenni residenti all’estero.

Previsto inoltre che i cittadini residenti nella circoscrizione consolare e iscritti all’AIRE possano presentare domanda di rilascio della carta d’identità elettronica presso i comuni, secondo modalità organizzative e tecniche definite dai Ministri dell’interno e dal Maeci. L’Anagrafe della popolazione italiana residente all’estero (AIRE) diviene inoltre parte integrante dell’istituita Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente. (Inform)




Esplosione in provincia di Verona: morti tre carabinieri

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esplosione verona 1024x726Tre carabinieri sono morti a causa di un’esplosione di una bombola di gas avvenuta stanotte alle 3.05 in un casolare a Castel d’Azzano in provincia di Verona. Secondo quanto ha riferito il procuratore di Verona, in diretta a ‘Mattino Cinque’, gli agenti si trovavano sul posto per effettuare una perquisizione dell’abitazione. Dalle prime ricostruzioni, a causare lo scoppio, sarebbero stati gli stessi inquilini dell’immobile, Dino, Maria Luisa, e Franco Ramponi, tre fratelli di circa sessant’anni. Tutti e tre, fermati, sono stati successivamente arrestati: sono accusati di omicidio premeditato. Nell’esplosione sono rimaste ferite anche altre 15 persone tra carabinieri, vigili del fuoco e agenti di polizia.

“Io avevo ordinato una perquisizione” del casolare di Castel d’Azzano, in provincia di Verona, dove stanotte per una esplosione hanno perso la vita tre Carabinieri. Lo ha confermato, in diretta a Mattino 5, il procuratore di Verona, Raffaele Tito. Ha anche detto che è stato fermato anche il terzo dei tre abitanti nel casolare che sulle prime era riuscito ad allontanarsi. Le forze dell’ordine sono entrate per cercare molotov, ha specificato Tito parlando con i cronisti circa l’obiettivo dell’intervento. “Mi vengono quasi le lacrime agli occhi”, ha aggiunto

PIANTEDOSI: TRE PERSONE SONO STATE ARRESTATE

“Le tre persone che si sono rese colpevoli di questa tragedia sono state arrestate“. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ai microfoni di Rainews 24. “È stato arrestato anche il terzo, rintracciato dopo dai carabinieri. È stato rintracciato nella campagna di sua proprietà. Sembrerebbe che la causa di quello che è successo sia stato determinata dalla saturazione del gas volutamente posta in essere dalla donna che era presente nella casa e poi dall’innesco fatto volontariamente da questa donna. C’erano delle molotov, ma non so se siano state usate nella circostanza e quanto abbiano concorso nella deflagrazione”.

IN VENETO DECRETATI TRE GIORNI DI LUTTO REGIONALE

In seguito alla tragedia di Castel d’Azzano (Verona), il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha firmato il decreto che proclama il lutto regionale per tre giorni e per il giorno in cui saranno fissate le esequie dei Carabinieri caduti. In questi giorni su tutto il territorio veneto è previsto vengano esposte le bandiere a mezz’asta nelle sedi istituzionali. Il governatore ha dato comunicazione del decreto alla Prefettura di Venezia per la più ampia diffusione a tutte le Istituzioni.

CASOLARE ERA AD ALTO RISCHIO E SANITÀ ERA PRE-ALLERTATA

Il sistema sanitario regionale del Veneto aveva previsto, fin dalle prime ore della notte, un presidio preventivo per un’operazione ritenuta “ad alto rischio e pianificata nei dettagli dalla Questura di Verona, in collaborazione con i Carabinieri”. Lo specifica il presidente del Veneto, Luca Zaia. La complessità dell’operazione ha richiesto, già dalle 2, l’attivazione di un presidio sanitario da parte del Suem 118 dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, con la presenza in loco di un’automedica, un’ambulanza medicalizzata e una ‘base’, posizionate a distanza di sicurezza, ma operative a tutela del dispositivo. Alle 3.05 nel momento in cui le forze speciali sono entrate nell’edificio, si è verificata l’esplosione costata la vita a tre Carabinieri. Immediatamente è stato attivato il piano di emergenza, con il dispiegamento da parte della sanità di un ulteriore mezzo di coordinamento mobile, un’ulteriore automedica, quattro ambulanze aggiuntive e tre ambulanze medicalizzate. “Mezzi che hanno assicurato i primi soccorsi e l’ospedalizzazione dei feriti. Contestualmente è stato richiamato in servizio personale medico e infermieristico per garantire la piena operatività del sistema”, riferisce in un comunicato Zaia dopo un aggiornamento con le strutture sanitarie. I corpi dei tre Carabinieri sono stati recuperati dai Vigili del Fuoco tra le macerie.

I feriti sono stati portati agli ospedali Borgo Roma (otto codici verdi) e Borgo Trento (due codici rossi, due gialli e cinque codici verdi) dell’Azienda Ospedaliera di Verona, e agli ospedali di Villafranca (cinque codici verdi e un giallo) e Negrar (un codice rosso e un verde). Si tratta di membri delle forze dell’ordine e di due degli occupanti dell’abitazione. Il terzo della casa sarebbe riuscito ad allontanarsi prima dello scoppio. I feriti sono attualmente seguiti dalle equipe mediche della Regione, con diversi gradi di gravità. “La macchina sanitaria ha funzionato garantendo un’assistenza tempestiva, professionale e coordinata. Ai soccorritori va il mio ringraziamento per l’impegno dimostrato in un contesto difficile, con rischi rilevanti. Rinnovo il cordoglio e la più sentita vicinanza agli eroi in divisa che hanno pagato un prezzo altissimo per il loro servizio. Personalmente sono profondamente commosso per quanto accaduto e il mio pensiero va anche alle famiglie, duramente colpite da questa tragedia”, termina Zaia.

CHI ERANO LE VITTIME

Dei tre carabinieri rimasti uccisi, Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Bernardello, il primo era in servizio a Mestre e gli altri due a Padova. A farlo sapere è il Sim, che attraverso una nota ha espresso “il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa dei tre colleghi dell’Arma dei Carabinieri Marco, Valerio e Davide (…)Siamo vicini, con commozione e rispetto, alle famiglie dei militari deceduti, ai colleghi feriti – ai quali auguriamo una pronta e completa guarigione – e a tutti coloro che in queste ore stanno operando tra le macerie con il consueto coraggio e spirito di servizio. È un giorno di lutto e dolore profondo per tutta l’Arma e per chi, come noi, ne rappresenta ogni singolo appartenente. Di fronte a una simile tragedia, non è il momento delle polemiche né delle strumentalizzazioni, ma del silenzio, del rispetto e della vicinanza concreta. Nel ricordo rimangono tre Carabinieri valorosi, solari e sempre disponibili: due in servizio a Padova e uno a Mestre. Colleghi stimati e amati dai colleghi dove prestavano servizio e dalle comunità, hanno onorato l’uniforme con umiltà, dedizione e altruismo, fino all’estremo sacrificio”, riporta la nota.

IL MAGISTRATO: SE ESPLOSIONE VOLONTARIA SI TRATTA DI REATO DI STRAGE PLURIMO

“Se dovesse essere confermata la dinamica di una esplosione volontaria, qui siamo in presenza del reato di strage e omicidio plurimo. Che è punito con la pena dell’ergastolo. I due sottoposti a una misura precautelare nell’interrogatorio spiegheranno la dinamica e le singole responsabilità”, ha detto a ‘Uno Mattina News’ il magistrato Valerio de Gioia.

CROSETTO: IMMENSO DOLORE

“Con immenso dolore ho appreso stamattina della tragica scomparsa di tre Carabinieri, caduti in servizio questa mattina a Castel d’Azzano (VR), travolti da un’esplosione durante un’operazione di sgombero. Desidero rendere onore alla memoria del Luogotenente Carica Speciale Marco Piffari, del Carabiniere Scelto Davide Bernardello e del Brigadiere Capo Qualifica Speciale Valerio Daprà, che hanno sacrificato la propria vita compiendo fino all’ultimo il loro dovere al servizio del Paese”, ha scritto il ministro Crosetto su X. “In questo momento di profonda tristezza, a nome mio personale, come Ministro della Difesa, come padre e come cittadino, e a nome di ogni donna e uomo della Difesa, esprimo il più sincero e commosso cordoglio alle famiglie delle vittime, ai loro cari e a tutta l’Arma dei Carabinieri. Ho manifestato la mia vicinanza al Comandante Generale dell’Arma, Generale Salvatore Luongo, assicurando la piena e concreta vicinanza della Difesa in questo momento così doloroso. La grande famiglia della Difesa si stringe con affetto e rispetto intorno ai familiari dei militari caduti. Esprimo inoltre la mia più sentita vicinanza e il mio pieno sostegno ai Carabinieri, agli agenti delle forze dell’ordine e ai Vigili del Fuoco rimasti feriti nell’esplosione. A loro va il nostro pensiero, la nostra gratitudine e l’augurio di una pronta guarigione. Il loro coraggio, la loro dedizione e il loro spirito di servizio rappresentano un esempio straordinario di amore per il Paese e per i valori che lo tengono unito”, ha concluso.

MELONI: PROFONDO DOLORE PER SACRIFICIO DI CHI SERVE LO STATO

“Con profondo dolore apprendo della tragica scomparsa di tre Carabinieri e il ferimento di altri 13 tra militari dell’Arma, Vigili del fuoco e Polizia, a seguito di una esplosione mentre era in corso un’operazione di sgombero nel Veronese. Il mio profondo cordoglio e quello del Governo vanno ai familiari delle vittime, insieme alla vicinanza commossa all’Arma, che ho espresso in una telefonata al Comandante generale, gen. Salvatore Luongo”. Lo dice la premier Giorgia Meloni. “Desidero rivolgere un sincero augurio di pronta guarigione ai feriti appartenenti alle Forze dell’Ordine e ai Vigili del Fuoco- aggiunge-, e ringraziare il personale sanitario e tutti coloro che sono intervenuti con tempestività e professionalità. Seguo con partecipazione e dolore gli sviluppi di questa drammatica vicenda, che ci richiama ancora una volta al valore e al sacrificio quotidiano di chi serve lo Stato e i suoi cittadini”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Lorenzo cambia idea nel mezzo dell’Atlantico

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140850 5day cone no line and windLa tormenta tropicale Lorenzo sembra aver cambiato idea. Dopo giorni di rotta apparentemente diretta verso ovest, il sistema ha deciso di piegare verso nord, disegnando sul mare una curva quasi elegante, come se volesse tornare sui propri passi.
Secondo il bollettino delle 5 del mattino del National Hurricane Center, Lorenzo si trova attualmente a circa 17,3°N e 44,1°W, con venti sostenuti di 60 miglia orarie (circa 95 km/h) e un movimento verso nord-ovest a 15 miglia orarie.

Fortunatamente, la nuova traiettoria lo porta lontano dai Caraibi e dalle coste del continente americano: il “cono di probabilità” punta ora verso acque aperte dell’Atlantico centrale, dove la tempesta potrebbe persino indebolirsi nei prossimi giorni.

Gli esperti sottolineano che, sebbene la perturbazione resti sotto osservazione, non rappresenta una minaccia per le isole o per il Nord America. Tuttavia, la sua evoluzione ricorda quanto sia dinamica e imprevedibile questa stagione ciclonica, che continua a sorprendere i meteorologi con traiettorie sempre più irregolari.

 




Washington bloccata: gli Stati Uniti nel pieno dello shutdown

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1536x864 cmsv2 facd457f 60a9 5146 a0e6 480996b244fb 9509413Negli Stati Uniti è in corso una delle più lunghe paralisi amministrative degli ultimi anni. Dall’inizio di ottobre, il governo federale è ufficialmente in shutdown, una parola ormai tristemente familiare per gli americani e che significa, in sostanza, che una parte del Paese si è fermata.

A causa del mancato accordo tra repubblicani e democratici sul bilancio, centinaia di migliaia di dipendenti pubblici sono stati messi in congedo forzato, mentre numerosi servizi statali operano a ritmo ridotto. I musei e i parchi nazionali hanno chiuso le porte, gli uffici dell’amministrazione sono deserti e molte famiglie attendono con ansia la prossima busta paga che, probabilmente, non arriverà.

La disputa, come spesso accade, è diventata un braccio di ferro politico tra la Casa Bianca e il Congresso. Il presidente Donald Trump, già alle prese con i delicati negoziati commerciali con Canada e Messico, accusa l’opposizione di voler “bloccare l’America per fini elettorali”. I democratici, dal canto loro, puntano il dito contro la gestione repubblicana del debito e le nuove spese militari considerate eccessive.

Intanto, Wall Street osserva con nervosismo. Ogni giorno di paralisi costa al Paese centinaia di milioni di dollari e l’incertezza politica si riflette sui mercati. Gli analisti temono che, se la situazione non si sbloccherà a breve, gli effetti potrebbero estendersi anche a livello internazionale, rallentando i flussi commerciali e gli investimenti.

Non è la prima volta che gli Stati Uniti affrontano uno shutdown, ma stavolta il clima appare più teso del solito. Il Paese sembra spaccato, e la politica — intrappolata tra orgoglio e propaganda — fatica a trovare una via d’uscita. Nel frattempo, milioni di cittadini restano spettatori impotenti di un dramma istituzionale che mostra, ancora una volta, quanto fragile possa essere anche la macchina più potente del mondo.

 




USA: salgono i casi di morbillo

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52d9f67b35a52021acd4f33ed6a9908dContinuano a crescere i casi di morbillo negli Usa. Dall’inizio dell’anno sono stati registrati 1.563 casi secondo i dati dei Cdc (Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie): il numero più alto degli ultimi 25 anni.

Dopo quella del Texas,in agosto, sono segnalate una nuova epidemia in Ohio, una crescita di casi in Minnesota e una nella Carolina del Sud dove oltre 150 bambini non vaccinati in età scolare sono in quarantena. Prima di quest’anno gli Stati Uniti avevano registrato solo 10 grandi epidemie di morbillo. Ma l’epidemia in corso è già la terza del 2025.

Il morbillo è altamente contagioso, è necessaria una copertura di almeno il 95% per prevenirne la diffusione.




Lorenzo: una nuova tempesta si rafforza in Atlantico centrale

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130850 5day cone no line and windUna nuova tempesta tropicale si è formata in pieno Atlantico. Si chiama Lorenzo ed è stata classificata nella notte dal National Hurricane Center (NHC) con il primo Advisory alle 5:00 AST di lunedì 13 ottobre 2025.
I dati iniziali indicano venti massimi sostenuti di 45 mph (72 km/h) e spostamento verso nord-ovest a 17 mph (27 km/h). Il centro del sistema è localizzato a 14.2°N – 40.3°W, cioè in Atlantico centrale, molto a est dei Caraibi.

Secondo il cono di previsione, Lorenzo dovrebbe mantenere una traiettoria generale verso nord-ovest e poi gradualmente verso nord, restando per ora lontano dalle isole dei Caraibi e dalla terraferma americana. È bene ricordare che il cono mostra la probabile posizione del centro della tempesta, mentre condizioni pericolose possono verificarsi anche al di fuori dell’area tratteggiata.

Nelle prossime 48–72 ore il sistema potrebbe rafforzarsi lentamente grazie a tratti di acque ancora calde e a una moderata organizzazione della circolazione. Tuttavia, la futura intensità dipenderà dall’eventuale aumento del wind shear e dall’entrata in masse d’aria più secche, fattori che spesso limitano l’evoluzione dei cicloni in quella porzione di Atlantico.

Cosa significa per i lettori nei Caraibi e in Nord America?

  • Repubblica Dominicana, Haiti, Giamaica, Antille Minori: al momento nessun impatto diretto in vista. Possibili mareggiate di lungo periodo sulle esposizioni nord/orientali solo se il sistema dovesse intensificarsi e risalire di latitudine nei prossimi giorni.

  • Bahamas e Florida: scenario da monitorare, ma l’attuale tendenza del cono mantiene il centro tempesta ben a est.

  • Bermuda: in genere le traiettorie nord-orientate dei sistemi in quella zona possono avvicinare l’arcipelago; è presto per una valutazione di impatto.

  • Atlantico settentrionale: eventuale transizione a ciclone post-tropicale entro fine settimana se la tempesta imbocca latitudini più alte.

Consigli pratici (prudenza, non allarme):

  1. Seguire gli aggiornamenti ufficiali NHC e i servizi meteo locali almeno due volte al giorno durante la settimana.

  2. Per residenti in fascia costiera esposta a nord ed est (es. costa nord RD): monitorare eventuali avvisi di mareggiate e condizioni di risacca.

  3. Navigazione da diporto: verificare avvisi ai naviganti prima di lasciare il porto.

  4. Community italiana all’estero: tenere a portata di mano i contatti consolari in caso di cambi rapidi nelle condizioni meteo.

Fonte dati: mappa “5-Day Cone” dell’NHC – Advisory n. 1, 13 ottobre 2025, ore 5:00 AST (informazioni riportate nella grafica condivisa).




Il Presidente degli Stati Uniti ripristina la celebrazione del Columbus Day

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columbus day graphics 68865562 1 1536x1024“Cristoforo Colombo è stato un vero eroe americano e ogni cittadino è eternamente debitore alla sua instancabile determinazione. Mentre celebriamo la sua eredità, riconosciamo anche il contributo degli innumerevoli italoamericani che, come lui, hanno contribuito in modo inesauribile alla nostra cultura e al nostro stile di vita. Ancora oggi, gli Stati Uniti e l’Italia condividono un legame speciale, radicato nei valori senza tempo della fede, della famiglia e della libertà. La mia Amministrazione non vede l’ora di rafforzare la nostra lunga e storica amicizia negli anni a venire”. E’ quanto si legge nella Proclamazione con la quale il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripristinato la celebrazione del Columbus Day.

“In commemorazione dello storico viaggio di Cristoforo Colombo, il Congresso, con risoluzione congiunta del 30 aprile 1934, modificata nel 1968 (36 USC 107), ha chiesto al Presidente di proclamare il secondo lunedì di ottobre di ogni anno come ‘Columbus Day’. Ora, Pertanto, Io, Donald J. Trump, Presidente degli Stati Uniti d’America, in virtù dell’autorità conferitami dalla Costituzione e dalle leggi degli Stati Uniti, proclamo il 13 ottobre 2025 ‘Columbus Day’. Invito il popolo degli Stati Uniti a celebrare questa giornata con cerimonie e attività appropriate. Ordino inoltre che la bandiera degli Stati Uniti venga esposta su tutti gli edifici pubblici nel giorno stabilito in onore del grande Cristoforo Colombo e di tutti coloro che hanno contribuito a costruire la nostra Nazione”.

Al momento di firmare la Proclamazione Trump ha aggiunto: “Columbus Day, siamo tornati. Amiamo gli italiani”.

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni su X ha salutato con favore la decisione: “Ringrazio il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump per aver ripristinato il Columbus Day e per aver così ricordato che la storia non si cancella. E lo ringrazio per aver, in questa occasione, ribadito il legame antico che unisce le nostre due Nazioni e che entrambi intendiamo rafforzare, anche grazie al prezioso contributo dell’orgogliosa comunità italo-americana”.(Inform)




America tra due tempeste: Raymond nel Pacifico, Jerry sull’Atlantico

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L’autunno non segna la fine della stagione dei cicloni nel continente americano. Mentre l’Atlantico continua a generare sistemi tropicali in movimento verso nord, il Pacifico orientale resta attivo lungo le coste del Messico. In queste ore due tempeste — Raymond e Jerry — attirano l’attenzione dei meteorologi e dei servizi di protezione civile dei rispettivi bacini.

111147 5day cone no line and windRaymond: la tempesta del Pacifico che minaccia la Baja California Sur

Nel Pacifico orientale, la tempesta tropicale Raymond si muove verso nord-ovest a circa 26 km/h, con venti sostenuti attorno ai 75 km/h e raffiche più intense.
Alle prime ore di sabato 11 ottobre, il suo centro è stato localizzato a 21,4° N e 109,4° O, a sud della penisola di Baja California Sur, dove si attendono i primi effetti significativi già entro la notte.

Secondo il National Hurricane Center statunitense (NHC), Raymond potrebbe toccare o lambire le coste meridionali della Baja con piogge intense, mareggiate e venti forti, per poi indebolirsi rapidamente nel corso di domenica trasformandosi in depressione post-tropicale.
Le precipitazioni più abbondanti sono previste sulle zone montuose del nord-ovest messicano, con accumuli stimati tra 10 e 15 centimetri, e punte localmente superiori.

Gli esperti raccomandano cautela per il rischio di allagamenti improvvisi e frane, specie nelle aree dove il terreno è già saturo o nei tratti di costa più esposti. Anche il moto ondoso rimane un pericolo: onde alte e correnti di risacca potranno rendere insidiose le spiagge della regione di Los Cabos e delle località turistiche limitrofe.

110856 5day cone no line and windJerry: la tempesta dell’Atlantico in movimento verso nord

Sul fronte opposto del continente, nell’Atlantico centrale, la tempesta tropicale Jerry prosegue la sua corsa verso nord a circa 25 km/h, con venti massimi che raggiungono i 95 km/h. Il sistema, formatosi nei giorni scorsi a est delle Antille, ha già interessato le Isole Leeward e le Isole Vergini, dove si sono registrate piogge intense e mare agitato.

Le ultime proiezioni indicano che Jerry potrebbe rafforzarsi temporaneamente nelle prossime 24-48 ore, ma il suo percorso tende a curvare verso nord-est, mantenendolo lontano dalle grandi terre emerse. Le coste degli Stati Uniti e i Caraibi maggiori non sembrano, al momento, direttamente minacciate.

Tuttavia, le autorità delle isole più vicine al suo raggio d’azione mantengono avvisi di tempesta tropicale, e si raccomanda prudenza per le condizioni del mare e possibili inondazioni locali.

Una stagione ancora attiva

La stagione degli uragani del 2025, che ufficialmente termina il 30 novembre, continua dunque a mostrare vitalità su entrambi i fronti oceanici.
Gli esperti ricordano che le acque ancora calde e le correnti atmosferiche favorevoli possono sostenere la formazione di nuovi sistemi tropicali anche a stagione avanzata.

Per ora, Raymond e Jerry rappresentano due episodi distinti ma significativi della resilienza del clima tropicale americano: il primo interessa le coste del Pacifico messicano, il secondo percorre la rotta classica dell’Atlantico centrale, tracciando sul mare aperto la lunga scia di un autunno ancora instabile.

 




il Nobel per la Pace alla venezuelana Maria Corina Machado

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E’ stato assegnato a Maria Corina Machado, “leader delle forze democratiche del Venezuela”. il Premio Nobel per la Pace 2025. L’annuncio, da Oslo, segue la decisione della commissione di cinque membri, eletta dal Parlamento norvegese.

E’ stato definito “instancabile” il lavoro che la neovincitrice del Nobel per la Pace ha svolto “nella promozione dei diritti democratici del popolo venezuelano e per la sua lotta per raggiungere una transizione giusta e pacifica dalla dittatura alla democrazia“.

Maria Corina Machado, ingegnera, politica e attivista venezuelana classe 1967, è fondatrice dell’associazione civile Sumate ed è ritenuta espressione di quella parte della popolazione venezuelana che

Come hanno evidenziato da Oslo, “Machado era la candidata alle presidenziali del 2024, ma il regime ha bloccato la sua candidatura, e quindi Machado ha dovuto sostenere il leader di un altro partito, Edmundo Gonzalez Urrutia. Allora, centinaia di migliaia di volontari si sono mobilitati e sono stati formati come osservatori del voto, per assicurare elezioni trasparenti e giuste, e per questo sono andati incontro ad abusi, arresti e torture”.

“Esempio di straordinario coraggio civile” tra i leader democratici dell’America Latina “in temi recenti”, il grande pregio di Maria Corina Machado è quello di aver saputo imporsi come “figura chiave nell’unificare forze politiche di opposizione un tempo profondamente divise”, trovando terreno comune nella “richiesta di elezioni comuni e rappresentatività”. Un’azione che sta “al cuore della democrazia che difende il potere popolare”.

Il comitato per il Nobel ha voluto evidenziare come “La democrazia sia precondizione per una pace duratura, tuttavia viviamo in un mondo in cui è minacciata da tanti regimi autoritari”. Tra questi, “quello venezuelano”, a causa del quale “Circa 8 milioni di persone hanno dovuto lasciare il paese.
L’opposizione è stata sistematicamente repressa tramite brogli elettorali, procedimenti legali e incarcerazioni”. Da paese “democratico e prospero”, il Venezuela “è diventato uno stato brutale e autoritario che soffre una crisi umanitaria profonda, dove gran parte della popolazione vive in povertà”.
Come fondatrice del movimento Sumate, “Machado si è sollevata per elezioni libere e giuste oltre cent’anni fa. Come lei stessa disse, ‘It’s a choice between ballots or bullets’”, ossia “è una scelta tra i seggi e le pallottole”. Da allora si batte per “l’indipendenza della magistratura, diritti umani e rappresentanza popolare, spendendo anni per la libertà della sua popolazione”.

Il Nobel per la Pace è stato particolarmente al centro delle speculazioni dei media e della politica internazionale, per via della candidatura del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per via della presentazione di un piano in venti punti per porre fine al conflitto nella Striscia di Gaza. In lizza, inoltre, la rete sudanese Emergency Response Rooms, un’associazione umanitaria chiave nel dare assistenza ai civili nel quadro della guerra civile in corso nel Paese; Yulia Navalnaya, vedova del dissidente russo Alexei Navalny, morto nelle carceri russe; il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, seguito dall’Unrwa (Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente), Medici senza Frontiere e poi l’attivista Greta Thunberg, che con la Flotilla è in prima linea per denunciare il genocidio a Gaza e per porre fine al blocco israeliano sulla Striscia.