Trump annuncia l’accordo tra Israele e Hamas

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gaza festeggiamenti 1024x576Nella notte, quando in Italia era circa l’1, Donald Trump ha annunciato il raggiungimento di un accordo sulla prima fase del piano per Gaza. Lo ha fatto pubblicando un post su Truth, dopo ore che si rincorrevano voci: “Sono molto orgoglioso di annunciare che Israele e Hamas hanno entrambi sottoscritto la prima fase del nostro piano di pace. Tutte le parti saranno trattate equamente. Questo è un grande giorno per il mondo arabo e musulmano, Israele, tutte le nazioni circostanti e gli Stati Uniti d’America, e ringraziamo i mediatori di Qatar, Egitto e Turchia, che hanno collaborato con noi per rendere possibile questo evento storico e senza precedenti. Benedetti gli operatori di pace”.
L’accordo è stato confermato dal Qatar, attraverso le parole del ministro degli Esteri Majed Al-Ansari: “È stato raggiunto un accordo su tutte le disposizioni e i meccanismi di attuazione della prima fase dell’accordo di cessate il fuoco a Gaza, che porterà alla fine della guerra, al rilascio degli ostaggi israeliani e dei prigionieri palestinesi e all’ingresso degli aiuti”. Gli ostaggi potrebbero fare ritorno a Israele nella giornata di lunedì.

COSA PREVEDE L’ACCORDO

Stando all’agenzia di stampa americana AP, l’accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Hamas prevede che “l’organizzazione terroristica rilascerà tutti i 20 ostaggi viventi, contestualmente al ritiro delle truppe Idf dalla maggior parte della Striscia di Gaza”. Non si ritirerà però, per ora, dalla zona di Rafah. Gli ostaggi vivi verranno rilasciati in un colpo solo, nella stessa giornata. Si parla di lunedì come possibile giorno del rilascio.

FESTA E BALLI IN STRADA A GAZA

È festa a Gaza: dopo la notizia dell’accordo raggiunto tra Israele e Hamas per la prima fase del piano che pone fine al conflitto, le persone si sono riversate in strada. Sui social circolano video in cui si vedono le persone festeggiare e gioire l’annuncio della fine della guerra che da due anni affligge la Striscia di Gaza e ha causato centinaia di migliaia di morti tra i civili.
A Khan Yunis la folla si è radunata vicino all’ospedale Nasser, applaudendo ed esultando.

NETANYAHU: “UN GRANDE GIORNO PER ISRAELE”

“Un grande giorno per Israele. Domani convocherò il governo per approvare l’accordo e riportare a casa tutti i nostri cari ostaggi– ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu-. Ringrazio dal profondo del cuore il presidente Trump e il suo team per il loro impegno in questa sacra missione di liberazione dei nostri ostaggi. Ringrazio i valorosi soldati dell’idf e tutte le forze di sicurezza: è grazie al loro coraggio e al loro sacrificio che siamo giunti a questo giorno. Con l’aiuto di dio, insieme continueremo a raggiungere tutti i nostri obiettivi e ad espandere la pace con i nostri vicini”.

LE PAROLE DI HAMAS: “NON MOLLEREMO SUI NOSTRI DIRITTI NAZIONALI”

Dopo la notizia dell’accordo, Hamas ha dichiarato che “il movimento annuncia il raggiungimento di un accordo che determina la fine della guerra a Gaza, il ritiro dell’idf, l’ingresso di aiuti e lo scambio di prigionieri, dopo negoziati responsabili e seri che il movimento ha condotto insieme alle fazioni. Apprezziamo profondamente gli sforzi dei fratelli mediatori di Qatar, Egitto e Turchia, e apprezziamo anche gli sforzi del presidente degli stati uniti Donald Trump per porre fine definitivamente alla guerra e ottenere il completo ritiro dalla striscia di Gaza”.

Poi Hamas ha inviato un altro messaggio: “Rendiamo omaggio al nostro grande popolo nella Striscia di Gaza, a Gerusalemme e in Cisgiordania, nella nostra patria e all’estero, che ha dimostrato onore, coraggio e fermezza senza pari, affrontando i piani fascisti dell’occupazione che hanno preso di mira loro e i loro diritti nazionali”. E infine: “Affermiamo che i sacrifici del nostro popolo non saranno vani e ci impegniamo a rimanere fedeli alla nostra causa e a non abbandonare mai i nostri diritti nazionali finché non saranno conseguite la libertà, l’indipendenza e l’autodeterminazione“.

LE FAMIGLIE DEGLI OSTAGGI RINGRAZIANO TRUMP

Questo il commento delle famiglie degli ostaggi che sono ancora in mano ad Hamas dal 7 ottobre 2023, giorno in cui il sanguinoso attacco dei terroristi palestinesi ha dato il via alla guerra: “Le famiglie accolgono la notizia della firma dell’accordo per il rientro di tutte le 48 persone rapite con trepidazione e apprensione. Si tratta di un progresso importante e significativo sulla strada del rientro di tutti, ma la nostra lotta non è ancora finita e non terminerà finché non sarà restituita l’ultima persona rapita. Il governo deve riunirsi e approvare l’accordo immediatamente”. Dalle famiglie degli ostaggi viene espressa “profonda gratitudine” verso il presidente Trump.

LA TELEFONATA TRUMP-NETANYAHU E L’INVITO IN ISRAELE

Dopo la diffusione della notizia dell’accordo raggiunto per la pace a Gaza, tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu c’è stata una telefonata. Secondo quanto riferito dall’ufficio del presidente israeliano, “i due leader hanno avuto una conversazione molto emozionante e calorosa, e si sono congratulati a vicenda per lo storico risultato ottenuto con la firma dell’accordo per la liberazione di tutti gli ostaggi. Netanyahu ha ringraziato Trump per tutti i suoi sforzi e per la sua leadership a livello globale, il presidente ha elogiato il premier per la sua guida determinata e per le azioni che ha intrapreso”. Inoltre “Netanyahu ha invitato Trump a tenere un discorso davanti alla Knesset“. E il presidente Usa potrebbe effettivamente volare in Israele all’inizio della prossima settimana se non addirittura nel weekend.

Agenzia DIRE –  www.dire.it





Due tempeste tropicali minacciano il continente americano: Jerry e Priscilla sotto osservazione

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La stagione degli uragani continua a farsi sentire con forza sull’Atlantico e sul Pacifico orientale. Nelle ultime ore, due sistemi tropicali stanno attirando l’attenzione del National Hurricane Center (NHC): la tempesta tropicale Jerry, che avanza nei Caraibi, e la tempesta tropicale Priscilla, attiva al largo della Baja California.

091150 5day cone no line and windJerry: rotta verso nord con possibili impatti caraibici

Alle 8 del mattino (ora Atlantico), la tempesta tropicale Jerry si trovava a circa 300 km a est delle Piccole Antille, con venti massimi sostenuti di 65 miglia orarie (circa 100 km/h) e un movimento verso ovest-nordovest a 20 miglia orarie (32 km/h).
Le previsioni indicano che Jerry si rafforzerà nelle prossime 24-48 ore, diventando un uragano mentre si sposterà a nord delle isole caraibiche, con una traiettoria che lo porterà a sfiorare Bermuda nei primi giorni della prossima settimana.

Anche se il cono di previsione attuale mantiene il centro della tempesta lontano da Porto Rico, Repubblica Dominicana e Haiti, gli esperti del NHC avvertono che condizioni di maltempo, mare mosso e piogge torrenziali potrebbero comunque colpire parte delle Antille già da venerdì.

091148 5day cone no line and windPriscilla: minaccia per la Baja California

Sul fronte pacifico, la tempesta tropicale Priscilla si trova al largo della penisola di Baja California, con venti massimi di 50 miglia orarie (80 km/h) e un movimento verso nord-ovest a circa 8 miglia orarie (13 km/h).

Secondo l’ultimo bollettino delle 5 del mattino (ora del Messico), il sistema dovrebbe mantenere forza tropicale nelle prossime ore, ma progressivamente indebolirsi avvicinandosi alla terraferma. Nonostante ciò, forti piogge, mare agitato e raffiche di vento potrebbero interessare la costa occidentale messicana già da giovedì sera e nel corso del fine settimana.

Una stagione ancora attiva

Con Jerry e Priscilla, la stagione ciclonica del 2025 conferma la sua intensità sia nell’Atlantico che nel Pacifico. Gli esperti ricordano che, anche se il cono di previsione mostra solo la traiettoria probabile del centro della tempesta, le condizioni pericolose possono verificarsi ben al di fuori dell’area segnalata.

La raccomandazione per le popolazioni interessate, dalle Antille alla Baja California, resta quella di seguire con attenzione gli aggiornamenti ufficiali e prepararsi ad affrontare possibili situazioni di emergenza.

 




Caraibi. Tra turismo in crescita e sfide sociali: la nuova stagione della regione

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history of punta cana 1024x585Il cuore latino del continente americano, dalla penisola dello Yucatán fino alle piccole isole caraibiche, sta vivendo un periodo di grandi trasformazioni. Una regione storicamente segnata da fragilità economiche e politiche si trova oggi al centro di interessi globali, tra investimenti turistici, cambiamenti climatici e nuove dinamiche sociali.

Il turismo internazionale continua ad essere il motore principale delle economie locali. Paesi come la Repubblica Dominicana, il Messico (area di Cancún e Riviera Maya) e le isole di Giamaica e Barbados hanno registrato nel 2025 numeri record di arrivi, in gran parte da Stati Uniti, Canada ed Europa.
Le strutture alberghiere e i servizi legati all’accoglienza si stanno espandendo, creando lavoro ma anche ponendo interrogativi sulla sostenibilità ambientale.

Proprio in questi giorni, la stagione degli uragani ha ricordato la vulnerabilità della regione. Le tempeste tropicali Jerry e Priscilla, seguite dal National Hurricane Center, rappresentano una minaccia per le coste caraibiche e messicane.
Il riscaldamento delle acque oceaniche rende questi fenomeni sempre più frequenti e intensi, mettendo a rischio infrastrutture, comunità costiere e lo stesso turismo.

Il Centro America e i Caraibi sono sempre più terreno di competizione tra grandi potenze. La Cina investe in porti e infrastrutture, gli Stati Uniti rafforzano la loro presenza commerciale e di sicurezza, mentre l’Unione Europea guarda con interesse a programmi di cooperazione energetica e culturale.
L’Italia, attraverso la recente Conferenza Italia – America Latina e Caraibi tenutasi a Roma, ha rilanciato la propria volontà di rafforzare i rapporti con la regione, con particolare attenzione alle comunità di connazionali residenti.

In tutto l’arco caraibico e centroamericano vivono decine di migliaia di italiani, molti dei quali impegnati in attività legate al turismo, alla ristorazione e al commercio.
Sono comunità vitali, che conservano tradizioni e lingua, e che rappresentano un ponte culturale e umano tra Italia e Americhe.
Dalla Repubblica Dominicana al Costa Rica, passando per Panama e Cuba, gli italiani continuano a contribuire allo sviluppo locale, mantenendo viva la propria identità.

Il futuro della regione si gioca dunque su un equilibrio delicato: crescere economicamente senza sacrificare l’ambiente e garantendo stabilità politica e sociale. Per gli italiani che qui vivono, è una sfida ma anche una straordinaria opportunità di essere protagonisti di un cambiamento che riguarda l’intero emisfero.

 




Atlantico e Pacifico sotto sorveglianza: Jerry e Priscilla agitano ottobre

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In queste ore l’Atlantico e il Pacifico orientale continuano a essere monitorati con grande attenzione per la presenza di due sistemi tropicali attivi: la Tempesta Tropicale Jerry nei Caraibi orientali e l’Uragano Priscilla al largo della Baja California.

081142 5day cone no line and windTempesta Tropicale Jerry (Atlantico)

Jerry si trova a est delle Piccole Antille, con venti massimi sostenuti di circa 80 km/h. Si muove rapidamente verso ovest-nordovest a 37 km/h, e nei prossimi due giorni potrebbe rafforzarsi fino a diventare uragano mentre si avvicina alle Antille e poi a Porto Rico e Hispaniola.
Il cono di previsione mostra un percorso che, nel fine settimana, porterebbe Jerry a passare a nord della Repubblica Dominicana e di Haiti, con successivo spostamento verso le Bahamas. Da lunedì potrebbe virare più a nord, avvicinandosi alle Bermuda.
Attenzione: anche se l’occhio del ciclone potrebbe restare in mare, le fasce di vento e pioggia sono estese e potrebbero colpire ampie zone dei Caraibi. In particolare, le autorità locali di Porto Rico e Repubblica Dominicana invitano alla prudenza per possibili mareggiate, piogge intense e raffiche forti già tra giovedì e venerdì.

081152 5day cone no line and windUragano Priscilla (Pacifico)

Sul lato pacifico, l’Uragano Priscilla si trova a sud-ovest della Baja California. Al momento ha venti sostenuti di 130 km/h e si muove lentamente verso nord-ovest a circa 13 km/h.
Secondo le previsioni, Priscilla dovrebbe mantenere la forza di uragano per la giornata di oggi e domani, per poi gradualmente indebolirsi mentre si avvicina alle coste messicane della Baja. Tuttavia, già da mercoledì le piogge torrenziali e il mare agitato interessano la costa centro-occidentale del Messico, con rischi di allagamenti e frane.
Le autorità messicane hanno diramato allerta uragano e tempesta tropicale per alcune zone costiere, con raccomandazioni di restare informati e seguire le indicazioni della protezione civile.

 




San Francesco è festa nazionale, Mattarella promulga la legge ma avvisa: “Nel testo aspetti critici”

quirinale, scioglimento delle camere

quirinale, scioglimento delle camere
SERGIO MATTARELLA FIRMA IL DECRETO DI SCIOGLIMENTO DELLE CAMERE

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato oggi la legge recante “Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi“, approvata dalla Camera dei Deputati il 23 settembre 2025 e dal Senato della Repubblica il 1 ottobre scorso.
E ha inviato al Presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa e al Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, la seguente lettera: “Mi è stata sottoposta per la promulgazione la legge recante ‘Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi’, approvata dalla Camera dei deputati il 23 settembre 2025 e dal Senato della Repubblica il 1° ottobre scorso. Ho provveduto alla promulgazione della legge – pur se il suo testo presenta alcuni aspetti critici che avverto il dovere di segnalare – in considerazione del significato del provvedimento e della circostanza che i rilievi non riguardano profili di natura costituzionale”.

GLI ASPETTI CRITICI, QUALI SONO

E prosegue: “L’articolo 1 della legge, al primo comma – al fine di promuovere i valori della pace, della fratellanza, della tutela dell’ambiente e della solidarietà – istituisce la festa nazionale di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, da celebrare il 4 ottobre di ogni anno. Conseguentemente, il secondo comma inserisce il 4 ottobre, quale ‘festa nazionale di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia’, nell’elenco dei giorni considerati festivi a livello nazionale dai quali derivano gli effetti dell’osservanza del completo orario festivo nei luoghi di lavoro e del divieto di compiere determinati atti giuridici. Il terzo comma dello stesso articolo 1 modifica la legge 4 marzo 1958 n. 132, ‘Ricorrenza festiva del 4 ottobre in onore dei Patroni speciali d’Italia San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena’, limitandosi a espungere dalla legge e dal suo titolo ogni riferimento a San Francesco. Di conseguenza la legge n. 132 del 1958 adesso prevede che ‘Il 4 ottobre è considerato solennità civile e giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse, in onore della Santa Patrona d’Italia Santa Caterina da Siena’.

LO STESSO GIORNO SI FESTAGGIANO 2 SANTI, “STESSI VALORI MA DIVERSO REGIME”

Ancora: “Il quadro normativo risultante dalla legge approvata, pertanto, è il seguente: la medesima giornata del 4 ottobre è qualificata sia festività nazionale, in onore di San Francesco d’Assisi, sia solennità civile, in onore di Santa Caterina da Siena. Con due diverse disposizioni normative si prevede che, con riferimento ai due Santi, vengano celebrati sostanzialmente i medesimi valori, nello stesso giorno ma con un diverso regime.
In entrambi i casi è previsto, in particolare, che, nella medesima giornata del 4 ottobre, le scuole possano promuovere iniziative dedicate ai valori universali di cui ciascuno dei due Santi è ritenuto espressione. Iniziative peraltro che non potranno più svolgersi il 4 ottobre in quanto giornata ormai festiva. Per quanto riguarda San Francesco, la possibilità di assumere simili iniziative viene estesa alle amministrazioni pubbliche, agli enti del terzo settore e alle ‘istituzioni pubbliche a livello nazionale, regionale e locale’.

LE CORREZIONI DA FARE

Appare evidente come la normativa che disciplina le due ricorrenze richieda interventi correttivi volti a coordinare tra loro i due testi normativi. In primo luogo devo far presente che la medesima giornata – il 4 ottobre – non può essere qualificata, al contempo, sia festività nazionale sia solennità civile, anche perché, tra l’altro, da tali qualificazioni il nostro ordinamento fa discendere effetti diversi. Va operata, quindi, una scelta in tal senso – verosimilmente abrogando la previsione di solennità civile, meno rilevante – e, necessariamente, chiarendo se fare riferimento per la giornata festiva del 4 ottobre esclusivamente a San Francesco ovvero anche a Santa Caterina, fino ad oggi considerati congiuntamente”.

LA LEZIONE AL PARLAMENTO: “LE LEGGI ABBIANO CONTENUTI CHIARI E INEQUIVOCI”

Inoltre, continua il capo dello stato, “un migliore coordinamento merita l’indicazione delle iniziative che le istituzioni potranno assumere e dei loro contenuti, questo in special modo nel caso in cui si intendesse stabilire date diverse per le due ricorrenze. Fermo restando che, per quanto riguarda le scuole e gli uffici pubblici, bisognerà tenere conto del carattere ormai festivo della giornata del 4 ottobre.
Invito pertanto il Parlamento ad apportare al provvedimento i correttivi necessari. Non posso, infine, non sottolineare l’esigenza che i testi legislativi presentino contenuti chiari e inequivoci”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Messico: arrestato un leader del gruppo criminale Tren de Aragua

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91d730e0 5932 11ee 86c3 87504a353e41.jpgLe autorità messicane hanno catturato un esponente di spicco del “Tren de Aragua”, potente organizzazione criminale nata in Venezuela e ormai ramificata in tutto il continente. L’uomo è accusato di traffico di droga, estorsione e tratta di persone.

L’arresto avviene in un momento in cui il Messico è sempre più terreno di scontro fra cartelli locali e gruppi stranieri. Secondo la polizia federale, il Tren de Aragua sta tentando di stabilire nuove rotte verso gli Stati Uniti, sfruttando la vulnerabilità dei migranti in transito.

Per gli italiani in Messico la notizia conferma i rischi legati alla sicurezza. È importante evitare zone periferiche e seguire le raccomandazioni delle autorità locali, specialmente nelle grandi città.




USA: nuovo tetto ai rifugiati, solo 7.500 ingressi nel 2026

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1536x864 cmsv2 c6d61d37 819f 5b89 85f7 4a3e21868c1b 9453566Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato il numero massimo di rifugiati che saranno ammessi negli Stati Uniti nel prossimo anno fiscale: appena 7.500. Si tratta di un taglio drastico rispetto agli anni precedenti, in cui la quota oscillava tra le 60.000 e le 125.000 unità.

L’amministrazione giustifica la scelta con motivi di sicurezza nazionale e necessità di concentrare risorse sull’immigrazione “regolare”. Ma le Nazioni Unite e diverse ONG denunciano un “cambiamento epocale” che mette a rischio migliaia di famiglie in fuga da guerre e persecuzioni.

Il dibattito politico è infuocato: alcuni Stati governati dai Democratici minacciano ricorsi legali, mentre diversi leader religiosi hanno parlato di “tradimento dei valori americani”.

Per gli italiani all’estero la decisione interessa indirettamente: le comunità italoamericane sono spesso impegnate in reti di accoglienza e solidarietà. Il ridimensionamento dei programmi potrebbe limitare anche le opportunità di volontariato e di supporto per chi desidera aiutare nuovi arrivati.




USA: immigrazione, attraversamenti illegali al minimo dal 1970 ma aumentano i raid

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usa messicoIl Dipartimento per la Sicurezza Interna ha reso noti dati sorprendenti: nel 2025, gli attraversamenti illegali lungo il confine con il Messico sono scesi al livello più basso dal 1970. Un calo attribuito sia al rafforzamento dei controlli sia alla politica di deportazioni accelerate introdotta nei primi mesi della nuova amministrazione.

Se da un lato i numeri al confine mostrano una riduzione significativa, dall’altro cresce l’attività di espulsione nelle città americane. Operazioni denominate “Safeguard” hanno interessato quartieri di New York, Chicago, Atlanta e Houston, con centinaia di arresti di lavoratori privi di documenti.

Organizzazioni umanitarie e parte della Chiesa cattolica hanno espresso forte preoccupazione: “Si criminalizzano persone che vivono qui da anni e contribuiscono all’economia”, ha dichiarato un vescovo texano.

Per gli italiani all’estero il messaggio è chiaro: chiunque viva o lavori negli Stati Uniti deve tenere in ordine i propri documenti di soggiorno. Anche piccole irregolarità possono oggi avere conseguenze pesanti.




Il MAIE si prepara al Congresso in Costa Rica e brilla a New York per il Columbus Day

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odoguardiDopo le tappe di Argentina e Brasile, il Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE) si appresta a vivere un nuovo appuntamento centrale per la sua crescita in America Latina. A novembre, infatti, sarà il Costa Rica a ospitare il Congresso MAIE, un evento atteso che consoliderà il percorso del Movimento nell’area centroamericana.

Secondo una nota diffusa dal MAIE, il coordinamento locale in Costa Rica ha saputo guadagnarsi negli ultimi anni la fiducia della collettività italiana, conquistando risultati significativi sia alle elezioni Comites sia a quelle Politiche. “Il MAIE è ormai un punto di riferimento riconosciuto per i connazionali del Paese”, si sottolinea nel comunicato.

Il vicepresidente del Movimento, Vincenzo Odoguardi, conferma: “Stiamo lavorando con grande entusiasmo al Congresso MAIE Costa Rica, grazie al contributo del coordinatore per il Centro America, Giuseppe Cacace, e della coordinatrice locale Paola Ceccon. Insieme stiamo preparando un evento che rafforzerà ulteriormente la nostra presenza e il nostro radicamento nel territorio”.

Prima del congresso, però, il MAIE sarà protagonista anche negli Stati Uniti. Il prossimo 13 ottobre a New York, Odoguardi parteciperà al prestigioso Gala del Columbus Day, una delle ricorrenze più sentite dalla comunità italoamericana. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Culturale Italiana fondata da Tony Di Piazza, vedrà la partecipazione di numerose realtà associative, tra cui la Società Polizzi Generosa di New York, rappresentata dal presidente Vincenzo Armano, da sempre vicina alle attività del Movimento.

Durante la serata verranno conferiti importanti riconoscimenti: Ernesto Madeo, sindaco di San Demetrio Corone (Calabria) e imprenditore, riceverà un premio per la sua opera di promozione del Made in Italy; Demetrio Albertini, ex calciatore della Nazionale, sarà premiato come Sportivo dell’Anno; infine, Paolo Mangia, presidente della Casa d’Italia di Miami, verrà insignito del Christopher Columbus Award per il suo contributo alla diffusione della cultura italiana in Florida.

Due appuntamenti, quello di New York e quello di San José, che confermano la strategia del MAIE: essere presente nei luoghi chiave delle comunità italiane all’estero e rafforzare il senso di appartenenza e orgoglio nazionale.

 




Uragani: calma apparente nell’Atlantico, ma l’occhio è su una nuova minaccia

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capturaL’Atlantico sembra tranquillo, ma la calma è solo apparente. In queste ore infatti gli esperti del National Hurricane Center di Miami hanno puntato i riflettori su una vasta area di bassa pressione che si trova ancora lontana, a oltre mille miglia dalle Isole Sopravento. Eppure, nonostante la distanza, questo sistema comincia a farsi notare: le probabilità che diventi una depressione tropicale nei prossimi due giorni sono altissime, intorno al 90%.

Se ciò accadesse, il nuovo ciclone potrebbe muoversi verso o vicino alle Leeward Islands entro fine settimana. Per la Repubblica Dominicana non ci sono al momento allarmi immediati, ma la storia insegna che in questa stagione la traiettoria di una tempesta può cambiare in poche ore. Da qui la raccomandazione degli esperti: restare vigili e seguire con attenzione gli aggiornamenti.

Nel frattempo, una seconda perturbazione nei pressi dello Yucatán sembra meno minacciosa: i meteorologi le attribuiscono poche possibilità di svilupparsi in qualcosa di più serio.

071137 5day cone no line and windSe l’Atlantico appare ancora in attesa, il Pacifico orientale invece non concede tregua. Lì i protagonisti si chiamano Priscilla e Octave. Priscilla è un uragano con venti che sfiorano i 160 km orari e già sta lambendo la parte meridionale della Baja California con le sue bande esterne di pioggia e vento. Più al largo, Octave si muove lentamente con la forza di una tempesta tropicale, meno intensa ma comunque sotto stretta osservazione.