Cani di taglia grande in cabina, oggi il primo volo

cani in aereo

cani in aereo“È sempre un bel momento quando si amplia un’offerta e si estende un diritto. Oggi è una bella giornata per chi ama gli animali e non vuole separarsene neppure ad alta quota”. Lo ha detto Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, imbarcandosi a Linate con il primo volo (compagnia ITA) che porta da Milano a Roma due cani di taglia medio-grande, senza trasportino, in cabina con i loro proprietari. “L’innovazione- spiega la nota- è stata resa possibile da una delibera approvata nel maggio scorso dal Cda dell’Enac. L’ente ha autorizzato le compagnie aeree interessate a trasportare in cabina animali da compagnia anche di peso superiore al limite attuale dei 10 chili, purché adeguatamente assicurati tramite le cinture di sicurezza o altri sistemi di ancoraggio”.

“L’Italia – commenta Brambilla – si pone all’avanguardia in Europa per la tutela degli animali, oggi riconosciuti esseri senzienti e portatori di diritti dalla legge Brambilla che rende loro giustizia aggravando le pene per i reati a loro danno. Le nuove regole sui voli sono una garanzia in più per la salute e il benessere dei nostri animali, equiparati a membri della famiglia. Nelle stive, dove fino ad oggi erano confinati i cani di peso superiore ai dieci chili, si sono verificati casi di stress acuto, di ipotermia e, purtroppo, anche di morte. Ora si risolve il problema senza togliere nulla a nessuno. Più di dieci anni fa – conclude la deputata – fui io a firmare l’accordo con le Ferrovie dello Stato che aprì agli animali da compagnia le porte dei treni. Oggi sono felice di imbarcarmi sul primo volo che offre ai proprietari di animali un servizio da lungo tempo atteso”.

SALVINI: ECCO MOKA SUL PRIMO VOLO CON CANI FINO A 25 KG, PROMESSA MANTENUTA

“Buongiorno amici. Questa è Moka, labrador di 11 anni. Oggi il primo volo con cani fino a 25 kg su un aereo Ita, da Milano a Roma, con la garanzia che a bordo tutti siano comodi e in totale sicurezza. Una battaglia di buonsenso, una svolta per milioni di passeggeri. Promessa mantenuta”. Lo scrive sui social il vicepremier e ministro Matteo Salvini

ANIMALI. ENAC: CANI A BORDO AEREI, OGGI GIORNATA STORICA

“Oggi è una giornata storica per gli amici a quattro zampe di taglia grande che finalmente possono viaggiare in cabina al fianco dei proprietari senza l’obbligo del trasportino. Si tratta di un cambio di passo importante, una svolta culturale, un nuovo modo di intendere e organizzare la mobilità che tiene in grande considerazione il ruolo degli animali, riconosciuti come parte integrante della famiglia”. Lo ha detto Benedetta Fiorini, componente Cda di Enac, che questa mattina ha accolto all’aeroporto di Fiumicino il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, in volo da Linate a Roma, che ha inaugurato l’iniziativa firmata ITA Airways nell’ambito del progetto “PET on Board”. “Questo progetto, sviluppato dalla direttiva di Enac e delle principali associazioni per la tutela degli animali, punta a stabilire un nuovo standard del volo, in cui sicurezza e benessere sono al centro. È una rivoluzione che Ita Airways accoglie e che ci auguriamo che venga recepito anche dalle altre compagnie e dagli altri paesi in modo da rendere il cielo ancora più ‘pet friendly’”, ha aggiunto Fiorini.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Odoguardi e l’impegno del MAIE per la promozione della cultura italiana nel mondo

odoguardi italiano

odoguardi italianoLa Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, giunta quest’anno alla sua XXV edizione, si terrà dal 13 al 19 ottobre e avrà come tema “Italofonia: lingua oltre i confini”.

Promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, l’iniziativa celebra – nell’anno della prima Conferenza internazionale dell’Italofonia e in continuità con la quinta edizione degli Stati Generali della Lingua Italiana nel Mondo – lo spazio linguistico, culturale e sociale dell’italiano, immaginando una comunità globale unita dalla passione per la nostra lingua e dal legame con l’Italia.

Grazie al lavoro della rete diplomatico-consolare italiana e alla collaborazione con gli enti promotori della lingua, la Settimana offrirà in tutto il mondo un calendario ricco di appuntamenti ed eventi culturali.

Come MAIE conosciamo bene il valore della lingua e della cultura italiane all’estero. Non a caso, durante la presenza del MAIE al governo, abbiamo contribuito a stanziare la cifra record di 50 milioni di euro a sostegno della diffusione dell’italiano nel mondo.

“La nostra cultura è il nostro tesoro, la lingua italiana la nostra identità: è ciò che ci contraddistingue nel mondo più di ogni altra cosa”. Così dichiarava l’allora Sottosegretario agli Esteri, il presidente del MAIE Ricardo Merlo. Parole che condividiamo pienamente e che rappresentano la nostra linea guida.

Siamo convinti che l’Italia sia, prima di tutto, una grande potenza culturale. Per questo, come Movimento Associativo Italiani all’Estero, continuiamo a impegnarci perché la nostra lingua sia sempre più protagonista nel mondo: con iniziative culturali sui territori, sostenendo chi promuove l’italiano all’estero e lavorando in Parlamento per garantire le risorse necessarie a rafforzarne la diffusione, anche attraverso il sostegno agli enti gestori.

In occasione del mio prossimo tour negli Stati Uniti, previsto proprio nei giorni della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, incontrerò rappresentanti delle istituzioni locali per discutere anche del tema del sostegno alla cultura e alla lingua italiana all’estero. Sarà l’occasione per ribadire l’impegno del MAIE a favore di chi, ogni giorno, tiene alta la bandiera della nostra identità culturale oltre confine”.

Vincenzo Odoguardi, vicepresidente mondiale del MAIE




Caos nei principali aeroporti europei: è un cyberattacco

screenshot 2025 09 20 104953

screenshot 2025 09 20 104953Gli aeroporti di alcune delle principali città europee stanno subendo disagi a seguito di un attacco informatico. A darne notizia per prima la stampa inglese, tra cui il quotidiano “The Indipendent”. Problemi negli scali di Londra Heathrow, Bruxelles e Berlino: il cyber attacco ha colpito diverse compagnie aeree internazionali. Oltre un centinaio i voli in ritardo in ciascuno scalo e diversi sono stati cancellati. Al momento non risultano coinvolti da disservizi o anomalie gli aeroporti italiani.

FUORI USO I SISTEMI AUTOMATIZZATI DI DI CHECK IN E IMBARCO

L’attacco informatico avrebbe preso di mira un fornitore di servizi per i sistemi di check in e imbarco causando ritardi e cancellazioni di voli. Secondo quanto riportato, nello scalo di Bruxelles sono stati resi inutilizzabili i sistemi automatizzati e le procedure di check in e imbarco sono possibili solo manualmente.

HEATROW: “PROBLEMI TECNICI PER COLLINS AEROSPACE”

Anche negli aeroporti di Londra Heathrow e Berlino il cyberattacco ha portato disagi: ai passeggeri viene consigliato di confermare il proprio viaggio con le compagnie aeree e di rinviare la partenza.
In particolare, Heathrow ha riferito che l’azienda Collins Aerospace, che fornisce sistemi di check-in e imbarco per numerose compagnie aeree in tutto il mondo, sta “riscontrando un problema tecnico che potrebbe causare ritardi per i passeggeri in partenza”. E quindi l’aeroporto inglese ha consigliato ai viaggiatori di arrivare almeno tre ore prima della partenza, verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea e ha provveduto ad attivare “personale extra” di supporto nelle aree del check-in per “contribuire a ridurre al minimo i disagi”. Intorno a mezzogiorno si sono registrati 140 i voli in ritardo, 4 i voli cancellati.

BRUXELLES: “GRANDE IMPATTO SUL PROGRAMMA DEI VOLI”

Anche l’aeroporto di Bruxelles ha affermato che l’attacco informatico ha avuto un “grande impatto sul programma dei voli e purtroppo causerà ritardi e cancellazioni di voli”. Lo scalo ha poi comunicato che fino alle 11 sono stati cancellati 10 voli e altri 15 hanno registrato ritardi di almeno un’ora. Alle 13 il numero dei voli in ritardo è salito a un centinaio.

BERLINO: “TEMPI DI ATTESA AL CHECK IN PIÙ LUNGHI”

Un banner appare sul sito dell’aeroporto di Berlino per informare dei disagi: “A causa di un problema tecnico presso un fornitore di sistemi operante in tutta Europa, i tempi di attesa al check-in sono più lunghi. Stiamo lavorando a una soluzione rapida”, riporta la scritta sull’homepage.

COLLINS AEROSPACE: DI CHE SI TRATTA

L’attacco informatico ha colpito indirettamente gli aeroporti: target degli hacker è il sistema Collins Aerospace che fornisce servizi e piattaforme per check-in e imbarco e fa parte del gruppo di aziende che fa capo Rtx Corporation, una multinazionale statunitense attiva nei settori dell’aerospazio e della difesa. La società proprietaria di Collins Aerospace ha precisato in una nota che il malfunzionamento tecnico causato dal cyberattacco riguarda il loro programma Muse. “Stiamo lavorando per risolvere il problema e ripristinare quanto prima la piena funzionalità del sistema”, riporta il comunicato dell’azienda.

IL CONTRATTO NATO PER “UN SISTEMA DI CONTROLLO PER LA GUERRA ELETTROMAGNETICA”

Sfogliando il sito e i comunicati aziendali di Collins Aerospace spuntano informazioni interessanti sui servizi, le attività e i propri clienti. Balza all’occhio che quello dei servizi per i sistemi aeroportuali civili è uno dei diversi settori in cui è operativa l’azienda. Innanzitutto, la società proprietaria, la Rtx corporation, è una multinazionale attiva nei settori aerospazio e difesa. Anzi, con oltre 185 mila dipendenti, Rtx si presenta come “la più grande azienda aerospaziale e di difesa al mondo“. Poi, tornando a Collins Aerospace, risulta che proprio pochi giorni fa, il 16 settembre scorso, che si è aggiudicata “un contratto NATO per il sistema di comando e controllo per la guerra elettromagnetica“.

“IL CONTRIBUTO PER LA SICUREZZA DEI PAESI NATO”

“Questo strumento software integrato- chiarisce la nota aziendale che dà notizia del nuovo contratto- è progettato per pianificare, dirigere, coordinare, sincronizzare e valutare le attività di guerra elettromagnetica”. Quindi “la soluzione EWPBM fornirà un Quadro Elettromagnetico Riconosciuto, combinando dati provenienti da operazioni, sistemi di intelligence e altre fonti, nonché un Ordine di Battaglia Elettronico, che dettaglia la posizione e la funzione dei dispositivi elettronici. Questa panoramica completa migliorerà la comprensione delle capacità di guerra elettromagnetica sia amiche che nemiche”. In definitiva: “Stiamo dotando i comandanti di uno strumento fondamentale per visualizzare le minacce della guerra elettronica e automatizzare l’uso di jammer e sensori”, ha affermato Ryan Bunge , vicepresidente e direttore generale per Comando, Controllo, Comunicazioni, Computer, Intelligence e Autonomia di Collins Aerospace. “Questo sistema migliorerà l’efficacia, l’interoperabilità, la scalabilità e la resilienza delle operazioni congiunte”. E ancora: “Collins Aerospace collaborerà a stretto contatto con la NATO per testare, convalidare e integrare rigorosamente il sistema, potenziando significativamente le capacità di guerra elettromagnetica della NATO e contribuendo alla difesa collettiva e alla sicurezza dei paesi membri”.

 

Agenzia DIRE – www.dire.it




Il sangue di San Gennaro si è sciolto: il miracolo a Napoli.

san gennaro

san gennaro“Abbiamo la gioia di annunciare che la reliquia è stata trovata completamente liquida”. Stamattina, 19 settembre 2025, alle ore 10:08, il sangue di San Gennaro si è sciolto. L’annuncio è stato fatto da monsignor Vincenzo De Gregorio, abate della Cappella del Tesoro di San Gennaro, dalla Cattedrale di Napoli. Il cardinale Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, ha celebrato la messa per la festività del Santo patrono. I fedeli presenti in Duomo hanno accolto la notizia con un lungo applauso.

“A stento riesce a trattenere le lacrime Mimmo Battaglia, vescovo di Napoli, chiamato a pronunciare l’omelia pochi minuti dopo l’annuncio della liquefazione del sangue di San Gennaro e dopo la proiezione di un video messaggio di padre Gabriel, dalla striscia di Gaza”, si legge su Napoli Today che riporta le parole del vescovo: “Il sangue di Gennaro si mescola idealmente al sangue versato in Palestina, come in Ucraina e in ogni terra ferita dove la violenza si crede onnipotente e invece è solo rumore. Il sangue è sacro: ogni goccia innocente è un sacramento rovesciato. Se potessi, raccoglierei in un’ampolla il sangue di ogni vittima — bambini, donne, uomini di ogni popolo — e lo esporrei qui, sotto queste volte, perché nessun rito ci assolva dalla responsabilità, perché la preghiera senta il peso di ogni ferita e non scivoli via. E oggi, con pudore e con fuoco, dico: è il sangue di ogni bambino di Gaza che metterei esposto in questa cattedrale, accanto all’ampolla del santo. Perché non esistono ‘altre’ lacrime: tutta la terra è un unico altare”.

PERCHE’ IL SANGUE SI SCIOGLIE

In molti hanno provato a spiegare questo fenomeno in maniera scientifica. Tra questi ci sono tre scienziati dell’ Università di Pavia che hanno riprodotto in laboratorio ‘lo scioglimento del sangue’. Gli studiosi (Luigi Garlaschelli, Franco Ramaccini, Sergio Della Sala) hanno basato la loro teoria sulla “tissotropia”, ossia il fenomeno per cui alcune gelatine si liquefano quando viene agitato il recipiente che le contiene, esattamente ciò che succede quando vengono scosse le ampolle del sangue di San Gennaro davanti ai fedeli. Per realizzare l’esperimento, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista ‘Nature’, sono stati utilizzati materiali reperibili già nel medioevo, ossia carbonato di calcio (presente nei gusci d’uovo), sale, acqua e cloruro di ferro (che si trova in un minerale presente nei vulcani attivi, come il Vesuvio appunto). Il risultato è stato una sostanza scura e gelatinosa di un colore simile al sangue custodito nella cappella del Tesoro del Duomo di Napoli.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Mondiali di atletica, Furlani oro nel salto in lungo (VIDEO)

mattia furlani italia team 1024x683

mattia furlani italia team 1024x683Mattia Furlani ha conquistato la medaglia d’oro nel salto in lungo ai Mondiali di atletica a Tokyo. L’atleta azzurro è arrivato a 8.39 battendo il giamaicano Gayle (8.34) e il cinese Shi (8.33).

È un’impresa storica quella di Furlani, diventato campione del mondo all’aperto dopo aver già vinto quest’anno il titolo iridato indoor. A vent’anni diventa il più giovane oro di sempre nel lungo maschile, meglio di Carl Lewis che conquistò il successo a Helsinki nel 1983 a 22 anni.

Una gara emozionante quella di Furlani, risolta al quinto salto con il capolavoro del reatino che riesce a risalire dal quarto posto in classifica superando il giamaicano Tajay Gayle argento con 8,34 (-0.1) e il cinese Shi Yuhao bronzo con 8,33 (0.0) oltre allo svizzero Simon Ehammer, quarto a 8,30 (-0.2).

Video da X

Il portacolori delle Fiamme Oro, che a metà gara era settimo in classifica con la misura di 8,13 (-0.1) ottenuta al secondo tentativo prima di incrementare con 8,22 (+0.4) al quarto, aggiunge un centimetro al suo primato dell’anno scorso, 8,38 per l’argento agli Europei di Roma. Straordinario il curriculum dell’atleta allenato dalla mamma Khaty Seck, alla sesta medaglia internazionale in due stagioni: bronzo olimpico a Parigi, argento mondiale indoor e argento europeo nel 2024, quest’anno anche oro mondiale indoor e argento europeo indoor. È anche il più giovane oro iridato azzurro della storia, un anno in meno di Michele Didoni nel 1995 sui 20 km di marcia.

Quando mancano quattro giornate al termine dei Mondiali, dunque, l’Italia ha potuto festeggiare la quinta medaglia, la prima d’oro dopo gli argenti di Nadia Battocletti (10.000 metri) e di Antonella Palmisano nella gara non olimpica dei 35 km di marcia e i bronzi di Leonardo Fabbri (getto del peso) ed Iliass Aouani (maratona).

FURLANI: “ORO È MAGICO, DUE ANNI FA SOGNAVO TUTTO QUESTO”

“È qualcosa di magico ciò che è successo stasera. Abbiamo gestito la gara in maniera perfetta. Siamo stati lucidi e ci abbiamo creduto fino all’ultimo salto, che era quello che contava. Devo ringraziare mamma in primis, ha fatto un lavoro in pedana incredibile. Memorabile, è stata lucida, concentrata e tutto il tempo siamo rimasti nella nostra bolla ed è accaduto ciò che avete visto tutti. Sono contento, un onore, ringrazio tutti quanti per avermi portato fino a qua, per i risultati che abbiamo ottenuto. È stato un anno fantastico, un anno di crescita che per me è un qualcosa di magico. Fino a due anni fa io sognavo tutto questo e essere qui adesso per me è un onore”. Lo ha dichiarato, ai microfoni Rai, Mattia Furlani.

Video da X

“Ringrazio tutti quanti, a partire dal mio manager, da mio fratello, a Mario Bassani, a Giulia, che è a casa, la mia ragazza. Io ringrazio tutti quanti, tutti quanti, perché questa medaglia non è solo mia, ma è un pezzo appunto di tutti quelli che mi hanno aiutato per ottenerla. Ringrazio anche me stesso, soprattutto per averci creduto. È solo l’inizio per me, perché abbiamo ancora un sacco su cui lavorare, un sacco di competizioni ancora da svolgere, perché io amo fare questo, è la mia vita e raggiungere adesso certi risultati per me è fantastico. Ringrazio anche le Fiamme Oro, perché mi hanno reso professionista e mi hanno dato il modo di raggiungere questo risultato. Spero sia solo l’inizio di numerose future medaglie e anche di record. Vi ringrazio ancora. Questa è per voi e per me”.

MELONI: “CAMPIONE, GRANDISSIMA IMPRESA DI MATTIA FURLANI”

“Campione! Grandissima impresa di Mattia Furlani che conquista l’oro – il primo per l’Italia – nel salto in lungo ai Mondiali di Atletica a Tokyo. Un augurio speciale anche a tutti gli atleti italiani impegnati in questi giorni sul palcoscenico mondiale: il vostro impegno e la vostra passione sono un esempio per tutti noi”. Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni.

ROCCA: “MATTIA FURLANI ORGOGLIO DEL LAZIO E D’ITALIA”

“Orgoglio del Lazio e d’Italia: Mattia Furlani è campione del mondo nel salto in lungo. Un ragazzo di Marino adottato da Rieti per gli allenamenti che con talento, sacrificio e determinazione, ha portato il nostro Paese sul gradino più alto del podio mondiale. La sua vittoria non è solo un risultato sportivo straordinario, ma il segno di una terra che sa crescere giovani capaci di trasformare i sogni in realtà. A Mattia vanno le congratulazioni più vive e il ringraziamento di tutti noi: ha regalato emozioni che resteranno nella storia e ha mostrato ai ragazzi e alle ragazze del Lazio che nulla è impossibile quando ci si mettono passione e cuore”. Lo ha dichiarato in una nota il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Incidente stradale in Tanzania: decedute alcune suore Carmelitane missionarie di Santa Teresa del Bambin Gesù

suore tanzania morte

suore tanzania morteL’Ambasciata d’Italia a Dar es Salaam, in raccordo con la Farnesina, sta seguendo il caso di alcune suore della Congregazione delle Suore Carmelitane Missionarie di Santa Teresa del Bambin Gesù, coinvolte nella giornata di lunedì 15 settembre in un grave incidente stradale nella regione di Mwanza (nel nord-ovest della Tanzania). Nell’incidente – informa la nota del Maeci – hanno perso la vita l’italiana Suor Nerina De Simone, Consigliera e Segretaria Generale, e altre religiose di nazionalità tanzana (inclusa la Superiora Generale della Congregazione, Lilian Kapongo, da diversi anni residente a Santa Marinella) e l’autista del veicolo. L’Ambasciata è in contatto con l’ordine di appartenenza delle religiose e con le Autorità locali per le formalità del caso. (Inform)




L’Amerigo Vespucci nel suo giro del mondo 2026 arriverà anche a New York

vespucci amerigo

vespucci amerigoLa chiamano da sempre “la nave più bella del mondo”. L’Amerigo Vespucci, veliero della Marina Militare varato nel 1931, continua a solcare i mari come ambasciatrice d’Italia. Non è solo una nave scuola per gli allievi ufficiali, ma un simbolo vivente di eleganza, tradizione marinara e orgoglio nazionale.

Nel luglio del 2023 è partita da Genova per la più ambiziosa delle sue missioni: un tour mondiale lungo quasi due anni, un viaggio che l’ha portata a toccare i cinque continenti, con scali in oltre trenta porti e l’abbraccio di migliaia di persone accorse per ammirarla. Vedere la Vespucci entrare in porto, con le vele spiegate e le bandiere al vento, è stato ovunque un momento di emozione: un pezzo d’Italia che approda lontano, portando con sé storia, cultura e bellezza.

Ogni tappa è stata una festa. Nei porti americani, asiatici, africani ed europei la nave è stata accolta con entusiasmo, trasformandosi in palcoscenico galleggiante per eventi, concerti, mostre. Accanto al veliero, spesso si apriva il cosiddetto Villaggio Italia: spazi espositivi dedicati al meglio del nostro Paese, dal cibo al design, dall’arte alla tecnologia. In questo modo, la Vespucci non ha solo mostrato la sua inconfondibile sagoma, ma ha raccontato l’Italia contemporanea in tutte le sue sfaccettature.

Il ritorno economico e mediatico è stato sorprendente. Secondo le stime, il tour ha generato un impatto da miliardi di euro e attirato più di un milione di visitatori. Ma al di là dei numeri resta soprattutto il valore simbolico: l’Italia che si presenta al mondo con il suo patrimonio marinaro, ma anche con la capacità di innovare, coinvolgere, affascinare.

Il viaggio si è concluso ufficialmente nell’estate del 2025, con il ritorno a Genova. Ma la rotta non si ferma. Nel 2026 la Vespucci sarà protagonista a New York, in occasione del 250° anniversario della U.S. Navy: un appuntamento che promette di essere memorabile, con la nave italiana ormeggiata in uno dei porti più famosi del pianeta, davanti agli occhi del mondo.

Guardando questa nave che ha quasi un secolo di vita, e che continua a solcare gli oceani con lo stesso splendore di un tempo, si capisce perché la definiscono “la più bella del mondo”. Non è solo per le linee eleganti, per le vele maestose o per il legno lucente dei ponti. È perché la Amerigo Vespucci porta nel cuore dei mari l’anima dell’Italia: antica e moderna, orgogliosa e accogliente, capace di emozionare chiunque la incontri lungo il suo cammino.

 




Atlantico in fermento: due nuove minacce tropicali si affacciano sull’oceano

captura

capturaIl mese di settembre, storicamente il cuore della stagione degli uragani, conferma ancora una volta la sua fama. Dall’ultima mappa diffusa oggi dal National Hurricane Center (NHC) si legge chiaramente una situazione turbolenta sull’Atlantico: due ampie aree di bassa pressione si stanno organizzando, e promettono di movimentare i prossimi giorni con la possibilità concreta di nuovi cicloni tropicali.

La più preoccupante delle due depressioni è quella situata al centro dell’oceano, a metà strada tra l’Africa e i Caraibi. Qui si sta formando un sistema ampio e sempre più organizzato, con temporali in consolidamento e una traiettoria diretta verso ovest-nord-ovest. Gli esperti parlano ormai di una probabilità altissima che si trasformi presto in depressione tropicale, e forse in tempesta vera e propria. I mari caldi che la circondano e la riduzione dei venti in quota creano le condizioni ideali perché questa onda tropicale diventi, nel giro di poche ore, la prossima tempesta nominata della stagione.

Più a est, appena uscita dalle coste africane, un’altra onda tropicale cerca di prendere forma. Al momento appare meno minacciosa, disturbata da polvere sahariana e aria secca che ne limitano lo sviluppo. Tuttavia, il suo cammino verso ovest potrebbe offrirle maggiore energia: se dovesse organizzarsi nei prossimi giorni, non si esclude che anche questo sistema si trasformi in un ciclone da monitorare con attenzione.

Il grande interrogativo resta la traiettoria. Per ora i modelli indicano che il sistema più avanzato potrebbe piegare leggermente verso nord, mantenendosi lontano dalle isole caraibiche. Ma le previsioni a lungo termine restano incerte: basta un cambio nei venti in quota o nella pressione atmosferica perché la rotta si modifichi, spingendolo più vicino alle Antille o persino verso il continente americano.

Meno probabile un impatto immediato da parte della seconda onda tropicale, ma la storia insegna che in settembre ogni nuova perturbazione può trasformarsi rapidamente in tempesta, con sviluppi imprevedibili.

L’Atlantico, insomma, è entrato nel suo periodo più caldo e insidioso. Per milioni di persone che vivono lungo le coste, dai Caraibi agli Stati Uniti, fino all’America Centrale, l’attenzione resta altissima. E la “nave del tempo” chiamata uragano continua la sua navigazione incerta, sospesa tra l’imprevedibilità della natura e la speranza che i venti pieghino altrove.

 




Il Cremlino: “La Nato è in guerra con la Russia”. Crosetto: “Non siamo pronti ad un attacco”

nato russia4 1024

nato russia4 1024“La Nato è di fatto coinvolta” nella guerra in Ucraina. Lo ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov: “La Nato è in guerra con la Russia. Questo è ovvio e non richiede ulteriori prove”, ha detto Peskov secondo l’agenzia Tass.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a margine della conferenza stampa di presentazione dei risultati del progetto ‘Tour mondiale Vespucci e Villaggio Italia’ ha detto: “Non siamo pronti a un attacco russo né a un attacco di un’altra Nazione, lo dico da più tempo. La gente non vuole sentire parlare di necessità di difesa, ma io penso che il mio compito sia quello di mettere questo Paese nelle condizioni di difendersi se qualche pazzo decidesse di attaccarci. Non dico Putin, dico chiunque. Adesso non lo siamo, non lo siamo perché non abbiamo investito più in difesa negli ultimi vent’anni e quindi i vent’anni non si recuperano in un anno o in due, tanto più con i ritmi di produzione che ci sono adesso”.

“Spero si inizi a parlare di soluzioni che ci portano a una tregua e a una pace. Sono mesi che parliamo di possibilità di tregua e quello che ho constatato è che sono aumentati esponenzialmente gli attacchi su Kiev, sull’Ucraina, sui civili, sugli ospedali, sulle centrali elettriche ucraine. Sono settimane in cui il clima che ci circonda è un clima deteriorato, non soltanto in Ucraina ma in tutto il mondo. Io penso che ci sia un enorme bisogno di trovare nuove vie di impegno per cercare la pace e la tregua. Non so quali. So che abbiamo la necessità di provarle tutte, tutte quelle possibili e immaginabili. So che abbiamo bisogno di farlo in modo più coordinato”.

“Mi sentite parlare da anni di multilateralismo- ha proseguito Crosetto- Mi ha allargato il cuore trovare questa parola nell’intervista al Papa. Noi abbiamo la necessità di mettere insieme nazioni e di usare il peso di più nazioni per fare pressione. Io non credo a un modo estemporaneo di affrontare crisi endemiche. Ci vuole ragionamento, ci vuole pazienza, ci vuole determinazione, ci vuole un progetto. Non ci si sveglia ogni mattina dicendo qualcosa di nuovo. Non si affrontano così le crisi che stiamo vivendo. Io mi auguro un’accelerazione da questo punto di vista della comunità internazionale nelle prossime settimane, perché non abbiamo più tempo da perdere perché il clima, così a fattori invariati, non può che peggiorare. Abbiamo il dovere di fare qualunque cosa per invertire una rotta verso un dirupo che mi pare di vedere inarrestabile, anzi sempre più veloce”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




In Brasile la lingua veneta ora si studia all’Università: ecco il nuovo corso

venezia leone

venezia leoneQuindici lezioni per un totale di 45 ore: oggi, a palazzo Ferro Fini a Venezia, è stato presentato il primo corso accademico di lingua veneta in Brasile. Nel corso, verranno illustrati i fondamenti delle competenze linguistiche in lingua veneta, scritta e parlata, con esercitazioni e lettorati in lingua veneta. Il programma didattico prevede anche approfondimenti culturali sui ‘venetofoni’ famosi, come Marco Polo, Tiziano e Canova, approfondimenti sociali sulle feste venete, come La Sensa o il Caodeano veneto, nonché approfondimenti letterari sui dieci secoli della letteratura veneta in lingua. E così, per la prima volta, il Veneto diventerà disciplina di studio all’Universidade Federal de Santa Maria, nello Stato del Rio Grande do Sul in Brasile. Per la presentazione sono arrivati i docenti brasiliani, nonché i consiglieri regionali Silvia Cestaro ed Enrico Corsi.

Il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, ha introdotto la conferenza stampa, dicendosi “particolarmente orgoglioso” dell’accordo tra l’Università Federale di Santa Maria in Brasile, e l’Academia de la Bona Creansa-Academia de la Lengua Veneta per l’avvio del corso. A “ottobre dell’anno scorso, in occasione della riunione a Venezia della Consulta dei veneti nel mondo, ho lanciato una proposta ambiziosa, dare vita ad una sorta di Commonwealth veneto che ci unisca attraverso rapporti economici, scambi culturali e politici. Credo che questo corso accademico di lingua veneta in Brasile possa rappresentare un tassello per la costruzione di questa ‘Comunità veneta internazionale e sovranazionale’”, afferma Ciambetti. Peccato solo, aggiunge “con rammarico” che lo Stato italiano neghi l’esistenza della lingua veneta.

La lingua veneta “porta con sé la testimonianza di un popolo che ha dato tanto al mondo, con la propria civiltà, arte, abilità artigiane e forza lavoro”, esordisce Luciano Sandonà, presidente della prima commissione in Regione, lodando l’intenzione di insegnarla in Brasile. Del resto il Rio Grande do Sul è soprannominato l’ottava provincia veneta, e insegnare il veneto da quelle parti significa “esplorare un fondamentale pezzo di storia, se non le proprie radici. Il tutto, con l’ulteriore ricaduta positiva di rinsaldare i legami tra le comunità qui e quelle oltreoceano dei discendenti degli emigrati”, aggiunge. A corredo, presentati due libri: ‘La bela polenta‘ che documenta ciò che ha rappresentato questo alimento per i migranti in Brasile e ‘El Colono el va scola‘. Sull’importanza di tenere vivi i rapporti con i veneti nel mondo e rafforzare i legami con la Quarta colonia, con i migranti che vivono nel Rio Grande do Sul, “i quali mantengono vive le nostre tradizioni, si sofferma Aldo Rozzi Marin, presidente dell’associazione Veneti nel mondo.
Quindi parola ai docenti. Marcos Daniel Zancan, professore di Lingua veneta e coordinatore del Progetto Quarta Colonia, Università Federale di Santa Maria, interviene parlando in veneto sul lavoro fatto “per valorizzare la nostra lingua madre portandola all’interno di un percorso universitario, accademico”. Questo ricordando la storia dell’emigrazione italiana e veneta in Brasile, in particolare nello Stato del Rio Grande do Sul, “le difficoltà del lungo viaggio affrontato dai migranti, i loro sacrifici, l’importante contributo da loro fornito per lo sviluppo del Brasile”

“IN BRASILE MEZZO MLN PARLA VENETO, E ITALIA NON RICONOSCE LINGUA”

Ci sono stime, considerate “attendibili”, secondo cui il veneto-brasiliano sarebbe parlato da circa 500.000 persone in 133 città del Brasile. In Brasile, inoltre, dal 2014 il governo federale ha definito il ‘Talian, ovvero il veneto-brasileiro come ‘lingua riconosciuta’ e ‘patrimonio immateriale del Brasile’ mentre l’Unesco, assieme al Consiglio d’Europa, riconosce e inserisce il veneto nel Red Book of Endangered Languages, annoverandolo fra le lingue minoritarie meritevoli di tutela. Ma se il ‘talian’ è tanto diffuso, parlato e riconosciuto in Brasile, è anche vero che, come dice il detto, “nemo profeta in patria” dato che “all’estero è riuscito quello che nel nostro paese non si è ancora realizzato”. Infatti, “non posso fare a meno di evidenziare con rammarico che lo stato italiano nega l’esistenza della lingua veneta“, dice oggi il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, presentando l’attivazione del primo corso accademico di lingua veneta in Brasile.

In Brasile risiede la più grande collettività di italo-discendenti al mondo, circa 32 milioni di persone, cui si aggiungono circa 730.000 cittadini con passaporto italiano. Le concentrazioni più importanti di italofoni, in maggioranza di lingua veneta, si individuano negli stati del Rio Grande do Sul, Santa Caterina, Paranà, Espirito Santo e a San Paolo. Le comunità venete più numerose sono negli stati brasiliani di Rio Grande do Sul e Santa Caterina, a Curitiba, capitale del Paranà, oltre che nei Comuni di Santa Teresa e Venda Nova do Migrante nell’Espirito Santo. Qui si trovano “modelli e stili di vita tipicamente veneti. Ecco perché ha senso parlare di un’identità veneta i cui confini travalicano quelli geografici, ecco perché ha senso parlare di una cultura veneta”, dice Ciambetti.

“I numeri tuttavia poco dicono della Grande Emigrazione e della vita difficile e complessa delle nostre comunità”, dice Ciambetti ricordando che a rendere omaggio al ruolo che ebbero e al contributo che diedero, nel 2008 la Repubblica federale del Brasile ha istituito la Giornata dell’Emigrante italiano, ‘Dia nacional do imigrante italiano’”, che ogni anno si celebra il 21 febbraio in ricordo del viaggio compiuto nel 1874 dalla nave “La Sofia” armata da Pietro Tabacchi per trasportare da Genova 386 tra veneti e trentini nello stato di Espírito Santo, evento che simboleggia l’inizio del processo di migrazione di massa degli italiani in Brasile, pur preceduti da arrivi più limitati in diversi altri stati del Paese.
“In 150 anni non si sono mai spezzati i legami tra i coloni che giunsero dapprima nelle due colonie del Rio Grande do sul di Conde d’Eu e Dona Isabel, oggi Garibaldi e Bento Gonçalves, create dalle autorità brasiliane a cui si aggiunsero poi la colonia di Nova Palmira, attualmente Caxias do Sul e nel 1877, la quarta colonia battezzata Silveira Martins, creata vicino a Santa Maria. Non possiamo dimenticare le fatiche, i sacrifici, i dolori sopportati dai nostri emigranti che hanno letteralmente costruito paesi e città e fatto degli stati del Sud il vero motore dell’economia brasiliana, come il Veneto ha fatto in Italia”, conclude Ciambetti.

Agenzia DIRE – www.dire.it