Costa Rica: un evento storico per la ristorazione italiana

evento sello de calidad italiana ristoratori italiani riuniti al ristorante il padrino di lindora

evento sello de calidad italiana ristoratori italiani riuniti al ristorante il padrino di lindoraL’11 settembre 2025 resterà una data storica per la ristorazione italiana in Costa Rica. Presso il Ristorante Il Padrino di Lindora, guidato da Luca Navarra, si è svolto un incontro che ha riunito alcuni dei più importanti ristoranti italiani del Paese.

Un appuntamento reso possibile grazie all’organizzazione di Tavolo Rosso di Giuseppe Frittella, che ancora una volta ha dimostrato la capacità di unire la comunità gastronomica italiana sotto un’unica bandiera: quella della qualità e dell’autenticità.

I protagonisti della serata

L’incontro ha visto la partecipazione di tanti volti noti e appassionati della ristorazione italiana in Costa Rica:

  • Il Padrino – Lindora
  • Tony’s Pizza
  • Ristorante Fiori
  • Delitalia (specializzato in prodotti italiani)
  • La Bontà
  • Aroma Roma – celebre anche grazie alla sua chef, seguitissima su TikTok con oltre 1,5 milioni di follower
  • Italo Festa
  • Reina Margot
  • Mamma Mia
  • Amura
  • Bianka Pizza Romana
  • Taller de Pizza da Domenico
  • Tipico Italiana (negozio di prodotti italiani)
  • Dolce Uvita – arrivato da Bahía Ballena dopo oltre 5 ore di viaggio per partecipare all’incontro
  • Ristorante Cabernet – Orotina

Oltre ai ristoratori, è stato importante anche il contributo di Tavo di Tavolo Rosso, noto foodblogger che realizza recensioni di ristoranti e promuove la cultura enogastronomica italiana in Costa Rica. La sua attività di comunicazione e divulgazione rappresenta un sostegno prezioso per rafforzare la voce della cucina italiana nel Paese.

evento sello de calidad italiana ristoratori italiani riuniti al ristorante il padrino di lindora 1Il progetto “Sello de Calidad Italiana”

Durante l’incontro è stato presentato il progetto Sello de Calidad Italiana, promosso e sviluppato da Tavolo Rosso, il food blog di Giuseppe Frittella, in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana in Costa Rica e rappresentato nell’occasione dal Segretario Generale Massimo Angelino.

L’iniziativa mira a certificare i ristoranti che utilizzano almeno l’80% di ingredienti autentici e importati dall’Italia, valorizzando non solo la qualità della materia prima, ma anche la fedeltà alle ricette tradizionali.

Non si tratta di “trasformare” la cucina italiana, ma di custodirla con rigore e, allo stesso tempo, incoraggiare i cuochi a proporre nuove interpretazioni e piatti innovativi, senza mai perdere di vista le radici della nostra cultura gastronomica.

👉 Sul sito ufficiale della Camera di Commercio Italiana in Costa Rica sarà disponibile l’elenco aggiornato dei ristoranti certificati, a disposizione dei consumatori che vogliono vivere una vera esperienza gastronomica italiana.

Un plauso speciale va anche al Presidente della Camera, Giovanni Graziano, e al Consiglio Direttivo, che hanno saputo sostenere con forza un progetto che rafforza la posizione della cucina italiana in Costa Rica, spesso considerata punto di riferimento e qualità insuperabile.

evento sello de calidad italiana ristoratori italiani riuniti al ristorante il padrino di lindora 2La partecipazione del COMITES e l’unità della comunità italiana

All’evento erano presenti anche i rappresentanti del Comites Costa Rica, con il Presidente Giuseppe Cacace e la Vicepresidente Paola Céccon, che hanno espresso entusiasmo e sostegno verso questa iniziativa.

L’incontro ha avuto un primo obiettivo fondamentale: conoscersi meglio e creare una rete solida tra i ristoratori italiani. Ma non solo: è stata anche l’occasione per guardare al futuro con nuovi progetti condivisi.

Nasce “Passaporto Rosso”

Tra le novità presentate, grande interesse ha suscitato Passaporto Rosso, un’iniziativa ambiziosa firmata Tavolo Rosso. Il progetto prevede la creazione di una app dedicata ai clienti, che consentirà loro di ottenere sconti e benefici esclusivi nei ristoranti aderenti.

Un modo innovativo per rafforzare il legame tra ristoratori e clientela, fidelizzando i consumatori e allo stesso tempo valorizzando la rete della ristorazione italiana in Costa Rica.

L’11 settembre 2025 non è stato solo un incontro conviviale, ma un momento di svolta per la comunità italiana in Costa Rica.
Un evento che dimostra quanto sia importante unirsi, condividere esperienze e lavorare insieme per valorizzare la cucina italiana, riconosciuta a livello mondiale come simbolo di eccellenza.

Come ha ricordato uno dei partecipanti:

“Quando gli italiani si uniscono, non ci sono avversari: solo nuove opportunità.”

E allora, con lo stesso spirito con cui i ristoratori italiani hanno fatto squadra in Costa Rica, non possiamo che concludere dicendo:




Uragani. Una nuova minaccia si profila in Atlantico

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huraUna nuova minaccia per le coste americane si sta profilando in Atlantico. Si tratta di una perturbazione, partita come sempre al largo delle coste africane di Capo Verde, e che si sta dirigendo verso il continente americano.

Stando alle proiezioni ha il 50% di possibilitá di svilupparsi in tormenta tropicale nei prossimi sette giorni e si dirige verso ovest nord ovest.




Il giudice Kavanaugh sorride a Trump: lo scontro con la collega Sotomayor sui diritti dei latinos

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imagesNel 2023 la Corte Suprema americana eliminò i programmi di “affirmative action” che misero fine alla leggera preferenza che le università concedevano all’ammissione di studenti di gruppi minoritari. I criteri di ammissione non si basavano solo sull’appartenenza a una certa etnia o gruppo razziale ma questi fattori erano anche considerati per cercare di correggere squilibri storici e favorire gruppi svantaggiati. La Corte Suprema decise che l’affirmative action violava i diritti degli studenti bianchi perché non rispettava il Quattordicesimo Emendamento della Costituzione.

Adesso la Corte Suprema ha assestato un altro colpo ai gruppi minoritari decretando che l’amministrazione Trump può continuare le retate di migranti usando i sospetti di razza, etnia, o lingua per le detenzioni che avvengono a Los Angeles. La decisione della Corte Suprema era stata causata da una denuncia della ACLU, American Civil Liberties Union, la quale sosteneva che le retate indiscriminate violano il Quarto Emendamento della Costituzione. Questo emendamento garantisce agli americani il diritto da perquisizioni irragionevoli, garantendo il diritto alla sicurezza personale e dei propri beni. L’articolo non menziona che il colore della pelle, l’etnia, la lingua parlata possono essere esclusi da questi diritti. La Corte del Distretto Centrale della California aveva dato ragione alla ACLU sospendendo le retate. La decisione di emergenza della Corte Suprema però, con un voto di 6-3, ha deciso infatti che queste caratteristiche possono rappresentare sospetti ragionevoli per detenere individui potenzialmente senza diritto di essere negli Usa legalmente. La decisione non è finale ma permette temporaneamente la continuazione delle retate indiscriminate condotte dall’Ice (Immigration and Customs Enforcement), l’agenzia incaricata dell’immigrazione e il controllo delle frontiere, fin quando il percorso legale delle Corti Inferiori abbiano concluso il loro iter.

Scrivendo per la maggioranza il giudice Brett Kavanaugh, uno dei tre togati alla Corte Suprema nominati da Trump, ha descritto le azioni dell’Ice a Los Angeles come “brevi fermi investigativi”. Gli individui fermati, secondo Kavanaugh, saranno rimessi in libertà in pochissimo tempo. Difficile capire in quale pianeta vive il giudice Kavanaugh. I media negli ultimi mesi ci hanno informato con video e rapporti che le retate condotte dall’Ice sono spesso brutali. Gli agenti, a differenza di altre forze dell’ordine, si coprono il volto con maschere, dando una chiara impressione di sequestrare persone da strade, posti di lavoro, scuole, ristoranti, e persino appena usciti da aule di tribunali dove si recano per sbrigare pratiche di immigrazione. Difficile credere che Kavanaugh non sia al corrente. Impossibile credere le sue parole specialmente quando la stessa Corte Suprema con un voto di 9-0, incluso quello di Kavanaugh, alcuni mesi fa decise che il migrante Kilmar Abrego Garcia del Guatemala era stato deportato illegalmente a El Salvador. La Corte Suprema decise che l’amministrazione doveva facilitare il suo ritorno dalle orribili carceri perché era stato deportato illegalmente. Dopo tre mesi Abrego Garcia è stato riportato negli Usa dove però continua il suo calvario con altre accuse del governo. Numerosi altri casi di individui abusati e deportati sono emersi negli ultimi mesi e in alcune situazioni sono stati minacciati di deportazione in Paesi africani dove questi individui non hanno nessun legame.

Ma al di là della superficiale giustificazione di Kavanaugh sta di fatto che detenere individui per il semplice fatto di parlare spagnolo, di fare lavori manuali, per il colore della loro pelle dovrebbe essere platealmente illegale non solo come principio ma anche perché queste retate spesso includono cittadini americani. Se alcuni di questi individui non hanno documenti legali in tasca che in America non sono necessari eccetto in casi specifici, vengono detenuti. Il censimento ci informa che negli Usa 65 milioni di americani sono classificati come Latinos che potrebbero essere detenuti. E non si tratta solo di Latinos. Anche altri individui di colore di diverse parti del mondo possono essere facilmente sospettati e detenuti. La maggioranza dei 200 mila migranti deportati durante il secondo mandato di Trump sono di origini ispaniche ma altri migranti cinesi, indiani e africani sono stati espulsi.

Non sorprende dunque il dissenso della giudice liberal Sonia Sotomayor la quale ha scritto che non dovremmo “vivere in un Paese in cui il governo può sequestrare chiunque abbia un aspetto latino, parli spagnolo e sembri svolgere un lavoro sottopagato”. La giudice Sotomayor ha ribadito l’importanza di rispettare le “libertà costituzionali” invece di buttarle via.

“Non si tratta di far rispettare le leggi sull’immigrazione, ma di prendere di mira i latinoamericani e chiunque non assomigli o non parli come l’idea di americano di Stephen Miller, compresi cittadini e bambini statunitensi, per danneggiare deliberatamente le famiglie e le piccole imprese della California”. Questa la reazione di Gavin Newsom, il governatore della California, che negli ultimi mesi è divenuto una delle poche voci che contrasta le azioni autoritarie di Trump. Più dura e non imprecisa la reazione di George Galvis, direttore esecutivo delle Communities United for Restorative Youth Justice (CURYJ), un’associazione dedicata a proteggere politiche che criminalizzano i giovani. In un’intervista a Anita Chabria del Los Angeles Times, Galvis ha dichiarato che si tratta veramente di subordinazione razziale….. che promuove la supremazia dei bianchi”.

 

 

 

 

 




Vercelli, capitale del riso. Oggi prende il via Risò

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“Parteciperemo – annuncia afferma il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia – al convegno dal titolo ‘The future of Eu rice sector: a common strategy’, organizzato da Ministero dell’Agricoltura ed Ente Nazionale Risi, che vede, oltre al ministro Francesco Lollobrigida, la presenza dei massimi livelli istituzionali del settore agricolo dei Paesi europei produttori di riso: sul tavolo varie questioni che preoccupano la filiera risicola, alle quali cercheremo di dare soluzioni concrete, perché è questo che meritano i nostri imprenditori agricoli”,

“Gli agricoltori – afferma il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti – sono chiamati ad affrontare temi complessi, a partire dal posizionamento nei nuovi mercati, gli accordi internazionali, i cambiamenti climatici, l’uso delle risorse idriche, e non ultimo, una burocrazia sempre più pressante. È necessaria una forte politica di promozione, accompagnata da innovazione, ricerca e coordinamento fra Regioni per mantenere salda la posizione acquisita dal comparto risicolo
italiano in Europa e nel mondo”.

“L’impostazione dell’Europa – ha commentato il presidente del Piemonte, Alberto Cirio – secondo cui ‘il contadino è nemico dell’ambiente’ è, per fortuna, in via di superamento. I primi difensori dell’ambiente sono loro. È nei contadini che risiede la nostra storia e il nostro futuro”. “Noi amiamo l’ambiente e siamo certi che va tutelato – ha aggiunto – ma se dobbiamo scegliere tra salvare la vita ad un batterio, e salvare un’azienda agricola, salvo la vita a chi ha investito sulla terra”.

rainews.it




Il MAIE non si ferma: insieme agli italiani di Irapuato

maie irapuato messico

maie irapuato messicoI​l presidente del Comites Messico Giovanni Buzzurro e il vicepresidente Antonio Mariniello hanno partecipato alla Festa dei Discendenti Italiani di Irapuato, nello Stato di Guanajuato.

Sabato 6 settembre 2025, nella suggestiva cornice della Hacienda Arandas (1650), si è svolta la Festa dei Discendenti Italiani di Irapuato, nello Stato di Guanajuato. All’evento hanno preso parte oltre 200 connazionali e discendenti italiani, provenienti anche dagli stati confinanti come Michoacán e Stato del Messico.

A rappresentare le istituzioni italiane in Messico erano presenti il presidente del Comites Messico Giovanni Buzzurro, anche Coordinatore MAIE per il Messico, e il vicepresidente Antonio Mariniello, Coordinatore MAIE per il Distretto Federale.

L’incontro, curato con passione dagli organizzatori Edgar Zanella e Miguel Ángel Zanella, ha previsto momenti istituzionali e conviviali. Il venerdì, la delegazione è stata accolta dalle autorità locali al palazzo municipale, con visita guidata al centro storico e al murales di Salvador Almaraz, per poi cenare presso il ristorante El Jardín della discendente Lorena Zenni.

img 20250908 wa0008Il giorno successivo, alla Hacienda, si sono svolti i festeggiamenti con il passaggio di presidenza dell’associazione da Miguel Ángel Zanella León a Virginia Lorenzzini Spezzia (“Yoni”).

Nel suo discorso, Giovanni Buzzurro ha ricordato l’importanza di questi eventi come strumenti di coesione comunitaria e di orgoglio identitario:

“Essere italiani significa appartenere a una storia millenaria, patria del Rinascimento, dell’arte, della scienza e della dieta mediterranea. Dobbiamo sentirci orgogliosi ogni giorno delle nostre origini.”

Antonio Mariniello ha invece sottolineato i valori tipici degli italiani:

“Famiglie unite, ospitalità e affetto: sono questi i tratti che contraddistinguono la nostra comunità, sempre pronta ad accogliere anche chi incontra per la prima volta.”

img 20250908 wa0007La serata, ospitata da Arturo Costantini, gestore della Hacienda, si è confermata un momento di festa, cultura e italianità. Come ha sottolineato Edgar Zanella, “questa comunità, che prima del 2023 non si era mai ritrovata in modo così compatto, oggi è felice di incontrarsi e collaborare.”

A nome della dirigenza del MAIE, il Vicepresidente On. Comm. Vincenzo Odoguardi ha espresso grande soddisfazione per il lavoro svolto in Messico dai due coordinatori Buzzurro e Mariniello:

“Il loro impegno, la loro presenza costante e la capacità di fare rete sono la dimostrazione concreta di cosa significhi essere sempre al fianco degli italiani nel mondo. Il Messico è un esempio virtuoso di comunità viva e orgogliosa delle proprie radici.”

Buzzurro ha concluso annunciando con entusiasmo la sua presenza alla quarta edizione della festa: un appuntamento ormai immancabile per rafforzare i legami con la comunità italo-discendente di Irapuato.




SeNaSa: lo scandalo che scuote la sanità dominicana

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imagen senasa a3a56d7e focus 0 0.04 375 240La Repubblica Dominicana è scossa da uno scandalo che mette a nudo le fragilità del suo sistema sanitario pubblico. Parliamo del SeNaSa, l’assicurazione statale che copre milioni di dominicani, in particolare chi non può permettersi una polizza privata. Proprio lì, dove lo Stato dovrebbe garantire equità e protezione sociale, si è annidato un meccanismo di corruzione che per anni ha sottratto risorse preziose a chi ne aveva più bisogno.

Secondo le indagini giornalistiche, milioni di pesos sono stati drenati attraverso pratiche mediche mai realizzate, autorizzate da un sistema parallelo messo in piedi da funzionari infedeli. Un vero e proprio saccheggio silenzioso, avvenuto mentre migliaia di pazienti affrontavano code interminabili, carenza di farmaci e ritardi negli appuntamenti.

Lo scandalo non riguarda solo i numeri, per quanto impressionanti. È piuttosto la fotografia di un Paese in cui la burocrazia si è gonfiata, i contratti opachi hanno favorito interessi privati e la trasparenza è rimasta una promessa non mantenuta. Non a caso, il Governo ha rimosso la dirigenza di SeNaSa, cercando di dare un segnale di rottura con il passato. Ma la fiducia dei cittadini, una volta persa, non si recupera con un semplice cambio al vertice.

Va ricordato che per la maggioranza degli stranieri che vivono nella Repubblica Dominicana la questione è marginale: chi non è cittadino o non lavora in un’impresa locale di solito si affida a assicurazioni private, spesso care ma affidabili. Lo scandalo SeNaSa riguarda soprattutto i dominicani, cioè quella parte della popolazione che non ha alternative, e che dipende da questo sistema per ottenere le cure più basilari. È qui che il tradimento è più grave: colpire i più deboli.

Per gli italiani che vivono nell’isola, la vicenda è comunque uno specchio importante. Mostra quanto la corruzione possa insinuarsi anche nel settore più delicato: la salute. Ci ricorda che la fragilità di un sistema pubblico non è un problema lontano, ma una realtà che tocca la vita quotidiana delle persone con cui condividiamo le strade, i mercati, i quartieri.

Il SeNaSa, nato come strumento di giustizia sociale, rischia oggi di diventare il simbolo di una promessa tradita. E se la politica non riuscirà a trasformare lo scandalo in una vera occasione di riforma, il costo più alto non sarà solo finanziario, ma umano: la perdita definitiva di fiducia in uno Stato che non sa proteggere i suoi cittadini.




Droni russi sulla Polonia, 4 abbattuti. Tusk invoca l’art. 4 della Nato: “Mai stati così vicini ad una grande guerra”

media, 'drone ha colp (25874443)

media, 'drone ha colp (25874443)La Polonia ha abbattuto droni russi che hanno invaso il suo spazio aereo nelle prime ore di mercoledì mattina. “È in corso un’operazione relativa a molteplici violazioni dello spazio aereo polacco. I militari hanno utilizzato armi contro gli obiettivi. Sono in costante contatto con il Presidente e il Ministro della Difesa. Ho ricevuto un rapporto diretto dal comandante operativo”, ha scritto su X il premier Donald Tusk. “Ho ricevuto un rapporto dal Comandante Operativo delle Forze Armate in merito all’abbattimento di droni che si sono introdotti nel nostro spazio aereo e potrebbero rappresentare una minaccia. L’operazione è in corso” ha aggiunto. Il primo ministro fa, poi, sapere: “Ho informato il Segretario Generale della Nato sulla situazione attuale e sulle azioni intraprese contro gli obiettivi che hanno violato il nostro spazio aereo. Siamo in costante contatto”.

Poi Tusk ha riferito in Parlamento, dichiarando che l’esercito ha deciso per la prima volta di intensificare la sua risposta agli attacchi russi contro l’Ucraina poco dopo le 22:00 ora locale. La prima violazione dello spazio aereo polacco è avvenuta intorno alle 23:30 di martedì, mentre l’ultima è stata segnalata alle 6:30 di questa mattina. “Questo dà un’idea della portata di questa operazione”, ha detto.

I rapporti preliminari indicano che si sono verificate 19 violazioni dello spazio aereo, con un numero significativo di droni che hanno attraversato il confine con la Polonia dalla Bielorussia. Quattro droni sono stati abbattuti.

Tusk afferma che la Polonia invocherà l’articolo 4 della Nato, richiedendo una consultazione formale all’interno dell’alleanza, una mossa concordata tra lui e il presidente Karol Nawrocki. L’articolo recita: “Le Parti si consulteranno ogniqualvolta, a giudizio di una di esse, l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una qualsiasi delle Parti siano minacciate”. Secondo i registri della Nato, l’articolo 4 è stato invocato solo sette volte dalla creazione della Nato nel 1949 e l’ultima volta nel 2022, subito dopo l’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina.

Tusk afferma che, pur apprezzando tutte le espressioni di solidarietà, “le parole non bastano” e che la Polonia chiederà un sostegno “molto maggiore” agli alleati. E avverte che le violazioni di ieri sera sono solo una parte del quadro più ampio della sicurezza, con Russia e Bielorussia pronte a tenere esercitazioni militari “aggressive” più avanti questa settimana.

“Non c’è motivo di affermare che siamo in uno stato di guerra… ma la situazione è significativamente più pericolosa di tutte le precedenti”. La prospettiva di un grande conflitto militare è “più vicina che in qualsiasi altro momento dalla seconda guerra mondiale”.

IL PRESIDENTE NAWROCKI: “LA SICUREZZA DELLA NOSTRA PATRIA È LA NOSTRA MASSIMA PRIORITÀ”

“Da quando si sono verificate le violazioni dello spazio aereo polacco, sono stato in costante contatto con il Vice Primo Ministro, il Ministro della Difesa Nazionale e i comandanti chiave delle Forze Armate polacche. Ho partecipato a un briefing presso il Comando Operativo delle Forze Armate polacche. A breve terrò un briefing presso l’Ufficio per la Sicurezza Nazionale (BBN), a cui parteciperà anche il Primo Ministro. La sicurezza della nostra patria è la nostra massima priorità e richiede una stretta collaborazione“, aggiunge il presidente polacco Karol Nawrocki.

“I sistemi radar polacchi e alleati hanno tracciato più di una dozzina di oggetti che hanno violato lo spazio aereo. Considerando quelli che avrebbero potuto rappresentare una minaccia, il Comandante Operativo delle Forze Armate polacche ha deciso di neutralizzarli. I droni che rappresentavano una minaccia sono stati abbattuti. Sono in corso le ricerche per identificare e localizzare i possibili impatti“, spiega il ministro della Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz.

VON DER LEYEN: “VIOLAZIONE SCONSIDERATA, PIENA SOLIDARIETÀ”

“Oggi abbiamo assistito a una violazione sconsiderata e senza precedenti dello spazio aereo polacco ed europeo da parte di oltre 10 droni russi Shahed. L’Europa esprime piena solidarietà alla Polonia. L’Europa è in piena solidarietà con la Polonia“. Lo dice la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo Stato dell’Unione in plenaria al Parlamento europeo.

MELONI: “VIOLAZIONE GRAVE E INACCETTABILE”

“Esprimo, a nome del Governo italiano, piena solidarietà alla Polonia per la grave e inaccettabile violazione, da parte russa, dello spazio aereo polacco e dell’Alleanza Atlantica. L’Italia continuerà a lavorare per garantire la sicurezza europea, a partire da quella ucraina, e per il raggiungimento di una pace giusta e duratura”. Lo dice la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

MACRON: “INCURSIONE DRONI RUSSI INACCETTABILE”

“L’incursione di droni russi nello spazio aereo polacco durante un attacco guidato dalla Russia contro l’Ucraina è semplicemente inaccettabile. La condanno con la massima fermezza. Esorto la Russia a porre fine a questa corsa sfrenata. Ribadisco la nostra piena solidarietà al popolo polacco e al suo governo”. Lo scrive su X il presidente francese Emmanuel Macron. “Parlerò a breve con il Segretario Generale della NATO Mark Rutte. Non scenderemo a compromessi sulla sicurezza degli Alleati“.

TAJANI: “VIOLAZIONE TERRITORIO GRAVISSIMA E INACCETTABILE”

“Condanno con fermezza la violazione del territorio polacco da parte di droni russi: un fatto gravissimo e inaccettabile, che è un’offesa alla sicurezza dell’intera area euro-atlantica. L’Italia esprime piena solidarietà alla Polonia, Paese amico e alleato, ribadendo il suo impegno per la difesa della sovranità e dell’integrità territoriale. Ogni provocazione va respinta con fermezza e unità da parte dell’Europa“, scrive su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

LE FORZE ARMATE POLACCHE: “ATTO DI AGGRESSIONE. RIMANETE A CASA”

Sempre su X è il Comando operativo delle Forze armate polacche a parlare di “attacco odierno della Federazione Russa che ha colpito obiettivi situati sul territorio dell’Ucraina” e a sottolineare che “il nostro spazio aereo è stato ripetutamente violato da oggetti di tipo drone“.

“È in corso un’operazione per identificare e neutralizzare gli obiettivi. Su ordine del Comandante Operativo delle Forze Armate, sono state schierate le armi e sono in corso le operazioni per localizzare gli obiettivi abbattuti”, scrivono. Le Forze armate avvertono i cittadini: “Sottolineiamo che l’operazione militare è in corso e invitiamo tutti a rimanere a casa. Le zone più a rischio sono i Voivodati di Podlachia, Masovia e Lublino“. E dichiara: “Il Comando operativo delle Forze armate sta monitorando la situazione attuale e le sue forze e risorse subordinate restano pienamente pronte a rispondere immediatamente”. Per il Comando operativo, commentando quanto avvenuto questa mattina, scrive ancora: “Si tratta di un atto di aggressione che rappresenta una minaccia reale per la sicurezza dei nostri cittadini“.

A loro l’appello: “Per la vostra sicurezza, ci appelliamo ai residenti: se trovate droni o frammenti abbattuti, non avvicinatevi, toccateli o spostateli. Tali oggetti possono rimanere pericolosi e devono essere ispezionati dalle pattuglie di artificieri. Vi preghiamo di segnalare eventuali ritrovamenti al numero di emergenza 112 o alla stazione di polizia più vicina. Ciò consentirà alle autorità di mettere in sicurezza la zona in modo rapido ed efficace”.

Agenzia DIRE –  www.dire.it




Addio a Vittorio Spadaro, cuore generoso e amico sincero della comunità italiana

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vittorio spadaro maie 2 400x336Las Terrenas piange la scomparsa di Vittorio Spadaro, 66 anni, originario di Fidenza, responsabile dell’ufficio di Assistenza agli Italiani e figura amata da tutta la comunità.

Vittorio se n’è andato nel sonno, stroncato da una trombosi. Il suo corpo è stato trasferito a Santo Domingo per gli esami di carattere legale.

Per chiunque avesse avuto bisogno di una mano con documenti, pratiche consolari o semplicemente un consiglio, Vittorio era lì: disponibile, paziente, sorridente. Non chiedeva nulla in cambio, perché credeva profondamente che l’aiuto reciproco fosse un dovere morale, specialmente per chi vive lontano dalla propria patria.

In questi anni ha seguito più di 650 pratiche e ha accompagnato oltre mille connazionali tra passaporti, iscrizioni AIRE, certificati, visti e appuntamenti con ambasciata e consolato. Ma i numeri non bastano a raccontare il valore della sua presenza: per tanti italiani, Vittorio è stato una bussola, un porto sicuro, un amico fidato. Le richieste di aiuto arrivavano non solo da Las Terrenas e dalla Repubblica Dominicana, ma anche dagli Stati Uniti e da altre parti del continente.

Oltre al lavoro, era un uomo di abitudini semplici e rassicuranti. Ogni mattina, dalla sua casa di El Limón, saliva sulla sua moto e, prima di arrivare al suo ufficio di Plaza Mango, si fermava in un locale italiano di Las Terrenas per la colazione: un croissant, un cornetto e una bottiglietta d’acqua. Non mancava mai la sua inseparabile sigaretta Capital e al polso portava, con orgoglio, il suo vecchio orologio Citizen.

Era conosciuto anche per il suo carattere: un po’ burbero, ma era un burbero buono, caparbio e diretto, che non mollava mai finché non riusciva a risolvere un problema. Dietro quell’apparenza ruvida si nascondeva una bontà autentica, fatta di gesti concreti e di attenzioni sincere.

Al di là dei documenti e delle pratiche, Vittorio aveva un affetto speciale: una bambina che aveva cresciuto come fosse sua figlia, e che era la sua vera ragione di vita.

La sua perdita lascia un vuoto profondo non soltanto a Las Terrenas, ma anche in tutta la Repubblica Dominicana e tra gli italiani che, da lontano, avevano imparato a conoscerlo e ad affidarsi a lui.

Eppure Vittorio va ricordato non solo con le lacrime, ma anche con un sorriso: perché era un uomo solare, capace di trasmettere energia e positività anche nei momenti difficili.

Oggi non resta che dirgli grazie. Grazie per la generosità, la dedizione e l’amicizia




Al via la seconda edizione della “Giornata dello Sport Italiano nel Mondo”

il ministro tajani e il ministro abodi inaugurano domani a villa madama la seconda giornata dello sport italiano nel mondo immagine18 462x223

il ministro tajani e il ministro abodi inaugurano domani a villa madama la seconda giornata dello sport italiano nel mondo immagine18 462x223Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, inaugurano oggi a Villa Madama la Seconda Edizione della “Giornata dello Sport Italiano nel Mondo”. Parteciperanno altresì il Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, il Presidente del CIP, Marco Giunio De Sanctis, e il Presidente di ICE, Matteo Zoppas.

L’edizione di quest’anno sarà dedicata al tema “Montagna e Mare” e anticiperà i grandi eventi sportivi internazionali del 2026 in Italia: i Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano-Cortina e i Giochi del Mediterraneo a Taranto. Per rendere ancora più efficace il coordinamento del nostro Sistema Paese in vista di tali eventi sportivi sarà inoltre firmato un nuovo Protocollo d’intesa tra MAECI, Ministero per lo Sport, CONI e CIP per promuovere l’Italia all’estero, mettendo a sistema la rete diplomatico-consolare e quella dei delegati CONI.

L’istituzione della giornata dello sport, il Tavolo permanente sulla diplomazia sportiva, il Protocollo d’intesa con MAECI, Ministero dello Sport, CONI e CIP, sono fatti che consolidano un sistema dedicato alla valorizzazione di atleti, imprese e istituzioni in una strategia unitaria. “La lezione dello sport è chiara: si vince solo facendo squadra. L’Italia è una grande squadra che cresce, compete e dialoga nel mondo proprio come fa nello sport. Per questo fin dall’inizio del mio mandato ho voluto specificamente rafforzare l’azione di diplomazia dello sport, parte integrante della strategia di crescita che voglio imprimere sempre di più nel DNA della Farnesina. I grandi eventi che raccontiamo sono peraltro opportunità eccezionali sotto tutti i profili, economici, sociali e culturali” ha commentato il Ministro Tajani, che ha ricordato come lo sport generi in Italia 24,7 miliardi di valore aggiunto, occupando oltre 400.000 addetti e contribuendo per l’1,38% al PIL. L’export di beni sportivi, 4,7 miliardi, ci pone peraltro tra i primi 5 esportatori mondiali e i secondi in Europa. I Giochi di Milano-Cortina 2026 sono infatti un’occasione unica: 5,3 miliardi di impatto economico, eredità infrastrutturale stimata in 3 miliardi, un’Olimpiade diffusa che valorizzerà territori diversi e che sarà al centro di una campagna di promozione internazionale. I Giochi di Taranto rafforzeranno invece il ruolo dell’Italia come hub sportivo e culturale al centro del Mediterraneo. L’evento di domani radunerà tutto il mondo dello sport e vedrà la partecipazione di grandi campioni e leader imprenditoriali del settore. In sala saranno esposte non solo le fiaccole dei Giochi Milano-Cortina ma anche la riproduzione in vetroresina della Mascotte dei Giochi del Mediterraneo. Seguendo la precedente edizione, il Ministro nominerà inoltre nuovi “Ambasciatori della diplomazia dello sport”, campioni italiani di varie discipline che testimonieranno nel mondo la nostra eccellenza unendosi agli oltre 300 eventi che in questo senso sono già stati organizzati nel mondo dalla nostra rete di Ambasciate e consolati. (Inform)




Le azzurre della pallavolo sul tetto del mondo

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Dopo la vittoria, oggi sono loro le regine. Un gruppo di ragazze ha scritto una nuova pagina nella storia della pallavolo, anzi dello sport, mondiale: dopo la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi dell’11 agosto 2024, ieri, domenica 7 settembre, a Bangkok, l’ItalVolley femminile ha conquistato il titolo mondiale dopo 23 anni, è la seconda volta in tutta la sua storia. Questo perché, senza dubbio, le giocatrici più forti al mondo indossano la maglia azzurra.
Le Azzurre sono riuscite ad arrivare sul tetto del mondo lottando e continuando a vincere 36 volte di fila e a restare imbattute dal 2 giugno del 2024. Ecco chi sono le nostre ragazze che sono diventate dee nell’Olimpo della pallavolo.

(Myriam Sylla, Paola Egonu e Monica de Gennaro)

EGONU, L’OPPOSTO “SIMBOLO” DELLA NAZIONALE

Paola Egonu è l’implacabile opposto, il simbolo della Nazionale, il punto di riferimento dell’attacco, protagonista indiscussa della prestazione di squadra. Paola Ogechi Egonu, 26 anni, nasce a Cittadella, provincia di Padova, da genitori nigeriani. ha ottenuto la cittadinanza nel 2014 e nel 2015 ottiene le prime convocazioni nella nazionale maggiore italiana, con cui nel 2018, giovanissima, vince la medaglia d’argento al campionato mondiale e viene eletta migliore opposto. Oggi milita nella Pro Victoria di Monza.

“MOKI” CHE HA SCONFITTO L’AVVERSARIO “IN FAMIGLIA”

Monica de Gennaro, detta Moki, 38 anni, di Piana di Sorrento, è il libero più forte al mondo e ieri ha realizzato due obiettivi. Chiudere la carriera in Nazionale con una grande vittoria e sconfiggere il marito, Daniele Santarelli, allenatore della Turchia, squadra avversaria. Attualmente milita in seria A nell’Imoco di Conegliano.

ORRO E IL “PALLEGGIO-BOMBA” AI MICROFONI

Alessia Orro, nata ad Oristano nel 1998, è tra le palleggiatrice più forti del mondo. La sua è stata la migliore prestazione in finale. Milita nel club turco del Fenerbahce. La sua ‘che bomba’ non politicamente corretta, in un’intervista post vittoria a Rainews.it, dettata dall’entusiasmo, è già diventata virale.

SYLLA IL “CEMENTO” DEL GRUPPO

Myriam Fatime Sylla, 29 anni, schiacciatrice è quella che ha unito il gruppo. Nata a Palermo da genitori ivoriani, si è trasferita da bambina in Lombardia a Valgreghentino dove ha mosso i primi passi sotto la rete. Oggi gioca nel Galatasaray Spor Kulübü di Istanbul.

IL MURO INVALICABILE DI FAHR E DANESI

Le centrali più forti al mondo sono Sara Fahr e Anna Danesi che hanno costruito il muro più solido e invalicabile del Mondiale. Sara è nata 23 anni fa in Germania a Kulmbach da genitori tedeschi, per motivi di lavoro del padre, si è trasferita poi con la famiglia in toscana, oggi milita in seria A nell’Imoco. Anna è nata a Brescia nel 1996, ha iniziato a mettere le ginocchiere a soli 5 anni. Oggi è centrale in seria A nella Pro Victoria.

(Anna Danesi e Sara Fahr)

LA “STELLA” PIÙ GIOVANE SUL TETTO DEL MONDO

Stella Nervini, classe 2003, è la più giovane delle Azzurre a salire sul tetto del mondo a soli 22 anni Nata a Milano, oggi è la schiacciatrice, in serie A1, del Chieri ’76.

L’UOMO SULLA PANCHINA

L’ultimo giocatore, non in campo, è infine Julio Velasco, arrivato a dirigere le Azzurre nel gennaio 2024. L’argentino è il commissario tecnico della “generazione di fenomeni” del volley maschile anni ’90 che ha portato per un decennio a diventare una delle Nazionali più forti di tutti i tempi, vincendo due mondiali e tre europei. Oggi ha condotto un’altra generazione di fenomeni al femminile sul tetto del mondo.

 

Agenzia DIRE –  www.dire.it