Incontro del Ministro Tajani con Papa Leone XIV. Discusso il Vertice sull’Italofonia: una lingua di pace e valori condivisi

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x incontro del ministro tajani con papa leone xiv. discusso il vertice sullitalofonia una lingua di pace e valori condivisi immagine11Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani è stato ricevuto questa mattina – rende noto la Farnesina – dal Santo Padre Leone XIV. Si è trattato della prima udienza privata del Ministro con il Sommo Pontefice. Il cordiale colloquio, che testimonia l’importanza delle consolidate relazioni bilaterali tra Italia e Santa Sede, ha consentito di registrare la piena convergenza su molteplici temi di rilievo politico, sociale e internazionale. L’incontro, infatti, è stato un’occasione per ribadire l’eccellente rapporto tra Stato italiano e Santa Sede, improntato alla sintonia e alla collaborazione, come dimostrato anche durante il Giubileo, e sottolineare l’importanza dell’italiano come radice linguistica comune in grado di costruire ponti tra le comunità nel mondo.

Nel corso dell’udienza, il Ministro Tajani ha informato il Santo Padre del Vertice sull’Italofonia a Roma del 19 novembre prossimo. Il Pontefice, nel mostrare interesse per l’iniziativa, ha incoraggiato la nascita di una comunità linguistica e soprattutto di valori condivisi nel mondo attorno all’italiano, lingua ufficiale della Santa Sede. L’incontro ha offerto l’occasione per un approfondito scambio sulle principali questioni internazionali legate alla mediazione e agli impegni umanitari condivisi da Italia e Santa Sede. Tra queste, la crisi in Ucraina e il sostegno agli sforzi di pace e umanitari (incluso il ritorno dei bambini in Ucraina) e la situazione in Medio Oriente, con particolare riguardo alla tutela delle comunità cristiane. Tajani e il Santo Padre hanno quindi discusso dell’importanza delle iniziative congiunte nel sostegno ai bambini gravemente malati, in particolare tramite il Protocollo d’Intesa tra il MAECI e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.(Inform)




Anniversario del sisma nel Centro Italia, Meloni : “A 9 anni dal terremoto è ritornata la vita nei Comuni del cratere”

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prsidenza del consiglio meloni mwessaggio sul lavoro immagine15“Rimarrà per sempre fissata nelle nostre menti e nei nostri cuori la notte del 24 agosto 2016, sconvolta dalla terribile scossa delle 3.36 che ha devastato il Centro Italia e ha dato il via alla sequenza sismica che ha dispiegato i suoi effetti distruttivi nei mesi successivi, interessando un’area immensa: 8 mila chilometri quadrati, 4 Regioni, 138 Comuni.

Nel nono anniversario di quella drammatica notte vogliamo ricordare chi non c’è più e stringerci ancora una volta ai familiari delle vittime. Rinnoviamo il nostro ringraziamento a tutti i soccorritori che, fin dalle primissime ore della tragedia, hanno lavorato incessantemente per salvare quante più vite possibili e aiutare chi aveva bisogno. L’Italia non dimenticherà mai il loro eroismo e le straordinarie pagine di solidarietà che in quelle ore e in quei giorni sono state scritte dal nostro popolo”. Così il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella lettera a “Il Messaggero” in occasione dell’anniversario del terremoto che ha colpito il Centro Italia il 24 agosto 2016.

“Oggi – prosegue Meloni – il cratere sismico è il cantiere più grande d’Europa e in questo cantiere non si stanno ricostruendo solo le case, gli edifici pubblici, le chiese e le fabbriche. Si sta ricostruendo anche la vita di un’intera comunità, travolta da un evento che ha cambiato per sempre il volto di borghi, città, territori. Territori che già prima del terremoto stavano affrontando i problemi tipici delle aree interne, dalla crisi demografica alla fragilità idrogeologica, e che chiedono risposte concrete. Ecco perché il Governo ha lavorato con determinazione e caparbietà in questi anni per imprimere, dopo troppi rinvii e false partenze, una decisa accelerazione nella ricostruzione post sisma. Cambio di passo testimoniato dai numeri: i contributi concessi per la ricostruzione privata hanno raggiunto gli 11 miliardi di euro, con liquidazioni che superano i 6,1 miliardi, segnando un +37,41% rispetto allo scorso anno; il 60% di queste liquidazioni è avvenuto dal 2023 a oggi. E poi c’è il capitolo della ricostruzione pubblica, con i suoi oltre 3500 interventi per oltre 4,5 miliardi di euro, rimasti per i primi anni post sisma nel limbo delle indecisioni. Ricostruzione finalmente sbloccata: oltre il 33,8% degli interventi ha un progetto approvato o ha già avviato le procedure per affidamento dei lavori, 18,2% i cantieri in corso e 16,2% quelli conclusi. Nei primi quattro mesi del 2025 sono stati già avviati 439 cantieri dei 1200 stimati. Continueremo a lavorare, con determinazione e caparbietà, per rispondere a quella “domanda di futuro” che ci viene rivolta da chi è nato e cresciuto in quei territori e vuole tornare a viverli. Perché il futuro nasce dove c’è vita e c’è cuore. Per chi è rimasto, per chi è tornato o vuole tornare. Perché restare e tornare non sono solo una questione personale, non sono gesti di immobilismo o di nostalgia. Sono una scelta, una visione, un atto di cura, volontà di costruzione. Restare nei territori non significa restare indietro, ma assumersi la responsabilità di prenderli per mano e portarli avanti. Tornare è il desiderio di contribuire a una nuova fioritura, partendo da ciò che si conosce meglio e ha forgiato l’identità profonda. Questo è il senso profondo della strategia che il Governo sta portando attraverso tutte le sue articolazioni, sotto il coordinamento del Commissario Castelli e della Struttura commissariale Sisma 2016. Un grande lavoro di squadra che – conclude Meloni – ha un obiettivo preciso: vincere la sfida della rinascita, economica e sociale, dell’Appenino centrale”. (Inform)




Venezuela, liberati i connazionali Amerigo De Grazia e Margarita Assenza

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113125624 5e11f7b8 f79f 4163 b658 e681aa096493Il 24 agosto, nella notte di Caracas, è stata annunciata la liberazione degli Italo-venezuelani Amerigo De Grazia (arrestato il 7 agosto 2024) e di Margarita Assenza (arrestata il 2 ottobre 2024), insieme a un gruppo di altri detenuti.
Si tratta di un risultato maturato anche grazie al lavoro svolto dalla Farnesina e dalle istituzioni dello Stato su impulso del Ministro Antonio Tajani e del Governo.

Amerigo De Grazia è un ex Deputato dell’opposizione dell’Assemblea Nazionale, detenuto presso l’Helicoide in regime di isolamento. L’Ambasciata d’Italia aveva ripetutamente sensibilizzato le Autorità venezuelane in merito alle preoccupanti condizioni mediche del connazionale, affinché venisse sottoposto alle cure specialistiche necessarie. Margarita Paulina Assenza Arteaga, detenuta presso l’Helicoide, lavorava insieme al Sindaco di Maracaibo Rafael Ramirez, arrestato con lei con l’accusa di aver commesso “reati contro il patrimonio dello Stato”.

Entrambi dovranno comparire in tribunale lunedì per chiarire le modalità relative all’eventuale prosecuzione del procedimento e alla loro posizione individuale. È stato inoltre disposto che non possano allontanarsi da Caracas; per altri detenuti, invece, è stato stabilito un regime di detenzione domiciliare. Continua l’azione per la liberazione di Alberto Trentini e di tutti gli altri italiani ancora detenuti.




Difesa, geopolitica e scelte strategiche: il Canada riconsidera l’accordo sugli F-3

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1160330982350050963Il governo canadese ha avviato una revisione dell’accordo da 27,7 miliardi di dollari per l’acquisto dei caccia F-35 dagli Stati Uniti. Nonostante l’impegno per i primi 16 velivoli, con consegne previste per il 2026, Ottawa valuta alternative più adatte alle esigenze del Paese, considerando implicazioni economiche e strategiche.
In un’intervista alla podcaster indipendente Jasmin Laine, l’Ambasciatore statunitense in Canada, Pete Hoekstra – U.S. Embassy Ottawa, ha espresso preoccupazioni riguardo alla revisione dell’accordo, sottolineando le tensioni diplomatiche e commerciali in gioco.
Un rapporto del Ministero della Difesa canadese evidenzia che 𝐥’𝐚𝐝𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐥𝐨𝐭𝐭𝐚 𝐦𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐨 𝐥’𝐚𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐞𝐫𝐞𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐩𝐨𝐭𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐮𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. Inoltre, un sondaggio di Nanos Research rivela che 𝐢𝐥 𝟔𝟎% 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐚𝐝𝐞𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐅-𝟑𝟓, con una maggiore opposizione tra gli over 55.
La questione dell’acquisto degli F-35 è diventata un tema politico delicato in Canada, con preoccupazioni riguardanti la dipendenza dalla tecnologia statunitense e i costi a lungo termine del programma.



Mattarella al Meeting per l’amicizia fra i popoli: “Abbiamo bisogno di costruttori di pace”

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quirinale mattarella image 351x223“Abbiamo bisogno di costruttori di comunità. Costruttori di convivenza, di pace, di partecipazione, di solidarietà. Costruttori di una società capace di governare i mutamenti restando umana nelle fondamenta e nella civiltà. Non possiamo dare per scontate le conquiste che le precedenti generazioni ci hanno trasmesso. Libertà, democrazia, pace, modello sociale, vanno continuamente rigenerati nella fedeltà ai loro presupposti valoriali. Rigenerati e condivisi”. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio inviato a Bernhard Scholz, Presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli che si è aperto oggi e che per l’edizione 2025, la 46^,  si intitola  “Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi”, citazione tratta dai Cori da ‘La Rocca’ di Thomas Stearns Eliot. “Una citazione che è anche una sfida, come tradizione per le giornate di Rimini” scrive Mattarella , sottolineando come  “il Meeting continui la sua storia proponendo nuove occasioni di incontro, di riflessione, di amicizia, di cultura” e come sia “un evento che ha messo radici nella società italiana e che ancora ambisce ad ampliare gli spazi di dialogo, a scavare oltre la superficie del nostro tempo per comprendere come la persona e le comunità possano, nelle trasformazioni, restare protagoniste”.

“Le straordinarie facoltà e opportunità che scienza e tecnologie ci consegnano non bastano – avverte il Capo dello Stato – a garantire un sicuro e autentico progresso. Il tempo che viviamo è segnato anche dagli orrori di guerre che pensavamo di aver cancellato dalla storia, da volontà di potenza che tornano a mostrarsi minacciosamente, da egoismi personali e di gruppo, da spinte omologanti, da discriminazioni, povertà, solitudini. Non dobbiamo farci vincere dalle complessità e dalle paure. Le comunità deperiscono dove prevale il disimpegno o l’indifferenza. Costruire è rimettersi in cammino nella storia. Anche se questo richiede di attraversare territori difficili”.

“Il calo demografico – continua Mattarella – ha ridotto la presenza dei giovani nella società. Ma nessuna società che voglia avere futuro può rinunciare all’apporto dei giovani e ai loro ‘mattoni nuovi’. Le stagioni che cambiano richiedono forze, idee, energie nuove. Non è vero che così rischiano di disperdersi i valori: così i valori più profondi possono trasmettersi e dare nuovi frutti.

Costruire vuol dire avere speranza. La speranza è il nutrimento più prezioso di una società. Si diffonde soltanto nell’amicizia e nella solidarietà. Questo è anche l’augurio più intenso che rivolgo al Meeting”, conclude il Presidente della Repubblica. (Inform)




Uragani, scampato pericolo. Per ora…

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capturaPer i Caraibi e il Nord America, il quadro meteorologico di queste ore offre una tregua che sa più di avvertimento che di sollievo definitivo.

Il sistema AL90, localizzato a nord delle Isole Sopravento, si è rafforzato: piogge e temporali risultano meglio organizzati e le condizioni ambientali appaiono favorevoli allo sviluppo. Secondo il National Hurricane Center, entro il fine settimana dovrebbe trasformarsi in una tempesta tropicale, muovendosi verso nord-nordovest e poi a nord, sopra l’Atlantico sud-occidentale. Le Bermuda sono in allerta: potrebbero essere necessarie già oggi delle allerte ufficiali. La probabilità di formazione è elevata — 80% nelle prossime 48 ore, 90% entro una settimana.

Molto meno minaccioso, almeno per ora, il sistema AL99, un’onda tropicale situata a oltre 1.000 miglia a est delle Isole Sopravento. Le ultime 24 ore hanno visto un indebolimento dell’organizzazione a causa dei forti venti in quota che ne ostacolano lo sviluppo. Qualche possibilità di crescita potrebbe ripresentarsi domenica e lunedì, man mano che la perturbazione si avvicina alle Windward Islands. Tuttavia, già dalla metà della prossima settimana le condizioni previste nei Caraibi torneranno sfavorevoli, limitando ulteriori sviluppi. La probabilità di formazione resta bassa — 10% a 48 ore, 20% entro sette giorni.

Insomma, per il momento i Caraibi tirano un sospiro di sollievo: nessuna minaccia immediata di uragani, ma il cuore della stagione è appena cominciato. Agosto e settembre restano i mesi più critici e l’esperienza insegna che la situazione può cambiare rapidamente.

La parola d’ordine rimane quindi prudenza: monitorare, informarsi e non abbassare la guardia.




L’Atlantico ribolle: Erin se ne va, ma nuove minacce crescono dalle onde

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capturaL’Atlantico non concede tregua in questa fase della stagione degli uragani. Mentre Erin prosegue la sua corsa verso nord nelle acque aperte, lontano dalle coste e senza rappresentare un pericolo diretto per i Caraibi o il Nord America, l’attenzione si sposta su due nuove onde tropicali che potrebbero presto trasformarsi in tempeste.

La prima, denominata AL90, si trova poco a est delle Isole Sottovento settentrionali. Qui i temporali cominciano a organizzarsi e gli esperti del National Hurricane Center parlano chiaro: le condizioni del mare e dell’atmosfera sono favorevoli e la formazione di una depressione o di una tempesta tropicale è ormai molto probabile. Il sistema si muove verso nord-ovest e, nei prossimi giorni, dovrebbe piegare verso nord, passando tra le Sottovento e le Bermuda. Una traiettoria che lascia qualche respiro agli abitanti delle isole caraibiche, ma che resta comunque da seguire con attenzione.

Più incerta è invece la sorte di AL99, un’onda tropicale nata a metà strada tra l’Africa e le Piccole Antille. Al momento appare disorganizzata, ma non è escluso che, tra alti e bassi, possa rafforzarsi durante il fine settimana o all’inizio della prossima settimana, quando troverà un ambiente più favorevole al suo sviluppo. Il movimento è costante verso ovest, il che significa che nei giorni a venire sarà la fascia delle Piccole Antille a dover guardare con maggiore cautela a questo sistema.

C’è infine un piccolo vortice in pieno Atlantico subtropicale, a sud-ovest delle Azzorre, che però si sta rapidamente indebolendo e non preoccupa gli esperti: le possibilità che si trasformi in qualcosa di più sono praticamente nulle.

In sintesi, mentre Erin si allontana senza lasciare dietro di sé conseguenze dirette, l’attenzione torna a spostarsi sul cuore dell’Atlantico, dove il mare caldo e le correnti atmosferiche continuano a favorire nuove formazioni. Le comunità caraibiche e della costa est degli Stati Uniti sono invitate a rimanere vigili: questa stagione, come spesso accade, non ha ancora detto la sua ultima parola.




Atlantico agitato: i Caraibi guardano con apprensione ai nuovi sistemi tropicali

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capturaL’Atlantico non concede tregua. Mentre l’uragano Erin scivola verso nord-est in acque aperte, riducendo i pericoli immediati per la costa orientale degli Stati Uniti, lo sguardo si sposta ora su tre nuovi sistemi in formazione che potrebbero cambiare rapidamente lo scenario meteo nei prossimi giorni.

Erin si allontana, ma lascia il segno

Il passaggio di Erin ha ricordato quanto fragile sia l’equilibrio costiero degli Stati Uniti, con mareggiate e correnti insidiose che continuano a minacciare le spiagge atlantiche. Nonostante il pericolo diretto sembri superato, le autorità mantengono alta la vigilanza: basta un improvviso cambio di traiettoria perché il rischio torni concreto.

Le vere incognite: i sistemi a est dei Caraibi

La maggiore preoccupazione si concentra ora sul disturbo tropicale evidenziato in rosso a est delle Piccole Antille. Le probabilità che evolva in tempesta sono altissime, e la traiettoria suggerita lo spinge verso Porto Rico e la Repubblica Dominicana. Piogge torrenziali, venti forti e allagamenti non sono esclusi.

Due ulteriori perturbazioni, una centrale e una appena uscita dalle coste africane, potrebbero diventare i prossimi protagonisti della stagione: sistemi che oggi sembrano lontani, ma che entro una settimana potrebbero minacciare seriamente i Caraibi e, più avanti, anche il Nord America.

Una stagione che conferma i timori

Ogni estate si ripete lo stesso copione: mari sempre più caldi e correnti favorevoli alimentano la nascita di cicloni, trasformando l’Atlantico in un “laboratorio” di tempeste. Per i Caraibi e per la Florida significa vivere in costante attesa, con l’incubo di vedere da un giorno all’altro il cielo oscurarsi e il mare trasformarsi in una minaccia.

La lezione resta sempre la stessa: preparazione, vigilanza e rispetto della natura. Perché gli uragani non guardano confini né stagioni turistiche.




Panico a Malpensa: dà fuoco al banco check in, poi gira con un martello e distrugge i monitor

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Fiamme e fuggi fuggi al gate 13 dell’aeroporto Malpensa, dove un uomo armato di martello ha poi iniziato a girare per l’area del check distruggendo i monitor, finché è stato fermato dalla sicurezza (colpito in testa da un estintore). Scene di follia questa mattina allo scalo milanese, dove un 26enne che, dai primi riscontri, risulterebbe un ex dipendente, originario del Mali, ha gettato liquido infiammabile in un cestino della spazzatura, per poi appiccare fuoco nell’area dei check in al gate 13 creando il panico tra i passeggeri. L’uomo poi ha iniziato a girare per l’area con un martello, con cui ha colpito più volte i monitor. Un video ripreso da un passeggero mostra i vari momenti di quello che è successo, incluso quello in cui l’uomo fuori di sé è stato fermato, colpito da un estintore e poi bloccato a terra dagli agenti della polaria e dal personale di sicurezza intervenuti.

I FATTI

Erano circa le 11 di questa mattina, mercoledì 20 agosto, quando al numero unico di emergenza sono arrivate alcune chiamate di soccorso per segnalare una persona in stato di agitazione e per dei colpi che sembravano spari. Il responsabile poi fermato dalle forze dell’ordine risulterebbe straniero, nato nel Mali, regolare sul territorio e senza precedenti, con un permesso di protezione internazionale sussidiaria valido fino al 2027. Ora è in stato di fermo e rischia l’arresto per danneggiamento aggravato.

TERMINAL CHIUSO MA NESSUN DISAGIO PER IL TRAFFICO AEREO

Non si sono registrati per fortuna feriti e la zona in cui è scoppiato il rogo è stata isolata e raggiunta dai vigili del fuoco del presidio aeroportuale che hanno rapidamente domato le fiamme. Il terminal è stato comunque evacuato temporaneamente per la presenza di fumo e per motivi di sicurezza. Ma l’attività dello scalo è proseguita senza particolari disagi per il traffico aereo.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Atlantico in allerta: l’uragano Erin si allontana, ma due nuove perturbazioni minacciano di intensificarsi

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capturaL’Atlantico resta sotto stretta osservazione. L’uragano Erin, ormai ben definito, si sta spostando verso nord-est e sembra diretto in acque aperte, lontano dalle coste. Una traiettoria che, se confermata, ridurrebbe i rischi per le aree abitate lungo la costa orientale degli Stati Uniti.

Ma l’attenzione dei meteorologi è puntata soprattutto su due nuove aree di instabilità atlantica segnalate dal National Hurricane Center (NHC) di Miami. Si tratta di onde tropicali che, nelle prossime ore e nei prossimi giorni, potrebbero trasformarsi in sistemi più organizzati e, potenzialmente, in tempeste tropicali.

La prima perturbazione si trova a est dei Caraibi, con una traiettoria che la porta verso ovest-nordovest, in direzione delle Piccole Antille. Le previsioni indicano una probabilità in crescita che il sistema acquisisca forza mentre avanza in acque calde, ambiente ideale per lo sviluppo ciclonico.

Un secondo disturbo atmosferico si è formato ancora più a est, al largo delle coste africane. Anche qui i modelli indicano condizioni favorevoli per un’ulteriore organizzazione, con possibilità che nei prossimi giorni evolva in una depressione tropicale.

L’attuale stagione degli uragani si conferma quindi particolarmente attiva, con nuovi fenomeni che continuano a prendere forma sull’Atlantico. Le autorità invitano le popolazioni delle aree caraibiche e della fascia costiera statunitense a seguire costantemente gli aggiornamenti ufficiali, visto che le traiettorie dei sistemi possono cambiare rapidamente.