Canada. Il Governo dell’Ontario: 1 miliardo di dollari per le aziende colpite dai dazi USA
scritto da Alex Ziccarelli | 14 Agosto 2025
Ci sono delle cose, ed è tutto dire, che forse non ti aspetti possano accadere, e per giunta anche così velocemente, nonostante il Premier Ford abbia già dimostrato la sua risolutezza e la sua capacità nel far fronte alle difficoltà e alle sfide provenienti dai nostri vicini a sud del confine, o meglio da chi ha il potere di crearle. Il Governo dell’Ontario ha dichiarato con decisione di voler lanciare il prossimo step del suo piano per proteggere la Provincia dalle crescenti difficoltà legate ai dazi con un programma che preveda prestiti di emergenza alle imprese dei settori più colpiti.
Questo mercoledì, in una conferenza stampa a Queen’s Park, il Ministro delle Finanze dell’Ontario, Peter Bethlenfalvy, ha annunciato che saranno stanziati fondi fino a 1 miliardo di dollari per prestiti di emergenza a sostegno delle imprese dei settori siderurgico, dell’alluminio e automobilistico della Provincia, nell’ambito del Programma di Finanziamento “Protect Ontario”, specificamente progettato per aiutare le aziende colpite dai dazi della Sezione 232, questo dopo che avranno esaurito tutti i programmi di sostegno federali, ma anche come parte fondamentale del disegno del governo provinciale per mantenere i posti di lavoro e per costruire un’economia più resiliente e autosufficiente.
Questo in aggiunta al già noto programma di differimento fiscale da 9 miliardi di dollari per attenuare il colpo per le aziende colpite dai dazi di Trump e altri 2 miliardi come rimborso per le aziende risultate idonee attraverso il Workplace Safety Insurance Board (WSIB), sempre allo scopo di preservare i posti di lavoro. Il Ministro ha aggiunto che queste importanti misure serviranno alle imprese in difficoltà per onorare ogni tipo di impegno e pagamento, dagli stipendi all’affitto fino alle varie utenze e che, per le aziende idonee, i prestiti che saranno erogati varieranno da 250.000 fino a 40 milioni di dollari per azienda.
Erin si convertirà in uragano il prossimo venerdì
scritto da Ennio Marchetti | 14 Agosto 2025
La tormenta tropicale Erin continua il suo viaggio attraverso l’Atlantico.
Tra domani e venerdì dovrebbe convertirsi in uragano e fortificarsi.
Quindi prendere una direzione nord ovest, passando leggermente sopra Porto Rico e la zona nord della Repubblica Dominicana nella giornata di domenica.
Attualmente la forza massima dei suoi venti è di 75 km all’ora tendendo a fortificare.
Erin prosegue la sua corsa verso le coste americane
scritto da Ennio Marchetti | 14 Agosto 2025
Erin, la tormenta tropicale che minaccia di trasformarsi in un potente uragano di categoria superiore, continua la sua traiettoria nelle acque dell’Oceano Atlantico.
Secondo le previsioni degli esperti del Centra Nazionale Uragano di Miami, nella giornata di domenica dovrebbe passare anord di Porto Rico pero poi dirigersi probabilmente verso le Bahamas.
Attualmente Erin si trova nella condizione di tormenta tropicale.
Essendo ancora sufficientemente distante dall’area caraibica le previsioni possono essere modificate nel corso dei prossimi giorni.
Don Nandino espulso da Israele
scritto da Fatti Nostri | 14 Agosto 2025
“Sono libero! Mi hanno fatto uscire ora. Restituito cellulare e valigia. Tutto bene. Aspetto che se ne vadano le ultime mie due guardie per scrivervi queste righe”.
Queste sono le prime parole del sacerdote veneziano don Nandino Capovilla, che ieri è stato bloccato in aeroporto a Tel Aviv, ricevendo un “decreto di espulsione”.
Don Capovilla era insieme ad un gruppo di Pax Christi da poco atterrato in Israele per un pellegrinaggio di una quindicina di persone, quando è stato bloccato in aeroporto e gli hanno sottratto cellulare e bagagli. Ha poi dovuto imbarcarsi in un volo per la Grecia. L’ex coordinatore di Pax Christi condivide sui social le foto degli agenti che lo hanno trattenuto per 7 ore e la preghiera del giorno del patriarca Michel Sabbah che stava scrivendo quando l’hanno bloccato.
Si rivolge anche ai giornalisti perché nei loro articoli non parlino di lui ma “per chiedere sanzioni allo Stato che tra i suoi ‘errori’ bombarda moschee e chiese mentre sui suoi orrori si continua a fingere che siano solo esagerazioni”. Chiede di non parlare delle sue 7 ore di detenzione “se non scrivono del popolo che da settant’anni è prigioniero nella sua terra”.
In arrivo Erin, un fortissimo uragano
scritto da Ennio Marchetti | 14 Agosto 2025
Nelle acque dell’Atlantico sta prendendo forza, Erin, attualmente tormenta tropicale che, secondo gli esperti, si trasformerà nei prossimi giorni in un potentissimo uragano.
Attualmente è ancora lontano e si sta dirigendo verso ovest. Mercoledì prenderà forza di uragano per aumentare via via di intensità fino ad essere “devastante” nella giornata di sabato quando ancora sarà in acque oceaniche. La tendenza lo porterebbe a interessare le coste degli Stati Uniti.
Gli esperti del Centro Uragani di Miami lo stanno monitorando e ne seguono la traiettoria emettendo costantemente un aggiornamento dei loro bollettini.
Altri due decessi per West Nile in Italia, il bilancio sale a 18 vittime
scritto da Fatti Nostri | 14 Agosto 2025
Aveva 83 anni l’uomo morto all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta perché infettato dal West Nile. L’anziano risiedeva a Capua, nel Casertano. Si tratta dell’ottava vittima del virus nella provincia di Caserta, il diciassettesimo decesso in Italia.
Il 18esimo invece in provincia di Latina, dove questa mattina all’ospedale Santa Maria Goretti è morto un uomo di 85 anni. Affetto da patologie concomitanti, l’anziano paziente era stato ricoverato il 2 agosto scorso in condizioni già critiche. Si tratta del nono decesso per il virus West Nile nel Lazio.
Il sindaco di Capua, Adolfo Villani, ha attivato le procedure per il monitoraggio nell’area dove viveva l’83enne e ha emesso un’ordinanza disponendo in via precauzionale di mantenere puliti terreni privati, in particolare se incolti, giardini piazzali, aree scoperte, piscine in disuso, vasche e qualsiasi altra struttura in grado di contenere acque stagnanti.
Il primo cittadino del comune campano chiede inoltre di effettuare periodicamente interventi larvicidi in tombini nelle aree private, caditoie, griglie con prodotti idonei e con ripetizione periodica degli interventi secondo la scheda tecnica del prodotto, oltre a controllare che non ci siano allagamenti in cantine e garage.
L’ordinanza invita poi a non abbandonare oggetti e contenitori di qualsiasi natura e dimensioni nei quali possa raccogliersi acqua, anche piovana, come bidoni, barattoli, bacinelle, annaffiatoi, copertoni e piscinette.
Nel documento si legge ancora che bisogna svuotare ogni 2-3 giorni qualsiasi contenitore di uso comune con presenza di acqua, inclusi sottovasi e ciotole per animali. Infine, l’ordinanza invita a coprire, anche attraverso reti a maglie strette, i contenitori d’acqua inamovibili come bidoni o cisterne.
Agenzia DIRE – www.dire.it
Toronto. Vincenzo Odoguardi sostiene le Borse di Studio CIBPA 2025
scritto da Fatti Nostri | 14 Agosto 2025
21 studenti premiati per merito, leadership e impegno. La CIBPA Education Foundation supera i 2 milioni di dollari complessivi in borse.
L’educazione è il primo investimento sulla nostra comunità nel mondo. Per questo Vincenzo Odoguardi Vice Presidente del MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero – ha sostenuto le Borse di Studio CIBPA 2025 a Toronto, un’iniziativa che premia il merito dei giovani e rafforza il legame con la comunità italo-canadese.
Nell’edizione 2025 sono stati riconosciuti 21 studenti per risultati accademici, leadership e dedizione. La CIBPA Education Foundation ha inoltre superato la soglia dei 2 milioni di dollari complessivi erogati in borse: un traguardo che dimostra l’impatto concreto di un sostegno continuativo all’istruzione.
Il contributo del Comm. Odoguardi– offerto a distanza – si inserisce in una visione chiara: aiutare i giovani di origine italiana nel mondo a crescere come cittadini, professionisti e futuri leader della comunità. È un impegno costante e discreto, orientato ai risultati e al bene comune.
Un ringraziamento va alla CIBPA Education Foundation, a CIBPA Toronto e a tutti i partner che, con visione e continuità, rendono possibili queste opportunità per la prossima generazione.
Vertice Trump-Putin a Ferragosto in Alaska, Zelensky: “Senza Kiev qualsiasi accordo non sarà di pace”
scritto da Fatti Nostri | 14 Agosto 2025
Niente Colosseo o Fori imperiali, il faccia a faccia tra Donald Trump e Vladimir Putin avrà come scenografia le vette innevate e i ghiacciai dell’Alaska. Lo annuncia, con tanto di data, lo stesso presidente Usa dal ‘suo’ Truth Social: “L’attesissimo incontro tra me, in qualità di presidente degli Stati Uniti d’America, e il presidente russo Vladimir Putin, avrà luogo venerdì prossimo, 15 agosto 2025, nel Grande Stato dell’Alaska. Ulteriori dettagli seguiranno”. Così il post apparso in serata ieri, venerdì 8 agosto, a una settimana esatta dall’incontro programmato.
IL RITORNO DI PUTIN NEGLI STATES DOPO 10 ANNI
L’annuncio di Trump, ricorda la Cnn, arriva nel giorno fissato come termine ultimo per Putin” per concludere la pace”, altrimenti sarebbe piovuta- questa la minaccia del Tycoon- una severa punizione economica. L’incontro è oltretutto un punto di svolta nei rapporti tra i due Paesi, il presidente russo non torna negli Stati Uniti dal 2015-ben dieci anni- e non incontra Trump dal 2018.
TRUMP: “NELL’ACCORDO SCAMBI DI TERRITORI”
Il post ‘ufficiale’ di Trump è arrivato dopo che aveva anticipato, in mattinata, nell’incontro con i giornalisti alla Casa Bianca, quali possano essere i termini di un potenziale accordo di pace per porre fine alla guerra in Ucraina: l’accordo infatti, ha detto il presidente, potrebbe includere “alcuni scambi di territori a vantaggio sia dell’Ucraina che della Russia”. “Il territorio è conteso da tre anni e mezzo- ha aggiunto Trump- Molti russi sono morti, molti ucraini sono morti, quindi stiamo valutando la situazione. Stiamo cercando di recuperarne alcuni e di scambiarne altri. È complicato, in realtà non è affatto facile. Ne recupereremo alcuni, ne scambieremo altri”.
LA CONFERMA DAL CREMLINO: “L’ALASKA SOLUZIONE LOGICA”
Dal Cremlino è arrivata la confermato del vertice in Alaska tra il presidente russo Vladimir Putin e l’omologo statunitense Donald Trump. La scelta della location, lo Stato più grande della Federazione a stelle e strisce, è stata definita da Mosca come “abbastanza logica”. “La Russia e gli Stati Uniti sono vicini, confinanti”, ha dichiarato Yuri Ushakov, consigliere e assistente del Cremlino. “Sembra abbastanza logico che la nostra delegazione debba semplicemente volare attraverso lo Stretto di Bering e che un vertice così importante e atteso tra i leader dei due Paesi si tenga in Alaska”.
TRUMP GIÀ INVITATO AD UN SUCCESSIVO INCONTRO IN RUSSIA
Non solo, la visita in territorio americano, lascia aspettative su un successivo incontro in territorio russo, per la necessaria reciprocità diplomatica. E sarebbe il senso dell’intervento dello stesso Ushakov, riportato dall’agenzia Interfax: “Il Cremlino- sostiene infatti il leader russo- si aspetta che, dopo l’Alaska, il successivo incontro tra i presidenti russo e statunitense Vladimir Putin e Donald Trump si svolga in territorio russo”. E l’invito sarebbe già stato fatto al presidente degli Stati Uniti.
L’ESCLUSO ZELENSKY: “SENZA UCRAINA QUALUNQUE ACCORDO NON PORTERÀ LA PACE”
La notizia del faccia a faccia tra Trump e Putin è stato accolto freddamente dalla controparte ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky infatti non è incluso tra gli ‘invitati’, sebbene il destino del suo Paese sia proprio l’oggetto dell’incontro. Così affida parole di scetticismo sui social: “L’Ucraina è pronta a prendere decisioni concrete che possano portare la pace. Qualsiasi decisione contro di noi, qualsiasi decisione che non coinvolga l’Ucraina, è allo stesso tempo una decisione contro la pace”, tuona. “Non porterà a nulla. Sono decisioni nate morte. Sono decisioni impraticabili- va avanti- E tutti abbiamo bisogno di una pace vera e autentica. Una pace che la gente rispetti”.
“GLI UCRAINI NON REGALERANNO TERRA ALL’OCCUPANTE”
Un altro messaggio in cui mette in chiaro i suoi paletti lo affida poi a Telegram: “Gli ucraini difendono ciò che è loro. Ovviamente, non daremo alla Russia nessuna ricompensa per quello che ha fatto. La risposta alla questione territoriale ucraina è già nella Costituzione dell’Ucraina. Gli ucraini non regaleranno la loro terra all’occupante”.
Agenzia DIRE – www.dire.it
Marcinelle, 69 anni fa. Per non dimenticare
scritto da Fatti Nostri | 14 Agosto 2025
“L’Italia non dimenticherà mai la catastrofe del crollo della miniera di carbone del Bois du Cazier di Marcinelle”. Così il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni oggi 8 agosto, 69° anniversario della tragedia di Marcinelle e 24ª Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo . “L’8 agosto di 69 anni fa – ricorda Meloni -, 262 minatori hanno perso la vita nel buio di una miniera, lontani dalle loro case e dai loro affetti, nell’adempimento del loro dovere. L’Italia ha pagato il prezzo più alto di questa tragedia europea e noi oggi rendiamo omaggio ai nostri 136 connazionali che – come tanti altri – sono stati costretti ad abbandonare la terra dove erano nati e cresciuti per trovare altrove maggiori opportunità di lavoro. Dal ricordo di quel disastro è nata la “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”. Ricorrenza fortemente voluta dall’indimenticato Ministro Tremaglia per omaggiare tutti i lavoratori italiani caduti in ogni continente e il contributo che hanno assicurato, con dedizione e umiltà, allo sviluppo delle Nazioni che li hanno accolti. Oggi, in questa Giornata, voglio fare mie le parole pronunciate proprio da Mirko Tremaglia l’8 agosto 2001 in occasione della sua prima visita ufficiale alla miniera come Ministro per gli Italiani nel mondo: “Marcinelle rappresenta il simbolo della sofferenza, della fatica, del sangue versato sul lavoro dagli italiani nel mondo e dai loro fratelli europei e la superiorità di quell’umanesimo del lavoro allora ignorato che riconosce, a chi lavora, dignità e parità di diritti e di doveri”. Parole – conclude il Presidente del Consiglio – che risuonano in tutta la loro attualità e che rinnovano il profondo debito di riconoscenza nei confronti dei nostri connazionali e della grande storia dell’emigrazione italiana”. (Inform)
Il Cgie a Marcinelle per onorare il sacrificio del lavoro italiano all’estero
scritto da Fatti Nostri | 14 Agosto 2025
In occasione della Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero partecipa alla commemorazione della tragedia di Marcinelle, avvenuta l’8 agosto 1956 nella miniera di carbone del Bois du Cazier in Belgio, nella quale persero la vita 262 minatori europei, di cui 136 immigrati italiani. Sul luogo della tragedia, divenuto museo minerario e patrimonio UNESCO, si recherà in rappresentanza del CGIE la Segretaria generale Maria Chiara Prodi con una delegazione – composta dai consiglieri Matteo Bracciali, Filippo Ciavaglia, Gian Luigi Ferretti, on. Toni Ricciardi e Luciano Vecchi – per recare il tributo delle comunità italiane nel mondo a tutte le lavoratrici e i lavoratori emigrati che, con fatica e spesso a costo della vita, hanno contribuito allo sviluppo economico e sociale dei Paesi che li hanno accolti. Tra il 1946 e il 1956 più di 140 mila italiani varcarono le Alpi per andare a lavorare nelle miniere di carbone della Vallonia: era il prezzo dell’accordo di scambio tra manodopera e carbone stretto dall’Italia con il Belgio. “A Marcinelle ricordiamo non solo una tragedia, ma una pagina fondamentale della storia del lavoro e dell’emigrazione italiana – dichiara Maria Chiara Prodi –, un impegno di memoria che grazie all’istituzione della Giornata nazionale del sacrificio italiano nel mondo si estende doverosamente anche ad altri luoghi e nomi meno noti, come il disastro di Mattmark in Svizzera del 1965, o quello di Monongah negli Stati Uniti del 1907, dove a perdere la vita furono centinaia di minatori, molti dei quali italiani. Questi eventi richiamano alla responsabilità di sentire come storia che ci appartiene quella, spesso dimenticata, dell’emigrazione italiana. Marcinelle, simbolo del sacrificio del lavoro italiano nel mondo – continua Prodi – ci restituisce anche l’immagine fondatrice di un’Europa dei lavoratori: non siamo qui solo per piangere i nostri connazionali, ma per rivendicare la dignità e la visione di futuro che tutte queste vite, di origini e credi diversi, hanno proiettato nel loro lavoro, nel cuore del nostro continente. Questo punto di congiunzione tra tragedia italiana e costruzione europea è valorizzato in maniera feconda dallo sforzo che si sta compiendo presso il Parlamento UE per il riconoscimento dell’8 agosto nel più ampio scenario delle istituzioni europee grazie al fondamentale impulso del presidente del CNEL Renato Brunetta, con il quale il CGIE sta avviando un’importante collaborazione”.
Il CGIE sottolinea l’importanza di mantenere viva la memoria del contributo delle generazioni di emigrati italiani non solo nelle commemorazioni, ma anche attraverso un impegno concreto per la promozione della storia dell’emigrazione nei percorsi scolastici e nei media; obiettivo sul quale ha riscontrato apertura anche da parte di altre istituzioni come il Museo nazionale dell’emigrazione italiana, e su cui concentrerà le attività dei prossimi mesi accanto al tema della diffusione della lingua e della cultura e a quello della riforma del CGIE. L’8 agosto non è solo una giornata di lutto e ricordo, ma anche un’occasione per riflettere sul significato del lavoro, sui diritti dei lavoratori migranti di ieri e di oggi, e sull’identità dell’Italia nel mondo. Allo scopo, il CGIE ha sottolineato la necessità di una concreta valorizzazione di tutti i luoghi teatro delle catastrofi. (Inform)