L’INPS crea problemi ai pensionati della Repubblica Dominicana

pagamenti inps abruzzo.cityrumors.it 20240929

pagamenti inps abruzzo.cityrumors.it 20240929INPS proditoriamento e senza avvisare ha messo in pagamento le pensioni di luglio via Western Union (Vimenca) per quasi tutti (ma non tutti !!) i residenti nella Repubblica Dominicana.
Chi non ha ricevuto il pagamento di luglio deve chiamare CITI , farsi dare il codice Western Union e con questo e un documento di identitá andare personalmente a WU (Vimenca) a riscuotere in contanti in RD$.
• numero USA 1-877-489-7624 costa poco da SD
• numero Canada 877 412 0544 costa poco da SD
• numero italiano +39 02 6943 0693 costoso
Non é dato sapere perché e nemmeno se sarà sempre così o cosa succederà… Stiamo aspettando risposte da CITI e da INPS.




Stati Uniti, pietra tombale su Usaid: “Oggi finisce tutto”

riunione dei ministri degli esteri della nato

riunione dei ministri degli esteri della nato

L’amministrazione Trump ha definitivamente chiuso Usaid, l’Agenzia di cooperazione allo sviluppo con cui gli Stati Uniti, a partire dal 1961, ha finanziato e promosso migliaia di programmi di emergenza e sviluppo nel mondo. La mossa è stata anticipata a gennaio, subito dopo l’inizio del secondo mandato di Donald Trump alla presidenza, con il congelamento di fondi e programmi per 90 giorni, a cui poi è seguito il licenziamento di centinaia di funzionari dell’Agenzia. Ora, ciò che resta dei dipendenti e delle funzioni verrà assorbito dal dipartimento di Stato americano, come ha dichiarato il segretario di Stato americano Marco Rubio.

IL PERCHÈ DELLA SCELTA

All’origine di questa svolta nella politica estera della Casa Bianca, Trump ha indicato la necessità di risparmiare fondi pubblici, sostenendo al contempo che i programmi hanno violato a volte i principi e i valori della cultura statunitense. Promotore dell’iniziativa è stato anche il miliardario Elon Musk, fintanto che è stato direttore del dipartimento per l’Efficienza governativa, incarico che ha lasciato lo scorso 29 maggio.

RUBIO: “ONG FINANZIATE DAI CONTRIBUENTI, USAID HA POCO DI CUI VANTARSI”

Ieri, in un post su X, Rubio ha aggiunto: “Oltre ad avere creato un complesso industriale di ong a livello mondiale a spese dei contribuenti, l’Usaid ha ben poco di cui vantarsi dalla fine della Guerra fredda. Oggi finisce tutto”. Il segretario ha evidenziato che i contribuenti americani non “pagheranno più le tasse per finanziare governi falliti in terre lontane”, bensì solo “per promuovere gli interessi degli Stati Uniti, salvare vite, investire negli alleati e promuovere nuove partnership commerciali”. Secondo Rubio, “si contrasterà la Cina e aprirà una nuova era di pace, sicurezza e prosperità guidata dagli Stati Uniti”.

LA STIMA DI THE LANCET: “I TAGLI USA POTREBBERO CAUSARE FINO A 14 MLN DI MORTI”

Gli organismi umanitari, a partire dall’Onu, hanno rivendicato che in questi sei decenni Usaid ha permesso di salvare milioni di vite nel mondo, intervenendo al fianco dei civili nei principali teatri di guerre, conflitti e crisi, e promuovendo progetti di sviluppo che hanno portato benessere e diritti. Secondo uno studio diffuso dalla rivista scientifica The Lancet, i tagli agli aiuti umanitari potrebbero causare fino a 14 milioni di morti entro il 2030.

 

Agenzia DIRE – www.dire.it




Italia soffocata dal caldo e la gente muore

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caldo bologna fontana piazza nettuno2 1024x683Sono 18 le città in allerta rossa per il caldo nelle giornate di oggi e domani, mercoledì 2 e giovedì 3 luglio, secondo il bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute. Un’ondata, quella che si sta vivendo da quasi una settimana in tutto lo Stivale e in diversi Paesi europei, che è la prima da temperature record di questa estate, con punte di 38-40°, ben oltre i livelli stagionali. Tutta colpa dell’anticiclone africano Pluto, per i meteorologi, e del riscaldamento globale sempre più violento nei suoi effetti sul Pianeta.

IL BOLLINO ROSSO, DOVE È E COSA COMPORTA

Le città da bollino rosso indicate del ministero della salute sono quindi le seguenti: Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Palermo, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Verona, Viterbo e Campobasso. E venerdì all’elenco si aggiungono Pescara e Venezia, già bollino arancione. Il bollino rosso è il terzo e più alto livello di rischio rappresentato dalle condizioni meteorologiche per la salute della popolazione. Indica “condizioni di emergenza per ondata di calore, con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive, e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche”

BLACK OUT E PRIME VITTIME DI “PLUTO”

Per la Capitale è il  sesto giorno consecutivo di bollino rosso, mentre da ieri sono iniziati blackout che spengono le città: da Firenze a Bergamo bassa e in molti comuni del Milanese. Gli effetti sulla popolazione sono tangibili nei pronto soccorso degli ospedali italiani, dove si registra un boom di accessi, in particolare di pazienti considerati fragili: malati cronici, anziani, senza tetto. Il presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu), Alessandro Riccardi ha confermato il rialzo degli accessi nei Pronto soccorso italiani in questi giorni, stimando una crescita nell’ultima settimana fino al 20%.

Si contano i primi morti: una donna di 53 anni, cardiopatica, che a Bagheria, vicino Palermo, si è improvvisamente accasciata sul marciapiede per un malore a causa del caldo intenso: inutili i soccorsi. Mentre due operai in provincia di Vicenza sono stati colti da malore, mentre lavoravano all’interno di una buca a Tezze sul Brenta e uno dei due si trova in coma. Si ipotizza che il caldo intenso abbia determinato l’aumento di esalazioni e vapori di monossido di carbonio e anidride solforosa con il conseguente intossicamento dei due lavoratori.

IL MINISTERO DELLA SALUTE: POTENZIATA L’ASSISTENZA TERRITORIALE E IL MONITORAGGIO NEI PS

Il Ministero della Salute rinnova l’invito ai cittadini a seguire con attenzione le indicazioni di prevenzione e rassicura ricordando che è attivo il “Sistema nazionale per la prevenzione degli effetti negativi delle ondate di calore”, con un pacchetto coordinato di misure a tutela della salute pubblica, in particolare delle persone più fragili. Tra le principali azioni già in essere: bollettini meteo-sanitari giornalieri per 27 città italiane, con classificazione del rischio pubblicati sul sito del Ministero della Salute, il numero di pubblica utilità 1500 per fornire informazioni di prevenzione e assistenza. E ancora: avviata la campagna nazionale “Proteggiamoci dal caldo”, con le 10 regole fondamentali per difendersi dalle alte temperature”. Il ministero inoltre annuncia “ulteriori misure in fase di rafforzamento e implementazione”: estensione del monitoraggio degli accessi ai Pronto soccorso e attivazione di un tavolo interistituzionale di coordinamento con più attori, tra cui la Protezione civile. E ancora: potenziamento dell’assistenza territoriale e dell’informazione alla popolazione, in collaborazione con Regioni, Federazioni sanitarie, Ordini professionali, farmacie e reti di prossimità, per favorire una presa in carico attiva delle persone più vulnerabili e una diffusione capillare delle informazioni di prevenzione.

GLI ESPERTI DEL CMCC: “IN FUTURO IL LIVELLO DEL MAR MEDITERRANEO A +80 CM”

Intanto a Lecce il supercomputer  della Fondazione Cmcc (Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici) che processa ed elabora dati sul clima, secondo quanto rivelato dal Corriere della Sera, lancia l’allarme: in futuro, con il riscaldamento globale, si prevede un innalzamento del livello del mar Mediterraneo dai 30 agli 80 centimetri, con le inevitabili conseguenze sull’erosione costiera e aggravando gli effetti delle alluvioni.

TIMORI PER IL RISCHIO “BOMBE D’ACQUA” NEL FINE SETTIMANA

L’altra faccia della medaglia dell’ondata di caldo sono i violenti temporali già arrivati al nord che alimentano colate di detriti dalle montagne. Dal nubifragio di Bardonecchia, alla frana che ieri ha interessato il massiccio del Sorapis nel Cadore, rendendo difficile l’accesso a Cortina. C’è infine apprensione per quello che potrebbe succedere nel fine settimana al centro nord e da lunedì al sud: il caldo estremo potrebbe concludersi infatti con piogge torrenziali e bombe d’acqua.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Cittadinanza. Odoguardi (MAIE): “Non ci arrendiamo, avanti con la battaglia a favore dello ius sanguinis”

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odoguardi maie loghiLa nuova legge sulla cittadinanza, con il tanto discusso decreto approvato da governo e Parlamento, è stata protagonista nell’ultima assemblea plenaria del Consiglio Generale degli italiani all’estero.

Come MAIE pensiamo che quella legge, con le nuove norme, sia anticostituzionale: per questo, proprio per cercare di annullarla, ci rivolgeremo alla giustizia.

A livello politico, crediamo che ciò che è accaduto sia davvero paradossale. Abbiamo un governo che da una parte sottolinea l’importante ruolo che rivestono le comunità italiane all’estero, con i nostri connazionali che vengono considerati i migliori ambasciatori della cultura italiana e del made in Italy oltre confine; dall’altra, però, lo stesso governo porta avanti misure che contrastano con i concetti che vengono espressi a parole.

Non possiamo dimenticare che la presenza degli italiani nel mondo ha avuto, e continua ad avere, un’importanza significativa sotto molti punti di vista: storico, culturale, economico e sociale.

Quando, nel secolo passato, milioni di italiani emigrarono verso le Americhe (soprattutto Argentina, Brasile, Stati Uniti) e altri paesi europei in cerca di lavoro e migliori condizioni di vita, una volta inseriti nella società che li hanno ospitati, hanno contribuito con forza allo sviluppo dei Paesi che li hanno accolti, quindi alla costruzione di infrastrutture, industrie e servizi.

Hanno fondato quartieri italiani e “Little Italy” dovunque si siano recati, mantenendo in questo modo vive lingua, tradizioni e religione. Spesso senza il sostegno di nessuna istituzione, per il solo orgoglio di essere italiani, anche se lontani dalla Madre Patria.

La cultura italiana ha avuto un enorme impatto a livello globale, grazie anche alle comunità italiane all’estero. Potremmo dire lo stesso della nostra cucina, una delle più amate e diffuse al mondo. Pranzare o cenare in un ristorante italiano è sempre un piacere, simbolo di eccellenza, qualità e convivialità.

Per non parlare della lingua italiana o, persino, dei dialetti regionali: in certi Paesi dell’America Meridionale, per esempio, si mantiene un legame fortissimo con la nostra lingua. In alcune zone, si parla dialetto veneto, calabrese, siciliano.

La forte vocazione imprenditoriale dei nostri connazionali ha fatto in modo che nel mondo sorgessero importanti aziende, che hanno creato posti di lavoro, crescita e sviluppo, contribuendo così a rafforzare l’economia locale. Ancora oggi, professionisti e ricercatori italiani sono apprezzati in vari settori, dalla medicina alla tecnologia, dalla moda all’arte.

Il decreto del governo ha fortemente limitato la trasmissione di cittadinanza ius sanguinis, ma gli italo-discendenti spesso mantengono un equilibrio tra identità nazionale e radici italiane: sono fieri di avere sangue italiano nelle vene e tengono moltissimo alla propria italianità, alle proprie radici.

Sono proprio loro ad avere creato nel mondo associazioni culturali, regionali, scuole italiane, per tenere alta la bandiera italiana anche lontano dall’Italia, per aiutarsi reciprocamente, pensando soprattutto ai più fragili, per fare in modo che i loro figli e i loro nipoti non dimenticassero le proprie origini.

Ogni italiano all’estero e ogni discendente di italiano rappresenta un ponte culturale, sociale, economico e persino politico tra l’Italia e il resto del mondo. Questo non è solo un aspetto sentimentale e filosofico della questione, è qualcosa che incide fortemente nell’economia italiana e in quella di tutti quei Paesi dove è presenta una comunità italiana.

Per tutte queste ragioni e per molte altre ancora, come Movimento Associativo Italiani all’Estero noi non ci arrenderemo fino ad aver raggiunto l’obiettivo: rimediare agli errori fatti dal governo per quanto riguarda lo ius sanguinis. Non sarà facile, ma è una battaglia che vale la pena combattere.

Vincenzo Odoguardi, Vicepresidente Movimento Associativo Italiani all’Estero – MAIE




1º Luglio – Happy Canada Day

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2307f0ff 891f 45d0 8040 c3b205dd4f20Il Canada per molti, sarebbe meglio dire per tutti, e storicamente per qualsiasi generazione, ha rappresentato la partenza, l’abbandono del posto in cui si era nati e vissuti per una vita diversa, migliore, la speranza di un lavoro sicuro e di una famiglia lontano da casa. Parole che, finché non vengono vissute, sentite profondamente, non possono far comprendere tutto quello che hanno dentro.

Oggi in questo meraviglioso Paese ricorre il Canada Day, noto anche come Festa del Canada, la più importante celebrazione nazionale che commemora l’unione delle province britanniche del Canada il 1º Luglio 1867: ogni anno, in questa data, si celebra la nascita del Canada moderno e che commemora la firma del British North America Act del 1867, che unì tre colonie britanniche – la Provincia del Canada (oggi Ontario e Quebec), il New Brunswick e la Nova Scotia – in una sola nazione: il Dominio del Canada.

Questo atto, firmato dalla Regina Vittoria, entrò in vigore, appunto, il 1° Luglio 1867, segnando la nascita di un nuovo stato federale con un proprio governo, pur rimanendo parte dell’Impero britannico.

Inizialmente chiamato Dominion Day, il nome della festività fu cambiato in Canada Day nel 1982, anno in cui il Canada varò la sua propria costituzione, ottenendo piena sovranità dal Regno Unito, e che stava a sottolineare il sempre maggiore senso di indipendenza e di identità nazionale del popolo canadese.

Le celebrazioni del Canada Day sono numerose e vibranti e coinvolgono persone di tutte le età in tutto il Paese. Uno degli aspetti più affascinanti  è il multiculturalismo che caratterizza ogni manifestazione, ed è anche un momento di riflessione sulla storia del Paese e sul suo rapporto con i popoli indigeni.

Un altro aspetto particolarmente interessante è il ruolo dei simboli nazionali nelle celebrazioni: la foglia d’acero, presente sulla bandiera canadese, è uno di questi.

In sintesi, il Canada Day è molto più di una semplice festa nazionale, è una celebrazione della storia, della cultura e dell’identità canadese, arricchita da una varietà di tradizioni e attività che riflettono la diversità e l’unità del Paese. È un racconto collettivo che parla di storia, di convivenza, di crescita e di speranza. È un’occasione per riconoscersi in un’identità comune, pur nella diversità, e per celebrare un Paese che continua a evolversi, accogliendo il passato e guardando con fiducia al futuro.

 




La Commissione Affari sociali della Camera favorevole al provvedimento in materia di assistenza sanitaria in favore dei cittadini Aire extra UE ed extra EFTA

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montecitorio2 e1579115306389 615x223La Commissione Affari Sociali della Camera ha deliberato di conferire al relatore il mandato a riferire favorevolmente all’Assemblea sul provvedimento di modifica delle disposizioni in materia di assistenza sanitaria in favore dei cittadini Aire extra UE ed extra EFTA. La Commissione ha altresì deliberato di chiedere l’autorizzazione a riferire oralmente. Nel corso del dibattito il Vice Presidente della Commissione Luciano Ciocchetti, in qualità di relatore, ha ricordato che la proposta di legge, nel testo risultante dagli emendamenti approvati, è stata inviata alle Commissioni competenti in sede consultiva per l’espressione dei rispettivi pareri. Al riguardo, ha comunicato che sono pervenuti il parere favorevole con osservazione della I Commissione, il nulla osta della VI Commissione, i pareri favorevoli delle Commissioni III, VII e XI. La V Commissione ha espresso parere favorevole con due condizioni, volte a garantire il rispetto dell’articolo 81 della Costituzione. La Commissione per le questioni regionali ha comunicato che non esprimerà il proprio parere. Alla luce di queste risultanze Ciocchetti ha quindi segnalato la presentazione degli emendamenti 2.100 e 4.100, volti a recepire le predette condizioni contenute nel parere della Commissione Bilancio, raccomandandone pertanto l’approvazione. Il deputato eletto nella ripartizione America Settentrionale e Centrale, Christian Di Sanzo (PD) ha annunciato il voto contrario sull’emendamento 2.100 del relatore. Il deputato ha infatti espresso, infatti, perplessità rispetto alla previsione di un meccanismo di adeguamento automatico all’inflazione per quanto concerne il contributo per l’accesso alle prestazioni a carico del Servizio sanitario nazionale da parte dei cittadini iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero. Di Sanzo ha rilevato come tale previsione sia incongrua rispetto all’assenza di un analogo meccanismo con riferimento all’ammontare del Fondo sanitario nazionale. La Commissione, con distinte votazioni, ha approvato gli emendamenti 2.100 e 4.100 del relatore. Nello specifico l’emendamento 2.100 all’art. 2 recita quanto segue: “Con decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, l’ammontare del contributo di cui al primo periodo può essere adeguato annualmente tenendo conto delle risultanze dell’attività di monitoraggio di cui all’art. 3 della variazione, accertata dall’ISTAT, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati verificatasi nell’anno precedente. Per quanto riguarda l’emendamento 4.100, esso recita quanto segue: “Salvo quanto previsto dall’art. 2, le amministrazioni competenti provvedono all’attuazione della presente legge nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente”. (Inform)




Scossa di 4.6 ai Campi Flegrei, è la più forte degli ultimi 40 anni: evacuati uffici e asili nido

campi flegrei

campi flegreiUna scossa di terremoto è stata avvertita alle 12:47 di oggi dai cittadini di Napoli e dei comuni dell’area flegrea. La magnitudo, come riportato dall’Ingv, è stata di 4.6. È la più alta degli ultimi 40 anni e sarebbe stata avvertita in buona parte della città di Napoli.

Il terremoto – con epicentro nell’area dei Campi Flegrei 5 km a sud di Pozzuoli, a ridosso di Bacoli – è stato localizzato a una profondità di cinque chilometri. Alcuni uffici, in particolare al Centro direzionale, sono stati evacuati per precauzione. Stessa sorte per alcuni nidi privati.

ALLE 12.51 NUOVO SISMA 2.2

Dopo la scossa di terremoto di magnitudo 4.6, un nuovo sisma di magnitudo 2.2 è stato registrato dalla sala operativa dell’Osservatorio vesuviano dell’Ingv nell’area dei Campi Flegrei, alle 12:51 a una profondità di 4 km.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Alla Commissione Esteri della Camera l’audizione della Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi sul disegno di legge di revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero

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cgie prodi immagine17 346x223Proseguono alla Commissione Esteri della Camera dei Deputati le audizioni informali sull’esame del disegno di legge recante Disposizioni per la revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero. In questo ambito è stata ascoltata dalla Commissione la Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi. “La settimana scorsa – ha ricordato nel suo intervento la Segretaria Generale – il Cgie si è riunito in Assemblea Plenaria ponendo al centro i punti che erano già stati focalizzati dalla fine del 2024: legge della cittadinanza, messa in sicurezza del voto all’estero e incentivi di rientro. La Plenaria della settimana scorsa è stata particolarmente importante, perché abbiamo incontrato le più alte istituzioni, nella piena disponibilità di trasmettere un messaggio da parte dei connazionali all’estero. Nell’incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, – ha continuato – abbiamo espresso i nostri sentimenti con il termine ‘spaesamento’, espressione che il Presidente ci ha fatto l’onore di riutilizzare. Questo descrive gli stati d’animo di chi da un giorno all’altro ha visto all’estero modificare in maniera decisiva e sostanziale la visione di cittadinanza del nostro Paese, con tutte le implicazioni della vita quotidiana”. Prodi dopo aver rilevato come negli incontri con il Ministro degli Esteri Tajani e soprattutto con il Capo dello Stato vi siano stati primi segnali di apertura per una possibile modifica della legge sulla cittadinanza, ha illustrato le proposte approvate dal Cgie per migliorare la legge: “Eliminare i limiti alla trasmissione della cittadinanza italiana per i residenti all’estero che sono già in possesso della cittadinanza italiana; Eliminare le limitazioni alla trasmissione della cittadinanza italiana da parte dei connazionali in possesso anche di altra cittadinanza; Eliminare qualsiasi termine massimo per la presentazione delle richieste di riacquisto della cittadinanza da parte di coloro che l’hanno perduta in virtù della normativa antecedente all’attuale legge; Riconoscere il diritto alla cittadinanza italiana agli italo-discendenti che dimostrino un legame culturale e linguistico con l’Italia; Riconoscere il diritto alla presentazione della richiesta di riconoscimento della cittadinanza a tutti che al 27 marzo 2025 erano già inserite nelle liste di attesa nelle nostre sedi consolari anche se a loro non sia stata ancora attribuita una data per la presentazione della domanda; Richiedere dati statistici sul riconoscimento della cittadinanza italiana, come per esempio i valori percepiti sul capitolo 7-bis della tabelle delle tariffe consolari di ogni sede consolare dal 2014 al 2025”. “Il dispositivo della legge precedente sulla cittadinanza – ha affermato la Segretaria Generale – era particolarmente generoso, e questo ha allargato a dismisura la platea degli aspirati cittadini. Su questo punto anche il Cgie non aveva nessuna difficoltà a riconoscere la necessità di una riforma. Una nuova legge che però fornisse al cittadino una vera visione, non esclusivamente di natura organizzativa e burocratica”. Una riforma fondata sul concetto di “cittadinanza consapevole” dove abbia centralità anche il legame linguistico e l’adesione ad una comunità civile. Prodi ha poi evidenziato come, per quanto riguarda le questioni anagrafiche degli italiani all’estero, da anni si assista ad una dicotomia di competenze tra il Ministero dell’Interno e il Maeci. Un aspetto di natura organizzativa non ancora risolto che, per la Segretaria Generale, andrebbe tenuto in considerazione nell’intraprendere iniziative burocratiche e organizzative di razionalizzazione del sistema. Prodi ha inoltre rilevato come la centralizzazione del servizio per la cittadinanza a Roma allontani “la relazione dello Stato con i cittadini all’estero intermediata dagli uffici consolari locali, e disperda il patrimonio informativo dei consolati e delle comunità locali in un contesto in cui gli aspetti bilaterali, per quanto riguarda le postille e le digitalizzazioni dei documenti, sono di natura diversa in ogni Paese. Richiamando i concetti di sussidiarietà e intermediazione previsti dalla legge la Segretaria Generale ha ricordato che “Le nostre organizzazioni di rappresentanza intermedia, come gli strumenti gestione dei servizi, che sono stati immaginati in questi anni dal nostro Paese, rappresentino una risposta concreta a questa necessità e chiedano di svolgere pienamente il loro ruolo”. Prodi ha infine espresso perplessità sull’invio in formato cartaceo della documentazione sulla cittadinanza e ha auspicato la rapida convocazione della Conferenza Stato – Regioni – Provincie Autonome – Cgie. Ha poi preso la parola il deputato del Pd, eletto nella ripartizione Europa, Toni Ricciardi che ha parlato della possibilità che il Cgie elabori un documento, per quanto riguarda la dicotomia fra Ministero dell’Interno e Maeci , contenete proposte concrete per quanto riguarda la cittadinanza, il diritto di voto e i servizi anagrafici . Ricciardi ha anche auspicato la richiesta al Maeci da parte del Cgie di indicazioni sulle modalità di applicazione da parte dei consolati della nuova legge sulla cittadinanza. Dal canto suo il deputato del Pd Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale, dopo aver ribadito l’effetto di disorientamento che ha avuto sulle collettività l’entrata in vigore della riforma sulla cittadinanza, ha domandato in tema di sussidiarietà “se i patronati e il terzo settore, che svolgono il lavoro di prossimità sui territori, possano rappresentare uno strumento capace di ammortizzare l’impatto del nuovo disegno di legge sulla cittadinanza”.

In sede di replica Prodi ha ricordato come il Cgie si sia espresso molte volte sulla necessità di migliorare l’erogazione dei servizi anagrafici ai connazionali, in proposito ha evidenziato l’importanza di poter richiedere la carta d’identità elettronica anche in Italia, in vista della scadenza della validità dei documenti cartacei nell’agosto 2026. In proposito la Segretaria Generale ha ricordato un’altra proposta, cioè quella di non procedere più al rinnovo dei documenti oltre i 70 anni di età. Diposizioni già esistenti in altri paesi che sarebbero molto utili per snellire la gestione dei documenti. Dopo aver auspicato dati più precisi sull’aggiornamento dell’AIRE, Prodi ha rilevato come una visione ideale e chiara del senso di cittadinanza consenta di ridurre lo sforzo interpretativo della norma che crea differenze di applicazione da un consolato all’altro. “Si – ha precisato Prodi – ci sono delle interpretazioni diverse a seconda dei territori, ed assolutamente no, non abbiamo ancora ricevuto circolari né espresso pareri in proposito”. “I patronati – ha continuato la Segretaria Generale rispondendo alla domanda del deputato Porta – sono uno strumento di sussidiarietà. L’ho detto durante l’incontro con il Presidente della Repubblica, penso che la sussidiarietà sia un tema fondamentale, perché ci rende protagonisti della nostra vita civile, permette ad ogni cittadino di sentirsi parte non solo di un sistema di bisogni, ma anche di risposte”. “Noi – ha proseguito Prodi – abbiamo estrema fiducia, non solo nel corpo diplomatico consolare, che in tutto il mondo cerca di dare delle risposte ai nostri connazionali, ma anche nella capacità degli italiani all’estero di organizzarsi in strutture per poter accompagnare le comunità sia per i bisogni concreti amministrativi, sia per quelli legati all’insegnamento della lingua e della cultura italiana tramite gli Enti gestori. Penso – ha aggiunto – che ci sia un cambio di prospettive da fare, cioè passare da una visione dell’emigrazione italiana legata solo a tutto ciò che è stato costruito negli anni passati, a una visione che ci viene richiesta dai numeri, dalla quantità, dalla qualità delle nuove migrazioni. Se la popolazione italiana all’estero è raddoppiata, allora dobbiamo chiederci come le infrastrutture che la raggiungono, basate sulla sussidiarietà e la relazione diretta tra cittadino e Stato, debbano trasformarsi per rispondere a questo cambiamento. Il Consiglio Generale – ha concluso Prodi – è pronto per questo cambio di passo e speriamo che attraverso un ragionamento più stretto con le istituzioni in Italia sia possibile raggiungere questi risultati insieme e in maniera armoniosa”. (Lorenzo Morgia – Inform)




Gli italiani espatriati nel biennio 2023-24 sono 270 mila

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imagesRecord di espatri – ma anche di immigrazione straniera – nel biennio 2023-24. In base ai dati diffusi questa settimana dall’Istat, gli espatri dei cittadini italiani sono stati complessivamente 270mila, il +39,3% in più rispetto al biennio precedente. Quanto alle immigrazioni dei cittadini stranieri, nello stesso periodo sono state 760mila (+31,1%). In entrambi i casi, sottolinea l’Istituto nazionale di statistica, si tratta di valori mai osservati negli ultimi 10 anni.
Il rapporto segnala anche i trasferimenti di residenza tra Comuni italiani (che hanno interessato un milione 424mila individui in media annua, in calo dell’1,6% rispetto al 2021-22) evidenziando come i trasferimenti dal Mezzogiorno al Centro-Nord nel biennio 2023-24 siano stati 241mila (quelli sulla rotta inversa 125mila), determinando una perdita di 116mila residenti nel Mezzogiorno.
I DATI
UN PAESE ATTRATTIVO E CON FORTE MOBILITÀ IN INGRESSO E IN USCITA
Nel biennio appena trascorso sono stati complessivamente registrati poco più di 2 milioni 847mila trasferimenti tra Comuni (1 milione 434mila nel 2023 e 1 milione 413mila nel 2024), con una media annua lievemente in calo (-1,6%) rispetto ai valori osservati nel biennio precedente, a sua volta contraddistinto dalla vivace ripresa della mobilità interna successiva alla contrazione del periodo pandemico.
Quattro trasferimenti interni su cinque hanno riguardato cittadini italiani. Tuttavia, in termini relativi, i tassi di mobilità interna mostrano una propensione dei cittadini stranieri a spostarsi significativamente maggiore rispetto a quella dei cittadini italiani: nel 2023-24 il tasso di mobilità interna medio è pari al 21,7 per mille per i cittadini italiani, oltre il doppio per gli stranieri (49,0 per mille).
Le iscrizioni dall’estero (immigrazioni) negli ultimi due anni aumentano sensibilmente: sono in media 437mila l’anno (440mila nel 2023 e 435mila nel 2024), mediamente il 6,4% in più rispetto al 2022 quando ammontarono a 411mila. Tale crescita si deve esclusivamente all’aumento dell’immigrazione straniera (+13% nel biennio rispetto al 2022), mentre le immigrazioni dei cittadini italiani (rimpatri) risultano in calo (-23,6%).
Il consistente aumento dei flussi di immigrazione straniera degli ultimi anni è anche il risultato di crisi e conflitti internazionali che hanno condizionato gli equilibri geopolitici provocando crisi umanitarie su larga scala. È il caso dell’eccezionale incremento dei flussi dall’Ucraina causato del conflitto in corso dal 2022, che l’ha resa il principale Paese di provenienza. Rientrano nel novero anche altre situazioni di conflitto e instabilità, specialmente in Medio Oriente e in Africa, che hanno contribuito a intensificare il numero di rifugiati e richiedenti asilo e ad aumentare la pressione migratoria.
In deciso aumento le cancellazioni per l’estero (emigrazioni) che si attestano mediamente a 175mila l’anno nel corso del biennio 2023-2024 (158mila nel 2023 e 191mila nel 2024), registrando un aumento del 16,3% rispetto al 2022, quando ammontarono a 150mila. L’aumento delle emigrazioni è trainato esclusivamente dai flussi in uscita dei cittadini italiani (espatri) che ammontano a 114mila nel 2023 e 156mila nel 2024 (contro 99mila espatri nel 2022). Al contrario, le emigrazioni dei cittadini stranieri rimangono stabili e contenute e si attestano a poco meno di 40mila l’anno nel biennio considerato.
IL NORD POLO ATTRATTIVO PER LE ALTRE AREE DEL PAESE
Il Nord continua a essere l’area del Paese più attrattiva e dinamica in riferimento ai movimenti interni, con un numero di arrivi dalle altre aree geografiche che supera quello delle partenze.
Nel biennio 2023-24 il tasso migratorio interno medio annuo è pari a +2,0 per mille residenti nel Nord-est e a +1,8 per mille nel Nord-ovest. Il Centro, pur registrando un tasso positivo (+0,5 per mille), risulta meno attrattivo del Nord. A livello regionale, il tasso migratorio interno più elevato si registra in Emilia-Romagna (+2,9 per mille), a livello provinciale a Pavia (+10,9 per mille).
Il Mezzogiorno continua a registrare una dinamica migratoria interna negativa, con partenze verso le altre aree del Paese non compensate da altrettanti arrivi. I tassi medi annui, nel biennio 2023-24, sono negativi e pari a -3,2 per mille nel Sud e -2,4 per mille nelle Isole. I tassi più bassi si registrano in Basilicata (-5,6 per mille) e in Calabria (-5,0 per mille), mentre a livello provinciale il tasso più basso si rileva a Vibo Valentia (-12,7 per mille).
Nel biennio 2023-24, in linea con quanto osservato negli anni precedenti, quasi il 60% dei movimenti interni sono avvenuti tra Comuni appartenenti alla stessa provincia, oltre il 15% tra province diverse ma all’interno della stessa regione, circa il 25% dei movimenti sono stati invece interregionali. Tra questi, rimangono stabili i movimenti che dal Mezzogiorno si dirigono verso il Centro-Nord (oltre un terzo).
In particolare, i movimenti interni dal Mezzogiorno al Centro-Nord sono stati nel complesso 241mila nel biennio considerato (121mila in media annua), mentre i trasferimenti di residenza che hanno riguardato la traiettoria opposta sono stati invece pari a 125mila (63mila unità all’anno in media). Il Mezzogiorno continua quindi a perdere residenti a vantaggio del Centro-Nord, registrando nel biennio 2023-24 un saldo migratorio interno complessivo di ben -116mila unità.
Dei movimenti del Mezzogiorno che hanno come destinazione il Centro-Nord, quasi tre su 10 confluiscono in Lombardia, che rimane meta preferita dei flussi in partenza da molte regioni meridionali, con l’eccezione delle regioni Abruzzo e Molise dove oltre il 25% delle emigrazioni interne ha come destinazione il Lazio (Figura 1). Il 28,5% dei movimenti verso il Centro-Nord origina dalla Campania, il 24,1% proviene dalla Sicilia e il 18,0% dalla Puglia.
In termini relativi, la Calabria registra il tasso di emigratorietà più alto: quasi nove individui per mille residenti in questa regione si sono diretti verso il Centro-Nord, nel biennio considerato. Seguono Basilicata e Molise, con tassi di emigratorietà pari a 7,8 e 7,3 per mille, rispettivamente. A livello provinciale, il tasso di emigratorietà più elevato si registra a Crotone, da cui partono verso il Centro-Nord in media quasi 11 individui per mille residenti.
Viceversa, le regioni del Centro-Nord con il tasso di immigratorietà più elevato sono l’Emilia-Romagna, con oltre 4 movimenti in entrata dal Mezzogiorno per ogni mille residenti, la Lombardia e il Lazio, entrambe con un tasso pari al 3,3 per mille. (aise) 




Gli italiani all’estero al centro del confronto istituzionale: la sintesi della plenaria del CGIE

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17mattarellacgieIl Consiglio Generale degli italiani all’estero, dopo aver portato a termine venerdì scorso l’Assemblea Plenaria a Roma, ha tracciato un bilancio dell’ultimo anno di lavoro definito “intenso”. Ad illustrarlo è stata la Segretaria Generale del CGIE, Maria Chiara Prodi, che durante l’assemblea si è confrontata “apertamente” sulla propria governance e ha rilanciato il rapporto con le istituzioni con cui “ha rivendicato la propria centralità di massimo organismo di rappresentanza delle collettività all’estero”. Una centralità che passa anche dal “richiedere i pareri obbligatori, nel rispetto della legge istitutiva”.
Nel suo bilancio, il CGIE ha anche espresso l’auspicio che “venga riconvocata la Conferenza permanente Stato-Regioni-PA-CGIE”, la cui ultima riunione si è tenuta nel dicembre 2021.
“In un momento storico per le collettività all’estero, abbiamo convocato la politica al confronto con la vita vera delle persone sui temi caldi al centro del dibattito: cittadinanza, messa in sicurezza del voto all’estero, incentivi al rientro” ha spiegato ancora il CGIE. Che al riguardo ha voluto ringraziare il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per “il riconoscimento dell’impegno quotidiano che sostiene ed esprime il legame tra l’Italia e i milioni di connazionali che si trovano al di fuori dei confini nazionali e che sono parte integrante del tessuto del Paese”. Un ringraziamento al Capo dello Stato che si è esteso anche per aver ribadito come “la partecipazione al voto dei connazionali all’estero sia un’espressione di cittadinanza attiva e concorra alla formazione dell’energia che fa vivere la nostra società democratica, e che i Com.It.Es. e il CGIE sono dunque organismi che rafforzano la concezione di una democrazia libera, aperta a tutti i cittadini, ovunque essi abbiano scelto di vivere”.
E non poteva mancare il ringraziamento a Mattarella riguardo l’apertura a una revisione della normativa sulla cittadinanza. Mattarella ha infatti spiegato come sia “utile seguire con attenzione la riflessione aperta nel Consiglio Generale sulla riforma della cittadinanza per favorire una meditata considerazione – ed eventualmente anche qualche riconsiderazione – dei temi che si sono aperti”.
E al riguardo, il CGIE ha espresso anche il suo ringraziamento al Ministro degli Affari esteri, nonché Presidente del CGIE, Antonio Tajani, “per l’ascolto e l’apertura dimostrati nei confronti di interventi migliorativi della riforma che, seppur necessaria come sempre sostenuto dal CGIE, ha generato spaesamento nelle comunità all’estero restringendo drasticamente la trasmissione della cittadinanza e generando disparità di trattamento tra i connazionali, in particolar modo se in possesso di altra cittadinanza”.
Sul tema, l’Assemblea plenaria ha tenuto un ampio dibattito per poi arrivare a una sintesi che ha portato all’approvazione di un ordine del giorno con sei proposte migliorative. Il dibattito, oltre ai consiglieri, ha visto protagonisti anche gli eletti all’estero Fabio Porta, Andrea Di Giuseppe, Christian Di Sanzo, Andrea Crisanti, Francesco Giacobbe e Roberto Menia, oltre ai Presidenti dei Com.It.Es. di Bogotà e Johannesburg, Antonello Caponera e Piergiorgio Devalle. Presenti al dibattito anche il direttore generale della DGIT del MAECI, Luigi Maria Vignali, e il sottosegretario agli Affari Esteri, Giorgio Silli, che il giorno seguente ha poi illustrato la Relazione di Governo dalla quale è emersa apertura: “le proposte – ha assicurato – verranno valutate dopo aver illustrato la Relazione di Governo”.
“L’Assemblea plenaria ha inoltre approvato a maggioranza un ordine del giorno contenente proposte per rendere più sicuro l’attuale sistema di voto all’estero per le elezioni politiche e referendarie, e per riaffermare l’assoluta centralità del diritto di voto per i cittadini italiani residenti all’estero, nonché garantirne i principi costituzionali di personalità, libertà, uguaglianza e segretezza – ha spiegato ancora il CGIE -. Il documento, che si chiede venga sottoposto all’immediata attenzione di Deputati e Senatori, e delle Commissioni parlamentari preposte, è stato presentato dal presidente della III Commissione tematica, Filippo Ciavaglia, e approvato a seguito di un dibattito cui hanno fornito il proprio contributo Saverio D’Auria, docente di fisica sperimentale all’Università di Milano e volontario ai seggi della circoscrizione estero da molti anni, e Stefano Quintarelli, padre dello SPID e autore di uno studio sulla geolocalizzazione degli italiani all’estero e le opportunità di voto, i parlamentari Andrea Di Giuseppe, Fabio Porta, Toni Ricciardi e Francesco Giacobbe”.
“Il passaggio in plenaria – ha spiegato ancora il CGIE – ha significato anche l’attivazione della fase operativa del protocollo d’intesa recentemente firmato tra il CGIE e il Commissario straordinario Guido Castelli, intervenuto ai lavori, per ripopolare, attraverso la flat tax al 7% per i detentori di pensione estera, le aree del centro Italia colpite dal terremoto, rispetto a cui il CGIE farà la sua parte coinvolgendo i Com.It.Es. e le componenti del Sistema Italia nel mondo”.
Durante l’ultima giornata di lavori, il CGIE ha spiegato di aver impostato “una logica di sistema per gli incentivi al rientro”, con la presentazione del documento sugli “Incentivi al rientro: una necessità strategica per l’Italia e per i suoi cittadini all’estero” da parte del presidente della VII Commissione tematica, Matteo Bracciali. Nel documento, si propone di estenderne l’accesso anche ai lavoratori non qualificati, creare un ecosistema integrato per un rientro sostenibile e favorire il ripopolamento delle aree marginali con misure ad hoc.
Hanno fornito inoltre il loro contributo Michele Valentini, del Gruppo Controesodo, che rappresenta i circa 40mila lavoratori rientrati dall’estero nel corso degli ultimi 15 anni, Gabriele Marzano, che ha illustrato l’esperienza della Regione Emilia-Romagna con la sua legge sull’attrazione dei talenti, e Paolo Masini, Presidente della Fondazione Museo nazionale dell’emigrazione italiana.
L’Assemblea plenaria, sempre nell’ultimo giorno, ha approvato anche numerosi ordini del giorno relativi al potenziamento dei servizi consolari, alla trasmissione della lingua e della cultura e agli enti gestori, ai lavoratori frontalieri e per il finanziamento di bandi con borse di studio per docenti. È stato inoltre approvato un ordine del giorno che, avendo ricevuto notizie di alcune irregolarità riscontrate dal Com.It.Es. di Santo Domingo in occasione della recente tornata referendaria, ha ribadito “la necessità di un’azione forte nella direzione della piena trasparenza e partecipazione dei connazionali al voto”.
Infine, il CGIE ha istituito un premio annuale in memoria di Michele Schiavone, compianto Segretario generale del CGIE, con l’intento di “ricordarne l’impegno, la dedizione e il servizio reso alle collettività italiane con l’obiettivo di dare visibilità a quanti, nel mondo, lavorano per gli italiani all’estero”. (aise)