Repubblica Dominicana, il Sabato Santo tra spiritualità e festa continua

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651f675dcd892Dal raccoglimento religioso alle spiagge affollate: il Sabato Santo dominicano tra fede, vacanza e “teteo”

SANTO DOMINGO – Il Sabato Santo nella Repubblica Dominicana è un giorno che racconta, forse meglio di ogni altro, l’anima doppia del Paese: da una parte la tradizione religiosa, dall’altra la voglia di vivere, di stare insieme, di fare festa.

Il grande esodo verso il mare

Già dalle prime ore del mattino, le strade si riempiono. Auto cariche di famiglie, amici, casse di bevande e musica prendono la direzione delle spiagge e dei fiumi.

Località come Playa Boca Chica, Las Terrenas o Río San Juan diventano il cuore pulsante del fine settimana.

L’atmosfera è quella di una grande vacanza collettiva: barbecue improvvisati, bachata, merengue e gruppi di amici che si ritrovano sotto il sole caraibico.

Tra fede e tradizione

Non manca, però, la dimensione religiosa.

Nel pomeriggio e soprattutto in serata, molte persone partecipano alle celebrazioni nelle chiese, in particolare alla Veglia Pasquale, momento centrale della Settimana Santa.

È un contrasto tipicamente dominicano: il giorno vissuto tra mare e socialità, la sera dedicata alla spiritualità.

Il “teteo” del Sabato Santo

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Quando cala il sole, entra in scena un altro protagonista: il teteo.

Feste in strada, in spiaggia o nelle ville private, musica ad altissimo volume, luci e gente che balla fino a notte fonda.

Per molti è il momento più atteso. Per altri, soprattutto residenti, lavoratori, anziani e famiglie, è una prova di resistenza fatta di notti insonni.

Controlli e contraddizioni

Le autorità rafforzano i controlli sulle strade e nelle località turistiche per prevenire incidenti e garantire la sicurezza.

Ma mentre il traffico e l’ordine pubblico sono monitorati, il tema del rumore resta spesso fuori controllo, soprattutto negli spazi privati.

Un Paese tra due ritmi

Il Sabato Santo dominicano è questo: un equilibrio fragile tra devozione e divertimento, tra silenzio e musica, tra tradizione e modernità.

Un racconto vivido di un Paese che vive intensamente ogni momento, anche quando si tratta di un giorno, almeno sulla carta, dedicato all’attesa e al raccoglimento.




Settimana Santa in Repubblica Dominicana: tra fede e “teteo”

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kitipo en nueva york periodico the new york times 17290571 20210922223349 focus 0 0 375 240Tra tradizione religiosa e notti di musica ad alto volume, il volto contrastante della Settimana Santa nella Repubblica Dominicana

La Settimana Santa nella Repubblica Dominicana è, da sempre, un periodo di forte partecipazione popolare. Ma accanto alla dimensione religiosa, negli ultimi anni si è affermato un fenomeno sempre più evidente: quello del cosiddetto teteo, ovvero feste rumorose, spesso notturne, che trasformano questi giorni in una sorta di vacanza collettiva.

Se da un lato molte famiglie partecipano alle celebrazioni religiose – messe, processioni e momenti di riflessione – dall’altro una larga parte della popolazione approfitta del lungo fine settimana per spostarsi verso le località turistiche.

Spiagge e fiumi si riempiono, mentre le città si svuotano. Il clima è quello tipico delle vacanze: musica, barbecue, alcol e gruppi di amici.

Negli ultimi anni, il termine teteo è entrato nel linguaggio quotidiano per descrivere feste informali, spesso organizzate in strada o in ville private, con musica ad altissimo volume che può durare fino alle 3 o 4 del mattino.

Un fenomeno che divide: per alcuni, è espressione di libertà e socialità, per altri, è sinonimo di disordine e mancanza di rispetto

In molte zone residenziali non sono rare le lamentele dei residenti costretti a notti insonni.

Negli ultimi anni, le autorità dominicane hanno cercato di contenere gli eccessi attraverso controlli, limitazioni alla vendita di alcol e campagne di sensibilizzazione.

Tuttavia, far rispettare le regole non è semplice, soprattutto quando le feste si spostano in contesti privati, come ville e residenze turistiche.

La Settimana Santa dominicana resta un momento importante dal punto di vista religioso, ma appare sempre più segnata da una trasformazione culturale.

Il contrasto tra raccoglimento e divertimento è evidente: mentre alcuni vivono questi giorni nel silenzio e nella fede, altri li considerano l’occasione ideale per “staccare” e fare festa.

La sfida, oggi, sembra essere quella di trovare un equilibrio tra queste due anime del Paese.

Perché se è vero che la società evolve, è altrettanto vero che il rispetto reciproco – tra chi prega e chi festeggia, tra chi riposa e chi balla – resta la base di una convivenza civile.

E proprio durante la Settimana Santa, questo equilibrio appare più fragile che mai.




Repubblica Dominicana: sarà una Settimana Santa bagnata?

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68f9a99319df3La domanda è quella che molti, tra residenti e turisti, si stanno facendo in queste ore: la Settimana Santa nella Repubblica Dominicana sarà segnata dal maltempo?

Le indicazioni arrivate negli ultimi giorni non lasciano spazio a un ottimismo totale. Il Centro de Operaciones de Emergencias (COE) ha infatti attivato livelli di allerta verde in diverse province, a causa dell’influenza di un fronte freddo situato sull’Atlantico, capace di portare instabilità su gran parte del territorio nazionale.

Secondo i rapporti ufficiali, la combinazione tra il fronte freddo e i venti da nord-est sta generando piogge da moderate a forti a tratti, possibili temporali isolati, raffiche di vento, condizioni marine difficili soprattutto sulla costa atlantica.

Le autorità hanno invitato alla prudenza, in particolare evitando fiumi e balneari nelle zone interessate e limitando la navigazione delle imbarcazioni più piccole.

Tra le aree coinvolte figurano importanti province del nord e del Cibao, tra cui Santiago, Puerto Plata, Duarte, La Vega ed Espaillat, oltre al Gran Santo Domingo.

Si tratta quindi di una situazione diffusa, che potrebbe incidere proprio nei giorni in cui migliaia di persone si spostano verso spiagge, montagne e località turistiche.

Le previsioni indicano che la situazione potrebbe evolvere: una massa d’aria meno umida dovrebbe ridurre l’intensità delle piogge, ma non eliminarle del tutto. Restano infatti possibili rovesci locali, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali, in particolare nelle zone montuose e lungo la costa atlantica.

In altre parole, non si prevede una Settimana Santa completamente compromessa, ma nemmeno stabile.

Per la Repubblica Dominicana, la Settimana Santa è uno dei momenti più importanti dell’anno, tra viaggi interni, turismo e celebrazioni religiose. L’eventuale presenza di piogge potrebbe modificare programmi e abitudini, senza però fermare del tutto le attività.

Più che una Settimana Santa completamente “bagnata”, il quadro che emerge è quello di giorni instabili e variabili, con alternanza tra sole e piogge improvvise.

Il consiglio, per chi si trova nel Paese, italiani compresi, è semplice: non rinunciare ai programmi, ma tener conto di un meteo meno prevedibile del solito.

Perché, come spesso accade nei Caraibi, il tempo può cambiare rapidamente… anche nel giro di poche ore.




Arrestato a Santo Domingo un italiano ricercato per narcotraffico

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interpol arresta a italiano por narcotrafico internacional 029e2e98 focus 0 0 896 504Le autorità della Repubblica Dominicana, in collaborazione con l’Interpol, hanno arrestato nel Distretto Nazionale (la capitale Santo Domingo) un uomo di nazionalità italiana, identificato come Loris Di Castri, di 53 anni.

Di Castri era destinatario di una “notifica rossa” dell’Interpol (il massimo livello di allerta internazionale) fin dall’ottobre del 2019. L’accusa a suo carico è di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, reato per il quale è ricercato dalla giustizia italiana.

L’operazione è stata il risultato di un efficace scambio di informazioni tra gli uffici dell’Interpol in Italia e quelli in Repubblica Dominicana. L’arresto è avvenuto in esecuzione di una risoluzione della Suprema Corte di Giustizia dominicana, che ha disposto la detenzione del soggetto ai fini dell’estradizione.

Attualmente, l’uomo si trova sotto custodia e sarà consegnato al Pubblico Ministero per avviare le procedure legali necessarie al suo trasferimento in Italia.




RD. Nuova “cédula” al via: tempi stretti e troppe incognite per gli stranieri

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900900p1461ednmainimg whatsapp image 2024 05 18 at 1.50.40 pm 1100 1100 p l 97Mancano ormai pochi giorni all’avvio ufficiale della nuova cédula in Repubblica Dominicana, uno dei progetti istituzionali più ambiziosi degli ultimi anni. Ma, mentre il calendario si avvicina, crescono dubbi, ritardi percepiti e soprattutto una domanda che riguarda migliaia di persone: che fine faranno gli stranieri residenti?

Secondo il cronogramma ufficiale, la sostituzione della cédula dovrebbe partire ad aprile 2026 per la popolazione generale, dopo una fase iniziale già avviata con categorie selezionate.

Un piano ambizioso, che punta a rinnovare milioni di documenti in tempi relativamente brevi. Tuttavia, sul terreno, molti cittadini parlano già di difficoltà logistiche, incertezza sulle modalità operative, informazioni poco chiare.

E soprattutto, resta un interrogativo centrale: il sistema sarà davvero pronto per una cedulación di massa?

Va anche ricordato che la cédula attuale resterà valida fino al 31 marzo 2027, creando una lunga fase di transizione.

Tradotto: anche se il processo parte, non è detto che proceda senza rallentamenti.

Il grande punto interrogativo: gli stranieri residenti

È qui che il tema diventa ancora più delicato.

Formalmente, il progetto della nuova cédula riguarda non solo i cittadini dominicani, ma anche i residenti legali stranieri, che da sempre possiedono una versione specifica del documento.

Eppure, nella comunicazione recente, l’attenzione sembra concentrarsi esclusivamente sui dominicani.

Negli ultimi giorni si registrano segnali che aumentano l’incertezza: sospensione temporanea dei servizi di cedulación per stranieri, assenza di un calendario per i residenti non cittadini, mancanza di informazioni operative dedicate.

Un contrasto evidente con le dichiarazioni iniziali, quando si parlava di un processo inclusivo e generalizzato.

Per migliaia di stranieri residenti — tra cui molti italiani — la situazione è tutt’altro che secondaria.

La cédula, infatti, è indispensabile per:

  • lavorare
  • aprire conti bancari
  • firmare contratti
  • accedere a servizi pubblici e privati

L’incertezza rischia quindi di trasformarsi in un problema concreto, soprattutto se:

  • i tempi si allungano
  • le regole cambiano in corsa
  • non vengono fornite indicazioni precise

Il vero nodo, più ancora della tecnologia o dell’organizzazione, è la comunicazione.

Da un lato, il progetto viene presentato come una modernizzazione fondamentale dello Stato, con una nuova cédula dotata anche di elementi digitali avanzati.

Dall’altro, però, manca chiarezza su chi, quando e come dovrà realmente accedere al nuovo sistema.

E in questa zona grigia, gli stranieri residenti sembrano essere i grandi dimenticati — almeno per ora.

Dalla Repubblica Dominicana, la percezione è chiara: non è tanto il “se” quanto il “come” a preoccupare.

I tempi saranno rispettati?

Gli stranieri verranno inclusi davvero o rimandati?

Ci sarà un sistema ordinato o file e improvvisazione?

Sono domande aperte, che meritano risposte rapide.

Perché una riforma così importante non può permettersi zone d’ombra. E soprattutto non può lasciare indietro chi, pur non essendo cittadino, vive, lavora e contribuisce ogni giorno al Paese.




Repubblica Dominicana, servizi pubblici sotto pressione: tra blackout, burocrazia e disagi quotidiani

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4b702779ac0762e867f23d765ee61468Nella Repubblica Dominicana cresce il malcontento per le difficoltà legate ai servizi pubblici, tra interruzioni di energia elettrica, procedure burocratiche sempre più complesse e infrastrutture che faticano a tenere il passo con le esigenze della popolazione.

Uno dei temi più sentiti resta quello dell’energia: i blackout continuano a colpire diverse zone del Paese, creando disagi sia alle famiglie che alle attività commerciali. Nonostante gli investimenti annunciati e gli sforzi delle autorità, la continuità del servizio rimane incostante, alimentando proteste e frustrazione tra i cittadini.

A questo si aggiunge la crescente digitalizzazione dei servizi amministrativi, che se da un lato rappresenta un passo avanti, dall’altro mette in difficoltà soprattutto le fasce più anziane della popolazione. Prenotazioni online, procedure digitali e sistemi automatizzati stanno diventando la norma, ma non tutti hanno accesso o competenze per utilizzarli con facilità.

Il risultato è un sistema che, invece di semplificare, rischia in molti casi di complicare ulteriormente la vita quotidiana, costringendo le persone a lunghe attese, spostamenti inutili o tentativi ripetuti per completare pratiche essenziali.

Le autorità continuano a ribadire l’impegno per migliorare l’efficienza e modernizzare il Paese, ma la percezione diffusa è che il cambiamento proceda a velocità troppo lenta rispetto ai bisogni reali.

In questo scenario, la sfida per la Repubblica Dominicana non è solo crescere, ma garantire servizi affidabili, accessibili e davvero al servizio dei cittadini.




RD. Abinader avverte: “Sacrifici inevitabili” per la crisi del petrolio

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img 6261Il presidente Luis Abinader si è rivolto alla nazione domenica tramite un messaggio in catena radiofonica, televisiva e sulle piattaforme digitali, preparando i dominicani a uno scenario economico avverso.

La causa: la guerra in Iran

Abinader ha spiegato che la crisi internazionale ha generato tensioni nei mercati energetici a causa dell’interruzione parziale delle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz, da dove transita circa il 20% del petrolio e del gas naturale consumato a livello globale. Il Bilancio Nazionale 2026 era stato formulato con un barile di petrolio a 65 dollari, ma l’attuale escalation verso i 100 dollari obbliga a effettuare aggiustamenti.

I sacrifici annunciati

Il presidente è stato diretto: ci saranno pressioni sulle tariffe elettriche, sui costi del trasporto e, in una certa misura, sui prezzi degli alimenti di base. Non perché l’economia abbia debolezze, ma perché si affronta uno shock esterno di grande portata.

Le misure del Governo

Il mandatario ha dettagliato che nel 2025 lo Stato ha destinato 11.500 milioni di pesos in sussidi ai combustibili e oltre 105.000 milioni al settore elettrico, mentre nei primi mesi del 2026 il sussidio ai carburanti ha già raggiunto circa 4.000 milioni di pesos.

Il prezzo del Gas Liquefatto di Petrolio (GLP), fondamentale per le famiglie dominicane, verrà mantenuto invariato per proteggere i settori più vulnerabili della società. Per gli altri combustibili, invece, sono stati applicati aggiustamenti graduali tra il 5,2% e il 6,7%, una misura che permetterà di ridurre il sussidio di 12.000 milioni di pesos nel resto dell’anno.

Sono stati inoltre identificati 10.000 milioni di pesos attraverso la riassegnazione di voci di bilancio non prioritarie per rafforzare i programmi sociali senza aumentare la spesa totale, e verrà implementato un sussidio ai fertilizzanti da 1.000 milioni di pesos per evitare che i costi di produzione si trasferiscano al consumatore finale.

Settore elettrico

Il settore energetico, storicamente vulnerabile, mostra tuttavia condizioni migliori rispetto al passato: la diversificazione della matrice, il maggiore peso delle rinnovabili e i contratti di gas già garantiti aiutano ad attutire l’impatto, così come la stabilità nel costo del carbone utilizzato a Punta Catalina.

Il messaggio finale

Con riserve internazionali che superano i 16.000 milioni di dollari e un’economia che rimane tra le più dinamiche della regione, il paese affronta questa congiuntura da una posizione di solidità, non di debolezza.  Il presidente ha chiesto una responsabilità condivisa: le imprese possono adottare schemi di lavoro remoto e i cittadini ottimizzare l’uso del combustibile.




Repubblica Dominicana: prezzi in salita, salari fermi. Verso una nuova tensione sociale?

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67787c7894b91Fare la spesa oggi nella Repubblica Dominicana è diventato, per molti, un esercizio di resistenza quotidiana. Non servono statistiche per capirlo: basta entrare in un supermercato o in un colmado di quartiere. I prezzi salgono, settimana dopo settimana. I salari, invece, restano fermi.

E il divario tra ciò che si guadagna e ciò che si spende si allarga.

Ufficialmente, l’inflazione nel Paese è sotto controllo: nel 2025 si è mantenuta intorno al 4,9%, dentro i parametri considerati “normali” dal Banco Central .

Ma la realtà quotidiana racconta un’altra storia.

I prodotti che pesano di più sul bilancio familiare — alimenti, trasporti, servizi — sono proprio quelli che sono aumentati di più . E non si tratta di beni occasionali, ma di quelli che si comprano ogni settimana: pollo, verdure, prodotti di base.

Non a caso, il costo della canasta básica ha superato ormai i 48.000 pesos mensili , mentre il salario medio formale si aggira attorno ai 34.000 pesos .

Il risultato è evidente: lavorare non basta più per vivere con tranquillità.

Di fronte a questa pressione, i consumatori stanno cambiando abitudini. Cresce il ricorso alle cosiddette “marche bianche”, più economiche, nei supermercati .

Si compra meno, si sceglie il prezzo più basso, si rinuncia alla qualità.

È un segnale chiaro: quando una società passa dalla scelta al risparmio forzato, significa che qualcosa si sta incrinando.

La domanda inevitabile è: può questa situazione sfociare in un’esplosione sociale?

Nel breve termine, probabilmente no. La Repubblica Dominicana mantiene ancora una certa stabilità economica e politica, con crescita sostenuta e turismo forte.

Ma nel medio periodo, i segnali di tensione ci sono tutti:

  • aumento del costo della vita percepito come ingiusto
  • stagnazione salariale
  • crescente disuguaglianza
  • frustrazione soprattutto nelle classi più basse

La storia latinoamericana insegna che le crisi sociali non esplodono per un singolo evento, ma per accumulo.

E quando la popolazione sente che “non ce la fa più”, il punto di rottura arriva improvvisamente.

Oggi il Paese vive in una sorta di equilibrio fragile:
l’economia cresce, ma non tutti ne beneficiano allo stesso modo.

Finché il turismo regge e l’occupazione tiene, la tensione resta latente. Ma se uno di questi pilastri dovesse vacillare, il malcontento potrebbe emergere con forza.




Volo diretto da Venezia a Puerto Plata: da maggio l’isola è più vicina all’Italia

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imagesC’è una Repubblica Dominicana che ancora in pochi italiani conoscono, e ora diventa finalmente più raggiungibile. Puerto Plata, la “perla nascosta” della costa nord dell’isola, si prepara ad accogliere più visitatori dal Belpaese grazie a nuovi collegamenti aerei.

L’aeroporto internazionale Gregorio Luperón di Puerto Plata è già raggiungibile dall’Italia con due voli settimanali operati dalla compagnia tedesca Condor via Francoforte, con partenze da Milano tutto l’anno e da Roma nella stagione estiva. La novità è che da maggio 2026 si aggiungerà anche Venezia.

Una buona notizia per chi vive sull’isola e riceve familiari o amici dall’Italia, ma anche per chi sta valutando di trasferirsi in questa zona ancora poco esplorata dai connazionali.

Secondo i dati del ministero del Turismo dominicano, Puerto Plata ha accolto nel 2025 quasi 620mila visitatori internazionali, con un aumento del 12% rispetto all’anno precedente. I turisti europei in crescita sono soprattutto tedeschi e francesi, mentre gli italiani restano ancora una presenza limitata. Un gap che questi nuovi voli potrebbero contribuire a colmare.

La città offre un’esperienza autentica e meno turistica rispetto ai classici resort di Punta Cana: spiagge selvagge sulla barriera corallina, foreste tropicali, e una vera “Chocolate Route” che attraversa le piantagioni di cacao del nord dell’isola, con la Del Oro Chocolate Factory alle porte della città.

Per gli italiani già residenti nella zona nord del Paese, insomma, arrivare a casa — o far arrivare i propri cari — sta diventando un po’ più semplice.




Tre libri, una sola anima: la Repubblica Dominicana raccontata da dentro

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Las Terrenas, Samaná e l’identità “aplatanada”

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C’è un momento, per chi vive all’estero, in cui smetti di sentirti straniero. Non accade all’improvviso, ma giorno dopo giorno, tra abitudini nuove, parole che diventano familiari e un modo diverso di guardare il mondo.

È proprio da questo passaggio — umano prima ancora che geografico — che nascono i tre libri di Ennio Marchetti, dedicati alla Repubblica Dominicana e, in particolare, a Las Terrenas e alla provincia di Samaná.

Tre opere diverse tra loro, ma unite da un filo comune: raccontare la realtà dominicana senza filtri, con ironia, profondità e uno sguardo che è insieme esterno e ormai profondamente coinvolto.

“Aplatanao”: quando non sei più straniero

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“Aplatanao” non è solo un titolo: è una condizione dell’anima.

Il libro raccoglie cronache, osservazioni e riflessioni di chi ha imparato a vivere la Repubblica Dominicana dall’interno, comprendendone contraddizioni, bellezza, caos e umanità.

È il racconto di un’integrazione reale, fatta di piccoli episodi quotidiani: il colmado sotto casa, le conversazioni improvvise, i ritmi caraibici che lentamente sostituiscono quelli europei.

Con uno stile diretto e spesso ironico, Marchetti accompagna il lettore in un viaggio che molti italiani all’estero riconosceranno come proprio.

Samaná: una terra sospesa tra sogno e realtà

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Con “Crónica confusa de una casi independencia”, lo sguardo si allarga e si fa più politico e sociale.

La provincia di Samaná diventa il simbolo di un territorio bellissimo e fragile, dove sviluppo, turismo e identità locale si intrecciano in modo spesso contraddittorio.

Il libro racconta una realtà complessa:

  • da un lato il paradiso naturale

  • dall’altro le tensioni legate alla crescita, agli investimenti e alle trasformazioni sociali

È una riflessione lucida, a tratti amara, su ciò che significa davvero “progresso” in un luogo come questo.

Las Terrenas: quando la musica si spegne

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“Cuando la música se apaga” è forse il più intimo dei tre libri.

Ambientato a Las Terrenas, racconta ciò che resta quando il rumore si spegne: le persone, le storie, le illusioni e le verità che emergono lontano dalla superficie turistica.

Non è solo un racconto del luogo, ma delle vite che lo attraversano:

  • stranieri in cerca di una nuova esistenza

  • dominicani che osservano, accolgono, resistono

  • incontri, delusioni, ripartenze

È un libro che parla di solitudine, di sogni e di quella sottile malinconia che spesso accompagna i paradisi.

Tre libri, un unico racconto

Insieme, queste tre opere compongono un mosaico:

  • Aplatanao → l’identità che cambia

  • Crónica confusa… → il territorio che si trasforma

  • Cuando la música se apaga → le persone che vivono tutto questo

Non sono semplici libri sulla Repubblica Dominicana.
Sono libri dentro la Repubblica Dominicana.