Due ristoranti di Santo Domingo nella guida Top Italian Restaurants 2026

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7b04180b 9bfc 445b 9f71 a8d3c15aaec8Due ristoranti della capitale dominicana, La Pinseria e Perbacco, hanno ottenuto un importante riconoscimento internazionale: entrambi figurano nella prestigiosa guida Top Italian Restaurants 2026, pubblicata da Gambero Rosso, una delle voci più autorevoli nel panorama della gastronomia italiana nel mondo.

Il premio è stato consegnato il 5 marzo 2026 a New York, in occasione della presentazione ufficiale della guida, che ogni anno individua e celebra i migliori ristoranti italiani al di fuori dei confini nazionali.

La Pinseria è stata inserita nella categoria Pizzeria, grazie alla sua proposta incentrata sulla Pinsa Romana: un prodotto dalla storia antica e dalla lavorazione moderna, ottenuto da un mix di farine di frumento, soia e riso, con un impasto ad alta idratazione e una lunga fermentazione, che lo rende leggero, digeribile e dalla crosta croccante.

Perbacco, invece, è stato riconosciuto nella categoria Ristorante, confermando la solidità di una cucina profondamente radicata nella tradizione italiana, accompagnata da una selezione di vini curata con attenzione e diventata ormai uno degli elementi più apprezzati dell’esperienza che il locale offre ai propri ospiti.

La guida Top Italian Restaurants nasce dal lavoro sul campo degli esperti di Gambero Rosso, che visitano e valutano i ristoranti in tutto il mondo tenendo conto dell’autenticità della cucina, della qualità delle materie prime, della tecnica e dell’esperienza complessiva offerta al cliente.

La presenza di due locali di Santo Domingo in questa selezione non è un fatto trascurabile: testimonia la crescita e la maturità raggiunta dalla ristorazione italiana nella città, che si afferma sempre più come una destinazione gastronomica di rilievo internazionale.




Jet Set: i proprietari a processo a marzo, le famiglie delle vittime chiedono giustizia

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00int nightclubfire arrest ftmj superjumboA quasi un anno dalla tragedia che ha sconvolto Santo Domingo, la vicenda giudiziaria della discoteca Jet Set è arrivata a un momento cruciale. I fratelli Antonio e Maribel Espaillat, proprietari del locale il cui tetto è crollato l’8 aprile scorso causando la morte di 236 persone e il ferimento di oltre 180, si trovano di fronte a un’udienza preliminare fissata per il 16 e il 23 marzo, in cui si deciderà se ci sono prove sufficienti per rinviarli a giudizio.

I due fratelli sono indagati per omicidio colposo e sono stati già interrogati dal procuratore Wilson Camacho. Secondo l’accusa, avrebbero dimostrato una grave irresponsabilità non adottando le misure necessarie per prevenire il disastro, e avrebbero anche tentato di condizionare alcuni dipendenti dell’azienda, potenziali testimoni chiave nell’indagine.

Il crollo avvenne durante un concerto del cantante di merengue Rubby Pérez, che è tra le vittime. Presenti quella notte anche politici e atleti dominicani. Tra i morti figurava anche Nelsy Cruz, sorella dell’ex giocatore di baseball Nelson Cruz, mentre l’ex giocatore di baseball Octavio Dotel e Tony Blanco hanno perso la vita nell’incidente.

Fuori dal tribunale, i familiari delle vittime hanno manifestato la loro frustrazione e il loro grido di giustizia in attesa che il processo faccia il suo corso. Nel frattempo, una commissione governativa composta da esperti internazionali continua a valutare le cause tecniche del cedimento strutturale, incluso il possibile utilizzo di macchinari pesanti sul tetto e presunte carenze nei controlli ufficiali.




Cento anni fa nasceva Minerva Mirabal, il simbolo che Trujillo non riuscì a silenziare

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mirabal sisters patria dede minerva dominican republic activistsIl 12 marzo si celebra il centenario della nascita della più celebre eroina dominicana. La sua storia — e quella delle sorelle — continua a ispirare il mondo

C’è una data che il calendario dominicano di marzo porta con sé come un peso e come una luce insieme: il 12 marzo 2026 segna i cento anni dalla nascita di Minerva Mirabal, nata a Ojo de Agua, nella provincia di Salcedo, nel 1926. Un secolo fa veniva al mondo la donna che sarebbe diventata il simbolo più potente della resistenza contro la dittatura di Rafael Leónidas Trujillo — e che quella dittatura avrebbe poi pagato con la vita.

Minerva fu una delle figure più emblematiche della resistenza contro il regime trujillista, pioniera nel campo accademico come una delle prime donne a conseguire una laurea in Giurisprudenza all’Università Autonoma di Santo Domingo, e figura chiave del Movimiento Revolucionario 14 de Junio.

Ma Minerva non era sola. Insieme alle sorelle Patria e María Teresa — le tre diventate celebri come Las Mariposas, le farfalle — formava un terzetto di coraggio che la macchina del terrore trujillista non riuscì mai davvero a piegare, nemmeno quando, il 25 novembre 1960, le tre donne vennero assassinate per ordine del dittatore mentre tornavano da una visita ai loro mariti in prigione. Avevano rispettivamente 36, 25 e 25 anni.

Il loro lascito trascende i confini dominicani: le Nazioni Unite hanno dichiarato il 25 novembre Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne proprio in loro memoria.

Il centenario arriva in un momento particolarmente significativo per il Paese. La Repubblica Dominicana ha assunto a gennaio la Presidenza Pro Tempore del Consiglio dei Ministri della Donna dell’America Centrale, e il nome di Minerva risuona con rinnovata forza nel dibattito pubblico su diritti, uguaglianza e memoria storica.

Per gli italiani residenti nell’isola — una comunità che negli ultimi decenni è cresciuta in modo significativo soprattutto nelle zone turistiche della costa nord e della penisola di Samaná — il centenario di Minerva Mirabal non è solo una commemorazione locale. È un invito a conoscere più a fondo il Paese che hanno scelto come casa, la sua storia complessa, le ferite che ancora non si sono del tutto chiuse.

Perché la storia della Repubblica Dominicana del Novecento è, tra le altre cose, la storia di Trujillo: trent’anni di dittatura (1930-1961) che hanno segnato ogni aspetto della vita dell’isola, dalle campagne alle città, dai pescatori del nord ai contadini del sud. Una dittatura che molti italiani che vivono sull’isola conoscono solo superficialmente, ma che continua a parlare attraverso le strade, i monumenti, le famiglie che ancora portano i segni di quegli anni.

Le celebrazioni per il centenario si annunciano diffuse su tutto il territorio nazionale. Mostre, convegni, eventi culturali e commemorazioni ufficiali riempiranno le settimane attorno al 12 marzo. Il Teatro Nacional Eduardo Brito di Santo Domingo ospiterà uno degli eventi principali, mentre in tutto il Paese scuole e università dedicheranno spazio alla figura di Minerva e delle sue sorelle.

Chi volesse capire qualcosa di più della Repubblica Dominicana che vive e abita — al di là delle spiagge e dei resort — farebbe bene a fermarsi un momento su questa storia. Tre donne, tre farfalle, cento anni dopo. E un Paese che non ha ancora finito di fare i conti con il proprio passato, né di trarre forza dal proprio coraggio.




Las Terrenas: il centro commerciale “fantasma” che apre e chiude

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4505a678 abca 4e69 82a1 826855084302A #Las Terrenas, località turistica della penisola di #Samaná, sta facendo discutere un caso che ha quasi del surreale. Sul boulevard principale della città è stato inaugurato un grande centro commerciale gestito da imprenditori cinesi, un edificio imponente che non è passato inosservato né ai residenti né alle autorità locali.

Il problema, però, è che la struttura sarebbe stata aperta senza le necessarie autorizzazioni amministrative.

Secondo quanto raccontano commercianti e residenti della zona, la vicenda si è trasformata in una sorta di “telenovela urbana”. Le autorità avrebbero infatti ordinato la chiusura dell’edificio più volte, almeno cinque secondo diverse testimonianze locali.

Ogni volta, però, la storia sembra ripetersi: il centro commerciale chiude, passano pochi giorni… e riapre di nuovo.

Dopo ogni riapertura intervengono nuovamente gli ispettori municipali o altre autorità competenti, che procedono con una nuova chiusura dell’attività. Ma il ciclo continua: chiusura, riapertura, nuova chiusura.

La situazione ha iniziato a suscitare ironia tra molti residenti, che ormai commentano la vicenda con una domanda quasi scherzosa: “¿Hasta cuándo?”

La vicenda non è solo curiosa. Alcuni commercianti della zona sostengono che il caso solleva anche questioni di concorrenza e rispetto delle regole.

Secondo loro, chi apre un’attività a Las Terrenas deve normalmente affrontare permessi, tasse e controlli. Vedere un grande edificio commerciale aprire senza licenza e continuare a riaprire dopo ogni chiusura ha alimentato polemiche e malcontento.

Per ora non è chiaro quale sarà l’esito definitivo della vicenda. Le autorità continuano a intervenire, ma il centro commerciale sembra avere una sorprendente capacità di tornare operativo dopo ogni sigillo.

Nel frattempo, tra residenti e turisti, il caso è diventato uno degli argomenti più commentati in città.

E molti, tra il serio e il divertito, continuano a chiedersi: quanto durerà ancora questo insolito gioco di aperture e chiusure nel cuore di Las Terrenas?




L’Italia rafforza i legami con Santo Domingo: arriva il nuovo ambasciatore Maffettone

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captura 3All’inizio di marzo, Sergio Maffettone ha assunto l’incarico di Ambasciatore d’Italia a Santo Domingo, subentrando all’ambasciatore Stefano Queirolo Palmas. Una nomina che giunge in un momento in cui i rapporti tra i due Paesi sembrano destinati a crescere.

Nato a Napoli nel 1974 e laureato in Giurisprudenza, Maffettone è entrato in carriera diplomatica nel 2001 e prima di questo incarico era Console Generale a Monaco di Baviera dal 2023. Nel suo messaggio d’insediamento, il nuovo ambasciatore ha espresso l’intenzione di impegnarsi per offrire servizi adeguati ai connazionali residenti nel Paese e per esplorare nuove opportunità di collaborazione economica e commerciale tra Italia e Repubblica Dominicana.

Per gli italiani che vivono o lavorano nell’isola, c’è anche un appuntamento civico importante da non perdere: le operazioni di voto per il referendum costituzionale del 22-23 marzo prevedono la consegna delle schede elettorali tramite il servizio postale BM Cargo, con scadenza per la riconsegna entro le ore 16 locali del 19 marzo, oppure direttamente in ambasciata.




Repubblica Dominicana: da lunedì prenotazioni online per la nuova patente di guida

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intrant iiL’Instituto Nacional de Tránsito y Transporte Terrestre (INTRANT) ha annunciato che da lunedì i cittadini potranno prenotare online l’appuntamento per ottenere o rinnovare la nuova patente di guida nella Repubblica Dominicana.

Il nuovo sistema consentirà agli utenti di richiedere il proprio turno via internet, con l’obiettivo di ridurre le lunghe file negli uffici e rendere più rapido il processo di emissione e rinnovo delle patenti.

Per fissare l’appuntamento sarà necessario accedere al portale digitale dell’INTRANT, inserire i propri dati personali e scegliere l’ufficio, la data e l’orario disponibili per effettuare la pratica.

L’istituzione ricorda che, prima di presentarsi all’appuntamento, è importante verificare di avere tutti i requisiti richiesti, tra cui la cédula (documento di identità dominicano), il pagamento delle tasse previste e l’assenza di multe di traffico pendenti.

Nel caso di chi richiede la patente per la prima volta, il procedimento include esami teorici e pratici di guida, oltre ai controlli medici necessari per certificare l’idoneità alla guida.

L’INTRANT è l’ente responsabile della regolamentazione del traffico e del trasporto terrestre nel Paese e della gestione del sistema di emissione e rinnovo delle patenti di guida.

Secondo le autorità, l’introduzione del sistema di prenotazioni online rappresenta un passo verso la modernizzazione dei servizi pubblici, con l’obiettivo di semplificare le procedure e ridurre i tempi di attesa per i cittadini.




Gli italiani della Repubblica Dominicana stanno perdendo la loro italianità?

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gettyimages 1195602606Negli ultimi decenni la presenza italiana nella Repubblica Dominicana è cresciuta in modo significativo. Migliaia di connazionali hanno scelto l’isola per lavorare, investire, aprire attività turistiche o semplicemente vivere una pensione più tranquilla sotto il sole dei Caraibi.

Località come Las Terrenas, Santo Domingo e Punta Cana ospitano oggi comunità italiane numerose e ben visibili. Ristoranti, pizzerie, hotel e piccole imprese portano spesso nomi italiani e rappresentano una parte importante dell’economia locale.

Ma con il passare degli anni una domanda torna spesso nelle conversazioni tra connazionali: gli italiani che vivono nella Repubblica Dominicana restano davvero italiani oppure finiscono per “dominicanizzarsi”?

Chi vive sull’isola da molto tempo sa che la cultura dominicana ha una grande capacità di accoglienza. Il clima sociale è informale, i rapporti sono spontanei e la vita quotidiana segue ritmi molto diversi da quelli europei.

Molti italiani, dopo qualche anno, parlano spagnolo quasi meglio dell’italiano nella vita di tutti i giorni. Alcuni adottano perfino espressioni tipiche dominicane, cambiano abitudini e si adattano completamente allo stile di vita locale.

Le famiglie miste sono sempre più frequenti e i figli crescono spesso parlando soprattutto spagnolo. In questi casi l’identità culturale diventa inevitabilmente più caraibica che italiana.

Nonostante questo processo di integrazione, molti cercano comunque di mantenere viva la propria identità.

La cucina è forse l’elemento più forte: pasta, pizza e ricette regionali restano un punto di riferimento per molti connazionali. Anche il calcio, le feste tradizionali e la lingua continuano a essere simboli importanti di appartenenza.

Tuttavia, con il passare delle generazioni, queste tradizioni rischiano di trasformarsi più in nostalgia culturale che in pratica quotidiana.

La realtà probabilmente sta nel mezzo. Gli italiani che vivono nella Repubblica Dominicana non smettono di essere italiani, ma finiscono spesso per costruire una nuova identità, a metà tra due culture.

Non è più solo Italia, ma non è neppure completamente Repubblica Dominicana. È una miscela di abitudini, lingua, mentalità e relazioni che crea qualcosa di nuovo: un italiano dei Caraibi.

Forse la vera domanda non è se gli italiani della Repubblica Dominicana stiano perdendo la loro italianità, ma se stia nascendo una nuova forma di italianità, adattata alla vita tropicale.

E voi cosa ne pensate?
Gli italiani dell’isola sono ancora italiani… o sono diventati un po’ dominicani anche loro?




Repubblica Dominicana: in arrivo le nuove “cédulas”, ma resta il dubbio per gli stranieri residenti

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Il processo è gestito dalla Junta Central Electoral (JCE), l’ente responsabile sia del registro civile sia del sistema elettorale del Paese. Secondo quanto annunciato dalle autorità, la nuova cédula sarà più moderna e sicura, con tecnologie biometriche e sistemi avanzati contro la falsificazione.

L’operazione rappresenta una delle più importanti riforme amministrative degli ultimi anni nel Paese caraibico.

La nuova carta d’identità dovrebbe includere: sistemi di identificazione biometrica, nuovi elementi di sicurezza digitale, maggiore integrazione con banche dati statali, una struttura più resistente e difficile da falsificare.

L’obiettivo dichiarato della JCE è modernizzare il sistema di identificazione nazionale e rafforzare il controllo dei dati anagrafici.

Tuttavia, mentre il calendario per i cittadini dominicani sembra ormai definito, resta ancora un’incognita per gli stranieri residenti nel Paese.

In una fase iniziale del progetto, la Junta Central Electoral aveva infatti indicato che anche i residenti stranieri regolarmente registrati avrebbero ricevuto una propria versione della nuova cédula.

Da allora, però, non sono arrivati ulteriori chiarimenti ufficiali.

Molti stranieri residenti – tra cui una consistente comunità europea e italiana – attendono ancora di sapere se avranno effettivamente un nuovo documento di identità locale; quali saranno le modalità di rilascio e soprattutto quando inizierà il processo di registrazione per loro.

Nella #Repubblica Dominicana vivono infatti decine di migliaia di stranieri con residenza legale, molti dei quali lavorano, investono o hanno costruito la propria vita nel Paese.

Per queste persone, un documento di identità riconosciuto a livello nazionale è essenziale per numerose attività quotidiane, tra cui operazioni bancarie, contratti di lavoro, acquisto di immobili, pratiche amministrative.

Per questo motivo cresce l’attesa per una posizione ufficiale delle autorità.

Per il momento, dunque, l’unica certezza è che da aprile inizierà il rinnovo delle cédulas per i cittadini dominicani.

Resta invece ancora da chiarire se e quando il nuovo documento verrà esteso anche agli stranieri residenti, un tema che interessa direttamente molte comunità internazionali presenti nel Paese.

Nei prossimi mesi si capirà se la riforma dell’identità digitale dominicana includerà davvero tutti coloro che vivono stabilmente nella nazione caraibica.




RD. Abinader: priorità di sviluppo e impatto per la comunità italiana

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abinader rinde cuentas entre obras construidas y promesas incumplidas 0b77582c focus 0 0 375 240Ieri, in occasione del 182° anniversario dell’Indipendenza nazionale, il presidente della Repubblica Dominicana, Luis Abinader, ha pronunciato davanti all’Assemblea Nazionale il tradizionale discorso di rendiconto annuale. Un intervento lungo e articolato, nel quale il capo dello Stato ha rivendicato i risultati economici ottenuti dal suo governo, annunciato nuove misure di sviluppo e ribadito l’obiettivo di rafforzare stabilità, investimenti e politiche sociali.

Al centro del discorso, la crescita economica del Paese, che secondo i dati illustrati dal presidente continua a collocare la Repubblica Dominicana tra le economie più dinamiche della regione caraibica. Abinader ha insistito sull’aumento degli investimenti esteri, sul consolidamento delle esportazioni e sul rafforzamento della fiducia internazionale. Particolare enfasi è stata data al turismo, settore trainante che nel 2025 ha registrato numeri record di visitatori, con effetti diretti sull’occupazione e sulle entrate in valuta.

Il presidente ha inoltre sottolineato l’avanzamento di opere infrastrutturali, programmi di edilizia abitativa e interventi per la modernizzazione amministrativa. La semplificazione burocratica, nelle intenzioni del governo, dovrebbe favorire l’attività imprenditoriale e rendere il Paese ancora più attrattivo per chi investe. Non sono mancati riferimenti alle politiche sociali, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la povertà e migliorare l’accesso ai servizi di base per le fasce più vulnerabili.

Per la comunità italiana residente nella Repubblica Dominicana, le parole di Abinader hanno un significato concreto. Molti connazionali operano nei settori del turismo, dell’edilizia, della ristorazione e dei servizi, ambiti direttamente coinvolti dalle strategie di crescita illustrate dal governo. Un contesto economico stabile e orientato agli investimenti può tradursi in nuove opportunità imprenditoriali e in maggiore sicurezza per chi vive e lavora nel Paese da anni.

Allo stesso tempo, resta fondamentale monitorare l’evoluzione normativa e fiscale, soprattutto per le piccole e medie imprese straniere. Le promesse di semplificazione dovranno tradursi in misure operative e in una reale riduzione degli ostacoli amministrativi. La comunità italiana, storicamente ben integrata nel tessuto economico dominicano, guarda con attenzione a ogni cambiamento che possa incidere su permessi, regolamentazioni e incentivi.

Il discorso del 27 febbraio ha dunque ribadito un messaggio di continuità e fiducia. In un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e incertezze economiche, la Repubblica Dominicana punta a presentarsi come un’isola di stabilità e crescita.

Per gli italiani che hanno scelto di vivere qui — imprenditori, pensionati, professionisti e famiglie — le prospettive delineate dal presidente rappresentano un segnale incoraggiante, ma anche un invito a restare informati e attivi nel dialogo con le istituzioni.




Nuova guida per fare business in Repubblica Dominicana

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29cc8e dd7f828fd5e64c328022e81fb286c522~mv2L’Ambasciata d’Italia a #Santo Domingo ha pubblicato per la prima volta una Guida agli Affari in Repubblica Dominicana, pensata per chi vuole esportare o investire nel paese caraibico.

Si tratta di un documento introduttivo e pratico che descrive le opportunità economiche in un mercato in forte crescita, considerato tra i più dinamici dell’America Latina, anche grazie alla stabilità politica, all’apertura internazionale e alla sua posizione geografica favorevole.

La guida, edizione 2025 e soggetta ad aggiornamenti regolari, offre informazioni utili su:

  • Perché investire qui e come farlo;

  • I settori più interessanti per le imprese italiane, come il turismo, le energie rinnovabili, la manifattura, la biomedicina, l’immobiliare e l’agroindustria;

  • Le procedure operative per aprire un’attività, con dettagli su adempimenti doganali, incentivi fiscali, zone franche e l’uso dello sportello digitale per gli investimenti (VUI-RD);

  • Dove rivolgersi, quali sono le principali autorità locali e una panoramica delle regole da seguire per essere conformi alla legge.

In sostanza, è uno strumento pensato per chi sogna di portare prodotti, servizi o capitali italiani nella Repubblica Dominicana e usare il paese come porta di accesso ai Caraibi.