Repubblica Dominicana: caldo e blackout, peggiora il servizio elettrico delle EDE

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Con l’arrivo delle temperature più elevate tornano a crescere anche i problemi del servizio elettrico nella Repubblica Dominicana. Sempre più cittadini denunciano interruzioni della fornitura proprio mentre il caldo aumenta e la domanda di energia raggiunge livelli sempre più elevati.

I dati della Superintendencia de Electricidad (SIE) mostrano un peggioramento degli indicatori di qualità del servizio tra gennaio e aprile 2026 nelle tre aziende distributrici statali. La situazione più critica riguarda Edenorte, dove il numero medio di interruzioni mensili è passato da 13,78 a quasi 20 blackout nel giro di quattro mesi. Anche Edesur ha registrato un aumento significativo delle interruzioni, mentre Edeeste continua a presentare il numero medio più basso di blackout, pur essendo l’area da cui provengono numerose segnalazioni dei cittadini.

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Le lamentele arrivano da diversi quartieri del Paese. Residenti di zone servite teoricamente con energia continua segnalano frequenti sospensioni del servizio, mentre in alcune aree della provincia di Santo Domingo si sono registrati, nelle scorse settimane, blackout durati fino a otto ore.

Un sondaggio realizzato da Diario Libre tra i propri lettori conferma il malcontento: circa sette intervistati su dieci hanno dichiarato di aver subito recenti interruzioni della corrente elettrica.

Alla base del problema vi è soprattutto l’aumento della domanda energetica provocato dal caldo. Secondo i dati del settore elettrico, il consumo nazionale continua a crescere con l’aumento delle temperature. Tra gennaio e aprile le temperature massime registrate nel Paese sono salite di circa tre gradi Celsius, passando da 28 a 31 gradi. Nello stesso periodo la domanda giornaliera di energia ha raggiunto livelli superiori rispetto allo scorso anno.

La situazione richiama quanto accaduto durante l’estate del 2025, quando il sistema elettrico nazionale fu sottoposto a forte pressione a causa delle ondate di calore e dell’aumento dell’uso di climatizzatori e ventilatori. In quel periodo si registrarono picchi storici di consumo e numerosi blackout in diverse regioni del Paese.

Per molti dominicani, dunque, il ritorno del caldo coincide ancora una volta con il timore di nuove interruzioni elettriche, una problematica che continua a rappresentare una delle principali sfide per il settore energetico nazionale.




Repubblica Dominicana: il mistero del “Voy de camino” e dell’inafferrabile “Ahorita”

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Gli scienziati del mondo intero continuano a studiare i buchi neri, la materia oscura e l’origine dell’universo. Tuttavia, nessuno è ancora riuscito a risolvere due dei più grandi enigmi della Repubblica Dominicana: il significato esatto di “Voy de camino” e la durata reale di “Ahorita”.

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Secondo una ricerca non confermata, il 98% dei dominicani ha pronunciato almeno una volta nella vita la frase “Voy de camino” quando si trovava ancora sotto la doccia, stava cercando le chiavi di casa o non aveva nemmeno deciso se uscire.

Il fenomeno è noto soprattutto agli stranieri residenti nel Paese. Un italiano racconta: “Mi hanno detto ‘Voy de camino’ alle 10 del mattino. Alle 11 mi hanno scritto ‘Ya casi llego’. A mezzogiorno erano ancora a casa.”

Gli esperti sostengono che il “Voy de camino” non debba essere interpretato come una dichiarazione geografica ma come uno stato d’animo, una manifestazione di ottimismo e fiducia nel futuro.

Non meno affascinante è il termine “Ahorita”.

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In teoria dovrebbe significare “tra poco”. In pratica può indicare qualsiasi intervallo temporale compreso tra trenta secondi e tre settimane.

Gli studiosi hanno individuato diverse varianti:

  • Ahorita de verdad: entro pochi minuti.
  • Ahorita normal: forse oggi.
  • Ahorita dominicano premium: non si sa.
  • Ahorita gubernamental: in una prossima amministrazione.

Naturalmente tutto questo non va interpretato come mancanza di puntualità. Si tratta piuttosto di una diversa filosofia del tempo, nella quale l’orologio è un semplice suggerimento e non un obbligo morale.

È anche per questo che molti dominicani affrontano la vita con una serenità che spesso sorprende gli europei. Mentre in altri Paesi una persona entra in crisi se arriva con cinque minuti di ritardo, qui può arrivare con due ore di ritardo e iniziare la conversazione con un tranquillo: “¿Todo bien?”

Chi desidera approfondire questi e altri aspetti della vita quotidiana dominicana può seguire la popolare pagina Facebook Azul Calibre (https://www.facebook.com/profile.php?id=61590510233446) e l’omonimo blog (azulcalibre.blogspot.com), che raccontano con ironia e affetto le abitudini, le contraddizioni e le situazioni più tipiche della Repubblica Dominicana.

Perché, in fondo, il “Voy de camino” e l'”Ahorita” non sono semplicemente espressioni linguistiche: sono parte integrante dell’identità nazionale.

E se state aspettando qualcuno che vi ha scritto “Voy de camino”… abbiate pazienza.

Forse arriverà ahorita.




Repubblica Dominicana, nuove tutele per i lavoratori: entra in vigore il regolamento sui rischi professionali

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Importanti novità per i lavoratori della Repubblica Dominicana con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento sull’Assicurazione contro i Rischi Professionali, approvato mediante il Decreto 287-26. La normativa aggiorna un sistema rimasto sostanzialmente invariato per oltre vent’anni e introduce misure pensate per adattarsi alle nuove realtà del mondo del lavoro.

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foto Diario Libre

Tra i cambiamenti più rilevanti figura il riconoscimento formale del telelavoro. I dipendenti che svolgono la propria attività a distanza avranno diritto alla stessa copertura assicurativa e alle stesse prestazioni previste per chi lavora in presenza. Saranno inoltre considerati incidenti sul lavoro anche quelli verificatisi durante gli spostamenti direttamente collegati all’attività lavorativa.

Per la prima volta il sistema apre inoltre la strada all’inclusione dei lavoratori autonomi e dei professionisti indipendenti. L’estensione della copertura avverrà gradualmente, dopo studi tecnici e finanziari e l’approvazione di regolamenti specifici per il settore.

Il nuovo regolamento rafforza anche le prestazioni economiche per coloro che subiscono un infortunio o una malattia professionale. In caso di incapacità temporanea, il lavoratore potrà ricevere un sussidio pari al 75% del salario medio percepito negli ultimi sei mesi. Sono inoltre previste pensioni e indennizzi più chiari e aggiornati per le persone che riportano invalidità permanenti a seguito di incidenti sul lavoro.

Tra le innovazioni introdotte vi è anche il rafforzamento delle pensioni per superstiti in caso di decesso del lavoratore e l’aggiornamento periodico degli importi delle pensioni legate a invalidità e sopravvivenza. Il regolamento contempla inoltre procedure più trasparenti per la presentazione di reclami e ricorsi da parte degli assicurati.

Le autorità sottolineano che la riforma punta a modernizzare il sistema di protezione sociale dominicano, adeguandolo alle trasformazioni del mercato del lavoro e garantendo maggiore sicurezza economica e sanitaria ai lavoratori e alle loro famiglie.




Stagione degli uragani 2026: meno tempeste previste, ma il rischio resta elevato

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6a1cd5f1c8535Con l’inizio ufficiale della stagione ciclonica nell’Atlantico, gli esperti invitano a non abbassare la guardia. Le previsioni per il 2026 indicano infatti un’attività inferiore alla media degli ultimi anni, ma ciò non significa che i Paesi caraibici, inclusa la Repubblica Dominicana, siano al sicuro.

Secondo le stime dei principali centri meteorologici internazionali, durante la stagione che va dal 1° giugno al 30 novembre potrebbero formarsi circa 13 cicloni tropicali, dei quali sei potrebbero raggiungere lo status di uragano e due diventare particolarmente intensi. Si tratta di numeri leggermente inferiori alle medie storiche.

Gli specialisti sottolineano però che il numero dei fenomeni non è necessariamente legato al loro impatto. Anche una sola tempesta può provocare danni enormi se colpisce aree densamente popolate o vulnerabili. Per questo motivo le autorità raccomandano di mantenere gli stessi livelli di preparazione adottati negli anni più attivi.

Le previsioni della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) indicano una probabilità del 55% che la stagione sia sotto la norma, del 35% che si mantenga nella media e soltanto del 10% che risulti più intensa del previsto. Gli esperti attribuiscono questa tendenza a particolari condizioni atmosferiche e oceaniche che potrebbero limitare la formazione dei cicloni tropicali.

Nel frattempo, i servizi meteorologici stanno rafforzando le capacità di monitoraggio grazie a nuove tecnologie, tra cui sistemi satellitari avanzati, modelli meteorologici basati sull’intelligenza artificiale e strumenti di osservazione più sofisticati. L’obiettivo è migliorare la precisione delle previsioni e fornire allerte più tempestive alle popolazioni potenzialmente esposte.

Per la Repubblica Dominicana e per l’intera area caraibica il messaggio rimane chiaro: una stagione meno attiva non equivale a una stagione meno pericolosa. La prudenza e la preparazione continuano a essere le migliori difese contro gli uragani.




JetBlue celebra la Repubblica Dominicana con un aereo speciale dedicato a Quisqueya

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L’aereo, battezzato “Quisqueya la Bluebella”, sfoggia una decorazione ricca di colori e simboli che rendono omaggio alla cultura, alla storia e alle tradizioni dominicane. Il progetto è stato realizzato dall’artista dominicano Willy Gómez, che ha voluto rappresentare alcuni degli elementi più caratteristici dell’identità nazionale.

Sulla fusoliera compaiono richiami alla musica, alla natura tropicale, all’architettura storica e al patrimonio culturale della Repubblica Dominicana. Non mancano riferimenti alla Zona Coloniale di Santo Domingo, ai colori vivaci dell’arte locale e alle tradizioni che hanno reso famosa l’isola nel mondo.

Secondo JetBlue, la nuova livrea rappresenta un tributo ai milioni di dominicani che vivono sia nel Paese sia all’estero e al forte legame che la compagnia mantiene con la comunità dominicana negli Stati Uniti e nei Caraibi.

La Repubblica Dominicana occupa infatti un posto di rilievo nella rete della compagnia. JetBlue opera numerosi collegamenti tra città statunitensi come New York, Boston, Orlando e Fort Lauderdale e gli aeroporti dominicani di Santo Domingo, Santiago, Punta Cana e Puerto Plata, trasportando ogni anno centinaia di migliaia di passeggeri.

La presentazione di “Quisqueya la Bluebella” arriva in un momento di forte crescita del traffico aereo verso la Repubblica Dominicana, che continua a registrare numeri record nel settore turistico e nei viaggi legati alle comunità dominicane residenti all’estero.

Per molti passeggeri dominicani che vivono negli Stati Uniti, vedere un aereo decorato con simboli della propria terra rappresenta molto più di una semplice iniziativa pubblicitaria: è un riconoscimento dell’importanza che la diaspora dominicana riveste nella vita economica, sociale e culturale del Paese.

Con questa iniziativa JetBlue rafforza ulteriormente il proprio legame con la Repubblica Dominicana, trasformando uno dei suoi Airbus in una vera e propria ambasciata volante della cultura dominicana.

Nella foto: L’Airbus A320 “Quisqueya la Bluebella”, presentato da JetBlue, rende omaggio alla cultura e alle tradizioni della Repubblica Dominicana attraverso una speciale livrea realizzata dall’artista dominicano Willy Gómez.




Repubblica Dominicana, cresce la sfiducia verso le banche: un dominicano su cinque denuncia cyberattacchi finanziari

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futuro financiero 750x536La trasformazione digitale del sistema bancario dominicano procede rapidamente, ma cresce anche la preoccupazione dei cittadini per la sicurezza informatica. Secondo uno studio pubblicato nella Repubblica Dominicana, un dominicano su cinque afferma di aver subito un cyberattacco collegato a servizi finanziari digitali.

L’indagine evidenzia inoltre una crescente distanza di fiducia tra il settore bancario e la popolazione, in un momento in cui app mobili, pagamenti digitali e servizi online stanno diventando sempre più diffusi nel Paese. Molti utenti, pur utilizzando abitualmente piattaforme digitali, temono frodi elettroniche, furti di dati personali e accessi abusivi ai propri conti.

Negli ultimi anni la Repubblica Dominicana ha registrato un forte aumento della digitalizzazione bancaria, spinta dall’espansione del commercio elettronico e dei servizi finanziari online. Tuttavia, parallelamente, sono aumentati anche phishing, truffe digitali e attacchi informatici contro utenti e imprese.

Secondo esperti del settore finanziario dominicano, la sfida non riguarda soltanto la tecnologia, ma soprattutto la fiducia pubblica. Le autorità bancarie e le associazioni di categoria hanno recentemente riconosciuto che l’aumento dei cyberattacchi e dei rischi emergenti obbliga il sistema finanziario a rafforzare controlli, audit interni e sistemi di prevenzione.

Molti cittadini lamentano inoltre risposte lente o poco chiare da parte delle banche in caso di problemi legati a operazioni sospette o transazioni non riconosciute. Un tema che, secondo diversi osservatori, rischia di indebolire ulteriormente il rapporto tra utenti e istituzioni finanziarie.

In un Paese dove milioni di persone si stanno avvicinando solo ora ai servizi bancari digitali, la cybersicurezza è ormai diventata una questione centrale non solo economica, ma anche sociale.




Sussidi pubblici e spesa statale: fino a che punto la Repubblica Dominicana può sostenere il costo?

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rep dom2Nel solo periodo compreso tra gennaio e maggio 2026, il governo dominicano ha già speso oltre 6 miliardi di pesos in sussidi destinati soprattutto ai combustibili e al settore elettrico. Una cifra che riapre il dibattito sulla sostenibilità economica di un modello basato su continui aiuti pubblici per contenere l’aumento del costo della vita.

Negli ultimi anni i governi dominicani hanno fatto largo uso dei sussidi per evitare aumenti improvvisi nei prezzi del carburante, dell’energia elettrica e di alcuni beni essenziali. L’obiettivo politico è chiaro: proteggere il potere d’acquisto della popolazione ed evitare tensioni sociali in un paese dove gran parte della popolazione vive con redditi limitati.

Tuttavia, sempre più economisti avvertono che questo sistema rischia di trasformarsi in una trappola fiscale. Ogni miliardo destinato ai sussidi è denaro che lo Stato non investe in infrastrutture, ospedali, sicurezza, istruzione o sviluppo produttivo. Inoltre, il peso crescente della spesa pubblica può aumentare il deficit e costringere il governo a ricorrere a nuovi prestiti.

Uno dei casi più discussi riguarda il settore elettrico. Da anni lo Stato interviene per compensare le perdite delle imprese distributrici e mantenere relativamente basse le tariffe per milioni di utenti. Ma il risultato è che il sistema continua ad accumulare inefficienze, mentre il costo per le finanze pubbliche cresce costantemente.

Anche i sussidi ai carburanti rappresentano un tema delicato. Ogni volta che il petrolio aumenta sui mercati internazionali, il governo sceglie spesso di assorbire parte del rincaro per evitare un forte impatto su trasporti, alimenti e inflazione. Una misura popolare, ma estremamente costosa.

Secondo diversi analisti dominicani, il rischio non è tanto l’esistenza dei sussidi in sé, quanto la loro permanenza senza riforme strutturali. In momenti di crisi internazionale o forte inflazione, gli aiuti possono essere necessari. Il problema nasce quando diventano permanenti e politicamente intoccabili.

C’è poi un altro aspetto: i sussidi generalizzati finiscono spesso per favorire anche fasce della popolazione che non ne avrebbero realmente bisogno. Per questo alcuni economisti propongono un sistema più selettivo, concentrato soltanto sulle famiglie vulnerabili, riducendo gli sprechi e alleggerendo il peso sul bilancio statale.

La Repubblica Dominicana continua a registrare crescita economica e forte sviluppo turistico, ma il debito pubblico e la pressione sulla spesa rimangono elementi da monitorare con attenzione. Se il paese vuole mantenere stabilità economica e fiducia degli investitori, dovrà trovare un equilibrio tra protezione sociale e sostenibilità finanziaria.

Per molti osservatori, la domanda centrale non è se aiutare la popolazione, ma fino a che punto uno Stato può continuare a spendere miliardi in sussidi senza compromettere il proprio futuro economico.




Repubblica Dominicana, è iniziata la settimana della Madre: domenica la grande festa

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In tutte le città dominicane si respira già un clima speciale: negozi decorati, promozioni commerciali, eventi familiari, concerti e iniziative dedicate alle madri animano le strade da Santo Domingo fino alle località turistiche della costa nord.

Per i dominicani, la Festa della Madre rappresenta una delle ricorrenze più importanti dal punto di vista affettivo e familiare. Tradizionalmente si celebra l’ultima domenica di maggio e coinvolge intere famiglie, spesso riunite per pranzi, regali e celebrazioni religiose.

Anche nelle comunità italiane residenti nella Repubblica Dominicana la ricorrenza viene vissuta con partecipazione, soprattutto nelle località dove vivono molti pensionati e famiglie italiane, come Las Terrenas, Sosúa, Cabarete e Santo Domingo.

Durante questa settimana, i centri commerciali registrano un forte aumento delle vendite di fiori, profumi, gioielli e prodotti per la casa, mentre ristoranti e locali preparano offerte speciali per il fine settimana.

La grande celebrazione culminerà domenica, quando milioni di famiglie dominicane renderanno omaggio alle madri con feste, incontri familiari e momenti di condivisione che fanno parte della tradizione culturale del Paese.




Repubblica Dominicana, il fisco punta a tassare Netflix, Uber e le piattaforme digitali

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6a0e60a728e46La Direzione Generale delle Imposte Interne della Repubblica Dominicana (DGII) sta preparando un nuovo meccanismo fiscale per applicare l’ITBIS — l’equivalente dell’IVA — ai servizi digitali internazionali utilizzati nel Paese. La misura riguarderebbe piattaforme come Netflix, Spotify, Uber, Airbnb, Amazon Prime, Disney+ e altri servizi online consumati quotidianamente da migliaia di dominicani.

Secondo quanto spiegato dal direttore della DGII, Luis Valdez Veras, l’obiettivo è creare un sistema moderno che permetta allo Stato di riscuotere le imposte sulle transazioni digitali effettuate nel territorio nazionale, anche quando le aziende fornitrici hanno sede all’estero.

Le autorità fiscali sostengono che il consumo digitale è cresciuto enormemente negli ultimi anni e che molti servizi online operano nel mercato dominicano senza versare tasse locali. La DGII ritiene quindi necessario “aggiornare” il sistema tributario per adattarlo all’economia digitale, seguendo esempi già adottati in altri Paesi dell’America Latina e dell’Europa.

Al momento non sono stati ancora annunciati né la percentuale definitiva dell’imposta né la data ufficiale di entrata in vigore del nuovo schema fiscale. Tuttavia, secondo gli esperti economici, il costo finale potrebbe ricadere direttamente sui consumatori attraverso aumenti negli abbonamenti o nelle tariffe dei servizi digitali.

La proposta sta già suscitando discussioni nel Paese. Da una parte, il governo sostiene che si tratti di una misura di equità fiscale; dall’altra, molti utenti temono un ulteriore aumento del costo della vita in una fase economica già delicata per numerose famiglie dominicane.

La DGII ha precisato che il progetto è ancora in fase di definizione tecnica e che saranno necessari accordi con le piattaforme digitali e con gli intermediari di pagamento per poter applicare efficacemente il nuovo sistema di riscossione.




Repubblica Dominicana. BHD rassicura i clienti dopo la maxi frode da 200 milioni di pesos

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68d7265fbc987La banca dominicana Banco BHD ha confermato di essere stata colpita da una frode interna di circa 200 milioni di pesos dominicani, ma ha assicurato che i depositi e i fondi dei clienti non sono stati compromessi.

Secondo quanto riferito dall’istituto bancario, il caso è già sotto indagine da parte delle autorità competenti e la banca sta collaborando con il Ministero Pubblico e con la Polizia Nazionale per chiarire completamente quanto accaduto. BHD ha inoltre evidenziato che i sistemi di sicurezza e controllo hanno permesso di individuare rapidamente le irregolarità.

Le informazioni preliminari indicano che il presunto schema fraudolento sarebbe stato realizzato attraverso operazioni irregolari effettuate da personale legato all’istituzione finanziaria. Alcuni ex dipendenti risultano ora ricercati dagli investigatori.

In un comunicato ufficiale, la banca ha ribadito che la situazione non mette in pericolo la stabilità dell’istituto né il denaro depositato dai correntisti, sottolineando che tutte le operazioni dei clienti continuano a svolgersi normalmente.

Il caso ha suscitato grande attenzione nella Repubblica Dominicana, anche per l’entità della somma coinvolta, mentre proseguono le indagini per individuare tutti i responsabili e recuperare il denaro sottratto.

foto Listin Diario