Il sussidio elettrico, il pozzo nero che inghiotte miliardi nella Repubblica Dominicana

Mentre milioni di dominicani continuano a lamentarsi per blackout, bollette elevate e un servizio spesso inefficiente, lo Stato continua a riversare quantità gigantesche di denaro pubblico nel sistema elettrico nazionale. E il conto cresce sempre di più.
Secondo dati ufficiali pubblicati in questi giorni, il #sussidio elettrico destinato alle imprese distributrici statali si avvicina ormai ai 50 miliardi di pesos dominicani soltanto nei primi mesi del 2026.
Una cifra impressionante: tra gennaio e i primi giorni di maggio, il Governo ha già trasferito oltre 48 miliardi di pesos alle tre EDE — Edeeste, Edenorte ed Edesur — per coprire le perdite del sistema elettrico. Rispetto allo stesso periodo del 2025, l’aumento supera il 29%.
Per capire la dimensione del problema basta un confronto: lo Stato ha quasi speso la stessa quantità di denaro destinata all’istruzione primaria, secondaria e prescolare dell’intero Paese nello stesso periodo.
Dietro questo enorme “pozzo nero” finanziario ci sono anni di inefficienze, perdite tecniche, furti di energia, mancati pagamenti e una gestione che continua a generare deficit giganteschi. Secondo i dati del Ministero dell’Energia e Miniere, le perdite delle distribuidrici hanno ormai raggiunto quasi il 39% dell’energia immessa nella rete.
In pratica, una parte enorme dell’elettricità prodotta o importata non viene mai pagata. E alla fine è lo Stato — quindi i contribuenti — a coprire il buco.
Gli economisti avvertono che questo livello di sussidi rappresenta un peso sempre più difficile da sostenere per le finanze pubbliche dominicane, soprattutto in un momento di rallentamento economico internazionale e aumento dei costi energetici.
E il problema potrebbe peggiorare. Nel bilancio nazionale per il 2026 erano previsti circa 92 miliardi di pesos di trasferimenti alle EDE, ma molti analisti ritengono che la cifra finale potrebbe superare abbondantemente le previsioni, come già avvenuto nel 2025.
Nel frattempo, la popolazione continua a chiedersi perché, nonostante miliardi e miliardi di pesos spesi ogni anno, i blackout e i problemi del sistema elettrico sembrino non finire mai.

Las Terrenas — C’è un nome che la comunità italiana di Las Terrenas porta nel cuore: 
La Dirección General de Migración della 


Il governo dominicano accelera sulla riforma della Legge 87-01 sulla sicurezza sociale, con l’obiettivo di garantire pensioni più stabili e una maggiore protezione sanitaria per i lavoratori del Paese. Secondo il sovrintendente alle pensioni Francisco Torres, il nuovo progetto punta a trasformare l’attuale sistema in un modello più solido e sostenibile nel tempo.
Un cittadino italiano di 53 anni, Loris Di Castri, è morto nel carcere di Najayo Hombres, nella provincia dominicana di San Cristóbal, dove si trovava detenuto in attesa di estradizione verso l’Italia per accuse legate al narcotraffico.
Dal 15 al 17 maggio la Repubblica Dominicana celebrerà la nuova edizione della “Noche Larga de Museos”, uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’anno. Musei statali, centri storici e spazi culturali apriranno gratuitamente le loro porte al pubblico con visite guidate, mostre, concerti, attività interattive ed eventi per tutta la famiglia.
Le recenti tensioni internazionali, in particolare il conflitto in Medio Oriente, stanno influenzando in modo significativo il mercato globale del petrolio, con ripercussioni dirette anche sulla Repubblica Dominicana.
Questa instabilità ha avuto effetti immediati anche sull’economia dominicana, fortemente dipendente dalle importazioni di combustibili. In meno di un mese, i principali carburanti hanno subito aumenti fino a 24 e 22 pesos dominicani, incidendo direttamente sui costi di trasporto e sulla vita quotidiana.
Per contenere l’impatto, il governo è intervenuto con sussidi significativi, superando i 1.153 milioni di pesos, con l’obiettivo di evitare rincari ancora più pesanti per la popolazione. Tuttavia, la situazione resta fragile e legata all’evoluzione dello scenario internazionale.
Nella Repubblica Dominicana non servono uragani o tempeste eccezionali: basta un acquazzone di un paio d’ore perché la situazione sfugga di mano. Le strade si trasformano in fiumi, le campagne diventano impraticabili, ma il dato più grave è un altro: l’acqua entra nelle case.
Per decenni, molti italiani in Repubblica Dominicana hanno regolarizzato la propria posizione lavorativa o ottenuto il rinnovo del permesso temporaneo grazie a una semplice “Declaración Jurada” (dichiarazione giurata) di entrate. Era la scappatoia legale per chi gestiva piccoli business, consulenze o lavori informali. Ma da questo mese di aprile 2026, le regole del gioco sono cambiate radicalmente.