Bosnia, tragedia per l’Italia: quattro militari morti nello schianto di un elicottero, undici feriti

rescate entre los restos del helicóptero

Le vittime sono due sergenti dell’Aviazione dell’Esercito e due appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. Il velivolo era impegnato nella missione europea EUFOR Althea. Aperta un’indagine per chiarire le cause dell’incidente.

rescate entre los restos del helicóptero

Quattro italiani hanno perso la vita in un grave incidente aereo avvenuto nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre nel nord-est della Bosnia-Erzegovina. Un elicottero militare CH-47 Chinook dell’Esercito italiano, impegnato nella missione europea EUFOR Althea, è precipitato nella zona di Gorice, nel distretto di Brčko. A bordo si trovavano quindici persone: quattro sono morte e undici sono rimaste ferite.

Le vittime sono il sergente Simone Ruggia e il sergente Claudio Marchesi, entrambi appartenenti all’Aviazione dell’Esercito, e il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci, del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. I loro nomi sono stati comunicati dal ministro della Difesa Guido Crosetto dopo che le famiglie erano state informate.

Ruggia e Marchesi prestavano servizio presso il primo reggimento Aviazione dell’Esercito «Antares» di Viterbo, reparto specializzato nell’attività con gli elicotteri e nella formazione del personale. Zecchillo era un medico, mentre Procacci svolgeva il ruolo di infermiera: entrambi erano impegnati nelle attività sanitarie e di soccorso della missione.

La morte di Laura Procacci, giovane sergente originaria di Andria, ha suscitato particolare commozione. Aveva 24 anni e quella in Bosnia era la sua prima missione internazionale. Si era trasferita a Roma per studiare Medicina e aveva affiancato al percorso universitario l’impegno nella Croce Rossa, entrando nel Corpo Militare Volontario.

Undici feriti, nessuno in pericolo di vita

Le altre undici persone che si trovavano a bordo sono rimaste ferite e sono state trasferite negli ospedali di Brčko e Tuzla. Secondo le informazioni diffuse dal Ministero della Difesa, nessuna di loro sarebbe in pericolo di vita.

L’Italia ha disposto l’invio di personale sanitario militare per assistere i feriti e seguire da vicino la loro situazione clinica. Il ministro Guido Crosetto ha annunciato il proprio viaggio in Bosnia insieme al capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, e a una squadra di specialisti sanitari, per incontrare i militari coinvolti e il personale italiano presente nella missione.

Le cause dello schianto ancora da chiarire

Il velivolo precipitato è un CH-47 Chinook, un grande elicottero da trasporto militare caratterizzato dalla presenza di due rotori. Secondo le prime informazioni, stava svolgendo un’attività di addestramento e volava a bassa quota quando si è verificato l’incidente.

Le testimonianze e le prime ricostruzioni riferiscono di una perdita di controllo prima dell’impatto con il terreno. Tra le ipotesi circolate è stata indicata anche la possibilità di un contatto con cavi dell’alta tensione, ma al momento non esiste una ricostruzione ufficiale definitiva. EUFOR ha avviato un’indagine approfondita per stabilire la dinamica e le responsabilità dell’accaduto.

Che cos’è la missione EUFOR Althea

L’elicottero era impiegato nell’ambito di EUFOR Althea, la missione militare dell’Unione europea in Bosnia-Erzegovina, avviata nel 2004 dopo la conclusione della precedente operazione della NATO. Il suo compito è contribuire al mantenimento di un ambiente sicuro e stabile nel Paese e sostenere l’attuazione degli accordi di pace di Dayton, che nel 1995 posero fine alla guerra bosniaca.

La missione coinvolge militari di diversi Paesi europei e l’Italia rappresenta uno dei principali contributori, con un contingente di circa 300 uomini e donne. Il loro lavoro comprende attività di sorveglianza, addestramento e sostegno alle autorità locali.

Il cordoglio delle istituzioni

La notizia ha provocato una profonda reazione in Italia. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso la propria commozione e vicinanza alle famiglie delle vittime. Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha manifestato il cordoglio del Governo, rivolgendo il pensiero ai caduti, ai loro familiari e a tutti coloro che operano nella missione per la pace e la stabilità della regione.

Il ministro Crosetto ha parlato di un dolore immenso, sottolineando la riconoscenza dell’intero Paese verso chi ha perso la vita servendo l’Italia.

Quattro persone, quattro storie professionali e umane diverse, unite dall’impegno al servizio del Paese e della sicurezza internazionale. Una tragedia che colpisce non soltanto le Forze armate e la Croce Rossa, ma l’intera comunità nazionale.