Brasile, minerali e gemme: la ricerca italiana c’è ed è strategica

Si è svolto stamani il seminario ‘Il Contributo Italiano alle Scienze della Terra in Brasile’ in occasione della Giornata della ricerca italiana nel mondo, svoltasi il 15 di questo mese e promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Ricercatori italiani e brasiliani hanno illustrato il contenuto della loro ricerca sull’argomento, mettendo in evidenza il potenziale della collaborazione bilaterale tra studiosi, enti di ricerca e aziende di entrambi i paesi e il contributo italiano all’approfondimento della conoscenza delle scienze della terra in Brasile, il paese con la ricchezza e varietà geologica maggiore dell’intero continente sudamericano.
Nei loro interventi, i ricercatori hanno messo in evidenza il potenziale brasiliano in diversi settori della geologia. Una delle aree di maggiore interesse è stata quella mineraria, sia per quanto riguarda le pietre preziose che la loro qualità, come evidenziato dal ricercatore Francesco Narduzzi, che ha presentato il panel ‘Una panoramica delle ricchezze geologiche dello stato del Minas Gerais’.
Oltre a ciò, è stato messo in luce anche il potenziale delle riserve minerarie brasiliane a scopi industriali, come evidenziato dal ricercatore Andrea Dini, che ha citato il caso del litio, minerale strategicamente importante per l’industria tecnologica e che ha in Brasile l’8% delle riserve mondiali.
La conferenza è stata anche occasione per sollevare il tema del cambiamento climatico e delle sue ripercussioni sulle correnti nell’Atlantico meridionale e in che modo le riserve minerarie e gemmologiche siano strategiche per la transizione ecologica del Paese sudamericano.
L’evento, presentato a Brasilia dall’Ambasciatore italiano Francesco Azzarello e moderato dal Fabio Naro, addetto scientifico dell’Ufficio diplomatico, si è svolto anche in modalità virtuale ed è stato organizzato in collaborazione con l’Associazione Ricercatori Italiani in Brasile.
ag DIRE – www.dire.it