C’erano una volta… gli “spaghetti western”

Pensavamo che erano stati girati in chissà quale località semi deserta degli Stati Uniti o in un set di Hollywood creato allo scopo. Invece gli “spaghetti western” erano caserecci, girati a Cinecittà e in altre località del vicino Lazio, o in Andalusia. Fu sufficiente trovare una “faccia” da pistolero americano, quella di Clint Eastwood, altri attori made in USA cui mescolarne di casa nostra, avere un grande regista come Sergio Leone, le bellissime colonne sonore di Ennio Morricone, dei copioni dove le pistolettate abbondavano, ed ecco la chiave del successo di quel genere tutto italiano che grande successo ha avuto negli Anni Sessanta: Per un pugno di dollari (1964), Per qualche dollaro in più (1965) e infine Il buono, il brutto, il cattivo (1966) che ebbe un budget significativo per quell’epoca: un milione di dollari.
Visto il grande successo internazionale di quelle produzioni, che vediamo ancora oggi a distanza di quasi sessant’anni con grande piacere, Leone girò “C’era una volta il West” che raccontava quella epopea cui tutti abbiamo fantasticato.
In seguito il successo di quel genere che aveva affascinato la cinematografia internazionale e gli spettatori e in cui si erano cimentati, dopo Leone, altri registi e attori, diminuì. Solo negli anni Ottanta e Novanta ebbe di nuovo qualche sussulto, soprattutto con il regista americano Quentin Tarantino.