Cile: nasce la Associazione Ricercatori e Accademici Italiani

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Con la presenza dei Sottosegretari alla Scienza e Tecnologia, Carolina Gainza, e ai Beni Culturali, María Paulina Soto, è stata costituita l’Associazione Ricercatori e Accademici Italiani in Cile (ARSIC),

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Motivati ​​a creare “un legame più stretto tra scienza, tecnologia e cultura” tra i due Paesi, cinquanta ricercatori e personalità della cultura e del mondo accademico si sono incontrati presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura, diretto da Cristina di Giorgio.
Il sottosegretario Gainza, spiegando “La strategia di sviluppo scientifico in Cile”, ha affermato che l’obiettivo del governo del presidente del Fronte, Gabriel Boric, è “mettere la ricerca che si fa nel Paese al servizio della persone” e “per questo è necessario rafforzare le scienze”.
Ha aggiunto che è necessario “avanzare verso un nuovo modello di sviluppo, che non si riduca a mera crescita economica, ma incorpori ecologia, sostenibilità, ricerca”.
A sua volta, il sottosegretario Soto ha sottolineato l’importanza del patrimonio immateriale e collettivo e ha fatto riferimento all’importanza di “desmonumentalizzare” sottolineando che il patrimonio non si riduce agli edifici.
L’astronomo Ivo Saviane, eletto primo presidente dell’ARSIC, ha indicato gli obiettivi e gli statuti che avrà la neonata Associazione.
L’addetto scientifico italiano in Cile, Massimo Turatto, ha affrontato il rapporto scientifico tra i due Paesi e ha spiegato come funziona il sistema Ricerca e Sviluppo in Italia con 91 università, istituti di ricerca pubblici e aziende private.
Ha anche fatto riferimento al declino dei ricercatori, alla “fuga di cervelli” dei giovani e all’invecchiamento in quest’area.
Al termine della cerimonia, l’ambasciatore italiano in Cile, Mauro Battocchi, ha spiegato all’ANSA che “l’attuale diplomazia ha la sua nuova frontiera nella conoscenza e scienza e tecnologia fanno parte di questa frontiera come nuovo modo di sviluppare le relazioni internazionali. Cile It è in una fase molto interessante in cui il Paese vuole cambiare la propria matrice produttiva e conoscitiva, quindi penso che sia una fase in cui la collaborazione con l’Italia, il sistema di conoscenza italiano, può essere fondamentale per entrambi i Paesi”.
Ha ricordato il progetto biotecnologico di alta qualità in costruzione in Cile, dove “saranno realizzati prodotti tecnologici e vaccini all’avanguardia con tecnologia italiana, ma con la formazione di capitale umano cileno, che sarà formato a Roma. È un “win win” in cui l’Italia esporta la propria tecnologia e il Cile cresce e sviluppa la propria capacità produttiva manifatturiera”.
Ha sottolineato che questa nuova rete di scienziati ha un potenziale molto alto, “abbiamo già 150 persone che conosciamo dalla rete di scienziati, ma Massimo (Turatto) sta contando che probabilmente è il doppio e di più, perché sono nelle regioni. Creando la rete si creeranno tante sinergie, tante possibilità di cooperazione, conoscenza e sviluppo. È un primo passo, ma sono sicuro che continueremo a dargli nuovi contenuti con enormi potenzialità”.
Interrogato sull’importanza che l’Italia attribuisce al Cile per aver nominato un addetto scientifico, il diplomatico ha affermato che “la qualità delle università e della ricerca in Cile è molto buona, quindi per me personalmente era fondamentale avere una persona che potesse e possa ora lavorare giorno per giorno in quest’area della cooperazione scientifica e tecnologica. Il Paese se lo merita”.
Inoltre, ha affermato, “il paese ha un territorio incredibile per tutti i tipi di studi, astronomia, vulcanologia, sismologia, Antartide, quindi dobbiamo approfittarne”.
Riguardo al messaggio che il suo Paese vuole trasmettere con questo incontro tra scienza e cultura, Battocchi ha sottolineato che “l’Italia esporta prima la cultura, l’Italia è un Paese fondato su un forte senso dell’umanesimo e una forte presenza culturale artistica nella vita del Paese. Per per noi è naturale esportarlo e la scienza fa parte di questa costellazione, di questa galassia di conoscenza, così come la collaborazione, per noi è fondamentale Abbiamo una rete di 50 addetti scientifici, è naturale che ne abbiamo uno in Cile e di lavorare per sviluppare questo tipo di collaborazione”, ha aggiunto. (ANSA).