Cisgiordania, svolta per i cinque attivisti italiani fermati: quattro saranno espulsi, il quinto resta in Israele

solidaridad ante el puesto de control

La Farnesina annuncia una soluzione per quattro connazionali, che dovrebbero rientrare in Italia già domenica mattina. Il quinto ha scelto di attendere la decisione di un magistrato israeliano. Tutti sono in buone condizioni e hanno ricevuto assistenza legale e consolare.

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Si avvia verso una soluzione la vicenda dei cinque attivisti italiani fermati in Cisgiordania mentre partecipavano alla campagna palestinese per la raccolta delle olive. Secondo quanto comunicato oggi, 31 ottobre, dal Ministero degli Affari Esteri, quattro dei cinque connazionali saranno espulsi da Israele attraverso una procedura amministrativa immediata e dovrebbero partire per l’Italia già domani mattina, domenica 1° novembre.

Diversa la decisione del quinto attivista, che ha scelto di seguire la procedura giudiziaria israeliana. Per lui sarà quindi necessario attendere che un magistrato emetta il provvedimento di espulsione.

La notizia rappresenta un aggiornamento importante rispetto alla giornata di giovedì, quando la Farnesina aveva chiesto il rilascio immediato dei cinque italiani, fermati nei pressi del villaggio di Al Lubban al-Gharbiyye mentre si trovavano insieme ad agricoltori palestinesi impegnati nella raccolta delle olive.

L’assistenza dell’ambasciata italiana

L’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv e il Consolato Generale a Gerusalemme hanno seguito costantemente il caso, lavorando in stretto raccordo con gli avvocati degli attivisti e con le autorità israeliane.

Il Ministero degli Esteri ha precisato che tutti e cinque i connazionali si trovano in buone condizioni e che durante il fermo hanno sempre potuto contare sull’assistenza dei propri legali, con il supporto delle autorità consolari italiane.

La soluzione amministrativa concordata per quattro di loro consentirà dunque un rientro rapido in Italia, mentre per il quinto la conclusione della vicenda dipenderà dai tempi della procedura giudiziaria.

La raccolta delle olive e i volontari internazionali

I cinque italiani erano stati fermati mentre partecipavano alla campagna di solidarietà con i contadini palestinesi impegnati nella raccolta delle olive, un’attività agricola fondamentale per molte famiglie della Cisgiordania.

Durante questa stagione, volontari e attivisti internazionali raggiungono diverse località della regione per affiancare gli agricoltori e documentare le condizioni in cui si svolge il lavoro nei campi.

La vicenda ha richiesto un intervento diplomatico immediato da parte dell’Italia. Dopo la richiesta iniziale di chiarimenti e di rilascio, l’aggiornamento della Farnesina indica ora una via d’uscita per quattro dei cinque connazionali.

Resta da completare la procedura per il quinto attivista, mentre Roma continua a seguire il caso attraverso la propria rete diplomatica e consolare.