Cittadinanza italiana, nasce alla Farnesina il nuovo Servizio per chi vive all’estero

Cambia la gestione delle pratiche per il riconoscimento della cittadinanza italiana per gli adulti residenti all’estero. Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi, 16 settembre, l’istituzione presso la Farnesina del “Servizio per la cittadinanza”, una nuova Direzione Generale alla quale saranno trasferiti i procedimenti oggi gestiti dalla rete diplomatico-consolare.
La novità riguarda in particolare le domande di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis presentate da persone maggiorenni residenti fuori dall’Italia.

Le pratiche saranno centralizzate
L’obiettivo dichiarato dal Ministero degli Affari Esteri è quello di rendere la gestione delle domande più uniforme e controllabile, anche per rafforzare la prevenzione delle irregolarità.
La nuova struttura non nasce quindi come un semplice ufficio aggiuntivo: rappresenta un cambiamento nell’organizzazione delle procedure per la cittadinanza degli italiani e dei discendenti di italiani residenti all’estero.
La centralizzazione era già stata prevista dalla legge 19 gennaio 2026, n. 11, approvata nei mesi scorsi. La normativa stabilisce che le domande degli adulti residenti all’estero vengano presentate a un ufficio dirigenziale generale presso l’amministrazione centrale del Ministero degli Esteri, mentre restano ferme le competenze dell’autorità giudiziaria e dei sindaci nei casi previsti dalla legge.
Cosa cambia per chi vive all’estero
Per milioni di italiani e discendenti di italiani residenti fuori dal Paese, il cambiamento riguarda soprattutto chi gestirà le nuove richieste di riconoscimento della cittadinanza.
Non significa però che da domani tutte le pratiche già presentate ai consolati verranno trasferite automaticamente alla Farnesina. La riorganizzazione dovrà essere accompagnata dalle disposizioni operative necessarie alla piena entrata in funzione della nuova struttura.
La legge approvata a gennaio prevede infatti una fase di preparazione organizzativa. Secondo la documentazione parlamentare, la nuova struttura dovrà diventare pienamente operativa a partire dal 2028.
Un cambiamento legato alla riforma della cittadinanza
La nascita del nuovo Servizio arriva dopo le modifiche introdotte nel 2025 e nel 2026 sulla cittadinanza italiana.
Per le domande di riconoscimento presentate dal 1° gennaio 2026, il termine previsto per la definizione del procedimento è di 36 mesi.
Il nuovo sistema punta quindi a separare maggiormente la gestione delle pratiche di cittadinanza dalle altre attività svolte quotidianamente dai consolati.
Per la rete consolare questo dovrebbe consentire di concentrare maggiormente le proprie risorse sugli altri servizi destinati ai cittadini italiani residenti all’estero.
Non solo cittadinanza: cambia l’organizzazione della Farnesina
Nella stessa riunione il Consiglio dei ministri ha approvato anche il “Codice delle Relazioni Internazionali”, destinato a raccogliere e coordinare in un unico testo le norme relative alle competenze del Ministero degli Esteri.
Secondo la Farnesina, le due misure fanno parte di un più ampio progetto di razionalizzazione e semplificazione dell’attività amministrativa del Ministero. L’obiettivo dichiarato è ottenere procedure più chiare e uniformi e permettere alla rete diplomatico-consolare di concentrarsi maggiormente sui servizi rivolti ai cittadini e alle imprese italiane all’estero.
Una novità da seguire da vicino
Per chi vive all’estero, il punto centrale sarà ora capire come funzionerà concretamente il nuovo Servizio: modalità di presentazione delle domande, documentazione richiesta, tempi di lavorazione e rapporti con consolati e uffici comunali.
La riforma è stata concepita per centralizzare la gestione delle nuove domande, ma la sua applicazione richiederà ancora una fase organizzativa.
Per gli italiani all’estero e per le numerose comunità di discendenti che negli ultimi anni hanno presentato richieste di riconoscimento, sarà quindi importante seguire le prossime indicazioni della Farnesina.