Conclusi i lavori del Comitato di Presidenza del Cgie

Si sono conclusi alla Farnesina i lavori del Comitato di Presidenza del Cgie. I risultati di questa settimana, ricca di incontri e di impegni, sono stati illustrati alla stampa dalla Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi e dagli altri componenti del Comitato di Presidenza. “Il tema degli italiani all’estero – ha esordito Prodi – non può essere confinato, abbiamo bisogno che tutto il Paese riesca a comprendere, sia la necessità di mantenere un rapporto con le comunità all’estero, con i dovuti investimenti, sia la miniera d’oro che sono italiani all’estero, una realtà disponibile ad aiutare la crescita del nostro paese”. “In questa settimana – ha proseguito la Segretaria Generale – ci siamo concentrati sugli incontri con le Commissioni in Parlamento, ma abbiamo anche firmato un accordo interistituzionale con il CNEL e scritto a tutte le regioni, per intrattenere un rapporto più ordinario. Stiamo cioè facendo un lavoro sistematico per fare in modo che lo sguardo verso gli italiani all’estero cambi grazie al nostro lavoro di rappresentanza, in fondo è questo che ci viene chiesto”. Prodi ha poi rilevato come il Cgie stia lavorando su specifiche tematiche: promozione della lingua e cultura, insegnamento della storia dell’emigrazione e riforma del Consiglio Generale. Un punto, quest’ultimo, su cui si tornerà a dicembre anche in considerazione del fatto che il 2026 sarà l’anno che festeggerà i quarant’anni dall’insediamento dei Comites, ricordando quanto è stato ottenuto negli anni passati, come ad esempio la creazione dello stesso Cgie e della circoscrizione Estero. “Abbiamo avuto in questi giorni la conferma – ha poi aggiunto la Segretaria Generale – che gli italiani all’estero iscritti all’AIRE sono ad oggi 7 milioni 300mila, è un dato impressionante e soprattutto per la velocità con cui questo numero aumenta. Noi siamo convinti che di fronte a queste cifre l’unica risposta possibile sia un lavoro congiunto con le istituzioni, al fronte a tutte le problematiche che questa realtà comporta”. Prodi ha poi ricordato sia l’accordo siglato con il Cnel, che darà al Cgie strumenti nuovi, sia la necessità convocare la Conferenza Stato, Regioni, Province autonome e Cgie, che ha una programmazione triennale, nonché l’esigenza di fornire al Consiglio Generale risorse adeguate per il suo funzionamento dettato dalla legge istitutiva. La Segretaria Generale ha anche rilevato che il Cgie parteciperà al lavoro portato avanti dalla Farnesina per la nascita di una comunità sull’italofonia, in quanto “non ci può essere una comunità dell’italofonia senza le comunità degli italiani all’estero” “Nei prossimi mesi – ha sottolineato Prodi – continueremo ad insistere per avere attenzione sulle modifiche della legge sulla cittadinanza, la più urgente è ovviamente la richiesta di proroga sui termini della prescrizione dei minori, termine che per ora è definito al 31 maggio del 2026”. Dopo aver ricordato l’importanza dei pareri obbligatori ma non vincolanti espressi dal Cgie, la Segretaria Generale ha sottolineato come, mentre l’Europa vede nella nostra forma di rappresentanza uno strumento innovativo di contatto con le diaspore, “si stia lavorando per celebrare i settant’anni di Marcinelle, la tragedia dell’8 agosto del 2026, non solo come l’immagine della sacrificio italiano nel mondo, ma anche come luogo che ha dato l’impulso alla nascita dell’Unione Europea attraverso il lavoro”.
Ha poi preso la parola la Vice Segretaria Generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei Silvana Mangione che ha sottolineato la necessità di portare avanti adeguati investimenti per la promozione dell’italofonia, sottolineando come in Paesi di lingua non romanza i figli della nuova emigrazione ,quando giungono all’asilo o alla scuola, si allontanino dall’italiano, preferendo la lingua locale. “Per quanto riguarda gli Stati Uniti una delle cose che ci preoccupano – ha poi rilevato Mangione – sono l’applicazione dei dazi e la delocalizzazione delle imprese italiane, perché questa potrebbe portare a delle conseguenze e cioè che venga considerato come prodotto Made in italy, qualcosa che in realtà sia prodotto altrove, laddove le maestranze siano totalmente locali. Quindi ci si troverebbe di fronte ad una imperfezione nel portare avanti lo stile inconfondibile della produzione italiana”. Segnalata dalla Vice Segretaria Generale anche la totale mancanza di presenza nella rappresentanza sia dell’Africa, sia dell’Asia, un continente, quest’ultimo, dove stanno crescendo micro comunità italiane. A seguire è intervenuto il Vice Segretario per l’Europa e l’Africa del Nord Giuseppe Stabile che si è soffermato sull’esigenza di potenziare le politiche economiche e fiscali miranti al rientro dei nostri connazionali in patria. Per Stabile bisogna far sapere agli italiani all’estero che sono state emanate dall’Italia varie misure specifiche per favorire il rientro in Italia. “ Il problema – ha spiegato Stabile – è che fino ad oggi non c’è stato un interlocutore unico che raccogliesse tutte quelle misure poste in essere dalle varie articolazioni dello Stato. Vi sono i comuni, le regioni, i vari ministeri interessati e così le varie iniziative si disperdono. Noi abbiano pensato di raccogliere tutte queste misure e di renderle conoscibili in maniera capillare anche all’estero”. In partica un’iniziativa informativa che coinvolga le componenti del nostro sistema Paese nel mondo, come i consolati , le ambasciate, le camere di commercio, le associazioni e i Comites. Stabile ha anche precisato che tutte le proposte volte a migliorare il sistema delle politiche economiche e fiscali atte a incentivare il rientro sono a costo zero.
Da segnalare anche l’intervento del componente del CdP per l’Europa e l’Africa del Nord Tommaso Conte che ha rilevato come il decreto legge approvato quest’anno vada ad incidere negativamente sulla possibilità di trasmettere la cittadinanza da parte dei possessori di doppia cittadinanza. Una fattispecie che in Europa è molto diffusa. Conte ha inoltre rilevato le difficoltà incontrate dagli Enti Gestori che in Germania si stanno riducendo di numero. Alla luce di ciò per il consigliere si corre il rischio che rimangano senza corsi di lingua italiana aree dove la presenza delle comunità italiane è ancora numerosa e dinamica, con molti nuovi arrivi ogni anno. Anche il Vice Segretario Generale per l’America Latina Mariano Gazzola ha parlato del problema della doppia cittadinanza, sottolineando come con la nuova legge sulla cittadinanza rischi di aumentare ulteriormente l’uso delle vie legali. Gazzola ha anche rilevato come dal decreto flussi siano esclusi oriundi italiani provenienti da alcuni paesi. Una interpretazione che, per Gazzola, andrebbe ampliata aumentando il numero dei paesi di provenienza. Dal canto suo il Vice Segretario Generale di Nomina governativa Gianluca Lodetti ha sottolineato come grazie all’accordo con il Cnel, un ente molto propositivo in campo normativo, il Consiglio Generale voglia sviluppare anche propria la possibilità di proposta legislativa verso il Governo. “Vi sono vari ambiti – ha poi spiegato Lodetti – nei quali abbiamo ritenuto importante lavorare con il Cnel. Il primo è quello della crescita economica del sistema paese, quindi la valorizzazione del contributo delle collettività all’estero, ma vi è anche il problema della tutela dei lavoratori italiani all’estero, le politiche di rientro e di incentivazione. Vi è poi la politica studentesca e universitaria con la necessita a creare quella mobilità circolare che facciamo difficoltà a portare avanti, nonché la diffusione della lingua italiana, la ricerca scientifica e l’innovazione, con la valorizzazione dei ricercatori italiani all’estero. Infine la partecipazione e l’associazionismo all’estero”. Lodetti ha anche evidenziato l’esigenza di una informazione strutturata e sistematica per gli italiani all’estero, ad esempio sulla cittadinanza e gli incentivo di rientro. “L’insegnamento della storia dell’emigrazione – ha infine rilevato Lodetti – non ha solo un intento educativo per identificare il percorso dell’emigrazione italiana, ma ha anche quello di insegnare ai nostri figli quello che è stato il percorso migratorio, affinché loro abbiano gli strumenti per comprendere i processi migratori del mondo e sentire vicina una diaspora che fino ad oggi è stata vista come lontana”. A seguire l’intervento di Walter Petruziello, componente del CdP per l’America Latina, che ha evidenziato il costante lavoro svolto dal Comitato di Presidenza sulla questione della nuova legge di cittadinanza e la necessità di una proroga per il termine di registrazione dei minori all’estero nati prima dell’entrata in vigore di questa norma. A infine preso la parola il componente di nomina governativa del CdP Ricardo Merlo che ha criticato la nuova legge sulla cittadinanza, auspicando un cambiamento della norma, anche alla luce del prossimo pronunciamento della Corte Costituzionale.(G.M.- Inform)