Crisi del carburante, l’Ue avverte le compagnie: voli cancellati da rimborsare

La crisi del carburante per aerei continua a preoccupare il settore del trasporto aereo europeo, ma Bruxelles chiarisce un punto fondamentale: le compagnie che cancelleranno voli a causa dell’aumento dei costi del jet fuel dovranno comunque rimborsare i passeggeri. A ribadirlo è stato il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, spiegando che il caro carburante non può essere considerato una “circostanza eccezionale” sufficiente per evitare gli obblighi verso i viaggiatori.
La situazione nasce dalle tensioni internazionali in Medio Oriente e dalle difficoltà di approvvigionamento legate allo Stretto di Hormuz, da cui transita una parte importante del carburante utilizzato in Europa. Negli ultimi mesi diversi aeroporti europei hanno segnalato limitazioni nelle forniture di jet fuel, aumentando il timore di cancellazioni e ritardi durante la stagione estiva.
Secondo le regole europee, in caso di cancellazione il passeggero mantiene sempre il diritto al rimborso del biglietto oppure a un volo alternativo. Diverso invece il discorso relativo all’indennizzo economico aggiuntivo, che può arrivare fino a 600 euro: questo potrebbe non essere riconosciuto se la cancellazione dipende da una reale carenza di carburante considerata circostanza straordinaria.
Bruxelles sta preparando nuove linee guida per affrontare eventuali emergenze nel settore aereo e monitorare le riserve europee di carburante. Intanto la Commissione europea ha anche avvertito le compagnie che non sarà possibile aumentare retroattivamente il prezzo dei biglietti già acquistati per compensare il rincaro del cherosene.