Messico. Apre oggi la mostra sull’Italia preromana

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invitoformeecoloriNell’ambito del progetto Il racconto della bellezza e delle celebrazioni per i 150 anni delle relazioni diplomatiche Italia-Messico sarà inaugurata nella capitale del Paese latinoamericano venerdì 12 luglio alle ore 19 —nel padiglione espositivo internazionale del Museo di Antropologia— la mostra Forme e colori dell’Italia preromana, Canosa di Puglia, un’iniziativa della direzione generale Musei del ministero della Cultura e del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, organizzata in terra azteca dall’Ambasciata d’Italia e dall’Istituto Italiano di Cultura.

Il racconto della bellezza è un programma che mira a valorizzare e promuovere all’estero il patrimonio culturale del bel Paese conservato nei depositi dei musei e dei parchi archeologici statali.

Alla cerimonia di apertura interverranno l’ambasciatore d’Italia in Messico, Alessandro Modiano, il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Gianni Vinciguerra, la direttrice del Museo del Palacio de Bellas Artes, Alejandra de la Paz —a nome della ministra della Cultura Alejandra Frausto—, il direttore del Museo Nazionale di Antropologia, Antonio Saborit, il co-curatore della mostra, Luca Mercuri, e la storica dell’arte Elisabetta Scungio.

La penisola italiana, prima dell’unificazione avvenuta sotto il dominio di Roma, era abitata da numerosi popoli, distinti dal punto di vista culturale. In Puglia dalla seconda metà del VII secolo a.C. convivevano i coloni greci che avevano fondato pochi decenni prima Taranto: i Messapi nel sud della regione, i Peucezi nel centro ed i Dauni nello parte più settentrionale.

La mostra illustra i tratti peculiari della cultura dei Dauni, attraverso i materiali archeologici provenienti da uno dei centri principali della regione, l’area dell’odierna Canosa di Puglia. Qui tra il IV e il II secolo a.C. i cosiddetti “principes”, personaggi al vertice delle élites locali, si facevano seppellire in tombe a camera familiari scavate nel tufo tenero locale, gli ipogei, con ricchissimi corredi funerari che rendevano manifesto alla comunità il loro status economico e culturale.

I materiali selezionati per l’esposizione provengono in gran parte dai depositi dei Musei archeologici delle più importanti città della Puglia, Bari e Taranto, oltre che dalla stessa Canosa, dove è possibile ancora oggi visitare i siti in cui alcuni dei reperti esposti sono stati rinvenuti.

Canosa è ricchissima di testimonianze della sua storia millenaria: tombe, case, templi, edifici termali, ponti e strode, chiese e catacombe inserite nel tessuto urbano moderno perpetuano la memoria della sua centralità, dall’età del Ferro al Medioevo, nella rete di contatti che aveva nel fiume Ofanto uno dei principali canali di collegamento. Sin dall’Ottocento, tuttavia, la città e il suo tenitorio sano stati oggetto di una vera e propria caccia al tesoro che ha alimentato il mercato antiquario
internazionale. I reperti rinvenuti sono finiti, più o meno lecitamente, ad arricchire i musei della Puglia, dell’Italia e di tutto il mondo.

La mostra sarà visitabile gratuitamente dal martedì alla domenica, dalle 9.00 alle 18.00, fino al 29 settembre 2024.

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Beirut. Le città e le loro storie, Gabriele Basilico

le citta e le loro storie gabriele basilico

le citta e le loro storie gabriele basilicoSi è conclusa lo scorso aprile al Beirut Art Center l’esposizione che l’Istituto Italiano di Cultura di Beirut ha dedicato al fotografo Gabriele Basilico (Milano, 1944-2013), dal titolo “Le città e le loro storie. Gabriele Basilico, 1978-2012”.

Gabriele Basilico è uno dei fotografi italiani più noti a livello internazionale: le sue opere sono presenti nelle collezioni di musei in tutto il mondo e a oggi oltre 120 libri e cataloghi sono stati pubblicati sul suo lavoro. Dopo la laurea in Architettura, conseguita nel 1973, Basilico ha iniziato a guardare, in maniera sempre più analitica, al paesaggio industriale e alle aree urbane, registrandone le mutazioni che hanno segnato il passare del tempo e contraddistinto l’inarrestabile processo di antropizzazione dei luoghi e, in particolare, delle città.

L’esposizione ha ripercorso la carriera artistica del fotografo partendo da “Milano. Ritratti di fabbriche” (realizzato a partire dal 1978 e poi esposto al Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano nel 1983) e dalla missione fotografica coordinata dalla DATAR (Délégation à l’Aménagement et à l’Action Régionale) su incarico del governo francese (con alcuni dei suoi scatti più famosi, come “Le Tréport – Mers les Bains” e “Ault”, entrambe del 1985), alle immagini sui porti europei (“Porti di mare” vince a Parigi il “Prix Mois de la Photo” nel 1990), fino alle campagne del 2007 di Mosca e di San Francisco, dove viene invitato dal MoMA a fotografare la Silicon Valley.

Di particolare interesse il capitolo sulla città di Beirut, visitata da Basilico quattro volte tra il 1991 e il 2011. La prima volta, invitato dalla Fondazione Hariri con Josef Koudelka, Raymond Depardon, Robert Frank, René Burri e Fouad Elkoury, a un anno di distanza dalla fine della guerra civile, Gabriele Basilico trova di fronte a sé una città distrutta, quasi annientata. Il fotografo ne registra le ferite, realizzando alcune fra le sue più celebri immagini, nelle quali emerge proprio quell’approccio lucido, rispettoso ed equo che sembra la sintesi del suo pensiero.

Basilico ritorna a Beirut nel 2003, nel 2008 e ancora nel 2011 per una nuova missione fotografica, coordinata da Fouad Elkoury con Robert Polidori e Klavdij Sluban, trovando una città nuova, in buona parte ricostruita, di cui offre una lettura allineata alle ricerche svolte e agli incarichi ricevuti nei vent’anni precedenti.




Santo Domingo, contributo italiano nella tutela del patrimonio

basilica cathedral of santa maria de la encarnación

basilica cathedral of santa maria de la encarnación

Il centro storico spagnolo di Santo Domingo mantiene la sua designazione di patrimonio materiale dell’UNESCO grazie alla recente inaugurazione della Scuola Superiore di Restauro dominicana. Con l’occasione sono stati illustrati i progressi nei lavori di restauro della Zona Coloniale della capitale caraibica, affidati allo studio specializzato italiano Donadello&Partners a seguito di una gara internazionale indetta dal governo dominicano. I lavori interessano la casa di Colombo, il museo della Casa reale, il Pantheon, le facciate di 13 chiese e di 120 edifici privati di particolare pregio architettonico.

L’Ambasciatore d’Italia a Santo Domingo, Stefano Queirolo Palmas, ha sottolineato l’importanza della scuola italiana della conservazione del patrimonio e il perdurante primato nazionale in tema di numero di siti UNESCO ospitati dal nostro Paese. Secondo il ministro del Lavoro dominicano, Luis Miguel De Camps, solo gli italiani potevano fornire il patrimonio di conoscenze necessarie all’operazione.

I lavori sono accompagnati e resi possibili anche grazie ad una parallela azione di formazione di architetti, ingegneri e maestranze specializzate in restauro del patrimonio.

L’eredità italiana è saldamente presente nella Repubblica Dominicana con Casa d’Italia, pregiato palazzetto del XVI secolo, Casa Vicini, emporio del XIX secolo i cui proprietari sono originari di Zoagli (Genova) e il palazzo presidenziale, opera dell’ingegnere Guido D’Alessandro.




A Tunisi il Festival della creatività italiana

in situ tunisi

in situ tunisiÈ in corso a Tunisi il Festival della creatività italiana “IN SITU – TUNISI”, realizzato dall’Ambasciata d’Italia in Tunisia in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e in sinergia con un gruppo di istituzioni, artisti e aziende italiane. Un contenitore di iniziative che, fino al 6 luglio, animeranno le strade e la vita culturale della città.

L’obiettivo è – nelle parole dell’Ambasciatore d’Italia Alessandro Prunas – “quello di creare un dialogo aperto, innovativo e interattivo tra le espressioni più significative della creatività italiana e tunisina e alcuni degli spazi e luoghi pubblici emblematici e più importanti della città di Tunisi, attraverso un programma di attività ed eventi per stimolare la riflessione sui legami tra i nostri paesi, le nostre tradizioni e i nostri popoli”.

Tra le iniziative proposte, il progetto “Visioni” – in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino, Rai Cinema e Gold – avvicina registi e operatori italiani e tunisini attraverso la realtà virtuale. Un vero e proprio cortometraggio in VR – presentato in anteprima negli spazi del Presbiterio e della Chiesa di Santa Croce nella Medina –permette di immergersi nei luoghi di Tunisi e di percepire la moltitudine di sfaccettature di una città in cui l’importanza della presenza italiana è molto visibile.

Il Festival è anche un omaggio alla musica italiana. Nei primi giorni si sono svolti un concerto di Paolo Fresu e uno di Giovanni Falzone Trio, in collaborazione con la Direzione generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale del MAECI e la Fondazione Musica per Roma. Realizzate inoltre due serate con l’Opera di Tunisi e la collaborazione del Direttore Nicoletta Conti: “La musica lirica incontra la canzone napoletana” e “Grande cinema italiano in concerto”.

Fino al 16 luglio, il Presbiterio di Santa Croce ospiterà la mostra “Fotogrammi di Moda”, curata da Stefano Dominella, Presidente Onorario della Maison Gattinoni, che racconterà il connubio tra cinema e moda dagli anni ’50 ai giorni nostri attraverso 32 abiti disegnati da stilisti e atelier storici come Fernanda Gattinoni, Emilio Schuberth, Alessandro Dell’Acqua, Annamode Costums, Guillermo Mariotto, Emilio Pucci e Irene Galitzine.

Tra gli altri protagonisti della manifestazione la danza contemporanea (con gli spettacoli dedicati al melodramma italiano della compagnia Artemis Danza di Parma), il cinema (con l’iniziativa “Italian Screens – Nuovo Cinema Italiano a Tunisi“, promossa dal MAECI e dalla Direzione Generale per il Cinema e l’Audiovisivo del Ministero della Cultura, col supporto organizzativo di Cinecittà), il design (con i “Denden Design Days”, una serie di iniziative organizzate dall’Ufficio Nazionale dell’Artigianato, UNIDO e Hub Design di Tunisi che valorizzeranno la collaborazione tra aziende e artigiani italiani e tunisini).

È inoltre possibile visitare la mostra “Pittori Italiani di Tunisia”, un viaggio nelle opere dei pittori italiani che hanno segnato la scena artistica tunisina nel secolo scorso (tra i quali Nello Levy, Antonio Corpora, Sauveur Almenza, Andrea Picini, Yvonne Bevilaqua, Antonio Recalcati, Sylvain Monteleone, Deanna Frosini, Emmanuel Bocchieri).




Oltreoceano. 150 anni di arte italo-brasiliana

oltreoceano

oltreoceanoL’Ambasciatore d’Italia a Brasilia Alessandro Cortese ha inaugurato, insieme con il Presidente del Fronte Parlamentare misto Italia-Brasile Luiz Fernando Faria, presso il Salão Negro del Congresso Nazionale, la mostra “Oltreoceano. 150 anni di arte italo-brasiliana”.

A testimonianza del successo dell’esposizione realizzata nell’ambito delle celebrazioni del 150° anniversario dell’immigrazione italiana in Brasile, hanno partecipato oltre 300 persone, tra cui Autorità del mondo politico e istituzionale, giornalisti, personalità della cultura, numerosi Ambasciatori e diplomatici.

“Questa esposizione, oltre ad avere un valore artistico di assoluto pregio, racchiude soprattutto un significato simbolico e storico importantissimo.” – ha affermato l’Ambasciatore Cortese – “È la prova concreta di come l’immigrazione italiana in questo Paese abbia influenzato la cultura brasiliana, così come tanti altri settori, dall’economia alla politica alla scienza e alla società in generale. Il titolo “Oltreoceano” evoca la speranza di una vita migliore, che mosse i milioni di migranti che dalla fine del XIX secolo decisero di lasciare i loro affetti e luoghi d’origine, in cerca di nuova terra dove ricominciare la loro vita”.

L’influenza italiana sulla storia dell’arte brasiliana è il filo conduttore del percorso espositivo ideato dal curatore Marcelo Gonczarowska Jorge, già direttore del Museo d’Arte di Brasilia (MAB). Dai pionieri del XIX secolo ai modernisti e ai contemporanei, la mostra rivela come gli artisti italiani e i loro discendenti abbiano contribuito a plasmare l’identità e la cultura del Brasile.

Le 37 opere, esposte sui celebri cavalletti di vetro progettati dall’architetta Lina Bo Bardi per il Museo d’arte di San Paolo (MASP), includono capolavori di artisti come Alfredo Volpi, Eliseu Visconti, Giorgio Ceschiatti, Anita Malfatti.

Ma sono in particolare i quattro pannelli di Candido Portinari, provenienti dalla collezione dell’Ambasciata d’Italia, ad attrarre l’attenzione dei tanti appassionati. Le opere, commissionate negli anni ’30 dall’allora Ambasciatore a Rio de Janeiro, vengono infatti esposte per la prima volta al pubblico.

La mostra di Brasilia, organizzata dall’Ambasciata d’Italia in collaborazione con il Fronte Parlamentare Misto Brasile-Italia, resterà aperta tutti i giorni, gratuitamente, ai visitatori fino a domenica 14 luglio.




Le “Forme e Colori dell’Italia Preromana” a luglio in mostra in Messico

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formeecolorivertL’Ambasciatore d’Italia in Messico, Alessandro Modiano, ha annunciato l’arrivo per la prima volta in terra azteca della mostra Forme e Colori dell’Italia Preromana, curata da Massimo Osanna, direttore generale dei Musei del ministero italiano della Cultura.

«Inaugureremo l’esposizione l’11 luglio nella Media Luna del Museo Nazionale di Antropologia della capitale» —ha detto Modiano in conferenza stampa— «e sarà uno degli eventi importanti nell’ambito delle celebrazioni del 150º anniversario delle relazioni diplomatiche tra l’Italia e il Messico».

Massimo Osanna, curatore della mostra insieme all’archeologo Luca Mercuri, è stato soprintendente per i beni di Pompei, Ercolano e Stabia e direttore generale della Soprintendenza di Pompei. Nel suo periodo fu realizzato un ampio progetto di investimenti pubblici, denominato Grande Progetto Pompei, che rilanciò completamente il parco.

Forme e colori raccoglie reperti provenienti dai musei di Bari e Taranto e soprattutto dai siti archeologici di Canosa. Agli occhi degli specialisti non può sfuggire l’alto valore di questi pezzi che testimoniano la commistione tra l’arte greca e quella italica nella produzione di un popolo “di confine”, i Dauni, stanziati nel nord della Puglia in epoca preromana e impegnati —dall’VIII secolo a.C.— in una fitta rete di scambi commerciali e culturali con le colonie della Campania e della stessa Puglia. La regione subì successivamente gli influssi della civiltà greca e della Magna Grecia a partire dalla fine del V e dall’inizio del IV secolo a.C.. Anche i visitatori meno esperti riescono a cogliere subito la particolarità di oggetti che somigliano in parte a quelli greci, conservando, tuttavia, caratteristiche tipicamente italiche.

L’antica Daunia corrispondeva a buona parte delle attuali province di Foggia e Barletta-Andria-Trani, assieme all’estremo margine settentrionale della provincia di Potenza (quest’ultima situata in Basilicata).

Si tratta di materiale proveniente dagli ipogei —gallerie sotterranee destinate ai riti funerari—, conservati nei depositi dei Musei di Puglia o recuperati dal traffico illegale. Dopo la prima tappa a Santiago del Cile e quelle a Buenos Aires e San Paolo, la mostra Forme e Colori arriva a Città del Messico. Un’occasione unica per approfondire una fase della storia dell’Italia forse poco conosciuta all’estero, ma senz’altro meritevole.

La realizzazione di questa esposizione si inserisce nell’ambito del programma di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale italiano denominato Il racconto della bellezza, frutto della collaborazione tra la direzione generale dei Musei del ministero della Cultura e la direzione generale della Diplomazia pubblica e culturale del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale.

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Collezione Farnesina, 28 giugno prossima apertura al pubblico

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collezionefarnesinaSi terrà venerdì 28 giugno la prossima apertura al pubblico della Collezione e del Palazzo della Farnesina, ultimo appuntamento prima della pausa estiva. La giornata rientra nell’iniziativa “Aperti per voi” del Touring club Italiano a cui il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale aderisce dal 2016.

Oltre a visitare i principali ambienti del palazzo e le sezioni tematiche della Collezione Farnesina, sarà possibile prenotarsi per un nuovo percorso di visita che offrirà la possibilità di percorrere gli spazi dell’Unità di Crisi e scoprire le principali attività svolte per la tutela dei cittadini italiani all’estero e di visitare la “Sala delle Bandiere”, dove è custodita la più grande raccolta di bandiere internazionali della Pubblica Amministrazione italiana.

Maggiori informazioni sulle visite e sulle modalità di prenotazione sono disponibili sul sito della Collezione Farnesina.




New York: Magazzino Italian Art per l’estate 2024.

william mulvihill courtesy of mq architecture

william mulvihill courtesy of mq architecture

Un’immersione nella realtà politica e culturale che ha caratterizzato l’arte italiana negli anni Sessanta e Settanta, un viaggio a tavola tra le glorie della cucina regionale italiana, serate in piazza con film straordinari e l’entusiasmante mix di jazz, blues e musica classica indiana suonata dalla Jog Blues Band: sono questi gli eventi di Magazzino Italian Art per l’estate 2024.

Di scena fino ad agosto, con un programma particolarmente fitto a metà luglio per celebrare la quinta edizione dell’annuale “Upstate Art Weekend”, gli eventi estivi di Magazzino vogliono essere sia un’occasione allargata di incontro e svago, sia un momento di approfondimento che restituisca, amplificandol,a la prospettiva del museo sull’arte italiana contemporanea e dal dopoguerra.

“Siamo entusiasti del programma che la squadra di Magazzino ha messo a punto anche quest’anno – dichiarano i fondatori di Magazzino, Nancy Olnick e Giorgio Spanu. Questi eventi estivi rafforzano il significato e l’impegno che mettiamo nelle mostre e installazioni. Sia il pubblico che ormai segue il nostro programma estivo, anno dopo anno, sia i visitatori che magari scoprono Magazzino per la prima volta, avranno modo di conoscere grazie a queste iniziative nuovi percorsi per esplorare e ammirare l’arte italiana contemporanea, il cinema e la gastronomia”.

CICLO DI CONFERENZE

Evoluzioni: Playing with Form and Tradition in Postwar Italian Culture

23 giugno e 29 giugno, ore 12:00.

Quest’ultima edizione dell’apprezzato ciclo di conferenze estive di Magazzino sarà dedicata ai temi dell’arte e della cultura italiana contemporanea, attraverso i contributi innovativi di artisti e intellettuali nell’Italia del dopoguerra e i loro tentativi di liberare la tradizione da ogni forma di conformismo. Il ciclo di quattro conferenze tenute da eminenti studiosi è a cura di Margaret Scarborough, borsista in residenza per il 2023–24, presso il Magazzino Italian Art.

Il programma, che ha preso avvio lo scorso 2 giugno con un intervento online di Claudio Crescentini, curatore e storico dell’arte presso la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma, è proseguito il 9 giugno, con Ara Merjian della New York University che ha tenuto una conferenza in presenza dal titolo A Totality of Fragments: Postwar Italian Sculpture from Design to Dematerialization.

Il 23 giugno, Margaret Scarborough terrà una conferenza in presenza sulla figura di Carla Lonzi, critica d’arte e femminista. In The Poor Art of Patriarchy: Carla Lonzi on Creativity and Recognition, Scarborough analizzerà come il rifiuto da parte di Lonzi dei modelli patriarcali della creatività abbia avuto un ruolo essenziale nell’evoluzione della sua teoria femminista del riconoscimento.

Il 29 giugno, Emily Antenucci del Vassar College terrà una conferenza in presenza dal titolo Amore come Rivoluzione: Love and Revolution in Teatro La Maddalena’s Nonostante Gramsci. Nel suo intervento, Antenucci passerà in rassegna i progetti teatrali sperimentali di Adele Cambria, una delle figure chiave del neofemminismo italiano, e del collettivo teatrale femminista Teatro La Maddalena, i cui membri rivisitando gli scritti di Antonio Gramsci hanno rivendicato le voci delle donne e del loro ruolo nel radicalismo storico.

CONCERTO

Jog Blues band

Sabato 15 giugno, ore 18

Un ensamble che prende il nome dal Jog, il raga indiano di mezzanotte, e dal blues, il più americano dei generi musicali: la prestigiosa Jog Blues Band torna a suonare al Magazzino per il terzo anno consecutivo. Attingendo a tradizioni profonde, ma con uno sguardo rivolto anche al futuro, la Jog Blues fonde classici indiani, musica delle radici americane, composizioni strutturate e improvvisazioni entusiasmanti in onore dell’esperienza umana.

Jog Blues vede la partecipazione di Abhik Bhai al sitar; Andy Biskin al clarinetto e al clarinetto basso; Jake Charkey al violoncello; Joel Bluestein alla chitarra elettrica; Jonathan Rose al basso e all’armonica; Naran Budhkar alle tabla; Pheeroan akLaff alle percussioni; e Siddhartha Mukherjee alla voce.

CINEMA IN PIAZZA

sabato, 20 luglio, domenica, 21 luglio e sabato 17 agosto; domenica 18 agosto, ore 20.30

Ancora una volta, Magazzino aprirà il suo spazio esterno alla visione di film di registi italiani per l’appuntamento annuale di Cinema in Piazza  in collaborazione con Artecinema. Il programma di quest’anno si svolgerà in tre diversi weekend, concentrandosi su un gruppo di famosi artisti italiani del dopoguerra e sul loro significativo contributo alla storia dell’arte.

Sabato 20 luglio

Marinella Senatore, The School of Narrative Dance Napoli

di Domenico Palma (2020, 12 min)
Questo cortometraggio è incentrato su The School of Narrative Dance, un progetto che promuove un sistema didattico basato sull’emancipazione, l’inclusione e l’autoformazione. La scuola ha lavorato in più di 15 paesi e coinvolto circa 5 milioni di persone, tra attivisti, lavoratori dilettanti e professionisti, danzatori, coreografi, attori e poeti in un’atmosfera di condivisione del sapere. Il film è narrato attraverso la voce della sua ideatrice, Marinella Senatore.

Arte Povera. Appunti per la storia

di Andrea Bettinetti (2023, 1h 28 min)

Il documentario indaga come l’Arte Povera abbia influenzato profondamente lo sviluppo dell’arte contemporanea e come i suoi valori siano sempre attuali e di ispirazione per la società moderna, così come lo è stato ai suoi esordi.

Domenica 21 luglio

Carlo Scarpa

di Domenico Palma (2024, 8 min)

Questo cortometraggio, prodotto da Magazzino Italian Art e narrato da Marino Barovier, evidenzia l’eccezionale percorso di Carlo Scarpa a Murano in quasi vent’anni di attività, tra il 1926 e il 1942 con le due più prestigiose fornaci dell’epoca. Il filmato è stato realizzato in occasione della mostra in corso a Magazzino, nel Padiglione Robert Olnick, “Carlo Scarpa: Capolavori senza tempo”, che presenta 56 opere in vetro della Collezione Olnick Spanu di vetri di Murano del XX secolo.

Pino

di Walter Fasano (2020, 60 min)
Il film racconta come il Museo Pascali di Polignano a Mare abbia acquisito ed esposto Five silkworms and a cocoon, un’opera di Pascali, originario del luogo, da lui realizzata poco prima di morire, all’apice della sua carriera.

Luciano Fabro

di Giampaolo Penco (1997, 57 min)

Questo documentario del 1997 su Luciano Fabro è un intreccio di filmati d’archivio dell’infanzia dell’artista, di visite al suo studio e di conversazioni tra Fabro e i suoi studenti. Sono presenti anche alcune sequenze in cui l’artista installa le sue opere alla Biennale di Venezia e al Bonnefantenmuseum di Maastricht, per finire con una panoramica della restrospettiva di Fabro al Centre Pompidou di Parigi nel 1996-97.

Sabato 17 agosto

ABOrismi. RITTRATTI e AUTORITRATTO (Aborisms: Portraits and Self-Portraits)

Di Nunzio Massimo Nifosì (2022, 7 min)

Questo cortometraggio è un breve e luminoso omaggio dadaista a uno dei più noti storici, curatori e critici d’arte degli ultimi cinquant’anni, Achille Bonito Oliva.

Mimmo Paladino: Il linguaggio dei segni (Mimmo Paladino: The Language of Signs)

di Nunzio Massimo Nifosì (2021, 60 min)
Il film ripercorre la carriera dello scultore e pittore italiano Mimmo Paladino, attraverso le sue opere, dalle incisioni ai collage, documentando anche il suo interesse per il cinema e il teatro.

Domenica 18 agosto

Renzo Piano, Il potere dell’archivio
di Francesca Molteni (2018, 35 min)

Questo film ci porta nel cuore degli archivi della Fondazione Renzo Piano di Genova, e analizza la genesi di alcuni grandi progetti di Renzo Piano, tra cui il Palais de justice e il Centre Pompidou di Parigi; il Manhattanville campus alla Columbia University; la Morgan Library e il New York Times Building di New York.

Ettore Spalletti

di Alessandra Galletta (2019, 90 min)

Il film documenta una giornata nella vita di Ettore Spalletti, soffermandosi sui luoghi in cui l’artista ha vissuto e sulle sue fonti di ispirazione.

UPSTATE ART WEEKEND

giovedì, 18 luglio – domenica, 21 luglio

Magazzino parteciperà anche alla quinta edizione dell’Upstate Art Weekend, che ogni anno invita il pubblico a godere della vivacità culturale di dieci contee delle Catskills Mountains e della Hudson Valley. Il pubblico che visiterà Magazzino nell’orario di apertura della galleria, durante l’Upstate Art Weekend, avrà l’opportunità di ammirare la collezione permanente del museo di opere dei maestri dell’Arte Povera e la mostra temporanea Mario Schifano: Germinal, una rassegna che documenta la decade più dirompente dell’attività pittorica di Mario Schifano, artista, regista, fotografo e musicista dalla travolgente inventiva.

VIAGGIO CON LUCA: THE HISTORY OF REGIONAL ITALIAN CUISINE

venerdì, 14 giugno, 5 luglio, 26 luglio, 2 agosto e 6 settembre, ore 13:00.

Per tutta l’estate si terrà Viaggio con Luca: The History of Regional Italian Cuisine, una nuova serie di eventi gastronomici a cura dello chef Luca Galli, artefice del Café Silvia, spazio di ristorazione del museo. Ogni terzo venerdì del mese, per tutta l’estate, lo chef Luca inviterà i visitatori del museo a sperimentare le specialità regionali italiane, offrendo un punto di vista unico sull’evoluzione della cultura italiana nel suo complesso. I menu spazieranno dalla cucina lombarda, veneta e toscana a quella laziale, campana, sarda e siciliana.

Per consultare il programma completo: https://www.magazzino.art

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Ambra Nepi
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Magazzino Italian Art

Magazzino Italian Art è un museo e un centro di ricerca volto all’approfondimento scientifico e accademico nonché alla promozione presso un più vasto pubblico dell’arte italiana contemporanea e del dopoguerra negli Stati Uniti. Situato a Cold Spring, New York, il museo è stato fondato da Nancy Olnick e Giorgio Spanu.

Nel 2017, l’edificio principale, progettato dall’architetto Miguel Quismondo e circondato da oltre tre ettari di terra nel magnifico paesaggio delle Hudson Highlands, è stato inaugurato con una motra dedicata a Margherita Stein, fondatrice della storica Galleria Christian Stein di Milano e sostenitrice storica degli artisti della cerchia dell’Arte Povera.

Nel 2023, Magazzino ha inaugurato il Germano Celant Research Center, intitolato al famoso critico e storico dell’arte, a cui si deve la definizione stessa di Arte Povera. Creato per essere un museo formativo senza scopo di lucro, Magazzino Italian Art ha ampliato il suo spazio interno di due terzi nel settembre del 2023 con l’apertura del Robert Olnick Pavilion, un edificio indipendente, progettato dagli architetti Alberto Campo Baeza e Miguel Quismondo e intitolato alla memoria del padre di Nancy Olnick. Questo nuovo edificio è dotato di una sala polivalente, con funzione anche di auditorium, un negozio e il Café Silvia dove poter gustare le specialità della cucina italiana dello chef Luca Galli.

 

 

 




Cracovia, mostra fotografica sull’appartenenza all’Europa

cracovia mostra what is europe to you

cracovia mostra what is europe to youL’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia inaugurerà il 16 giugno la mostra “What is Europe to you?”, narrazione fotografica creata dall’artista Lisa Borgiani, che dal 2019 ha visitato le principali città europee ponendo una domanda alle persone che fotografa: What is Europe to you?

Allestita presso il Parc Jordana, uno dei principali parchi pubblici di Cracovia, la mostra fotografica “What is Europe to you?”, è realizzata da Istituto Italiano di Cultura, in collaborazione con l’istituzione culturale “Willa Decjusza” per conto del Comune di Cracovia e con il patrocinio della Rappresentanza della Commissione Europea a Varsavia. La mostra, curata dalla fotografa Lisa Borgiani, comprendente 160 fotografie su 80 pannelli di grandi dimensioni allestiti all’aperto in una delle zone maggiormente frequentate nel periodo estivo.

Il racconto fotografico, già esposto in oltre 10 città europee, sonda i sentimenti e le emozioni dei cittadini europei verso l’Unione Europea e, accostando i volti delle persone ritratte al loro nome, nazionalità, professione e al loro pensiero sull’Europa, restituisce un affresco di idee e opinioni riguardanti la comune identità europea. Nell’esposizione sono stati inoltre inclusi quattro fotografi ucraini, appartenenti all’Associazione Professionale dei Fotografi Ucraini, alla luce del sostegno europeo alla difesa ucraina, che hanno ritratto cittadini di Kiev, Kharkiv, Lviv e Odessa.




Avviato “La Cultura del Restauro” progetto del MAECI con la Scuola di restauro di Botticino

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downloadIl 3 giugno è stato avviato a Parigi “La Cultura del Restauro”, iniziativa del MAECI che prevede una serie di interventi di valorizzazione e restauro negli Istituti Italiani di Cultura nel mondo, in collaborazione con la Scuola di Restauro di Botticino – Valore Italia.

“La Cultura del Restauro rappresenta un caso particolarmente felice di collaborazione mirata a promuovere il patrimonio culturale italiano nello scenario globale” commenta Alessandro De Pedys, Direttore Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale del MAECI, che ha osservato come il progetto consenta di valorizzare diversi elementi di questo patrimonio in luoghi simbolo della cultura italiana nel mondo, offrendo al contempo a giovani studiosi del settore un’opportunità formativa di respiro internazionale.

Nell’ambito dell’iniziativa è stato avviato un cantiere di manutenzione e restauro su alcune importanti opere d’arte ospitate presso l’Hotel de Galliffet, sede dell’Istituto di Cultura di Parigi, che si sta realizzando anche grazie alla collaborazione di Maison de l’Italie, la struttura diretta da Maria Chiara Prodi che ha offerto spazi di residenza al gruppo di restauratrici giunte dell’Italia. Per i prossimi interventi sono stati avviati contatti con gli Istituti Italiani di Cultura di Beirut, Lima e Praga.

“Questo progetto diventa un modello da seguire per promuovere la formazione dei giovani restauratori e favorire il loro inserimento professionale nel settore dei beni culturali, partendo da esperienze internazionali che promuovono la collaborazione tra professionisti e istituzioni per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico – artistico” – commenta Arianna Beretta, Direttrice della Scuola di Restauro di Botticino.

La Scuola di Restauro di Botticino, fondata nel 1974 e con sede principale a Milano, realizza corsi di alta formazione, formazione superiore e continua nell’ambito della valorizzazione, conservazione e restauro dei beni culturali. Nel 2023 la Scuola ha efficacemente collaborato con l’Ambasciata d’Italia a Washington per un intervento di restauro presso Villa Firenze, residenza dell’Ambasciatore.