Canada. “Cucina italiana e identità mediterranea” in mostra a Toronto negli scatti di Bill Milne

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4toronto“Italian cuisine and mediterranean identity: a culinary journey”, ovvero “Cucina italiana e identità mediterranea: un viaggio culinario”: è questo il titolo della mostra fotografica che, dal 13 giugno al 15 agosto, presenterà nelle sale dell’Istituto Italiano di Cultura di Toronto gli scatti dell’acclamato fotografo Bill Milne.
Attraverso il suo obiettivo, la mostra, organizzata dallo stesso Istituto in collaborazione con il Canadian Institute for Mediterranean Studies, presenta una serie di cibi italiani che raccontano delle antiche radici mediterranee delle tradizioni culinarie italiane. La storia della cucina italiana attraverso i secoli è infatti immersa nel contesto mediterraneo, con il cui bacino ha da sempre condiviso numerosi ingredienti e pratiche alimentari.
La mostra presenterà un vero e proprio viaggio culinario da Nord a Sud del Paese, illustrando i piatti tipici e la loro collocazione originaria lungo tutta la penisola italiana.
Originario di Toronto, Bill Milne ha studiato fotografia alla Toronto Metropolitan University e oggi i suoi lavori sono apparsi in migliaia di pubblicazioni e pubblicità in tutto il mondo. Nel corso della sua esperienza ha fotografato molti chef di fama mondiale, il loro cibo e i loro ristoranti e da qui è scaturita una vera e propria passione. Lavora spesso con lo chef stellato Michelin Daniel Boulud per il quale realizza servizi fotografici nei suoi ristoranti a Singapore, Miami, New York, Montreal e Toronto. Insieme all’amico chef Grant MacPherson, inoltre, Milne ha trascorso anni lavorando su marchi nazionali e internazionali in oltre una dozzina di Paesi e oltre un centinaio di città.
Oggi, accompagnato da Cynthia Hollidge, proprietaria dell’azienda di marketing alimentare CCS Creative, Milne sperimenta l’uso di nuovi strumenti fotografici, come i droni, e lavora molto con i social media. (aise)




A Città del Messico la mostra fotografica “Vissi d’arte. L’Italia nei teatri dell’America Latina”

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vissidartevertIl Palazzo delle Belle Arti di Città del Messico è, dal 30 maggio, la cornice della raccolta di fotografie d’archivio Vissi d’arte. L’Italia nei teatri dell’America Latina, un’iniziativa del Museo Nacional de Arquitectura e dell’IILA —Organizzazione Internazionale Italo-Latinoamericana— con il contributo della Direzione generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, in collaborazione con l’Accademia nazionale di San Luca.

Il progetto —a cura di María Margarita Segarra Lagunes— si propone di diffondere un capitolo poco conosciuto della storia dell’architettura e dell’arte italiana, nonché gli stretti rapporti culturali creatisi tra il Bel Paese e l’America Latina in questo settore nel XIX secolo e fino alla metà del ‘900.

La presenza dell’Italia emerge attraverso il lavoro degli architetti e ingegneri che progettarono e diressero la costruzione di alcuni degli edifici più significativi del continente americano. Professionisti emigrati temporaneamente o definitivamente in America furono tra i principali protagonisti della trasformazione e della modernizzazione di molte città latinoamericane. Adamo Boari, Silvio Contri, Lina Bo Bardi, Roberto Gottardi, Vittorio Garatti, Juan Bautista Arnaldi, Vittorio Meano e Renato Schiavon sono solo alcuni degli artefici di questo processo.

vissidartefotoAccanto a questi grandi nomi, spiccano scultori e pittori che contribuirono ad arricchire e valorizzare queste mirabili presenze urbane, insieme a maestri artigiani delle cosiddette arti minori, come stuccatori, falegnami, ebanisti, vetrai e scalpellini, che con la loro opera realizzarono decorazioni con dettagli e soluzioni ispirate ai principali monumenti europei.

L’esposizione valorizza, inoltre, il ruolo svolto da uomini d’affari e mercanti che contribuirono a caratterizzare la produzione con un inconfondibile sapore italiano, attraverso l’importazione di opere e materiali come marmi, mosaici, bronzi, balaustre, vetrate, lampadari, arazzi, mobili e altri accessori decorativi.

Il sapore dell’Italia fu sottolineato dalla presenza di musicisti, attori, cantanti lirici, compagnie di teatro, danza e opera che lasciarono segni indelebili durante le inaugurazioni e le cerimonie di apertura di questi meravigliosi palazzi.

puntodincontro.mx




Gli Stati Uniti hanno restituito all’Italia 600 opere d’arte trafugate. Un “bottino” da 60 milioni di euro

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bronzi san casciano 6 826x1024Statue di bronzo, monete d’oro, mosaici e manoscritti. Circa seicento pezzi unici, antichità saccheggiate e poi rivendute, sono infine tornate a casa. Gli Stati Uniti hanno riconsegnato all’Italia un patrimonio artistico trafugato del valore di 60 milioni di euro. Opere sottratte, vendute a mercanti che spesso falsificavano o alteravano i documenti di provenienza per rivendere il bottino ad alto livello. Acquirenti finali: case d’asta e musei.

Alla cerimonia di riconsegna hanno partecipato l’ambasciatore americano Jack Markell, Matthew Bogdanos, capo dell’unità per il traffico di antichità della procura distrettuale di New York, e membri del dipartimento investigativo per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, insieme ai vertici del ministero della Cultura italiano e dei Carabinieri.

Markell ha affermato che Washington DC si è impegnata a restituire il bottino rubato “al luogo a cui appartiene” in segno di rispetto per l’Italia e il suo patrimonio culturale e artistico. Ha anche aggiunto che gli Stati Uniti ora tengono d’occhio l’ultimo obiettivo dei trafficanti d’arte: l’Ucraina.

Tra i reperti più preziosi una moneta d’argento di Naxos del IV secolo raffigurante il dio del vino Dionisio, saccheggiata da un sito di scavo illecito in Sicilia prima del 2013 e contrabbandata nel Regno Unito. La moneta, messa in vendita per 500.000 dollari, è stata trovata a New York l’anno scorso. I manufatti, che vanno dal IX secolo a.C. al II secolo, includono anche una figura in bronzo a grandezza naturale, varie teste in bronzo e vasi etruschi. Altri oggetti, tra cui dipinti ad olio del XVI e XIX secolo, sono stati rubati da musei italiani, istituzioni religiose e case private. Altri oggetti sono stati restituiti dal Metropolitan Museum of Art di New York e da alcuni noti filantropi.

Tra le opere riconsegnate non c’è però la statua in bronzo dell’antica Grecia “Gioventù Vittoriosa”, oggetto di una battaglia giudiziaria decennale tra l’Italia e il Getty Museum di Malibu, in California. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha sostenuto ultimamente il diritto dell’Italia di sequestrarla, riaffermando che era stata illegalmente sottratta al nostro Paese.

 Agenzia DIRE –  www.dire.it




Toronto. Una mostra sulla “Cucina Italiana e Identità Mediterranea: un viaggio culinario”

il 12 giugno allistituto di cultura italiano di toronto lincontro sulla mostra fotografica di bill milne cucina italiana e identita mediterranea un viaggio culinario immagine1

il 12 giugno allistituto di cultura italiano di toronto lincontro sulla mostra fotografica di bill milne cucina italiana e identita mediterranea un viaggio culinario immagine1In occasione del Mese del Patrimonio Italiano, l’Istituto Italiano di Cultura di Toronto, in collaborazione con il Canadian Institute for Mediterranean Studies,  organizza una mostra fotografica sulla cucina italiana dal titolo: “Cucina Italiana e Identità Mediterranea: un viaggio culinario”. Un’esperienza coinvolgente che celebra l’intricata interazione tra cibo, cultura e storia tra l’Italia e il bacino del Mediterraneo. Mercoledì 12 giugno alle 18:30 si terrà la conferenza che precederà l’apertura della mostra e che vedrà la partecipazione dello stimato storico, il Prof. Kenneth Bartlett, del Dipartimento di Storia dell’Università di Toronto. Il Prof. Bartlett approfondirà il significato culturale dell’olio d’oliva in Italia e nel Mediterraneo. I partecipanti acquisiranno informazioni su come questo antico ingrediente ha plasmato pratiche, rituali e tradizioni culinarie per secoli. L’ingresso è gratuito, ma sarà necessaria la registrazione a causa dei posti limitati. Una mostra fotografica aprirà i battenti subito dopo la conferenza, alle 19:30, gli ospiti sono invitati a immergersi nell’accattivante mostra fotografica del rinomato fotografo di cibo Bill Milne, nato a Toronto. Attraverso l’obiettivo di Milne, gli spettatori intraprenderanno un viaggio visivo, alla scoperta delle radici mediterranee delle tradizioni culinarie italiane dal nord al sud del Bel Paese. Dagli uliveti ai pittoreschi borghi marinari, ogni fotografia racconta la storia di un luogo specifico, di un patrimonio, di un sapore e di ingredienti tradizionali che sono al centro della gastronomia italiana. La mostra rimarrà aperta fino al 15 agosto 2024, offrendo ai visitatori ampie opportunità di indulgere nella bellezza e nella diversità della cucina italiana. L’esposizione sarà aperta dal lunedì al venerdì, dalle 10:00 alle 16:00, l’ingresso è gratuito. “Questo evento celebra la ricca gamma di sapori e tradizioni mediterranee che definiscono la cucina italiana, fino ad oggi”, afferma Veronica Manson, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Toronto. “Attraverso la conferenza del Prof. Bartlett e le straordinarie immagini della mostra fotografica di Bill Milne, miriamo a mostrare l’eredità del cibo e degli ingredienti mediterranei e il suo profondo impatto sull’identità culinaria italiana”. La Mostra è resa possibile grazie alla collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Toronto, del Canadian Institute for Mediterranean Studies e dell’Università di Toronto. Per maggiori informazioni e per registrarsi all’evento di Apertura, visitare https://iictoronto.esteri.it/it/gli_eventi/calendario/lecture-olive-oil-and-the-culture-of-italy-and-the-mediterraneo.  L’Istituto canadese per gli studi mediterranei si dedica a informare ed educare il pubblico sul mondo mediterraneo attraverso un ricco programma di eventi pubblici. Il CIMS ospita un’ampia varietà di conferenze tenute da esperti nel loro campo sull’archeologia, la storia e la cultura del Mediterraneo. Bill Milne è originario di Toronto, Canada, Bill e ha studiato fotografia alla Toronto Metropolitan University. Il suo lavoro è apparso in migliaia di pubblicazioni e pubblicità in tutto il mondo. Gli è piaciuto fotografare molti chef di fama mondiale, il loro cibo e i loro ristoranti. Bill è apparso come principale fotografo, scrittore e/o designer in oltre 150 libri sul cibo. La sua arte presenta storie fotografiche e multi-immagini. Bill non avrebbe mai pensato che un drone potesse essere utile a un fotografo di cibo, ma è solo un altro strumento per raccontare una storia culinaria. (Inform)




Praga, mostra “Italia giardino del mondo”

italia giardino del mondo

italia giardino del mondoÈ stata inaugurata lo scorso 27 maggio a Praga, presso l’Istituto Italiano di Cultura, la mostra “Italia giardino del mondo. Where Nature meets Art, Craft and Design”, un progetto di promozione integrata sul patrimonio dei giardini classici e contemporanei italiani, prodotto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

I giardini italiani diventano protagonisti di un percorso espositivo iconografico dal Rinascimento ai giorni nostri, che racconta il patrimonio dei “monumenti viventi” italiani attraverso fotografie d’autore e immagini artistiche, per favorire nuovi itinerari di turismo sostenibile e la diffusione di una rinnovata sensibilità ambientale e paesaggistica. Il pubblico internazionale potrà così esplorare la variegata realtà dei giardini italiani attraverso gli elementi e i principi di composizione che caratterizzano la creatività nazionale.

La mostra è articolata su assi tematici trasversali: paesaggio, disegno, uso dell’acqua, botanica, arte, funzione sociale e professionalità del settore, in una lettura interdisciplinare da cui emerge come i saperi e le tecniche italiane siano una delle matrici della cultura europea non solo dell’arte dei giardini, ma anche del paesaggio e più in generale del rapporto uomo/natura.

Accompagna la mostra una pubblicazione che raccoglie tutte le immagini esposte, le fotografie d’autore e il materiale iconografico storico, con saggi accademici per ogni sezione.

Il progetto è stato curato da un comitato scientifico di accademici specializzati in storia del giardino ed architettura del paesaggio: Chiara Santini (École nationale supérieure de paysage, Versailles), Paolo Cornaglia e Marco Ferrari (Politecnico di Torino), Luigi Latini, Andrés Holguín e Lorenza Gasparella (Università Iuav di Venezia). Sono partner dell’iniziativa anche l’Associazione Parchi e Giardini Italiani, il Fondo per l’Ambiente Italiano e Grandi Giardini Italiani.

Visitabile a Praga fino al 23 agosto, la mostra “Italia giardino del mondo” proseguirà il suo tour internazionale con il sostegno della rete diplomatico-consolare e degli Istituti Italiani di Cultura.




USA. Gli affreschi di Pompei in mostra in Colorado

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21aspen“In the House of the Trembling Eye” è il titolo dell’ampia mostra collettiva allestita dall’artista londinese Allison Katz nell’intera sede dell’Aspen Art Museum, in Colorado, in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei.
In occasione del 45° anniversario dell’Aspen Art Museum e del 10° anniversario dell’edificio progettato da Shigeru Ban, la mostra mette in luce affinità inaspettate tra oltre cento opere d’arte e oggetti di stili diversi e di epoche diverse, celebrando l’inesauribile capacità della pittura di generare nuove conversazioni nel tempo.
Invitata a dare vita a una mostra che incorpora opere provenienti da collezioni d’arte personali di Aspen e dintorni, Katz affronta la curatela e il display come estensioni dell’atto stesso di dipingere. “In the House of the Trembling Eye” presenterà dal 30 maggio al 29 settembre le sue opere, nuove e recenti, accanto a lavori di oltre cinquanta artisti e a una serie di frammenti di affreschi provenienti da Pompei. La fluidità e l’uso misto degli spazi negli ambienti domestici antichi, come quelli di Pompei, visti dall’artista come precursori del museo contemporaneo, diventano principi organizzativi chiave per l’architettura della mostra.
Le opere sono esposte all’interno di un ambiente appositamente progettato che innesta nel museo la disposizione delle antiche domus pompeiane, diversificando l’atmosfera su tutti e tre i piani dell’edificio. Facendo eco agli antichi metodi di coreografia dello sguardo attraverso il design architettonico, utilizzando corridoi, pavimenti rialzati, divisori e tende per orchestrare i movimenti e le interazioni dei visitatori, la mostra di Katz considera alcune delle questioni fondamentali delle immagini: come possono abitare un ambiente condiviso così come la mente di ciascuno, e come possono influenzare i modelli di pensiero passati e futuri.
Questa mostra sarà la prima in Nord America a unire l’arte contemporanea a questi antichi frammenti di affresco, molti dei quali non sono mai stati esposti negli Stati Uniti. Katz stabilisce relazioni formali e simboliche tra i frammenti antichi e le opere d’arte del XX e XXI secolo, mettendo a fuoco le connessioni emotive tra i loro soggetti attraverso la giustapposizione. Residui culturali, storia dell’arte e autobiografia entrano così in dialogo con la memoria, l’inconscio e le questioni di gusto.
Per oltre un decennio, Katz ha indagato i modi in cui le pratiche estetiche collegano e assorbono la narrazione personale, la cultura delle merci, la circolazione delle informazioni e la storia dell’arte. Il suo immaginario vario e spesso umoristico attraversa la pittura, i poster, la ceramica e le installazioni. È utilizzando l’atto di rivisitare e trasformare i propri motivi che l’artista crea un linguaggio e una discendenza da un’opera all’altra. L’allestimento di mostre è inestricabilmente legato alla pratica pittorica e spesso è un’opera d’arte in sé.
In the House of the Trembling Eye mette in primo piano questioni esistenziali e filosofiche che sono fondamentali per decifrare il potere della pittura, dall’autonomia del medium come oggetto discreto alla sua specificità in relazione a un luogo e alla sua mutevolezza in dialogo con un apparato espositivo. Per Katz, la superficie è profondità e la cornice è un portale per dare senso al mondo. La mostra propone uno studio sull’accrescimento infinito della pittura nel corso della storia. Nelle parole di Katz, “la pittura è per me un richiamo e una risposta, una domanda posta attraverso il tempo, le tecniche e le tradizioni per vedere chi e cosa risponde: perché al suo centro, la pittura è una conversazione”. Guidati dall’architettura della mostra, i visitatori si uniscono al coro di questi dialoghi, coinvolti nell’incessante performance di immaginazione della pittura.
In the House of the Trembling Eye è una mostra allestita da Allison Katz. La ricerca e lo sviluppo del concetto sono a cura di Katz e Stella Bottai, senior curator at Large, in dialogo curatoriale con Nicola Lees, direttore Nancy e Bob Magoon, Daniel Merritt, direttore degli Affari Curatoriali, e Simone Krug, curatore dell’Aspen Art Museum. L’architettura della mostra è stata progettata da Katz con Caitlin Tobias Kenessey.
In the House of the Trembling Eye è organizzata in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei. La ricerca sulla mostra è stata sviluppata nel contesto della Digital Fellowship di Allison Katz nell’ambito del programma Pompeii Commitment. Archaeological Matters presso il Parco Archeologico di Pompei. Un ulteriore supporto alla ricerca è stato fornito dal Dipartimento di Studi Asiatici, Africani e Mediterranei dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale di Napoli.
Le mostre dell’AAM sono rese possibili dal Marx Exhibition Fund. Il sostegno generale alle mostre è fornito dal Toby Devan Lewis Visiting Artist Fund. Un ulteriore sostegno per In the House of the Trembling Eye è fornito dal National Council dell’AAM, con un ringraziamento speciale a Hauser & Wirth.
La mostra è accompagnata da un nuovo catalogo che uscirà nell’inverno 2024, con nuovi contributi di Nuar Alsadir, Stella Bottai, Saim Demircan, Hannah Johnston, Allison Katz e Ariana Reines. Il libro è progettato dallo Studio Mathias Clottu e reso possibile grazie al sostegno della Collezione ASOM.
Tra gli artisti in mostra ci sono: Gertrude Abercrombie, Rodolfo Abularach, Julio Alpuy, Janine Antoni, Herbert Bayer, Lynda Benglis, Kerstin Brätsch, Joan Brown, Maurizio Cattelan, Vija Celmins, Marc Camille Chaimowicz, Jonathan Lyndon Chase, René Daniëls, Marlene Dumas, Jana Euler, Sylvie Fleury, Lucio Fontana, Ellen Gallagher, Isa Genzken, Jeffrey Gibson, Robert Gober, Wade Guyton, Hugh Hayden, Eva Hesse, Damien Hirst, Jim Hodges, Roni Horn, Luchita Hurtado, Jacob Isaacszoon van Swanenburg, Rashid Johnson, Anish Kapoor, Allison Katz, Mike Kelley, Ellsworth Kelly, Bharti Kher, Karen Kilimnik, Yayoi Kusama, Nancy Lupo, Kerry James Marshall, Julie Mehretu, Joan Mitchell, Ephemera dello studio di Ron Mueck, Jill Mulleady, Elizabeth Murray, Alice Neel, Mary Obering, Elizabeth Peyton, Susannah Phillips, Gerhard Richter, Dorothea Rockburne, Ed Ruscha, Amy Sillman, Alina Szapocznikow, Paul Thek, Rirkrit Tiravanija, Fredrik Værslev, Cecilia Vicuña, Charline von Heyl, Cathy Wilkes, Lynette Yiadom-Boakye, Lisa Yuskavage e pittori murali pompeiani anonimi. (aise)




A Los Angeles una mostra sulla “New Wave” italiana

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17fashionArriva a Los Angeles “Fashion Panorama – The Italian New Wave”, mostra curata da VOGUE Italia per il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che verrà inaugurata all’Istituto Italiano di Cultura il prossimo 21 maggio.
Questa “vetrina itinerante” mette in luce le creazioni di 10 marchi, accuratamente selezionati per la loro visione fuori dagli schemi e il loro approccio innovativo.
“In un mondo in cui è sempre più difficile trovare dei racconti collettivi condivisi, la moda sta emergendo sempre di più come strumento primario di costruzione dell’identità”, si legge nella presentazione della mostra. “È un fenomeno che in Italia prende forma in maniera particolarmente significativa per il peso culturale che la moda stessa riveste nel tessuto del paese. I brand selezionati, reinterpretando la tradizione artigianale in modo inedito, adottando linguaggi e modalità produttive innovativi, plasmano non solo una nuova idea di comunità, ma di italianità. La mostra vuole quindi portarci dietro le quinte del loro personalissimo universo, per capire il percorso che li ha portati ad esprimersi attraverso il linguaggio della moda e, nel farlo, raccontare l’Italia di oggi”.
La mostra si aprirà con una tavola rotonda – a partire dalle 18.00 – che esplorerà il modo in cui la moda riflette i cambiamenti culturali e sociali con la partecipazione di Emanuele Coccia, professore all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, e TJ Walker, educatore, designer e cofondatore di Cross Colours.
La conversazione sarà moderata da Elisa Pervinca Bellini, Editor of Sustainability and New Talents di VOGUE Italia.
La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 30 agosto. (aise) 




Montreal. “Uncharted – Autres Mondes”, la mostra all’IIC

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16montrealSi inaugura martedì 28 maggio, alle ore 18.00, nelle sale dell’Istituto Italiano di Cultura di Montreal la mostra “Uncharted – Autres Mondes” di Francesco Simeti e Qiu Zhijie. L’esposizione, a cura di Davide Quadrio e Laura Vigo, sarà aperta al pubblico sino al 6 settembre con ingresso libero, dal lunedì al venerdì.
Con questa mostra, gli artisti Qiu Zhijie e Francesco Simeti sfidano la nostra nozione fissa del mondo. Dalle mappe mentali agli ibridi floreali immaginari che si trasformano e si sovrappongono nello spazio in modi imprevedibili, le loro opere, per la prima volta in dialogo a Montréal, sottolineano e sovvertono la nostra presuntiva e presuntuosa visione di una conoscenza compartimentata del mondo, offrendo invece un nuovo universo di pensieri, forme e interconnessioni. (aise)




Santo Domingo. Italia invitata d’onore alla biennale internazionale di architettura e urbanismo

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967363f4be14c3299ab5f10606c6e1e2L’Italia sarà l’invitata d’onore alla XII biennale internazionale di architettura e urbanismo della Repubblica Dominicana, BIAURD24, che aprirà le porte il prossimo 5 novembre, a Santo Domingo.

L’annuncio è stato dato dall’associazione degli architetti dominicani, organizzatrice dell’evento, in presenza della ministra della Cultura, Milagros German, del viceministro Gamal Michelen, e dell’ambasciatore d’Italia Stefano Queirolo Palmas.
L’appuntamento ritorna dopo 12 anni di interruzione con la partecipazione di delegazioni di più di 40 Paesi.
A rappresentare l’Italia sarà l’architetto Stefano Boeri, famoso autore del Bosco Verticale a Milano e teorico di un diverso equilibrio ecologico tra uomo e città.

L’invito per l’edizione del rilancio di questa esposizione, si legge in una nota dell’ambasciata d’Italia, “riconosce l’importanza del nostro contributo al moderno dibattito sulla civiltà urbana, la straordinaria valenza del nostro patrimonio monumentale e l’influenza italiana nell’architettura dominicana, a partire dal Palazzo presidenziale neo-classico, progettato dall’ingegnere Guido D’Alessandro”.

ansa.it




Berlino, in mostra i quadri di Amedeo Modigliani

berlino in mostra i quadri di amedeo modigliani

berlino in mostra i quadri di amedeo modiglianiL’Ambasciatore d’Italia in Germania, Armando Varricchio, ha preso parte all’inaugurazione della mostra “Modigliani. Moderne Blicke”, arrivata al Museo Barberini di Potsdam dopo essere stata esposta alla Staatsgalerie Stuttgart: una mostra di grande rilievo per l’originalità del percorso espositivo, in grado di evidenziare il cosmopolitismo del pittore e la sua modernità.

La mostra propone un’ampia scelta di opere di Modigliani, in dialogo con opere di altri artisti europei, mettendo in piena luce la capacità dell’artista di rivalutare l’immagine femminile.  “Le donne di Modigliani non sembrano subordinate. Non sembrano oggetti”, ha sottolineato l’Ambasciatore. “Cogliendo l’essenza e l’importanza della donna in un contesto novecentesco, caratterizzato dai primi fervori del movimento femminista, Amedeo Modigliani dà voce alla dimensione femminile.”

La mostra, realizzata dal Museo Barberini e dalla Staatsgalerie Stuttgart, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Berlino, rimarrà aperta fino al 18 agosto 2024.

Per maggiori informazioni è possibile vistare il sito del Museo Barberini.

Foto: © David von Becker