Tournée 2023 di Roberto Bolle in Australia

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ballet international galaIl Consolato d’Italia a Brisbane e l’Istituto Italiano di Cultura a Sydney, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Canberra e il Consolato Generale a Melbourne, annunciano la prima tournée australiana di Roberto Bolle, Étoile del Teatro alla Scala di Milano, Principal Dancer dell’American Ballet Theatre di New York e Guest Artist al Royal Ballet di Londra.

Dopo l’esibizione dello scorso anno a Brisbane, in Queensland, Roberto Bolle torna in Australia nuovamente con la produzione BIG (Ballet International Gala) promossa dal giovanissimo ballerino australiano Joel Burke.

Lo spettacolo, di circa due ore, prevede la presenza di prime ballerine e primi ballerini provenienti dal Royal Ballet di Londra, dall’American Ballet, dall’Australian Ballet e dall’Opera di Astana. Il programma include assoli e passi a due tratti dal repertorio classico e propone anche esibizioni di danza contemporanea.

Queste le date del tour australiano di Roberto Bolle:

  • 20 agosto 2023 – ore 16 – Her Majesty’s Theatre, Adelaide, SA
  • 22 agosto 2023 – ore 19 – Queensland Performing Art Centre, Brisbane, QLD
  • 26 agosto 2023 – ore 12.30 – Darling Harbour Theatre at ICC, Sydney, NSW
  • 27 agosto 2023 – ore 19 – Hamer Hall, Melbourne, VIC



A Pechino la mostra “Il Trittico del Centenario”

il trittico del centenario

il trittico del centenarioL’Istituto Italiano di Cultura di Pechino ospita la mostra “Il Trittico del Centenario. Leonardo 1919 Raffaello 1920 Dante 1921 e l’Ingegno Italiano alle origini del Made in Italy”, un’iniziativa incentrata sulle ricorrenze dei centenari di Leonardo, Raffaello e Dante celebrati tra il 1919 ed il 1921 in un’Italia da poco emersa dalla Grande Guerra che, ricordando questi tre grandi maestri del passato, cercava di ricostruire la propria identità nazionale.

La rassegna, curata da Virginia Lapenta e Guicciardo Sassoli de’ Bianchi Strozzi, rimarrà aperta fino al 15 settembre per essere poi ospitata da altre città cinesi e dell’Asia orientale. Espone opere che vanno dal primo ‘900 al Futurismo fino alle Biennali d’arte, comprese le opere di grafica d’avanguardia impiegata nelle pubblicità dell’epoca che evocano gli albori del Made in Italy. Cartelloni pubblicitari di Pirelli, Eni, Campari, Fiat, Alfa Romeo, Isotta Fraschini, Olivetti, Richard Ginori, realizzati dagli stessi artisti che lavorarono anche per le celebrazioni dei tre centenari, come Umberto Boccioni, Mario Sironi e Primo Conti.

Già presentata nel 2022 a Roma a Villa Farnesina ed esposta al Museo della Grafica di Pisa, la mostra, organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Pechino con il sostegno del Ministero della Cultura, Ambasciata d’Italia a Pechino e Associazione Amici dell’Accademia dei Lincei, è stata ripensata e riallestita al Raffles City Beijing, dove sono esposte 120 fra opere, manifesti e riviste e più di 150 fra libri, cataloghi, pubblicità, cartoline e francobolli d’epoca.




Ucraina, esperti italiani coinvolti nel restauro della Cattedrale ortodossa della Trasfigurazione di Odessa

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download“La tradizione delle scuole di restauro italiane si mette a disposizione di un progetto di recupero e di valorizzazione delle mura e degli affreschi, segnando così un’antica amicizia tra due popoli e una fattiva rinascita della città”

ROMA –  Tecnici italiani per il restauro uno degli edifici simbolo dell’Ucraina, la grande Cattedrale ortodossa della Trasfigurazione di Odessa, gravemente danneggiata da bombardamenti russi il 23 luglio scorso. “Anche in ricordo di una lunga e ricchissima storia di scambi tra Odessa e la cultura italiana, che ha portato alla fine del XVIII secolo gli architetti italiani a progettare il piano e gli edifici più rappresentativi della città, il Governo italiano ha coinvolto due tra le più autorevoli istituzioni culturali italiane, la Triennale di Milano e il Maxxi di Roma, allo scopo di raccogliere le migliori energie economiche, tecniche e culturali in grado di contribuire al restauro della Cattedrale della Trasfigurazione”, fa sapere con una nota Palazzo Chigi. “La tradizione delle scuole di restauro italiane, intese come dipartimenti universitari, istituti professionali, studi e laboratori, oggi si mette a disposizione di un progetto di recupero e di valorizzazione delle mura e degli affreschi colpiti dalle bombe russe, segnando così un’antica amicizia tra due popoli e una fattiva rinascita della città”, si sottolinea nella nota. La Cattedrale fu fondata nel 1794 e ricostruita nel 2005 dopo la distruzione da parte dell’URSS nel 1936. (Inform)




“1943” di Jacopo Benassi in Collezione Farnesina

jacopo benassi 1943 collezione farnesina

jacopo benassi 1943 collezione farnesinaTra le recenti acquisizioni all’interno della Collezione Farnesina, ecco “1943” di Jacopo Benassi (La Spezia, 1970), opera fortemente evocativa e composita. Delimitata da cornici di legno grezzo che ricordano il disimballaggio di una vita, “1943” è il tenero omaggio dell’artista alla madre, recentemente scomparsa.

Il lavoro presenta nel livello più profondo un dipinto realizzato da Benassi che trovò collocazione per decenni nella camera da letto dei genitori. A questo sono sovrapposte le immagini fotografiche del vuoto lasciato sul muro dopo la rimozione del dipinto, e il dettaglio del comodino marchiato dai segni dei sigari che il padre lasciava spegnersi sul bordo di legno.

Una cinghia nera tiene assieme le diverse cornici, così come l’amore di un figlio i ricordi dei propri cari.

Courtesy l’artista e @francesca_minini.




Online libro su architettura italiana a Buenos Aires

linfluenza italiana nel patrimonio architettonico di buenos aires

linfluenza italiana nel patrimonio architettonico di buenos airesÈ da oggi disponibile online il libro “L’influenza italiana nel patrimonio architettonico di Buenos Aires”, scaricabile gratuitamente cliccando QUI. Sfogliando le pagine del volume, promosso dall’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires, sarà possibile percorrere una passeggiata tra alcuni degli edifici più emblematici della capitale argentina progettati da architetti e ingegneri italiani.

Obiettivo del libro è far conoscere a un pubblico ampio un aspetto particolare della presenza italiana in Argentina: l’architettura, una delle innumerevoli sfaccettature degli storici legami che uniscono i due Paesi. Come maestranze, tecnici, progettisti e architetti, gli italiani in Argentina hanno fornito un contributo decisivo in tale ambito, segnando indelebilmente con un’impronta italiana la capitale argentina e lasciandole in eredità alcuni dei suoi simboli più significativi.

L’idea del libro nasce dopo il successo del concorso di disegno “DISEGNIAMO L’ITALIA – L’architettura italiana a Buenos Aires”, organizzato dall’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires in occasione della Festa della Repubblica Italiana del 2 giugno 2022 e che ha visto oltre trecento alunni delle scuole paritarie italiane della circoscrizione del Consolato Generale d’Italia a Buenos Aires cimentarsi nel disegno degli edifici più rappresentativi della capitale argentina progettati o realizzati da architetti e ingegneri italiani. Anche per tale ragione, i migliori elaborati del concorso arricchiscono le pagine del volume che, organizzate in tre tappe storiche, conducono il lettore a scoprire il contributo apportato da quindici autori italiani a ventuno gioielli architettonici di Buenos Aires.

Scarica QUI la versione del libro in alta definizione.




I disegni di Giovanni Tommasi Ferroni a Buenos Aires

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20rosarioDopo essere stata ospitata presso il Museo de Bellas Artes Juan B. Castagnino a Rosario (Argentina), nell’ambito dell’84° Congresso Internazionale della Società Dante Alighieri (21-24 giugno 2023), la mostra “Canto dopo canto. Cento disegni di Giovanni Tommasi Ferroni ispirati alla Divina Commedia di Dante” si sposta alla Casa de la Cultura – Edificio La Prensa, nel cuore di Buenos Aires, dove sarà aperta al pubblico dal 24 agosto al 9 settembre.
L’esposizione, realizzata dalla Società Dante Alighieri in collaborazione con la Fundación Internacional Jorge Luis Borges, il Pabellón de Bellas Artes della Universidad Católica Argentina (UCA), la Ciudad de Buenos Aires e Opera – Società di arte e cultura, con il patrocinio del Ministero della Cultura italiano, ruota attorno all’ultima fatica dell’artista toscano Giovanni Tommasi Ferroni, pittore e illustratore di grande talento: un corpus di cento tavole grafiche che costituiscono un raro esempio di illustrazione integrale dei cento canti della Commedia dantesca. “Per tutti gli artisti che, ieri come oggi, si sono confrontati con l’opera e il pensiero dell’Alighieri, – si legge nel testo introduttivo al catalogo firmato dal presidente della Società Dante Alighieri, Andrea Riccardi – il nodo centrale è stato quello di trovarne una corrispondenza visiva altrettanto significativa”.
I disegni di Tommasi Ferroni discendono da un lavoro paziente di ascolto e di riflessione intorno ad alcuni dei passaggi più celebri e significativi del poema e offrono un suggestivo viaggio visivo all’interno della sua complessa trama. Realizzate con tecnica mista su carta Fabriano, le opere appaiono eredi della solida tradizione disegnativa cui idealmente l’autore si volge, riecheggiando fantasie manieriste e sontuosità barocche: un linguaggio stilistico di forte presa che veicola la potenza evocativa del “visibile parlare” dantesco.
La mostra, nata da un’idea di Alessandro Masi con la cura della storica dell’arte Chiara Barbato, della Direttrice del Pabellón de Bellas Artes – UCA Cecilia Cavanagh e dell’editore Fabio Lazzari, è completata da alcuni pannelli didattici e da una preziosa pubblicazione stampata da Opera in tiratura limitata, che riproduce fedelmente e a dimensione reale le tavole originali. (aise) 




Buenos Aires, arte contemporanea italiana in mostra

buenos aires arte contemporanea italiana in mostra

buenos aires arte contemporanea italiana in mostraUn’esposizione dell’artista italiano Ryts Monet dal titolo WORLD MAP (about sustainable fashion) è visitabile a Buenos Aires nell’ambito della mostra collettiva Rompecabezas a cura di Diana B. Wechsler e Benedetta Casini.

WORLD MAP è un’iniziativa dell’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires, in collaborazione con BIENALSUR e il sostegno dell’Ambasciata d’Italia e dell’Ambasciata d’Austria a Buenos Aires. La mostra si può visitare fino al 31 dicembre 2023 presso MUNTREF Centro de Arte Contemporáneo y Museo de la Inmigración.

L’opera WORLD MAP ha origine da una riflessione sugli squilibri nei rapporti economici e politici a livello ambientale. Ryts Monet ha scelto l’immagine del planisfero realizzata per sottrazione, logorando e consumando un supporto di tessuti denim fino a generare l’immagine di una Terra esausta e ridotta a brandelli. L’opera è stata esposta al pubblico per la prima volta presso la Fondazione Pistoletto Cittadellarte, a Biella.

Enricomaria De Napoli, in arte Ryts Monet, nato a Bari (1982), vive e lavora a Vienna. Ha studiato all’Università IUAV di Venezia, dove si è diplomato in Arti Visive (2007) e si è specializzato in Comunicazione Visiva e Multimedia (2011). Il suo lavoro è stato esposto in istituzioni quali, la QUADRIENNALE DI ROMA (2023), BUCHAREST BIENNALE (2022), OFF BIENNALE CAIRO, Cairo (2018), TOKYO ARTS AND SPACES, Tokyo (2013).




Inaugurazione a Santiago del Cile della mostra “MOSAICO – Codice italico di un’arte senza tempo”

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mosaico teodora san vitale uai 450x450Inaugurazione il 3 agosto a Santiago del Cile della prima mostra itinerante multimediale a realtà aumentata dedicata ai mosaici. “MOSAICO- Codice italico di un’arte senza tempo” racconterà l’Italia in un viaggio di 2000 anni che attraversa l’intero Paese.

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, attraverso la Direzione Generale per la diplomazia pubblica e culturale e la collaborazione con Magister Art, ha prodotto la mostra itinerante e multimediale a realtà aumentata “MOSAICO. Codice italico di un’arte senza tempo” che offrirà al pubblico internazionale alcune delle opere più iconiche dell’universo musivo italiano in un percorso espositivo che unisce Roma, Pompei, Aquileia, Ravenna, Palermo, Monreale, Piazza Armerina e la città sommersa di Baia.

“È un grande racconto di promozione del Paese” spiega il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, “un debutto internazionale che rappresenta un ulteriore passaggio della nostra strategia di diplomazia pubblica e culturale, per portare nel mondo un’arte che accomuna grandi città e piccoli centri, valorizzando il patrimonio artistico dei nostri territori. I mosaici, per loro natura, sono quasi impossibili da trasportare, e per questo abbiamo pensato a una mostra con contenuti digitali e a realtà aumentata, anche per avvicinare un pubblico giovane”.

La mostra compirà un tour mondiale grazie alla rete di Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura. L’esposizione aprirà il 3 agosto al Museo Artequin di Santiago e vi rimarrà per due mesi, prima di continuare il proprio viaggio attraverso le Americhe, da Guadalajara – in occasione della Fiera Internazionale del Libro – a Città del Messico, per poi proseguire a San Paolo e negli USA, narrando le bellezze dell’arte musiva italiana.




“LoveITDetroit” ovvero il design italiano negli USA

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28detroitDopo il successo dell’edizione 2022, il Consolato d’Italia a Detroit e la Dante Alighieri Society of Michigan hanno deciso di confermare la loro presenza per tutto settembre attraverso il progetto chiamato “LoveITDetroit”, che ha vinto il primo bando del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per la “Città della Creatività Italiana nel Mondo”.
La mostra
Con base a Detroit, città simbolo del design Unesco negli Stati Uniti, sarà aperta al pubblico e disponibile dal 1 al 30 settembre presso 1001 Woodward Ave (in Campus Martius, la piazza principale di Detroit, che quest’anno ha vinto il titolo di Piazza migliore degli Stati Uniti) dalle ore 11 alle ore 18. L’installazione sarà anche la sede di 12 eventi in presenza (riguardanti i settori che spaziano dall’aerospazio alla moda, dalla mobilità sostenibile al vino, dall’opera al cinema), con relatori di spicco dall’Italia e le loro controparti locali, nonché sarà il luogo di lancio dell’intero mese del design della città, kermes annuale indetta in qualità di unica città del design UNESCO negli Stati Uniti.
Per l’occasione, il Consolato d’Italia a Detroit, rappresentato dalla Console Allegra Baistrocchi, ha nuovamente confermato a Ludovica Serafini e Roberto Palomba, quali Ambasciatori del Design Italiano nel mondo e catalizzatori di molteplici progetti internazionali, il ruolo di progettisti e curatori della mostra.
Nell’edizione 2023, LoveITDetroit si proporrà ancora una volta di attirare l’attenzione del pubblico internazionale, elevando ed esaltando la visione del Made in Italy. In particolare, l’installazione metterà in evidenza come le aziende italiane abbiano intrapreso un percorso dedicato alla sostenibilità, integrando tale approccio nella loro creatività.
LoveITDetroit sarà un’esposizione coinvolgente, che celebrerà l’incontro tra la creatività italiana e la sostenibilità ambientale – dalle opere in legno dei Verginer (Willy, Matthias e Christian) e quelle in vetro della Maestra Vetraia Chiara Taiariol; dai materiali tessili di realtà virtuose come Dolcevita, Orange Fiber e Rada, ottenuti dal riciclo di materiali (dal cotone riciclato, agli scarti delle arance, alla plastica raccolta dagli oceani) a look della stilista Stella Jean (che unisce alla sostenibilità elementi di giustizia sociale). La serata inaugurale sarà dedicata alla transizione ecologica di Kartell, che celebrerà i 20 anni della “Louis Ghost” di Phillipe Starck (60% meno inquinante oggi rispetto alla sua versione iniziale) affiancate dalla rechair (completamente realizzate con le capsule della Illy), che verranno dipinte dai 6 più importanti artisti di Detroit, esposti per l’intero mese, e poi messe all’asta a fini benefici.
La mostra incorporerà l’attitudine per la contaminazione che distingue Palomba Serafini Associati, descritta nelle parole di Ludovica+Roberto Palomba: “Possiamo definire il nostro approccio al design come “olistico”. Noi sviluppiamo ogni dettaglio focalizzandoci sull’immagine di insieme perché́ alla fine, tutti i singoli elementi del design – come le voci di un coro – si uniscono in una singola identità̀.”
L’installazione mostrerà come le aziende italiane siano all’avanguardia nell’adozione di pratiche e processi sostenibili lungo l’intera catena di produzione. Saranno evidenziati i progressi compiuti nell’uso di materiali riciclati, l’ottimizzazione dell’efficienza energetica e l’adozione di processi produttivi a basso impatto ambientale.
Il metaspace
Per rappresentare il valore del design italiano (non solo) a Detroit, anche per questo anno, l’evento in parallelo sarà̀ ospitato nel Metaverso con una mostra altamente coinvolgente in cui mondo virtuale e reale dialogheranno, eseguita anche per quest’edizione da Wedoo dallo spazio progettato da Ludovica+Roberto Palomba. La versione 3.0 del metaspace di LoveITDetroit, dopo il Made in Italy nella versione 1.0 e la mostra della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nella 2.0, verra’ lanciata il 1 settembre con una mostra importante.
Questo spazio, come quello fisico, manterrà il focus sulla sostenibilità con l’apporto della DTE, compagnia energetica del Michigan, che provvederà alla compensazione energetica (offset del CO2) così da rendere LoveITDetroit ad impatto zero.
Nelle parole della Console Baistrocchi: “LoveITDetroit diventerà ancora una volta una vetrina internazionale per l’eccellenza italiana, aiutando nel contempo a diffondere l’importanza di un approccio sostenibile nell’industria creativa e a ispirare alle best practice dell’Italia, integrando tradizione e artigianalità con tecnologia e innovazione. For the love of Italy. For the love of Detroit. And for the love of design!”. (aise)




Guido Casini: ambasciatore dell’arte italiana da Castelfiorentino a Montréal

monumento caboto

monumento cabotoGuido Casini aveva 32 anni quando arrivò a Montréal il 24 dicembre 1924. Era la vigilia di Natale e la gente affollava le vie della città  per le ultime compere festive. Qualche giorno prima, Casini era sbarcato al porto di Halifax a Pier 21, dove gli emigranti venivano accolti, portando i suoi strumenti d’arte e aveva poi viaggiato fino a Montréal dove sapeva che esistevano ottime possibilità di lavoro e guadagno nel campo delle belle arti.  Faceva freddo, la gente carica di pacchi andava di fretta, in strada passavano di continuo automobili e mezzi pubblici. Casini si  guardò intorno un po’ smarrito. Questa era una metropoli tanto diversa dalla bellezza raccolta di Castelfiorentino, dove era nato, o di Firenze dove aveva studiato alla Scuola di Arti Decorative e Industriali e poi all’Accademia con il noto professore Antonio Rivalta.

Aveva girato mezza Italia per perfezionare i suoi studi: a Roma all’Accademia di San Luca, poi all’Accademia di Venezia e infine a Ravenna, aiutandosi con le borse di studio e i premi che vinceva, finché era arrivata la Grande Guerra e lui, luogotenente degli Alpini, aveva dovuto interrompere la carriera di scultore. “Qui posso ricominciare e fare molta strada” pensò Casini mentre cercava l’indirizzo dei compaesani dove alloggiare. E di strada ne fece lo scultore di Castelfiorentino. Ricevette dalla Provincia del Québec e da privati committenti numerose commissioni per monumenti, lavori decorativi, busti commemorativi, statue da esporre nelle chiese, monumenti funerari a Montréal e in altre città. Divenne noto e influente nella comunità italo-canadese e si conquistò un posto di tutto rilievo nella comunità artistica, specie grazie al suo celebre monumento a Giovanni Caboto (nella foto in alto a destra) che resta ancor oggi la sua opera maggiore. Ottenuta la cittadinanza canadese nel 1930 e riunitosi con la moglie Albertina Bausi,

imageGuido Casini iniziò a esporre nelle gallerie più prestigiose come la  Royal Canadian Academy of Arts, dove fu esposta anche una foto del monumento ai caduti (nella foto a sinistra) che lui aveva scolpito nel 1924 per incarico della città di Castelfiorentino, opera che fu molto ammirata dai canadesi. Intanto nel giro di pochi anni aveva cominciato ad addensarsi nel mondo  un’altra tempesta ancora più spaventosa di quella scoppiata nel 1914. Quando l’Italia dichiarò l’entrata in guerra a fianco dell’Asse, il governo canadese nel nome della sicurezza nazionale mise agli arresti gli immigrati e anche i naturalizzati cittadini canadesi di origine italiana, giapponese e tedesca. Casini , insieme ad altri importanti esponenti della comunità italiana di Montréal, fu inviato nel campo di internamento di Petawawa, in Ontario. A guerra finita, tornò alla sua attività artistica a Montréal dove concluse la sua lunga e operosa vita nel 1981, all’età di 89 anni.

In questi giorni è uscito su “Miscellanea Storica della Valdelsa” della Società Storica della Valdelsa, un articolo di Giovanni Parlavecchia sull’opera di Guido Casini, concentrate sulla concezione e creazione del monumento ai caduti di Castelfiorentino che tanto aveva a suo tempo impressionato la società canadese. Questo documentatissimo lavoro si basa sulla  relazione tenuta dallo studioso in occasione dell’iniziativa «Il Popolo di Castelfiorentino durante la Grande Guerra (1915-1918). Le immagini, le lettere dei soldati, la mobilitazione civile, la memoria dei caduti», organizzata da Comune di Castelfiorentino, Società Storica della Valdelsa, Associazione Combattenti e Reduci, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Associazione Sei di Castelfiorentino se …, e tenuta il 27 ottobre 2018 presso il Ridotto del Teatro del Popolo di Castelfiorentino. Giovanni Parlavecchia, castelfiorentinese purosangue, nato nel 1949 e laureato in Lettere all’Università di Firenze, ha insegnato nelle scuole medie e dopo aver vinto il concorso per Bibliotecario a Castelfiorentino,sino dagli anni ’70 ha operato nel campo della promozione e organizzazione di eventi culturali. Per tutti gli anni ’90, Parlavecchia ha ricoperto incarichi dirigenziali e di alta responsabilità presso il Comune di Castelfiorentino. L’elenco delle iniziative culturali alle quali ha dato impulso sarebbe troppo lungo. Basti aggiungere che Parlavecchia ha  pubblicato saggi e recensioni su argomenti bibliografici, biblioteconomici, di storia locale, di storia contemporanea in riviste quali “Bollettino di informazioni della Associazione Italiana Biblioteche”, “Bollettino per biblioteche”, “Biblioteche oggi”, “Bit”, “Quaderni di documentazione”, “La Rivisteria”, “Il Grandevetro”, “Ricerca e Dibattito”, “Il Ponte”, “Italia contemporanea”, “Passato e presente”, “Miscellanea Storica della Valdelsa”, “Il teatro e il mondo”. A queste si aggiunge la riscoperta e la valorizzazione di un validissimo artista come Guido Casini al quale si riconosce una importanza fondamentale nel rappresentare e diffondere in Québec e in Canada la grande tradizione artistica italiana, l’eccellenza delle accademie d’arte della Toscana e d’Italia e l’impulso che seppe dare attivamente coinvolgendosi per lo sviluppo delle belle arti in Québec.

L’autrice dell’articolo, Anna Foschi Ciampolini, è nata a Firenze e vive a Vancouver, Canada. La sua famiglia materna ha radici a Castelfiorentino; infatti, sua madre, Fedra Naddi, era cugina di Guido Casini e parlava spesso della corrispondenza epistolare con lo scultore e la sua famiglia scambiata nel corso degli anni.