Washington: alla scoperta di De Nittis con Comites e Italians DC
scritto da Fatti Nostri | 3 Dicembre 2022
Italians in DC, in collaborazione con il Comites di Washington, ha organizzato ieri una visita guidata alla mostra di Giuseppe De Nittis, pittore impressionista italiano, ora in mostra alla Phillips Collection di Washington. Renato Miracco, curatore della mostra, è stato la guida d’eccezione per i connazionali che hanno approfittato di questa occasione.
Inaugurata il 12 novembre scorso, “An Italian Impressionist in Paris: Giuseppe De Nittis” rimarrà aperta al pubblico fino al 12 febbraio 2023.
Lo stimolo nasce dal riallestimento della Pinacoteca De Nittis di Barletta proprio ad opera del professor Renato Miracco, storico e critico d’arte, che insieme a studiosi italiani e statunitensi ha data vita ad una rilettura internazionale di De Nittis. (aise)
A Philadelphia sono protagoniste le donne pioniere nell’architettura
scritto da Fatti Nostri | 3 Dicembre 2022
Il Consolato Generale d’Italia a Philadelphia, in collaborazione con l’associazione di professionisti italiani a Philadelphia Pi.Philly, ha organizzato la conferenza “Women pioneering architecture: the first italian architects Plautilla Bricci and Elena Luzzato” che si terrà domani, 12 novembre, alle ore 10:30 (east time), presso l’Athenaeum di Philadelphia.
L’evento si svolge nell’ambito delle Speaker Series all’Athenaeum di Philadelphia e di MFA gender champions, iniziativa lanciata dal Ministero italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Interverrà la professoressa Lollobrigida, storica dell’arte presso l’Università dell’Arkansas, Rome Program. La sua conferenza sarà impostata sull’esplorazione della storia delle donne artiste nei tempi moderni e sulla loro importanza nell’architettura. Seguirà una sessione di domande e risposte.
L’evento si terrà in presenza e sarà ad ingresso libero, previa registrazione via email all’indirizzo events@athenaonline.org o al numero di telefono 215-925-2688. (aise)
Rinasce a Firenze l’Accademia Neoplatonica
scritto da Fatti Nostri | 3 Dicembre 2022
Il 7 Novembre, giorno della nascita del filosofo Platone, si è svolta nella Sede della Regione Toscana una conferenza internazionale dal titolo “ La Bellezza Ideale” evento celebrativo del 560° Anniversario dalla Fondazione dell’Accademia Neoplatonica di Firenze. Evento promosso dalla Regione Toscana dal Club per l’Unesco di Firenze, e dall’International Committee Leonardo da Vinci. L’evento ha visto la partecipazione del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, della massima esperta di Leonardo da Vinci e specialista del Neoplatonismo fiorentino Annalisa Di Maria; del Presidente del Club per l’Unesco di Firenze Vittorio Gasparrini e il Presidente dell’Arci Teatro Stefano Cosi. Sono intervenuti anche il Professore Emerito della Sorbona Jean-Charles Pomerol, che ha presieduto l’Università Pierre e Marie Curie e tutt’ora presidente del comitato scientifico del CNRS di Parigi e l’artista internazionale premio della Pace nell’Arte dell’ONU Andrea da Montefeltro.
Il presidente Giani parlando del recupero della Villa di Careggi ha ricordato che l’Accademia Neoplatonica fu fondata proprio qui nel 1462 da Marsilio Ficino, per incarico di Cosimo de Medici, il recupero di tale sito è il segnale di quanto importante sia il neoplatonismo per la cultura del Rinascimento fiorentino.
Questa giornata di studi, ha messo in luce l’eccellenza e la città di Firenze, quest’ultima come modello per tutto il mondo rinascimentale. Il discorso sulla bellezza ideale e il Neoplatonismo, affrontato dall’esperta Di Maria, spiega fino a che punto l’Accademia Neoplatonica, creata da Cosimo de’ Medici, abbia svolto un ruolo essenziale nello sviluppo filosofico e artistico del Rinascimento. Questo movimento, mirava a riportare alla luce il pensiero di Platone e della scuola di Atene. Durante il Rinascimento, i valori e i canoni artistici dell’antichità rappresentarono quindi un ideale da seguire e costituirono i criteri di giudizio estetico dell’epoca. Dalle parole dell’esperta Annalisa Di Maria “Per Leonardo da Vinci, questa bellezza ideale non poteva quindi essere che l’espressione di un codice matematico nascosto o di una geometria, quasi di essenza divina”.
L’intervento del Pr. Pomerol ha riguardato la recente pubblicazione scientifica “L’influenza neoplatonica e le proporzioni divine in Leonardo da Vinci” realizzata con Annalisa Di Maria e una collega francese, specializzata nell’applicazione della matematica nell’arte.
Questa recente ricerca ha permesso di dimostrare le misure universali immaginate dal maestro toscano, basate sul rapporto aureo. Leonardo aveva progettato un sistema di proporzioni identiche relative a tutti gli esseri viventi, una metodologia che aveva accuratamente tenuto per sé e che i contemporanei del suo tempo avevano cercato di decifrare. Questa scoperta sconvolge il mondo dell’arte perché permetterà di differenziare le opere del Maestro da quelle dei suoi allievi.
Questa metodologia si ritrova perfettamente applicata nell’Uomo Vitruviano e nel disegno a doppio lato, che rappresenta un Cavallo Ideale recentemente scoperto. Dai due disegni ne è emerso infatti la medesima proporzionalità, rappresentando elementi della Bellezza Ideale. In occasione dell’evento, l’International Committee Leonardo da Vinci ha consegnato il Premio internazionale “Leonardo The Immortal Light” per la sezione Recupero dei Beni Artistici, alla Salvatore Ferragamo SpA, perché rappresenta una delle eccellenze italiane più importanti come cultore nella ricerca della Bellezza e per il forte impegno nel recupero di elementi artistici del patrimonio culturale mondiale. Era presente al ritiro del premio il Presidente Leonardo Ferragamo. I premi e la scultura celebrativa creata per l’Anniversario dell’Accademia Neoplatonica sono stati realizzati dallo scultore internazionale Andrea da Montefeltroche spiega : l’opera celebrativa rappresenta l’idea suprema del Bene e che la molteplicità degli elementi della filosofia della religione e della scienza riguardi solo un aspetto transitorio e accidentale della realtà in cui viviamo e che tutto debba essere ricondotto all’unità.
L’evento ha visto la premiazione alla Regione Toscana per la Sezione dei Beni Architettonici per il recupero e restauro delle Ville Medicee, siti che testimoniano l’influenza esercitata dalla famiglia Medici sulla cultura europea moderna attraverso il mecenatismo delle arti.
A Firenze “La Bellezza Ideale” in una conferenza dell’Accademia Neoplatonica
scritto da Fatti Nostri | 3 Dicembre 2022
“La Bellezza Ideale”, è il titolo della conferenza internazionale che si svolgerà a Firenze il prossimo 7 di novembre.
L’evento, in programma a partire dalle 10.30 a Palazzo Strozzi, è stato organizzato in occasione del 560° Anniversario dalla fondazione dell’Accademia Neoplatonica.
È promosso dalla Regione Toscana, dal Club UNESCO di Firenze, dall’International Committee Leonardo da Vinci. Durante l’evento internazionale interverranno importanti esperti italiani ed esteri con le più recenti ricerche e studi nel mondo di Leonardo da Vinci e del Neoplatonismo.
Per l’occasione si terrà anche una delle premiazioni Leonardo The Immortal Light, destinata solo alle massime eccellenze mondiali, che verrà conferito alla Salvatore Ferragamo SpA per la Sezione di Premio Recupero dei Beni Artistici.
Saranno presenti alla Conferenza internazionale il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani; una dei massimi esperti internazionali di Leonardo da Vinci Annalisa Di Maria, il Professor Emerito della Sorbona Jean-Charles Pomerol presidente del Comitato scientifico CNRS, rappresentanti dell’International Committee Leonardo da Vinci, Membri del Club UNESCO di Firenze, Presidente dell’ARCIteatro di Firenze, lo scultore internazionale premio della pace nell’arte Andrea da Montefeltro, il presidente della Salvatore Ferragamo SpA, Leonardo Ferragamo.
LoveITDetroit, il Consolato desidera ospitare la prima mostra gratuita al mondo di arte moderna italiana nel metaverso
scritto da Fatti Nostri | 3 Dicembre 2022
Per celebrare il primo anniversario di BeIT, campagna globale che celebra tutto ciò che è “Made in Italy”, il Consolato d’Italia a Detroit ha rilanciato oggi il suo metaverso LoveITDetroit per ospitare la prima mostra gratuita al mondo di arte moderna italiana.
La galleria virtuale espone 13 dipinti della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Entrando nel metaverso di LoveITDetroit, i visitatori creano un avatar che consente loro di camminare attraverso la galleria, creata su un progetto dello studio di architettura di fama mondiale Palomba Serafini. Gli amanti dell’arte possono ingrandire da vicino i singoli dipinti, offrendo un’esperienza davvero coinvolgente e la possibilità di esplorare le opere d’arte in modo più dettagliato rispetto a una galleria del mondo reale.
“Si ritiene che il Consolato d’Italia a Detroit sia il primo ente istituzionale al mondo ad avere un proprio metaverso, quindi siamo entusiasti adesso di essere i primi al mondo a lanciare una mostra d’arte organizzata da un ente governativo nel metaverso”, ha affermato Paola Allegra Baistrocchi, Console d’Italia a Detroit. “Tra gli obiettivi più ampi del nostro Consolato c’è quello di mettere in luce un’Italia più contemporanea e tecnologica, di cui l’arte moderna e la tecnologia del metaverso sono esempi perfetti”. I 13 lavori esposti nel metaverso di LoveITDetroit sono (in ordine alfabetico per artista): Carla Accardi, “Composizione”, 1950; Giacomo Balla, “Insidie di guerra”, 1915; Alighiero Boetti, “Per un uomo alienato”, 1968; Alberto Burri, “Grande rosso P. N. 18”, 1964; Giuseppe Capogrossi, “Superficie 290”, 1958; Giorgio de Chirico, “Piazza d’Italia con statua”, 1937; Cagnaccio Di San Pietro, “La ragazza e lo specchio”, 1932; Giosetta Fioroni, “Ragazza TV”, 1964; Lucio Fontana, “Concetto spaziale”, 1961; Renato Guttuso, “Autoritratto”, 1942; Gastone Novelli, “Il grande linguaggio”, 1963; Mimmo Rotella, “Mitologia 3”, 1962; ed Emilio Vedova, “Scontro di situazioni n. 4”, 1959.
Fondata nel 1883, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea è l’unico museo nazionale italiano interamente dedicato all’arte moderna e contemporanea. Con oltre 20.000 opere tra dipinti, disegni, sculture e installazioni, la galleria offre un’ampia panoramica sull’arte dal XIX secolo ai giorni nostri.
“È meraviglioso che la tecnologia moderna ci permetta di condividere la grande arte moderna italiana con gli amanti dell’arte non solo a Detroit ma negli Stati Uniti”, ha aggiunto Baistrocchi. “Quando non sei a Roma, il metaverso di LoveITDetroit è la seconda migliore scelta. Il nostro Consolato è grato la Direttrice della Galleria Nazionale Cristiana Collu e al suo team per questa prima collaborazione al mondo”. Collu ha osservato: ““Che vuol dire reale? Dammi una definizione di reale”, chiede Morpheus a Neo in una delle scene topiche di ‘The Matrix’ e nello stesso film compare il libro di Jean Baudrillard del 1981 ‘Simulacri e simulazione’. Il metaverso iperreale, digitale e immersivo offre possibilità di vivere esperienze non solo simulate ma anche grazie alla simulazione di immaginare un mondo sorprendente e possibile anche nella realtà”. BeIT – la prima campagna di branding nazionale mai realizzata per l’Italia – è stata lanciata nel novembre 2021 dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano in collaborazione con l’Agenzia per il Commercio Estero. L’iniziativa globale si concentra in particolare su 26 paesi, inclusi gli Stati Uniti.
“Siamo orgogliosi di collaborare con il Consolato d’Italia a Detroit per portare la tecnologia del metaverso nella campagna BeIT”, ha affermato Franco Bevione, CEO di WEDOO, la società di trasformazione digitale che ha contribuito a costruire il metaverso per LoveITDetroit. “Il metaverso è stato un grande successo per il Consolato durante il Detroit Month of Design a settembre ed è formidabile poter rilanciare il metaverso 2.0 come galleria d’arte solo poche settimane dopo”.
Per accedere alla mostra gratuita, dal 27 ottobre al 1 dicembre 2022, si può visitare il metaverso da un computer all’indirizzo: https://www.loveitdetroit.com. (aise)
New York, Miami, Dubai. quando l’arte sposa lo stile
scritto da Alessandra Giorda | 3 Dicembre 2022
Pietro Castaldo rappresenta uno degli artisti più seguiti del momento. Versatilità, carattere estroverso, apertura mentale, capacità indiscusse sono alcuni tra gli ingredienti che lo rendono mai scontato nei suoi lavori d’arte che rappresentano una vera e propria innovazione.
Nell’intervista a seguire racconta la sua evoluzione nell’arte tra pubblico e privato in giro per il mondo.
Come nasce la tua passione per l’arte?
La mia passione nasce in giovane età in quanto mia nonna era una gallerista gia’ dagli anni 60 ed ha avuto il privilegio di trattare opere dei grandi maestro del primo novecento ed essere anche amica con alcuni di loro tra cui Burri
Quando hai iniziato a dipingere?
Ho iniziato in modo tradizionale con colori a olio …ritratti, paesaggi, animali… rimanendo sempre più attratto dall’ arte astratta/concettuale di Fontana, Burri, Manzoni, e Morandi.
Raccontaci del tuo periodo newyorkese
Importante il mio trasferimento a New York dove vengo in contatto con esponenti del nouveau realisme fondendo la concettualità della trasformazione della materia del Maestro Burri con il concetto ben più esasperato delle accumulazioni della materia…sto parlando del Maestro Arman che ho avuto il privilegio di conoscere e condividere idee e tecniche.
Da New York a Miami e la tua arte evolve: come?
Proseguendo la mia vita a Miami sono sicuramente stato contaminato dalla cartoon art…influenza che ha è un mix anche nei miei lavori attuali.
Come esprimi te stesso con l’arte?
Sarebbe retorico parlare d’interiorità, di emotions personali fissate su tela o scolpite. In questo momento l’ arte è condividere con chi guarda il mio lungo percorso…sicuramente non commerciale, ma è principalmente un concetto estetico legato alla fluidità delle forme non più impresse su tela con un pennello, ma usando, trasformando dei materiali poveri alterando le caratteristiche fisiche e cercando di far esplodere le opere con una matericità esasperata.
Possiamo prendere ad esempio due opere?
La prima e “Metamorfosi ” un monocromo rosso da cui emerge una tessitura della materia quasi sofferente e violenta senza lasciare spazio ad alcuna ironia. Frutto anche di un percorso personale.
La seconda opera è “Wonderful disorder “e un mix di tanti materiali: lenzuola, sacchi di just, cemento, colla per legno, piccoli gadget ed e una scultura che emerge dalla tela e strizza un occhio all’ ironia della cartoon art
Prossimo obbiettivo?
Continuare a sperimentare materiali non convenzionali fondendo innovazione con concettualità del passato che hanno segnato positivamente il mio percorso.
da www.iltelevisionario2.net
I muralisti italici
scritto da Generoso D'Agnese | 3 Dicembre 2022
Gli artisti Vincenzo Aderente, Gottardo Piazzoni, Domenic, Eduardo e Virglio Tojetti realizzarono molte opere nella straordinaria arte della pittura murale.
Erano anni effervescenti quelli che l’America viveva sul finire dell’Ottocento e agli inizi del Novecento. Anni carichi di vitalità artistica che trasformarono il grande e “ruvido” paese (negli ultimi anni dell’Ottocento erano state sedate anche le ultime fiammate pellirosse) in un cantiere aperto della decorazione, della pittura e dell’architettura. Il World’s Columbian Exposition del 1893 aveva aperto una nuova porta nell’immaginario popolare americano, che già con la prima Biennale di Venezia (1892) e con l’Esposizione di Parigi (1889) si era avvicinato alle nuove idee artistiche europei fagocitandone gli artisti più rappresentativi. Tra essi ovviamente non potevano mancare gli italiani, figli di una scuola artistica millenaria e possessori di una sensibilità particolare che nell’immensa nazione avrebbe sicuramente avuto il giusto riconoscimento. In quegli anni le arti erano considerate “strumenti per migliorare l’ambiente e il loro obiettivo niente di meno che il fasto pubblico”, e nessuna branca veniva sottovalutata nella grande fantasiosa tavolata americana.
Crebbe ad esempio alla grande la pittura murale e con essa lo stile classico di cui gli italiani erano indiscussi maestri. L’Italia a ragion veduta può essere definita la maggiore esportatrice di cultura classica negli Stati Uniti ed italiani sono i nomi degli artisti più interessanti impegnati nel grande arricchimento artistico della nazione. Nel Campidoglio di Washington ancora echeggiava il nome di Brumidi, quando nacque la stella di Vincenzo Aderente. Nato a Napoli nel 1880, questo artista crebbe nelle scuole americane e a soli diciassette anni vinse l’Art Students League ottenendo il privilegio di partecipare come assistente alla decorazione della sala da ballo del Waldorf Astoria Hotel.
La sua carriera non conobbe pause e l’italoamericano continuò sempre a migliorare la propria tecnica, impegnandosi soprattutto nel settore degli edifici pubblici. Sua è la decorazione della cattedrale cattolica di St. Matthew a Washington; nella chiesa della capitale americana, a poca distanza dalle ormai leggendarie opere di Brumidi, egli lavorò per sette anni insieme all’amico Bashfield per poi spostarsi a Boston, dove eseguì le pitture murali del Keith Memorial Theatre, nell’Indiana, nell’Ohio, nel New Jersey. Nel Queens, a New York, Aderente realizzò gli affreschi del Palazzo di Giustizia ma il suo nome meritò fama imperitura con il tema de “La lealtà” realizzato per i Buoni del Tesoro del Governo americano. Vincent Aderente morì a Bayside, Long Island, nel 1941 lasciando idealmente il suo “testimone” a Gottardo Fidele Piazzoni, autore ticinese di un ritratto della California in quattordici paesaggi nella più grande Public Library di San Francisco.
Piazzoni nacque a Intragna (Ticino, Svizzera) il 12 aprile 1872. Suo padre partì alla volta della California durante la sua infanzia, ma una volta compiuti 14 anni lo raggiunse insieme al resto della famiglia per aiutarlo a gestire una fattoria nella Carmel Valley, Contea di Monterey. Apprese i primi rudimenti artistici nei dintorni di San Francisco e qui incontrò Granville Redmond, celebre paesaggista californiano ma essendo muto, Piazzoni apprese il linguaggio dei segni per comunicare con lui e diventò uno dei suoi migliori amici, al punto di trascorrere insieme un lungo periodo di lavoro e studio a Parigi. Tornato in America nel 1897, acquisì la cittadinanza statunitense un anno più tardi e diede il via alla sua carriera, realizzando nella metropoli californiana le sue principali opere d’arte. Portano la sua firma i murali dipinti tra gli anni Trenta e Quaranta all’interno della San Francisco Public Library, poi spostati al de Young Memorial Museum alla fine degli anni Novanta. Prima di morire in California il primo agosto 1945, l’artista ticinese trasmise la propria passione alle figlie Mireille e Romy, nate nei primi anni del Novecento.
Antecedente a loro, il nome dei Tojetti risuonò con forza nell’olimpo artistico americano dell’Ottocento. Domenico Tojetti era nato a Rocca di Papa nel 1807 e aveva studiato con artisti di fama, tanto da ottenere riconoscimenti anche dal Vaticano: il pittore lavorò per Papa Gregorio XVI e per Papa Pio IX e realizzò affreschi nelle chiese di Roma, tra cui la Basilica di San Paolo fuori le Mura e la Basilica di Sant’Agnese fuori le Mura. Nel 1867 decise di abbandonare al città eterna e si imbarcò, con tutta la famiglia, su una nave diretta in Guatemala. Sopravvissuto miracolosamente ad un naufragio egli trascorse qualche anno nel paese centroamericano per poi trasferirsi prima in Messico e infine a San Francisco. Con lui c’erano i figli Eduardo e Virgilio, entrambi pittori, e tutti e tre dipinsero murali per molte chiese cattoliche californiane. Ma del loro lavoro resta poco. Gli incendi seguiti al terribile terremoto del 1906 spazzarono via gran parte delle loro opere. Divenuto direttore dell’Accademia di Belle Arti ebbe commissioni artistiche dal magnate della ferrovia John Hopkins e da Tiburcio Parrot. Il testamento artistico di Domenico Tojetti (morto a San San Francsco nel 1892) può essere comunque considerato “L’Allegoria dell’America”, dipinto conservato nell’Oakland Art Museum, esempio bellissimo dello stile neoclassico italiano del diciannovesimo secolo.
Toronto. Gli studenti di “Italian Studies” premiati all’Università
scritto da Fatti Nostri | 3 Dicembre 2022
Il Dipartimento di Italianistica dell’Università di Toronto promuove due premi annuali per “Best Undergraduate and MA student essays on a subject related to any field of Italian Studies“.
Possono partecipare studenti Undergraduate e MA iscritti presso qualsiasi College o Università in Canada o studenti non attualmente iscritti ad un corso Undergraduate o Master, ma che abbiano ottenuto il titolo di BA o MA da un College o un’Università canadese nei 12 mesi precedenti la partecipazione al concorso. Ogni premio avrà un valore di 500 dollari canadesi.
I premi annuali di Italian Studies dell’Università di Toronto hanno lo scopo di promuovere lo studio e la ricerca universitaria nel campo degli studi italiani, nonché di offrire a studenti eccellenti di altre istituzioni la possibilità di conoscere in prima persona l’istituzione e la comunità leader nel campo dell’Italian Studies in Canada.
Per maggiori informazioni si può visitare il sito web dell’Università di Toronto a questo link. (aise)
L’America ci restituisce opere d’arte esportate illegalmente
scritto da Fatti Nostri | 3 Dicembre 2022
Milioni di appassionati e semplici curiosi hanno ammirato, per anni, la pregiata mostra di anfore, elmi, terracotte e altri reperti archeologici, che vanno dal 1100 AC al 300 DC, nel famoso Metropolitan Museum of Art di New York.
Nessuno avrebbe immaginato che la provenienza di quei ventisette pezzi straodinari, ventuno italiani, fosse illegale. Capolavori dalle cifre da capogiro che la Procura Distrettuale di New York in sinergia con i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale hanno provveduto a sequestrare, ricostruendo le vie dell’illecito con base in Svizzera.
La vasta operazione ha coinvolto anche e soprattutto collezioni private americane portando alla confisca complessiva di 58 opere d’arte per un valore di 21 milioni di dollari.
La cerimonia di presentazione delle opere d’arte rubate – Foto di Terry W. Sanders
Il Met, come spiegato nella conferenza stampa di consegna dei reperti, ha collaborato con le forze dell’Ordine dichiarandosi estranea ai fatti. Anche se non è la prima volta che si verificano episodi simili. Tutto è stato portato via ed è pronto per fare ritorno a casa, in Egitto e in Italia. E a questo proposito, gli investigatori hanno appurato che alcuni dei pezzi rubati e in mostra al Met sarebbero finiti nella Grande Mela grazie a Gianfranco Becchina, già noto alle forze dell’Ordine, un noto mercante d’arte siciliano proprietario di una Galleria in Svizzera. Non sarebbe comunque l’unico coinvolto nella operazione. Compaiono anche Giacomo Medici (avrebbe avuto un ruolo importante nella sparizione e trasferimento della testa di Athena), Pasquale Camera ed Edoardo Almagia.
Pezzi da togliere il fiato. Tra queste, la testa di Atena, una coppa di vino greca in terracotta, elmi. Ancora, una tazza di terracotta del 470 A.C., del valore di 1,2 milioni di dollari (era stata comprata dal Met nel 1979).
“Questa nuova restituzione di beni archeologici di grandissimo valore è prova degli straordinari risultati che la collaborazione tra Italia e Stati Uniti nel settore del contrasto al traffico illecito di reperti e opere d’arte continua a produrre da oltre vent’anni. I nostri Paesi credono fermamente nel valore della protezione del patrimonio culturale, al centro di un’attività congiunta che ci rende molto orgogliosi” ha osservato l’Ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti, Mariangela Zappia.
L’Executive Assistant District Attorney di New York County Lisa Delpizzo – Foto di Terry W. Sanders
“Le opere recuperate oggi sono d’immensa rilevanza storica e artistica”, ha commentato il Console Generale a New York Fabrizio Di Michele. “Questa operazione di rimpatrio fa seguito ad altre due analoghe operazioni recentemente concluse con la Procura distrettuale di New York. Soltanto negli ultimi nove mesi, sono oltre 400 le opere d’arte restituite al nostro paese”.
“Un grande dono per l’Italia che riavrà reperti di notevole valore. Opere che si trovavano in diverse collezioni private e in Musei americani molti noti. La base della rete e’ l’Europa, la Svizzera, dove esistono molte Gallerie d’Arte che seguiamo sempre con attenzione”, spiega il Generale di Brigata Roberto Riccardi del Comando Tutela Patrimonio Culturale.
La cerimonia di restituzione, avvenuta alla presenza dell’Executive Assistant District Attorney di New York County Lisa Delpizzo e del Generale di Brigata Roberto Riccardi del Comando Tutela Patrimonio Culturale, rappresenta la terza in meno di un anno. La prima nel dicembre scorso. Nell’ambito del più grande accordo di restituzione stretto tra i due Paesi, circa 200 reperti archeologici, tra vasi dipinti, busti in marmo, sculturine in ceramica e anche l’antica statua romana transitata per la collezione di Kim Kardashian, tornarono in Italia nel dicembre dello scorso anno. Il valore complessivo fu di circa 10milioni di dollari. La seconda restituzione si è avuta a luglio scorso con 142 opere d’arte stimate circa 14milioni di dollari.
Da La Voce di New York – articolo di Rosa Coppola
“MADI Italia”: ancora pochi giorni per visitare la mostra al MACLA di La Plata
scritto da Fatti Nostri | 3 Dicembre 2022
Il Consolato Generale di La Plata ha contribuito al restauro delle opere e all’allestimento dell’esposizione “MADI Italia”, che, inaugurata nel mese di luglio, sarà allestita presso il Museo de Arte Contemporaneo Latinoamericano di La Plata (MACLA) sino alla fine di agosto con ingresso libero e gratuito.
L’esposizione, che presenta 40 opere di artisti italiani, ha avuto un ampio successo di pubblico e di critica, caratterizzandosi come uno degli eventi espositivi più importanti dell’anno.
La mostra offre l’opportunità di conoscere opere di un movimento artistico nato in Argentina e successivamente sviluppatosi essenzialmente in Italia.
I 22 artisti hanno prodotto le loro opere in Italia negli anni novanta/duemila e successivamente le hanno donate al MACLA di La Plata costituendo una collezione unica del suo genere. Le opere, uniformi nel loro stile, si caratterizzano per l’utilizzo di nuovi materiali come l’acrilico e il plexiglass e per una composizione in forme geometriche e poligonali. (Aise)