“Buone Nuove. Women Changing Architecture” alla Scuola di Architettura dell’Università del Costa Rica (6 novembre-4 dicembre)

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ambasciata ditalia a san jose buone nuove. women changing architecture alla scuola di architettura delluniversita del costa rica 6 novembre 4 dicembre immagine2L’Ambasciata d’Italia in Costa Rica in collaborazione con la Scuola di Architettura dell’Università del Costa Rica (UCR), presenta la mostra “Buone Nuove. Women Changing Architecture”, un progetto ideato dal MAXXI-Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma e promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Dalle pioniere d’inizio Novecento alle professioniste di oggi, dai collettivi multidisciplinari ai grandi studi internazionali, la mostra Buone Nuove documenta la presenza sempre più forte e autorevole di nuovi soggetti nel tessuto produttivo e nel panorama creativo dell’architettura contemporanea, con un’attenzione particolare alla questione di genere e alla presenza delle donne. La mostra racconta le vite e il lavoro di oltre cento protagoniste del pensiero e della pratica architettonica in Italia e in tutto il mondo. Un affresco di voci ed esperienze si intrecciano in un percorso che si articola in quattro sezioni: Storie, che raccoglie un archivio di architette e designer dai primi del Novecento ad oggi; Pratiche, incentrata su undici autrici rappresentative dei nuovi modi di concepire l’architettura; Narrazioni che riunisce i contributi di storiche, teoriche, direttrici di musei e di riviste; Visioni, con opere video dedicate al tema della parità di genere. La mostra racconta storie di architette italiane – da Lina Bo Bardi a Gae Aulenti, da Cini Boeri a Maria Giuseppina Grasso Cannizzo – accanto alle esperienze di progettiste internazionali che hanno realizzato opere in Italia, e si completa con una sezione di narrazioni e visioni, che raccoglie interviste e video dedicati al rapporto tra genere, spazio e professione. In occasione dell’edizione costaricense, la mostra include anche una sezione speciale dedicata a quattro architette costaricane, selezionate per il loro significativo contributo al panorama architettonico nazionale, creando così un dialogo tra le esperienze italiane e quelle del Costa Rica. La mostra sarà inaugurata giovedì 6 novembre alle ore 18:00 presso la Sala Espositiva Bernal Madriz della Scuola di Architettura dell’UCR a San José e rimarrà aperta fino al 4 dicembre 2025.(Inform)




Faenza e La Spezia nuove Città Creative dell’UNESCO

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sin títuloL’UNESCO garantisce all’Italia due nuovi riconoscimenti nel panorama culturale internazionale: Faenza e La Spezia entrano ufficialmente nella Rete delle Città Creative dell’UNESCO, che oggi conta 408 città in oltre 100 Paesi. Con queste nuove adesioni, le città italiane nella rete salgono a 16, confermando il ruolo del nostro Paese come punto di riferimento globale per la cultura e la creatività.

La Rete delle Città Creative riunisce centri urbani che pongono la cultura e le industrie creative al centro delle proprie strategie di sviluppo sostenibile, promuovendo la cooperazione internazionale e lo scambio di buone pratiche tra comunità.

“Un riconoscimento di grande prestigio per i territori italiani e per la loro straordinaria capacità di innovare a partire dalla tradizione. Faenza e La Spezia rappresentano due esempi virtuosi di come la creatività e la cultura possano diventare leve concrete di crescita e coesione sociale”, ha commentato il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani.

Fondata nel 2004, la Rete delle Città Creative dell’UNESCO promuove la creatività come motore di sviluppo economico, sociale, culturale e ambientale.

Faenza, designata per il settore dell’artigianato e delle arti popolari, è riconosciuta a livello internazionale per la sua storica tradizione ceramica. La città si distingue per le politiche di partecipazione culturale, l’apertura alla collaborazione internazionale e la resilienza dimostrata nella ricostruzione post-alluvione, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

La Spezia, selezionata per il design, si afferma come laboratorio di innovazione urbana, blue economy e sostenibilità ambientale, ponendo la creatività al servizio del territorio e delle nuove generazioni.

Con queste designazioni, l’Italia consolida la propria presenza nella Rete UNESCO e rafforza la sua immagine di Paese della creatività diffusa, dove cultura, artigianato e innovazione si intrecciano per costruire modelli di sviluppo inclusivo e sostenibile, in dialogo con il mondo.




In Messico un’esposizione sulla cultura italiana del design

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mostrauniversumpuntovertL’Istituto italiano di cultura di Città del Messico porta al museo delle scienze dell’Unam —l’università più grande e importante del Paese— l’esposizione Tools For After-Design, una mostra che fa il punto sull’innovazione della cultura del progetto in Italia con oggetti reali, immagini e filmati.

L’apertura è prevista per il 7 novembre presso il centro espositivo Universum e il pubblico potrà visitare l’installazione fino al 18 gennaio 2026.

Come sarà il design e l’architettura del dopo? Cosa deve fare il progetto ai tempi dell’Antropocene? Tools For After Design propone soluzioni concrete per prevenire e affrontare gli scenari che il pianeta ci sta preparando. Il progettista è un visionario che ha il compito di immaginare il futuro: immaginare è progettare e progettare è ciò che fanno architetti e designer.

L’esposizione presenta un’accurata selezione di proposte di ultima generazione —con progetti e prodotti del nuovo design— che rappresentano una risposta alle domande urgenti che pone il tema.

Saranno visibili prototipi e scenari che tengono conto delle sfide della sostenibilità più all’avanguardia, con pezzi selezionati creati da studenti di scuole italiane, in rappresentanza delle nuove generazioni.

La mostra è articolata in quattro sezioni: Life, Paleo, Tools e Maps. Life esplora il concetto di oggetti con un’anima e diverse forme di vita, mentre Paleo si concentra sul fascino della preistoria e sull’idea che siamo fatti per stare all’aperto e muoverci, influenzando il contemporaneo. Tools sottolinea come l’immaginazione e la capacità di inventare nuovi strumenti possano cambiare il reale e Maps, infine, incoraggia un nuovo approccio progettuale basato sul cammino e sulla creazione di geografie dell’immaginario per orientarsi nell’oggi.

Immagine: toolsforafter.info

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Washington. Una mostra sul gusto del design italiano

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28washInaugura il 18 novembre negli spazi dell’Ambasciata d’Italia a Washington la mostra “Il gusto del design italiano”, a cura di Elisabetta Pisu, presentata dall’Istituto Italiano di Cultura di Washington in occasione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo. L’esposizione, in programma sino al 4 dicembre, racconta l’evoluzione del design italiano nell’ambiente cucina attraverso creazioni originali e oggetti firmati dai grandi maestri del progetto.
30 opere esplorano il legame fra il design made in Italy e la cultura della tavola, attraverso un percorso che va dagli anni Trenta ai nostri giorni, mettendo in luce alcune delle firme, dei brand e degli oggetti più rappresentativi.
“Con questa mostra”, rileva la direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Washington, Elettra La Duca, “celebriamo due eccellenze del nostro patrimonio culturale per le quali l’Italia è famosa nel mondo, in particolare negli Stati Uniti. La varietà gastronomica del nostro Paese si riflette nella realizzazione di oggetti di design creativi, capaci di stupire per originalità ed eleganza senza sacrificare la funzionalità”.
Ne “Il gusto del design italiano” si trovano esposti pezzi iconici, che hanno fatto la storia della preparazione e della presentazione del cibo e che continuano a essere indissolubilmente legati all’immaginario collettivo del rito della tavola, accanto ad altri, che segnano un’evoluzione dal punto di vista tecnologico oltre che del percepito sociale, portando ai visitatori una selezione di realizzazioni che fa luce non solo sulle soluzioni innovative ma, soprattutto, sul design come disciplina rappresentativa di un’epoca, di un mutamento di abitudini, di valori e di attribuzione di significato.
Si comprende come questa evoluzione veda negli anni ’90 il design italiano al centro di una rivisitazione dei piccoli elettrodomestici, come macchine per espresso, toaster e frullatori.
Dai piccoli accessori per la mise en place agli strumenti professionali per la preparazione , ogni pezzo esposto nella mostra riflette la maestria e il senso formale distintivo del design italiano, che mette insieme funzionalità ed estetica, innovazione tecnologica e bellezza.
Dall’iconico spremiagrumi Juicy Salif di Philippe Starck per Alessi del 1990 alla grattugia dalle linee sinuose Forma di Zaha Hadid per Alessi del 2021, al Toast di Gae Aulenti per Trabo del 1997, fino al Matarél di Matteo Ragni in vetro trasparente borosilicato del 2017, passando per le posate Conca di Gio Ponti prodotte da Sambonet a partire dal 1955.
“I processi che riguardano la preparazione, il servire e il conservare il cibo”, spiega la curatrice Elisabetta Pisu, “sono sempre stati al centro della cultura italiana sin dal tempo dell’antica Roma, così come la ricerca tra funzionalità e stile. Questo ha fatto sì che artigiani e, in epoca più recente, designer e architetti abbiano dato vita a oggetti raffinati e tecnologici, mai creati prima, diventati pezzi iconici riconosciuti in tutto il mondo ed entrati a far parte della storia del design italiano”. (aise) 




“Les Voix”: a Montreal dialogo tra fotografia e poesia con Alessandra Calò e France Cayouette

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14montrealUna serata speciale dedicata al dialogo tra fotografia e poesia. È quella che, per un solo appuntamento, il fienile di Poème en août a Montreal ospiterà il 18 ottobre per iniziativa di Rencontres de la photographie en Gaspésie e con la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura.
Alle ore 17.00 di sabato 18, gli spazi di Poème en août accoglieranno l’esposizione delle scatole luminose “Les Voix” e il lancio del libro omonimo, frutto della collaborazione tra le artiste Alessandra Calò (Italia) e France Cayouette (Québec).
Durante la serata, i partecipanti potranno scoprire le opere esposte, assistere alla lettura di poesie scelte da Cayouette, condividere un aperitivo e una zuppa conviviale e partecipare a una conversazione con le due artiste sul processo creativo del progetto, moderata da Suzie di Poème en août.
Nato da una residenza artistica congiunta realizzata nell’estate 2024 nella Baie-des-Chaleurs, Les Voix intreccia immagini d’archivio e racconti raccolti tra gli abitanti della Gaspésie, restituendo un ritratto poetico e contemporaneo del territorio attraverso lo sguardo della fotografia e della poesia. (aise) 




Canada. Vancouver ospita l’Italian Design Weeks 2025

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6vancouverDal 16 al 30 ottobre prossimi Vancouver ospiterà la 7ª edizione dell’Italian Design Weeks, la principale rassegna dedicata in Canada Occidentale al design, alla moda e all’artigianato italiano. Un appuntamento che, anno dopo anno, si conferma come vetrina privilegiata per raccontare l’evoluzione dello stile italiano e il suo impatto sulla scena internazionale.
La manifestazione, ideata e promossa dalla Italian Chamber of Commerce in Canada – West, propone un ricco calendario di incontri, conferenze, mostre ed esperienze culinarie, offrendo al pubblico canadese l’opportunità di vivere da vicino l’eccellenza e la creatività del Made in Italy.
Negli ultimi anni, la città ha rafforzato il proprio ruolo di hub per l’innovazione e il design di qualità, ospitando progetti residenziali di prestigio realizzati in collaborazione con rinomati studi italiani e accogliendo i flagship store di marchi iconici come Poliform, Stefano Ricci, Reflex e Aran Cucine. Un contesto dinamico che rende Vancouver una destinazione ideale per valorizzare il talento e la capacità innovativa delle imprese italiane.
L’edizione 2025 dell’Italian Design Weeks non sarà solo un viaggio attraverso architettura, moda e interior design, ma proporrà anche esperienze enogastronomiche selezionate, per far scoprire al pubblico locale il gusto autentico delle tradizioni italiane: dal gelato artigianale ai formaggi tipici, passando per oli d’oliva e dolci regionali. (aise)




USA. San Francisco: da domani la mostra “West”, ovvero l’America di Francesco Iodice

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Sarà l’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco ad ospitare, nella sede di INNOVIT (Italian Innovation and Culture Hub), la mostra fotografica WEST di Francesco Jodice.
La mostra sarà inaugurata il 26 settembre e sino al 30 novembre presenterà per la prima volta negli Stati Uniti 18 scatti tratti da un progetto fotografico il cui principale obiettivo è quello di invitare a riflettere criticamente sull’ascesa e la caduta dell’ultimo grande impero occidentale, gli USA, in un arco temporale che va dall’inizio della corsa all’oro (1848) al fallimento di Lehman Brothers (2008).
Il progetto WEST è stato realizzato grazie al supporto della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero italiano della Cultura.
La mostra WEST è organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco e promossa dal Consolato Generale d’Italia a San Francisco, da MUNAF – Museo Nazionale di Fotografia di Cinisello Balsamo e da INNOVIT (Italian Innovation and Culture Hub).
WEST, IL PROGETTO FOTOGRAFICO
Attraverso tre lunghi viaggi, realizzati tra il 2014 e il 2022 in una delle più antiche strutture geologiche del pianeta, Francesco Jodice rilegge una parte importante della nostra storia attraverso un repertorio visivo di miti e rovine, utopie, miraggi e fallimenti.
È l’archeologia di un presente che è già passato. California, Nevada, Utah, Wyoming, Arizona, Colorado, New Mexico, Nebraska, Texas, con l’inclusione delle aree contigue del Messico, sono alcuni degli Stati in cui ebbe luogo la corsa all’oro. Questi territori sono stati attraversati da Francesco Jodice per il suo progetto di ricerca: il fulcro del lavoro si trova all’incrocio tra la peculiare geologia di quest’area e le rovine archeologiche (miniere, città fantasma, complessi e infrastrutture abbandonate) di una stagione animata da un irrefrenabile desiderio di ricchezza immediata.
In una temporalità visiva che sembra fondere passato, presente e futuro le opere fotografiche di Jodice evocano il percorso occidentale integrando economia, territorio, politica, cultura del “secolo americano” come sineddoche dell’Occidente. Nell’era della post-verità, della reinterpretazione e del revisionismo, WEST propone una storia alternativa del potere e della cultura nell’Occidente globalmente considerato, non solo gli Stati Uniti, ma una dimensione che ci riguarda tutti. Al contempo, WEST ci immerge in una storia visionaria e forse irripetibile, quella della più potente macchina degli immaginari che sia mai esistita.
Il progetto artistico WEST è stato sostenuto dall’Italian Council (X edizione, 2021), programma di promozione internazionale dell’arte italiana della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero italiano della Cultura. È stato realizzato dal MUNAF – Museo Nazionale di Fotografia con la collaborazione della Galerie Le Château d’Eau di Tolosa e di Arc en Rêve Centre d’Architecture a Bordeaux.
FRANCESCO JODICE, L’ARTISTA
Nato a Napoli nel 1967, Francesco Jodice ha studiato architettura. Attualmente è docente presso la NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. È stato tra i fondatori dei collettivi Multiplicity e Zapruder.
La sua ricerca artistica indaga i mutamenti del paesaggio sociale contemporaneo, i fenomeni di antropologia urbana, i nuovi processi di partecipazione. I suoi progetti mirano alla costruzione di un terreno comune tra arte e geopolitica, proponendo la pratica artistica come poetica civile.
Tra i suoi lavori principali, l’atlante fotografico What We Want, un osservatorio sulle modificazioni del paesaggio in quanto proiezione dei desideri collettivi, e la trilogia di film sulle nuove forme di urbanesimo Citytellers. Alcuni suoi recenti progetti – come Atlante, American Recordings, West e Rivoluzioni – esplorano i possibili scenari futuri dell’Occidente.
Tra le sedi e le manifestazioni in cui ha esposto i suoi lavori: Greek Film Archive di Atene; Podbielski Contemporary a Berlino; il MAMbo di Bologna; la BrusselsBiennial; la QAGOMA – Queensland Art Gallery a Brisbane; Palazzo Strozzi a Firenze; la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Alba; Museo de Arte Contemporáneo Wifredo Lam a L’Avana; la Tate Modern di Londra; il Museo Nacional del Prado a Madrid; Triennale e Palazzo Reale a Milano; Multimedia Art Museum a Mosca; al Wales Museum di Mumbai; a Napoli, Museo MADRE, Quadriennale e MANN – Museo Archeologico Nazionale; a New York, International Center of Photography, Whitebox Art Center e Pratt Manhattan Gallery; la Maison Européenne de la Photographie di Parigi; Fotografia Europea a Reggio Emilia; a Roma, Palazzo Barberini, GNAM – Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea e Palazzo del Quirinale; Netherlands Architecture Institute di Rotterdam; Museo de Arte Contemporáneo a Santiago del Cile; Bienal de São Paulo; Tehran Museum of Contemporary Art; Rice Gallery/G2 a Tokyo; a Torino, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Camera – Centro Italiano per la Fotografia, GAM e Biennale Internazionale di Fotografia; a Venezia, Mostra Internazionale di Architettura ed Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale; Biennale Yinchuan, MOCA – Museum of Contemporary Art. (aise) 




Guatemala: inaugurata la mostra dell’IIC “Obiettivo Italia”

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Si è svolta il 10 settembre scorso, presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Città del Guatemala, l’inaugurazione della mostra fotografica “Obiettivo Italia”, che proseguirà fino al 2 ottobre.
La mostra si propone di documentare le tracce della radicata e variegata presenza italiana in Guatemala, riflettendo sul profondo legame fra i due Paesi in occasione dell’anniversario dei 25 anni dalla fondazione del locale Istituto italiano di Cultura. L’esposizione accoglie 30 scatti fotografici originali, frutto di un concorso aperto a professionisti e semplici appassionati, ai quali è stato affidato il compito di immortalare in maniera originale e ponderata tracce, aspetti e momenti del legame fra Italia e Guatemala.
Contestualmente all’inaugurazione della mostra, si è tenuta anche la premiazione dei vincitori, Luz Díaz Tinoco, Javier Barrientos e Gretel Liberati, selezionati da una giuria composta da profili di spicco della locale comunità culturale. La serata è stata arricchita dall’intervento musicale del cantautore guatemalteco Raúl Sosa, che ha proposto un repertorio di celebri canzoni italiane per voce e chitarra. (aise) 




USA. Texas: in mostra gli antichi marmi della Collezione Torlonia

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È stata inaugurata dall’ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, Marco Peronaci, la seconda tappa americana della mostra “Myth and Marble: Ancient Roman Sculpture from the Torlonia Collection”. Ad ospitarla dal 14 settembre scorso e sino al 25 gennaio 2026 è il Kimbell Art Museum, presso il Renzo Piano Pavilion.
L’esposizione porta per la prima volta in Nord America una selezione di cinquantotto capolavori di cui 24 recentemente restaurati, provenienti dalla più importante collezione privata di scultura romana al mondo.
“L’opportunità di presentare al pubblico americano opere di scultura romana antica di tale imponenza è estremamente rara, e noi del Kimbell siamo grati alla Fondazione Torlonia per aver reso possibile questa esperienza unica”, ha dichiarato Eric Lee, direttore del Kimbell Art Museum. “Si tratta della prima mostra di scultura romana antica nei cinquantatré anni di storia del Kimbell, resa ancora più straordinaria dal fatto che la leggendaria Collezione Torlonia è rimasta in gran parte invisibile negli ultimi settant’anni”.
Le opere esposte al Kimbell sono state realizzate tra la fine del V secolo a.C. e l’inizio del IV secolo d.C., con la maggior parte databile al periodo dell’Alto Impero (I–II secolo d.C.). I visitatori potranno ammirare esempi dei generi più emblematici della scultura romana in marmo antico, tra cui grandi figure di dei, dee ed eroi mitologici, vividi ritratti di imperatori e delle loro famiglie, e magnifici monumenti funerari. La metà delle sculture è stata recentemente pulita, restaurata e studiata appositamente per questa presentazione in Nord America.
La mostra è co-organizzata dall’Art Institute di Chicago e dalla Fondazione Torlonia, in collaborazione con il Kimbell Art Museum, il Montreal Museum of Fine Arts e Museum Box.
Le sculture sono state restaurate dalla Fondazione Torlonia con il contributo di Fondazione Bulgari. (aise) 




Washington, l’Ambasciatore Peronaci inaugura la mostra “Depero. Graphics: Between Italy and the United States”

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washington ambasciatore ditalia peronaci ha inaugurato la mostra depero graphics between italy and the united states immagine4L’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, Marco Peronaci, ha inaugurato la mostra “Depero. Graphics: Between Italy and the United States”, dedicata al Futurista italiano Fortunato Depero, che sarà ospitata presso l’Ambasciata d’Italia a Washington fino al 30 gennaio 2026. Ideata da Maurizio Scudiero, curatore dell’Archivio Depero, l’esposizione “vuole presentare, attraverso il lavoro di Depero, un’immagine dell’Italia come inesauribile fucina di arte e cultura, laboratorio creativo dove tradizione e innovazione si incontrano da sempre”, ha commentato l’Ambasciatore Peronaci. “Depero è stato anche un ponte tra Italia e Stati Uniti: questa mostra sottolinea bene il profondo intreccio che ha alimentato la reciproca contaminazione e il dialogo culturale tra i nostri Paesi nel secolo scorso e oltre”, ha aggiunto l’Ambasciatore.

Insieme all’Ambasciatore Peronaci, al suo primo evento pubblico dopo la presentazione delle credenziali al Presidente Trump, è intervenuto il Sottosegretario di Stato per la Diplomazia Pubblica, Darren Beattie, che ha sottolineato l’interesse dell’Amministrazione americana a rafforzare ulteriormente i legami tra Italia e Stati Uniti in ambito culturale. Con quasi cinquanta opere tra disegni, collage e dipinti, la mostra mette in risalto il ruolo pionieristico di Depero nell’unire arte, design e comunicazione. Sottolinea inoltre il suo straordinario legame con gli Stati Uniti: durante il soggiorno a New York tra il 1928 e il 1930, Depero realizzò celebri copertine per Vanity Fair e The New Yorker, collaborò con agenzie pubblicitarie e designers e portò il Futurismo al pubblico americano. Sarà possibile visitare la mostra in Ambasciata iscrivendosi alle visite guidate che saranno organizzate dall’Istituto Italiano di Cultura di Washington. “Depero. Graphics: Between Italy and the United States” è prodotta da StArt Management e sostenuta da Campari, storico partner di Depero. (Inform)