A Città del Messico la mostra “Buone Nuove. Women changing architecture”

whatsapp image 2023 05 14 at 9.44.53 am 1024x731

whatsapp image 2023 05 14 at 9.44.53 am 1024x731È in corso presso la Facoltà di Architettura dell’UNAM (l’Università nazionale autonoma del Messico) la mostra “Buone Nuove. Women changing architecture”, realizzata dal MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e UNAM. La mostra – informa la Farnesina – intende offrire al pubblico locale un nuovo e più inclusivo punto di vista sull’architettura, focalizzandosi sul ruolo delle donne nell’architettura italiana, dalle talentuose pioniere del XX secolo alle voci più incisive della scena contemporanea. Legata a doppio filo all’esposizione “Buone Nuove. Donne in architettura” presentata al MAXXI, la mostra si articola in più capitoli: il primo – “Storie di architette italiane” – è dedicato ai progetti e alle biografie di alcune delle esponenti di punta della nostra architettura dal dopoguerra, come Lina Bo Bardi, Gae Aulenti, Cini Boeri, Maria Giuseppina Grasso Cannizzo; il secondo – “Pratiche in Italia” – pone l’attenzione su lavori realizzati in Italia da progettiste internazionali; chiudono l’esposizione i capitoli “Narrazioni e visioni”, con interviste ad esperte e studiose sul tema della gender equality e sul rapporto sempre più consapevole fra “genere e spazio”. (Inform)




Città del Messico, Lucia Veronesi e la sua mostra sul rapporto tra lingua e botanica

sinnombreconocidopuntovert

sinnombreconocidopuntovertNell’ambito della residenza Lingue Sorelle dell’Istituto italiano di cultura di Città del Messico (Iic), l’artista mantovana Lucia Veronesi presenta il progetto Sin nombre conocido, una mostra dedicata ad approfondire il rapporto tra lingua e botanica.

La diversità biologica e linguistica del Messico mostra una forte sovrapposizione geografica, in particolare negli Stati di Oaxaca, Chiapas, Veracruz, Guerrero e Michoacán, che ospitano il maggior numero di specie e di lingue.

«Questo» —si legge nel sito dell’Iic— «significa che le aree con il maggior numero di specie in pericolo si sovrappongono a quelle in cui è più alto il rischio per le lingue».

«La diversità culturale e quella ecologica sono strettamente correlate», continua il testo. «Le comunità locali interagiscono con l’ambiente e lo modificano adattandosi a nicchie ecologiche specifiche, acquisendone una profonda conoscenza. Le lingue native sono quindi portatrici di un sapere eco-culturale che include gli habitat e la loro conservazione, la vita delle piante, il comportamento degli animali e molti altri aspetti del mondo naturale».

Il progetto è realizzato attraverso l’uso di tessuti, disegno e ricamo, proseguendo una ricerca artistica che Lucia Veronesi porta avanti da anni, dove le fibre vegetali, nella loro diversità tessile e semiotica, diventano la necessaria formulazione, e quasi l’unico linguaggio possibile, di un discorso sulle lingue native e la botanica.

Lucia Veronesi vive e lavora a Venezia. Nelle sue opere indaga il rapporto tra paesaggio e storie umane, elaborando elementi antropologici e scientifici attraverso collage, tessuti, video, pittura e fotografia. Il suo lavoro crea visioni ambivalenti, a metà tra realtà e immaginario, sovrapponendo discipline e tecniche per esplorare nuove prospettive. Ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e all’estero e i suoi video sono stati presentati in numerosi festival internazionali.

L’inaugurazione, in programma giovedì 11 settembre alle ore 19 a ingresso libero nella sede dell’Iic, sarà preceduta da una conversazione tra Veronesi e l’artista plastica messicana Nuria Montiel.

Immagine: Istituto italiano di cultura di Città del Messico

puntodincontro.mx




L’artista italiano Stefano Carbone espone a Città del Messico

mostrainsurgentesvert

mostrainsurgentesvertA Città del Messico, dal 6 settembre al 1° ottobre, le opere dell’artista italiano Stefano Carbone sono esposte presso il Centro Culturale Xavier Villaurrutia, situato nella Ronda de los Insurgentes, nell’ambito della mostra intitolata Roptura.

L’esposizione di collage analogici esplora lo strappo come tecnica centrale: frammenti di carta diventano parti di una nuova realtà visiva, plasmando identità in continua costruzione.

Attraverso questa pratica, la mostra si connette all’essenza della queerness, intesa come sperimentazione, fusione di idee e stili. Il titolo è un ibrido tra la parola italiana rottura e quella spagnola ruptura.

Le opere sono composte da strati di colori, consistenze e materiali diversi, raccolti nelle strade di Parigi, Madrid, Bari e Città del Messico. Tuttavia, nonostante l’apparente frammentazione –sia geografica che concettuale– le immagini mantengono un’armonia cromatica e compositiva. Questa unità nella diversità simboleggia la queerness, una convergenza di elementi distinti che dà origine a una nuova realtà, sia umana che artistica, formata da più persone e luoghi che coesistono in un unico essere.

Lungi dal rappresentare una rottura definitiva, queste creazioni suggeriscono un’armonia che, a seconda della prospettiva dell’osservatore, può essere al tempo stesso affascinante e inquietante.

Le opere affrontano molteplici temi: l’erotismo, il corpo, l’attivismo, l’identità, la natura istintiva degli esseri umani e l’abbattimento degli stereotipi di genere. Tutte condividono un filo conduttore: il caos interiore che si trasforma in arte, trasformando il mezzo artistico in uno spazio e un’esperienza di dissenso ed espressione.

Stefano Carbone è un poeta e artista italiano che vive in Spagna dal 2011. Nato a Bari, ha studiato Letteratura e Giornalismo, specializzandosi in diritti umani e questioni LGBTQIA+. Ha pubblicato due libri di poesia bilingue, Tierra Prometida e CaliX, ed ha esposto le sue opere in diversi Paesi. Attualmente vive a Madrid, dove tiene corsi di scrittura creativa e organizza laboratori di poesia e collage.

La mostra Roptura a Città del Messico, promossa dall’associazione culturale La Estación del Arte, potrà essere visitata dal martedì al sabato, dalle 9:00 alle 21:00. La domenica sarà aperta dalle 10:00 alle 16:00.

Immagini: Secretaría de Cultura de la Ciudad de México

da puntodincontro.mx




A New York l’opera “Strength” nell’ambito di “Walls of Tomorrow”

27forza

27forza17 muri per 17 obiettivi di cambiamento, sostenibilità, ambiente e comunità; 17 muri per raccontare il nostro pianeta e la sua tutela attraverso 17 opere d’arte urbana firmate da altrettanti artisti. Questo è il progetto “Walls of Tomorrow”, che oggi, 27 agosto, inaugura la sua seconda tappa a Hell’s Kitchen, New York, Stati Uniti, dove apparirà “Strength”, l’opera di Tommaso Spazzini Villa nonché secondo capitolo del progetto ideato e lanciato dalla no profit italiana “Yourban2030”, di Veronica De Angelis, che sta portando sui muri degli Stai Uniti il racconto dell’Agenda 2030 attraverso il linguaggio dell’arte.
Un percorso che unisce artisti e sensibilità per dare volto e voce, con segno contemporaneo, alla tutela del pianeta, grazie a un’idea nata a Roma nel 2018 – quando la no profit ha realizzato il primo ecomurales al mondo – e che oggi con la serie Walls of Tomorrow attraversa l’oceano portando la creatività italiana nel cuore di New York.
Sempre in collaborazione con Airlite, Yourban 2030 torna così a New York per proseguire il racconto iniziato a maggio 2025 con Botanic Pulse di Fabio Petani e lo fa con un altro artista italiano, Tommaso Spazzini Villa, che per l’occasione firma l’ecomurales Strength, letteralmente “forza”, come quella delle radici.
Guardando all’obiettivo 16 dell’Agenda 2030, che punta a realizzare società pacifiche, eque e inclusive, Forza rappresenta le radici, che sono al tempo stesso legame con il nostro patrimonio e sguardo al futuro. In una città nota per la sua capacità di reinventarsi, dove le storie si intrecciano e le identità si incontrano, l’immagine di una radice gigante vuole invitare alla riflessione: cosa ci tiene uniti? Quali strutture garantiscono che nessuno venga lasciato indietro? Collegando il linguaggio visivo dell’arte urbana alle aspirazioni dell’obiettivo 16, Strength non è solo un’opera d’arte: è un invito all’azione, a coltivare quelle strutture profonde, spesso invisibili, che sostengono pace, giustizia ed equità in un mondo sempre più frammentato.
“Le radici non sono resti del passato: sono architetture di appartenenza – spiega l’artista Tommaso Spazzini Villa -. Si diffondono silenziosamente, non per aggrapparsi, ma per trattenere. Dipingendole, non sto solo invocando la memoria, ma propongo un modello: uno in cui ciò che è nascosto sostiene ciò che è visibile, e dove la forza inizia nell’invisibile”.
“Tommaso Spazzini Villa è noto per le sue radici già esposte e in collezioni in Italia e all’estero – ha aggiunto Veronica De Angelis -. Per questo abbiamo scelto la sua firma per questo secondo muro di Walls of Tomorrow dedicato all’obiettivo 16, perché la vera forza di una società nasce da ciò che sta sotto la superficie – dai sistemi di giustizia, responsabilità e inclusione – che permettono alle persone e alle comunità di crescere e fiorire”.
Tommaso Spazzini Villa (Milano, 1986) vive e lavora a Roma. È laureato in Storia dell’Arte presso l’Università di Roma “La Sapienza” e in Economia Politica presso l’Università Bocconi di Milano. Durante gli studi in Storia dell’Arte, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Roma, specializzandosi nelle tecniche del disegno e della pittura. Nel 2022 ha partecipato a Una Boccata d’Arte, un progetto di arte pubblica promosso dalla Fondazione Elpis di Milano, a cura di Bruno Barsanti in collaborazione con la Galleria Continua. Nello stesso anno ha preso parte alla doppia mostra La Fortuna della Fragilità presso la Galleria Mattia De Luca di Roma. È stato finalista del XVII Premio Cairo e due volte del Talent Prize (2015 e 2023). Le opere di Tommaso Spazzini Villa sono presenti in collezioni pubbliche e private, tra cui il Philadelphia Museum of Art, che ha acquisito un’opera della sua serie Ombre nel 2019.
Yourban 2030. Fondata nel 2018 a Roma da Veronica De Angelis , imprenditrice attiva nel campo dell’edilizia e della rigenerazione urbana, Yourban 2030 è una organizzazione no-profit italiana che lavora per la sostenibilità ambientale e sociale attraverso progetti di arte pubblica, innovazione e tecnologia green. Partendo dalla realizzazione del più grande eco-murale d’Europa ( Hunting Pollution a Roma), ha promosso in Italia e all’estero interventi artistici con vernici fotocatalitiche e opere dedicate ai temi ambientali e sociali: dalla biodiversità marina alla salute, dall’inclusione LGBTQ+ alla lotta ai cambiamenti climatici. Tra i suoi progetti internazionali: Hunting Pollution e Outside In a Roma , Diversity in Bureaucracy ad Amsterdam, fino al primo green smart wall sonoro d’Italia a Noto. A New York ha già firmato un intervento presso la High School of Art and Design e oggi prosegue la sua missione con Walls of Tomorrow e l’opera “Botanic Pulse” a Hell’s Kitchen. (aise) 




All’IIC di Montreal la personale del fotografo Luca Spano

22spano

22spanoLa forma dell’aria, progetto di Luca Spano, vincitore del bando per la Promozione della Fotografia Italiana all’Estero 2024 della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero Italiano della Cultura, è un progetto espositivo inedito che fa dialogare arte e scienza esplorando le immagini non ottiche, ovvero quei processi visivi che consentono al cervello umano di elaborare immagini mentali attraverso tutti i sensi ad esclusione della vista. La mostra, che arriverà il prossimo 28 agosto all’Istituto Italiano di Cultura di Montreal, in Canada, è composta da fotografie realizzate in camera oscura dall’artista e da oggetti, tra forme simil-astratte suggestive, reinterpretazioni di conversazioni avute al BRaIN program del Research Institute del McGill University Health Centre, e inserti metallici che partecipano alla materialità dell’installazione, sperimentando così le connessioni tra immagine, testo e superficie.
L’esposizione studia le modalità di generazione delle immagini nel cervello umano interrogando lo spettatore sulle loro potenziali forme e collegandosi al logos come ulteriore elemento centrale nella costruzione dei processi di conoscenza della realtà.
L’inaugurazione si terrà mercoledì prossimo, 27 agosto, dalle ore 18 alle ore 20. A tagliare il nastro ci sarà la direttrice dell’IIC, Francesca Calamaro. Poi, a seguire, una discussione moderata da Giangavino Pazzola (curatore della mostra), con l’artista Luca Spano, la curatrice e conservatrice museo MAXXI Roma, Simona Antonacci, e il professore presso l’Integrative Neuroscience Program (BRaIN) del Research Institute del McGill University Health Centre, Alexandre Reynaud.
L’esposizione sarà quindi aperta al pubblico dal 28 agosto al 25 ottobre. (aise) 




A Cefalù in mostra le foto di Maria Sole Stancampiano

maria sole stancampiano con macchina fotografica

maria sole stancampiano con macchina fotografica L’esposizione, alla Galleria di Cefalú  rimarrà aperta fino al 30 ottobre

“Oltre il velo” è una sequenza di fotografie in cui una giovane donna bionda gioca con un velo d’organza che la copre, la scopre, le ricade addosso.

Le immagini esplorano l’equilibrio tra ombra e luce, tra ciò che è visibile e ciò che si può immaginare. Ogni scatto cattura il mistero dell’attimo fuggente. Con un rimando alla tradizione mediterranea, alla seduzione femminile vista come nel “Cantico dei cantici” in cui le labbra della sposa “dietro al velo, sono come un pezzo di melagrana”.

Non è un velo nuziale quello che interpreta Maria Sole Stancampiano. Ma è la leggerezza di un ornamento antico e nobile. Fedele all’insegnamento del Master di PHotoEspaña seguito a Madrid, la fotografa dice che “si può ritrarre tutto tranne il già visto”. Si pone, quindi, oltre la cronaca, oltre il confronto tra Oriente e Occidente sull’uso del velo femminile. Oltre la valenza di simbolo religioso, talvolta opprimente, sempre integralista, con cui l’Occidente oggi identifica il velo islamico.

La mostra è un invito a guardare oltre le apparenze. A riflettere sulla complessità delle identità. Per “planare sulle cose con leggerezza”. Senza tralasciare disciplina e lavoro.

2sequenza“Oltre il velo” nasce come un omaggio ai primi vent’anni di attività della Galleria-Caffè letterario di via Mandralisca a Cefalù. Un luogo ideato come laboratorio permanente di arte e cultura. Una corte nel centro della città medievale dove Angelo Daino e Giuseppe Provenza hanno deciso di sperimentare l’eccellenza della cucina mediterranea. E di farlo con il contributo e il confronto con artisti e letterati.

Cenni biografici

Maria Sole Stancampiano si è laureata a Roma in Design industriale e poi in Grafica e Fotografia.  A Madrid ha frequentato il Master di PHotoEspaña, laboratorio di progetti fotografici, dall’idea base alla realizzazione e all’esposizione. Ha partecipato alla collettiva fotografica “Punto de encuentro”, in mostra al Centro de arte Alcobendas (Madrid) dal 20 settembre al 5 novembre 2023. Ha già esposto presso la Galleria-Caffè letterario di Cefalù dal 14 giugno al 30 settembre 2024 con la mostra “Roma e il suo doppio. Viaggio sul set di Ladri di biciclette di Vittorio De Sica”.

Note tecniche

Reflex Nikon D3100 con obiettivo Nikon Nikkor; lunghezza focale 50mm; rapporto focale f/5; esposizione manuale; tempo di esposizione 1/160; spazio colore RGB




Santo Domingo. L’arte di Arian García rende omaggio alle “Madri della Speranza” alla Quinta Dominica

5dcf5c27 6b1a 4a6b a966 a40725069e12

Arian García è un rinomato pittore, scultore e designer di origine cubana. Si è formato all’Accademia di San Alejandro e all’Istituto Superiore di Design Industriale de L’Avana. Ha conseguito un master in Gestione e Innovazione del Design e ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Nazionale di Design a Cuba.

66f023be 6e33 45c1 b417 4386d2bf9083Nel suo paese natale ha partecipato a numerose esposizioni, come “Ragione dell’equilibrio per i cinque secoli dell’incontro tra le due culture” (1995), “Immagine incompiuta per un album di ricordi” (2000), la sua mostra personale presso l’Hotel Oasis Panorama (2006) e “358… come aspettando aprile” (2011).

Nella Repubblica Dominicana ha esposto in diverse occasioni, tra cui si ricordano le personali “Tre colori e una bandiera in tempi d’ombra” (Codap, 2022), “Storie per insegnarti” (Quinta Dominica e Funanart, 2023), “Certezze e premonizioni” (Casa de Cultura Eduardo Brito e Museo Fortaleza San Felipe, 2023). Ha inoltre partecipato a mostre collettive come “L’ultima cena” (Repubblica Dominicana, 2022) e alla celebrazione della cultura caraibica organizzata dall’Università di Rhode Island a Providence, USA, nel 2023.

86cd2b0e d02f 4327 b09a 8d36a8a25707Le opere di Arian García si caratterizzano per la varietà dei temi trattati: la bandiera cubana, le case vetuste, la quotidianità, le angosce esistenziali, i pesci, e per l’uso di materiali innovativi come legni riciclati, carta di scarto, PVC e cartone per le sue sculture. Dipinge su supporti diversi come scatole di pizza, legno, carta e tela.

Arian si esprime attraverso simboli come la crisalide, la stella, le figure umane, i colori della Patria, in un’arte catartica e toccante, di grande valore etico ed estetico, che non lascia nessuno indifferente. Il suo stile postmoderno richiama l’espressionismo, l’onirismo surrealista, la pop art e l’arte concettuale, fondendosi in un linguaggio unico e potente.

26190496 b1d6 4d4a b466 7accc4e7aabfa1c7ff29 73ac 47a1 8ba5 56a9887f704f

Domani, 5 agosto, alle ore 19:00, presenterà per la seconda volta le sue opere alla Quinta Dominica di Santo Domingo con “Madri della speranza”, un omaggio profondo alla donna, rappresentando le madri di tutti gli esseri umani, la Vergine Madre di Dio, “nostra avvocata”, le donne migranti e tutte coloro che, in ogni angolo del mondo, lottano ogni giorno per far crescere il meglio dentro ciascuno di noi.

Le figure allungate rappresentate dall’artista si ispirano all’arte gotica e ai mosaici bizantini. I colori predominanti – l’oro del sacro, il bianco della purezza e l’azzurro del cielo e della verginità – trasmettono un profondo senso di pace e ci fanno rivivere la protezione del grembo materno. Angeli simbolici, bandiere e colombe comunicano allo spettatore un messaggio d’amore.

d53ad845 26a1 44d8 81ce e0c699b408f8

“Madri della speranza” vi aspetta alla Quinta Dominica della Zona Coloniale per essere partecipi di tutto ciò che di bello e vero l’arte può seminare nell’anima degli esseri umani attraverso il bene e l’amore per l’Umanità.

L’esposizione rimarrà aperta fino al prossimo 25 di agosto.




Bolivia, l’Ambasciata d’Italia a La Paz valorizza la pittura italiana in epoca coloniale

farnesina bolivia lambasciata ditalia a la paz valorizza la pittura italiana in epoca coloniale immagine5

farnesina bolivia lambasciata ditalia a la paz valorizza la pittura italiana in epoca coloniale immagine5In occasione della visita in Bolivia della Dott.ssa Elena Amerio, ricercatrice storica dell’arte, una delle maggiori specialiste nello studio della pittura religiosa in epoca coloniale, l’Amb. Fabio Messineo ha visitato il Museo Nazionale d’Arte di La Paz, ove sono conservate alcune opere del pittore gesuita Bernardo Bitti. Quest’ultimo è unanimemente considerato – insieme ad altri due artisti italiani, Matteo da Lecce e Angelino Medoro – uno dei padri della pittura coloniale in Sud America per avervi introdotto i canoni rinascimentali e aver formato un’importante scuola di artisti latino-americani. Bernardo Bitti nacque a Camerino nel 1548 e pochi anni dopo l’ordinazione sacerdotale venne inviato in Perù “per evangelizzare attraverso l’arte”; soggiornò anche nell’attuale Bolivia, soprattutto a Sucre, Potosi e La Paz, dove realizzò sculture e dipinse importanti quadri e telai per pale d’altare. Grazie alla Direttrice Claribel Arandia è stato possibile visionare due quadri attribuiti a Bernardo Bitti e soprattutto una terza opera, non esposta, legata a una commissione del gesuita P. Vincenzo Pizzuto, originario di Cosenza, che per molti anni fu responsabile della missione di Juli sul Lago Titicaca. La visita ha anche offerto l’opportunità di visitare il laboratorio di restauro, guidato da un maestro boliviano specializzatosi ad Urbino, e per concordare tra l’istituzione museale e l’Ambasciata future iniziative di valorizzazione della pittura italiana in epoca coloniale. (Inform)




Stati Uniti, Istituto Italiano di Cultura di New York: Napoli in mostra con il Premio Caputo

istituto italiano di cultura generico immagine11

istituto italiano di cultura generico immagine11La mostra del Premio Caputo, ospitata presso l’Istituto Italiano di Cultura di New York dal 17 al 30 giugno, ha segnato la prima tappa internazionale di un progetto nato per valorizzare i giovani talenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Le opere esposte riflettono il profondo legame tra arte e tradizione gastronomica, in occasione delle celebrazioni per i 2500 anni dalla fondazione di Napoli.Lanciato nel 2024 da Mulino Caputo per il suo centenario, il Premio si è rapidamente affermato come esempio virtuoso di mecenatismo d’impresa, grazie anche alla collaborazione con Valore Italia, Cassa Depositi e Prestiti, Fondazione Banco di Napoli e Museimpresa. Il progetto, destinato agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, ha permesso a una nuova generazione di artisti di raccontare con linguaggio contemporaneo l’identità collettiva della cucina napoletana. Sotto la curatela delle docenti Olga Scotto di Vettimo e Arcangela Di Lorenzo, la tappa newyorkese ha ricevuto il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dell’Istituto Italiano di Cultura e di Arterìa. La mostra si è affermata come strumento vivo di promozione culturale, portando nel mondo lo spirito creativo di Napoli attraverso arte, memoria e visione futura.(Inform)




Le Visioni Eterne di Andrea da Montefeltro tra Mare, Pietra e Mistero

sfondo

sfondoDal 5 al 26 luglio 2025, la città di Gabicce Mare, affacciata sull’Adriatico e da sempre crocevia di bellezza e cultura, ospiterà una delle tappe più suggestive della mostra di scultura ARCANA – Il Leone del Nuovo Orizzonte, ideata e realizzata dal celebre scultore Andrea da Montefeltro. L’esposizione sarà allestita nella sede del Complesso Mississippi, direttamente sul Lungomare Cristoforo Colombo, in un dialogo profondo tra l’arte e il paesaggio costiero. L’inaugurazione ufficiale si terrà sabato 5 luglio alle ore 18.00, alla presenza delle istituzioni locali, dando il via a un’esperienza espositiva immersiva, ricca di significati simbolici, riferimenti storici e spirituali. Andrea da Montefeltro non è solo uno scultore: è un ricercatore, biologo molecolare, alchimista della materia, erede spirituale del Rinascimento. Cresciuto tra arte, scienza e filosofia, ha fatto della pietra il suo linguaggio. Insignito del prestigioso Premio Mondiale della Pace nell’Arte conferito dall’ONU, per l’opera Il Fuso della Pace. Le sue opere, presenti in collezioni pubbliche e private in Italia, Europa, Stati Uniti, Emirati Arabi, fondono estetica steampunk e geometria sacra, architettura e simbologia, evocando un tempo sospeso tra passato e futuro.

“Ogni mia scultura nasce da un sogno, da un archetipo che si sedimenta nel tempo e riaffiora attraverso la pietra. La pietra è memoria, ma è anche soglia: ci permette di entrare in contatto con ciò che non possiamo dire, ma solo intuire.”– Andrea da Montefeltro. L’evento è patrocinato e organizzato dal Comune di Gabicce Mare e Assessorato alla Cultura, con il patrocinio della Provincia di Pesaro e Urbino, dell’ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, e del Club per l’UNESCO, e l’UNPLI.

A curare l’allestimento e il percorso critico della mostra è Annalisa Di Maria, esperta d’arte, studiosa di Leonardo da Vinci e cultrice dell’estetica rinascimentale. Il suo sguardo guida il pubblico in un viaggio iniziatico, dove ogni opera è una chiave di lettura, una soglia verso un altro mondo. “La mostra Arcana è un intenso viaggio tra antico e moderno. Le sculture di Andrea da Montefeltro raccontano storie che arrivano da tempi remoti, ma che ci parlano del presente. La sua capacità di dare forma alla pietra in modo così simbolico e visionario lo rende un artista unico nel panorama contemporaneo.”– Annalisa Di Maria

sculpture andrea da montefeltro rCamminando lungo il mare, accanto alle opere scolpite, il visitatore si troverà immerso in un paesaggio che amplifica la forza della pietra: l’acqua e la roccia, il suono delle onde e il silenzio della materia, si fondono in un’esperienza che coinvolge i sensi e lo spirito. Ma ARCANA 2025 non si ferma a Gabicce Mare. In un progetto che intende valorizzare l’intero territorio, l’altra parte della collezione sarà visitabile fino a settembre presso il Castello della Porta di Frontone, nel cuore dell’Appennino marchigiano. Così, dalla costa all’entroterra, si snoda un itinerario che unisce mare e monte, pietra e mare, tradizione e avanguardia: la grandezza di una provincia che sa ancora parlare con la voce dell’arte. Una mostra, due anime, un unico orizzonte. ARCANA non è solo una mostra: è una chiamata al simbolo, al tempo, alla bellezza. È un invito rivolto ai viaggiatori dell’anima, a chi cerca nell’arte non solo la forma ma il significato.
Siete pronti a decifrare l’Arcano?

 

Dettagli e informazioni utili

Sede: Complesso Mississippi, Lungomare C. Colombo, Gabicce Mare
Date: 5 – 26 luglio 2025
Orari di visita: tutti i giorni, 9:00 – 12:30 e 16:00 – 19:00
Visite guidate: disponibili su prenotazione con l’autore per gruppi
Ingresso libero  Per informazioni: 0541 454887  Email: info@visitgabicce.it