“Dal pensiero alla forma”: le delicate sculture femminili di Silvio Mastrodascio a Toronto

24mastrodascio

24mastrodascioSi è inaugurata il 19 giugno nelle sale dell’Istituto Italiano di Cultura di Toronto la mostra “Dal Pensiero alla Forma” che sino al 31 luglio presenterà al pubblico canadese un’ampia retrospettiva dell’opera di Silvio Mastrodascio che abbraccia gli ultimi quattro decenni di produzione dell’artista.
L’opera scultorea di Silvio Mastrodascio, principalmente in bronzo, approfondisce la complessità della forma femminile, catturando momenti di introspezione. Le figure di Mastrodascio – ballerine, madri e giovani donne – incarnano un delicato equilibrio tra forza e vulnerabilità, spesso ritratte in momenti che suggeriscono una narrazione in divenire. Le sue sculture sono note per la loro precisione tecnica e la risonanza emotiva, riflettendo un profondo impegno per la tradizione figurativa pur confrontandosi con temi contemporanei.
Il celebre critico d’arte italiano Maurizio Calvesi ha descritto l’arte di Mastrodascio con queste parole: “Mastrodascio esplora in modo singolare la rappresentazione della donna e mette in scena il suo universo femminile proteiforme: ritratti espressivi di donne e ragazze colte in momenti di smarrimento o malinconia. Volti resi naturali dalla morbidezza con cui l’argilla viene plasmata in terracotta, capaci di trasmettere la tenerezza della carne, la dolcezza, la gentilezza o l’orgoglio dello sguardo, le increspature dei capelli dove luce e ombra cercano un effetto spiccatamente pittorico”. E ancora: “Con una tecnica che rivela un’arte perfezionata in anni di esperienza e lavoro, giungono a noi come esseri viventi. Le opere d’arte di Mastrodascio sono l’equivalente di un’opera letteraria di “verismo” in quanto raffigurano in modo molto realistico la figura umana trasformandola in un manufatto, trattando il bronzo come se fosse argilla e trasformando la superficie metallica in una sostanza cedevole, su cui la luce si infrange e crea effetti dinamici e vibranti”.
Silvio Mastrodascio nasce a Cerqueto, un piccolo centro agricolo della provincia di Teramo, situato a circa 750 metri sul livello del mare, in quella fascia del territorio abruzzese posta prossima ai confini con la vicina Regione Marche. Un infanzia non facile, come quella di molti suoi coetanei, fatta di nevosi inverni e di chilometri percorsi a piedi per raggiungere l’unica scuola. Nel 1964 consegue il diploma alla Scuola Superiore di Teramo e nello stesso anno si reca a Roma dove si iscrive all’Università che frequenta un biennio, fino al 1966.
Nel corso degli anni Settanta si trasferisce per motivi di lavoro in Canada, a Toronto, dove i suoi interessi artistici si manifestano dapprima nel campo della ricerca pittorica, per poi rivelarsi più compiutamente verso le arti plastiche.
Nel 1978 tiene la sua prima mostra personale con il Patrocinio dell’Istituto di Cultura Italiana di Toronto. Nello stesso anno i suoi lavori vengono presentati al Padiglione Italiano “Terre des hommes” di Montreal. La sua attitudine alla pratica della scultura si afferma progressivamente attraverso il lavoro e l’impegno formativo che lo conduce nel 1994 a diplomarsi con lode College of Fine Arts di Toronto.
Nel 1995 tiene una retrospettiva alla Galleria d’Arte di Joseph D. Carrier di Toronto, presentando opere realizzate in dieci anni di lavoro, dal 1985 al 1995 e nel dicembre dello stesso anno le sue sculture vengono esposte in Italia, alla Galleria d’Arte moderna di Spoleto. Da questo momento inizia una intensa attività espositiva in prestigiose sedi pubbliche e private americane ed europee.
Nell’aprile del 1997 i suoi lavori fanno parte di una mostra a Brampton City Hall. L’anno successivo, si rivela un anno importante nella sua carriera artistica: nella Primavera espone in Canada alla Bayat Gallery e al Caboto Center (Centro Italo-Canadese) di Win-ni-peg, partecipa alla 48ª edizione del Premio “G. B. Salvi” di Sas-sofer-rato, e nell’autunno, espone al National Art Club di New York ed alla Robert Mede Gallery di Toronto, con una importante personale intitolata Millennium.
Nel 2001 i suoi lavori sono esposti al Museo della Chapelle Historique du Bon Pasteur di Montréal e nel mese di maggio dello stesso anno l’Istituto di Cultura Italiana di Toronto gli ordina una mostra antologica. In luglio l’artista è presente con alcune delle sue sculture più recenti in Italia, al Festival Internazionale di Spoleto e nel tardo autunno tiene una personale al Centro Culturale San Francesco di Giulianova dove espone i lavori degli ultimi dieci anni.
Nel 2002 realizza su commissione della Bell Mobility Center di Toronto due grandi opere che vengono collocate nella sede centrale. Nello stesso anno esegue, in bronzo, la lunetta del portale posteriore del Duomo, a completamento dell’Annunciazione già realizzata dal Maestro Venanzio Crocetti.
Nel maggio del 2003 tiene una importante personale a Milano alla Spazio Guicciardini, patrocinata dalla Provincia di Milano e nel mese di giugno a Villa Manin di Passariano, in provincia di Udine, mostra svolta con il Patrocinio della Regione Friuli, entrambe le esposizioni ottengono ampia recensione dalla stampa sia nazionale che locale e da emittenti radiofoniche e televisive. Nel-l’autunno dello stesso anno, in occasione dei sei mesi di leadershep italiana nell’ambito della Comunità Europea su invito del Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera, espone alla Küenstler Haus, una sua scultura è collocata presso l’ambascita italiana di Berlino. Tema costante nella scultura di Mastro-dascio è la figura femminile, un universo fatto di fanciulle, ballerine, giovani donne, madri, espressione di una realtà colta sulla soglia fra apparenza e mistero, fra ciò che appartiene alla sfera del visibile, identificativo di un ruolo, di una circostanza, persino di uno stato sociale, ed una sorta di sottile inquietudine che aleggia negli sguardi persi dietro lontani punti di fuga, negli atteggiamenti che denotano una tensione trattenuta, bloccata come da un “fermo-immagine”, in attesa di un evento che deve compiersi. E l’“evento”, sia che si presenti come prossimità,una prova di danza, un incontro amoroso, sia che assuma i tratti della premonizione,una prefigurazione della propria vita o del futuro che attende ai figli, ripropone l’eterna condizione della donna sempre in bilico tra l’esercizio della consapevolezza e quello dell’illusione (M. Cristina Ricciardi, dalla presentazione di Andante Sostenuto, Capelle Historique du Bon Pasteur, Montréal, Canada).
Su commissione dell’Istituto Italiano per il Commercio Estero e della Team Italia realizza i prestigiosi trofei Italy-Canada Invest Award, per gli anni 2003, 2004, 2005. Per lo stesso triennio, su commissione Alitalia di Toronto, esegue le sculture-premio alla produttività degli agenti.
Nel 2004 realizza per la città di Teramo una grande opera in bronzo patinato con dodici figure, collocata al centro della città. Altre due opere, una fontana bronzea ed una scultura di circa 2 metri di altezza dedicata alla memoria di Padre D’Andrea, vengono realizzate dall’artista su commissione del Comune di Montorio al Vomano in Pro-vincia di Teramo.
Nel corso del 2005 espone a Grado, su iniziativa del Centro Culturale “La Manna”. L’anno seguente espone a Città del Messico con una retrospettiva intitolata Esculturas nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura. Al 2006/2007 risale la mostra “I Colori della scultura” al Museo Crocetti di Roma, mentre del 2008 è la sua personale al Columbus Center e del 2009 la partecipazione all’Arte Fiera di Toronto con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura. Nel 2010 tiene la mostra “Retrospettiva” allo Spazio dell’Arte di Toronto. (aise) 




Lo scultore Arnaldo Pomodoro si è spento all’età di 99 anni

images

imagesSi è spento ieri sera, domenica 22 giugno, all’età di 99 anni nella sua casa di Milano lo scultore Arnaldo Pomodoro. L’artista, noto fra l’altro per le sue iconiche sfere di bronzo, era nato il 23 giugno del 1926 a Morciano di Romagna. Fratello più grande dell’altro artista Giò, oggi sarebbe stato il suo compleanno.
“Con la scomparsa di Arnaldo Pomodoro il mondo dell’arte perde una delle sue voci più autorevoli, lucide e visionarie. Il Maestro lascia un’eredità immensa, non solo per la forza della sua opera, riconosciuta a livello internazionale, ma anche per la coerenza e l’intensità del suo pensiero, capace di guardare al futuro con instancabile energia creativa”, ha dichiarato Carlotta Montebello, direttore generale della Fondazione Arnaldo Pomodoro, dando notizia della scomparsa.
“Con la scomparsa di Arnaldo Pomodoro l’Italia perde un protagonista indiscusso e riconoscibile della scultura contemporanea. Un artista che con la sua opera monumentale e riflessiva ha saputo attraversare decenni di storia mantenendo sempre viva la tensione tra materia e pensiero”, il commento del ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
“Le sue “Sfere” dischiuse e ferite ci parlano ancora oggi di fragilità e complessità dell’umano e del mondo”, ha chiosato Giuli, esprimendo cordoglio e vicinanza alla famiglia e alla “Fondazione che porta il suo nome, impegnata a custodire e divulgare un’eredità culturale che è patrimonio dell’intera umanità”.
Una delle “Sfere” di Pomodoro, la “Sfera Grande”, campeggia davanti alla Farnesina. L’artista la realizzò per il concorso nazionale bandito nel 1965 dal Ministero dei Lavori Pubblici, all’interno della campagna artistica che interessò la decorazione degli ambienti del Palazzo del Ministero degli Affari Esteri. Fu esposta per la prima volta all’Esposizione Universale di Montreal del 1967 e segnò il passaggio della sua produzione scultorea alla dimensione monumentale.
Quella Sfera è “dedicata agli italiani nel mondo” ed è “è diventata un simbolo iconico della Farnesina. Un’impronta indelebile per Roma e per tutta l’Italia”, ha affermato il ministro Antonio Tajani, dicendosi “profondamente addolorato per la scomparsa di Arnaldo Pomodoro, un grande artista riconosciuto a livello internazionale”. (aise)




Le Sculture Enigmatiche di Andrea da Montefeltro Illuminano il Castello della Porta a Frontone

facebook

facebookPreparatevi a un’esperienza artistica senza precedenti! Sabato 7 giugno 2025 alle ore 17:00, il maestoso Castello della Porta di Frontone, incastonato tra le scenografiche cime appenniniche delle Marche, aprirà le sue porte per accogliere “Arcana: Il Leone del Nuovo Orizzonte“. Questa attesissima mostra è dedicata all’acclamato artista contemporaneo Andrea da Montefeltro, insignito del prestigioso Premio della Pace nell’Arte dell’ONU.

Sarà un viaggio imperdibile in un universo dove la pietra prende vita e rivela segreti antichi e visioni futuristiche. Andrea da Montefeltro non è solo uno scultore, ma un vero e proprio custode di saperi ancestrali e un pioniere nel dare forma a concetti complessi. Le sue opere, frutto di una profonda conoscenza dei materiali, infondono un’energia sorprendente nella materia inerte, portando avanti l’eredità di ricerca e innovazione del glorioso Ducato dei Montefeltro, di cui porta il nome.

Un Dialogo tra Antico e Futuro: L’Arte Che Affascina e Interroga

martelloPasseggiando tra le millenarie mura del Castello della Porta – un borgo che vanta la Bandiera Arancione del Touring Club – i visitatori saranno catapultati in un mondo dove arte, filosofia, meccanica ed esoterismo si fondono armoniosamente. Le sculture di Andrea da Montefeltro sono molto più che semplici forme: sono complesse architetture scultoree, capaci di evocare meccanismi arcaici o futuristici, ingranaggi misteriosi e strutture organiche che sembrano giungere da un’epoca dimenticata o da un futuro ancora inesplorato.

Ogni pezzo è un enigma, un “antico strumento celeste” con anelli e strutture elaborate che invitano alla contemplazione dei cicoli universali e del rapporto tra uomo e cosmo. L’opera di Andrea da Montefeltro è un dialogo continuo tra il visibile e l’invisibile, tra la fisicità della pietra e la spiritualità dei suoi simboli. I visitatori scopriranno riferimenti affascinanti a storia dell’arte, alchimia, geometria sacra e una sorprendente estetica steampunk, che crea un irresistibile ponte tra l’antico e il moderno.

Un Evento di Rilievo Internazionale in una Cornice Storica

La mostra, che durerà da giugno a settembre, è stata organizzata in stretta collaborazione con il Comune di Frontone e Opera Coop. La curatela è affidata alla rinomata direttrice artistica Annalisa Di Maria, esperta internazionale di Leonardo da Vinci e degli artisti neoplatonici del Rinascimento.

foto glamourL’iniziativa vanta prestigiosi patrocini, tra cui le istituzioni del territorio (Comune di Frontone, Provincia di Pesaro e Urbino, Pro Loco e UNPLI Pesaro e Urbino), il Club UNESCO di Firenze e l’ENIT. La scelta del Castello della Porta non è affatto casuale: questo luogo intriso di storia e fascino offre una cornice ideale per opere che trascendono il tempo, amplificando la suggestione di un’arte che è sia antica che proiettata nel futuro.

Non perdete l’occasione di visitare “Arcana: Il Leone del Nuovo Orizzonte” al Castello della Porta di Frontone. Sarà un’esperienza culturale profonda e suggestiva che vi lascerà a bocca aperta e la mente stimolata.

Dettagli dell’evento:

  • Titolo: “Arcana: Il Leone del Nuovo Orizzonte”
  • Artista: Andrea da Montefeltro
  • Luogo: Castello della Porta, Frontone (PU)
  • Inaugurazione: 7 giugno 2025, ore 17:00
  • Durata: Giugno – Settembre 2025
  • Curatela: Annalisa Di Maria
  • Organizzazione: Comune di Frontone, Opera Coop
  • Patrocini: Comune di Frontone, Provincia di Pesaro e Urbino, Pro Loco e UNPLI Pesaro e Urbino, Club UNESCO di Firenze, ENIT.
  • Sponsor: EBA sas, BrokerService

Per maggiori informazioni e aggiornamenti, visita il sito del Comune di Frontone o le pagine social del Castello.

 




La cultura napoletana a New York con la mostra “Premio Caputo”

la cultura napoletana a new york con la mostra premio caputo immagine12

la cultura napoletana a new york con la mostra premio caputo immagine12Dopo il successo della prima napoletana, arriva la prima tappa internazionale della mostra “Premio Caputo”: le opere d’arte saranno esposte presso l’Istituto Italiano di Cultura di New York dal 17 al 30 giugno. Nato nel 2024 per celebrare il centenario di Mulino Caputo, il Premio Caputo rappresenta un progetto di mecenatismo d’impresa ideato per valorizzare le nuove generazioni di talenti artistici. Destinato agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, il Premio Caputo ha invitato i giovani a esplorare il legame tra arte e cibo, generando una mostra di arte contemporanea che ha esordito presso le sale dell’Archivio Storico della Fondazione Banco di Napoli nell’autunno 2024. In occasione dei 2500 anni dalla fondazione di Napoli, le opere d’arte realizzate dagli studenti, che valorizzano l’estetica e la poesia di una cucina collettiva profondamente radicata nei quartieri popolari della città, racconteranno al pubblico la straordinaria eredità artistica e gastronomica di Napoli. Con la curatela di Olga Scotto di Vettimo e Arcangela Di Lorenzo, docenti dell’Accademia, la mostra rappresenta per i giovani artisti un’importante occasione di visibilità internazionale, grazie a una sede espositiva di grande rilievo culturale.

“New York rappresenta il palcoscenico più ambito per l’arte contemporanea globale e per questo siamo felici di poter ospitare all’Istituto Italiano di Cultura questo progetto che ci permette di raccontare l’eccezionale talento di una nuova generazione di artisti italiani e lo spirito di una città in continua evoluzione come Napoli, dimostrando come anche in Italia il mecenatismo possa trovare terreno fertile” ha dichiarato Fabrizio Di Michele, Console Generale d’Italia a New York. Il progetto Premio Caputo è stato ideato da Valore Italia con Mulino Caputo, in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti, Fondazione Banco di Napoli, Accademia di Belle Arti di Napoli, Museimpresa e arriva a New York con il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di New York e del partner Arterìa.(Inform)




Collezione Farnesina: la via digitale per la diplomazia culturale

collezionefarnesina googleartseculture

collezionefarnesina googleartsecultureLa Collezione Farnesina apre le sue porte on line!

Grazie alla collaborazione tra la Farnesina e Google Arts&Culture è possibile – per tutti, gratuitamente, in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo – esplorare le opere d’arte contemporanea italiana che compongono la Collezione.

Il progetto di digitalizzazione della Collezione Farnesina, avviato nel 2016, consente oggi di consultare oltre 400 contenuti tra fotografie e schede dedicate alle opere, alle nuove acquisizioni, alle decorazioni del Palazzo della Farnesina e agli Istituti italiani di cultura.

Con la tecnologia Street View si offrono agli utenti 10 tour virtuali in diversi ambienti del Palazzo (primo piano e corridoi principali del piano zero e del secondo piano).

Sono inoltre disponibili 16 approfondimenti tematici (sulla storia del Palazzo e sulle principali correnti artistiche della Collezione), un fumetto digitale dell’illustratore italiano Alessandro Baronciani, e mostre interattive basate sulla tecnologia Pocket Gallery.

 

 

 




Il Canada restituisce all’Italia tre oggetti sacri legati al culto di San Nicola di Bari

italia canada g

italia canada g“Ringrazio le autorità canadesi per aver restituito all’Italia tre preziosi oggetti sacri esportati illecitamente. È un importante gesto di collaborazione verso il governo italiano e un segno di rispetto verso il patrimonio religioso e culturale relativo a San Nicola di Bari”. Lo ha dichiarato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, commentando la cerimonia svoltasi la sera del 19 marzo a Ottawa, nella quale sono stati restituiti all’Italia tre beni culturali provenienti dalla Basilica di San Nicola di Bari e sequestrati dalla Canadian Border Service Agency. Si tratta di una reliquia ossea, una capsella contenente più reliquie e una statuetta lignea del Santo.
La restituzione è avvenuta al termine dell’evento “Canada-Italy Symposium on Crimes Against Cultural Property”, organizzato dal Ministero della Cultura canadese per discutere dell’impegno comune nella lotta al traffico illecito di beni culturali, al quale è intervenuto il comandante dei Carabinieri per la Tutela Patrimonio Culturale, Francesco Gargaro.
Il simposio si inserisce nel quadro della rinnovata collaborazione tra Italia e Canada, rilanciata in occasione della Ministeriale G7 Cultura di Napoli organizzata sotto Presidenza italiana nel 2024. (aise)




Washington. “Piranesi’s Rome: View of the Eternal City” all’IIC

13piranesi

13piranesiLe sale dell’Istituto Italiano di Cultura e dell’Ambasciata d’Italia a Washington ospitano le magistrali incisioni del XVIII secolo di Giovanni Battista Piranesi appartenenti alla George Washington University Collection.
Sarà inaugurata il 20 marzo, alle 18.00, la mostra “Piranesi’s Rome: Views of the Eternal City”, organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura stesso in collaborazione con la Luther W. Brady Art Gallery, presso la George Washington University. La mostra è curata dalla professoressa Rachel Pollack e da Olivia Kohler-Maga, vicedirettrice della Brady Art Gallery.
Piranesi era più di un semplice incisore. Era un architetto visionario e un proto-archeologo che ha dato il tono al modo in cui le generazioni successive hanno compreso l’antica Roma. Era anche un artista visionario la cui sensibilità cinematografica ha ispirato artisti come M.C. Escher (1898-1972), Giorgio de Chirico (1888-1978) e il regista espressionista Fritz Lang (1890-1976). La sfera d’influenza di Piranesi è di vasta portata e risuona attraverso il tempo e i confini dell’Italia.
La mostra consentirà di scoprire e approfondire la posizione di Piranesi all’interno del canone dell’arte occidentale, i modi in cui la sua arte ha anticipato il Romanticismo del diciannovesimo secolo e persino il Modernismo del ventesimo secolo e come la sua vasta opera di oltre 1000 singole incisioni continui a plasmare la nostra visione della Roma antica e moderna.
Un’anteprima del catalogo della mostra cartacea e della mostra permanente online saranno condivise in occasione dell’evento di inaugurazione.
Rachel Pollack e John Fine, ex studente della George Washington University presenteranno la mostra e condivideranno le loro intuizioni sulle opere di Giovanni Battista Piranesi. (aise)




“Dialogues between Italy and America”: Magazzino Italian Art sbarca all’IIC di New York

11miaiicny

11miaiicny“Dialoghi tra Italia e America: Jannis Kounellis, Maria Lai e Lucio Pozzi” è la mostra con cui Magazzino Italian Art sbarca all’Istituto Italiano di Cultura di New York.
L’esposizione verrà inaugurata il 13 marzo e sarà aperta al pubblico dal 14 marzo al 13 maggio.
La mostra metterà in risalto le opere di artisti attualmente in esposizione o appartenenti alla collezione permanente di Magazzino Italian Art, con sede a Cold Spring, sottolineando il prezioso ruolo svolto dal museo e dai suoi fondatori nel promuovere la ricerca e l’apprezzamento pubblico dell’arte italiana del dopoguerra e contemporanea negli Stati Uniti, con un’attenzione particolare all’Arte Povera.
La mostra sarà divisa in tre sezioni, ciascuna con un’unica opera emblematica di Jannis Kounellis, Maria Lai e Lucio Pozzi. (aise) 




Canada, Notte Bianca -Arte e Cultura alla Casa d’Italia di Montréal

canada notte bianca arte e cultura alla casa ditalia di montreal immagine10 204x223

canada notte bianca arte e cultura alla casa ditalia di montreal immagine10 204x223Lo scorso 1 marzo, la Casa d’Italia ha ospitato una straordinaria Notte Bianca, un evento dedicato alla promozione degli artisti emergenti della nostra comunità italiana. In un’atmosfera vibrante e conviviale, il pubblico ha avuto l’opportunità di immergersi in un format pensato per dare visibilità ai talenti locali, offrendo loro uno spazio per esprimere la propria arte. Il curatore della mostra, Mimmo Scali, ha saputo creare un percorso espositivo coinvolgente, mettendo in risalto la creatività e la passione di questi artisti emergenti. La serata è stata un vero e proprio omaggio all’arte e alla cultura, elementi che da sempre rappresentano il cuore pulsante della Casa d’Italia. Tra conversazioni stimolanti e momenti di condivisione, l’evento si è concluso con un brindisi a base di prosecco, accompagnato da dolci e uno spuntino all’italiana, come nella migliore tradizione della nostra comunità. Un’occasione speciale per celebrare il talento, l’identità e il legame che unisce gli italiani di Montreal nel segno della cultura. Questa Notte Bianca ha confermato ancora una volta l’importanza di creare spazi di incontro e valorizzazione per gli artisti emergenti, rafforzando il ruolo della Casa d’Italia come punto di riferimento culturale per la nostra comunità . Artisti della Notte Bianca: Christina Coscia, Laetitia Matrat, Sandra Mucciardi, Sandy Cavallo, Zoe Gelfant, Mimmo Scali / Iartmimm. (Giovanna Giordano*/Inform)




“Visions of Volterra” in mostra a Los Angeles

4visionsofvolterra

4visionsofvolterraSarà inaugurata il 13 marzo nelle sale dell’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles la mostra “Visions of Volterra”, che sino al 18 maggio offrirà una panoramica sui progetti di conservazione digitale messi in atto in questa storica città italiana, dove tecnologia e patrimonio culturale si uniscono a tutela del passato e per le generazioni future.
Al cuore della mostra, le ricerche sull’anfiteatro romano recentemente ritrovato a Volterra, una struttura del I secolo emersa per caso durante scavi di ripristino iniziati nel 2015. Ancora in fase di indagine da parte della Soprintendenza per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio per le province di Pisa e Livorno, questo antico sito archeologico, capace di ospitare fino a 10.000 spettatori, offre nuovi spunti di riflessione sull’ingegneria romana, sull’intrattenimento e sul ruolo di Volterra nell’antichità. Grazie a strumenti digitali come droni, fotogrammetria e scansione laser terrestre, i ricercatori della Fondazione Volterra-Detroit e di Case Technologies, in collaborazione con Autodesk, hanno creato modelli 3D ad alta risoluzione e ricostruzioni digitali dei monumenti antichi e moderni di Volterra. Questi modelli, esposti insieme a repliche in scala stampate in 3D e a rari reperti archeologi, rivelano nuove informazioni sui principi di progettazione romana, che mettono in discussione i principi tradizionali dell’architettura.
Più che una semplice retrospettiva, “Visions of Volterra” esplora l’intersezione tra tradizione e innovazione, dimostrando come le tecnologie digitali possano rivelare dimensioni nascoste del nostro passato, a salvaguardia del patrimonio culturale per le generazioni future.
L’evento inaugurale, che si aprirà alle 18 di giovedì 13 marzo in Istituto, prevede una conversazione sulle possibilità offerte dalle tecniche di conservazione digitale nel proteggere il patrimonio culturale dalle crescenti minacce del cambiamento climatico, dei disastri naturali e del tempo. Moderata da Tristan Randall, strategic projects executive business development di Autodesk, la tavola rotonda vedrà la partecipazione di: Elena Sorge, project manager degli Scavi dell’Anfiteatro di Volterra; Nicolas Mangon, vp aec strategy & marketing di Autodesk; e Wladek Fuchs, executive director della Fondazione Volterra-Detroit. (aise)