“Dal pensiero alla forma”: le delicate sculture femminili di Silvio Mastrodascio a Toronto

Si è inaugurata il 19 giugno nelle sale dell’Istituto Italiano di Cultura di Toronto la mostra “Dal Pensiero alla Forma” che sino al 31 luglio presenterà al pubblico canadese un’ampia retrospettiva dell’opera di Silvio Mastrodascio che abbraccia gli ultimi quattro decenni di produzione dell’artista.
L’opera scultorea di Silvio Mastrodascio, principalmente in bronzo, approfondisce la complessità della forma femminile, catturando momenti di introspezione. Le figure di Mastrodascio – ballerine, madri e giovani donne – incarnano un delicato equilibrio tra forza e vulnerabilità, spesso ritratte in momenti che suggeriscono una narrazione in divenire. Le sue sculture sono note per la loro precisione tecnica e la risonanza emotiva, riflettendo un profondo impegno per la tradizione figurativa pur confrontandosi con temi contemporanei.
Il celebre critico d’arte italiano Maurizio Calvesi ha descritto l’arte di Mastrodascio con queste parole: “Mastrodascio esplora in modo singolare la rappresentazione della donna e mette in scena il suo universo femminile proteiforme: ritratti espressivi di donne e ragazze colte in momenti di smarrimento o malinconia. Volti resi naturali dalla morbidezza con cui l’argilla viene plasmata in terracotta, capaci di trasmettere la tenerezza della carne, la dolcezza, la gentilezza o l’orgoglio dello sguardo, le increspature dei capelli dove luce e ombra cercano un effetto spiccatamente pittorico”. E ancora: “Con una tecnica che rivela un’arte perfezionata in anni di esperienza e lavoro, giungono a noi come esseri viventi. Le opere d’arte di Mastrodascio sono l’equivalente di un’opera letteraria di “verismo” in quanto raffigurano in modo molto realistico la figura umana trasformandola in un manufatto, trattando il bronzo come se fosse argilla e trasformando la superficie metallica in una sostanza cedevole, su cui la luce si infrange e crea effetti dinamici e vibranti”.
Silvio Mastrodascio nasce a Cerqueto, un piccolo centro agricolo della provincia di Teramo, situato a circa 750 metri sul livello del mare, in quella fascia del territorio abruzzese posta prossima ai confini con la vicina Regione Marche. Un infanzia non facile, come quella di molti suoi coetanei, fatta di nevosi inverni e di chilometri percorsi a piedi per raggiungere l’unica scuola. Nel 1964 consegue il diploma alla Scuola Superiore di Teramo e nello stesso anno si reca a Roma dove si iscrive all’Università che frequenta un biennio, fino al 1966.
Nel corso degli anni Settanta si trasferisce per motivi di lavoro in Canada, a Toronto, dove i suoi interessi artistici si manifestano dapprima nel campo della ricerca pittorica, per poi rivelarsi più compiutamente verso le arti plastiche.
Nel 1978 tiene la sua prima mostra personale con il Patrocinio dell’Istituto di Cultura Italiana di Toronto. Nello stesso anno i suoi lavori vengono presentati al Padiglione Italiano “Terre des hommes” di Montreal. La sua attitudine alla pratica della scultura si afferma progressivamente attraverso il lavoro e l’impegno formativo che lo conduce nel 1994 a diplomarsi con lode College of Fine Arts di Toronto.
Nel 1995 tiene una retrospettiva alla Galleria d’Arte di Joseph D. Carrier di Toronto, presentando opere realizzate in dieci anni di lavoro, dal 1985 al 1995 e nel dicembre dello stesso anno le sue sculture vengono esposte in Italia, alla Galleria d’Arte moderna di Spoleto. Da questo momento inizia una intensa attività espositiva in prestigiose sedi pubbliche e private americane ed europee.
Nell’aprile del 1997 i suoi lavori fanno parte di una mostra a Brampton City Hall. L’anno successivo, si rivela un anno importante nella sua carriera artistica: nella Primavera espone in Canada alla Bayat Gallery e al Caboto Center (Centro Italo-Canadese) di Win-ni-peg, partecipa alla 48ª edizione del Premio “G. B. Salvi” di Sas-sofer-rato, e nell’autunno, espone al National Art Club di New York ed alla Robert Mede Gallery di Toronto, con una importante personale intitolata Millennium.
Nel 2001 i suoi lavori sono esposti al Museo della Chapelle Historique du Bon Pasteur di Montréal e nel mese di maggio dello stesso anno l’Istituto di Cultura Italiana di Toronto gli ordina una mostra antologica. In luglio l’artista è presente con alcune delle sue sculture più recenti in Italia, al Festival Internazionale di Spoleto e nel tardo autunno tiene una personale al Centro Culturale San Francesco di Giulianova dove espone i lavori degli ultimi dieci anni.
Nel 2002 realizza su commissione della Bell Mobility Center di Toronto due grandi opere che vengono collocate nella sede centrale. Nello stesso anno esegue, in bronzo, la lunetta del portale posteriore del Duomo, a completamento dell’Annunciazione già realizzata dal Maestro Venanzio Crocetti.
Nel maggio del 2003 tiene una importante personale a Milano alla Spazio Guicciardini, patrocinata dalla Provincia di Milano e nel mese di giugno a Villa Manin di Passariano, in provincia di Udine, mostra svolta con il Patrocinio della Regione Friuli, entrambe le esposizioni ottengono ampia recensione dalla stampa sia nazionale che locale e da emittenti radiofoniche e televisive. Nel-l’autunno dello stesso anno, in occasione dei sei mesi di leadershep italiana nell’ambito della Comunità Europea su invito del Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera, espone alla Küenstler Haus, una sua scultura è collocata presso l’ambascita italiana di Berlino. Tema costante nella scultura di Mastro-dascio è la figura femminile, un universo fatto di fanciulle, ballerine, giovani donne, madri, espressione di una realtà colta sulla soglia fra apparenza e mistero, fra ciò che appartiene alla sfera del visibile, identificativo di un ruolo, di una circostanza, persino di uno stato sociale, ed una sorta di sottile inquietudine che aleggia negli sguardi persi dietro lontani punti di fuga, negli atteggiamenti che denotano una tensione trattenuta, bloccata come da un “fermo-immagine”, in attesa di un evento che deve compiersi. E l’“evento”, sia che si presenti come prossimità,una prova di danza, un incontro amoroso, sia che assuma i tratti della premonizione,una prefigurazione della propria vita o del futuro che attende ai figli, ripropone l’eterna condizione della donna sempre in bilico tra l’esercizio della consapevolezza e quello dell’illusione (M. Cristina Ricciardi, dalla presentazione di Andante Sostenuto, Capelle Historique du Bon Pasteur, Montréal, Canada).
Su commissione dell’Istituto Italiano per il Commercio Estero e della Team Italia realizza i prestigiosi trofei Italy-Canada Invest Award, per gli anni 2003, 2004, 2005. Per lo stesso triennio, su commissione Alitalia di Toronto, esegue le sculture-premio alla produttività degli agenti.
Nel 2004 realizza per la città di Teramo una grande opera in bronzo patinato con dodici figure, collocata al centro della città. Altre due opere, una fontana bronzea ed una scultura di circa 2 metri di altezza dedicata alla memoria di Padre D’Andrea, vengono realizzate dall’artista su commissione del Comune di Montorio al Vomano in Pro-vincia di Teramo.
Nel corso del 2005 espone a Grado, su iniziativa del Centro Culturale “La Manna”. L’anno seguente espone a Città del Messico con una retrospettiva intitolata Esculturas nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura. Al 2006/2007 risale la mostra “I Colori della scultura” al Museo Crocetti di Roma, mentre del 2008 è la sua personale al Columbus Center e del 2009 la partecipazione all’Arte Fiera di Toronto con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura. Nel 2010 tiene la mostra “Retrospettiva” allo Spazio dell’Arte di Toronto. (aise)

Si è spento ieri sera, domenica 22 giugno, all’età di 99 anni nella sua casa di Milano lo scultore Arnaldo Pomodoro. L’artista, noto fra l’altro per le sue iconiche sfere di bronzo, era nato il 23 giugno del 1926 a Morciano di Romagna. Fratello più grande dell’altro artista Giò, oggi sarebbe stato il suo compleanno.
Preparatevi a un’esperienza artistica senza precedenti! Sabato 7 giugno 2025 alle ore 17:00, il maestoso Castello della Porta di Frontone, incastonato tra le scenografiche cime appenniniche delle Marche, aprirà le sue porte per accogliere “Arcana: Il Leone del Nuovo Orizzonte“. Questa attesissima mostra è dedicata all’acclamato artista contemporaneo Andrea da Montefeltro, insignito del prestigioso Premio della Pace nell’Arte dell’ONU.
Passeggiando tra le millenarie mura del Castello della Porta – un borgo che vanta la Bandiera Arancione del Touring Club – i visitatori saranno catapultati in un mondo dove arte, filosofia, meccanica ed esoterismo si fondono armoniosamente. Le sculture di Andrea da Montefeltro sono molto più che semplici forme: sono complesse architetture scultoree, capaci di evocare meccanismi arcaici o futuristici, ingranaggi misteriosi e strutture organiche che sembrano giungere da un’epoca dimenticata o da un futuro ancora inesplorato.
L’iniziativa vanta prestigiosi patrocini, tra cui le istituzioni del territorio (Comune di Frontone, Provincia di Pesaro e Urbino, Pro Loco e UNPLI Pesaro e Urbino), il Club UNESCO di Firenze e l’ENIT. La scelta del Castello della Porta non è affatto casuale: questo luogo intriso di storia e fascino offre una cornice ideale per opere che trascendono il tempo, amplificando la suggestione di un’arte che è sia antica che proiettata nel futuro.

La Collezione Farnesina apre le sue porte on line!
“Ringrazio le autorità canadesi per aver restituito all’Italia tre preziosi oggetti sacri esportati illecitamente. È un importante gesto di collaborazione verso il governo italiano e un segno di rispetto verso il patrimonio religioso e culturale relativo a San Nicola di Bari”. Lo ha dichiarato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, commentando la cerimonia svoltasi la sera del 19 marzo a Ottawa, nella quale sono stati restituiti all’Italia tre beni culturali provenienti dalla Basilica di San Nicola di Bari e sequestrati dalla Canadian Border Service Agency. Si tratta di una reliquia ossea, una capsella contenente più reliquie e una statuetta lignea del Santo.
Le sale dell’Istituto Italiano di Cultura e dell’Ambasciata d’Italia a Washington ospitano le magistrali incisioni del XVIII secolo di Giovanni Battista Piranesi appartenenti alla George Washington University Collection.
“Dialoghi tra Italia e America: Jannis Kounellis, Maria Lai e Lucio Pozzi” è la mostra con cui Magazzino Italian Art sbarca all’Istituto Italiano di Cultura di New York.

Sarà inaugurata il 13 marzo nelle sale dell’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles la mostra “Visions of Volterra”, che sino al 18 maggio offrirà una panoramica sui progetti di conservazione digitale messi in atto in questa storica città italiana, dove tecnologia e patrimonio culturale si uniscono a tutela del passato e per le generazioni future.