La Collezione Torlonia per la prima volta in Nord America

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Un tour di mostre internazionali e una nuova mostra negli spazi dell’Antiquarium di Villa Albani, la catalogazione e il restauro della Collezione, una serie di iniziative per lo studio e la valorizzazione del suo patrimonio e l’apertura agli addetti ai lavori dei laboratori di restauro: la Fondazione Torlonia si prepara a un 2025 denso di impegni e attività in Italia e all’estero.
Dopo il grande successo della mostra al Museo del Louvre di Parigi, che a fronte dei 613.000 visitatori al 30 novembre è stata prorogata fino al 6 gennaio 2025, il prossimo anno il programma dell’istituzione prevede il tour internazionale della Collezione che sarà esposta per la prima volta in Nord America.
“Myth and Marble: Ancient Roman Sculpture from the Torlonia Collection” è curata da Lisa Ayla Çakmak e Katherine A. Raff e co-organizzata dalla Fondazione Torlonia e dall’Art Institute of Chicago, dove sarà esposta dal 15 marzo al 29 giugno 2025, in collaborazione con il Kimbell Art Museum di Fort Worth in Texas, dove la mostra approderà dal 13 settembre 2025 al 25 gennaio 2026, il Montreal Museum of Fine Arts, dove la mostra sarà tra marzo e luglio del 2026, e The Museum Box.
La mostra porterà negli Stati Uniti e in Canada alcuni dei più grandi capolavori della Collezione: dai celebri busti ritratto alle figure monumentali e mitologiche, dalle straordinarie tazze fino ai sarcofagi e ai rilievi scolpiti. Quasi 60 sculture dal V secolo a.C. al II secolo d.C. studiate e restaurate dalla Fondazione appositamente per la mostra, la maggior parte risalenti al periodo dell’Età Imperiale, culmine dell’innovazione artistica romana antica.
Nel complesso, si tratta di un’operazione culturale senza precedenti, che darà al pubblico nordamericano l’opportunità di scoprire la collezione privata di scultura romana antica più importante al mondo.
“La Fondazione è entusiasta di condividere per la prima volta con il pubblico nordamericano la Collezione Torlonia. Questo insieme eccezionale di sculture antiche è una testimonianza della duratura eredità culturale dell’antica Roma, così come della visione e della passione di più generazioni della famiglia Torlonia”, ha dichiarato Alessandro Poma Murialdo, presidente della Fondazione Torlonia.
Per Carlotta Loverini Botta, direttrice della Fondazione Torlonia, “lo spirito cosmopolita che ha sempre caratterizzato l’arte classica deve continuare a essere coltivato anche tra i più giovani. È un linguaggio universale che prospera sulla continua reinvenzione dei classici, mettendoli in dialogo con la cultura moderna, una visione brillantemente evidenziata dall’approccio curatoriale di Lisa Ayla Çakmak e Katherine A. Raff”.
In parallelo all’attività espositiva, grazie al supporto di Bvlgari, procede l’attività di restauro, studio e catalogazione della Collezione nei Laboratori Torlonia, sotto l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza Speciale di Roma.
“Myth and Marble” sarà infatti anche l’occasione per i Laboratori Torlonia di occuparsi del restauro di ben 27 opere, che si aggiungono alle 12 restaurate per la mostra al Louvre, per un totale di oltre 150 sculture restaurate negli ultimi anni, a testimonianza del costante lavoro di tutela del proprio patrimonio portato avanti dalla Fondazione.
In questo contesto, la Fondazione Torlonia ha scelto per il 2025 di aprire le porte dei suoi spazi eccezionali agli studiosi, in piena sintonia con i principi cardine della missione della Fondazione. Su questo filone, sempre nel 2025 proseguirà anche la catalogazione e digitalizzazione di tutte le opere della Collezione: uno strumento cruciale per la lettura e l’approfondimento dei singoli manufatti che verrà messo a disposizione di tutti attraverso il sito.
“La Fondazione Bvlgari perpetua e amplifica una missione che è sempre stata parte del DNA del marchio. Un impegno a costruire un futuro magnifico con un valore duraturo nei campi dell’arte e del patrocinio, dell’istruzione, della filantropia e dell’inclusione, nonché nella trasmissione del savoir-faire”, ha dichiarato Jean-Christophe Babin, amministratore delegato di Bvlgari Group. “La collaborazione con la Fondazione Torlonia è la testimonianza perfetta di questa missione, mirata alla ricerca della bellezza e alla conservazione di ciò che deve essere tramandato di generazione in generazione”, ha aggiunto. “Il viaggio inizia a Roma e prosegue negli Stati Uniti e in Canada. Ancora una volta, con orgoglio siamo al fianco della Fondazione Torlonia in questo viaggio unico di riscoperta artistica, portando alla luce la bellezza incomparabile di una delle collezioni private più importanti al mondo di sculture romane antiche, che include alcune delle statue più famose degli imperatori romani”.
Nell’ambito dell’attività di studio rientra anche la pubblicazione dei Taccuini di Carlo Marchionni, architetto scelto dal Cardinale Albani per realizzare Villa Albani Torlonia a Roma. Si tratta di un “diario” di bozzetti dell’autore, in cui si ricostruisce sia il paesaggio umano delle sue relazioni sia le scelte operate sulle singole opere. Villa Albani è al centro delle trecento pagine di questi preziosi volumi, ma non mancano schizzi dedicati alle ville laziali di Castelgandolfo e Anzio progettate da Marchionni, antecedenti stilistici della Villa romana. Pubblicato in un unico volume e arricchito dalle riproduzioni di tutti i disegni e dagli apparati storici della professoressa Elisa Debenedetti, recentemente scomparsa e che la Fondazione Torlonia ricorda con stima e affetto, il diario restituisce al pubblico un’opera di grande suggestione capace di descrivere il dietro le quinte della realizzazione di Villa Albani Torlonia.
Con l’obiettivo di dare al pubblico la possibilità di godere della Collezione in modo continuativo, nel 2025 la Fondazione propone inoltre una nuova mostra negli spazi dell’Antiquarium di Villa Albani Torlonia a Roma: un progetto dal taglio trasversale, concentrato su una selezione di sculture antiche e moderne in marmi colorati. Dal I secolo a.C. fino in età tardo antica, infatti, arriva a Roma un’enorme quantità di marmi colorati provenienti dalle cave dislocate in tutte le province dell’Impero: marmi di pregio, alcuni molto rari, utilizzati per lo più per la decorazione di grandi edifici pubblici e di residenze private. Colonne, statue, rilievi, elementi d’arredo, impiegati nel Medio Evo in nuovi edifici o tornati alla luce in scavi recenti, sono oggetto di appassionata ricerca da parte dei collezionisti e spesso utilizzati per nuove creazioni. L’esposizione, a cura del professor Carlo Gasparri, propone dunque un affondo su questo specifico tipo di sculture, confermando per questo spazio inaugurato la scorsa primavera il ruolo di spazio di studio sulla Collezione aperto permanentemente e gratuitamente al pubblico dal martedì alla domenica dalle 9 alle 13.
Nell’ambito di queste attività e a tutela del rigore scientifico del suo operato, la Fondazione ha annunciato infine la nomina a coordinatore scientifico di Carlo Gasparri, affiancato dal comitato scientifico presieduto da Salvatore Settis e composto da Gabriele Galateri di Genola, Filippo Modulo, Carlo Ratti e Xavier Francesco Salomon. (aise) 




San Francisco: la pittrice Tamara De Lempicka e l’Italia

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Un approfondimento dedicato al rapporto tra Tamara de Lempicka (1894–1980) e l’Italia: è quello che si terrà il 12 dicembre all’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco in occasione della mostra che il de Young / Fine Art Museum of San Francisco dedica all’artista polacca.
Ospite dell’IIC in qualità di relatore dell’incontro sarà Furio Rinaldi, curatore della mostra allestita sino al 9 febbraio 2025.
Con opere che trasudano fredda eleganza e sensualità trasgressiva, l’artista polacca Tamara de Lempicka (1894–1980) definisce l’Art Déco. I suoi dipinti catturarono il glamour e la vitalità della Parigi del dopoguerra e la lucentezza cosmopolita delle celebrità di Hollywood. Sebbene si muovesse tra i circoli più influenti della Parigi degli anni ’20, della Hollywood degli anni ’40 e oltre, il suo stile unico è profondamente radicato nella tradizione artistica italiana del Rinascimento, come rivelato nella mostra rivoluzionaria attualmente al museo de Young. Il curatore della mostra Furio Rinaldi condurrà gli ospiti dell’Istituto Italiano di Cultura in un viaggio in Italia per scoprire la maturità artistica di Tamara de Lempicka e il suo stile di vita trasgressivo durante il suo soggiorno a Firenze, Roma e Milano.
Furio Rinaldi è il curatore responsabile della Achenbach Foundation for Graphic Arts, il dipartimento di stampe, disegni, fotografie e libri d’artista dei Fine Arts Museums of San Francisco (FAMSF), la più grande collezione di opere su carta negli Stati Uniti occidentali. Esperto di disegni rinascimentali del XV e XVI secolo, in particolare delle scuole di Leonardo da Vinci, Raffaello e Michelangelo, Rinaldi ha pubblicato ampiamente sull’argomento.
Al FAMSF ha organizzato le mostre Color into Line: Pastel from the Renaissance to the Present (2021-2022) e l’acclamata Botticelli Drawings (2023-24), il cui catalogo è stato nominato tra i migliori libri d’arte dell’anno dal New York Times. Nel 2022 è stato nominato David and Julie Tobey Fellow of Italian Drawings presso Villa I Tatti, The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies. (aise) 




Miami. “The Garden of Eden” di Angelo Accardi per Art Basel

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Dalla copertina dell’Atlante dell’Arte Contemporanea con la scultura di Accardi “Violet”, scelta dal comitato scientifico del Met “Corporate Patron Metropolitan Museum of Art of New York” in collaborazione con Giunti, alle mostre che hanno attraversato i tre continenti, da Londra a New York alla Biennale di Dakar e quella di Venezia: il 2024 conferma la caratura internazionale di Angelo Accardi.

Un anno che, dopo la personale Icarus’ Dream al Palazzo Donà dalle Rose di Venezia, trova il suo culmine da oggi, 3 dicembre, e sino a domenica 8, all’interno dell’art week di Art Basel Miami, con la mostra “The Garden of Eden” nella cornice della Eden Gallery: un viaggio artistico che conferma la capacità dell’artista italiano di trasformare il non senso in una nuova forma di senso, toccando le corde più profonde dell’immaginario contemporaneo.
“Posso resistere a tutto, tranne che alle tentazioni”: l’aforisma più contraddittorio di Oscar Wilde calza a pennello alla mostra “The Garden of Eden”. Immersi nell’atmosfera magica e sognante del giardino dell’Eden, il grande albero al centro della sala non lascia dubbi: siamo nel giardino delle tentazioni. Eva rappresenta simbolicamente la seduzione dell’arte che qui si fa pop con le immagini surreali, a volte stranianti, dell’artista italiano contemporaneo, tra i più apprezzati oltreoceano.
Accardi, con le sue composizioni, genera paradossi temporali e logici attraverso la lente ironica del Surrealismo Pop, facilitando incontri tra figure contemporanee e personaggi di diversi periodi storici o eroi dei fumetti. Grazie a questa amalgama creativa, nascono opere ricche di fascino, ironia e colore. Accardi gioca abilmente con le icone del passato, con i simboli dell’arte classica, creando un dialogo tra il passato e il presente, un ponte tra il classico e il contemporaneo, toccando sia tematiche sociali che artistiche
In questo sorprendente 2024 Accardi ha portato la sua cifra stilistica anche alla Biennale Africana di Dakar, dove presenta un’opera che cita la “maschera nera”, evocata del grande poeta Léopold Sédar Senghor, che dà il nome alla fondazione promotrice dell’evento in collaborazione con la Fondazione Donà Dalle Rose.
È così che Angelo Accardi, maestro del Pop Surrealism, ha portato nel mondo la sua rilettura del Rinascimento italiano, facendo dialogare arte classica e simboli della cultura di massa, in un gioco coloratissimo di rimandi e citazioni che sono essenzialmente la sua firma. Per queste ragioni il CAM, Catalogo dell’Arte Moderna (editoriale Giorgio Mondadori), lo ha scelto per la copertina dell’edizione 2025: un riconoscimento che arriva dopo i numerosi altri che lo hanno investito in questo anno, che culminerà con la presenza all’Arte Basel di Miami.
Angelo Accardi nasce nel 1964 a Sapri (SA) dove, negli anni Novanta, inizia la sua ricerca sulla nuova figurazione e a sperimentare tecniche e materiali per le sue sculture. Nei primi anni 2000 dà vita alla serie Misplaced, dove introduce per la prima volta la figura dello struzzo che assume in sé l’elemento imponderabile della società liquida, la paura indefinita che Zygmunt Bauman descrive nel saggio Liquid Fear. Nel 2006 entra in contatto con il gruppo di nuove avanguardie TantArte ed espone a Shanghai. Lo storico dell’arte Marco Vallora, nel 2011, lo seleziona per la 54^ Biennale di Venezia. Nel 2017 una grande mostra a New York segna l’inizio di un sodalizio con Eden Gallery. Seguiranno Miami, Mykonos e Tel Aviv.
Nel 2022 promuove un progetto di arte pubblica con le installazioni simultanee a Milano, Palermo e Venezia di “Poetry”, una scultura monumentale che con la parola FUCK, chiude idealmente la trilogia iniziata da Robert Indiana con le iconiche LOVE e HOPE. Nell’ottobre del 2022 è protagonista della mostra “Da Banksy a Warhol” a Palazzo Lucca (Fiorenzuola). Una ricognizione sulla Pop art (ormai storicizzata) delle origini, fino all’arte contemporanea che si ispira al Pop, con opere di Obey, Mr Braiwash, Keit Haring, Banksy e Warhol (a cura di Deodato Arte). Nel 2024 è presente alla 60^ edizione della Biennale d’Arte di Venezia. Il 25 maggio 2024 il comitato scientifico dell’Atlante dell’Arte Contemporanea Corporate Patron del Metropolitan Museum of Art di NY sceglie l’opera “Violet”, per la copertina della nuova edizione del volume (Giunti).
Ad oggi le sue opere sono distribuite in esclusiva da Eden Gallery, tra le sedi di New York City, Miami, Londra, Aspen, Las Vegas, Dubai e in Italia da Deodato Arte. Frequentemente, un approccio tradizionale solido è preferibile a un tentativo d’avanguardia mediocre. Angelo Accardi esemplifica questo attraverso il suo stile anacronistico come artista citazionista. Egli fa riferimento a opere ben consolidate, impiegandole come elementi di un lessico creativo per creare nuove narrazioni all’interno del continuum della storia dell’arte, che va dall’arte classica agli impressionisti.
Accardi dedica ampie porzioni del suo lavoro alla grande tradizione del Rinascimento italiano, enfatizzando le radici fondamentali della pratica artistica. Le sue composizioni generano paradossi temporali e logici attraverso la lente ironica del Pop Surrealism, facilitando incontri tra figure contemporanee e personaggi di diversi periodi storici o eroi dei fumetti. Questa amalgama creativa produce opere ricche di fascino, ironia e colore. (aise) 




Città del Messico. Anche due artisti italiani al B Project

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bprojectpuntovertThe B Project è la nuova mostra che prenderà il via il 28 novembre, fino al 1º dicembre, all’interno dell’iconica Casa del Atrio di Città del Messico, progettata dall’architetto Antonio Attolini Lack.

L’iniziativa è coordinata da Galería Errante, uno spazio espositivo nomade fondato nel 2015 da Alessandra Migliano, gallerista e curatrice italo-messicana che è riuscita a incorporare grandi nomi dell’arte internazionale nel corso della sua carriera.

Nella residenza saranno esposte le opere di vari artisti, con la lettera B in comune, come Betsabeé Romero, Barry Wolfryd, l’italo-statunitense Bradley Narduzzi e gli italiani Fabrizio Bonvicini e Benito Macerata.

Macerata sarà presente con opere che fondono la pittura con la sperimentazione di materiali. Già fashion designer per molti marchi, dopo la presentazione della sua storia artistica all’esclusiva Columbus Citizens Foundation di New York e l’esposizione delle sue creazioni in quel di Dubai, Macerata ha avviato una proficua collaborazione con Alpemare di Forte dei Marmi, di proprietà della famiglia di Andrea Bocelli.

«Questa opportunità in Messico è come la ciliegina sulla torta che conclude quest’anno bellissimo a livello artistico, con l’esperienza fantastica con la famiglia Bocelli e il loro gruppo di lavoro e il rinnovo della collaborazione per il prossimo anno. Chiudiamo così una stagione fantastica per la mia crescita artistica. La soddisfazione è enorme, con diverse collaborazioni in chiusura e molta attenzione e richieste da parte di gallerie internazionali. Ringrazio oltre alla famiglia Bocelli anche la Columbus Citizens Foundation per le splendida opportunità per le possibilità che mi ha aperto sul mercato americano. Ora arriva il Messico dove esporrò dei quadri in carta fatta a mano da una cartiera di Fabriano, in cui inserisco, forme, lacci e pezzi di pelle per comporre le mie opere», ha raccontato l’artista marchigiano all’Adnkronos.

L’altro artista italiano presente sarà Fabrizio Bonvicini, per il quale il legno è una questione di democrazia.

Rispetto ai metalli o alle pietre preziose, questo materiale è ampiamente disponibile in natura e soddisfa le esigenze di molti.

Fabrizio crea utilizzando diverse tecniche, a seconda della fase di lavoro e del tipo di obiettivo: la motosega per ridurre le dimensioni, lo scalpello, il taglierino dal dentista per i pezzi più piccoli, le seghe giapponesi forgiate a mano per ottenere forme geometriche e tonnellate di carta vetrata.

Influenzato da tutto ciò che lo circonda, dall’architettura alle forme astratte, la sua più grande ispirazione viene dalla natura e dall’effetto del vento e della pioggia sulle rocce, un’azione lenta e corrosiva di sedimentazione e stratificazione che rappresenta l’eternità del tempo nella materia.

E così i suoi gioielli diventano forza ed energia naturale, un condensato di agenti atmosferici racchiusi in piccole sculture che vivono simbolicamente come amuleti, carichi di energie naturali e spirituali.

Nella sua vita Fabrizio ha disegnato decorazioni per la casa, accessori di moda ed ha condotto ricerche.

Raggiunta la maturità, ha deciso di realizzare ciò che davvero conta per lui: produrre gioielli, scegliendo un materiale insolito come il legno, senza seguire la moda, ma semplicemente indagando forma e armonia.

La mostra The B Project sarà inaugurata giovedì 28 novembre 2024 alle ore 17 nella Casa del Atrio di Città del Messico, Campestre 20, San Angel Inn e potrà essere visitata fino al 1 dicembre.

Foto e immagini: Galería Errante

puntodincontro.mx




Santo Domingo. La Presidente del Comites all’esposizione di Krillantix

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downloadLa Presidente del Com.It.Es. di Santo Domingo ha partecipato all’esposizione della pittrice Antonella Magliozzi, alias Krillantix, a Cap Cana.

Un connubio tra arte e natura, che l’artista sapientemente domina e che permette di mostrare come l’arte possa trovare ispirazione nelle profondità marine.

Nella relativa nota stampa si sottolinea che “Il Com.It.Es. continuerà ad essere presente per sostenere eventi che possano permettere la valorizzazione della cultura e dell’arte italiana all’estero”.




Kurdistan iracheno, uno spazio per celebrare il Design italiano

kurdistan iracheno uno spazio per celebrare design italiano scaled

kurdistan iracheno uno spazio per celebrare design italiano scaledNei giorni scorsi, a Sulaymaniyah, seconda città della Regione autonoma del Kurdistan iracheno, alla presenza del Console Generale d’Italia Michele Camerota e della Presidente della VIM Foundation Lava Hikmat, è stato inaugurato un angolo dedicato al Design italiano presso i locali della VIM, realtà dinamica e innovativa, che coinvolge giovani artisti locali e promuove attività creative, dalla pittura alla fotografia, dal cinema alla produzione e traduzione di  opere letterarie.

L’iniziativa ha potuto contare sul supporto della Direzione Generale del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha accolto la richiesta di inviare dei volumi, in parte forniti da partner dell’Italian Design Day quali l’ADI (Associazione per il Disegno Industriale) e Compasso d’Oro, con l’intento di divulgare le eccellenze italiane del settore. Al contempo, adeguato risalto è stato dato alle attività svolte dalle missioni archeologiche italiane in tutta la regione curda, che presero avvio circa due decadi fa proprio da Sulaymaniyah e di cui l’Italia detiene oggi il primato in tutto l’Iraq. Ciò anche grazie al determinato supporto della Farnesina, a conferma dell’importanza attribuita alla diplomazia culturale come volano di promozione del Paese e del dialogo tra i popoli.

Il Console Camerota, nel ringraziare la Presidente Hikmat per la calorosa ospitalità ricevuta e per avere con entusiasmo condiviso l’iniziativa, ha anche ricordato la collaborazione avviata con la VIM in occasione dell’Italian Design Day. In quel frangente, le sale della Fondazione ospitarono una serie di eventi rivolti a studenti e docenti delle locali facoltà di ingegneria e architettura unitamente alla mostra Light on Made in Italy, che fece registrare uno straordinario successo di pubblico. Il Console ha inoltre espresso soddisfazione per la crescente domanda di Made in Italy che si osserva nella Regione e sottolineato l’importanza del settore del design come peculiare testimonianza della conoscenza e della creatività italiana, sempre più economicamente rilevante per le nostre esportazioni nel mondo. Infine, di comune intesa con la Presidente Hikmat, si è da ambo le parti auspicato che la collaborazione possa proseguire in futuro, a conferma delle eccellenti relazioni di amicizia che legano il Kurdistan iracheno all’Italia e del panorama culturalmente vibrante che anima la città di Sulaymaniyah.




“Chiamata alle Arti | 2021 – 2024”: giovani artisti a New York

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Le Accademie di Belle Arti italiane portano i giovani artisti a New York. È stata inaugurata ieri, 18 novembre, e apre oggi al pubblico nelle sale dell’Istituto Italiano di Cultura di New York una mostra rivolta al futuro: “Chiamata alle Arti – 2021-2024”, un progetto realizzato dalla Mucciaccia Gallery Project.
In esposizione al 686 di Park Avenue sino al 13 dicembre opere di giovani creativi provenienti dalle Accademie di Bari, Bologna, Brera – Milano, Catania, Firenze, L’Aquila, Macerata, Napoli, Roma, Torino, Urbino e Venezia. Curatrice della mostra Giulia Abate e partner con l’Istituto la Mucciaccia Gallery che si muove tra l’Italia a il mondo (ha sedi a Roma, Londra, Cortina d’Ampezzo, Singapore).
“La notizia è che le Accademie italiane sono diventate il posto meno accademico del mondo”, il commento del direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Fabio Finotti. “Sono ormai luogo di esplorazione dei linguaggi più recenti: dalla fotografia alla realtà virtuale, all’intelligenza artificiale. E vogliamo promuovere non solo gli artisti, ma i loro geniali docenti”.
Come spiega Giulia Abate, il progetto si pone come ponte che unisce e mette in relazione varie esperienze artistiche, espressioni culturali distanti ma che comunicano tra loro. La globalizzazione non deve essere solo delle merci ma soprattutto delle idee e delle espressioni artistiche, che segnano e portano la loro identità artistica. Chiamata alle Arti mette in una circolazione dinamica l’arte che ha in se’ una misteriosa intuizione che racchiude il passato, presente e il futuro, portando avanti i nuovi talenti.
Il progetto è stato ideato da Delfina Bergamaschi, direttrice della galleria Mucciaccia Gallery Project, e nasce per offrire un supporto alle Accademie di Belle Arti in Italia. “Si tratta di una preziosa collaborazione tra la Mucciaccia Gallery Project e i direttori e professori delle Accademie di Belle Arti in Italia, per selezionare gli studenti più meritevoli”, afferma Bergamaschi. “Insieme alle Accademie di Belle Arti italiane, il progetto vuole essere una piattaforma, affinché questi giovani artisti possano essere visti e ascoltati, e così facendo viene definita la prossima generazione di artisti in Italia”.
Questi gli artisti in mostra: Federica Amuro, Francesca Bitetto, Emanuele Buffo, Ilaria Costaglia, Mario Rosario De Filippis, Paola Del Gaudio, Pietro Desirò, Filippo Forlani, Satya Forte, Viola Franchini, Serena Gamberini, Jona B. Gandolfo, Camilla Giannotti, Maria Ginzburg, Federica Gottardello, Fatma Ibrahimi, Andrea Luzi, Martino Magnani, Nicolò Marchetto, Carlotta Mazzariol, Riccardo Morandi, Nikko Mundacruz, Anastasia Norenko, Maurizio Pometti, Ottavia Pompei, Alice Romano, Martina Taddeucci, Simone Talpa, Bai Wenxi.
Alcuni di loro erano presenti ieri all’inaugurazione della mostra, che verrà accompagnata da un catalogo pubblicato da Silvana Editoriale con testi di Giulia Abate, Delfina Bergamaschi e Fabio Finotti. (aise) 




Ambasciata d’Italia a Washington-Uffizi: un legame lungo cento anni

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ambasciata ditalia a washington uffizi un legame lungo cento anni immagine15L’Ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti, Mariangela Zappia, ha ospitato a Washington una conversazione sul legame tra arte e diplomazia con il Direttore degli Uffizi, Simone Verde, e importanti ospiti americani, per celebrare il centenario del primo prestito delle Gallerie degli Uffizi di Firenze all’Ambasciata. Una serata che ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso. “Il primo prestito degli Uffizi a questa Ambasciata nel 1924 non è stato solo un modo per far conoscere al pubblico americano dei capolavori dell’arte italiana, ma un modo per costruire un ulteriore ponte tra Italia e Stati Uniti che cresce ancora oggi, un secolo dopo: l’Italia crede da sempre che l’arte e la diplomazia culturale siano canali di dialogo e di conoscenza reciproca straordinariamente potenti ed efficaci”, ha sottolineato l’Ambasciatrice Zappia nel suo intervento. L’Ambasciatrice ha anche ricordato la collezione “Villa Firenze Contemporanea”, quale testimonianza dell’impegno con cui l’Ambasciata a Washington continua a promuovere negli Stati Uniti l’arte italiana del passato e del presente. Il prestito degli Uffizi di un secolo fa ha dato il via a una lunga tradizione che ha portato opere d’arte italiane nelle sedi diplomatiche di tutto il mondo, valorizzando il ruolo dell’arte come strumento di promozione della cultura italiana. Nel corso dell’evento, al quale hanno partecipato Megan Beyer, Direttrice di Art in Embassies, Aviva Rosenthal, Direttrice degli Affari Globali di Smithsonian Institution e Joseph Angemi, Senior Curator dell’Office of Cultural Heritage del Dipartimento di Stato, è stata presentata una pubblicazione che raccoglie le opere esposte a Washington, in Ambasciata e a Villa Firenze, Residenza dell’Ambasciatrice.(Inform)




Washington, Ambasciata d’Italia celebra legame con Uffizi

washington ambasciata celebra legame con uffizi

washington ambasciata celebra legame con uffiziL’Ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti, Mariangela Zappia, ha ospitato ieri a Washington una conversazione sul legame tra arte e diplomazia con il Direttore degli Uffizi, Simone Verde, e importanti ospiti americani, per celebrare il centenario del primo prestito delle Gallerie degli Uffizi di Firenze all’Ambasciata d’Italia a Washington. Una serata che ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso.

“Il primo prestito degli Uffizi a questa Ambasciata nel 1924 non è stato solo un modo per far conoscere al pubblico americano dei capolavori dell’arte italiana, ma un modo per costruire un ulteriore ponte tra Italia e Stati Uniti che cresce ancora oggi, un secolo dopo: l’Italia crede da sempre che l’arte e la diplomazia culturale siano canali di dialogo e di conoscenza reciproca straordinariamente potenti ed efficaci”, ha sottolineato l’Ambasciatrice Zappia nel suo intervento.

L’Ambasciatrice ha anche ricordato la collezione “Villa Firenze Contemporanea”, quale testimonianza dell’impegno con cui l’Ambasciata a Washington continua a promuovere negli Stati Uniti l’arte italiana del passato e del presente.

Il prestito degli Uffizi di un secolo fa ha dato il via a una lunga tradizione che ha portato opere d’arte italiane nelle sedi diplomatiche di tutto il mondo, valorizzando il ruolo dell’arte come strumento di promozione della cultura italiana.

Nel corso dell’evento, al quale hanno partecipato Megan Beyer, Direttrice di Art in Embassies, Aviva Rosenthal, Direttrice degli Affari Globali di Smithsonian Institution e Joseph Angemi, Senior Curator dell’Office of Cultural Heritage del Dipartimento di Stato, è stata presentata una pubblicazione che raccoglie le opere esposte a Washington, in Ambasciata e a Villa Firenze.




Washington, Ambasciatrice Zappia apre la mostra MOSAICO

washington ambasciatrice zappia apre la mostra mosaico

washington ambasciatrice zappia apre la mostra mosaicoL’Ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti, Mariangela Zappia, ha inaugurato a Washington, insieme al Direttore della DC Commission on the Arts and Humanities, Aaron Myers, la mostra “MOSAICO. Codice italico di un’arte senza tempo”, la prima mostra itinerante multimediale dedicata ai mosaici italiani.

“I mosaici italiani costituiscono uno dei contributi più significativi e duraturi che l’Italia ha dato alla storia dell’arte: non semplicemente come decorazione, ma come un linguaggio destinato a durare, che ha attraversato i secoli per diventare parte essenziale del nostro patrimonio culturale. I mosaici rappresentano un ponte tra Oriente e Occidente, unendo tradizioni che spaziano dagli imperi romano e bizantino all’Italia contemporanea e oltre. Fino ad arrivare agli Stati Uniti: sono stati gli italiani, infatti, a portare l’arte del mosaico in questo Paese, da New York a Saint Louis”, ha commentato l’Ambasciatrice.

L’esposizione, ideata e realizzata da Magister Art – un’azienda italiana all’avanguardia nell’uso delle nuove tecnologie per la valorizzazione del patrimonio artistico – racconta l’Italia attraverso un viaggio di 2000 anni alla scoperta di immagini, simboli, tecniche e materiali di alcuni tra i mosaici italiani più celebri e rappresentativi del patrimonio italiano. Da Roma a Pompei, passando per Ravenna, Palermo, Monreale e altre città italiane.

La sede scelta per l’allestimento, Dupont Underground, è uno spazio culturale unico, situato nel cuore di Washington: ricavato da un ex tunnel della metropolitana, esso è oggi al centro della scena culturale della capitale statunitense. La mostra, visitabile gratuitamente, resterà aperta sino a fine gennaio 2025, per poi essere allestita a Salt Lake City e, successivamente, a Miami, in coordinamento con la rete degli Istituti Italiani di Cultura negli Stati Uniti.