A San Ginesio il Festival Sudamericana

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maxresdefaultIl Festival Sudamericana si presenta di nuovo al pubblico con la dodicesima edizione, 2024, davvero ricca d’arte, emozioni e sentimenti.
Il progetto artistico nato sul filo ispiratore della cultura del tango nell’Agosto del 2013 a San Ginesio (MC), nel corso degli anni ha saputo guardare avanti e migliorarsi sempre di più fino a diventare esclusivamente on line – social e prendere la via della ricerca dei tanti e più interessanti artisti latini – sudamericani e non solo appartenenti all’universo culturale della poesia, della letteratura, della musica, della danza, del teatro e dell’arte.
Tutto ciò è stato ed è oggi possibile grazie al lavoro assiduo ed incessante dell’Associazione Culturale “San Ginesio” e del Centro di Lettura “Arturo Piatti” (Provincia di Macerata). Grazie a loro infatti, la manifestazione, dedicata al mondo latino, ha visto nel tempo l’aprirsi anche di importanti opportunità di gemellaggio.
A tal ultimo proposito, i Partners per l’edizione in oggetto sono: Associazione Culturale Terra dell’Arte – Museo M.I.D.A.C. (Belforte del Chienti – MC – Italia), F.O.R.A.R.T. fe (Macerata – Italia),
Festival Internacional de poesía En el Lugar de los Escudos (Città del Messico – Messico), Rivista La Libélula Vaga – Al Faro Ediciones (Helsingborg – Svezia), Centro Cultural Tina Modotti (Torino – Buenos Aires – Italia – Argentina), Escuela de Poesía de Cuba (L’Avana – Cuba. Una creazione del Centro Cultural CubaPoesía e del World Poetry Movement) e la Revista Digital Literaria El Gato Negro (Madrid – Spagna).
Tutta la manifestazione sarà visibile come sempre sulla pagina Facebook del Festival Sudamericana: https://www.facebook.com/sudamericanafestival/
dal 7 agosto 2024 al 10 gennaio 2025
Di seguito l’elenco completo degli ospiti del Festival, con i loro rispettivi contributi artistici:
Jorge Luis Sagrera (poesia), Lôro Malandro (musica), JoRayo e Asterixo Orquesta (musica), Mpaulu Poeta Sol (poesia), Donatella Alamprese (musica), Lucas Margarit (poesia), B.A.M.A.S Contemporary Tango Quintet (musica), Quinteto Negro La Boca (musica), Compañía Teatro Línea de Sombra (teatro), Andrea Dedò (danza), Jormay González Monduy (arte), Lumière Quinteto (musica), Milonga Sin Corte (musica), Víctor Ceprián Cortés (arte), Gypsinduo (musica), Quinteto Revolucionario (musica), Mónica Lucía Suárez Beltrán (poesia), Joaquín “Jimmy” Rodriguez (arte), Nicola Viceconti e Patrizia Gradito (letteratura), Colectivo 73 (musica), Cuarteto Tangábile (musica), Giuliano Gambarelli e Vittoria Zoffoli (danza).
Comunichiamo infine che la foto – copertina della pagina social del Festival è opera del fotografo Fabrizio Centioni (Fotomobil – Macerata – Italia) e ritrae lo scrittore Adrián Bravi.
L’evento è organizzato dagli operatori culturali Rita Bompadre e Matteo Marangoni.
Per ulteriori informazioni: 340 6657356 – associazioneculturalesanginesio@hotmail.it




Stati Uniti, Consolato Generale d’Italia a Los Angeles: “Living with the Art / The Art of Living”, conversazione con l’architetto Roberto Palomba

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stati uniti consolato generale ditalia a los angeles living with the art the art of living conversazione con larchitetto roberto palombaimmagine4Lo Showroom Lualdi di Los Angeles il 10 ottobre ha ospitato l’evento Living with the Art/The Art of Living, un talk speciale con l’architetto Roberto Palomba, co-fondatore di Palomba Serafini Associati, studio internazionale di architettura e design con sede a Milano. Presentato nell’ambito della Giornata del Contemporaneo e dell’Italian Design Day, l’evento ha esplorato la connessione tra serialità e unicità nel design contemporaneo. Organizzato dal Consolato Generale d’Italia, dall’Istituto Italiano di Cultura e dall’ICE – Agenzia per la Promozione all’Estero e l’Internazionalizzazione delle Imprese Italiane, in collaborazione con Lualdi, questa iniziativa riflette gli sforzi delle istituzioni italiane per promuovere l’eccellenza italiana e il marchio “Made in Italy”. In questa occasione, l’architetto Roberto Palomba ha esplorato l’equilibrio tra produzione di massa e creazione unica, mettendo in luce il legame innovativo tra questi due mondi. La Console Generale d’Italia a Los Angeles, Raffaella Valentini, sottolinea: “Il design e l’arte contemporanea non sono solo espressioni di creatività, ma anche potenti strumenti di diplomazia. Promuovono il dialogo tra culture e sostengono l’eccellenza delle esportazioni italiane. Attraverso iniziative come quella a Los Angeles, mostriamo lo spirito innovativo del ‘Made in Italy’, rafforzando la presenza dell’Italia sulla scena globale e consolidando il nostro ruolo di leader nei settori creativi.” Roberto Palomba riflette sul suo lavoro, affermando: “Serialità e unicità, la connessione tra questi due concetti definisce ciò che è contemporaneo. Con l’intersezione sempre più frequente tra design e arte, stiamo ridefinendo il rapporto tra produzione di massa e pezzo unico. Oggi l’innovazione risiede proprio nella fusione di questi ambiti, creando nuove prospettive e possibilità. Dunque, quando un oggetto seriale diventa arte, e quando un pezzo unico sfida il concetto di serialità?

“Il nostro showroom di Los Angeles rientra in una precisa strategia di internazionalizzazione che punta a creare luoghi di racconto, in grado di rappresentare la ricerca, la tecnologia e l’artigianalità che caratterizzano la nostra filosofia progettuale” spiega Chiara Lualdi, Head of Marketing. “Gli spazi Lualdi sono punti d’incontro per i professionisti e i clienti finali, dove porte e sistemi si combinano per creare ambienti che raccontano la tradizione del Made in Italy ed esaltano il potenziale espressivo di ogni progetto.”

Roberto Palomba, architetto e designer, fonda con l’architetto Ludovica Serafini lo Studio Palomba Serafini Associati, nel 1994 a Milano. Lo studio si occupa di architettura, interior design, design industriale, moda e yacht design. Il tratto distintivo del loro lavoro è dato dalla capacità di combinare una visione contemporanea della società e delle esigenze degli utenti con una profonda conoscenza delle radici storiche e culturali del design, producendo risultati che fondono passato e futuro. In 30 anni di attività, i loro progetti hanno ricevuto oltre 70 premi e riconoscimenti internazionali, tra cui il Compasso D’Oro, l’Elle Decoration International Design Award, il Red Dot, il Design Plus, il Good Design Award, il German Design Award e l’Ahead Award, con il quale hanno vinto il primo premio per il miglior hotel europeo.

Lo studio progetta architettura ed esposizioni in tutto il mondo e collabora con, e dirige artisticamente, alcuni dei marchi di design più importanti a livello internazionale, tra cui Artemide, Benetti yachts, Foscarini, Fratelli Rossetti, Giorgetti, Kartell, Lema, Maserati, Poltrona Frau, Richard Ginori, Samsung, Fendi Casa, Zanotta. Lualdi è un’azienda storica del design italiano nel campo delle porte di interni, dell’arredamento su misura e del contract, nata nel 1859 come falegnameria artigianale e gestita dalla quarta generazione familiare. La svolta industriale ha inizio dagli anni sessanta grazie alla collaborazione con alcuni tra gli architetti di punta del panorama milanese dell’epoca. Oggi l’azienda collabora con alcuni tra i più importanti architetti del mondo, ha showroom a Milano, New York, Miami e Los Angeles, e la sua leadership è riconosciuta a livello internazionale. Qualità del prodotto e dei processi di lavorazione sono i valori storici dell’azienda, una manifattura ad elevato contenuto di conoscenza che coniuga la tradizione artigianale con gli aspetti della produzione industriale più evoluta. La responsabilità sociale d’impresa è uno dei cardini della sua filosofia e del suo impegno quotidiano per la tutela dell’ambiente. L’uso socialmente ed ecologicamente sostenibile dei materiali e delle risorse rende l’azienda certificata FSC®. Il 12 ottobre è ritornata la Giornata del Contemporaneo, il grande evento che dal 2005 porta l’arte contemporanea al grande pubblico. Promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, la Giornata del Contemporaneo è realizzata con il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e con la collaborazione della Direzione Generale Diplomazia Pubblica e Culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Giunta alla sua ventesima edizione, la Giornata del Contemporaneo ha coinvolto musei, fondazioni, istituzioni pubbliche e private, gallerie, studi e spazi artistici in tutta Italia, raccontando la vitalità dell’arte contemporanea nel nostro paese. Anche quest’anno, per incentivare la partecipazione più ampia possibile, l’evento ha mantenuto un formato ibrido, fisico e digitale, con proposte sia online che offline.(Inform)




New York, Siena protagonista al MET

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nyIl Metropolitan Museum of Art di New York ha inaugurato l’8 ottobre la prima grande mostra negli Stati Uniti dedicata all’arte senese del Trecento, intitolata “Siena: La grande stagione della pittura, 1300–1350”.

“Sono felice che uno dei musei più importanti e prestigiosi del mondo abbia deciso di ospitare questa mostra, che riconosce e porta nuova luce sullo straordinario contributo che la Siena della prima metà del trecento ha dato alla storia dell’arte mondiale”, ha commentato l’Ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti, Mariangela Zappia. “Il pubblico americano potrà scoprire e apprezzare un altro meraviglioso scorcio della nostra inimitabile Storia. Sono grata a Siena e alla Toscana per aver investito risorse e passione in questa bellissima realizzazione”.

Alla cerimonia di inaugurazione, insieme al Direttore del MET, Max Hollein, sono intervenuti il Console Generale d’Italia a New York, Fabrizio Di Michele, e i Sindaci di Siena e di Arezzo, Nicoletta Fabio e Alessandro Ghinelli.

La mostra, curata da esperti del Metropolitan Museum e della National Gallery di Londra, è suddivisa in dodici sezioni che esplorano temi legati alla geografia, agli artisti e all’importanza di Siena come centro di innovazione artistica prima del Rinascimento. Le opere esposte – tra le quali spiccano capolavori come la Madonna Stoclet di Duccio e l’Annunciazione di Ambrogio Lorenzetti – riuniscono elementi rimasti separati per secoli, offrendo una visione completa di questo straordinario periodo artistico e del fiorente centro culturale toscano.

“Si tratta di una mostra senza precedenti che fa rivivere un momento unico che ha visto come protagonista la città di Siena. In pochi decenni un gruppo di artisti come Duccio, Simone Martini e i fratelli Lorenzetti hanno creato capolavori di una bellezza senza eguali qui raccolti tutti insieme in maniera magistrale. Siamo profondamente riconoscenti ai curatori del MET che con entusiasmo hanno lavorato per tanti anni a questo ambizioso progetto, insieme ai Comuni di Siena e di Arezzo e a numerose pinacoteche americane ed europee. Questa straordinaria collaborazione ci permetterà di fare un affascinante viaggio andata e ritorno da New York al Trecento senese” ha affermato il Console Generale d’Italia a New York, Fabrizio Di Michele.




A Parigi IOSONOVULNERABILE

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a parigi iosonovulnerabile movimentovulnerarteapsInaugurato lo scorso 3 ottobre, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, il progetto artistico ‘Iosonovulnerabile’, una pratica performativa artistica a cura di Sergio Mario Illuminato, che sarà visibile fino al 29 novembre all’interno dei giardini dell’Istituto.

Presente in Francia l’intero team italiano che ha sviluppato questo iter culturale giunto alla sua seconda tappa, dopo la ricerca iniziata all’ex Carcere Pontificio di Velletri, e il direttore dell’Istituto, Antonio Calbi, che ne ha introdotto brevemente i contenuti: “In questo progetto che ospitiamo, apparentemente fuori dai confini, riscontriamo l’essenza e la condizione dell’arte contemporanea che non è più capace di testimoniare la violenza e la complessità della società in cui viviamo. Fotografie che riprendono le celle di una prigione e stanze piene delle storie degli atti processuali dei detenuti, una porta e altri oggetti recuperati dall’ex Carcere e riplasmati attraverso il lavoro artistico, e altri elementi che il visitatore potrà scoprire interagendo, rappresentano tracce di un profondo lavoro sulla memoria, sull’assenza, sui segni della vita consumata in prigione e sul tempo che passa e che trasforma questi oggetti in altro da sé. Siamo tornati in un tempo di guerra e ci domandiamo cosa fa l’arte per testimoniare questa condizione umana, come direbbe Jean-Paul Sartre: il team del Movimento Vulnerarte APS, in questo caso, ha cercato di recuperare degli indizi di vita non più esistenti per far ricongiungere il destino di ieri con gli occhi e la sensibilità dell’osservatore di oggi”.

Con i saluti istituzionali di Carlo Siciliano, Consigliere migrazioni giustizia e affari interni, in rappresentanza dell’Ambasciatrice italiana a Parigi Emanuela D’Alessandro, che ha apprezzato il valore semantico della messa in opera dei lavori, e dell’Onorevole Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, che – attraverso un messaggio – ha augurato momenti di intensa condivisione per un progetto che rappresenta nella sua transdisciplinarietà un modello creativo di realizzazione artistica, si è aperta la sessione concettuale di introduzione all’opera, introdotta dalla dott.ssa Anna Maria Porfidia, direttrice della scuola di arti plastiche dell’Accademia di Belle Arti di Roma, che vede molti degli allievi coinvolti nel progetto.




“Into the Light”: a San Francisco gli scatti di Elio e Stefano Ciol

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Si inaugurata ieri, martedì 24 settembre, presso il Fort Mason Center, sede del Museo Italo Americano di San Francisco, la mostra fotografica “Into the Light” che, sino al 2 febbraio 2025, presenterà lo straordinario talento di due fra i più importanti fotografi italiani Elio e Stefano Ciol.
Si tratta di una mostra unica che porta in California una selezione curata di opere del duo padre-figlio di Casarsa della Delizia, nella regione Friuli Venezia Giulia. Gli scatti in mostra evidenziano una straordinaria padronanza della luce, delle linee geometriche e della composizione fotografica, tre elementi essenziali che danno vita a opere visivamente accattivanti e meticolosamente strutturate.
La mostra è organizzata dal Museo Italo Americano in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco, sotto gli auspici del Consolato Generale d’Italia, ed è sponsorizzata dalla Regione Friuli Venezia Giulia, Ente Friuli nel Mondo, Elio e Stefano Ciol Foto Ciol Photographers.
Elio Ciol nasce a Casarsa della Delizia (Pordenone) nel 1929 e inizia giovanissimo a lavorare nel laboratorio del padre, acquisisce esperienza tecnica ed elabora un personale modo di esprimersi attraverso la fotografia, soprattutto riguardo al paesaggio. È sempre alla ricerca di nuove dimensioni espressive. Dal 1955 al 1960 è attivo nel circolo fotografico “La Gondola” di Venezia. Nel 1962 partecipa come fotografo di scena al film Gli Ultimi di Vito Pandolfi e Padre David Maria Turoldo. L’anno dopo, 1963, a Milano, collabora con Luigi Crocenzi alla realizzazione della Fondazione Arnaldo e Fernando Altimani per lo studio e il linguaggio delle immagini. Ha esposto in mostre personali e collettive, in Italia e all’estero. Sue fotografie sono presenti in collezioni private e in istituzioni pubbliche, in Italia e all’estero. Molti i premi e i riconoscimenti ricevuti nella sua lunga attività, tra i quali il terzo premio nella categoria Natura e Ambiente del World Press Photo 1997. Nel dicembre 2001 il New York Times gli ha dedicato uno spazio nella sezione Arts and Leisure. Collabora con importanti case editrici. Ha contribuito alla realizzazione di oltre duecento volumi. Da sessant’anni Elio Ciol scrive con la luce, tracciando un lungo e affascinante itinerario fotografico. È autore di numerosi libri fotografici. Vive e risiede tuttora nella cittadina friulana di Casarsa.
Qui è nato e vive anche Stefano Ciol nel 1967. Erede di una dinastia di fotografi, unisce la ricerca personale al lavoro professionale. Intraprende un continuo aggiornamento tecnologico che lo porta a incrociare metodi tradizionali con quelli più innovativi al fine di perfezionare la corrispondenza tra la propria visione e l’immagine finale. Questo processo è pienamente evidente nel controllo delle sfumature nelle sue fotografie di paesaggi in bianco e nero. Numerosi sono i libri che ha illustrato e firmato insieme al padre. Ha realizzato inoltre anche delle mostre, tra le quali risaltano “Ciol- Quando l’arte diventa preghiera”, “Prospettive”, “ombre di luce” e “La natura ama nascondersi”. (aise) 




Seoul: l’Italia in mostra alla Gwangju Biennale

seoul litalia in mostra alla gwangju biennale @ parker mccomb

seoul litalia in mostra alla gwangju biennale @ parker mccombSi è tenuta lo scorso 7 settembre, presso il Dong-gok Museum of Art di Gwangju, l’inaugurazione della seconda edizione del Padiglione Italiano nell’ambito della 15esima edizione della Gwangju Biennale.

L’iniziativa è stata organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Seoul, la Biennale di Gwangju, la Bomun Welfare Foundation e il Dong-gok Art Museum, con il supporto della galleria Mazzoleni, London – Torino, della Bomun Welfare Foundation, la partnership istituzionale con il Seoul Institute of the Arts, e la partnership tecnica per il suono di Bang&Olufsen.

All’evento hanno partecipato l’Ambasciatrice d’Italia a Seoul Emilia Gatto, la Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Seoul, Michela Linda Magrì, la curatrice e direttrice artistica del Padiglione, Dott.ssa Soik Jung, insieme a personalità di spicco come il presidente della Gwangju Biennale, Park Yangwoo, il sindaco di Gwangju, Kijung Kang, e il presidente della Bomun Welfare Foundation, Jeong YoungHyun, organizzazione che ha ospitato il Padiglione.

Il nome del Padiglione Italiano, visitabile fino al 31 gennaio, è “Ministries of Loneliness” e si propone di esaminare la relazione tra l’individuo (Io) e l’ambiente sociale/collettivo (Noi), nel contesto delle moltitudini di “certezze” date per scontate, e che ora stanno crollando. Mentre la mostra principale della Biennale di Gwangju, “Pansori – Un Paesaggio Sonoro del 21° Secolo”, curata da Nicolas Bourriaud, tratta questioni riguardanti il “grande esterno” — inteso come il mondo esterno nella sua vastità cosmologica — attraverso il suono, “Ministries of Loneliness” si concentra sulla relazione dell’Io con i suoi dintorni (Noi). 

Ministries of Loneliness è un nuovo capitolo di “Ministry of Loneliness”, un progetto contex-specific a cui l’artista Rebecca Moccia, vincitrice del concorso Cantica 21, ha iniziato a lavorare dal 2021. In particolare, l’artista ha realizzato una serie di workshop coinvolgendo gli studenti del Seoul Institute of the Arts in un processo di ricerca partecipata. Gli studenti hanno contribuito non solo come soggetti di dialogo, ma anche come co-ricercatori per trovare e documentare luoghi, storie, situazioni e media che rivelano le radici e lo sviluppo della solitudine in Corea.

All’interno del Museo è stata allestita una mostra “percorso italiano”, dedicata alle attività dell’Istituto Italiano di Cultura a cura del designer/artista Andea Vecera.




Il Volto Santo da Manoppello andrà nella Cattedrale di San Francisco

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manopello santuario del volto santo il volto santo da manoppello a san francisco immagine18Il reliquario recante l’immagine del Volto Santo, visibile da entrambe i lati, che sarà prossimamente intronizzato nella Cattedrale di San Francisco negli Stati Uniti, è stato al centro di un solenne rituale svoltosi il 13 settembre 2024 presso la Basilica del Volto Santo a Manoppello. Nel corso della celebrazione, presieduta da p. Antonio Gentili, rettore del Santuario, insieme a p. Carmine Cucinelli, al diacono Christopher Sandoval della cattedrale di San Francisco, a don Bonifacio (Ted) Lopez (Diocesi di Roma), a Don Arturo Alcantara Arcos, a p. Anatoliy Grytskiv, espressione della Chiesa Ortodossa Abruzzese-Molisana, insieme ad altri sacerdoti, è stato benedetto il nuovo reliquario, realizzato dallo storico laboratorio palermitano diretto dall’orafo Antonino Amato, rappresentato dalla figlia Angela con il marito Alessandro Staiano, pure orafi.

L’ostensorio d’argento, con alcune pietre preziose e con la cornice intorno all’immagine bagnata in oro 24 carati, è ispirato al reliquario originale, rispetto al quale reca richiami simbolici religiosi propri della metropoli californiana, in particolare con la presenza dello stemma dell’arcidiocesi, i medaglioni di san Patrizio e san Giuseppe, oltre alla statuetta di san Francesco, patrono della città californiana. All’inizio della celebrazione, p. Antonio Gentili, con un atto fortemente simbolico, davanti ai numerosi presenti, ha posto a contatto il reliquario con il Volto Santo, come per stabilirne la continuità. Nel corso dell’omelia, preceduta dalla lettura del Vangelo di Giovanni (cap. 20), che richiama i teli funerari e il sudario presenti nella tomba di Cristo, p. Antonio ha salutato la delegazione proveniente da San Francisco, sottolineando il collegamento della città al poverello d’Assisi e a Manoppello, ricordando che è francescano il Santuario del Volto Santo. Ha inoltre fatto presente che il reliquario destinato alla metropoli americana non è un semplice oggetto, essendo la Veronica (vera-icona) il messaggio della resurrezione di Cristo.

Nel corso della celebrazione è intervenuto il diacono Cristopher Sandoval ringraziando il rettore del Santuario, al quale ha donato una medaglia commemorativa della visita di Giovanni Paolo II alla Cattedrale di San Francisco il 17 settembre 1987. Ha ringraziato anche suor Blandina Pascalis Schlömer, suor Petra-Maria Steiner, la signora Augustine Phan, i Knights of Saint Francis. Un ringraziamento particolare, al quale si è unito p. Antonio, è stato rivolto ad Angelo Rytz che ha svolto un’eccellente opera di collegamento organizzativo tra San Francisco, Manoppello e il laboratorio di oreficeria siciliano. Un impegno generoso manifestato in memoria della moglie Agatha, originaria di Hong Kong e devotissima del Volto Santo. Tante le persone presenti al rito, tra cui molti pellegrini provenienti dall’estero, che hanno partecipato con emozione e sorpresa all’evento, intervallato da diversi applausi. Nel corso dell’agape fraterna seguita presso la Casa del Pellegrino, p. Carmine è stato sollecitato a ricordare la missione americana del 2014, dove per la prima volta ha potuto parlare di Volto Santo nella chiesa di St. Ignatius a San Francisco. P. Carmine ha fatto presente che in quell’anno era stato previsto un programma, proposto dalla indimenticabile Daisy Neves, grande sostenitrice del Volto Santo, per due tappe negli Stati Uniti, a Las Vegas e a Bellevue, insieme ad un più ampio itinerario nelle Filippine. In quel periodo, ricorda p. Carmine, allora rettore del Santuario, giunse pellegrina a Manoppello la signora Augustine Phan, americana di origini vietnamite, la quale appresa la notizia di un imminente viaggio negli USA, chiese che anche San Francisco potesse essere inserita nel programma. P. Carmine favorì i contatti con Daisy Neves e il prof. Ray Frost di San Francisco, che già da anni curava un blog dedicato al Volto Santo. Così vennero organizzate due conferenze, una nella chiesa di St. Ignatius a San Francisco e un’altra nella vicina Palo Alto (Silicon Valley).

Nel gennaio 2019 giunse a Manoppello l’arcivescovo di San Francisco, Salvatore Joseph Cordileone, partecipando al rito di Omnis Terra, insieme al cardinale Gerhard Ludwig Müller e all’arcivescovo di Chieti-Vasto Bruno Forte. P. Carmine ricorda come l’arcivescovo Cordileone, discendente di emigrati italiani, fu molto colpito dall’incontro con il Volto Santo, chiedendo di pregare e meditare in solitudine davanti alla sacra immagine, una volta chiusa la chiesa. L’arcivescovo in quell’occasione disse: “Incoraggio tutti coloro che professano la fede in Gesù Cristo e l’amore per Lui a coltivare la devozione a questa santa Immagine che ci ha lasciato in dono, immagine del primo istante della Resurrezione”. P. Carmine ha concluso affermando: “tale reliquiario ora è qui. Possa attrarre l’attenzione di tante persone e suscitare più fede, più devozione, maggiore desiderio di unione con Gesù. Il Signore conceda benedizioni e grazie in abbondanza a voi e alle vostre famiglie”. Ricordiamo che nella diocesi di San Francisco una copia del Volto Santo è stata intronizzata nella chiesa di St. Francis of Assisi in East Palo Alto l’11 novembre 2017. Anche don Bonifacio (Ted) Lopez, che accompagnò p. Carmine nella seconda missione internazionale del Volto Santo, con la sua consueta simpatia, è intervenuto per ricordare alcune intronizzazioni operate negli anni successivi in Canada, nelle Filippine, dove recentemente ha partecipato alla intronizzazione del Volto Santo nella chiesa Our Mother of Perpetual Help di Bacoor City, alla presenza del cardinale Luis Antonio Tagle.

Il 5 agosto dello scorso anno si è tenuta a San Francisco, nella cattedrale di Santa Maria dell’Assunzione, una conferenza con la partecipazione di suor Petra-Maria Steiner, studiosa del Volto Santo, dello stesso diacono Christoph Sandoval e del prof. Ray Frost. Alla conferenza parteciparono alcune centinaia di persone, provenienti da tutta l’area della Baia di San Francisco, che conta oltre sette milioni di abitanti. In quell’occasione, l’arcivescovo espresse l’auspicio di avere anche a San Francisco una copia del Volto Santo da venerare e portare in processione. Da qui la mobilitazione dei devoti, a partire dalla signora Augustine Phan. La stessa ci tiene a precisare, alla presenza del diacono Sandoval, che la donazione ha carattere anonimo, come confermato da una targhetta posta alla base del reliquario. Oggi questo desiderio si è concretizzato. Il reliquario sarà donato all’arcivescovo il giorno 4 ottobre, in coincidenza con la festa di San Francesco. Il diacono Sandoval, pellegrino a Manoppello nel 2006, è apparso entusiasta, affermando anche che intende favorire la costituzione di una Associazione che promuova la conoscenza e la devozione del Volto Santo in California. All’evento ha partecipato una rappresentanza dei Knights of St. Francis di San Francisco, organizzazione di volontariato che assiste poveri e senza fissa dimora della metropoli californiana, che è nota per aver realizzato la cosiddetta Porziuncola Nuova, che riproduce quella di Santa Maria degli Angeli in Assisi. Un’opera notevole, realizzata grazie ad artisti e artigiani provenienti dall’Umbria, come gran parte dei materiali. Presente tra loro la fondatrice Angela Alioto, personaggio molto conosciuto, discendente di emigrati siciliani, figlia di Joe Alioto, sindaco di San Francisco dal 1968 al 1976. La Alioto, che ha parlato di una “cerimonia incredibile”, mi ha detto che aveva sentito da tempo parlare del Volto Santo, ma che solo da un anno la sua conoscenza si era fatta più approfondita. Con la Alioto, già presidente del Consiglio Comunale di San Francisco, ho scambiato alcune considerazioni sull’influenza che gli italiani emigrati hanno esercitato nella diffusione del cristianesimo negli USA e nella stessa San Francisco. La Alioto ha ricordato che in un passato non molto lontano la comunità italiana rappresentava il 30% della popolazione della città. Presenti all’evento alcuni appartenenti alla base della Marina Militare degli Stati Uniti di stanza a Napoli, comprese l’organista e due cantanti, accompagnati da don Arturo Alcantara Arcos, sacerdote spagnolo di origini messicane, che collabora con il cappellano militare della base. Don Arturo è anche autore di un saggio dal titolo “San Junipero Serra, apostolo del Messico”, un’occasione per ricordare come anche San Francisco prenda nome da una missione francescana spagnola, sorta nel 1776, con la supervisione di p. Junipero Serra, quando la California era ancora appartenente al Messico, diffondendo il cristianesimo in quei territori. P. Junipero Serra, proclamato santo nel 2015, promosse la realizzazione di numerose missioni, tra cui quella di San Juan di Capistrano, ispirata al santo abruzzese.

Il crescente fenomeno delle intronizzazioni del Volto Santo, che trova il suo momento di origine nella chiesa del Purgatorio di Ruvo di Puglia (Bari), quando nel 1979 i devoti della città pugliese intesero così ricordare p. Domenico da Cese, a distanza di pochi mesi dalla sua morte, oggi è diffuso in varie città del mondo, con modalità diverse, dalle più semplici riproduzioni, su stoffa, su vetro o plexiglass, oggi qualitativamente possibili, in base ai grandi progressi della fotografia digitale, alle più artistiche e preziose. Peraltro, non sempre queste iniziative sono note al Santuario. Si può senz’altro sostenere come il percorso seguito per il reliquario da destinare alla cattedrale di San Francisco sia esemplare, certamente lungo e non facile, ma oggettivamente solenne, spiritualmente partecipato e condiviso tra la comunità religiosa di San Francisco e il Santuario del Volto Santo, finanche nella realizzazione dello stesso reliquario, coerente con la secolare tradizione orafa italiana. Un’intronizzazione che non mancherà di provocare effetti positivi, a partire dall’imminente Giubileo 2025.(Antonio Bini/Inform)




Toronto. È aperta la mostra “Buone Nuove – Le donne nell’architettura”

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a toronto la mostra di architettura buone nuove immagine2Il 5 settembre è stata inaugurata a Toronto la mostra di architettura “Buone Nuove | Good News: Women in Architecture – dal MAXXI al MET”, presso la Paul H. Cocker Gallery della Toronto Metropolitan University (TMU). Curata da Pippo Ciorra, Elena Motisi ed Elena Tinacci del Museo MAXXI, questa mostra itinerante, acquisita dal MAECI nel 2023, presenta le opere e le parole di decine di architette italiane e internazionali, che hanno lasciato un segno nell’architettura contemporanea e stanno dando vita a una nuova generazione di “creatori di città”.

La mostra offre non solo una carrellata storica sulle prime donne che, dalla seconda metà del ‘900, hanno raggiunto traguardi e firmato progetti di respiro globale (come Lina Bo Bardi, Gae Aulenti, Jane Jacobs, Phyllis Lambert e Zaha Hadid), ma anche sulle nuove generazioni di professioniste e di collettivi guidati da donne, che contribuiscono alla qualità dell’architettura, dell’urbanistica e del design contemporaneo. La tappa di Toronto è particolarmente significativa perché arricchita da un’importante sezione canadese curata da Lisa Landrum, Rettrice della facoltà di architettura della TMU.

Questa sezione presenta i lavori di 15 architette e designer di Toronto e dell’Ontario, sottolineando la crescita esponenziale della presenza e rilevanza di professioniste del settore. Dopo Toronto la mostra viaggerà alla volta di Montreal, dove sarà in esposizione presso l’Università del Quebec UQAM – Centre des Arts et Design. “Good News | Buone Nuove” è presentata dalla Fondazione MAXXI, dal Consolato Generale d’Italia in Toronto, dall’Istituto Italiano di Cultura e dalla Toronto Metropolitan University, in partenariato con lo studio di architettura Diamond Schmitt Architects di Toronto. (Inform).

 




La Roma dei Giubilei: arte italiana nel mondo

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roma dei giubilei 4La città di Roma e il suo indissolubile legame con gli anni giubilari sono al centro di una nuova iniziativa del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. All’approssimarsi del Giubileo 2025, il Ministero intende offrire spazio e visibilità globale alla ricerca artistica in questo campo della cultura.

È infatti on line su esteri.it l’Avviso pubblico “La Roma dei Giubilei”, emanato dalla Farnesina (Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale – Unità per il Coordinamento degli Istituti italiani di cultura) e rivolto a enti pubblici, associazioni culturali, onlus, imprese private che operino in campo culturale.

Scopo dell’Avviso è raccogliere manifestazioni d’interesse per la realizzazione di una mostra e/o di un ciclo di conferenze sul tema “La Roma dei Giubilei”, da destinare alla programmazione degli Istituti Italiani di Cultura all’estero.

L’obiettivo è quindi quello di sostenere la produzione, e l’internazionalizzazione, di progettualità artistiche innovative e adatte alla circuitazione estera.

I requisiti e le modalità di invio della manifestazione d’interesse sono descritti nell’Avviso pubblico.

La scadenza per l’invio delle manifestazioni d’interesse è il 14 ottobre 2024, ore 12.00 italiane.

È possibile chiedere ulteriori informazioni scrivendo a dgdp.unic@cert.esteri.it.




Dalla musica al fumetto, la cultura italiana nel mondo

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il mondo a fumetti marco polo a shanghai 3Nell’ambito della media partnership tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Rai Cultura, una selezione di iniziative ed eventi realizzati dagli Istituti italiani di cultura e dalla rete diplomatico-consolare viene rilanciata sul portale www.raicultura.it.

Tra gli ultimi contenuti pubblicati: il video dedicato gli eventi speciali della Festa della Musica a Pechino, con il concerto di Malika Ayane; da Hong Kong, il video che racconta la partecipazione degli street artist italiani UNO e Alice Pasquini al festival Hong Kong Walls 2024; “Il mondo a fumetti: le meraviglie di Marco Polo”, mostra allestita all’interno della metropolitana di Shanghai.

E ancora, “Bellissimo!”, che racconta l’omonima mostra organizzata a Friburgo e dedicata alla pittura italiana dal Gotico al Rinascimento; da Istanbul, “La grande opera in jazz – Danilo Rea e le stelle del canto”; “Through the frame – Alice”, progetto dell’Istituto italiano di cultura di New York dedicato alla danza.

Tutti i video e le gallerie fotografiche sono disponibili nello spazio “La visione italiana – la cultura nel mondo”.