“Io Capitano” di Matteo Garrone dal 2024 in tutte le sale del Nord America

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io capitano garroneEra stato accennato durante la conferenza stampa a Manhattan di Italy on Screen Today New York Film and Tv Series Fest, ma la notizia ora è ufficiale: “Io Capitano” di Matteo Garrone verrà proiettato in tutte le sale del Nord America da inizio 2024. Ad acquisirne i diritti di distribuzione il noto gruppo Cohen Media, famoso per la distribuzione dei film stranieri in Nord America.
Una notizia che giunge all’indomani della clamorosa standing ovation al teatro dedicato a Robin Williams, The Sag-Aftra Foundation, nel cuore di Manhattan, a pochi passi da Central Park e da Columbus Circle, che ha visto una lunga coda di newyorkesi in attesa dell’ultimo capolavoro di Matteo Garrone. La pellicola candidata dall’Italia agli Oscar 2024 per la categoria Best International Movie, ha ufficialmente aperto la rassegna cinematografica Italy on Screen Today New York Film and Tv Series Fest, giunta alla sua VIII^ edizione. E il successo è stato eclatante.
“Il botteghino è andato in tilt. In soli due giorni abbiamo registrato il sold out dei biglietti”, ha dichiarato la direttrice di Italy On Screeen Today, Loredana Commonara, che ha aggiunto: “Nonostante il tutto esaurito, poco prima della proiezione molti newyorkesi che non sono riusciti a fare la registrazione, hanno tentato la fortuna presentandosi fuori dal teatro sperando di trovare un posto all’ultimo momento. Questo entusiasmo ci dimostra come la nostra rassegna cinematografica sia ormai un appuntamento consolidato a New York e come il film diretto da Matteo Garrone, con la scelta coraggiosa di girarlo in lingua originale, sia una carta vincente per il consenso del pubblico internazionale”.
Spettatori visibilmente commossi a fine proiezione che hanno mostrato il pieno gradimento alzandosi in piedi di fronte all’arrivo sul palco del regista Matteo Garrone, dei protagonist Seydou Sarr e Moustapha Fall, nonché del consulente alla sceneggiatura Mamadou Kouassi. Una standing ovation accompagnata da un lunghissimo scroscio di applausi.
Presenti in sala Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, tra i co-produttori del film, e il console generale Fabrizio di Michele, che nel pomeriggio ha aperto la sede del consolato a Park Avenue, per ospitare la conferenza stampa. Tra le celebrità sedute in platea ad applaudire Trudie Styler, Adam Gordon, Giovanni Morricone, figlio del maestro Ennio, il noto fotografo Fabrizio Ferri, Roderick Spencer e l’attrice golden globe awards Alfré Woodard.
“L’immigrazione e lo schiavismo riaprono ferite profonde nell’animo degli americani. Squarci indelebili che difficilmente riescono a rimarginarsi nonostante i cambi generazionali”, ha detto Matteo Garrone alla numerosa platea di americani, vip internazionali e italiani residenti a New York. “Quello che mostro nel film è il dietro le quinte di un “viaggio della speranza”: le violenze della polizia libica, le torture nei centri di detenzione, lo schiavismo. Noi raccontiamo tutto questo attraverso l’interpretazione spontanea e vera dei due protagonisti aiutati da chi quel viaggio lo ha fatto davvero – Mamadou Kouassi, ndr. – ed è per questo che “Io Capitano” toccherà i cuori degli americani, un popolo di migranti che in passato ha conosciuto questi stessi drammi”, ha precisato il regista.
Tante le domande del pubblico durante il Q&A moderato dalla giornalista esperta di cinema Silvia Bizio. Domande che hanno evidenziato il coinvolgimento personale degli spettatori, ora sicuramente entusiasti di poterlo trovare fra poco anche nelle sale cinematografiche statunitensi. Una notizia questa dell’acquisizione dei diritti di distribuzione da parte di Cohen Media Group che potrebbe dare ovviamente maggiore chance alla pellicola di passare lo step del 21 dicembre, giorno in cui si saprà se il film entra nella shortlist dei 15 destinati poi all’ultima selezione, quella del 23 gennaio quando solo 5 andranno veramente alla notte delle stelle. (aise)




Il cinema italiano ritorna a Praga con MittleCinemaFest

il cinema italiano ritorna a praga con mittlecinemafest

il cinema italiano ritorna a praga con mittlecinemafest L’Ambasciata d’Italia a Praga, insieme all’Istituto Italiano di Cultura, ha dato il via al festival centro-europeo del cinema italiano contemporaneo MittelCinemaFest, giunto alla XI edizione in Repubblica Ceca, con un ciclo di proiezioni in programma dal 30 novembre al 6 dicembre.

L’Ambasciatore Mauro Marsili ha rimarcato la capacità di fare rete del Sistema Italia, in quanto l’iniziativa si realizza attraverso una collaborazione di Cinecittà con le Ambasciate italiane e gli Istituti Italiani di Cultura dell’area centroeuropea (Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria), e nel contesto locale, grazie al sostegno della Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca, del cinema Lucerna, delle società di distribuzione, di vari gruppi imprenditoriali italiani che operano nel Paese e di numerosi media partner.  “A tutti coloro che hanno contributo alla realizzazione di questo evento va il nostro più sentito ringraziamento – ha aggiunto Marsili – Con la certezza che anche quest’anno il MittelCinemaFest continuerà a crescere con quanto di meglio la cinematografia italiana ha da offrire”.

“Il cinema italiano – ha sottolineato il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Vito De Bellis – riserva sempre delle grandi emozioni. Inoltre, i film presentati quest’anno vantano cast di eccezione, confermando l’enorme valore di attori talvolta già ben noti al pubblico locale: da Toni Servillo a Valerio Mastrandrea ad Alba Rohrwacher e Valeria Bruni Tedeschi, oltre a Paola Cortellesi solo per citarne alcuni”.

Al festival sono in calendario nove film, tra cui alcune interessanti opere prime. Anche in questa edizione, come avvenuto negli ultimi anni, sarà proposta una piccola sezione dedicata ad alcuni grandi maestri dell’arte italiana, quali Borromini, Bernini e Caravaggio.

Il festival si concluderà il 6 dicembre con la proiezione de “Il primo giorno della mia vita” di Paolo Genovese.




Los Angeles: Consolato e IIC presentano “Grazie Michele” per la Giornata della Disabilità

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5micheleIn occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità (in programma il 3 dicembre), il Consolato Generale di Los Angeles e l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, in collaborazione con Leaps n Boundz, associazione che fornisce programmi terapeutici, ricreativi e sociali per individui diversamente abili, presenteranno il prossimo 5 dicembre alle ore 18.00 presso la sede dell’IIC, la proiezione del cortometraggio “Grazie Michele“, film del 2022 di Rosario Errico.
Michele è un ragazzo con sindrome di Down che ama vivere la vita in modo allegro e spensierato. Il suo inseparabile amico Adriano è un adolescente paraplegico, sempre triste a causa del suo handicap. Sostenendo che nessuno dovrebbe essere lasciato indietro, Michele è la prova vivente che con il sorriso e l’altruismo si può dare molto agli altri. Come un giovane Cyrano de Bergerac, cercherà di trasformare la tristezza dell’amico Adriano in gioia e amore per la vita.
Attraverso la loro purezza, empatia, arguzia e altruismo, i due ragazzi insegnano che non si sentono diversi e che con un semplice sorriso puoi cambiare la tua vita. (aise) 




“Black Italian Film Showcase”: il progetto sbarca in Sud America

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29cinemanegroÈ partito dagli Stati Uniti in occasione delle celebrazioni del Black History Month, lo scorso febbraio, è giunge ora in Sud America il “Black Italian Film Showcase”, prima rassegna itinerante italiana dedicata al cinema afrodiscendente ideata e curata da Fred Kudjo Kuwornu e prodotta da Do The Right Films.
L’appuntamento è il 2 e il 3 dicembre a San Paolo, in Brasile, dove la manifestazione è organizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e il cinema Sesc di San Paolo, che ospiterà le proiezioni di “Cinema negro na Itália” – questo il titolo declinato in lingua portoghese -, tra cortometraggi, lungometraggi, documentari e dibattiti.
Obiettivo del festival è celebrare il talento e la creatività dei cineasti afrodiscendenti italiani e offrire al pubblico un’occasione di conoscere e riflettere sulle diverse esperienze e prospettive di questa comunità e contribuire alla costruzione di una società più inclusiva e plurale. Le pellicole scelte da Fred Kudjo Kuwornu, regista e studioso italo-ghanese-americano, esplorano dunque gli aspetti storici, sociali e culturali della presenza afrodiscendente in Italia. I film affrontano temi come l’inclusione, la diaspora nera nel mondo, il genere, l’identità e la discriminazione.
Inaugurata nel 2023 con le edizioni di San Francisco, Chicago e Detroit, la rassegna di film approda per la prima volta in Brasile per dialogare con il pubblico della diaspora africana brasiliana e delle celebrazioni legate alla coscienza negra.
Sabato, 2 dicembre, i registi Fred Kudjo Kuwornu e Amir Ra parteciperanno ad un dibattito, mediato dal giornalista e ricercatore Heitor Augusto. L’incontro si svolgerà dopo la proiezione delle 18:00.
Questi i film in programma: “Va’ Pensiero” di Dagmawi Ymer (2013); “La mia Milano” di Nadia Ali (2022); “Indovina chi ti porto per cena” di Amin Nour (2018); “Blaxploitalian 100 anni di afro-storie nel cinema italiano” di Fred Kudjo Kuwornu (2013); “Io sono Fatou” di Amir Ra (2020); “Autumn Beat” di Antonio Dikele Distefano (2022); e “Il Moro” di Daphne Di Cinto (2021).
Fred Kudjo Kuwornu è un regista, produttore, curatore, educatore nato e cresciuto in Italia, dal 2013 residente a New York, con cittadinanza italiana, americana e ghanese. Con la sua società produzione Do The Right Films ha realizzato documentari sulle tematiche legate all’identità e al multiculturalismo tra i quali: “Inside Buffalo”, “18 Ius Soli”, “Wado”. Sta completando il documentario “Noi eravamo qui – La presenza africana in Europa durante il Rinascimento”. Oltre a Black Italian Film Showcase, ha fondato e curato la rassegna cinematografica Black Europe Film Showcase ed è docente in molte università degli Stati Uniti. (aise)




Il cinema italiano ritorna a Los Angeles con “Italian Screens”

22italianscreens

22italianscreensDal 30 novembre al 4 dicembre 2023 il cinema italiano candidato ai Premi David di Donatello ritorna a Los Angeles con “Italian Screens, New Italian Cinema Goes Abroad”, un’iniziativa del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), Cinecittà per la Direzione Generale del Cinema e dell’Audiovisivo del Ministero della Cultura (DGCA-MiC), e l’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello.
Una selezione di titoli italiani, che hanno ottenuto riconoscimenti nelle varie categorie dei Premi David di Donatello, sarà presentata al Laemmle Theatre di Santa Monica e alla USC- University of Southern California, School of Cinematic Arts, nei teatri, Ray Stark Family Theatre e Norris Cinema Theatre della Frank Sinatra Hall. Tutte le proiezioni saranno in lingua originale con sottotitoli in inglese.
I film in programma: Siccità di Paolo Virzì che vede tra gli interpreti Emanuela Fanelli che si è aggiudicata il David di Donatello come Miglior attrice non protagonista, il film ha ottenuto anche il Premio per gli effetti visivi VFX; Ti mangio il Cuore di Pippo Mezzapesa, vincitore del premio Miglior Canzone Originale con “Proiettili” interpretata da Elodie (insieme a Joan Thiele), protagonista della pellicola insieme a Francesco Patané; Settembre di Giulia Louise Steigerwalt che ha ricevuto due David di Donatello, uno per il Miglior Esordio alla Regia e l’altro per la Miglior Attrice Protagonista a Barbara Ronchi; La stranezza di Roberto Andò, con Toni Servillo a cui sono stati assegnati quattro riconoscimenti: Migliore Sceneggiatura Originale, Miglior Produttore, Miglior Scenografia e Migliori Costumi.
La diversificata programmazione, ospitata sia in una sala cinematografica tradizionale sia in due teatri universitari mira a coinvolgere spettatori, appassionati di cinema, studenti universitari, e addetti ai lavori. Un’opportunità unica per presentare il meglio della produzione cinematografica italiana all’estero per far conoscere i nostri autori, le storie del nostro cinema e i talenti che ne fanno parte.
“Italian Screens – ha spiegato Roberto Stabile, ideatore e responsabile del progetto – è parte di una strategia di promozione più strutturata del settore cinematografico italiano all’estero, che unisce gli aspetti culturali a quelli commerciali, con l’obiettivo di conquistare nuove quote di mercato nei paesi dove il cinema italiano ha una presenza consolidata e di esplorare e conquistare posizioni in mercati emergenti. Con questa iniziativa, oltre a presentare la nostra produzione più recente, illustriamo agli operatori stranieri tutti i benefici che il nostro paese offre loro per coprodurre, venire a girare da noi o distribuire il nostro cinema nelle sale all’estero”.
L’iniziativa è stata creata per promuovere il Fondo Italiano per la Distribuzione Cinematografica, incentivi allo sviluppo e alla produzione, vantaggiosi crediti d’imposta e location straordinarie. Le proiezioni a Los Angeles sono organizzate da IbiscusMedia in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura a Los Angeles, e sotto l’egida del Consolato Generale d’Italia a Los Angeles. (aise) 




NICE Festival USA: al via a New York e Filadelfia la 33^ edizione

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nice usalogoGiunge alla sua 33^ edizione e la direttrice artistica Valentina Del Bianco si augura “di riuscire a ripetere il successo registrato in questi decenni di attività”. È il Festival N.I.C.E. USA che si aprirà il 28 novembre a New York e che a dicembre farà tappa anche a Filadelfia.
“Tenendo sempre bene a mente la sua missione, N.I.C.E. è riuscito a creare nel mondo un circuito di eventi capaci di far conoscere il nuovo cinema di italiano d’autore”, osserva Del Bianco annunciando l’edizione 2023 della rassegna. “La grande sensibilità e l’apertura a tutto ciò che di nuovo si muove nella cultura visiva del pubblico che abbiamo incontrato nei nostri viaggi ci spinge ad andare avanti di anno in anno, sfruttando appieno le diverse opportunità che ci vengono offerte, come, ad esempio, le piattaforme di streaming”.
“In questi anni di attività di N.I.C.E gli Istituti Italiani di Cultura e le Ambasciate italiane ci hanno incoraggiato a portare il nostro festival in luoghi sempre nuovi, tra cui Dublino, Riga, Dubai e Baku. N.I.C.E si muove alla ricerca costante di nuove soluzioni, aprendo la manifestazione a iniziative promozionali. Il vero motore, però”, rileva Del Bianco, “rimane sempre il piccolo ma attivissimo staff che spende le sue energie affinché il nuovo cinema italiano venga conosciuto e apprezzato. Non dimentichiamo, inoltre, l’aiuto fondamentale dato da enti come il Ministero della Cultura, il Comune di Firenze, Regione Toscana e Rai Cinema”.
N.I.C.E. partirà dunque dalla sua sede storica, gli USA, per concludere l’anno con il “Premio Città di Firenze – Donatella Carmi Bartolozzi”, che celebra il film vincitore della selezione in corso.
Tra i film selezionati per il 2023 figurano opere di maestri e opere prime e seconde di grande valore, dalla commedia al dramma, “a riprova di come”, conclude Del Bianco, “nonostante le difficoltà degli ultimi anni, gli autori e autrici italiani siano più attivi e motivati che mai”: da “Il Sol dell’avvenire” di Nanni Moretti a “L’ultima notte di amore” Andrea di Stefano, da “Pan lunga corsa” di Andrea Magnani ad “Amanda” di Carolina Cavalli; e poi “La stranezza” di Roberto Andò, “La cena perfetta” di Davide Minnella, “Santa Lucia” di Marco Chiappetta, “La prima regola” di Massimiliano D’Epiro, “Stranizza d’amuri” di Giuseppe Fiorello e “Acqua e anice” di Corrado Ceron.
A New York il festival avrà luogo dal 28 al 30 novembre e sarà ospitato nelle due sedi di Casa Italiana Zerilli-Marimò e Istituto Italiano di Cultura; a Filadelfia l’appuntamento è dall’1 al 3 dicembre ai Penn Cinema & Media Studies. (aise)




In Calabria l’unico campo di concentramento in cui non morì nessuno

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downloadUn progetto cinematografico per affidare alle nuove generazioni la memoria di una delle pagine più buie della storia dell’Umanità e allo stesso tempo raccontare al mondo che si trova in località Ferramonti di Tarsia, piccolo centro nella valle del Crati che conta poco più di 1800 anime, l’unico campo di concentramento nazista in cui non è morto nessuno. Per questo è tra i Marcatori Identitari Distintivi (MID) della Calabria Straordinaria.
Parte la raccolta fondi per le riprese di Campo Ferramonti Storia di Una Vita. Il progetto è ispirato alle pagine dell’omonima opera letteraria di Pino Ambrosio, Tommaso Orsomarsi ed Esperia Piluso, presentato al Salone del libro di Torino 2023.
Aperto nel 1940, il più grande d’Italia, il campo di concentramento di Ferramonti, oggi Museo internazionale della memoria, è stato un caso unico, singolare, ricordato dal Jerusalem Post come “un paradiso inaspettato” e definito dallo storico Jonathan Steinberg dell’Università di Cambridge “il più grande kibbutz del continente europeo”. In pieno dominio nazista, la Calabria seppe dare una lezione di grande umanità al mondo. Nell’area di 160mila metri quadrati, suddivisa in 92 baracche, nessun ebreo fu vittima di morte violenta o deportato e gli internati mantennero una certa qualità di vita. Fino al 1943, più di duemila persone poterono trovare in questo lager una fonte di vita e di salvezza. Furono creati una scuola, un asilo, un ambulatorio medico e gli abitanti del campo poterono partecipare ad attività artistiche e culturali. Ferramonti fu un caso eccezionale anche per la tolleranza dell’ebraismo e di qualsiasi origine sociale, etnica e di credo politico, un ulteriore conferma del rispetto della dignità umana.
Il film che si vuole realizzare ruota intorno ad Abram e Maria e al loro amore nato nei giorni sciagurati dell’internamento nel campo di concentramento di Tarsia. Un amore che ha resistito nonostante le vicissitudini facendosi strada per fiorire, come i veri sentimenti e la verità riescono sempre a fare. Una storia che ha viaggiato sulle gambe di Giuseppe, loro figlio, fino alla sua piccola nipote, Emilia, arrivando ai giorni nostri sulle strade della Svizzera e poi fino alle porte, di nuovo, del Ferramonti, oggi museo e tappa obbligatoria per non dimenticare mai quello che è accaduto.
Raccontare una storia, per raccontarne tante: l’obiettivo è salvare la memoria e non permettere che, con il passare del tempo, possano prendere il sopravvento sentimenti come l’indifferenza e la rassegnazione all’orrore. È possibile aderire con una donazione alla racconta fondi per supportare la realizzazione del film breve, collegandosi al LINK https://donorbox.org/campo-ferramonti-storia-di-una-vita – (Fonte: Comunicazione istituzionale/strategica – Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying).



Settimana cucina italiana, a Dakar con il docu-film“Yaye Senegal”

settimana cucina italiana a dakar con yaye senegal

settimana cucina italiana a dakar con yaye senegalL’Istituto Italiano di Cultura di Dakar propone il 10 novembre una serata di anteprima della Settimana della Cucina Italiana. Sarà l’occasione per presentare “Yaye Senegal” (Mamma Senegal) il docu-film nato dal progetto di scambio culinario tra chef italiani e senegalesi, promosso dall’Istituto Italiano di Cultura e realizzato da Upset Studios.

A settembre 2023, lo chef italo-brasiliano Mauricio Zillo, accompagnato dai videomaker di Cinefood e dallo chef senegalese Raoul Coly, ha compiuto un viaggio in Casamance, nel sud del Senegal, con l’obiettivo di entrare in contatto con le materie prime e la cucina locali, visitando i mercati, i porti e le comunità rurali. Mauricio Zillo, brasiliano “con l’anima napoletana”, famiglia italiana e passaporto pure, arriva in Italia nel 2011. Gira poi per le cucine del pianeta prima di riapprodare in Sicilia, al ristorante Gagini, nel 2020, dove conquista la stella Michelin. Raoul Coly, nato e cresciuto a Ziguinchor e ora affermato Chef a Parigi, è quello che si definisce un “purista”. Ama le cose che hanno anima, eleganza, significato e gusto. È la stessa unicità che si ritrova nel suo ristorante Ô Petit Club Africain, con sede a Puteaux, e a Ouakam, Dakar. Un ristorante che propone una cucina africana rivisitata in uno spazio elegante, dove Raoul accoglie i suoi ospiti anche con il suo ricco patrimonio di vinili introvabili.

Dall’incontro dei due chef è nato un video documentario accompagnato dal racconto realizzato dal narratore gastronomico Paolo Vizzari e un piccolo menu che esplora le potenzialità di dialogo tra i prodotti senegalesi e la tradizione culinaria italiana. Il documentario sarà proiettato presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura alla presenza degli chef e dei videomaker, per condividere la storia e le suggestioni del viaggio, e far degustare degli assaggi delle ricette originali nate da questa singolare esperienza. Il video sarà disponibile a partire dal 13 novembre e durante la Settimana della Cucina su tutti i canali dell’Istituto.




È morta Marina Cicogna, regina del cinema italiano

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cicogna marina fgÈ morta Marina Cicogna, aveva 89 anni. La nobildonna del cinema italiano si è spenta oggi nella sua casa di Roma dopo una lunga malattia. Nata a Roma il 29 maggio del 1934, Marina Cicogna Mozzoni Volpi di Misurata era un’attrice, fotografa, sceneggiatrice e prima donna produttrice in Europa. Il nonno era il conte Giuseppe Volpi, che fu presidente della Biennale di Venezia e fondatore della Mostra del Cinema, nel 1932, dal quale prende il nome la Coppa Volpi. Marina Cicogna si è spenta assistita da Benedetta Gardona, sua compagna da oltre trent’anni che lei aveva adottato.

La vita e la carriera

Nella vita è stata una contessa, al cinema è stata una regina, con il titolo di “prima grande produttrice cinematografica italiana” e “una delle donne più potenti del cinema europeo”, secondo l’incoronazione del “New York Times”.

Tra i suoi primati, stando alle cronache rosa, c’era anche quello di essere stata la prima donna in Italia ad amare pubblicamente un’altra donna: visse per vent’anni con l’attrice Florinda Bolkan, adottando poi come figlia la sua attuale compagna, Benedetta Gardona.

“Il cinema è nella mia vita da sempre, è stato il folle amore della mia vita”, amava ripetere “la contessa di Cinecittà”, ricordando che suo potente nonno, il conte Giuseppe Volpi di Misurata (1877-1947) – governatore della Tripolitania, ministro delle finanze, presidente della Biennale di Venezia e presidente di Confindustria – era stato l’artefice del primo Festival del Cinema al mondo, la Mostra d’Arte Cinematografica al Lido di Venezia, da lui creata nel 1932.

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Letizia Arcaleni, una grande passione per il cinema e la scrittura

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img 20231014 233521Classe 2002, la passione per il cinema e per la scrittura, la tenacia nell’inseguire i propri sogni e non avere paura di tentare.

Letizia Arcaleni nasce ad Assisi, classe 2002. Dopo aver conseguito il diploma, fa la spola tra Deruta (dove vivono i suoi genitori) e Assisi (dove vive e lavora).

Durante il giorno lavora in un asilo come collaboratrice scolastica a Santa Maria degli Angeli e quando torna a casa dà alla luce ai suoi scritti, così per un anno. Quando finalmente la prima sceneggiatura è pronta, le partecipazioni ai Festival non tardano ad arrivare.

Dopo il primo “no” a Parigi arrivano le vittorie Oltreoceano, come gli Indipendent Shorts Awards dove vince il premio come miglior sceneggiatura di cortometraggio, poi i due premi all’eccellenza come miglior sceneggiatura agli Indie e Indiex Film Awards, il premio come miglior giovane sceneggiatrice sotto i 25 anni ai Chicago Script Awards, il premio al merito ai Vegas Film Awards e il premio come miglior sceneggiatura internazionale allo Strange Days Horror Film Fest. Agli Oniros Film Awards di New York e agli Atlanta International Screenplay Awards invece arriva finalista. In Italia vince due David di Michelangelo ai Florence Film Awards e viene candidata due volte ai Rome Prisma Film Awards, oltre che a far parte per una sera della Giuria Giovani.

Ma i riconoscimenti più importanti arrivano nell’ultimo periodo: il primo da parte del Nicholl Fellowship, una competizione volta a scoprire le sceneggiature dei giovani, amministrata dall’Academy Awards, niente meno che gli Oscar. Qui Letizia, tra 6000 sceneggiature si classifica con le ultime 300. Nel mese di novembre invece, prenderà parte agli Angel Film Award di Monaco, un importante Festival a Montecarlo pieno di personalità di spicco nel mondo del Cinema, in cui è candidata come unica sceneggiatrice italiana e la più giovane.

nero e viola futuristico neon party locandina (2)Black Dawn è l’opera con cui parteciperà. Una sceneggiatura breve drammatica a tinte horror che ha subito parecchie influenze da parte del cinema d’orrore di Dario Argento e Romero, ma anche dal gotico drammatico di Tim Burton e i thriller di Hitchcock.

Per quanto riguarda il futuro, il suo sogno, oltre a quello di incontrare i più grandi artisti contemporanei della settima arte, è quello di mettersi dietro la macchina da presa e dirigere le sue sceneggiature.