NICE Festival USA: al via a New York e Filadelfia la 33^ edizione

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nice usalogoGiunge alla sua 33^ edizione e la direttrice artistica Valentina Del Bianco si augura “di riuscire a ripetere il successo registrato in questi decenni di attività”. È il Festival N.I.C.E. USA che si aprirà il 28 novembre a New York e che a dicembre farà tappa anche a Filadelfia.
“Tenendo sempre bene a mente la sua missione, N.I.C.E. è riuscito a creare nel mondo un circuito di eventi capaci di far conoscere il nuovo cinema di italiano d’autore”, osserva Del Bianco annunciando l’edizione 2023 della rassegna. “La grande sensibilità e l’apertura a tutto ciò che di nuovo si muove nella cultura visiva del pubblico che abbiamo incontrato nei nostri viaggi ci spinge ad andare avanti di anno in anno, sfruttando appieno le diverse opportunità che ci vengono offerte, come, ad esempio, le piattaforme di streaming”.
“In questi anni di attività di N.I.C.E gli Istituti Italiani di Cultura e le Ambasciate italiane ci hanno incoraggiato a portare il nostro festival in luoghi sempre nuovi, tra cui Dublino, Riga, Dubai e Baku. N.I.C.E si muove alla ricerca costante di nuove soluzioni, aprendo la manifestazione a iniziative promozionali. Il vero motore, però”, rileva Del Bianco, “rimane sempre il piccolo ma attivissimo staff che spende le sue energie affinché il nuovo cinema italiano venga conosciuto e apprezzato. Non dimentichiamo, inoltre, l’aiuto fondamentale dato da enti come il Ministero della Cultura, il Comune di Firenze, Regione Toscana e Rai Cinema”.
N.I.C.E. partirà dunque dalla sua sede storica, gli USA, per concludere l’anno con il “Premio Città di Firenze – Donatella Carmi Bartolozzi”, che celebra il film vincitore della selezione in corso.
Tra i film selezionati per il 2023 figurano opere di maestri e opere prime e seconde di grande valore, dalla commedia al dramma, “a riprova di come”, conclude Del Bianco, “nonostante le difficoltà degli ultimi anni, gli autori e autrici italiani siano più attivi e motivati che mai”: da “Il Sol dell’avvenire” di Nanni Moretti a “L’ultima notte di amore” Andrea di Stefano, da “Pan lunga corsa” di Andrea Magnani ad “Amanda” di Carolina Cavalli; e poi “La stranezza” di Roberto Andò, “La cena perfetta” di Davide Minnella, “Santa Lucia” di Marco Chiappetta, “La prima regola” di Massimiliano D’Epiro, “Stranizza d’amuri” di Giuseppe Fiorello e “Acqua e anice” di Corrado Ceron.
A New York il festival avrà luogo dal 28 al 30 novembre e sarà ospitato nelle due sedi di Casa Italiana Zerilli-Marimò e Istituto Italiano di Cultura; a Filadelfia l’appuntamento è dall’1 al 3 dicembre ai Penn Cinema & Media Studies. (aise)




In Calabria l’unico campo di concentramento in cui non morì nessuno

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downloadUn progetto cinematografico per affidare alle nuove generazioni la memoria di una delle pagine più buie della storia dell’Umanità e allo stesso tempo raccontare al mondo che si trova in località Ferramonti di Tarsia, piccolo centro nella valle del Crati che conta poco più di 1800 anime, l’unico campo di concentramento nazista in cui non è morto nessuno. Per questo è tra i Marcatori Identitari Distintivi (MID) della Calabria Straordinaria.
Parte la raccolta fondi per le riprese di Campo Ferramonti Storia di Una Vita. Il progetto è ispirato alle pagine dell’omonima opera letteraria di Pino Ambrosio, Tommaso Orsomarsi ed Esperia Piluso, presentato al Salone del libro di Torino 2023.
Aperto nel 1940, il più grande d’Italia, il campo di concentramento di Ferramonti, oggi Museo internazionale della memoria, è stato un caso unico, singolare, ricordato dal Jerusalem Post come “un paradiso inaspettato” e definito dallo storico Jonathan Steinberg dell’Università di Cambridge “il più grande kibbutz del continente europeo”. In pieno dominio nazista, la Calabria seppe dare una lezione di grande umanità al mondo. Nell’area di 160mila metri quadrati, suddivisa in 92 baracche, nessun ebreo fu vittima di morte violenta o deportato e gli internati mantennero una certa qualità di vita. Fino al 1943, più di duemila persone poterono trovare in questo lager una fonte di vita e di salvezza. Furono creati una scuola, un asilo, un ambulatorio medico e gli abitanti del campo poterono partecipare ad attività artistiche e culturali. Ferramonti fu un caso eccezionale anche per la tolleranza dell’ebraismo e di qualsiasi origine sociale, etnica e di credo politico, un ulteriore conferma del rispetto della dignità umana.
Il film che si vuole realizzare ruota intorno ad Abram e Maria e al loro amore nato nei giorni sciagurati dell’internamento nel campo di concentramento di Tarsia. Un amore che ha resistito nonostante le vicissitudini facendosi strada per fiorire, come i veri sentimenti e la verità riescono sempre a fare. Una storia che ha viaggiato sulle gambe di Giuseppe, loro figlio, fino alla sua piccola nipote, Emilia, arrivando ai giorni nostri sulle strade della Svizzera e poi fino alle porte, di nuovo, del Ferramonti, oggi museo e tappa obbligatoria per non dimenticare mai quello che è accaduto.
Raccontare una storia, per raccontarne tante: l’obiettivo è salvare la memoria e non permettere che, con il passare del tempo, possano prendere il sopravvento sentimenti come l’indifferenza e la rassegnazione all’orrore. È possibile aderire con una donazione alla racconta fondi per supportare la realizzazione del film breve, collegandosi al LINK https://donorbox.org/campo-ferramonti-storia-di-una-vita – (Fonte: Comunicazione istituzionale/strategica – Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying).



Settimana cucina italiana, a Dakar con il docu-film“Yaye Senegal”

settimana cucina italiana a dakar con yaye senegal

settimana cucina italiana a dakar con yaye senegalL’Istituto Italiano di Cultura di Dakar propone il 10 novembre una serata di anteprima della Settimana della Cucina Italiana. Sarà l’occasione per presentare “Yaye Senegal” (Mamma Senegal) il docu-film nato dal progetto di scambio culinario tra chef italiani e senegalesi, promosso dall’Istituto Italiano di Cultura e realizzato da Upset Studios.

A settembre 2023, lo chef italo-brasiliano Mauricio Zillo, accompagnato dai videomaker di Cinefood e dallo chef senegalese Raoul Coly, ha compiuto un viaggio in Casamance, nel sud del Senegal, con l’obiettivo di entrare in contatto con le materie prime e la cucina locali, visitando i mercati, i porti e le comunità rurali. Mauricio Zillo, brasiliano “con l’anima napoletana”, famiglia italiana e passaporto pure, arriva in Italia nel 2011. Gira poi per le cucine del pianeta prima di riapprodare in Sicilia, al ristorante Gagini, nel 2020, dove conquista la stella Michelin. Raoul Coly, nato e cresciuto a Ziguinchor e ora affermato Chef a Parigi, è quello che si definisce un “purista”. Ama le cose che hanno anima, eleganza, significato e gusto. È la stessa unicità che si ritrova nel suo ristorante Ô Petit Club Africain, con sede a Puteaux, e a Ouakam, Dakar. Un ristorante che propone una cucina africana rivisitata in uno spazio elegante, dove Raoul accoglie i suoi ospiti anche con il suo ricco patrimonio di vinili introvabili.

Dall’incontro dei due chef è nato un video documentario accompagnato dal racconto realizzato dal narratore gastronomico Paolo Vizzari e un piccolo menu che esplora le potenzialità di dialogo tra i prodotti senegalesi e la tradizione culinaria italiana. Il documentario sarà proiettato presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura alla presenza degli chef e dei videomaker, per condividere la storia e le suggestioni del viaggio, e far degustare degli assaggi delle ricette originali nate da questa singolare esperienza. Il video sarà disponibile a partire dal 13 novembre e durante la Settimana della Cucina su tutti i canali dell’Istituto.




È morta Marina Cicogna, regina del cinema italiano

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cicogna marina fgÈ morta Marina Cicogna, aveva 89 anni. La nobildonna del cinema italiano si è spenta oggi nella sua casa di Roma dopo una lunga malattia. Nata a Roma il 29 maggio del 1934, Marina Cicogna Mozzoni Volpi di Misurata era un’attrice, fotografa, sceneggiatrice e prima donna produttrice in Europa. Il nonno era il conte Giuseppe Volpi, che fu presidente della Biennale di Venezia e fondatore della Mostra del Cinema, nel 1932, dal quale prende il nome la Coppa Volpi. Marina Cicogna si è spenta assistita da Benedetta Gardona, sua compagna da oltre trent’anni che lei aveva adottato.

La vita e la carriera

Nella vita è stata una contessa, al cinema è stata una regina, con il titolo di “prima grande produttrice cinematografica italiana” e “una delle donne più potenti del cinema europeo”, secondo l’incoronazione del “New York Times”.

Tra i suoi primati, stando alle cronache rosa, c’era anche quello di essere stata la prima donna in Italia ad amare pubblicamente un’altra donna: visse per vent’anni con l’attrice Florinda Bolkan, adottando poi come figlia la sua attuale compagna, Benedetta Gardona.

“Il cinema è nella mia vita da sempre, è stato il folle amore della mia vita”, amava ripetere “la contessa di Cinecittà”, ricordando che suo potente nonno, il conte Giuseppe Volpi di Misurata (1877-1947) – governatore della Tripolitania, ministro delle finanze, presidente della Biennale di Venezia e presidente di Confindustria – era stato l’artefice del primo Festival del Cinema al mondo, la Mostra d’Arte Cinematografica al Lido di Venezia, da lui creata nel 1932.

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Letizia Arcaleni, una grande passione per il cinema e la scrittura

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img 20231014 233521Classe 2002, la passione per il cinema e per la scrittura, la tenacia nell’inseguire i propri sogni e non avere paura di tentare.

Letizia Arcaleni nasce ad Assisi, classe 2002. Dopo aver conseguito il diploma, fa la spola tra Deruta (dove vivono i suoi genitori) e Assisi (dove vive e lavora).

Durante il giorno lavora in un asilo come collaboratrice scolastica a Santa Maria degli Angeli e quando torna a casa dà alla luce ai suoi scritti, così per un anno. Quando finalmente la prima sceneggiatura è pronta, le partecipazioni ai Festival non tardano ad arrivare.

Dopo il primo “no” a Parigi arrivano le vittorie Oltreoceano, come gli Indipendent Shorts Awards dove vince il premio come miglior sceneggiatura di cortometraggio, poi i due premi all’eccellenza come miglior sceneggiatura agli Indie e Indiex Film Awards, il premio come miglior giovane sceneggiatrice sotto i 25 anni ai Chicago Script Awards, il premio al merito ai Vegas Film Awards e il premio come miglior sceneggiatura internazionale allo Strange Days Horror Film Fest. Agli Oniros Film Awards di New York e agli Atlanta International Screenplay Awards invece arriva finalista. In Italia vince due David di Michelangelo ai Florence Film Awards e viene candidata due volte ai Rome Prisma Film Awards, oltre che a far parte per una sera della Giuria Giovani.

Ma i riconoscimenti più importanti arrivano nell’ultimo periodo: il primo da parte del Nicholl Fellowship, una competizione volta a scoprire le sceneggiature dei giovani, amministrata dall’Academy Awards, niente meno che gli Oscar. Qui Letizia, tra 6000 sceneggiature si classifica con le ultime 300. Nel mese di novembre invece, prenderà parte agli Angel Film Award di Monaco, un importante Festival a Montecarlo pieno di personalità di spicco nel mondo del Cinema, in cui è candidata come unica sceneggiatrice italiana e la più giovane.

nero e viola futuristico neon party locandina (2)Black Dawn è l’opera con cui parteciperà. Una sceneggiatura breve drammatica a tinte horror che ha subito parecchie influenze da parte del cinema d’orrore di Dario Argento e Romero, ma anche dal gotico drammatico di Tim Burton e i thriller di Hitchcock.

Per quanto riguarda il futuro, il suo sogno, oltre a quello di incontrare i più grandi artisti contemporanei della settima arte, è quello di mettersi dietro la macchina da presa e dirigere le sue sceneggiature.




Trieste ospita il XXXVIII Festival del Cinema Ibero-Latino Americano

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cinelatinotrieste2023Un’America Latina un po’ più intimista, che guarda alle famiglie e alle loro dinamiche, che dà spazio ai problemi dell’adolescenza, alla salute mentale, alle solitudini urbane. Un giovane sub-continente dalle radici antiche, che continua a lottare contro le ingiustizie e che non dimentica i suoi anniversari e i suoi eroi, a cominciare dai 50 anni dal golpe contro il presidente cileno Salvador Allende. Ancora una volta, il Festival del Cinema Ibero-Latino Americano, dal 4 al 12 novembre al Teatro Miela di Trieste, presenta tendenze e riflessioni, dando un quadro lucido ed empatico delle inquietudini contemporanee.
Ad aprire la 38ma edizione della manifestazione, il 4 novembre alle ore 20.00 nell’Aula Magna del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste, La odisea de los Andes, l’unico documentario realizzato su uno degli episodi più controversi della storia dell’aviazione, diretto dal regista cileno Alvaro Covacevich, su sceneggiatura del Premio Nobel per la Letteratura Mario Vargas Llosa. Il 13 ottobre 1972, sulle Ande cilene cadde un aereo che portava la nazionale di rugby uruguayana; i 16 sopravvissuti riuscirono a vivere per 71 giorni a circa 4.000 metri d’altezza, con notti a 30 gradi sotto zero, anche grazie all’antropofagia.
I 50 anni dal colpo di Stato che mise fine alla presidenza di Salvador Allende sono ricordati in una sezione speciale, Allende: 50 anni dopo, ospitata in parte anche alla Palazzina Infopoint di Promoturismo FVG di Duino (TS). Venti documentari e lungometraggi raccontano gli anni delle speranze suscitate dal presidente cileno, non solo in Cile, e l’eredità lasciata, con i suoi ideali e il suo esempio. All’interno di questa sezione, la Retrospettiva di cinque film dedicata al regista, sceneggiatore e compositore cileno di origine dalmata Alvaro Covacevich, uno degli ultimi amici personali del presidente Allende ancora in vita. “La memoria è un esercizio a cui non rinunciamo, perché permette di recuperare il passato e combattere il negazionismo”, dice il direttore del Festival Rodrigo Diaz , cileno di nascita ed esiliato dal suo Paese a causa del golpe di Pinochet. “Il cinema è uno strumento formidabile per questo, basti pensare che i due film argentini che hanno ottenuto l’Oscar, La historia oficial ed El secreto de sus ojos , parlano di memoria. Per questa ragione abbiamo voluto dedicare un’ampia sezione ai 50 anni dalla morte del Presidente Allende e a tutti i temi che portano con sé”.
Si parla di memoria, di aspirazioni, di riscoperte, dell’influenza dei libri in Cinema e Letteratura, la sezione che premia le migliori trasposizioni cinematografiche delle opere letterarie e che quest’anno presenta nove produzioni, tra documentari e film di finzione, tutte realizzate negli ultimi anni.
In programma, nella sezione fuori concorso di Contemporanea Concorso, c’è un curioso omaggio a Diego Armando Maradona: l’uruguayano Ad10s di Santiago Mosquera racconta il progetto di Gabriel Eloy Carrizo, che ha scritto una canzone dopo la morte del Diez ed è riuscito a mobilitare più di 150 artisti, con dieci versioni musicali, dieci videoclip, dieci opere plastiche, un disco e un libro.
Nella nove giorni della manifestazione sono previsti alcuni Eventi collaterali, che sottolineano la sua valenza culturale e il suo impegno a stabilire rapporti e dialoghi tra le cinematografie latinoamericane e il pubblico triestino. Mercoledì 8 novembre, alle ore 18.30, al Teatro Miela, il critico cinematografico Luigi Cuciniello terrà una Masterclass dal titolo Capire il cinema e l’audiovisivo nell’epoca della distrazione di massa. Venerdì 10 novembre, alle ore 9.00, alla Scuola Superiore di Lingue moderne per interpreti e traduttori ci sarà la consueta Conferenza degli ospiti del Festival, condotta dal direttore Rodrigo Diaz; quest’anno il tema sarà Il linguaggio e i contenuti del cinema latinoamericano oggi. Sempre il 10 novembre, alle ore 17.00, nel Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste, sarà la volta della masterclass di Alberto García Ferrer, già direttore generale dell’Agenzia spagnola di cooperazione internazionale, intitolata Il cinema latinoamericano oggi. I nuovi linguaggi, le tematiche, la cooperazione europea.
L’appuntamento con Shalom, il sentiero ebraico in America Latina, la sezione di film a tema ebraico tradizionalmente ospitata dal Museo della Comunità Ebraica di Trieste “Carlo e Vera Wagner” la prima domenica del Festival, è stato rimandato per comprensibili questioni di sicurezza. Il pubblico potrà vedere i film previsti non appena possibile, nei prossimi mesi.
Argentina, Brasile, Cile e Messico sono i Paesi da cui provengono le 13 opere presentate nel Concorso Ufficiale. A loro si aggiunge la spagnola El universo Montesinos di Alex Quiroga, che rende omaggio al celebre stilista spagnolo Francis Montesinos per i suoi 50 anni di carriera e conta sulla presenza di figure leggendarie della scena iberica come Pedro Almodóvar e Miguel Bosé. Tanti i temi affrontati dai film della sezione, dalla ricerca di giustizia delle sorelle di Silvia Filler, il cui assassinio diede il via al movimento studentesco argentino, negli anni ’70 (La memoria que habitamos), alle difficoltà di un adolescente rimasto senza famiglia (l’argentino Rinoceronte). Dalla critica al sistema sanitario implicita nella storia di Ada, colpita da un fulmine (l’argentino Impactados), ai danni dell’estrazione dell’oro in una piccola comunità del Parà, in Brasile (A margem do ouro). Storie di donne forti e coraggiose tra Brasile e Messico: Inventário de imagens perdidas immagina un futuro distopico in un Brasile avviato verso la guerra civile, Cazadora racconta la storia di Emilia e suo figlio Mateo, sopravvissuti a una pandemia, e l’arrivo della misteriosa Rena, che cambierà le loro vite. Ancora donne, in cerca di se stesse e del proprio posto nel mondo in due film cileni, El retrato de ella e Las coordenadas de la indeferencia. Si torna all’infanzia nel messicano El reino de Dios, in cui il piccolo Neimar aspetta con ansia la sua Prima Comunione, fino a quando un evento gli porterà via l’innocenza, ed è di nuovo un arrivo misterioso a cambiare la vita di una famiglia confusa in Todo lo iguana que se puede . Ancora Messico e adolescenza, con le prime prove dell’amore in Trigal , mentre nel cileno-argentino El castigo, due genitori cercano il figlio perso in due minuti di disattenzione.
I 14 film di Contemporanea Concorso sono un caleidoscopio sulle anime dell’America Latina, da quella intimista a quella militante. Ritratti di chi non si stanca di percorrere il mondo in cerca di giustizia, con risultati dolceamari (l’argentino Bronca e l’ecuadoriano Guañuna), e di chi continua a lottare contro le disuguaglianze (il cileno- belga Que no me roben los sueños e il colombiano ¡Sí se puede! – sindicalismo en Colombia ) o contro il destino, per affermare i propri sogni (il cileno-tedesco El arte de perder). Città che entrano nell’anima, anche di grandi architetti come Le Corbusier (Plan para Buenos Aires), e che sono teatro di grandi amori e vendette, come Rosario, la Chicago d’Argentina (l’argentino El paraíso). E poi storie di solitudini urbane (i messicani Un mundo raro e Mundos cósmicos) e di fari destinati a essere abbandonati (lo spagnolo Los últimos fareros). E tante storie, felici e infelici, di donne. L’argentino Julia no te cases , che “racconta la storia di una donna che si sposò, nonostante i tanti dubbi, e non si stancò mai di cercare la propria felicità” secondo la sinossi; il documentario Expuesta, che rivela lo straordinario archivio fotografico di Andy Cherniavsky, una delle fotografe più apprezzate dell’Argentina e dell’America Latina; Umbral, che segue alcune donne in menopausa, per ripensare quel periodo della vita femminile; La mujer de estrellas y montañas, che rende giustizia a Rita, una donna rarámuri chiusa in un ospedale psichiatrico del Kansas fino a quando le autorità non hanno capito che lingua parlasse.
Tutti i film in programma sono in versione originale, con sottotitoli in italiano. (aise)




Santo Domingo. L’ACI Raffaello Sanzio presenta “I classici del cinema italiano”

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7ba65ce2 4b32 465c 8693 4c5da0ce12ebL´Associazione Culturale Italiana Raffaello Sanzio, come parte del suo camino di diffusione della cultura italiana in Repubblica Dominicana,  propone un calendario mensile di film italiani.

Un’occasione per conoscere alcuni classici della cinematografia italiana, rigorosamente in italiano (sottotitolati quando disponibili), presso le sale del cinema Colonial Gate, calle Isabella  Catolica, nella zona coloniale della capitale.

Dopo Massimo Troisi, tra gli altri, Sabato 28 ottobre, alle ore 17.00 saranno dedicate 2 ore al grande Alberto Sordi con il Marchese del Grillo, cercando sempre di scoprire nuovi dettagli in film che appartengono al nostro passato, e che rivediamo con piacere.

“Speriamo di poter coinvolgere sempre piú cinefili e amanti della cultura e della lingua italiana a conoscere i nostri classici, e invogliamo tutti a suggerimenti per le prossime proiezioni – si legge in una nota dell’Associazione – Ringraziamo le gentili donazioni di Anteo Palazzo del Cinema e Spazio Cinema, per il contributo film che continueremo a mettere a disposizione di tutti”.

Il ciclo di proiezioni, cosi come le lezioni di italiano, e la biblioteca italiana, con libri donati e rimessi a disposizione di tutti gratuitamente, sono alcune delle iniziative di ACIRS in atto.

I posti limitati, si consiglia quindi di prenotare, tel. 849-635-3888..




Alex Ziccarelli nominato direttore di ICC World News

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387825109 3578511862467516 2514041718311767784 nÈ con vero piacere che informiamo i lettori di Fatti Nostri che il nostro collaboratore Alex Ziccarelli è stato nominato direttore dell’Italian Culinary Consortium World News, un nuovo progetto giornalistico nato con lo scopo di creare preziose opportunità e alta visibilità agli eventi, ai programmi e alle proposte di tutti i cuochi dell’Associazione a livello mondiale, sia digitale che, prossimamente, in forma cartacea.
Al Direttore Ziccarelli, che lascia la Presidenza di ICC Canada nelle mani di Giovanni Trigona, nominato dal Presidente Carmelo Carnevale, le congratulazioni di Fatti Nostri e gli auguri per il nuovo, prestigioso incarico che, siamo sicuri, sarà capace di portare avanti con la sua comprovata professionalità.



Sofia Loren cade in casa e si frattura l’anca

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sophia loren Intervento riuscito per Sophia Loren. L’attrice è stata operata d’urgenza dopo una caduta in casa che le ha procurato diverse fratture a livello dell’anca. Come riporta il Corriere della Sera, l’incidente domestico è accaduto la mattina di domenica 24 settembre nella sua abitazione a Ginevra. Saltano quindi gli impegni dell’attrice. Sophia Loren, 89 anni compiuti lo scorso 20 settembre, era attesa a Bari il 26 settembre dove, oltre a ricevere la cittadinanza onoraria, avrebbe dovuto inaugurare il ristorante con il suo nome, quarto in Italia a lei dedicato.

ag. Dire – www.dire.it




Il film di Garrone “Io Capitano” è il candidato italiano agli Oscar

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84726 io capitano me captain official still credits foto di greta de lazzaris 4 1140x787Sarà Io Capitano di Matteo Garrone il film che rappresenterà l’Italia alla corsa all’Oscar per il miglior film internazionale.

La pellicola, che ha vinto alla Mostra di Venezia il Leone d’argento per la regia e il Premio Marcello Mastroianni per l’attore emergente (a Seydou Sarr), ha avuto la meglio su altri 11 film indicati per la selezione su cui si è riunita oggi presso l’ANICA la Commissione.

Para la lista dei finalisti di Hollywood bisognerà aspettare il 21 dicembre, mentre la cinquina finale sarà annunciata il prossimo 23 gennaio.  La cerimonia di consegna degli Oscar avrà luogo a Los Ángeles il 10 marzo 2024.

080409601 4c6c0108 6cfc 4206 81a4 a46b8f121015“Siamo molto orgogliosi di poter rappresentare l’Italia agli Academy Awards con Io Capitano e ci auguriamo che il viaggio di Seydou possa toccare il cuore anche del pubblico americano”, ha detto a caldo il regista Matteo Garrone.

La Commissione dell’ANICA ha motivato così la sua scelta: “Per aver incarnato con grande potenza e maestria cinematografica il desiderio universale di ricerca della libertà e della felicità. Creando un’epica del sogno che mette in scena il coraggio e il dolore che segnano da sempre le migrazioni, in una dimensione di profonda umanità”.

 

da La Voce di New York