Città del Messico ospita la Settimana del Cinema Italiano

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settimanacinemapuntovertL’Istituto italiano di cultura di Città del Messico, in collaborazione con la Cineteca Nazionale del Paese latinoamericano, inaugurerà domani la quarta edizione della Settimana del cinema italiano.

Dal 20 al 28 agosto saranno proiettati 10 film recenti «che mettono in mostra la diversità, il talento e la vitalità della nostra settima arte», si legge in una nota.

La rassegna si apre con la pellicola Berlinguer. La grande ambizione, diretta da Andrea Segre. Il film esplora la vita personale e pubblica di Enrico Berlinguer, segretario generale del Partito Comunista Italiano dal 1972 fino alla sua morte nel 1984, considerato una delle figure politiche più influenti del XX secolo.

Interpretata da Elio Germano, premiato per questo lungometraggio come miglior attore ai David di Donatello e al Festival del Cinema di Roma, la produzione invita gli spettatori a riflettere sull’importante tema della politica come servizio pubblico.

Tutte le proiezioni si svolgeranno presso la sede di Città del Messico della Cineteca (Av. México-Coyoacán 389, Xoco, Benito Juárez, Ciudad de México).

Gli orari e i titoli sono soggetti a modifiche. Consulta il programma aggiornato sul sito web della Cineteca Nacional. Tutti i film saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in spagnolo. I biglietti sono disponibili al botteghino o online, secondo le tariffe della sede.

Immagini: Istituto italiano di cultura

puntodincontro.mx




Cinque film italiani in concorso alla Mostra di Venezia. Arriva Julia Roberts

mostra del cinema di venezia 2023

mostra del cinema di venezia 2023
MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2023 FESTIVAL

Sono cinque i film italiani che concorreranno all’82esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, in programma dal 27 agosto al 6 settembre. Si tratta di “La grazia” di Paolo Sorrentino, che aprirà il festival, “Elisa” di Leonardo di Costanzo, “Duse” di Pietro Marcello, “Un film fatto per Bene” di Franco Maresco e “Sotto le nuvole” di Gianfranco Rosi.

Partecipa “Fuori concorso”, invece, Luca Guadagnino con “After the hunt: Dopo la caccia”. Tra i protagonisti Julia Roberts che, per la prima volta, sarà sul red carpet del festival. Sempre “Fuori concorso” gli italiani Andrea Di Stefano con “Il maestro”, Antonio Capuano con “L’isola di Andrea”, Paolo Strippoli con “La valle dei sorrisi” e Virgilio Villoresi con “Orfeo”.

Ancora Italia nella sezione Orizzonti in concorso con “Il rapimento di Arabella” di Carolina Cavalli e “Un anno di scuola” di Laura Samani.

FRANCESCO DE GREGORI, PIERO PELÙ E NINO D’ANGELO: LA MUSICA ALLA BIENNALE DI VENEZIA

Alla Biennale di Venezia ci sarà anche la musica nostrana. Verranno presentati “Fuori Concorso” “Nevergreen” di Stefano Pistolini su Francesco De Gregori, “Piero Pelù: rumore dentro” di Francesco Fei e “Nino. 18 giorni” di Toni D’Angelo.

FRANCESCO DE GREGORI

Il primo parte dal progetto ideato da De Gregori che lo ha visto suonare per un mese, tutte le sere, in un piccolo teatro di Milano, l’Out Off, presentando le canzoni meno conosciute del proprio repertorio – o addirittura le “perfette sconosciute”, le nevergreen, mai insignite del titolo di “evergreen” – ogni volta con una scaletta diversa, condividendone alcune con degli ospiti a sorpresa. Poi è arrivata l’idea di farne un film. Una pellicola immersa dentro la sua musica, capace di muoversi tra quelle canzoni, nella penombra del teatro, nelle emozioni delle serate e degli incontri estemporanei. Hanno partecipato Malika Ayane, Elisa, Jovanotti, Ligabue e Zucchero.

Dopo Venezia 82, “Nevergreen” sarà poi al cinema come evento speciale per Nexo Studios dall’11 al 17 settembre. Le prevendite apriranno ufficialmente a partire dal giorno 8 agosto e l’elenco delle sale sarà disponibile sul sito nexostudios.it.

PIERO PELÙ

Con soggetto e sceneggiatura di Piero Pelù,il secondo filmè prodotto da Apnea FilmNexo Studios e DNA Audiovisivi, realizzato grazie a TEG, e arriverà nei cinema italiani solo il 10, l’11 e il 12 novembre.

Nell’ottobre 2022, durante una sessione di registrazione, un improvviso shock acustico – causato da un errore tecnico nel cambio di cuffie – ha fatto svenire Piero Pelù, provocando un danno permanente al nervo acustico con il quale Piero combatte psicologicamente da allora. L’incidente ha portato la cancellazione di un tour già programmato e il rischio di dover sospendere ogni attività artistica legata alla musica live di Pelù.

Il “rumore dentro” di Piero diventa così un’occasione forzata per fermarsi, ritrovarsi, ricostruirsi, rigenerarsi e scrivere un nuovo album dedicato ai Deserti interiori attraverso una full immersion nel proprio mondo interiore: la famiglia, la libertà, gli amici (tra cui i Litfiba), il viaggio e naturalmente la musica sono gli elementi intorno cui uno dei personaggi più importanti della scena rock italiana ricostruisce e ritrova la sua strada. Il film si arricchisce anche di una selezione sorprendente dallo sconfinato archivio in pellicola e video prodotto da Piero dagli albori del suo viaggio musicale fino ad oggi.

Scandito dal viaggio spirituale di Pelù verso il pellegrinaggio annuale dei gitani a Saintes-Maries-de- la-Mer, in Camargue, in onore di Santa Sarah la Nera protettrice dei viaggiatori – il cui nome è tatuato su entrambi gli avambracci dell’artista – “Piero Pelù. Rumore dentro” si trasforma in un road movie e insieme in una riflessione su oltre quarant’anni vissuti “Off road”, come figura intellettualmente libera, libertaria e coraggiosa della scena artistica e musicale italiana.

Segnato da una forte depressione dopo l’incidente, Pelù trova nella sua musa di sempre – la musica – la via per rinascere. “Ne sto uscendo con le unghie e con i denti – racconta Piero – Ho riversato l’anima, ho scritto brani nuovi, potenti, e riscoperto idee dimenticate nel mio archivio infinito”.

NINO D’ANGELO

ll film documentario su Nino D’angelo, diretto dal figlio Toni, è un racconto intenso e toccante che scava nell’anima di un artista capace di attraversare generi, palcoscenici e generazioni, restando sempre fedele alle proprie radici.

Nino D’Angelo, negli anni ’80, è stato il caschetto biondo più famoso d’Italia dopo Raffaella Carrà. Oggi non ha più il caschetto e non fa più quelle canzoni che lo resero famoso allora, come “’Nu jeans e ‘na maglietta”. I suoi capelli si sono ingrigiti, anche se glieli taglia lo stesso barbiere che inventò il caschetto. Vive a Roma, circondato dalla sua numerosa famiglia, e la sua musica – che compone in un piccolo studio sulla Cassia – ha il suono del Mediterraneo. L’ultimo concerto allo Stadio Maradona di Napoli è un saluto definitivo agli anni ‘80, al caschetto, a quel tipo di musica. A vivere con lui questo momento, nascosto dietro un telefonino, suo figlio, Toni, regista. Lo incalza con le domande, registra tutto, anche e soprattutto i momenti più intimi. Chi era suo padre negli anni’ 80? Com’è arrivato al successo e al benessere dalla povertà più assoluta? E perché, una volta raggiunto il successo, nel bel mezzo degli anni ’80, quando Toni era piccolo, hanno dovuto abbandonare la città che aveva reso celebre suo padre?

Foto dal sito di Nexo Digital

Per trovare risposta a queste domande, con “Nino. 18 Giorni” Toni D’Angelo segue suo padre in giro per l’Italia, durante le tappe del suo tour “I miei meravigliosi anni ‘80” o l’organizzazione di nuovi eventi, e, allo stesso tempo, lo riporta nei luoghi della sua infanzia: San Pietro a Patierno, il quartiere di Napoli in cui è cresciuto, e Casoria, paese alle porte di Napoli dove è diventato uomo, cantante e padre.  Il pretesto per iniziare questo viaggio sono i 18 giorni in cui Nino era a Palermo: quando Toni nacque, Nino era lì, in scena con la prima sceneggiata che lo rese noto. Un successo inaspettato, che si protrasse a lungo, e che ritardò di 18 giorni la conoscenza fra padre e figlio. Quei 18 giorni che, con questo viaggio, hanno cercato di recuperare per riscoprirsi, oggi che Toni è padre a sua volta.

Prodotto da Isola Produzioni s.r.l. con Rai CinemaMAD Entertainment e Stefano Francioni Produzioni e realizzato con il contributo del fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della cultura, ‘’Nino. 18 Giorni” arriverà nei cinema italiani in autunno distribuito da Nexo Studios in collaborazione con il media partner MYmovies.

Agenzia DIRE- www.dire.it




Renato Pozzetto compie 85 anni: alla festa tra amici e parenti anche Massimo Boldi

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renato pozzetto 1024x576Renato Pozzetto ha tagliato il traguardo degli 85 anni. L’attore e comico è nato il 14 luglio 1940 a Milano. Ieri sera, ha festeggiato tra amici e parenti a Laveno-Mombello, comune, situato sulle rive del Lago Maggiore in provincia di Varese. A documentare le celebrazioni che si sono concluse con l’immancabile taglio della torta, è stato Massimo Boldi.

Su Instagram, l’attore – che invece compirà 80 anni il prossimo 23 luglio – ha pubblicato un video che mostra Pozzetto che, circondato dagli affetti che gli cantano “Tanti auguri”, si appresta a spegnere le candeline. In un altro post di Massimo Boldi, i due attori sono immortalati insieme ad Andrea Pucci, anche lui presente alla serata.

 

Agenzia DIRE – www.dire.it




Hollywood. L’Italia nella Walk of Fame con Franco Nero e Carlo Rambaudi

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Hollywood omaggerà il celebre attore italiano, simbolo dello Spaghetti Western, Franco Nero. A lui sarà infatti dedicata il prossimo anno una “Stella” sul marciapiede più famoso di Los Angeles, la Walk of Fame di Hollywood. L’annuncio è arrivato dalla Camera di Commercio di Hollywood, che, tra i 35 protagonisti dello spettacolo, ha deciso di rendere omaggio con una Stella anche a Carlo Rambaldi, creatore di ET e Alien e vincitore di tre premi Oscar per gli effetti speciali, scomparso nel 2012.
A perorare la causa di Rambaldi è stato il Comitato del centenario della nascita dell’artista, di cui fanno parte la giornalista e produttrice Silvia Bizio, la cavaliere della Repubblica Anna Manunza e la produttrice Raffaella De Laurentiis, tutte residenti a Los Angeles.
La candidatura è stata inoltrata da Cinecittà e dal Ministero della Cultura. “Molto felice di questo onore conferito a un grande italiano, che ha insegnato al mondo come creare gli effetti speciali”, si è detta la sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni. “nei nostri cuori sarà per sempre il creatore di ET”, ha aggiunto.
Sempre Bergonzoni ha parlato di “orgoglio italiano” per Franco Nero, che sarà premiato dalla Camera di Commercio di Hollywood con la stella sulla Hollywood Walk of Fame nella categoria Motion Pictures a febbraio 2026, in occasione della undicesima edizione del Festival Filming Italy – Los Angeles, organizzato da Tiziana Rocca insieme all’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles.
Proprio a Tiziana Rocca si deve il riconoscimento a Franco Nero: “solo un anno fa ne avevo parlato” con lei la sottosegretaria Borgonzoni, “condividendo l’importanza che questo attore ha avuto nella storia del cinema e di alcuni generi come gli spaghetti western. La ringrazio per il lavoro fatto”.
Franco Nero vanta una carriera straordinaria che attraversa oltre sei decenni di storia cinematografica internazionale: indimenticabile nel ruolo di Django, che lo ha consacrato come leggenda del western all’italiana, Franco Nero ha interpretato più di 200 film, lavorando con i più grandi registi del panorama mondiale e dimostrando di essere un attore carismatico, intenso e versatile. (aise)




Addio ad Alvaro Vitali, il Pierino del cinema italiano

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8917618 24203729 alvaro vitali mortoAddio ad Alvaro Vitali. L’attore romano è morto oggi all’età di 75 anni. Era stato ricoverato in ospedale due settimane fa per una broncopolmonite recidiva.

Famoso per le commedie sexy all’italiana in particolare negli anni ‘70 e ’80, aveva recitato anche con Federico Fellini.

Fu proprio il grande regista riminese a scoprirlo durante un provino. L’esordio cinematografico nel 1969 con una piccola parte in “Fellini Satyricon” poi ancora in “I clowns” e “Roma”. Poi recitò in “Polvere di stelle”, diretto e interpretato da Alberto Sordi, e ancora con Fellini in “Amarcord”.

Dalla metà degli anni ‘70 comincia a partecipare a quelle che furono poi definite le commedie sexy all’italiana. Questi film gli danno notorietà e diventa protagonista di una serie di pellicole in cui interpreta Pierino: esattamente il personaggio immaginario che storicamente compare in numerose barzellette della tradizione italiana. Tra i film ricordiamo “Pierino contro tutti” e “Pierino colpisce ancora”.

Con la fine dell’epoca di quel tipo di commedie, Vitali passa un periodo di diversi anni lontano dai riflettori per poi tornare in televisione, in particolare con l’imitazione di Jean Todt, all’epoca direttore sportivo della Ferrari.

da rainews.it




Cinema e TV: le serie latine conquistano il mondo. Ma a che prezzo?

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imagesNegli ultimi anni, le piattaforme globali come Netflix, Prime Video e Disney+ hanno scommesso sempre più sulle produzioni latinoamericane, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Titoli come Griselda, La Reina del Sur, Pacto de Silencio o Monarca hanno scalato le classifiche internazionali, conquistando milioni di spettatori anche fuori dal continente americano. Il merito? Storie forti, ambientazioni originali e un’identità culturale che non cerca più di scimmiottare Hollywood.

Quello che un tempo era considerato “cinema di nicchia” o “da telenovela” oggi è diventato mainstream. Le case di produzione in Messico, Colombia, Brasile e Argentina lavorano a ritmi forsennati per soddisfare la fame di contenuti globali. E le star locali – da Kate del Castillo a Wagner Moura – sono diventate icone internazionali, con contratti milionari e fan in tutto il mondo.

Ma non è tutto oro. Alcuni critici denunciano una tendenza alla spettacolarizzazione della violenza e della criminalità, con un eccesso di narrazioni legate al narcotraffico, alla corruzione e alle faide di potere. Si rischia, insomma, di alimentare stereotipi anziché combatterli.

C’è però un lato positivo: mai come ora i creatori latini hanno avuto così tanta libertà di raccontare le proprie storie. Serie ambientate in favelas, villaggi indigeni, quartieri popolari o contesti politici reali stanno portando alla luce realtà ignorate per decenni. Il pubblico sembra premiare l’autenticità, anche quando fa male.

Il futuro? Sempre più “local”, ma con ambizioni globali. E forse, finalmente, il Sud del mondo potrà raccontarsi con la propria voce – senza traduzioni forzate.




A Los Angeles “Mario Cresci. L’oro del tempo”

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27crescilaCosa succede quando la fotografia volge lo sguardo su se stessa? Ne “L’oro del tempo” il leggendario sperimentatore italiano Mario Cresci (Chiavari, 1942) si confronta con la vasta collezione fotografica dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) di Roma, trasformando materiale storico in un dialogo tra passato e presente.

La mostra “Mario Cresci L’oro del tempo” sarà inaugurata il 30 maggio a Los Angeles, nella sale dell’Istituto Italiano di Cultura, dove sarà allestita sino al 31 ottobre.
Durante la sua residenza all’ICCD, Cresci ha sfogliato migliaia di albumine, aristotipi, dagherrotipi e carte salate ottocentesche. Da questo oceano di lastre e stampe ha estratto due costellazioni d’immagini al femminile: i ritratti mondani di Mario Nunes Vais, scintillanti di ironia, e le fotografie di statuaria greco-romana realizzate nelle prime campagne di documentazione del patrimonio nazionale. L’artista ne isola dettagli, li moltiplica, li sovrappone, li piega in composizioni ludiche in bianco e nero dove segni leggeri e pesanti si trasformano in altre forme, altri significati.




Fondazione Italia USA: un video per celebrare il ventennale

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ifondazione italia usa newletter mageQuest’anno il 4 luglio 2025, Independence Day, ricorre il XX anniversario della costituzione della Fondazione Italia USA, nata il 4 luglio 2005. Per l’occasione la Fondazione ha realizzato un video –  “vent’anni di attività  in cinque minuti” per “ricordare le più importanti attività del passato, ma anche per guardare alla continuità del nostro impegno” e per “promuovere l’amicizia tra Italia e Stati Uniti” e “diffondere i nostri valori verso le nuove generazioni”, perché “è da loro che passa il futuro”. Qui il  video del ventennale (Inform)




Addio a Nadia Cassini, icona sexy degli anni ’70. Il ricordo di Lino Banfi

nadia cassini

nadia cassiniIl suo vero nome era Anna Lou Muller ma il suo nome d’arte, quello con cui è diventata famosa, è sempre stato Nadia Cassini, mutuato dal giornalista e conte Igor Cassini con cui si sposò a vent’anni. L’attrice, negli anni ’70, divenne un sex symbol, un’icona di bellezza, grazie alla fama regalatale da molte commedie sexy erotiche italiane, volgarotte ma con un seguito incredibile. Un filone molto caratteristico di quegli anni, in cui Nadia Cassini era apprezzatissima in particolare per il suo lato ‘b’. “Avevo il sedere più bello del mondo ma non ho avuto culo”, spiegò Cassini in una intervista a Libero. Girò una quindicina di film in meno di dieci anni (tra questi “Il dio serpente”, “Mazzabubù quante corna stanno quaggiù?”, “L’insegnante balla… con tutta la classe” e “La dottoressa ci sta col colonnello”) e in molte di queste pellicole recitò a fianco di Lino Banfi, Alvaro Vitali, Lando Buzzanca. L’ex attrice è morta ieri a 76 anni a Reggio Calabria dopo una lunga malattia.

Dopo la grande ondata di successo degli anni ’70, che l’aveva portata anche in televisione (con Amanda Lear fece la storica ‘Premiatissima’ nel 1983), l’attrice era successivamente sparita completamente dalla scena. Si sottopose a un intervento chirurgico per un ritocco al naso che finì malissimo (con danni a un orecchio) ed ebbe disturbi di alcolismo per cui si curò in America.

Nata a Woodstock il 2 gennaio 1949 ( i genitori erano ballerini e attori e la madre aveva origini siciliane), prima di diventare famoso come attrice in Italia era stata una modella in America. Oltre che attrice, è stata showgirl e cantante. Dopo tre anni di matrimonio con Igor Cassini, l’attrice divorziò e successivamente ebbe una relazione con l’attore greco Yorgo Voyagis, con cui ha avuto una figlia, Kassandra.

IL RICORDO COMMOSSO DI LINO BANFI

“È la prima volta che faccio un annuncio sui social, non ci sono abituato e non mi voglio abituare, non è una cosa bella. Ma lo faccio volentieri. È morta Nadia Cassini, mi è rimasto molto impresso, mi è dispiaciuto moltissimo, so che ultimamente soffriva molto per un male incurabile. Mi sono venuti in mente dei flash, una bella carriera, una brava donna, una brava ragazza”. L’attore pugliese, che ha 88 anni, racconta un aneddoto, che risale al 1980, anno in cui insieme a Nadia Cassini girò il film ‘La dottoressa ci sta col colonnello’.

Racconta: “Mi ricordo un avvenimento con la mamma, una nobildonna americana, che venne a trovare Nadia a Livorno dove iniziavamo a girare il film, io facevo il colonnello. Lei non riusciva a dire colonnello e diceva coglionello e l’abbiamo tenuta fissa nel film questa battuta. Portai in regalo un’orchidea per la mamma e una per Nadia e la mamma si meravigliò molto. Io dissi che ero abituato a fare così, quando facevo un film, con le mie partner, le mie amiche”.

 

 Agenzia DIRE – www.dire.it




Canada. “Paolo Vive: a Montreal il documentario di Debora Scalzo dedicato a Paolo Borsellino

paolo vive a montreal il documentario di debora scalzo dedicato a paolo borsellinoimmagine22 201x223

paolo vive a montreal il documentario di debora scalzo dedicato a paolo borsellinoimmagine22 201x223“Paolo vive”: su iniziativa dell’Associazione dei Giuristi Italo-Canadesi del Québec (AGICQ) e del Comitato degli Italiani all’estero (Com.It.Es) di Montréal, e con il patrocinio del Consolato Generale d’Italia a Montréal, il docufilm sul magistrato ucciso dalla mafia nel 1992 sarà proiettato il 19 marzo al Piccolo Teatro del Centro Leonardo da Vinci (8370 Bd Lacordaire, Saint-Léonard) alla presenza della regista siciliana Debora Scalzo. Scrittrice di successo di libri dedicati alle forze dell’ordine, sceneggiatrice di film antimafia, Debora Scalzo ha debuttato alla regia nel 2024 con “Paolo Vive”, in concorso ai Premi David di Donatello 2025, tra i “Film opere prime – Esordio alla regia”. Attraverso interviste intime, testimonianze inedite e filmati d’archivio, questo documentario non solo onora l’eredità duratura del magistrato, ma funge anche da grido di battaglia per una nuova generazione, esortandola ad abbracciare i suoi valori di integrità e coraggio. . Il docufilm è in distribuzione internazionale in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

“Paolo Vive” è uscito in febbraio nel Granducato del Lussemburgo, con la regista ospite in Ambasciata per dialogare col pubblico. Poi è stata volta del Principato di Monaco, Belgio, Olanda, Inghilterra, Svizzera, Brasile e Argentina. A marzo “Paolo Vive” esce anche a New York, Washington, Los Angeles, Vancouver e Montréal. (Inform)