In Italia quotidianamente si consumano 9,3 milioni di caffè e un italiano su due ne beve almeno una tazzina al giorno, per un giro d’affari di 20 miliardi di euro. Roberta Ammendola ne parla con Francesco Ciamei,produttore di caffè a Roma; Antonio Quarta, produttore di caffè a Lecce e Luigi Odello, Presidente dell’Istituto Internazionale Assaggiatori di Caffè.
Tutto il CdA della Juventus si è dimesso a sorpresa. Piercarlo Presutti ne parla con Marco Bellinazzo, giornalista del “Sole 24 ore”. Poi, prosegue con il rugby. Ospiti: Marzio Innocenti, presidente della Federazione Italiana Rugby; Federico Ruzza, seconda linea del Benetton e della nazionale e, in studio, Francesca Granzotto, mediano di mischia della Capitolina Roma.
Roberta si collega con Flavio Insinna dal “suo” studio, dove ogni giorno conduce il game show “L’Eredità”, tra i più popolari in Italia, in onda tutti i giorni anche su Rai Italia.
Con le Storie dal Mondo andiamo in Argentina, a Mar del Plata dove vive Erika Garimanno, psicologa delle migrazioni.
Infine, musica con Stefano Palatresi e Monica Marangoni che ospitano la cantautrice Silvia Salemi.
NEW YORK/TORONTO 2 dicembre h17.00
LOS ANGELES 2 dicembre h14.00
BUENOS AIRES/SAN PAOLO 2 dicembre h19.00
SYDNEY 2 dicembre h19.30
PECHINO/PERTH 2 dicembre h16.30
JOHANNESBURG 2 dicembre h16.45
BERLINO 2 dicembre h15.45
LISBONA 2 dicembre h14.45
“PARKER’S meets BOND”, ovvero i sessant’anni dell’agente segreto creato da Ian Fleming
scritto da Fatti Nostri | 2 Dicembre 2022
“Il mio nome è Bond. James Bond”: non esiste, nell’intera storia del cinema, una frase più celebre e riconoscibile. Sono trascorsi sessant’anni dall’uscita del film “Dr. No” (“Agente 007 – Licenza di Uccidere”, 1962) con Sean Connery e Ursula Andress, ma il fascino di quella frase e di quell’icona cinematografica è praticamente intatto.
Il Grand Hotel Parker’s di Napoli, primo grand hotel del capoluogo partenopeo – fondato dall’inglese George ParkerBidder – renderà omaggio ai sessant’anni di 007, dedicando all’agente segreto britannico la mostra “Parker’s meets Bond”, in programma DAL 7 DICEMBRE 2022 AL 7 GENNAIO 2023.
“Parker’s meets Bond” è la prima mostra interamente dedicata a James Bond mai realizzata a Napoli e tra le prime in Italia: all’agente segreto nato negli anni Cinquanta dalla penna di Ian Fleming è legata la saga di maggior successo della storia della Settima Arte, anche grazie alle interpretazioni di Sean Connery, George Lazenby, Roger Moore, Timothy Dalton, Pierce Brosnan e Daniel Craig, volto degli ultimi cinque capitoli del franchise cinematografico.
Libri d’epoca e memorabilia, autografi originali (da Sir Roger Moore, volto di sette capitoli della saga, al Maestro Monty Norman, compositore del “James Bond Theme”) e dischi in vinile con le colonne sonore dei film, cataloghi e cartoline, manifesti e DVD, giocattoli d’epoca e videocassette, modellini di automobili e fotografie: “Parker’s meets Bond” racconterà 007 attraverso 300 oggetti da collezione.
La mostra sarà inaugurata MERCOLEDÌ (00)7 DICEMBRE 2022 alle ore 19.00 (ovvero 007 p.m.!) con una preview per la stampa, che avrà come suo ambasciatore il doppiatore e attore Francesco Prando, ‘voce’ italiana di Daniel Craig / James Bond negli ultimi cinque capitoli della saga cinematografica.
Curatore della mostra è il giornalista e scrittore Michelangelo Iossa: nel corso degli anni ha dedicato al mito-007 numerosi reportage, eventi culturali e special radiofonici. Nel 2012 Iossa ha coordinato le celebrazioni del 50esimo anniversario del film “Dr. No” in collaborazione con l’Ufficio UK Trade & Investment dell’Ambasciata Britannica in Italia.
Ideatore e coordinatore del progetto musicale James Bond Concert Show, Iossa ha pubblicato nel 2020 il libro “007 Operazione Suono” (Rogiosi Editore), interamente dedicato alle musiche e alle canzoni dei film della saga di Bond, che presto uscirà anche in lingua inglese per il mercato internazionale.
“Il legame tra Napoli e Ian Fleming è entrato nella leggenda – spiega Iossa – Il ‘papà’ di James Bond scelse la città partenopea come unico luogo italiano per il suo reportage ‘Thrilling Cities’ del 1960. Fleming fu rapito, in particolare, dalla bellezza dei Campi Flegrei e dai sapori del territorio campano e visitò anche Capri, l’area archeologica di Ercolano e l’Acropoli di Cuma. Proprio a Napoli voleva ambientare una storia di James Bond: non ci riuscì, ma il suo erede letterario John Gardner scelse Napoli per il suo romanzo ‘Operazione Invincible’ degli anni Ottanta, portando a termine un desiderio del maestro”.
La mostra occuperà quattro diverse aree del Grand Hotel Parker’s: la sezione più ampia sarà ospitata negli spazi della Sala Generali, mentre altri oggetti della mostra saranno accolti nella Parker’s Suite, nel fumoir del VI Piano Lounge & Terrace e nelle sale del Bidder Bar, che da quasi vent’anni ospita un Bond Point ufficiale, nel quale vengono serviti i 283 cocktail selezionati dai film e dai libri che hanno James Bond come protagonista.
“Sono onorato che il Parker’s ospiti la prima mostra di James Bond a Napoli. Ringrazio il curatore Michelangelo Iossa per aver condiviso con noi la sua immensa collezione di oggetti bondiani. – commenta l’avvocato Salvatore Avallone, proprietario del grand hotel partenopeo – Ancora una volta il Parker’s fonde l’ospitalità napoletana con le sue origini inglesi, confermandosi luogo di accoglienza e di ritrovo delle arti, perfetto per tutti gli appassionati di 007”.
PARKER’S meets BOND
Dal 7 dicembre 2022 al 7 gennaio 2023
La mostra è visitabile dagli ospiti del grand hotel
Si è appena conclusa la visita del Presidente Mattarella in Svizzera, che ospita una numerosa e storica comunità italiana e, solo nel terzo trimestre di quest’anno, ha accolto quasi novantamila lavoratori transfrontalieri con residenza in Italia. Come è andata la visita e a che punto sono i rapporti tra i due Paesi? Roberta Ammendola lo chiede a Fabrizio Finzi, Quirinalista, caporedattore dell’Ansa.
Nel 2020 sono state vendute 295mila e-bike in Italia. C’è l’esigenza di integrare i piani urbanistici e di provvedere a norme adeguate a garantire la sicurezza. Roberta approfondisce il tema con Irene Forcellini, Commissario Capo della Polizia di Stato; Alessandra Schepisi, conduttore del programma “Grand Tour – A Ruota Libera” di Radio 24 e Giovanna Botteri, corrispondente Raida Parigi.
Poi, Roberta si collega con Milly Carlucci dallo studio di“Ballando con le Stelle”, programma di grande successo anche per il pubblico di Rai Italia nel mondo.
Moda: qual è il futuro del lusso in Italia e le previsioni per il 2023? Fabiana Giacomotti lo chiede a Stefania Lazzaroni, Direttore Generale di Alta Gamma e a Raffaello Napoleone, Amministratore Delegato di Pitti Immagine.
Con le Storie dal Mondo andiamo ad Helsinki dove vive Sabina Morandi, Presidente del Circolo degli Italiani in Finlandia.
A “Sportello Italia”, l’avvocato Marianna De Cinque risponde alle domande dei telespettatori sull’assegnazione della casa coniugale, spesso terreno di scontro in caso di separazioni e divorzi.
Chiudiamo con la musica e l’intervista di Maria Cristina Zoppa al rapper Rancore.
NEW YORK/TORONTO 1° dicembre h17.00
LOS ANGELES 1° dicembre h14.00
BUENOS AIRES/SAN PAOLO 1° dicembre h19.00
SYDNEY 1° dicembre h19.30
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RAI. Oggi a “Casa Italia”
scritto da Fatti Nostri | 2 Dicembre 2022
Il “Boris Godunov” di Modest Musorgskij inaugura il 7 dicembre la nuova stagione del Teatro alla Scala. Un appuntamento per gli amanti dell’opera di tutto il mondo. Roberta Ammendola si collega con Dominique Meyer, Soprintendente della Scala; Beatrice Venezi, Direttore d’orchestra e consulente per la musica del Ministro della Cultura Sangiuliano; Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura di Milano. In studio Massimo Bernardini, ideatore e conduttore di tanti programmi di successo.
“Maria Callas e Pasolini”: un tributo organizzato a New York, presentato da Katia Ricciarelli. Le telecamere di Rai Italia l’hanno intervistata per noi. Roberta si collega con il Console Generale d’Italia a New York, Fabrizio Di Michele e con l’attrice Claudia Gerini.
I manager italiani che dirigono hotel nel mondo sono tra i 4 e i 5 mila. Un successo che Roberta approfondisce con Enzo Carella, Presidente di FederTerziario Turismo, Max Zanardi, Manager Hospitality con una vasta esperienza all’estero, Cesco Righetti, Manager Hospitality di un antico hotel di Londra, Giuseppe Crapanzano, Manager Hospitality da Playa del Carmen, nella penisola dello Yucatàn e Carlo Stragiotto, ManagerHospitality ad Amman, in Giordania.
Carlo Gentile ospita Renzo Carbonera, regista di Takeaway, film in programmazione su Rai Italia.
Infine, per “Note italiane”, Stefano Platresi e Monica Marangoni in un viaggio musicale tra i brani ispirati alle più belle città e località italiane.
NEW YORK/TORONTO 30 novembre h17.00
LOS ANGELES 30 novembre h14.00
BUENOS AIRES/SAN PAOLO 30 novembre h19.00
SYDNEY 30 novembre h19.30
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BERLINO 30 novembre h15.45
LISBONA 30 novembre h14.45
RAI. Oggi a “Casa Italia”
scritto da Fatti Nostri | 2 Dicembre 2022
Dall’inizio dell’invasione russa, l’Italia ha fornito all’Ucraina 150 milioni di euro in aiuti militari e 510 milioni di aiuti finanziari, oltre a quelli umanitari, in cibo, coperte e assistenza medica. Per approfondire, Roberta Ammendola si collega telefonicamente con Pier Francesco Zazo, Ambasciatore italiano in Ucraina e con Damiano Rizzi, Presidente della Fondazione Soleterre Onlus e Marco Maccarelli, del Sermig, Servizio Missionari Giovani Arsenale della Pace.
Subito dopo, lo sport con il calcio e la serie B, che torna dopo una settimana di pausa. Piercarlo Presutti e Simona Cantoni ospitano Marcello Cardona, Presidente della Reggina.
Con 400 profumi nuovi messi in commercio all’anno, l’Italia è al quinto posto nel mercato mondiale. Roberta ne parla con Luca Maffei, creatore di profumi e Michelangelo Liuni, Presidente FENAPRO, Federazione nazionale profumieri. Restiamo in tema anche dal punto di vista lessicale con Lucilla Pizzoli, linguista della Società Dante Alighieri.
Per le Storie dal Mondo, le telecamere di Rai Italia vanno in Australia per incontrare Giorgia Di Girolamo, insegnate di tamburo scozzese.
Chiudiamo la puntata con la musica e l’intervista di Maria Cristina Zoppa al grande Zucchero.
NEW YORK/TORONTO 29 novembre h17.00
LOS ANGELES 29 novembre h14.00
BUENOS AIRES/SAN PAOLO 29 novembre h19.00
SYDNEY 29 novembre h19.30
PECHINO/PERTH 29 novembre h16.30
JOHANNESBURG 29 novembre h16.45
BERLINO 29 novembre h15.45
LISBONA 29 novembre h14.45
RAI. Domani a “Casa Italia”
scritto da Fatti Nostri | 2 Dicembre 2022
In Italia continua la tendenza negativa della crescita demografica, con 6,8 nati ogni 1000 abitanti. Secondo le Nazioni Unite, nel 2100 la popolazione italiana sarà di 39,6 milioni di abitanti.Da cosa dipende e cosa comporta la denatalità?Roberta Ammendola ne discute con Alessandro Rosina, demografo dell’Università Cattolica di Milano; Renzo Caramaschi, sindaco di Bolzano; Luigi Orfeo, Presidente della Società di Neonatologia e Giovanna Botteri, corrispondente Rai da Parigi.
L’aceto balsamico delle province di Modena e Reggio Emilia è sinonimo di eccellenza e passione. Ma come si fa a distinguere un prodotto originale? Robertalo chiede aMariangela Grosoli, Presidente del Consorzio Aceto Balsamico di Modena IGP.
A seguire, “Sportello Italia” con Gianluca Timpone, commercialista ed esperto in materia pensionistica, dedicato alle cosiddette “scadenze di fine anno”.
Junior Eurovision Song Contest si svolgerà il prossimo 11 dicembre, a Erevan in Armenia. In gara ci sarà anche l’Italia. Roberta accoglie la nostra portacolori Chanel Dilecta che si esibisce con “Bla bla bla”.
Con Storie dal Mondo andiamo a San Paolo dove, dalla fine degli anni ’80, vive Lorenzo Mammì musicologo e docente di filosofia all’Università. Poi, la nona tappa del viaggio in Africa di Paolo Emilio Landi. Andiamo alla scoperta del Malawi un paese meraviglioso ancora poco battuto dalle rotte turistiche.
Infine, musica con “Note italiane” di Stefano Palatresi e Monica Marangoni, che ripercorrono alcune canzoni italiane presentate negli anni all’ Eurovision.
NEW YORK/TORONTO 28 novembre h17.00
LOS ANGELES 28 novembre h14.00
BUENOS AIRES/SAN PAOLO 28 novembre h19.00
SYDNEY 28 novembre h19.30
PECHINO/PERTH 28 novembre h16.30
JOHANNESBURG 28 novembre h16.45
BERLINO 28 novembre h15.45
LISBONA 28 novembre h14.45
N.I.C.E. Festival USA: edizione 2022 a New York e Filadelfia
scritto da Fatti Nostri | 2 Dicembre 2022
N.I.C.E. Film Festival giunge alla sua 32° edizione, un percorso lungo e articolato a partire dalle sue origini, esplorando i percorsi del nuovo cinema e mantenendo un’identità orientata alla valorizzazione del nuovo, sia di nuovi autori sia di nuove tendenze.
Il festival diretto da Viviana Del Bianco sarà prima, dal 14 al 19 novembre, a New York nelle quattro sedi di Casa Italiana Zerilli-Marimò, New York University, Istituto Italiano di Cultura e Maysles Documentary Center e poi sbarcherà dal 9 all’11 dicembre a Filadelfia, dove le proiezioni si terranno presso i Penn Cinema & Media Studies.
“Il nostro festival”, sottolinea la direttrice artistica, “è promozione, ma anche idee e progetti per il cinema e l’audiovisivo. Nello stesso tempo riteniamo utile confermare il criterio di selezione dei film basato sulla varietà di temi. Ci sono film talvolta drammatici che narrano storie di disagio sociale, legati a problemi inerenti al mondo della criminalità e corruzione, o a sfere più personali come la crescita adolescenziale e femminile. E ancora, commedie che, seppure facciano ridere, sono giocate sul filo di un’ironia che mette in evidenza le difficoltà sociali del mondo di oggi, il fenomeno dell’immigrazione, la diversità sessuale, i vari modi e stili di vita. Tutto ciò emerge attraverso la presentazione di una pluralità di generi e tematiche che appaiono sia nei film in concorso che in quelli fuori concorso”.
“Scoprire nuovi talenti che con le loro opere ci facciano portatori di tali contenuti con estro artistico e carica inventiva è compito di N.I.C.E.”, prosegue Del Bianco. “Molti di loro riescono a farsi apprezzare sia in patria che all’estero, raccontando storie con diverse tecniche e modalità, talvolta con semplicità ma anche con forte capacità di convincimento, i problemi difficili della nostra odierna società. L’edizione 2022 è particolarmente importante grazie alla significativa collaborazione sempre più forte con enti e istituzioni del territorio, del MiC-Ministero della Cultura, Regione Toscana e Comune di Firenze. Un omaggio alla tradizione che guarda al futuro e che”, conclude Del Bianco, “celebra da sempre l’impegno per l’innovazione e la diversità, con Cospe”.
Questi i film in programma nelle due tappe americane della rassegna: Tapirulàn di Claudia Gerini; Californie di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman; Piccolo corpo di Laura Samani; Altri padri di Mario Sesti; I nostri fantasmi di Alessandro Capitani; Occhi Blu di Michela Cescon; Europa di Haider Rashid; Viaggio nel crepuscolo di Augusto Contento; Mi piace spiderman …e allora? di Federico Micali.
N.I.C.E., acronimo di New Italian Cinema Events, è un’Associazione Culturale senza fini di lucro nata nel 1991 su iniziativa di un gruppo di professionisti del settore cinematografico.
Il fine dell’associazione è quello di promuovere il nuovo cinema italiano all’estero, attraverso l’organizzazione di festival e scambi culturali. La promozione all’estero del cinema contemporaneo italiano di quei registi che si cimentano nelle loro prime e seconde opere rappresenta la missione principale del festival: incrementare la circolazione di opere di giovani registi che possano trasmettere le trasformazioni di un paese in continua evoluzione, che nell’immaginario del pubblico appare statico e stereotipato, ma è ricco invece di nuovi impulsi e tensioni.
Il Festival è ormai attivo da più di 30 anni, compiendo il suo esordio negli Stati Uniti nel 1988 e in Russia nel 1993. (aise)
Gigi Riva, un docufilm racconta la storia di “Rombo di tuono” (VIDEO)
scritto da Fatti Nostri | 2 Dicembre 2022
Ci sono vent’anni di gestazione e ‘corteggiamento’ e due di lavorazione, fra riprese, ricerche d’archivio e delle location dietro’Gigi Riva. Nel nostro cielo un rombo di tuono’, l’ambizioso docufilm di Riccardo Milani su uno dei più grandi calciatori italiani di tutti i tempi.
Il lungometraggio (quasi due ore e tre quarti di durata) debutta nella città dove Riva, che il 7 novembre festeggia il 78esimo compleanno, ha scelto di trascorrere la sua vita. Ormai una leggenda, l’ex attaccante è stato fin da subito adottato, con amore ricambiato, dall’intera Sardegna. “Ero già mezzo sardo”, confida adesso, con un sorriso Riva, trascinatore del Cagliari dello scudetto nel 1970, “quando sono arrivato qua”. Ai sardi lo accomunano molti tratti del suo carattere, fra tutti il linguaggio del silenzio.
“Una paura tremenda”
Il figlio Nicola, scherzando con Milani (noto per successi come ‘Benvenuto presidente!’ e ‘Come un gatto in tangenziale’), ha rivelato che ancora non sa se suo padre apprezzerà il film, di cui il protagonista non ha voluto vedere neppure un’anticipazione, fedele al suo carattere schivo e introverso.
Il ritratto che ne fa Milani, coronando un sogno che lo accompagna fin da bambino, è intenso, poetico, autentico e si sovrappone a immagini suggestive e struggenti di una Sardegna selvaggia, indomita, potente, un’isola un tempo rappresentata come luogo di punizione e di cui il calciatore ragazzino arrivato da Leggiuno (Varese) aveva un’istintiva paura, “una paura tremenda”.
Gigi Riva si racconta seduto in poltrona, nella sua casa di Cagliari, l’immancabile sigaretta in mano. I primi fotogrammi mostrano la sua sagoma che percorre la battigia dell’incantevole spiaggia del Poetto spazzata dal maestrale, deserta come appare fuori stagione, quando il vento solleva la sabbia e non c’è sole che convinca a indugiarvi.
Un luminoso futuro
“Sono un calciatore”, così si presentava Riva attaccante del Cagliari, “spero bravo e abbastanza fortunato. Il calcio per me è passione. Ci giocherei anche se dovessi pagare per farlo”. Il film, che sarà prima proposto nelle sale della Sardegna, ripercorre, con immagini in bianco e nero, l’infanzia a Leggiuno, dove Riva cominciò a tirare calci al pallone nel campo dell’oratorio vicino a casa. A 9 anni la scomparsa del padre segnò l’ingresso in collegio e la lontananza dalla madre, poi persa all’età di 16 anni. Per il figlio lei intravedeva un futuro luminoso: “Il mi’ Gigi lo metteranno sulla Gazzetta”, profetizzava.
Al dolore – composto, silenzioso – per la perdita dei genitori si aggiunse quello per la morte della sorella.
Il percorso umano e calcistico di Riva è raccontato anche attraverso le voci dei coprotagonisti dello scudetto del ’70, l’unico conquistato dal Cagliari, e filmati d’epoca. Compaiono, fra gli altri, gli ex compagni di squadra Enrico Albertosi, Beppe Tomasini e Angelo Domenghini. “È un amico fraterno, da 60 anni, è stato anche il mio testimone di nozze”, ha ricordato Tomasini. “Gigi resta l’attaccante più forte nella storia del calcio italiano. È il più’ grande di tutti. È sempre stato taciturno, non ci si poteva parlare ore e ore, ma diceva l’essenziale. Giocava per fare gol, si esaltava e quando segnava non voleva che l’abbracciassimo”.
Un calcio d’altri tempi
Le testimonianze proposte da Milani raccontano un calcio d’altri tempi, non ancora dominato e stravolto dalle leggi del mercato.
“Con l’entusiasmo arrivi da tutte le parti, se sei amico lo resti tutta la vita”, ha ricordato Domenghini, ripercorrendo quell’epoca. “Noi davamo tutto, avevamo un gruppo fantastico per quello che facevamo in campo, soprattutto con Manlio Scopigno (l’allenatore del Cagliari dello scudetto, ndr). “Speriamo che Gigi possa rappresentare una cosa stupenda, per quello che ha dato, e che i bambini, guardando il film, ne capiscano la forza. Senza di lui non avremmo mai vinto lo scudetto”.
Prodotto da Wildside, Vision Distribution, in collaborazione con Sky, il lungometraggio è stato girato col sostegno della Regione Sardegna, della Fondazione Sardegna Film Commission, del Comune di Cagliari, della Fondazione di Sardegna e del Cagliari Calcio.
Regalo di compleanno
“Se gli piacerà”, si augura Milani, al quale Gigi Riva ha poi aperto le porte di casa sua per il film, “gli avrò fatto un bel regalo di compleanno”.
“La sua storia l’ha scritta lui assieme alla Sardegna e ai sardi”. L’incontro fra il regista e ‘Rombo di tuono’ risale a vent’anni fa. I primi minuti del film mostrano la copertina di un quaderno di scuola: “In quarta elementare”, rivela il Milani. “la maestra ci chiese di scrivere un tema su cosa ci avesse impressionato nel fine settimana e io raccontai la partita Fiorentina-Cagliari”.
Ma c’è voluto molto tempo – e il ‘pressing’ della famiglia e degli amici di Riva – prima che l’ex calciatore accettasse un progetto che ne rivela l’intimità, oltre a raccontarne le gesta calcistiche. “Penso che Gigi si sia fidato”, spiega il regista. “Mi ha detto: ‘Vieni quando vuoi, questa è casa sua’. Penso che abbia capito l’intenzione, la sincerità, l’affetto. Lui seleziona molto.Abbiamo passato molte ore insieme, a volte senza mai parlare. Anch’io parlo pochissimo nella vita. Penso che sia stato un modo anche per cementare la fiducia fra noi. Ci sono cose che lui mi ha detto che non ho messo nel film, perché è una figura che merita rispetto e c’è un limite che non va superato. Gli si deve lo stesso rispetto che lui ha avuto per tutta la vita per chiunque, per la terra che l’ha ospitato, per gli avversari in campo”.
“La Sardegna si è innamorata di Gigi Riva perché ha capito quanto quest’uomo fosse stato riconoscente nei confronti dell’isola e dei sardi”, dice Milani, legato all’ex calciatore e alla Sardegna da un forte sentimento di gratitudine. “Lui qui ha trovato una famiglia, persone che gli volevano bene e serenità, il modo di fare una vita normale. Che poi è stata eccezionale. Gigi è così, una persona semplice, umile, ma è stato un gigante”.
agi.it
A Tunisi “Il mondo secondo Fellini”
scritto da Fatti Nostri | 2 Dicembre 2022
Il mondo secondo Fellini. Rassegna Cinematografica nell’ambito dei JCC Tunis
Si svolgerà da Lunedì 31 Ottobre fino a Venerdì 4 Novembre
“Il mondo secondo Fellini” presenterà 4 film inediti sulla carriera e la straordinaria personalità del Maestro e 3 suoi grandi classici.
I 4 film saranno proiettati alla presenza dei registi: Eugenio Cappucio, Catherine McGilvray, Gérald Morin e Francesca Fabbri Fellini. Seguirà dibattito.
Roberto Benigni compie oggi 70 anni
scritto da Fatti Nostri | 2 Dicembre 2022
Oggi, 27 ottobre, raggiunge il traguardo dei 70 anni il “fool” scespiriano della scena italiana: Roberto Benigni, figlio di contadini, ultimo di quatto figli dall’amore dei genitori Luigi e Isolina, nato a Manciano La Misericordia nell’aretino, cresciuto a Prato e diventato star mondiale in palcoscenico e al cinema, compie 70 anni ma non li dimostra, non li sente e li lascia volentieri nell’oblio.
Perché Roberto (come lo chiamò trionfante Sophia Loren la sera dell’acclamazione agli Oscar nel 1999) è l’icona di se stesso, una maschera della commedia dell’arte dietro cui si nasconde un uomo timido e sorridente, un Pinocchio sempreverde che conserva la saggezza contadina dell’artista che lo ha scolpito, Geppetto.
Roberto Benigni compie 70 anni
Non a caso al personaggio di Collodi ha legato due volte la sua carriera, prima come “one-man-band” nel suo film del 2002 e poi come attore al servizio di Matteo Garrone nell’adattamento del 2019 (Nastro d’argento come Geppetto)
Per evitare che la festa del compleanno si trasformi in celebrazione encomiastica, Benigni ha schivato ogni occasione pubblica e anche alla mostra delle foto di Mimmo Cattarinich a lui dedicata dalla Casa del Cinema è apparso in forma privatissima, quasi più per ricordare un amico scomparso che non per rivedersi negli scatti catturati durante oltre 15 anni di sodalizio. Ma per tutto il cinema italiano l’appuntamento di oggi resta l’occasione per dire grazie a questo straordinario interprete della cultura e dello spettacolo, un cantastorie capace di “rimare” all’impronta come si faceva un tempo sull’aia (memorabile un certame con Umberto Eco e Francesco Guccini a Gradara nel 1996) e di recitare Dante o gli articoli della Costituzione con la stessa elegante disinvoltura. Dell’artista ha sempre conservato la modestia e la duttilità, dell’attore la passione per la sfida a se stesso, dell’uomo di spettacolo le doti di improvvisazione. Sicché risulta impossibile inquadrarlo in un solo schema e seguirne la carriera e l’evoluzione con parametri consueti: bisogna abbandonarsi al suo estro, lasciarsi sorprendere ogni volta, così come accadrà da domani in poi quando il folletto sentirà il bisogno di reinventarsi una volta di più. Come del resto ha sempre fatto. Debutta nel ’71 al Metastasio di Prato come cantante e musicista ne “Il re nudo” diretto da Paolo Magelli; Carlo Monni e soprattutto Marco Messeri lo “tengono a battesimo” in vari spettacoli d’avanguardia a metà fra il teatro di strada e l’invenzione comica.
Sbarcato a Roma in compagnia di Messeri, Roberto Benigni incontra nel ’75 Giuseppe Bertolucci che scrive per lui il monologo di “Cioni Mario” diventato in breve lo spettacolo di punta del teatro Alberico, punto di riferimento della scena off romana. Frammenti di quell’esperienza finiscono nel programma tv “Onda libera” alias “Televacca”, avversato dalla censura come del resto il suo primo exploit al cinema (sempre per mano di Giuseppe Bertolucci), “Berlinguer ti voglio bene” del ’77. Nonostante le scoperte simpatie per la sinistra (a un raduno del giovani comunisti nel 1983 prese in braccio il segretario Berlinguer, creando scompiglio) ma anche simpatia per sé e il suo bersaglio. Di fatto la critica e i circoli intellettuali non lo hanno mai accettato fino in fondo, avvertendo il pericolo della sua satira irriverente, della sua comicità popolare e immediata, del suo voler sempre scrivere lontano dalle regole. Diversa invece la reazione del pubblico, ogni volta più calda. Fu così in teatro con lo spettacolo a sketch “Tuttobenigni”; in tv con le irruzioni al festival di Sanremo e a Fantastico (auspice Pippo Baudo), tra piccolo e grande schermo nel sodalizio con Renzo Arbore tra “L’altra domenica” e “Il Pap’occhio” (a lungo censurato). Aspetta il 1983 per misurarsi con l’altra parte del set e la regia di se stesso. Debutta in punta di piedi con un film a episodi, “Tu mi turbi” nella più limpida tradizione del cinema comico all’italiana. Ma dietro uno stile sobrio, quasi trasparente, di regia nasconde ambizioni più alte. Con la complicità dell’amico Bertolucci scrive per sé e Massimo Troisi “Non ci resta che piangere” (1984) un “buddy buddy” a spasso nel tempo che frantuma ogni record d’incasso. Poi scappa dal suo successo e sbarca in America per farsi dirigere dall’amico Jim Jarmush con cui firma “Daunbailò” nel 1986, seguito da altri due lavori in cinque anni. Accetta di misurarsi col mito di Peter Sellers ne “Il figlio della pantera rosa” (1993) e torna in patria con un diverso carisma, da attore e regista di culto.
Dal 1988 lo ha adottato Vincenzo Cerami, scuola pasoliniana e gusto dell’eccesso elegante. I due collaboreranno per sei volte dando vita a un formidabile sodalizio umano e artistico arricchito da Nicoletta Braschi, fondatrice insieme a Roberto ed Elda Ferri della casa di produzione Melampo, attrice-icona dell’uomo che diventa suo marito nel 1991. Insieme passeranno di successo in successo da “Il piccolo diavolo” a “Johnny Stecchino”, da “Il mostro” fino al trionfo – pur controverso di “La vita è bella” che vince l’Oscar per il miglior film straniero ma regala a Roberto anche la statuetta come miglior attore. Seguiranno “Pinocchio” e “la tigre e la neve”, ma nell’intervallo c’è spazio per la collaborazione con Federico Fellini (e Paolo Villaggio) in “La voce della luna” (1990). Negli ultimi anni il connubio con Dante e la Commedia ha portato Roberto Benigni su altri lidi, lontano dal cinema. Ma domani?