Totò e Daiana: gli italiani a Londra (tutti da ridere) ora su Amazon Prime

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27toto daiana“Per chi volesse scoprire un lato divertente degli italiani a Londra, su Amazon Prime sono ora disponibili i primi due episodi di Totò e Daiana (Calcio, Caffè e Fish & Chips)”. È quanto riferisce Alessandro Allocca in un articolo in primo piano sul portale di informazione bilingue LondraItalia.com.
“Basterà cercare nella sezione “Italian Episodes, terza Serie” per vedere all’opera l’attrice ferrarese Anna Elena Pepe e l’attore palermitano Marco Gambino che vestono i panni di Totò e Daiana completamente immersi nella quotidianità della capitale inglese, uguale a quella vissuta da decine di migliaia di italiani ogni giorno, ma portata all’estremo per far strappare un sorriso agli spettatori, giocando sui tipici stereotipi del giovane emigrato dal Belpaese appena giunto nella metropoli (Daiana) che si ritrova di fronte il più veterano (Totò) intento a darle tutti i migliori consigli.
Scritta in collaborazione con lo storico autore di Rosario Fiorello, Francesco Bozzi, la serie è diretta dagli stessi Gambino e Pepe in collaborazione con Filippo Guarna e Riccardo Sai. Nello scorso mese di dicembre la serie ha vinto al Digital Web Fest di Roma il premio “Best Comedy” per la miglior commedia originale.
“Il primo elemento di novità del progetto è il fatto di toccare il mondo degli italiani a Londra, in un momento delicato come quello del post Brexit – raccontano i due protagonisti – attraverso le avventure di due personaggi di generazioni e di estrazione sociale molto diverse, che probabilmente non avrebbero creato un legame di amicizia se non si fossero trovati in un paese straniero in una condizione di solitudine“.
La diversa provenienza regionale dei due protagonisti, sempre presente attraverso i loro dialetti, le loro abitudini, l’amore per le loro città d’origine, contribuisce a rendere qualsiasi scambio e situazione tra i due divertente e vivace.
Totò e Daiana rappresentano un po’ ogni persona che, a tentoni, in modo un po’ maldestro e buffo, cerca il proprio posto nel mondo. Un posto che potrebbe rivelarsi molto diverso da quanto immaginato.
Qui il link diretto alla serie, specificando che non è disponibile su Amazon Prime UK a causa delle restrizione imposte dalla stessa piattaforma dopo l’uscita del Paese dell’Unione Europea. È invece disponibile in tutti i Paesi dell’EU, Italia compresa”. (aise)




A 55 anni dalla morte i mille volti di Totò sui muri di Napoli

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totò muri napoli min“Mi sento male, portatemi a Napoli”. Sono queste le ultime parole, riportate in prima pagina da ‘Paese sera’, attribuite ad Antonio De Curtis, Totò, prima di morire il 15 aprile del 1967. La sua città non lo ha mai dimenticato e lo ricorda non solo nel giorno in cui cade il 55esimo anniversario della sua morte con alcune iniziative, ma lo fa ogni giorno con l’immagine del principe della risata ritratta sui muri del centro storico, dei Quartieri spagnoli, della Sanità in cui l’indimenticato artista è ritratto nei modi più disparati: dal re di denari a Superman, ma anche con alcune delle sue più celebri frasi.

agenzia DIRE – www.dire.it




“Retour en Italie”: il cinema italiano contemporaneo a Montreal

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12montrealcinemaRetour en Italie” è un nuovo ciclo di film, nato dalla collaborazione tra l’Istituto Italiano di Cultura di Montréal e il Cinéma du Musée, dedicato alla scoperta della nuova produzione del cinema italiano che proporrà gli ultimi film di registi affermati come Moretti, Di Costanzo, Segre e Martone.
Ad inaugurare la rassegna, il 7 aprile scorso, “Aria Ferma” di Leonardo Di Costanzo. Ora si proseguirà, ogni primo giovedì del mese, con un programma che intende mettere in luce diversi approcci della settima arte attraverso le diversità culturali, sociali e geografiche dell’Italia. Nuovi film che mostreranno come il cinema italiano sappia, oggi come ieri, sfidarci, commuoverci e farci ridere.
In programma dunque il 5 maggio “Tre Piani” di Nanni Moretti, il 9 giugno “Qui rido io” di Mario Martone e il 7 luglio “Welcome Venice” di Andrea Segre. Le proiezioni verranno presentate in lingua originale, sottotitolate in lingua francese e inglese e avranno luogo presso il Cinéma du Musée (1379-A Rue Sherbrooke O.) a Montréal. (aise)




Cinema italiano a Sydney

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leone once upon a timeL’Istituto Italiano di Cultura di Sydney in collaborazione con due partner tradizionali, Palace Cinemas e Cinema Reborn, è lieto di presentare due eventi cinematografici diventati negli anni appuntamenti fissi nel calendario culturale cittadino.
Si tratta, nel primo caso di un ciclo di proiezioni incentrato su alcuni fra gli aspetti culturali e sociali contemporanei più significativi della vita italiana oltre che a figure rappresentative del cinema italiano, incluse quelle affacciatesi solo di recente alla notorietà. La rassegna, intitolata “Italia multietnica: i nuovi italiani” (forzatamente abbandonata nel 2021 a causa della pandemia), riveste particolare significato in un periodo in cui, pur continuando ad ottemperare alle direttive delle autorità sanitarie, gli organizzatori sono in grado di offrire agli amanti della cultura italiana, ai soci ed agli studenti una serie di proiezioni godibili in sala.
Le proiezioni si terranno al Palace Cinemas in Norton Street, a Leichhardt. I film saranno preceduti dalla breve introduzione di almeno un ospite volta per volta diverso a cui, alla fine della proiezione, il pubblico potrà anche rivolgere alcune domande. Moderatrice sarà Antonella Beconi, coordinatrice per la lingua italiana presso il Centre of Continuing Education della University of Sydney, per conto dell’Istituto Italiano di Cultura.
Il programma si aprirà il 27 aprile con “Alì ha gli occhi azzurri” (C. Giovannesi- 2012) e il Q&A con Alice Loda, docente in International Studies and Global Societies presso la UTS, per poi proseguire secondo questo calendario: 18 maggio “Io sono Li” (A. Segre – 2011) e Q&A con Yingje Guo, preside al Chinese Studies, e Gabriele Abbondanza, docente in International Relations presso la University of Sydney; 7 giugno “Padroni di casa” (E. Gabriellini – 2012) e Q&A con Cristiana Palmieri, ricercatrice presso il Department of Italian Studies della University of Sydney e reporter della FRED Film Radio di Londra; 3 luglio ”Marina” (S. Coninx – 2013) e Q&A con Marina Freri, produttrice esecutiva presso la ABC for RN breakfast, e Thomas Campi, fumettista e autore di Macaroni!; 31 agosto “La-bàs Educazione criminale” (G. Lombardi – 2012) e Q&A con Daniele Fulvi, docente in Ethics and Philosophy presso la Western Sydney University, e Ana Tiwary, direttrice e produttrice presso IndiVisual films; 19 ottobre “Il vizio della speranza” (E. De Angelis – 2018) e Q&A con Federico Solchi, produttore presso SBS Audio & Language Content, e Alana Lentin, docente in Cultural and Social Analysis presso la Western Sydney University; 16 novembre “Tigers” (R. Sandahl – 2020) e Q&A con Federico Solchi, produttore presso SBS Audio & Language Content, e Gianluca Alimeni, docente in Italian Section of Department of Media, Communications, Creative Arts, Languages.
Il secondo evento rappresenta invece un tuffo nel passato ed è frutto della consolidata collaborazione dell’IIC con Cinema Reborn Film Festival per l’inserimento in programma di film italiani. Il Festival è un evento annuale creato da una comunità di appassionati di cinema, programmatori, registi, storici dello schermo e critici. Il focus del festival è la conservazione del patrimonio cinematografico internazionale e la ricerca sulla lunga storia della Settima Arte, sull’attività mondiale di restauro cinematografico e sui tesori che esistono negli archivi cinematografici del mondo.
Per il 2022 è stata confermata la proiezione di un grande capolavoro della cinematografia nostrana: “C’era una volta il West” di Sergio Leone.
Il film del 1968 è un western all’italiana di registro epico prodotto dalla Paramount Pictures, una di quelle pellicole che risultano essere un concentrato del meglio in circolazione nell’industria del cinema dell’epoca, interpretato da un cast stellare: Claudia Cardinale, Henry Fonda, Jason Robards e Charles Bronson. La sceneggiatura del film venne scritta da Leone e Sergio Donati e tratta da un soggetto dello stesso Leone insieme a Bernardo Bertolucci e Dario Argento. Direttore della fotografia fu Tonino Delli Colli e la colonna sonora la firmò Ennio Morricone. “C’era una volta il West” è stato il primo episodio della “Trilogia del tempo” di Leone, che proseguì con ”Giù la testa” (1971) e con “C’era una volta in America” (1984).
Cinema Reborn Film Festival è in calendario dal 27 aprile al 3 maggio presso il Cinema Ritz di Randwick. “C’era una volta il West”, nella sua versione originale girata in lingua inglese, sarà proiettato il 30 aprile alle 19.45 e verrà introdotto da Jane Mills, associate professor presso la School of the Arts and Media della University of New South Wales, oltre che regista e critico cinematografico. (aise)




A Montreal il cinema parla italiano

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screen shot 2022 03 30 at 12.08.50 pm 620x264Montréal – L’Istituto Italiano di Cultura di Montréal annuncia che, grazie alla fruttuosa collaborazione intrapresa con il Festival Cinéma du Monde di Sherbrooke (FCMS), presenterà le seguenti produzioni italiane, a  La Maison du Cinéma  (63, rue King O. Sherbrooke) .

Venerdì 8 abril, ore 18:30
“Ariaferma” de Leonardo Di Costanzo
Italia, Svizzera | 2021 | 1 h 57 min | italiano | Sottotitoli: Francese

Venerd 8 abril, ore 20:30
“Anima Bella” de Dario Albertini
Italia | 2022 | 1 h 35 min | italiano | Sottotitoli: Inglés

Sabato 9 abril, ore 12:30
“Teorema” de Pier Paolo Pasolini
Italia | 1968 | 1 h 38 min | Italiano-Inglés-Spagnolo | Sottotitoli: Inglés

Sábado 9 de abril, mineral 15:30
“Futura” de Pietro Marcello, Francesco Muzzi y Alice Rohrwacher
Italia | 2021 | 1 h 50 min | italiano | Sottotitoli: Inglés

Sabato 9 abril, ore 18:30
“Bienvenida Venecia” de Andrea Segre
Italia | 2020 | 1 h 40 min | italiano | Sottotitoli: Inglés

Domenica 10 abril, ore 15:30
“El rey de la risa” de Mario Martone – Estreno Québécoise
Italia | 2021 | 2 h 13 min | italiano | Sottotitoli: Inglés

Martes 12 de abril, mineral 15:30
“Californie” de Alessandro Cassigoli y Casey Kauffman
Italia, Francia | 2021 | 1 h 20 min | italiano | Sottotitoli: Francese

Martedi 12 abril, ore 18:30
“Il legionario” di Hleb Papou
Italia, Francia | 2021 | 1 h 21 min | italiano | Sottotitoli: Francese

Mercoledi 13 de abril, mineral 18:30
“Miss Marx” de Susanna Nicchiarelli – Première canadienne
Italia, Belgio | 2020 | 1 h 47 min | Inglés | Sottotitoli: Inglés

Mercoledì 13 abril, or 18:30
“Tres Pisos” di Nanni Moretti
Italia, Francia | 2021 | 1 h 59 min | italiano | Sottotitoli: Inglés

Per la sua 9ª edizione, il FCMS propone más de 130 películas (68 pulmones de ficción, 32 pulmones de documental y 32 cortometraggi), probadas en 50 países, después de 20 eventos, en 8 series diversas. Por el programa completo ed i biglietti: https://fcms.ca.




Il film che aveva previsto la guerra e che racconta come finirà

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unnamedAGI – Dopo ‘Reflection’ del regista ucraino Valentyn Vasjanovy, attualmente in programmazione in Italia, arriverà nelle nostre sale cinematografiche l’11, il 12 e il 13 aprile distribuito da Wanted Cinema anche ‘Atlantis’ (Atlantyda, 2019), pellicola che ha vinto il premio Orizzonti per il Miglior Film alla Mostra di Venezia 2019 ed è stato candidato ai premi Oscar 2021 come miglior pellicola internazionale, senza rientrare nella cinquina finale.

Con questo film Valentyn Vasjanovy porta sul grande schermo il tema della violenza disumana della guerra e al contempo sviluppa un’importante riflessione sull’uomo e sull’anima dei soldati che sopravvivono.

Ancora una volta, Vasjanovy conferma la sua grande maestria con una regia curatissima nei minimi dettagli, lunghi piani sequenze e inquadrature geometriche e fisse, lasciando parlare le immagini del paesaggio e i suoi protagonisti. Il film sembra essere quasi frutto di una cupa premonizione.

Anno 2025. Ambientato in un futuro molto prossimo in Ucraina orientale diventata, dopo l’immaginaria fine della guerra contro la Russia, un deserto inadatto alla presenza umana, ‘Atlantis’ ci prospetta un probabile domani divenuto drammaticamente verosimile per la realtà dei fatti attualmente in corso. Con questo film, Valentyn Vasjanovy porta sul grande schermo i temi dell’orrore e della violenza disumana della guerra, ma anche la speranza di una salvezza. Il protagonista è Sergeij, interpretato da Andriy Rymaruk, ex soldato che soffre di disturbo da stress post-traumatico e tenta di adattarsi alla nuova realtà. Con una vita in pezzi e in una terra in rovina, Sergeij, quando la fonderia in cui lavora chiude, perso il lavoro e il più caro amico, trova un modo inaspettato per andare avanti unendosi alla missione volontaria “Black Tulip”. Lavorando al fianco di Katya – interpretata da Liudmyla Bileka – capisce che un futuro migliore è possibile. Imparerà a vivere senza la guerra e ad accettarsi così com’è? Forse solo grazie all’amore potrà uscire dell’incubo che la guerra ha costruito intorno a lui.

Valentyn Vasjanovy (nato a ytomyr, Ucraina occidentale, il 21 luglio 1971) è un regista, sceneggiatore e produttore ucraino. Si è formato alla scuola di Andrzej Wajda. Prima di ‘Vidblysk’ (Reflection, 2021) e ‘Atlantyda’ (Atlantis, 2019), nel 2014 è stato produttore, direttore della fotografia e montatore del film nella lingua dei segni ucraina ‘The Tribe’ di Myroslav Slabopyckyj, vincitore del Gran premio alla Semaine de la Critique di Cannes. In seguito, da regista ha diretto ‘Zvychayna sprava’ (2012), ‘Kredens’ (2013) e ‘Riven” ornoho’ (2017), film che ha rappresentato l’Ucraina all’Oscar come miglior film straniero 2018.

Valentyn Vasjanovy è rimasto in Ucraina durante l’invasione russa: “Resto a Kiev. Voglio essere tra persone consapevoli della loro appartenenza etnica, culturale e politica. Voglio essere tra queste persone per acquisire esperienze importanti che mi aiuteranno a creare storie vere su di loro”.




Buenos Aires: al via la rassegna cinematografica “Viva Fellini”

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6vivafelliniSi aprirà il 10 aprile a Buenos Aires la rassegna “Viva Fellini”, un ciclo di proiezioni cinematografiche organizzate dall’Istituto Italiano di Cultura e dalla Fundación Cinemateca Argentina, che si concluderà il 15 maggio al Cine York, in Juan Bautista Alberdi 895, Vicente López.
Il ciclo è integrato da tre tra i più famosi lungometraggi del maestro italiano, recentemente restaurati, e due documentari che descrivono in dettaglio il mondo creativo di uno dei più grandi registi della seconda meta del XX secolo. Tra i film in programma “8 e mezzo”, con Marcello Mastroianni, Sandra Milo e Claudia Cardinale; “I vitelloni”, con Franco Interlenghi, Alberto Sordi e Leopoldo Trieste; e “La dolce vita”, con Marcello Mastroianni, Anita Ekberg e Anouk Aimée. I documentari, invece, sono “Fellinopolis” di Silvia Giulietti e “La verità su La dolce vita” di Giuseppe Pedersoli. (aise)




Sorrentino: “Essere nella cinquina degli Oscar è già vittoria”

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212631230 154560e5 fe4d 496f 92c7 f58c435f6228AGI – “Sono felice. Io ho fallito nelle migliori condizioni di spirito. Sono molto contento di essere arrivato nella cinquina. Qui tutti vivono la cinquina come una vittoria. Quindi io sono felice”. A dirlo, collegato attraverso la piattaforma Zoom con la stampa italiana, il regista Paolo Sorrentino, dopo la lunga notte degli Oscar che ha assegnato il premio al miglior film straniero al giapponese ‘Drive my car’.

Sorrentino racconta che questa notte ha fatto tardi “perché ho portato mio figlio a una festa privata di un imprenditore discografico dove c’erano i musicisti famosi che voleva vedere”. A chi gli chiede se è deluso dal verdetto dell’Academy, cita Robert Louis Stevenson: “Il nostro compito non è riuscire, ma fallire nelle migliori condizioni possibili. E io fallisco nelle migliori condizioni di spirito. Non lo considero un fallimento”. Per lui, negli Oscar di questo anno, “la pandemia ha inciso. Tutto è meno efficace, meno attrattivo. Ora non so per quali ragioni, ma una di queste è la pandemia. E ci sono anni con film meno dirompenti. Questa edizione era sottotono, ma è fisiologico visto le difficoltà che il cinema ha affrontato in questi due anni dai quali siamo usciti tutti ammaccati”.

La sua personale statuetta l’assegna “al film di Paul Thomas Anderson (Licorice Pizza, ndr.) che non ha preso nulla”. Quanto ai suoi progetti nell’immediato, c’è quello di “riposare”. “Certo adesso riposerò – ripete – non mi sto occupando del prossimo film. Abbiamo fatto 7 mesi di campagna per l’Oscar. Io sono contentissimo, sia ben chiaro, di essere arrivato in cinquina. Il mio era un piccolo film che doveva rimanere tale e invece ha fatto più di quello che si poteva immaginare. Quindi sono felicissimo e qui sono tutti molto felici, la vivono come una vittoria e nessuno si lamenta che non vince. Per me è stato meraviglioso che il film abbia fatto tutto questo cammino”.

“A me interessa fare dei film, in America o in Italia – aggiunge Sorrentino – il cinema si sta facendo e si farà sempre meglio. Andiamo a migliorare dopo la pandemia. Io inseguo le belle storie, ma ora riposerò”. “Non ho ancora prossimi progetti. Il progetto principale è quello di riposare – dice ancora – è in piedi qualsiasi cosa. Noi lavoriamo su più cose in contemporanea nel cinema, e abbiamo il problema di trovare il denaro. Ma non ho fretta di tornare a fare un film. Sono ormai grandicello e penso di fare film con calma”.  Quindi il verdetto della notte degli Oscar, “va bene. A me va bene tutto. E’ un gioco, uno se non vince ci rimane male, ma io avevo capito da qualche mese che non c’erano speranze perché conosco la procedura. Tra l’altro, ‘Drive my car’ è un film bellissimo, che merita. Essere nei cinque è la cosa che dà prestigio e dà ricadute su registi e produttori qui in America, pone le basi per avere migliori condizioni nel prossimo progetto”.

E questa volta, al meccanismo degli Oscar, anziché partecipare “carico di meraviglia” e rimanendo “a bocca aperta” come otto anni fa, quando vinse con ‘La grande bellezza’, “ne ho colto più i lati ironici, quelli che mi aiutano a fare questo lavoro. Guardare cioé le cose con distacco e con capacità di sorridere. Io comunque sono rimasta entusiasta dell’esperienza, per me è stata avventura meravigliosa, sei mesi stupendi grazie anche a Netflix che si è impegnata perché il film fosse conosciuto in giro. Non mi sento disunito, per citare la battuta che nasce da un gioco con il mio montatore che la usa quando io deraglio dal lavoro, mi annoio. L’ho presa in prestito da lui, non so bene cosa significa ma se ne serve per dire ‘stiamo concentrati'”. “I film durano tanto sia nella testa che nella vita delle persone che li fanno – conclude – per me l’avventura di questo film è finita ieri. Il suo percorso principale lo ha fatto secondo me egregiamente. Questo film l’ho fatto per mettere un punto e per andare avanti”.




Addio a Gianni Cavina, tra gli attori preferiti di Pupi Avati

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122625890 f0bac3b2 f42d 4171 baf8 d85237e0b43dAGI – E’ morto nella notte a Bologna l’attore Gianni Cavina, tra gli interpreti preferiti di Pupi Avati con cui aveva appena finito di girare il film ‘Dante’ in uscita a settembre. Cavina aveva 81 anni ed era malato da tempo, ma nonostante questo aveva scelto di continuare a recitare. Vincitore del Nastro d’argento nel 1997 come migliore attore non protagonista per “Festival” di Pupi Avati, Cavina è stato un attore molto versatile, passando da ruoli comici a quelli drammatici.

Tra i suoi fil più noti per il regista bolognese ci sono “Thomas-Gli indemoniati”, “Balsamus, l’uomo di Satana” e “La mazurka del barone della santa e del fico fiorone”, con Ugo Tognazzi e Paolo Villaggio, e “Regalo di Natale”.

Per Pupi Avati era stato anche sceneggiatore di “Bordella” e “La casa dalle finestre che ridono”. Aveva recitato anche per altri registi come Luigi Comencini (“L’ingorgo-Una storia impossibile” e Marco Bellocchio (“Il regista di matrimoni”), con qualche apparizione nelle serie tv come “Una grande famiglia” su Rai 1. Nel suo ultimo film, ‘Dante’, Cavina interpreta il notaio Pietro Giardino.

“Un triste giorno per il cinema italiano che perde uno dei suoi grandi interpreti”, ha commentato il ministro della Cultura, Dario Franceschini. “Mi stringo al dolore dei familiari e degli amici” ha aggiunto il ministro ricordando “le grandi qualità artistiche e la versatilità di Cavina che ha saputo interpretare ruoli comici e drammatici con grande maestria”.




Cento anni fa nasceva Ugo Tognazzi, mostro sacro del cinema affamato di vita

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ugo tognazzi 1ROMA – Il 23 marzo 1922 nasceva a Cremona un’icona del cinema italianoUgo Tognazzi. Artista di indiscusso talento, esordisce a teatro per poi passare alla tv dove negli anni ’50 raggiunge la popolarità grazie agli spettacoli di varietà in onda sulla Rai, in coppia con Raimondo Vianello. Passa poi al grande schermo, firmando pellicole storiche, tra cui ‘I Mostri’ (accanto a Vittorio Gassman, nell’indimenticabile l’episodio dei pugili), ‘Il vizietto’, ‘La grande abbuffata’ e la saga di ‘Amici miei’, cult popolare da cui sono nati neologismi tutt’ora in uso.

UGO TOGNAZZI E IL SUO ‘DIRITTO ALLA CAZ…A”

In quest’ultima, realtà e finzione si incontrano, ed emerge tutto l’amore per la vita di Tognazzi, di cui cibo e sesso erano gli indiscussi protagonisti, e la sua goliardia, quella di un uomo che, racconta spesso suo figlio Ricky, rivendicava ‘il diritto alla caz..ta’.

Come quella volta che si finse il capo delle Brigate Rosse, accettando la proposta della rivista satirica “Il Male” , che pubblicò diverse finte prime pagine di giornali che immortalavano il suo falso arresto. Fu un precursore anche in questo, nella creazione di una fake news che divenne un caso. In cinquanta anni di carriera recitò in centocinquanta film, facendo del cinema la sua vita e viceversa, portando i figli (che avrebbero seguito la sua strada) sul set, e il ‘lavoro a casa’, non svestendo mai i panni dei suoi personaggi fino in fondo. Una grande famiglia allargata e anticonvenzionale la sua (soprattutto per l’epoca), composta da quattro ragazzi, tre maschi e una femmina, avuti con tre donne diverse. Anche in questo Tognazzi era un passo avanti.

E poi le enormi cene, a cui erano invitati amici e colleghi, in cui dava prova del suo grande estro di cuoco, improvvisando ricette a cui poi andava dato un voto. E quanto ci restava male se non era quello sperato. Celebre lo scherzo ai suoi danni ordito da Paolo Villaggio che una sera chiese a tutti i commensali di esprimere un giudizio pessimo sulla cena preparata da Tognazzi. Andò via senza parlare, abbandonando i suoi ospiti al tavolo. Era così Tognazzi, considerava il frigorifero, ‘la cappella di famiglia’ e aveva una paura terribile di essere dimenticato. Soffrì verso la fine della sua carriera, quando il telefono non squillava più come prima e ‘ripiegò’ sul teatro, dove, manco a dirlo, riscosse un enorme successo con ‘L’avaro’ di Molière.

Al cinema è stato diretto da registi del calibro di Ettore Scola, Mario Monicelli, Bernardo Bertolucci e anche da un allora giovanissimo Pupi Avati, dal cui incontro nacque un connubio artistico importante e una profonda amicizia. Se n’è andato troppo presto, nel sonno, strappato alla vita non ancora settantenne da un male repentino. Ad abbracciarlo il giorno dei funerali nella Chiesa degli artisti a Roma una folla immensa, che aveva fatto ridere e commuovere, trasformando i suoi freaks in amici (nostri). Indimenticabile ed emblematico il suo discorso a Cannes nel 1981, quando, dopo svariate candidature accumulate negli anni, vinse finalmente la Palma d’oro con ‘La tragedia di un uomo ridicolo‘. “È uno scherzo? Se lo è vado a suicidarmi sulla croisette con una forchetta, e gli spaghetti, naturalmente”. No Ugo, è impossibile dimenticarti.

NEL CENTENARIO DELLA NASCITA, LA PROGRAMMAZIONE SPECIALE DELLA RAI

Ironico, “cattivo”, interprete dal drammatico al grottesco, cinico e anticonformista: mercoledì 23 marzo – a cento anni dalla nascita – la Rai dedica a Ugo Tognazzi una programmazione speciale, tra cinema e tv.

Su Rai 2 parleranno di Tognazzi “I fatti vostri”, con il professore Umberto Broccoli, e “Detto Fatto”. Tutte le testate giornalistiche radio e tv saranno impegnate con servizi e approfondimenti a raccontare la figura di un attore che ha attraversato tante stagioni del cinema italiano, ma è stato anche protagonista sul piccolo schermo di momenti indimenticabili nei varietà, accanto a colonne dello spettacolo come Raimondo Vianello o Walter Chiari. RaiNews24, in particolare, il 23 marzo alle 9.30 manderà in onda lo “Speciale Ugo Tognazzi”, trenta minuti sul maestro del sarcasmo e dell’irrisione.

Rai Movie ha selezionato per la giornata alcuni film che hanno Tognazzi per protagonista. Alle 19.10 “I nuovi mostri”, commedia satirica a episodi di Dino Risi, Ettore Scola e Mario Monicelli; Alle 21.10 “Primo amore”, in cui l’attore cremonese viene di nuovo diretto da Dino Risi; e alle 23.40 “Telefoni bianchi”, sempre di Dino Risi con Tognazzi accanto a Vittorio Gassman. Alle 23.15, infine, “Movie Mag” lo ricorderà con filmati di repertorio e testimonianze.

Su Rai Storia, alle 21.10, “Storie della tv. Ugo Tognazzi” – di Simona Fasulo con la partecipazione di Aldo Grasso – proporrà un profilo della carriera dell’attore anche attraverso le interviste ai figli Gian Marco e Maria Sole, e al regista Pupi Avati. Lo storico del teatro Nicola Fano, inoltre, si soffermerà sul tipo di comicità di programmi televisivi come “Un due tre”, mentre il critico cinematografico Mario Sesti analizzerà il linguaggio del corpo e la gestione della fisicità di Ugo Tognazzi. Rai Cultura presenterà anche lo speciale online “Omaggio a Ugo Tognazzi” (www.raicultura.it/speciali/omaggioaugotognazzi) con filmati d’epoca, interviste, sketch degli anni ’50 e ’60, tante fotografie e alcuni dei suoi film.

RaiPlay ricorderà Tognazzi mettendo a disposizione 21 film come “Io la conoscevo bene”, che gli valse il Nastro d’Argento. Tra i titoli anche “Il supertestimone”, “Un magnifico cornuto”, “Signore e signori, buonanotte” e “Sua Eccellenza si fermò a mangiare”. Nella sezione Teche, inoltre, sarà proposta l’antologia “Tognazzi à la carte”, con 12 contributi dagli archivi Rai (1954-1959). Televideo metterà in evidenza la ricorrenza a pagina 407.

Molte le trasmissioni radiofoniche dedicate, come “Mix delle 5” su Radio 1 e in particolare su Rai Radio 2: “i Lunatici”, “Ruggito del Coniglio”, “Numeri Uni” e “Non è un Paese per Giovani”. Su RaiPlay Sound verrà pubblicata una serie podcast di quindici puntate con i personaggi interpretati da Tognazzi a “Gran Varietà” tra il 1967 e il 1978, tutti diversi eppure tutti efficaci nella satira, nello strappare una risata e scherzare sulle manie umane. Sempre Radio 2 realizzerà una puntata speciale di “Pezzi da 90” in cui la figlia dell’attore, Maria Sole, ricorderà la passione del padre per la buona cucina. Radio 3 parlerà di Tognazzi in “Wikiradio” con le parole di Emiliano Morreale e “Il Cinema alla radio” di “Hollywood Party” lo ricorderà con Enrico Magrelli nella puntata del 27 marzo, che analizzerà “Il vizietto” di Édouard Molinaro, in cui il ruolo di Tognazzi lanciò una sfida alla morale dell’epoca. Su RaiPlay Sound si potranno ascoltare anche le puntate d’archivio dedicate a film come “I motorizzati” o “Straziami ma di baci saziami”.

POSTE: “FRANCOBOLLO DEDICATO A UGO TOGNAZZI NEL CENTENARIO NASCITA

È stato emesso oggi dal Ministero dello Sviluppo Economico un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “le Eccellenze dello spettacolo”, dedicato a Ugo Tognazzi, nel centenario della nascita, relativo al valore della tariffa B pari a 1,10 euro. Tiratura: trecentomila esemplari. Foglio da quarantacinque esemplari. Il francobollo è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente. Bozzetto acura di Francesco Di Pietro.
La vignetta raffigura un ritratto di Ugo Tognazzi in primo piano su uno sfondo in cui s’intravedono alcune pellicole cinematografiche; in alto a destra spicca l’icona stilizzata di un ciak.

Completano il francobollo la legenda “UGO TOGNAZZI”, le date “1922- 1990”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”.
L’annullo primo giorno di emissione sarà disponibile presso l’ufficio postale di Cremona centro. Il francobollo e i prodotti filatelici correlati, cartoline, tessere e bollettini illustrativi saranno disponibili presso gli Uffici Postali con sportello filatelico, gli “Spazio Filatelia” di Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Roma 1, Torino, Trieste, Venezia, Verona e sul sito poste.it.

Per l’occasione è stata realizzata anche una cartella filatelica in formato A4 a tre ante, contenente una quartina di francobolli, un francobollo singolo, una cartolina annullata ed affrancata e una busta primo giorno di emissione, al prezzo di 15 euro.

dire.it