Amazon acquista MGM e Bezos si aggiudica un pezzo di storia del cinema

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164056754 36dd1d8e 53de 45f5 9d75 378c39381df5AGI – Lunedì l’Antitrust Ue ha dato il via libera al passaggio di proprietà degli studios cinematografici Metro Goldwyn Mayer ad Amazon per 8,45 miliardi di dollari. L’offerta risale al maggio dello scorso anno, ma solo lunedì l’autorità garante della concorrenza e del mercato ha sbloccato l’ultimo passaggio di un’operazione che potrebbe, potenzialmente, cambiare i connotati all’industria cinematografica mondiale e che, come sottoscrive l’autorità in materia, rappresentava l’ultimo checkpoint prima della conclusione delle trattative,

“Non porrebbe alcun problema di concorrenza nello spazio economico europeo, con particolare riferimento ai mercati per la produzione e la fornitura di contenuti audiovisivi”. Jeff Bezos dunque rinforza e non di poco il proprio roster di titoli per la sua piattaforma Amazon Prime Video con 4.100 titoli, più di 10.400 episodi di serie televisive e ben 208 premi Oscar all’attivo.

Ma quella di Amazon non è solo una corsa all’ultimo stream, l’azienda infatti garantisce che la priorità è garantire nuova linfa vitale a una delle più antiche compagnie della storia del mondo del cinema, un intervento non solo necessario ma anche ampiamente condiviso, era il 2020 infatti quando gli studios MGM si affidarono alle banche d’affari Morgan Stanley e LionTree Advisors per sondare il terreno e trovare degli acquirenti.

Tutto fatto dunque, Leo the Lion, lo storico leone (in realtà ne furono addestrati sei che si avvicendarono nel tempo) che anticipava l’inizio di capolavori come le saghe di James Bond e Il signore degli anelli, continuerà a ruggire. Così come, evidentemente, le quotazioni di Amazon Prime Video, una delle tre grandi sorelle che dominano il mercato delle piattaforme streaming.

Forse la più piccola tra le sorelle, potendo vantare circa “solo” 150 milioni di potenziali abbonati, contro i 200 di Netflix e i 100 di Disney+, che però sono certificati; la piattaforma Amazon infatti fa parte del pacchetto Prime, ovvero un upgrade nell’utilizzo degli acquisti online. In pratica Netflix e Disney+ operano su un singolo mercato, per quanto riguarda Amazon Prime invece non è detto che quei 150 milioni di abbonati usufruiscano della piattaforma per i contenuti video.

Mike Hopkins, vicepresidente di Prime Video e Amazon Studios, ha commentato: “Il vero valore di questo accordo è il tesoro del catalogo che immaginiamo di ricreare e sviluppare con il talentuoso team di Mgm”, una dichiarazione che chiarisce, a tavolino e da lontano, è ovvio, una serie di aspetti dietro questa operazione, che unisce puntini dietro ai quali molti addetti ai lavori ma molti più semplici appassionati di cinema stanno dietro.

Bezos al costo di 8,45 miliardi di dollari non ha comprato solo un catalogo, un pezzo di storia del cinema, ma la possibilità di, appunto, “svilupparlo”. Alla luce di tutto ciò si può spiegare l’operazione “Il Signore degli Anelli: gli anelli del potere”, la più costosa produzione della storia delle serie tv, ben 450 milioni di dollari, che debutterà il prossimo 2 settembre e il cui teaser è stato presentato in anteprima mondiale durante l’ultimo Super Bowl.

Come suggerisce il titolo, si tratta di un ulteriore prodotto relativo all’universo narrativo di J. R. R. Tolkien ma, hype e dettagli di trama a parte, potrebbe essere un’indicazione precisa su come gli Amazon Studios potrebbero mettere mano ai lavori che erano di proprietà della MGM, titoli storici come “Ben Hur”, “Via col vento”, “Il Mago di Oz”, “Cantando sotto la pioggia”, “Il dottor Živago”, “Quella sporca dozzina”, “2001: Odissea nello spazio”, fino ai più recenti “Rocky”, “Thelma & Louise”, “Quattro matrimoni e un funerale” e “La maschera di ferro”.

Ma non solo, è inimmaginabile quanti nuovi utenti potrà portare, da sola, la messa in onda de “Il Signore degli Anelli: gli anelli del potere”, in quanto poco tempo, con una singola mossa, Jeff Bezos possa trascinare dalla sua parte quei circa 50 milioni di utenti di differenza dalle altre due principali piattaforme. E se la stessa operazione verrà pensata per altri prodotti come James Bond o Rocky? A quel punto Netflix e Disney+ potrebbero davvero sventolare bandiera bianca.




Giornata Mondiale della Poesia e del Teatro 2022 a cura del Centro di Lettura “Arturo Piatti” di Ripe San Ginesio (MC)

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origini culturaL’Associazione Culturale “San Ginesio” e il Centro di Lettura “Arturo Piatti” di Ripe San Ginesio, nelle persone degli organizzatori Rita Bompadre e Matteo Marangoni, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia e del Teatro 2022, presentano all’interno della pagina social https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti – rispettivamente dei contributi video che ricordano la figura del regista, scrittore e poeta Pier Paolo Pasolini in occasione della celebrazione dei 100 anni dalla sua nascita (on line a partire dal 21 Marzo 2022) e infine una lettura tratta dal dramma teatrale “Zio Vanja” di Anton Čechov, nello specifico le parole pronunciate dal personaggio Ivan Petrovič Vojnickij (detto Zio Vanja), eseguita da parte dell’attrice e regista teatrale Alba Piatti (on line a partire dal 27 Marzo 2022).




“El Vestido de Dora”: presentato a Mar del Plata il docufilm di Maxi Manzo

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14doraEsiste un’altra Italia nel mondo composta da circa ottanta milioni di persone che sognano di tornare nei luoghi da cui sono partiti gli avi per scoprire le proprie origini e risanare la ferita provocata dallo sradicamento dell’albero genealogico. Sono gli oriundi italiani residenti all’estero che compiono un “viaggio delle radici” in Italia per ritrovare la propria identità individuale e collettiva. Maxi Manzo è un giovane italo argentino, artista e membro del CRAM – Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo, che da sempre ha un legame speciale con le sue radici italiane e che, nel periodo della pandemia da Covid-19, ha compiuto un’intensa ricerca della sua storia familiare, che lo ha portato a raccontare il suo viaggio alla scoperta delle radici, con il progetto interculturale e docufilm musicale “El Vestido de Dora”, che è stato presentato in anteprima sabato scorso, 12 marzo, alle ore 17.00, nel prestigioso museo MAR della città di Mar del Plata.
L’evento, organizzato dal Consolato d’Italia a Mar del Plata e dal suo console Santo Purello, ha visto anche la partecipazione speciale per la prima volta nella circoscrizione consolare dell’ambasciatore italiano in Argentina, Fabrizio Lucentini.
Inoltre, all’evento c’erano diverse personalità di diversi settori della comunità italiana di Mar del Plata e d’Argentina: dal Vice Presidente del CRAM Abruzzo, Marcelo Castello, a Marina Gabrieli a nome dell’Associazione Raiz Italiana, da Veronica Morello, rappresentante ufficio ENIT Buenos Aires, a Marcelo Carrara consigliere argentino CGIE, passando per Alberto Becchi, presidente del Comites di Mar del Plata.
Il documentario vuole mostrare, attraverso una profonda ricerca personale, gli effetti dello sradicamento forzato all’interno di un nucleo familiare emigrato dall’Italia e che si ripercuotono sulle generazioni future. Questo avviene con alcune semplici azioni della vita quotidiana, trasmesse di generazione in generazione, che possono risvegliare un’infinità di emozioni e che vengono canalizzate attraverso l’immaginazione dell’individuo. Altre azioni più complesse, invece, permangono nell’inconscio familiare influendo sulla personalità di un soggetto, come una ferita da guarire.
Tutto parte delle testimonianze dei nonni italiani emigrati in Argentina che rievocano passaggi della loro vita, in un momento attuale di solitudine e introspezione. Attraverso i filmati dell’archivio di famiglia il viaggio continua con il racconto della comunità italiana d’oltreoceano, con la nascita delle famiglie italo-argentine negli anni ’60, con l’adozione di nuovi costumi che si sviluppano attraverso la fusione delle tradizioni di entrambi i Paesi. In alcuni momenti si percepiranno fasi di negazione, di nostalgia, di rabbia, ma tutto ciò non impedirà la nascita della vita associativa negli anni ’70 e ’80. Nel docufilm si parla anche di quello che la comunità italiana, attraverso la sua rete associativa, ha dato al protagonista, così come a tanti altri giovani: la possibilità di realizzare i loro sogni e di esprimere le loro vocazioni.
Oggi, il mondo globalizzato, i nipoti degli italiani sono stati in grado di ricostruire l’albero genealogico, di connettersi con le famiglie italiane, di comprendere da dove vengono anche attraverso il viaggio delle radici, quindi percorrendo i paesini e i campi di cui tanto hanno sentito parlare nei racconti dei nonni. Vogliono sentirsi italiani, vogliono vivere l’Italia, scoprire la sua vera essenza, far conoscere le sue storie. A volte vengono delusi dalla realtà che non coincide con l’immaginazione e il sogno, così si ostinano a cercarla nei luoghi in cui pensano che possa ancora continua a vivere. Tuttavia, si sentono ambasciatori dell’Italia e sono orgogliosi di condividere le proprie radici con molte persone nel mondo.
Il progetto ha il patrocinio della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. (aise) 




“One of Us”: l’8 marzo a Washington con l’ambasciatrice Zappia e Nancy Pelosi

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oneofus eastcoast“L’attuale tragica situazione in Ucraina rende ancora più significativa la Giornata Internazionale della Donna di quest’anno”. Queste le parole dell’ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti, Mariangela Zappia, all’anteprima statunitense del film documentario “One of Us – East Coast”, tenutasi ieri, 8 marzo, a Washington nella sede dell’Ambasciata. Presente, in qualità di ospite d’eccezione, la speaker della Camera dei Rappresentanti, Nancy Pelosi.
“Mentre prosegue il terrificante attacco all’Ucraina, onoriamo questa data importante con i nostri cuori e le nostre menti rivolte al coraggio del popolo ucraino che lotta per la libertà e in particolare delle donne ucraine”, ha proseguito l’ambasciatrice. “La nostra speranza oggi è quella di ispirare le giovani generazioni di futuri leader e di rendere omaggio e valorizzare il ruolo chiave delle donne nella diplomazia, negli affari e in ogni settore della vita“, ha detto Zappia alla presenza, fra gli altri, dell’ambasciatrice dell’Ucraina negli Stati Uniti, Oksana Markarova, e di molti donne ambasciatrici, funzionari di alto livello, giovani professionisti, docenti e studenti di tutte le età.
Per Nancy Pelosi “è stato un privilegio unirsi all’ambasciatrice Mariangela Zappia” nelle celebrazioni organizzate dall’Ambasciata italiana in occasione della Giornata internazionale della donna e “celebrare le donne italiane che hanno infranto le barriere nella cultura, nella medicina, nella tecnologia e nella diplomazia“, ha affermato la speaker prendendo la parola. “Le donne oggi sono in piedi sulle spalle di giganti che hanno marciato e mobilitato in tutto il mondo per la dignità, l’uguaglianza e le pari opportunità per sé stesse e per le loro figlie”. A nome del Congresso e degli Stai Uniti, Nancy Pelosi ha reso “omaggio anche al coraggio e alla resilienza del popolo ucraino, in particolare delle donne che difendono la loro democrazia e proteggono le loro famiglie. Possa questa Giornata internazionale della donna servire d’ispirazione per la prossima generazione di leader donne in tutto il mondo, che portano avanti la lotta per la giustizia di genere e la piena uguaglianza”, ha concluso.
Il docu-film “One of Us – East Coast”, diretto dalla regista, produttrice e imprenditrice sociale italiana Chiara Tilesi e prodotto dall’Ambasciata d’Italia e dall’Istituto Italiano di Cultura di Washington DC, in collaborazione con Frequency Production, presenta le storie di cinque donne italiane – tra cui la stessa ambasciatrice Zappia – che hanno intrapreso la loro carriera negli Stati Uniti e si sono distinte per i risultati straordinari raggiunti in vari campi: dalla diplomazia alla scienza agli affari. Sono storie di coraggio, unità, forza, mentorship ed empowerment.
L’anteprima di ieri è stata dedicata all’Ucraina e ha previsto anche un evento di networking e tutoraggio di alto livello per promuovere la leadership femminile in politica estera e in altri campi ad essa correlati. Tra il pubblico, mentori e allievi di gruppi di riflessione, università e scuole. In collaborazione con il Globally’s Young Professionals in Foreign Policy (YPFP) e il Women in Foreign Policy Group (WFPG) è stato anche selezionato a partecipare all’iniziativa un gruppo di giovani leader e di donne leader, insieme alle loro allieve.
L’iniziativa fa parte della campagna “Gender Champion“ promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale con l’obiettivo di abbattere le barriere di genere e sostenere l’uguaglianza tra uomo e donna.
Oltre all’ambasciatrice Mariangela Zappia, protagoniste del documentario sono: Cecilia Alemani, direttore artistico della 59^ Biennale di Venezia; Natalia Bergamaschi, strategic partner lead di Google; Cristina Cassetti, a capo della Virology Branch Division of Microbiology and Infectious Diseases presso il National Institutes of Health (NIH); e Isabella Rossellini, attrice italiana, autrice, filantropa e modella.
La serie di successo “One of Us” ha avuto inizio a Los Angeles con la prima stagione dedicata alle donne italiane di talento nella West Coast. A partire dal 10 marzo, uscirà anche la seconda stagione di “One of Us – Los Angeles”. (aise)




Caracas: l’Ambasciatore Vigo premia il vincitore del concorso “Fare Cinema – El inmigrante italiano”

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25venezuelaCARACAS\ aise\ – Il giovane cineasta italo-venezuelano, Donato Caraballo Di Battista, in qualità di vincitore dell’ultima edizione del concorso di cortometraggi “Fare Cinema – El inmigrante italiano”, è stato ricevuto dall’Ambasciatore d’Italia a Caracas, Placido Vigo, presso la propria residenza, il quale gli ha consegnato il premio assieme ai membri della giuria.
Durante l’incontro, l’Ambasciatore Vigo ha elogiato il lavoro del promettente documentarista, regista 19enne che vuole “mostrare, con belle immagini e sentite testimonianze, come gli immigrati italiani di Caripe, nello stato di Monagas, hanno segnato e contribuito allo sviluppo del Venezuela”.
Il riconoscimento ottenuto da Fare Cinema è quella “spinta di cui avevo bisogno, l’ispirazione e lo stimolo per andare avanti”, ha detto il giovane cineasta. “Ma il fatto che il mio lavoro sia stato apprezzato al punto da essere premiato in un concorso di questo livello, per me è il mondo, è la possibilità di continuare a creare, di motivarmi a continuare a contribuire sia alla produzione audiovisiva che con la mia carriera”.
“Fare Cinema è l’occasione per farsi ascoltare, è una vetrina per mostrare il proprio lavoro, per entrare in contatto con le persone sul campo” ha detto ancora Caraballo Di Battista.
Alla cerimonia di consegna del premio hanno partecipato anche i giurati Sofía Tofano, vicepresidente di Camera di Commercio Italiana in Venezuela, Carlos Villino, presidente del Comites, e Mariano Palazzo, presidente della Società Dante Alighieri de Maracay. (aise) 




Expo: un film su Leonardo da Vinci a Dubai

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leonardo finazzer

DUBAI\ aise\ – Il genio di Leonardo e il territorio di Vinci protagonisti ad Expo 2020 Dubai. Mercoledì prossimo, 23 febbraio, alle 19.00 è infatti in programma la proiezione, nell’anfiteatro del padiglione Italia, del film “Essere Leonardo da Vinci, un’intervista impossibile” realizzato dal regista e attore Massimiliano Finazzer Flory. In rappresentanza del Comune di Vinci, saranno presenti la vicesindaca Sara Iallorenzi e l’assessora alla pubblica istruzione Chiara Ciattini.
La pellicola, coprodotta da Rai Cinema e che ha avuto come partner il Comune di Vinci e Mapei, già pluripremiata negli Stati Uniti, porta al cinema i pensieri, le parole, i segreti di Leonardo, ma soprattutto i luoghi autentici in cui ha trascorso la vita. È presente la casa natale di Leonardo ad Anchiano, il Museo Leonardiano di Vinci e il suo paesaggio, oltre ad altri luoghi significativi come il castello e le scuderie di Vigevano, le cascate di Piuro e alcune tappe del suo soggiorno milanese.
Leonardo, dunque, rivive attraverso una narrazione che mescola la potenza dei luoghi che ha attraversato con i pensieri che emergono dai suoi scritti di inestimabile valore e sempre attuali, come se “l’intervista impossibile” fosse davvero realizzata oggi.
“Nel mio film Leonardo è semplicemente inventore e interprete della natura e degli uomini, ma non è così semplice essere Leonardo” spiega il regista Finazzer Flory riprendendo le parole del titolo del film. “Il tema di Expo Dubai, ‘Connettere le menti, creare il futuro’, è molto coerente con Leonardo da Vinci, il primo eco designer della storia. Connettere le menti per Leonardo significava mettere in relazione l’arte e la scienza, la natura e la cultura come processi per creare un nuovo ‘ambiente’, che in realtà è il futuro. Avremmo un gran bisogno di lui per riconnetterci davvero alla terra”.
Per la vicesindaca del Comune di Vinci, Sara Iallorenzi, che ha la delega alle politiche culturali, “la proiezione di ‘Essere Leonardo da Vinci’ costituisce un’occasione unica di visibilità e promozione dei luoghi dell’artista e del nostro territorio, a maggior ragione se si tratta di un palcoscenico così importante a livello internazionale. Con la collega Chiara Ciattini abbiamo accettato l’invito con molto piacere e ringraziamo il regista Finazzer Flory. Leonardo è stato davvero in grado di ‘creare il futuro’ come da tema dell’esposizione universale di quest’anno, un futuro – conclude – in cui per il Comune di Vinci sarà fondamentale, in ambito turistico e non solo, valorizzare la sua eredità, qualcosa che tutto il mondo ci riconosce”. (aise) 




‘È stata la mano di Dio’ è candidato all’Oscar

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151319165 7c8c6463 4d4f 48c2 b21b e2357f219912Agi – “È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino è candidato agli Oscar come miglior film internazionale.

Il film è entrato nella cinquina delle nomination annunciate oggi. Otto anni dopo il trionfo de ‘La grande bellezza’, il film di Sorrentino dovrà competere per l’Oscar al miglior film straniero con altre pellicole:

  • “Madres Paralelas” di Pedro Almodo’var
  • “Drive My Car”, di Ryusuke Hamaguchi e Teruhisa Yamamoto
  • “Petite Maman”, di Ce’line Sciamma e Be’ne’dicte Couvreur
  • “The Worst Person in the World” (“La peor persona del mundo”), di Joachim Trier e Thomas Robsahm

“Sono felicissimo di questa nomination. Per me è già una grande vittoria. E un motivo di commozione, perché è un riconoscimento prestigioso ai temi del film, che sono le cose in cui credo: l’ironia, la libertà, la tolleranza, il dolore, la spensieratezza, la volontà, il futuro, Napoli e mia madre”, ha commentato Sorrentino fresco di nomination.
“Per arrivare fin qui – prosegue – c’è stato bisogno di un enorme lavoro di squadra. Dunque, devo ringraziare Netflix, Fremantle, The Apartment, gli attori straordinari e una troupe indimenticabile. E poi i miei figli e mia moglie, che mi amano nel più bello dei modi: senza mai prendermi sul serio”.

A caccia del bis con il film-bilancio

“A un certo punto della vita si fanno i bilanci, a 50 anni ho l’età giusta per farli”, raccontava Paolo Sorrentino a Venezia, lo scorso settembre, il suo intimista e autobiografico. Scritto e diretto dal regista napoletano, prodotto da The Apartment, società del gruppo Fremantle, il film ha debuttato il 24 novembre scorso al cinema, per passare dal 15 dicembre su Netflix dove ha riscosso un grande successo. Già premiato alla Mostra di Venezia con il Leone d’Argento – Gran premio della Giuria, nonché candidato ai Golden Globes, si apre ora la corsa alla statuetta più ambita.

A vent’anni da ‘L’uomo in più’, Sorrentino torna nella sua Napoli per raccontare la sua storia più personale, piena di famiglia, sport e cinema, amore, perdita e destino. E’ il racconto di formazione di un ragazzo, il suo alter ego Fabietto Schisa, interpretato da Filippo Scotti, che in conferenza stampa sfoggiava, come il regista che incarna in versione adolescenziale, un orecchino all’orecchio sinistro. I genitori del regista, nella finzione sono interpretati dal suo attore-musa Toni Servillo e da Teresa Saponangelo, Luisa Ranieri è la zia Patrizia, la mano di Dio è ovviamente quella iconica di Maradona, il calciatore che ha segnato e anche in qualche modo salvato la vita di Sorrentino.

Il regista aveva solo 16 anni quando i suoi genitori morirono all’improvviso e in modo del tutto inaspettato per avvelenamento da monossido di carbonio per una fuga di gas nella casa di villeggiatura della famiglia. Avrebbe dovuto essere con loro quel fine settimana, se non avesse ottenuto il permesso di restare a casa da solo, per la prima volta nella sua vita, per andare a vedere Maradona in trasferta con il Napoli.




Filming Italy Los Angeles: si avvicina l’edizione 2022

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filming italy 2022LOS ANGELES\ aise\ – La settima edizione di Filming Italy – Los Angeles si terrà dal 28 febbraio fino al 3 marzo 2022 a Los Angeles, in collaborazione con APA (Associazione Produttori Audiovisivi) e sotto gli auspici del Consolato Generale d’Italia a Los Angeles.
Creato e organizzato da Tiziana RoccaAgnus Dei e dall’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, Filming Italy – Los Angeles oltre a promuovere l’Italia come set cinematografico e ponte tra la cultura italiana e americana, sostiene la crescita culturale italiana attraverso il suo cinema, l’internazionalizzazione dei prodotti dell’audiovisivo italiani e supporta le relazioni interculturali tra i vari registi, produttori ed artisti.
Il presidente onorario di questa edizione sarà Giancarlo Giannini.
I temi che il Festival approfondirà quest’anno, attraverso le proiezioni di oltre 50 titoli, tra film, serie TV, docufilm inediti e non inediti, cortometraggi e anche all’interno delle masterclass, saranno i diritti umani, il futuro dei giovani, le pari opportunità con la valorizzazione delle donne nel mondo del Cinema e la ripartenza della macchina cinematografica e televisiva dopo il lockdown.
Filming Italy – Los Angeles, in modalità 50% live e 50% digitale, si terrà sulla piattaforma streaming MyMovies, con il patronato dei Ministeri degli Affari Esteri e della Cultura. (aise)




È morta Monica Vitti, aveva 90 anni

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vitti monica fgÈ morta Monica Vitti. L’attrice aveva 90 anni. Ad annunciare il decesso è stato Walter Veltroni su Twitter. “Roberto Russo -scrive Veltroni – il suo compagno di questi anni, mi chiede di comunicare che Monica Vitti non c’è più. Lo faccio con grande dolore, affetto, rimpianto”. L’icona del cinema italiano, assente da diversi anni dalla scena pubblica perché ammalata, aveva compiuto 90 anni.

Monica Vitti, nome d’arte di Maria Luisa Ceciarelli, era nata a Roma il 3 novembre 1931. Ha esordito nel cinema, dopo alcune esperienze sui palcoscenici teatrali, nel 1954, imponendosi poi all’attenzione internazionale per le interpretazioni nei film di Michelangelo Antonioni “L’avventura” (1960), “La notte” (1960), “L’eclisse” (1962) e “Deserto rosso” (1964).

Ha poi lavorato soprattutto come attrice brillante mettendo in luce una notevole vivacità e ricchezza espressiva e dando vita a personaggi rappresentativi anche da un punto di vista sociologico. Tra i suoi film spiccano: “Modesty Blaise” (1966); “Ti ho sposato per allegria” (1967); “La ragazza con la pistola” (1968); “Amore mio, aiutami” (1969); “Ninì Tirabusciò” (1970); “Polvere di stelle” (1973); “Tosca” (1973); “Teresa la ladra” (1973); “Io so che tu sai che io so” (1982); “Flirt” (1983); “Scandalo segreto” (1990, di cui è stata anche sceneggiatrice e regista).

Alla vena brillante hanno fatto eccezione tre sole interpretazioni: “La pacifista” di Miklós Jancsó (1971), “Il fantasma della libertà” di Luis Buñuel (1974) e “Il mistero di Oberwald” (1981) di Antonioni. Nel 1995 ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia.

“Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, esprime profondo cordoglio per la morte di Monica Vitti. Attrice di grande ironia e di straordinario talento, ha conquistato generazioni di italiani con il suo spirito, la sua bravura, la sua bellezza. Ha dato lustro al cinema italiano nel mondo. Al marito Roberto Russo e a tutti i suoi cari, le condoglianze del Governo”. Si legge in una nota di palazzo Chigi.

“Addio a Monica Vitti, addio alla regina del cinema italiano. Oggi è una giornata davvero triste, scompare una grande artista e una grande italiana”. Così il ministro della Cultura, Dario Franceschini.

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Il ‘Pinocchio’ di Guillermo Del Toro debutta su Netflix

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Era il 1940 quando le pagine di Carlo Collodi hanno preso vita sul grande schermo nel secondo classico Disney ‘Pinocchio‘. Quest’anno torneranno ad a prendere vita su Netflix. A dicembre debutta sulla piattaforma ‘Pinocchio‘ di Guillermo del Toro. Il servizio di streaming ha accompagnato l’attesa notizia con un teaser trailer, che mostra il Grillo Parlante con la voce di Ewan McGregor.

Il regista premio Oscar reinventa il grande classico di Collodi dedicato al burattino di legno che prende magicamente vita per riscaldare il cuore di Geppetto, intagliatore in lutto. Questo stravagante musical in stop-motion, diretto dal regista messicano insieme a Mark Gustafson, segue le spericolate e indisciplinate avventure del celebre burattino nella sua ricerca di un posto nel mondo.

Il film presenta un cast vocale stellare composto da – oltre McGregor – David Bradley (Argus Gazza nella saga di ‘Harry Potter’ e Walder Frey nello show televisivo ‘Il Trono di Spade’) in quelli di Geppetto, mentre l’esordiente Gregory Mann presta la voce a Pinocchio. Nel cast figurano anche la star di ‘Stranger Things’ Finn Wolfhard, la vincitrice dell’Oscar Cate Blanchett, John Turturro, Ron Perlman, Tim Blake Nelson, Burn Gorman, insieme al premio Oscar Christoph Waltz e alla vincitrice dell’Oscar Tilda Swinton.

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